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28 dicembre 2008

La Meditazione Regressiva




Il Dott. Angelo Bona è un medico psicoterapeuta che si occupa da circa venti anni di ipnosi regressiva. La sua ricerca verte sull'analisi della vita attuale, ma anche di quei contenuti o aggregati di simboli ed immagini che possiamo definire 'vite precedenti'. Il suo credo nelle Vite appartiene alla sua personale interpretazione, ma Su questo argomento ha scritto un libro, Vita nella Vita edito da Mediterranee.

Nella mia pratica clinica, lungo i percorsi di ipnosi regressiva, notavo nel corso degli anni e delle tante persone che trattavo , il manifestarsi di un linguaggio che risuonava dai sette centri .

Idioletti differenziati di parole , emozioni e frammenti di vite si liberavano durante le trance dalle sette galassie interiori, confermandomi che nell'universo uomo era nascosto il segreto linguaggio dei chakra.

Mi veniva spontaneo appoggiare una mano sul cuore, sul plesso solare o sulla fronte dei pazienti nei momenti in cui liberavano in regressione le loro cariche emotive. Era un gesto di presenza e di conforto , un contatto che significava comprensione e partecipazione alla sofferenza o alla gioia, mentre apparivano i mutevoli e iridescenti colori della trance.



Compresi che la modica pressione nelle aree dei centri attivava la sincerità racchiusa nelle sette galassie di linguaggio e notai quanto ciò fosse terapeutico. In trance profonda , la pressione della mia mano sul capo , in corrispondenza dell'antica fontanella dei neonati , poteva attivare le parole del sahasrara chakra.


Imparai a bendare i pazienti per sollecitare la radice del settimo centro : la ghiandola pineale produttrice di melatonina e di serotonina , un neurotrasmettitore che influenza lo stato affettivo e l'equilibrio psicologico delle persone.

La luce è la sostanza del sahasrara e la sua gradazione mi narrava della salute spirituale del centro e del livello di crescita di quell'anima. Spesso la galassia restava oscura e la tenebra non permetteva all'ego di spiccare il balzo verso la sponda dell'infinito cosmico e della gioia di annullamento dell'io. Questo chakra permette di vivere l'unione con l'universo e l'estasi del samadhi .




Margaretha Mijnlieff riporta una definizione di Lao Tze che sancisce in sintesi l'essenza del sahasrara: " vuoto che contiene tutto"(1). La pressione della mano sulla fronte , nel mezzo delle sopracciglia, sempre con i pazienti in trance produce un approfondimento dell'ipnosi , se viene stimolata la meditazione sull'ipofisi. L'ipnosi ed il sonno vengono facilitati dall'accantonamento di ogni attività senziente e di ogni brusio mentale prodotto dai nostri rumorosi pensieri.


Scendere consapevolmente nell'ajna o sesto chakra, favorisce il silenzio e la trance e questa meditazione, accompagnata al respiro nutritivo orientato sul centro, deve essere compiuta quotidianamente come se si annaffiasse un fiore. La pressione ed il massaggio profondo della tiroide possono attivare invece le memorie di violenza subite nelle vite precedenti e favorire la diagnosi dei disturbi fobici , che parlano nella gola dei pazienti.


Il linguaggio del quinto chakra, Vishuddhi , in regressione ipnotica libera le esperienze ancestrali di paura e di panico e le parole "rimaste in gola" delle vite pregresse . L'etere è l'elemento di questo centro ove il tempo e lo spazio risolvono i loro domini, permettendoci di espandere la coscienza dal piano fisico ai livelli più sottili. 


Dalla tiroide, porta dell'anima , inizia un sentiero che scorre in direzione del cuore. Ai suoi lati i fiori indicano la direzione verso l'Anahata chakra : la "valle dei colori". Una pianura si apre entro il cuore ricoperta da un rigoglioso Eden , poiché Dio non ha mai cacciato l'uomo dal Paradiso, ma lo ha nascosto dentro di noi.


Secondo la mia esperienza , i pazienti in regressione ipnotica comunicano , dopo la pressione ed il massaggio esercitati sul cuore , i contenuti ed i linguaggi della relazione paterna . Ulteriormente il linguaggio del centro descrive le relazioni familiari , la compassione, l'altruismo , la perdita e l'abbandono affettivi, il rapporto spirituale con le anime dei trapassati. In regressione si può ottenere la liberazione emotiva dal dolore , il perdono ed il raggiungimento dell' infinita sorgente dell'Amore.


Come dice Anodea Judith ," Il diritto fondamentale del chakra del cuore – amare ed essere amati- è semplice, profondo, diretto".(2) Stimolando Anahata chakra, si possono ripercorrere le vie dell'amore karmico e l'incantesimo di questa emozione apre il cammino ad una coscienza più ampia. Ancora citando la Judith : "Il blocco più diffuso del chakra del cuore è l'assenza di amore per se stessi". (3)


Dopo tanti anni di esperienza so quante persone manifestino disamore per se stesse , fino al disprezzo, condizione inibente la possibilità di reperire tale amore all'esterno. Ricordo una regressione di un paziente tradito ed abbandonato dalla sua partner che ripercorse una separazione antica, avvenuta in una precedente vita, nei confronti della stessa donna.


Il suo debito karmico , in entrambe le esistenze era determinato dalla sua radicale distimia che si riproduceva di vita in vita "antidotando" l'amore. Nell'Anahata chakra l'amore duale trascende ed il cuore diviene il Santo Graal , la coppa di Verde Smeraldo e lo spirito partecipa il "senso d'eternità", come riporta Renè Guenon (4).


Steiner (5) riconosce nel Graal il vero Mistero del Cristo Gesù nel rapporto fra il sangue, Signore della Terra e l'acqua, Madre Virginale, la madre unita al Figlio. La compressione del centro cardiaco porta il sangue ad irrorare gli altri centri ed attiva inspiegabili vie di emozionalità. Spesso il massaggio del cuore fa prorompere in un pianto liberatorio i pazienti e scorrono lacrime calde, intime da me aiutate a fluire vincendo l'iniziale timidezza.


Riportando ancora il pensiero della Judith :" Entrare nel cuore significa entrare nell'autoriflessione cosciente " e ancora "l'autoriflessione cosciente ci permette di integrare le nostre parti psichiche, di farle entrare in relazione e di vedere in che modo si pongano in concordanza l'una con l'altra per divenire un'unità"(6).
Anahata parla dell'autocontrollo e della tutela dell'io nei confronti della relazione con l'autorità genitoriale.


L'elemento del quarto centro è l'aria ed il timo ne è la radice endocrina , presidio fondamentale per le nostre difese immunitarie.





La pressione esercitata sul chakra attiva le risposte immunologiche e di difesa biologica nei confronti delle malattie. L'analisi del terzo centro, Manipura, localizzato nel plesso solare attiva i codici relazionali del nostro ancestrale rapporto con la madre. Spesso la compressione di questo chakra è dolorosa svelando i conflitti insiti nella relazione materna , l'angoscia di non riuscire a partorire il proprio sé e l'ambivalenza di amore-odio insita nei rapporti karmici di dipendenza.



L'elemento proprio del Manipura è il fuoco e la sua analisi ci riferisce quindi delle tre componenti dell'infiammazione : il calor, il rubor e il dolor. La radice del centro è il pancreas , ma la destra del Manipura è il fegato , la sinistra la milza e la sottostante l'intestino. E' un centro fondamentale per diagnosticare nel soggetto la sua rabbia bilio-epatica o la sua splenica difesa psicologica e per comprendere i disordini metabolici ed alimentari.


In trance la pressione del Manipura facilita l'affiorare dei contenuti di regressione e contemporaneamente ne favorisce la detensione e l'apertura. Partorire il proprio Sé è un evento non raro nel mio studio e sempre commovente. Due giorni or sono ho assistito ad un parto con vere doglie, travaglio ed espulsione di una signora che tra le lacrime di gioia ha partorito se stessa e questa magia è verità del terzo centro.


Il secondo centro o Swadhishthana è la sorgente dell'acqua , dell'istinto creativo e procreativo, della sessualità e dell'amore passionale e dell'unione fisica. L'acqua deve scorrere e fluire perché rimanga pura e non contaminata e parimenti è essenziale che defluisca liberamente la nostra libido e non ristagni negli acquitrini dei dogmi e dei sensi di colpa.



Ho notato come nel disturbo ossessivo-compulsivo e nei disordini della sessualità , l'obbiettività del secondo centro racconta spesso un'energia vitale coatta ed una tensione dello Swadhishthana chakra. Le regressioni , stimolando il centro, raccontano il desiderio, la passione , la repressione istintuale fino all'anestesia dello Swadhishthana.



Una paziente educata sotto l'egida di un fervente credo cattolico, dopo aver represso i suoi istinti e le sue emozioni per tutta la vita, mi comunicò che la pressione del secondo centro le produceva una sensazione di freddo in tutto l'addome : la sua acqua si era congelata. L'armonia della sessualità richiede che vi sia equilibrio tra movimento e flusso, ma anche l'eccessiva dinamicità inaridisce il centro.



Il primo centro , Muladhara, si esprime con parole di sopravvivenza e di paura antica di non essere sorretti ed accuditi dalla Madre primitiva : la terra. La sua stimolazione nella zona dei surreni svela le radici genealogiche e familiari e ricollega l'individuo alla storia , all'utero ed alla razza. Occorre ritrovare il nostro sangue per essere stabilmente radicati alla madre terra e da qui iniziare il nostro cammino di consapevolezza.



L'adrenalina prodotta dal surrene è l'ormone della sopravvivenza ed essa grida la sua irruente chimica di salvezza e salvaguardia dell'essere. E' un bagliore , un lampo che squarcia il buio mondo della paura renale e manifesta la grande e prioritaria forza dell'esistenza .



Mentre in Manipura si può accedere al "parto del Sé", come prima accennato, stimolando in trance lo Swadhishthana chakra si possono recuperare le esperienze legate ai traumi della nascita attuale o delle pregresse nascite .


E' paradossale che in un mondo così tecnologico ed evoluto scientificamente , si disconosca ancora con quanta inconsapevolezza vengono fatti nascere i bambini . Piccoli, grandi esseri accecati dai neon , traumatizzati da contatti rudi e separati dalla madre senza pietà .


Ricordo un paziente il cui caso compare in Vita nella Vita, il mio primo libro (7), che in trance rivisse il suo parto e l'angoscia di separazione al momento del taglio del cordone ombelicale.


Ogni frase riportata in questo testo deriva dalla mia più che ventennale esperienza di ipnoterapeuta ed è la sintesi del mio quotidiano lavoro. Considero il linguaggio dei centri un ausilio indispensabile al fine di condurre correttamente un' ipnosi regressiva.



Le parole dei chakra illuminano la trance lungo sentieri di espressione altrimenti non svelabili ed allora improvvisamente entro l'uomo può comparire la città del cuore.

Angelo Bona


Note: Judith A., Il libro dei chakra, , Neri Pozza Editore, Vicenza , 1998. Guenon R., Simboli della scienza sacra, Adelphi Editore, Milano, 1975. Steiner R., Cristo e il mondo spirituale- La ricerca del Santo Graal , Editrice Antroposofica, Milano. Bona A., Vita nella Vita, Ipnosi regressiva a vite precedenti, Edizioni Mediterranee, Roma, 2001.