“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

28 dicembre 2008

Lo Dzog Chen e la Mente

liberamente tratto da: incontri con Rimpoche


"Esistono molti modi per ricercare, osservare e comprendere la Natura della Mente, e questi possono essere utili esercizi.

Durante l'interruzione fra due sessioni di pratica, quando non state effettuando la focalizzazione sulla A, a cena o in momento di relax, cercate di non essere come siete normalmente, ma pensate alla vostra mente, a come vi sembra, da dove viene, dove va, quale è la sua reale natura e così via.

Focalizzandovi sulla A, farete l'esperienza del rimanere stabilmente nella contemplazione dell'unico punto, quindi avrete almeno una piccola idea di come appare la mente; dovete cercare in continuazione di scoprire come è la mente, dovete pensarci ma senza aspettative, senza pianificare.

Dovete osservare quando i pensieri sorgono all'improvviso, senza preavviso; bisogna verificare con molta attenzione da dove sorgono i pensieri, se dall'interno del corpo o dal mondo esterno e, se pensiamo che la mente sorga dall'esterno, dobbiamo chiederci che tipo di fenomeno ne è la sorgente!

Tutti sanno che la mente non ha colore, non ha forma, ma non è sufficiente capirlo intellettualmente, bisogna sperimentarlo, essere realmente sicuri che sia così.

Di solito si suppone che la mente sia inseparabile dal corpo, che tutto il tempo essa sia come combinata col corpo, ma talvolta, quando dormiamo o sogniamo, la nostra mente continua a lavorare e può andare dappertutto, in luoghi e paesi diversi, mentre il corpo giace nel letto.
Dove dimora la mente?

Dovete pensare attentamente a tutti questi aspetti, a come funziona la mente; anche se siete seduti in una stanza, la vostra mente può andare ovunque vogliate o desideriate.

Questo è un esempio di come la mente possa viaggiare liberamente, di come lavori sempre e sia incessantemente occupata.

Quando pensiamo a questi aspetti, sembra che la mente sia esterna al corpo; ma allora come è veramente ? Come funziona ? Dovete pensarci con attenzione!

Dovete verificare in tutti i modi dove dimora la mente, se all'esterno o all'interno, in qualche parte del vostro corpo; da qualche parte deve stare! Se si trova fuori dal corpo, allora dov'è? Sulla testa o sulla fronte, negli occhi, sui piedi, dove? Se si trova all'interno invece, sarà nel cervello, nel cuore o nei polmoni? Dove si trova? Dovete pensare, controllare accuratamente; secondo voi, dov'è la mente?
 
Qualcuno ne ha idea?

Intervento: "Nello spazio?"
Nello spazio? La tua mente non è nel corpo, ma nello spazio?
Intervento: "Nel punto su cui io mi sto focalizzando?"
Si, sembra proprio così; se penso alla testa sembra che sia lì, se penso al braccio anche, se penso alla A, sembra che la mente sia lì. 
Ma qual è il suo posto permanente? 
Questi sono solo posti temporanei, ma qual è la sua dimora permanente?  
Ad esempio, il vostro posto permanente è l'Italia e, se fate un viaggio in Austria, siete là, ma se qualcuno vi chiede di dove siete, voi rispondete: "Sono Italiano, abito in Italia". 
Dove è quindi la sede permanente della mente? 
Intervento: "Nella natura della mente?"
Uhm, nella natura della mente, ma cosa è la natura della mente, come è fatta?
Intervento: "È la saggezza"
 
La saggezza…..; pensate un po', la mente è qualcosa di molto mobile, è sensibile, sempre occupata, pensa in continuazione, così si suppone che sia la mente. D'altra parte, però, sembra anche che ci siano tanti tipi di mente: la mente irosa, quella pacifica, la mente dell'attaccamento, a seconda delle circostanze; bisogna trovare la natura di tutto ciò, dove "natura" significa la realtà ultima di qualcosa.
La mente ed i pensieri

Ad esempio, probabilmente l'avrete appena sperimentato, quando cercate di focalizzarvi sulla mente, sebbene la vostra mente sia tutta concentrata nel pensare alla mente, tuttavia spontaneamente e senza alcuno sforzo in essa sorgono dei pensieri che non vi lasciano concentrare sulla mente e vi disturbano; questi pensieri sorgono senza che li aspettiate, in modo imprevisto ed improvviso, proprio come appaiono le nuvole nel cielo.
 
Allora vi chiedo, da dove sorgono questi pensieri, come si manifestano, nascono nello spazio esterno e poi penetrano in voi?
E ancora, quando la vostra mente è tutta concentrata sulla A ed improvvisamente sorge un pensiero che disturba la vostra focalizzazione, secondo voi la mente concentrata ed il pensiero che la disturba hanno la stessa qualità, sono la stessa mente, la loro sorgente è la stessa? 
Il testo dice: "Le radici di tutti i pensieri, i concetti di buono e cattivo, tutto è la mente"; ma in realtà cos'è la mente?
Le caratteristiche della mente 
Dobbiamo cercare la sorgente della mente, capire dove va, dove risiede, dobbiamo sapere, scoprire come appare, qual è la sua forma, il suo colore. Se non ha forma, come si manifesta? Se ha forma, qual è? 
Bisogna procedere in questo modo: pensare, investigare e cercare di comprendere tutti questi aspetti della natura della mente, e poi consultarci con il maestro per chiarire i nostri dubbi; il testo suggerisce di fare così per qualche giorno, prima di proseguire con l'insegnamento e con la spiegazione delle altre sessioni.

Quindi, pensateci un po' su, poi quando avrete qualche idea o qualche esperienza, l'insegnamento potrà continuare; fino a che in voi non sorgeranno l'esperienza e la comprensione, il resto dell'insegnamento sarà come una storiella, niente di concreto.
 
I due modi di procedere 
Vi sono comunque due modi di procedere: uno è quello che vi ho appena spiegato, in alternativa potete ricevere prima l'insegnamento, poi dovete praticare in modo regolare ed il più possibile, confrontando le vostre esperienze con quello che avete ascoltato durante l'insegnamento, verificando se sono in accordo o meno.

Quando si procede in questo modo, ovvero ascoltando le spiegazioni ma senza averne prima fatto esperienza e poi praticando, c'è il pericolo che le vostre esperienze siano solo concettuali perché, avendo già ascoltato come dovrebbe essere, ne siete condizionati. In questo modo le vostre aspettative ed i pensieri concettuali, possono essere d'ostacolo nella realizzazione della natura ultima della realtà e non d'aiuto.
 
Comunque non tutti sono uguali, dipende da ciascuno di voi; avete qualche idea? Se riusciste ad avere qualche esperienza e ad essere sicuri adesso, sarebbe meglio…..

Pensate: come vi sembra la mente, qual è la sua sorgente?
Quando vi focalizzate sulla mente, da dove sorge la mente che si concentra?
Mentre siete concentrati sulla mente, dove vi sembra che la mente risieda; in quel momento la mente vi sembrava più stabile, ma dove risiedeva, nel cervello, nel cuore…?
Alla fine, quando avete abbandonato la focalizzazione sulla mente, quando non eravate più concentrati, in quel momento dove era andata la mente che prima era focalizzata sulla mente? Avete qualche idea?
 
Intervento: "La mente è nel nostro centro, al cuore; nel cervello c'è il contatto col mondo esterno, perché la mente, per avere un collegamento ha bisogno della vista, dell'udito, dei sensi in genere, quindi utilizza il cervello come collegamento con l'esterno, ma la sua sede non è nel cervello stesso, bensì nel nostro cuore". 
Se la mente risiede al cuore, allora dov'è? Si trova al suo esterno o al suo interno? In quale delle parti del cuore si trova la mente? Se tagliamo il cuore in pezzettini, dove è la mente?
Intervento: "La mente è al cuore come posizione, perché il cuore è al centro dell'essere umano, ma in realtà è come il un "tigle", è al di là; prima Lei parlava dei pensieri, che sorgono e passano, ma in realtà i pensieri non sono la mente, la mente è al di là dei pensieri".
 
E qual è la differenza tra la mente ed il pensiero? 
Intervento: "Il pensiero è una espressione della mente, una sua manifestazione!".
Allora pensate bene: nel momento in cui la mente è focalizzata sulla mente, siamo completamente concentrati e non ci sono altri pensieri, ma improvvisamente un pensiero sorge e disturba la focalizzazione della mente; in questo momento cosa avviene alla mente? Cosa è questo pensiero che è sorto, è esso stesso mente?

Intervento: "Il pensiero viene dall'esterno, dal cervello, è una creazione fisica, un prodotto dell'attività del sistema nervoso, un elaborato; non è l'essenza della mente!".

E allora dov'è l'essenza della mente, dove è situata? Dobbiamo trovarla, capire come è fatta; pensate che è possibile trovarla o no?
 
Intervento: "La mente non è fisica!".
Non è importante se è fisica o meno, la si può trovare o no?
Intervento: "No, secondo me non si può!".

L'osservazione della Natura della Mente

Se c'è qualcosa da trovare, dobbiamo sapere come procedere: innanzi tutto dovremmo esser capaci di spiegare cosa cerchiamo, dovremmo poter dire : "È così, è questo…", e non è necessario che sia qualcosa di fisico.

Differenti tipi di mente
 
In secondo luogo, sappiamo che si usa il termine "mente" in tante culture, ma in realtà vi sono tanti tipi di mente: la parola tibetana SEM, ad esempio, indica la mente superiore, mentre SEMGYU rappresenta la mente inferiore.

La mente superiore è composta da otto differenti livelli mentali, ovvero le cinque coscienze sensoriali, la coscienza mentale, la coscienza base, o ordinaria e la coscienza delle emozioni negative, o ignoranza; la mente inferiore, a sua volta, è composta da cinquantuno differenti categorie mentali.

Tutti questi sono differenti tipi di mente ed in tibetano hanno ciascuno il proprio nome, non è possibile utilizzare una sola parola per indicare la mente.
 
Anche il dubbio, ad esempio, è un tipo di mente, così come la rabbia, il desiderio, la gelosia; queste sono tutte categorie mentali, non fisiche, non esiste infatti una rabbia fisica! La rabbia è legata con l'interno, con la mente, infatti si parla dei tre o cinque veleni mentali. 
D'altra parte, ci sono anche gli aspetti positivi: l'amore, la compassione, l'altruismo, il bodhicitta, il rifugio, anche questi sono tutti differenti tipi di mente, ed ognuno di questi aspetti produce differenti sensazioni nelle persone ed in noi stessi. 
Gli effetti della mente 
Gli effetti della mente si dividono in due categorie: TOGPA e TOME; togpa è il pensiero concettuale, mentre tome è il pensiero non concettuale, sebbene il termine "pensiero" non sia esatto, perché lo colleghiamo subito a qualcosa di concettuale. Tome, ad esempio, è la coscienza dell'occhio, perché quando l'occhio percepisce una forma, la percezione avviene direttamente al livello della coscienza dell'occhio, senza un lavoro concettuale; quando invece pensiamo alla forma, questo è un processo concettuale. 
Quando guardiamo la mente è tome, non c'è concettualizzazione, quando pensiamo alla mente allora è togpa, ovvero pensiero concettuale.
Ci sono tanti differenti tipi di mente, di pensieri, comunque li chiamiamo.
Il testo spiega che tra le otto coscienze principali, le prime sei, ovvero le cinque coscienze sensoriali e la coscienza mentale, sono impermanenti, temporanee, sono manifestazioni, come dei raggi della coscienza principale; la coscienza dell'occhio, ad esempio, permane finché siamo vivi, ma quando moriamo essa non c'è più, torna alla sua sorgente.
 
Eppure rimane la nostra mente, che è quella che prenderà la nuova rinascita, ed è sempre combinata con le menti delle emozioni negative e con le cause karmiche. 
Questa è la mente principale.

Se conosciamo la natura della realtà di questa mente, allora tutto torna alla medesima sorgente.
 
Dov'è l'io 
Quando diciamo "io" o "me", siamo soliti rivolgere l'indice verso noi stessi, puntando col dito al centro del nostro petto; quindi questo è "io", ma quando ci chiedono se il nostro corpo siamo noi, sappiamo che non è così, sappiamo che il corpo è "nostro", ma non siamo "noi". "Io" e "mio" non sono la stessa cosa. Il braccio, quindi, è "mio", ma non sono "io" e così è per la testa e tutto il resto. 
Lo stesso può essere verificato per quanto riguarda l'interno: i pensieri, la mente, sono "miei", ma non sono "io". Alla fine, allora, chi è questo "io"? Il corpo non sono "io", la mente non sono "io", ma allora cosa rimane? Non c'è nient'altro che resti, oltre al corpo e alla mente, che possa essere questo "io". Giunti a questo punto, dove dovremmo localizzare noi stessi? 
Possiamo forse dire che siamo una combinazione della mente e del corpo, non solo una parte, ma la totalità di questi due aspetti. Questo è vero, perché in genere quando si dice "io" o "tu", si intende proprio la totalità combinata di corpo e mente; è una sorta di nome che si da al complesso corpo – mente. 
Ma…c'è ancora qualcosa, oltre questi aspetti, la parte principale, proprio quello che intendiamo e indichiamo quando diciamo "io"; quando moriremo, ad esempio, lasceremo il nostro corpo, ma non per questo possiamo dire che scompariremo! Saremo ancora lì, vivi e presenti per raccogliere tutto il karma che abbiamo accumulato nelle vite precedenti, buono o cattivo, che sia. Saremo ancora lì. 
Una volta morti, dovremo prima di tutto visitare il Bardo, fare questa esperienza, poi rinascere e, se saremo dei bravi praticanti, dovremo illuminarci. Avremo abbandonato il nostro corpo, non è più lì con noi, eppure noi siamo ancora presenti; quindi non possiamo dire che il nostro corpo siamo noi! Cosa resta quindi che possiamo ancora indicare come noi stessi? Resta la nostra mente! 
Ma attenzione, la vostra mente è "vostra", assolutamente non siete "voi" stessi.

Ora, quindi, dove siete "voi"? Vi siete persi!

Vi siete persi, ma ancora una parte di voi è rimasta: "vostro" è rimasto, voi vi siete persi!
Intervento: "La sede della nostra mente è la nostra coscienza; noi siamo la nostra coscienza deposito".
 
OK, ma cosa è la coscienza deposito? 
Intervento: "Forse si può solo dire cosa non è, posso dire: non è così, non è colà, non è questo, non è quello…".

Si, ma cos'è quello?Intervento: "È il vuoto che rimane!".Il vuoto? Questo significa che la mente non esiste, che non c'è niente?"Intervento: "No, non c'è niente!"Quindi non c'è niente…..Intervento: "No, è un'illusione". 
Questo significa che tu non hai la mente! Allora, qual è la differenza tra te ed il tuo cadavere? Se nel corpo non c'è la mente, qual è la differenza tra una persona viva ed il suo cadavere? 
Intervento: "Una persona morta, non ha più gli attaccamenti che ha quando è in vita!". 
OK. Come vedete, bisogna pensare con molta, molta attenzione a tutti questi punti, altrimenti c'è il serio pericolo che perdiate voi stessi! 
Domanda: "Gli studiosi moderni di fisica quantistica sostengono che tutto l'universo sia "mente"; cosa ne pensi tu?"
….. Tutto l'universo è mente…..! Ma prima dobbiamo capire cosa è la mente! Se non sappiamo cosa è la mente, come facciamo a dire che tutto l'universo è mente?

Torniamo a noi, si diceva che la mente non esiste; quindi cosa resta adesso? Ora che non abbiamo più la mente e non possiamo più parlare, né pensare…..
Intervento: "Non si può rispondere a questa domanda, si risponde col silenzio!"
 
OK, così restiamo in silenzio. Quando non parli, capisci cosa è la mente? Se è così, allora va bene! 
Intervento: "Intendevo dire che non si può spiegare queste cose con un processo razionale, per questo si sta zitti; perché l'irrazionale non si può spiegare!" 
La mancanza di esistenza inerente 
OK, adesso allora cercheremo di trovare la risposta.

Questo di cui stiamo parlando è ciò che si chiama "la mancanza di un'esistenza inerente"; tutto è un'illusione, tutto è creato dalla mente. Il Sutra, il Tantra lo Dzog Chen, ed io suppongo anche la altre tradizioni religiose, parlano proprio di questo. Anche gli scienziati dicono che l'universo è fatto di vuoto, materia ed energia…..
 
Noi, però, dobbiamo cercare di capire qual è la base di tutto ciò, deve esserci qualcosa, altrimenti è come parlare di un coniglio con le corna, ovvero di qualcosa che non esiste. 
Le corna del coniglio sono proprio un esempio lampante di non esistenza.
Diciamo che la nostra mente e tutte le apparenze sono illusorie, che non esistono inerentemente, ma ciò non significa che non esistono come le corna del coniglio!

Le apparenze dei fenomeni sono illusorie, ma ancora esistono, come illusioni.
Noi tutti dobbiamo agire, dobbiamo camminare in questa illusione! Soffriamo in questa illusione, gioiamo in questa illusione, troviamo i nostri percorsi in questa illusione, quindi non possiamo mai dire che è inesistente come le corna del coniglio; eppure, nonostante ciò, è certamente un'illusione.
 
Tutto è un nome, noi siamo il nostro nome, diamo un nome a tutto e poi questo resta come qualcosa di concreto, di reale; tutti viviamo sulla base dei nomi che diamo.
Noi stessi siamo così, comunque ci chiamiamo e finché siamo in vita, associamo il nostro nome alla combinazione del nostro corpo e della nostra mente; una volta morti, il nostro nome viene associato alla mente che rinasce ancora ed ancora. Questo è il principale supporto a cui associamo l'idea di noi stessi.
 
Immaginiamo, ad esempio, una persona che si chiama Riccardo. Riccardo è un individuo a cui abbiamo dato questo nome e, fintantoché è vivo, quando indichiamo una qualunque parte del suo corpo, sappiamo che si tratta di Riccado, lo realizziamo subito; gli abbiamo dato un nome e questo nome è rimasto ad indicare lui, questa è la nostra immaginazione! 
Per sua figlia, però, lui è il padre, per il fratello è il fratello, per i suoi amici è un'ottima persona, per i suoi nemici è un individuo terribile; possiamo dare tante qualificazioni a Riccardo, ma dal suo punto di vista, dal punto di vista della realtà, lui non è nessuna di queste qualificazioni. 
Dal punto di vista della sua realtà, lui non è nemmeno Riccardo, perché se "fosse" Riccardo, allora dovrebbe rimanere "sempre" Riccardo, ma lui sarà Riccardo solo per un po' di tempo, settanta, ottant'anni, forse molto meno, e poi cambierà nome! Prima che nascesse non era Riccardo, dopo la morte, dal suo punto di vista, non sarà più Riccardo; è così! 
Quando è in vita, però, la sua mente ed il suo corpo per noi sono Riccardo; quando morirà, corpo e mente si separeranno ed il corpo si decomporrà e diventerà polvere, ma nella nostra visione, avendogli dato il nome Riccardo, la sua consapevolezza si chiamerà ancora con questo nome, ecco perché Riccardo deve rinascere. 
Questo è il nostro punto di vista. Noi individuiamo la sua mente, la sua consapevolezza come Riccardo, quindi quando la sua mente assume una nuova rinascita, per noi è John che rinasce. Quando diamo un nome, diventa così; ma dal punto di vista di colui che chiamiamo Riccardo non è così, non si può associare un nome dal punto di vista della realtà. 
Per noi, quindi, tutto si basa e dipende dal nome, ma non possiamo certo dire che noi siamo solo un nome, che non esiste niente e che quindi possiamo fare quello che vogliamo; non dobbiamo pensare che Riccardo è solo un nome che abbiamo dato e che quindi non deve sopportare il karma che ha accumulato nelle vite precedenti. E' vero, John è morto, il suo corpo è andato, lui non è più John perché è invisibile a noi, ma la sua coscienza, quella che noi chiamiamo John, comunque la chiamiamo, prenderà una rinascita e sopporterà le conseguenze del suo karma. 
Ciò che rinasce è proprio questa coscienza, il fiume di consapevolezza che noi, ad esempio, chiamiamo "padre", ma che dal suo punto di vista, dal punto di vista della realtà, non è nostro padre perché, se così fosse, dovrebbe rimanerlo per sempre, ma non è così.

Eppure per noi questo nome è qualcosa di molto importante, perché bilancia il vuoto, la vacuità; quando diciamo vacuità, infatti, noi la associamo con l'idea di niente, di vuoto totale, ma non è così.
 
È vuoto, ma tutto è perfetto e tutto esiste in esso, capite? Vuoto significa che niente esiste in modo inerente, il vuoto è proprio la mancanza di esistenza inerente; ma ciò non significa che voi siete vuoto: voi siete lì!

Prendiamo ad esempio questo tavolo: noi diciamo che la realtà di questo tavolo è la vacuità, ma voi potete pensare che non è così perché il tavolo è duro, solido, possiamo toccarlo; eppure, quando cerchiamo attentamente in ogni sua parte, non possiamo trovare il tavolo, tavolo è solo un nome.
 
Nonostante ciò, non possiamo certo dire che il tavolo non esiste più! Ciò che chiamiamo tavolo è l'insieme di tutte queste parti ed esiste, ma non inerentemente: in realtà la sua esistenza è vacuità. 
A questo punto, il concetto di vacuità secondo la scuola Madhyamika e secondo lo Dzog Chen si differenziano. 
Il concetto di vacuità secondo la scuola Madhyamika 
Secondo i Sutra, vacuità significa che quando cerchiamo il tavolo e lo scomponiamo nelle sue parti, non possiamo trovarlo, nel senso che non possiamo trovare il tavolo esistente inerentemente; il fatto che non abbiamo trovato il tavolo esistente inerentemente, non significa che non c'è più il tavolo! 
Possiamo trovare il tavolo come nome, come illusione, questo è ciò che abbiamo chiamato tavolo; quando cerchiamo il tavolo e non lo troviamo, ciò che non troviamo è il tavolo esistente inerentemente. Questa mancanza di esistenza inerente è l'aspetto vuoto del tavolo, la vacuità del tavolo, e si chiama realtà assoluta.
Anche se il tavolo non esiste inerentemente, tuttavia esiste come nome, come illusione; l'esistenza del tavolo come nome o illusione è chiamata verità relativa. Questo è il punto di vista della scuola Madhyamika.
 
Un punto molto importante, però, è che la verità assoluta e quella relativa sulla natura del tavolo e di qualsiasi cosa in generale non devono mai essere separate, ma sempre unificate, combinate insieme.

Quando pensate che, non avendo trovato il tavolo, esso non esiste neanche come nome o illusione, cadete nel nichilismo, non potete capire l'unione della realtà relativa ed assoluta del tavolo.
 
Il concetto di vacuità secondo lo Dzog Chen 

Dal punto di vista dello Dzog Chen, si accetta che il tavolo sia vuoto di esistenza inerente, così come afferma il sistema Madhyamika, ma questo non è sufficiente, non basta capire solo questo aspetto per spiegare la verità assoluta della realtà del tavolo. Dire che il tavolo è solo un nome e che esiste come illusione non è sufficiente!
 

"Tavolo" è ancora solo un nome, ma la stessa sostanza materiale che compone il tavolo dovrebbe essere come luce, quindi il tavolo stesso è vuoto; dal punto di vista dello Dzog Chen il tavolo "è" vuoto.
 

Per noi è difficile immaginare che il tavolo sia vuoto, ma dal punto di vista dello Dzog Chen esso ha la stessa qualità di un arcobaleno, o degli oggetti che popolano i nostri sogni.

In realtà, tutte le manifestazioni della natura possono avere un'apparenza pura o impura, a seconda di quella che è la nostra realizzazione o non realizzazione della realtà della natura; ciò causa differenti apparenze o, come si dice, visioni.
 

Tutto è creato da noi, dalla nostra mente, dall'attaccamento o desiderio e così via. Dal tempo senza inizio fino ad ora siamo rinati così tante volte e per tutto questo tempo non abbiamo mai rivolto la nostra attenzione verso noi stessi, ma ci siamo sempre rivolti all'esterno; questo ha reso sempre più concreto "l'esterno", così come dall'acqua si può formare il ghiaccio.
 

Noi non capiamo, non ci siamo realizzati, questo significa che sempre guardiamo fuori seguendo i pensieri, attaccandoci agli oggetti dei nostri sensi, giudicando nel bene e nel male; se vediamo qualcosa di bello proviamo desiderio, se vediamo qualcosa di spiacevole proviamo avversione, e così via. Facendo così, tutto diventa sempre più concreto.
 

Se invece guardiamo indietro, tutto torna agli elementi, gli elementi tornano alla luce, prima in una forma di energia ancora grossolana, poi in una forma d'energia più sottile ed infine alla luce; se guardiamo indietro, quindi, tutto torna alla luce.

Questa luce, però, non è quella intesa dalla fisica, ma è l'energia, quel qualcosa che è la sorgente delle energie delle cinque luci colorate, che a loro volta possono produrre tutte le cose.
 
Per questo si dice che il samsara ed il nirvana sono perfetti, che tutto è perfetto, perché l'energia può manifestare tutto, può produrre tutto. 
Questo tornare alla luce, o come vogliamo chiamarlo, dov'è? Come possiamo capirlo? Possiamo capirlo solo rivolgendoci a guardare indietro, rivolgendoci ad osservare la nostra stessa mente. Ecco perché nello Dzog Chen si parla sempre della mente, ecco perché quando si parla della natura dell'esistenza si parla sempre della natura della mente, perché se osserviamo la mente e troviamo la natura della mente, allora tutto si dissolve lì! Ora torniamo alla questione che vi avevo fatto all'inizio: cosa è la mente? 
La Natura della Mente 
La mente sembra molto brillante, molto veloce, manifesta tanto movimento; tutto ciò possiamo definirlo come mente, ma se osserviamo ognuno di questi aspetti con attenzione, se cerchiamo bene, vedremo che in essi non c'è niente di sostanziale, niente che esista inerentemente. 
Eppure la mente sembra qualcosa di molto attivo, di molto potente; ma allora che cos'è, qual è la sua realtà?

Se cerchiamo di verificare, se ci rivolgiamo ad osservare la nostra mente, possiamo vedere che qualunque pensiero sorga, se lo osserviamo con attenzione, scomparirà da sé e non riusciremo a trovare niente di speciale; ma nel momento in cui il pensiero scompare, non significa che esso non esiste, o che si è perso oppure che è andato da qualche altra parte. Quando il pensiero sparisce, significa che si dissolve nella sua propria realtà.
 
Dopo che il pensiero si è dissolto, voi restate comunque nella realtà di questa mente, di questo pensiero, qualunque sensazione abbiate avuto; in quel preciso momento, potete avere una particolare esperienza: non ci sono nuovi pensieri che sorgono, quello che era sorto è sparito, non c'è nessuna attività. Così voi restate in questo stato che è di non attività, ma comunque pieno di consapevolezza, questo stato in cui la vostra mente è normale, non c'è torpore o agitazione, non c'è qualcosa di differente, le vostre attività mentale e fisica sono normali, non mostrano niente di strano o di sbagliato. 
Vi sentirete calmi e spaziosi, come un foglio bianco, ma ciò non significa che sarete come bloccati, potrete comunque fare qualsiasi cosa e lo stato di calma, di stabilità e di spaziosità della vostra mente permarrà. 
All'inizio, troverete una specie di separazione tra il pensiero che è scomparso mentre lo osservavate ed il sorgere del pensiero successivo, nello spazio tra i due potrete trovare questo stato di spaziosità e chiarezza. 
Proprio questa è la realtà della mente, o del pensiero, comunque lo intendiate; dovete avere un'esperienza come questa, poi potremo parlarne più approfonditamente.