“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

28 gennaio 2009

I Simboli e l'Uomo - C.G.Jung


L'uomo e i suoi simboli>Lucilla Loddi

L'uomo e i suoi simboli è l'ultima opera di Jung, rappresenta una esaustiva introduzione al suo pensiero, ed è l'unico testo a carattere dichiaratamente divulgativo pubblicato dal grande psicologo svizzero, venendo meno alle sue precedenti convinzioni, riguardo la divulgabilità ai non esperti delle sue teorie.

Oltre al passo di Jung: Introduzione all'inconscio, il volume raccoglie quattro contributi dei suoi più stretti collaboratori: Joseph L. Henderson, Marie-Louise von Franz, Jolande Jacobi e Aniela Jaffé. 

Ne risulta una esplicazione molto chiara ed essenziale, della psicologia analitica, un’esposizione di cosa sia l'inconscio collettivo e come questo si manifesta, espone quindi i capisaldi della psicologia analitica o psicologia del profondo ecostituisce uno specifico studio sull'attività simbolica dell'umanità.

Introduzione all’inconscio - C.G.Jung

Ciò che noi solitamente connotiamo come simbolo è un segno grafico convenzionale di cui spesso coscientemente ignoriamo il significato ad esso sotteso, fermandoci all’immediato, vi è invece spesso un significato nascosto in un simbolo, appartenente alla sfera inconscia e mai definibile completamente. Noi stessi produciamo dei simboli spontaneamente attraverso i sogni e sulla base di ciò viene spiagata la presenza di una attività inconscia, che influenza la nostra esistenza ed evoluzione.

Quindi il sogno si presenta come una sorta di startgate verso l’autoesplorazione.

Jung accantona il lavoro sui sogni attraverso la libera associazione, proposto da Freud, soffermandosi sul contenuto del sogno e sul significato del sogno secondo il paziente, indagando sulla facoltà simboleggiatrice e subliminatrice dell’inconscio del sognatore, mettendo da parte qualsiasi tesi preconcetta, cercando di estrapolare i contenuti rimossi dalla coscienza, ma anche i pensieri creativi nuovi, le soluzioni che non hanno raggiunto la soglia della coscienza.

Quindi viene interpretato il sogno come una sorta di riequilibratore psichico, compensatorio, nel ristabilire un normale status psicologico, ma anche come anticipatore di eventi futuri, per la capacità anticipatoria nel percepire progressivamente le informazioni a livello simbolico, accennando anche all’attività compensatoria del fenomeno del sogno ricorrente.

Jung considera lo stato di salute mentale in base alla comunicazione tra psiche conscia ed inconscia, altrimenti presente una scissione che causa un disturbo psicologico.

Vi sono però spesso dei simboli non riconducibili all’esperienza personale del sognatore che Jung definisce “resti arcaici; archetipi; immagini primordiali”, quali dati primordiali e archetipici ereditari della mente umana e comuni a tutta la specie, accumulati nel corso dell’evoluzione della specie, purtroppo però le teorie razionali ci hanno progressivamente e pericolosamente portato a distaccarci dal mondo simbolico irrazionale, per cui questi sono costretti a manifestarsi in modalità indirette.

Tendiamo a sottovalutare il danno che una tendenza al pensiero razionale porti alla nostra esistenza, distanziandoci dalla nostra istintualità, provocando la mancanza di quella sottile comunicazione con l’energia naturale presente in ogni cosa e distanziandoci da una sana spiritualità, togliendo così significato alla nostra stessa esistenza illudendoci di averne assoluto controllo, su di essa e sulla natura, senza accorgerci che non siamo in grado di controllare la nostra stessa natura, i sogni con i loro simboli che tentano di riconciliare la nostra psiche, ce lo ricordano ogni notte.

In questo modo la creazione di un simbolo spirituale, contribuisce a dare un senso alla vita offrendo una dimensione immaginifica e spirituale che rimanda all'inconscio collettivo e alla sua funzione di attivare delle risposte di adattamento che consentono alla specie umana di sopravvivere e di difendersi di fronte alle angosce e le modificazioni imposte dal mondo sotterraneo della psiche, che minacciano l'esistenza, scavalcando il razionalismo che fa perdere il contatto con la natura e con la nostra stessa natura. 

L’inconscio quindi ha caratteristiche primitive, di quella primitiva energia psichica che attraverso la civilizzazione abbiamo sotterrato... ma non perso, malgrado abbiamo imparato a controllare i nostri istinti, non abbiamo ancora imparato a controllare del tutto la nostra intima natura.

Nel suo capitolo Joseph L. Henderson mette in evidenza come gli archetipi si affacciano nei sogni e danno voce al nostro mondo interiore svolgendo un ruolo importantissimo nella psiche e di quanto oggi trascuriamo i simboli spitituali negando loro l’importante influenza che hanno sulla vita psichica.
Questa analogia tra simboli archetipi e simbolizzazione del mondo onirico, permette una valutazione più approfondita del messaggio psicologico.

Henderson prende in considerazione alcuni dei principali miti dell’antichità quali il mito dell’eroe, che aiuta attraverso il suo percorso ad affermare la propria personalità, la coscienza individuale, individuando la sua evoluzione in quattro cicli: l’Imbroglione, ancora dominato dai suoi appetiti istintuali; la Lepre, che comincia a dominare i suoi istinti e a socializzare; Corno Rosso, che si avvale delle potenze soprannaturali per difendersi dal male e i Gemelli in cui sono rappresentati i due aspetti della natura umana stasi e dinamismo. Il mito dell’erore è caratterizzato dalla sua propensione all’orgoglio per cui cade come vittima sacrificale.

Altro archetipo considerato è il concetto dell’Ombra. Essa è quella somma di aspetti disconosciuti negati e non graditi alla coscienza della persona, ma che vanno dominati ed integrati poichè questo passaggio costituisce una transazione imprescindibile verso il processo di individuazione personale.
Infine Henderson prende in considerazione il concetto di Anima, l’elemento femminile della psiche che ha una grande influenza socializzatrice e come l’integrazione di questo aspetto di sè permette una differenziazione dall’immagine materna.

Questo processo d’integrazione e separazione verso la realizzazione di una propria sana coscienza individuale, non può prescindere da un rituale di iniziazione, una rinascita che garantisca una transizione significativa, prendetto atto umilmente dell’ineluttabilità della morte per ritornare a nuova vita, dove l’Imbroglione diviene lo sciamano capace di intraprendere il viaggio solitario.

Marie-Louise von Franz approfondisce il concetto di processo di individuazione e come esso si ricostruibile tracciando una mappa dei progressivi sogni individuali, dallo schema generale che se ne può estrapolare dalla complessa trama è possibile individuare quelle modificazioni che segnano il passo della personale evoluzione ed ogni interpretazione è possibile solo in relazione al sognante, alla sua vita psichica, considerando il Sé come organizzatore di questo processo, una guida segreta che ci parla attraverso i sogni, qualora noi riuscissimo ad abbandonare i progetti utilitaristici dell’ego, per far spazio al nostro percorso interiore verso il nostro centro, percorso che generalmente inizia attraverso una ferita e la sofferenza conseguente.

Rendersi consapevoli dei propri limiti entrare in contatto con l’Ombra e quindi con le critiche del proprio inconscio, ci porta a scoprire le nostre reali dimensioni psichiche, rivelando così una forma positiva di un aspetto del Sé tanto temuto, come accade esplorando i diversi aspetti dell’Anima e dell’Animus nell’uomo e nella donna come siano legati all’esperienza emotiva che si è sperimentata con il genitore di sesso opposto al proprio.

Spiega come la personificazione dell’Anima possa simboleggiare una illusione distruttiva o tutt’altro, cioè fungere da “sintonizzatore”, guida e mediatore con l’interiorità. E’ quella funzione che porta l’uomo a cristallizzare in materia, attraverso le arti, i propri sogni e sentimenti.

Parimenti nella donna l’Animus è la voce della proprie intime sacre convinzioni, dello spirito d’iniziativa, del coraggio, della maturità spirituale in positivo, permettendo alla donna di autosostenersi, mentre in negativo tendono verso l’impulso autodistruttivo. Quando la donna sarà abbastanza forte da mettere in dubbio il carattere sacro delle proprie convinzioni, allora potrà accogliere le parole dell’inconscio e procedere ad incontrare il Sè, nei miti e nei sogni raffigurati da maga, madre terra, dea per le donne e maestro, custode, guru, spirito per l’uomo. Questa è una simbolizzazione estremamente positiva nei sogni, poichè ci indica un’attivazione del nostro centro interiore del nostro uomo cosmico o grande uomo nella sua universalità culturale.

Questo spesso viene simbolizzato nelle diverse culture, come un essere bisessuato proprio a simbolizzare l’integrazione tra maschile e femminile, la sintesi degli opposti. Ancora il Sé viene rappresentato come un animale che ne incarna tutte le peculiarità, realizzando la natura istintuale ed il legame con l’ambiente circostante.

Un’altra simbolizzazione costante del Sé nelle diverse culture è la pietra o il cristallo, utilizzata tutt’oggi nelle pietre tombali. Da questa associazione tra psiche e materia la von Franz ricorda sia scaturita da jung la teoria della sincronicità, nella quale egli sostiene eventi appartenenti alla psiche e eventi esteriori presentano una coincidenza significativa e quindi un messaggio simbolico. Questi messaggi accompagnano, sempre secondo Jung, le fasi del processo di individuazione.

L’autrice considera che vivere in uno stato di consapevole attenzione verso il Sè e contemporaneamnte verso il mondo esteriore, ci indica la strada verso quale proseguire nel nostro faticoso cammino e ci permette un contatto con il nostro centro, un equilibrio, che difficilmente può essere sgretolato e prima o poi questa interiorità si manifesta permettendo qualsiasi rinnovamento.

Ma anche il Sè ha un suo aspetto negativo ed è l’illusione, che può prendere forma nelle megalomanie e nell’orgoglio, nella cecità ritualistica religiosa, ricalcando uno schema. A questo proposito considera anche che spesso l’oggettivazione in un rituale di un’esperienza individuale di rivelazione, perde il suo valore poichè ne viene dimenticata l’esperienza originale e quindi negati gli effetti.

Afferma inoltre la possibilità che comunque i sogni possano parlarci degli altri, poichè l’uomo è in contatto anche con gli altri esseri viventi, dei quali avverte le sofferenze e gli stati d’animo, anche in modo inconsapevole da ciò che egli pensa e che non è possibile influenzare l’inconscio in nessuna misura.
Aniela Jaffé elabora il simbolismo nelle arti figurative, esaminando dapprima i simboli della pietra, del cerchio e dell’animale e quale funzione magica e propiziatoria abbiano avuto attraverso l’arte e quanto sia essa stessa un simbolo, l’arte del XX secolo.

Considera l’animazione degli idoli primitivi in pietra come proiezioni dei contenuti inconsci, dando così voce allo “spirito della pietra”, come il suo utilizzo sia ricorrente nelle diverse culture e religioni e come le rocce e le caverne in epoca preistorica fossero considerati luoghi di culto.

Questo viene avvalorato anche dalle pitture rupestri che non erano semplicemente un effimero esercizio di stile, ma avevano una funzione magica propiziatoria, come dimostrano evidenti tracce di danza sul terreno antistante e i fori impressi sui dipinti che attestano essere stati usati come bersagli, assicurando al cacciatore un’anticipazione della sua vittoria, questa idea di creazione di un doppio si collega alla convinzione, ancora tutt’oggi presente in civiltà primitive, che l’immagine sia totalmente identificata con l’anima del soggetto. A questo proposito si aggiunge la simbologia ed identificazione con l’animale operata dall’uomo, utilizzata sia nei riti propiziatori, ma anche come totem. Attraverso la maschera l’uomo diviene immagine archetipa, accogliendo di essa qualità e aspetti terrificanti.

Anche nel rituale di iniziazione e circoncisione, l’iniziato accoglie la sua anima animale, la riconosce, e la sacrifica con la circoncisione, l’aspetto istintivo ed emozionale viene quindi portato alla coscienza, sviluppando il proprio potere riflessivo.

Domare l’animale interiore, non certo reprimerlo o ferirlo, diviene un utile compagno.

Il simbolo del cerchio viene ampliamente utilizzato in tutte le culture e in tutte le epoche, esso viene universalmente riconosciuto come l’aspetto essenziale della vita, la sua globalità nonchè il cosmo stesso. 

Nella filosofia Zen giapponese esso rappresenta l’illuminazione e la perfezione umana, lo ritroviamo nel mandala indiano, nell’arte cristiana e nell’architettura. Esso rivela comunque la trasformazione in un cosmo ordinato, in relazione con l’assoluto, tramite il suo centro e rappresenta la simbolizzazione della psiche.
Per quanto concerne l’espressione artistica, l’autrice utilizza la differenziazione di Herbert Kuhn tra stile sensitivo e stileimmaginativo.

Il primo concerne una riproduzione diretta della realtà, il secondo rappresenta l’esperienza propria dell’artista fino ad arrivare a soluzioni astratte che esprimono emozioni anche spirituali. Questo stile è riscontrabile sia nell’arte primitiva, che nell’arte moderna in una modalità che rivela lo spirito dell’epoca dell’artista, mentre per quanto riguarda l’artista moderno è possibile comprendere la sua psicologia individuale attraverso i valori formali, ma non e certo attraverso questi che può spiegarsi l’effetto che tali opere hanno sull’inconscio, ma attraverso il contatto spirituale proveniente dal cosmo creato dall’artista.
Molto interessante è l’esplorazione dell’anima segreta delle cose, Duchamp e la poeticità dei suoi ready-made, la spiritualità delle composizioni di Mirò e i vari collages di Picasso, Braque, Ernst ecc., dimostrano l’elemento simbolico nell’arte e la sua esaltazione magica, anche di un prodotto di rifiuto, risultando chiaramente che proiezione della loro psiche sulla materia da nuova vita all’oggetto, questo spirito, altro non è che l’inconscio.

Questo ci riporta alla concezione alchimistica dello spirito della materia, rivelando che l’uomo tende a riempire quei vuoti incomprensibili col proprio inconscio.

E proprio questa sensazione di vuoto che Jung ha constatato come tipica della sua epoca, riscontrandola nei sogni dei clienti attraverso il progressivo sfaldamento dell’immagine di Dio, che ha come conseguenza la mancanza di senso nella vita.

Un interessante strada è stata percorsa da Breton, fondatore del surrealismo, attraverso il quale tentò, di risolvere il dissidio tra realtà e sogno, utilizzando il metodo freudiano della libera associazione aprendo la strada al flusso delle immagini inconsce, dimenticando però che solo l’equilibrio tra conscio e inconscio porta alla scomparsa di quel senso di vuoto che abbiamo accennato.

Progressivamente l’intenzione degli artisti diviene rivelare la dimensione spirituale e immutabile, grande esponente e realizzatore di questo intento è Klee, nelle sue opere lo spirito della terra e l’inconscio sono sorprendentemente armonizzate. Altra visione dello spirito inconscio è data da Pollock, che si definisce un’ostetrica spirituale dei suoi lavori, qui l’astrazione diviene totale perdendo il suo contenuto simbolico e causando un’acuta violenza emozionale.

Diviene urgente una conciliazione degli opposti, rappresentati dall’espressione della coscienza e dell’inconscio, materia e spirito.

Una riconciliazione tra corpo e anima, cosciente.

Jolande Jacobi ci porta a conoscenza di quanto sia importante l’esplorazione dei simboli dell’inconscio presenti nel sogno, nel percorso psicoanalitico.

Considerando queste simbolizzazioni come dei veri e propri tesori offerti alla coscienza, atti a donare una possibilità di maturazione nell’individuo.

Ella presenta il caso di un suo paziente in cui l’analisi ha agevolato il processo di individuazione, l’età angrafica del paziente non aveva una corrispettiva maturità sul piano interiore, in lui era attivo un forte complesso materno, quale simbolo dell’aspetto femminile dell’inconscio. Egli attraverso l’elaborazione personale delle simbolizzazioni prodotte sul piano onirico, ha potuto consapevolizzare i suoi disagi e rendere più funzionale la sua esistenza anche sul piano pratico.

Jolande Jacobi tiene a sottolineare che l’esplicazione del linguaggio onirico troppo aperta può causare disagio nel paziente e far scattare meccanismi di difesa non utili al progresso terapeutico.

Ricorda che Jung sostenesse l’importanza del primo sogno del paziente nel corso dell’analisi, poichè esso conterrebbe una prefigurazione, del percorso attuabile svelando i conflitti psichici del paziente.
Chiaro è che ogni simbolo va interpretato in relazione e dal paziente, ma alcuni temi possono dare un’indicazione abbastanza attendibile.

Un viaggio, un’escursione può simboleggiare il processo di individuazione, come un passo di montagna indica una situazione di transizione, luoghi in cui rifugiarsi quando sovviene il mal tempo indicano che c’è modo di sopravvivere quando le tensioni esterne si fanno minacciose, il fuoco determina trasformazione rinascita.

Per qunto concerne gli animali, che come abbiamo già visto rappresentano il lato istintuale, poi esplorandone l’atteggiamento si possono fare valutazioni come una daina possa indicare una femminilità timorosa e innocente, il porco la sensualità oscena, il cane la fedeltà come anche la promisquità, il canguro maternità, contenimento, scarafaggi, insetti qualità oscure irrazionali strani animali compositi la totalità dell’inconscio.
Anche i vestiti non vanno trascurati, poichè essi rappresentano la maschera della persona, cioè come essa si presenta al mondo, destando una determinata impressione e salvaguardando l’interiorità.

Vi sono elementi molto importanti come il sentire una voce fuori campo, che rappresenta un intervento diretto del sé, fanciulle come simbolizzazioni dell’anima.

Seguire il teatro può dare l’idea di volersi sottrarre ad un ruolo attivo nella vita, i sogni fanno da contrappeso, equilibrano, il vissuto conscio del sognatore. Jung contrasta la tesi di Freud che sosteneva che il sogno fosse la realizzazione di un desiderio, ma piuttosto autorappresentazioni dell’inconscio.
I rovesciamenti drammatici che avvengono nel sogno, cioè quando un dato fenomeno si trasforma nel suo opposto, avvengono poichè il nostro inconscio vuole ricordarci che tramite la trasformazione anche gli estremi possono coesistere.

Considerando un sogno del paziente in cui appare un oracolo, inserisce il principio di sincronicità, per il quale come abbiamo visto, secondo Jung, un’intima consapevolezza psichica interna influenza un fatto fisico, negando l’accidentalità di una coincidenza. Una coincidenza di questo tipo creatasi tramite la divinazione con l’oracolo cinese I Ching proposto dalla dottoressa al paziente, produsse un tale shock nel paziente che dovette attendere più di un mese per riuscire a “digerire” l’oracolo, fino a sbloccarsi poi con una personale intuizione, svelando l’azione autoregolatrice della psiche.

Nella conclusione M. L. von Franz opera un parallelo tra la scienza e l’inconscio, come questo operi attraverso gli archetipi nell’individuo influenzandone tutta la vita e il suo destino, in positivo come forze costruttive e in negativo come forze distruttive.

Essi si rivelano in tutti campi in cui l’uomo esprime se stesso, in ogni campo dell’attività umana.
Il pensiero di Jung ha aperto strada anche ad altre teorie anche nel campo della biologia, nella quale il fisico Wolfgang Pauli ha associato il principio di sincronicità alle modificazioni delle specie, negando attraverso questo il principio della casualità.

Ma un cambiamento è stato apportato anche nel campo della microfisica, riconoscendo nelle basi della fisica il carattere intuitivo, semimitologico, ma anche quanto anche i più moderni concetti siano in relazione con idee archetipe, rivelando la loro non oggettività e relatività, l’indagine analitica ha sviluppato parallelamente alla ricerca scientifica nel campo della fisica il concetto di complementarietà, rinunciando ad una comprensione oggettiva. Ecco che gli archetipi o schemi mentali comportamentali nell’uomo possono associarsi alle “possibilità primarie” della fisica, rivelando l’esplorazione analitica jungiana, non come una dottrina, ma come un atteggiamento mentale da seguire attentamente.

Jung elabora il rapporto della coscienza con l’inconscio attraverso un'analisi del rapporto dell'uomo con il suo mondo simbolico.

L'inconscio diviene una grande guida, un “amico” e un consigliere della coscienza comunicando, o tentando di farlo, con il linguaggio dei simboli utilizzando i sogni.

Il sogno si dipana quindi come un'espressione personale dell'inconscio individuale: il sognatore si mette in comunicazione con la propria interiorità, intimità, scegliendo simbolizzazioni appropriate per la sua personale comprensione, che siano quindi per lui pregni di significato, di cui lui stesso possiede la chiave interpretativa, indicazioni che altrimenti la coscienza non potrebbe ricevere.

Quanto esposto però si discosta chiaramente dall’atteggiamento fissato alla vita conscia, ascrivibile ad una implicazione educativa tipica della società occidentale, orientata al controllo e alla formalità, che richiede efficienza ed apparenza.

Siamo abituati a fagocitare messaggi subliminali consumistici che impongono un orientamento verso l’esteriorità piuttosto che verso l’interiorità in cui i nostri istinti animali vengono aborriti, soppiantati da immagini patinate di carta.

Cosa se non la malattia ci riporta a noi stessi? Questo dimostra quanto il sintomo di un disagio psichico sia uno strumento prezioso all’evoluzione personale verso il processo di individuazione e quanto invece la nostra cultura ci impedisca di ascoltarlo o addirittura ci imponga di zittirlo. Non è un lavoro da poco oggi, evolvere verso il proprio Sè.

Ho ammirato molto la capacità dialettica e soprattutto imparato, visto il mio carattere bellicoso, quanto sia importante in un percorso verso l’integrazione elaborare uno stile aperto, vuoi anche ripetitivo, ma riesca ad esplorare un concetto secondo diverse angolazioni e prospettive, e qui mi appare quella simbolizzazione dello spirito interiore rappresentato dall’uccello in volo.

Questa esposizione dialettica, esulando da sillogismi e preposizioni deduttive, si dipana perfettamente in linea con il metodo proposto, nel quale armonicamente conscio e inconscio dialogano integrandosi e compiendosi in un sè, che costituisce l’archetipo centrale in cui converge tutta la globalità dell’individuo, archetipi istanse psichiche, conscio e inconscio, conferendo a questa equilibrio, stabilità e unità quindi la realizzazione del Sé è lo scopo primario della vita psichica, la finalità inseguita dall’essere umano.

Sono veramente rimasta colpita dall’ampiezza culturale nei riferimenti e analogie tra religione, mitologia, archeologia e scienza, una preparazione direi quasi irraggiungibile, questo però è stato molto stimolante.
Progressivamente ho cominciato ad elaborare nei confronti di me stessa quanto leggevo, questo mi ha permesso una iniziale un’autoesplorazione non indifferente.

Ho cominciato dapprima a prendere nota dei sogni e ho continuato per diversi mesi, malgrado una discontinua lettura, che alla fine non si è rivelata negativa, poichè mi ha permesso quella elaborazione inconscia, secondo i miei tempi.

All’inizio non ero proprio in grado di comprendere il contenuto dei miei sogni, che come spesso accade risultano soltanto bizarri, poi lentamente ho potuto osservare la ricorrenza e la riconoscibilità dei temi, ad esempio spesso ho sognato di trovare una stanza mai vista nella mia casa, e il disegno sotteso.
Ho cominciando ad accettare anche le critiche del mio inconscio e incauta presenza del mio animus, quindi ho anche disegnato i sogni, fissando le scene più significative.

Questo è stato veramente sorprendente, quanto coscientemente con la rilettura non riuscivo a cogliere, osservando il disegno il messaggio arrivava diretto come una stilettata improvvisa.

In fondo, sogno e disegno comunicano con lo stesso linguaggio

Four Functions of Mind

Coordinating the Four Functions of Mind
by Swami Jnaneshvara Bharati 

Q: What is the one stance from which one can witness all of the Four Functions of Mind and the way in which senses, body, breath, and mind operate together? 

A: It is the Self, the Atman. To know that Self is the reason the Yogi does self-awareness and self-training. That Self is like the still center of a wheel, where the four spokes are the Four Functions of Mind that operate the external wheel in the world. 
  

The four functions of mind are like spokes on a wheel. The wheel engages the world, while the center remains still.
  
There are Four Functions of Mind: 
  • Manas = sensory, processing mind
  • Chitta = storage of impressions
  • Ahamkara = "I-maker" or Ego (2 Egos)
  • Buddhi = knows, decides, judges, and discriminates
The aspirant should: 
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See also these articles: 
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Discrimination and Self-Realization
An important part of meditation: When reading about the Four Functions of Mind, it can sound like this is merely an intellectual study. It is not. Witnessing the Four Functions of Mind is an important part of Yoga meditation.

Observing and discriminating between
the Four Functions of Mind
is a key to Self-realization.

Discriminating between the four functions: This is one of the most profound self-awareness practices of the ancient Himalayan sages. This Yoga practice is just as profoundly useful today as it was thousands of years ago. The process is one of self-observation, and gradually discriminating between these four aspects of the inner instrument, so as to attain the direct experience of the Center of Consciousness from which all of our thoughts, emotions, and experiences arise on various degrees and grades. 
Actively observe the four as they are operating: That Center is the Witness of these Four Functions of Mind. Ultimately, one comes to know that the only stance from which these can be fully observed is that of the Center itself. In Yoga meditation, the simple act of attempting to observe these Four Functions,as they function, is the key to the practice. 
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Mind is like Four Spokes on a Wheel 
Like four spokes of a wheel: The Four Functions of Mind are like four spokes that drive the wheel to operate in the external road of life. 
The hub remains still: While the wheel turns, the center hub remains still, like the center of consciousness, the Self, which remains still. While the hub is the source of the energy driving the wheel of life, the very center of the hub does not itself move. 
Go through the spokes to get to the hub: To know the center or hub (the Self), one must go through the spokes. The only vantage point from which one may fully be witness to the spokes is the Self. One who knows that center hub through Yoga meditation knows the Self, which is called Self-Realization. Thus, the process of observation of the Four Functions of Mind is an extremely useful aspect of the path of Self-Realization. 
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Understanding the Four Functions of Mind
To understand the Four Functions of Mind, one needs to: 
1) Observe each of the Four Functions of Mind.
2) Accept the nature of each of the Four Functions of Mind. 

Train each of the four functions: One must not only observe, accept, and understand the functions of mind, but also train the four functions. To know and train the four functions, or spokes is essential for one to get to the center of the wheel. This is done systematically in the process of Yoga meditation. 
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Coordinating the Four Functions of Mind 
To establish coordination among those functions of mind, one needs to:
1) Actions and speech: Watch the mind’s functioning throughactions and speech.
2) Thinking process within: At the same time, observe the thinking process within.
Observing your actions and speech
reveals the underlying thought
process in the mind.
Observing mind through actions and speech: To watch the mind's functioningthrough actions and speech means that the motions and words give a mirror reflection of what is going on in one's own mind. Often, we watch the gestures and body language of other people, and infer what is going on inside that person. Though we might not always be exactly correct, we all do this with some degree of accuracy. 
Observing gestures and body language: We can do the same thing with ourselves, learning of our inner mental and emotional states by observing our own gestures and body language, our own actions and speech.
While observing actions and speech,
directly observe the inner process
of mind, at the same time. 
Observe the thinking process within: While we are observing our actions and speech so as to understand our inner states, we also can literally observe the thinking process within. For a Yoga meditator, this means 
  • At the moment operating: Observe the Four Functions of Mind at themoment they are operating. 
  • Independently: Observe the Four Functions of Mind independently of one another. 
  • As they interact: Observe the Four Functions of Mind as they interact with one another. 
While this can take some time to learn, it is extremely fruitful when practiced for a while. It becomes very easy and natural to observe our actions, speech, and thoughts. It brings heightened awareness and a sense of inner peace.
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Exploring the Four Spokes of Mind 
Manas
Manas, the lower mindManas is the lower mind, through which the mind interacts with the external world and takes in sensory impressions and data.Manas questions and doubts, which can cause great difficulties if this tendency becomes excessive.
Manas is the direct supervisor
of the senses
in the inner factory.
Manas is supervisor of the sensesManas is like the supervisor in the factory of life, and directs the ten senses or IndriyasManas does a wonderful job of carrying out directions, but it is not supposed to be the key decision maker in the factory. That is the job of Buddhi. If Buddhi is clouded, then Manas has a habit of continuing to question, seeking good instruction. Then it often listens to whoever is speaking the loudest in the factory, which is the wants, wishes, desires, attractions, and aversions stored in the memory bank of Chitta
Be mindful of actions and speech: A good way to cultivate the witnessing ofManas is to be mindful of actions and speech, as well as your senses of smelling, tasting, seeing, touching, and hearing. By observing these, you come to see howManas is the one behind these actions and senses. Thus, Manas is like the supervisor of the employees in a factory. Manas is not the boss, but the supervisor, who is giving the direct orders to the active and cognitive senses. 
Chitta
Chitta is the memory bankChitta is the memory bank, which stores impressions and experiences, and while it can be very useful, Chitta can also cause difficulties if its functioning is not coordinated with the others.
Chitta is the storage place
of the countless latent impressions.
Coordinating Chitta:  If Chitta is not coordinated with the other functions of mind, then the thousands, millions, or countless impressions in this bed of the lake of mind start to stir and arise. It is as if these many latent impressions, coming to life are all competing for the attention of Manas to carry out their wants in the external world. In the absence of a clear Buddhi, the competing voices of Chittaoften drive Manas to take actions in the world that are really not so useful.
Witnessing Chitta: A good way to cultivate the witnessing of Chitta is to simply be aware of the streams of thoughts, emotions, images, and impressions that arise in front of Manas (on which Manas may or may not act). Notice how the stream of thoughts comes from somewhere, and then recedes back into that same place. This place is Chitta.
Yoga Sutras: In the Yoga Sutras, the term Yoga is defined with inclusion of the word Chitta, as Yogash chitta vritti nirodhah (See Yoga Sutra 1.2). Throughout the Yoga Sutras, the word chitta is used many times. By taking a quick look at those usages, the meaning of chitta becomes clearer. 
Ahamkara
Ahamkara is “I-am-ness,”Ahamkara is the sense of "I-am-ness," the individual Ego, which feels itself to be a distinct, separate entity. It provides identity to our functioning, but Ahamkara also creates our feelings of separation, pain, and alienation as well.
Ahamkara is the strong wave
that declares "I am"
Ahamkara takes on partners: This wave of "I-am-ness" called Ahamkara then aligns itself or forms partnerships with the data or impressions in Chitta (causing them to be colored, or klishta), and, in turn, with Manas, which then responds to the desires being sought by this "individuality." Meanwhile, Buddhi, the deep aspect, which knows, decides, and discriminates, remains clouded. Thus, it is said that purifying (or un-clouding) buddhi is a most important task in the path of meditation and Self-realization.
Witnessing the coloring by Ahamkara: A good way to cultivate the witnessing of Ahamkara is to be aware of the fact that rising thoughts and emotions are often colored with either attraction or aversion. The attraction or aversion may be strong, or it may be so weak that it is barely noticeable. Noticing the weak ones can be very insightful as to the subtlety of Ahamkara's coloring (It's much easier to neutrally witness the weak ones at first).
Buddhi
Buddhi is higher mindBuddhi is the higher aspect of mind, the door-way to inner wisdom. The word Buddhi itself comes from the root budh, which means one who has awakenedBuddhi has the capacity to decide, judge, and make cognitive discriminations and differentiations. It can determine the wiser of two courses of action, if it functions clearly and if Manas will accept its  guidance.
Buddhi is cultivated as the
decision maker
in the factory of life.
Buddhi should be the decision maker: In the factory of life, we want Buddhi to be making the choices for the factory. Otherwise, Manas gets its instructions from the habit patterns stored in Chitta, that are colored by Ahamkara, the Ego. Often, Buddhi is clouded over by all of the coloring and impressions in the Chitta. Thus, a major task of sadhana, spiritual practices, is to un-cloud the cloudedBuddhi. Then, with clear choice one can ever improve the choices that lead to the fruits of spiritual practices.
Depth of Buddhi: On the more gross or surface levels of living and meditation,Buddhi is used as a tool for discrimination, as just described. However, when we get deep enough in meditation, we discover that it was the subtlest aspect ofBuddhi that first started to see division in ourselves and the universe. In other words, although Buddhi is used as a tool for deepening experience in meditation, it was Buddhi who carved up the universe in the first place, seeing division where there is unity. To discriminate between Buddhi and pure consciousness is one of the final stages in the meditative journey.
Yoga Sutras: The principle of Buddhi is one of the most important principles and tools of Yoga, as presented in the Yoga Sutras. The term Buddhi itself is only used a couple times in the Yoga Sutra, although Buddhi has to do with discrimination, or viveka, and that term is used several times. By reviewing those few sutras, it will become clear how the entire process is founded on discrimination and Buddhi.
Two uses of the word "Ego" 
"Ego" is used in two ways: To understand and effectively use the practice of witnessing the Four Functions of Mind (see the rest of this paper), it is important to note that there are two different ways of using the word Ego. To do this, we will use the metaphor of two houses.
Does "Ego" refer to
the decorations or the house?
Two houses: Imagine two houses that are exactly the same, except for the paint and the decorations. 
  • If we like the color of the paint on the house and the nature of the decorations, we say the house is pretty
  • If we do not like the color of the paint and the nature of the decorations, then we say the house is ugly
Both are the same: However, both houses are actually the same as one another, underneath all of the surface appearances of paint and decorations. 
  • The paint and the decorations: In our common language and in the field of modern psychology, the word Ego generally refers to our personality structure. Thus, in our house metaphor, the Ego of psychology refers to the paint and decorations, with less regard for the existence of the house itself.  
  • The underlying house itself: In Yoga psychology, the word Ahamkarameans the I-maker and refers to the powerful wave of individuated existence that declares "I am!" When the word Ahamkara is translated into English, we use the word Ego. Thus, in our house metaphor, the Ego of Yoga psychology, or Ahamkara, refers to the house itself, not to the paint and decorations, which are considered to be false identities. 
Not just semantics: This important principle is not just semantics. When most of us hear the word Ego used to represent the word Ahamkara, we automatically, out of habit, project the wrong meaning onto the word Ego. If we only hear the word Ego, and have never previously encountered the word Ahamkara, we are even more blinded. 
Both uses of the word are valid and useful: This is not a claim that one meaning of Ego is right and the other wrong. Both uses of the word Ego are valid within their own spheres. The principle of Ego in psychology is useful, and the principle of Ahamkara in Yoga psychology is useful. Also, using the word Ego forAhamkara is also useful, so long as we remember the way the word is being used.  
(The significance of this misuse of Ego for Ahamkara is further explained in the next section, on purifying Buddhi.)
Change
"I want"
to
"It wants"
Who is it that "wants" or "does not want"? We usually say, "I want this or that," or "I don't want this or that." When we understand the way the four functions of mind interact, we come to see that it is not "I" who has attractions or aversions. That "I" is like the decorations on the house. It it the false identity aspect of "I" who is doing the wanting. The memory trace in the chitta, colored with attraction or aversion is, itself, the one who is doing the wanting. Thus, we can say, "It wants this or that," or "It doesn't want this or that." It is the thought pattern itself that is wanting or not wanting, not I. This shift is extremely useful in witnessing the thought patterns so that colorings of attachment and aversion might be attenuated.
Purifying Buddhi is the most important task 
Like the memories in Chitta: In Yoga psychology, the paint and decorations are like all of the impressions or memories stored in Chitta (in the house metaphor above).  
Ahamkara makes a mistake: The Ahamkara (literally "I-maker") makes a sort of mistake, by associating or identifying itself with some of those impressions inChitta. (At a deeper level, it is the Self that makes this mistake, as described Yoga Sutra #4.)
The association between Ahamkara
and the memories in Chitta
is the root problem.
The association is the problem: This association between Ahamkara (Ego in Yoga science) and the data in Chitta, in turn, allows the emergence of the apparent individual personality (Ego in psychology). In this association, the impressions in Chitta are "colored" (klishta / 5 colorings) by Ahamkara with attractions and aversions. These colored impressions then compete for attention. In the absence of clear choice by Buddhi (knows, decides, judges, discriminates), the colored impressions drive Manas (sensory-motor mind) to take actions purely out of habit. (See also the article Uncoloring your Colored Thoughts)
The cause of our suffering: The entire cause of our mental and emotional suffering is the false identification between Ahamkara and the data that is stored in Chitta. (Eventually, at a deeper level, the Self is seen to have falsely identified itself with the Four Functions of Mind themselves). By witnessing the Four Functions of Mind, while they are functioning, we increasingly come to see this mistaken identity, which leads to freedom. 
Buddhi becomes witness to this mistaken identity: It is the function of mind called Buddhi, which, once again, knows, decides, adjudges, and discriminates. In other words, Buddhi is the part that sees the situation clearly. Eventually, the Selfor Atman is seen as witness to all of the Four Functions of Mind, including Buddhiitself. 
Purifying Buddhi is the most important goal: How does this clarity come? It happens by removing the clouds of spiritual ignorance (avidya) that are blocking the wisdom of Buddhi. Thus, the most important goal of all practices is purifyingBuddhi
Killing or befriending the ego 
Learn to be friends: In many systems of psychological or spiritual growth, there is the suggestion that one must "kill the ego." In light of the two descriptions of ego above, and the process of purifying Buddhi, dealing with ego is done in a very different way. Rather than killing the ego, it is more like befriending the ego. 
Ego needs to be trained: Remember, ego, as Ahamkara, is the "I-maker," which allows for our very existence as individuals. The problem, as described above, is that ego mistakenly takes on false identities. It is not that ego is somehow bad, and needs to be punished by a death sentence. Rather, it needs to be trained, along with the other of the four functions of mind, particularly Manas. 
Letting go of the associations: If there is to be a death at all, it is more like the letting go of the associations that have been made between the memories stored in Chitta and the I-ness of Ahamkara. This association is the coloring process known as klishta, as distinct from the un-coloring process known as aklishta
Ahamkara becomes stronger: This "death" of association does not mean the death of Ahamkara. In fact, if anything, Ahamkara becomes stronger. People practicing Yoga often speak of kundalini awakening, which is an outpouring of kundalini shakti, with shakti being the primordial spiritual energy. However, there is a form of shakti that comes first, before kundalini shakti, and that is sankalpashakti, which is the shakti of determination. It is that strong commitment on the spiritual journey that says, "I can do it! I will do it! I have to do it!" This is none other than the positive application of the force of Ahamkara, or ego. It is not a negative thing, which needs to die. Rather, it is a positive, essential tool, which needs to be trained, cultivated, and utilized on the inner journey. 
This mistaken identity, and the process of un-coloring is a foundation principle of Yoga, and is the core of the practices described in the first few sutras of theYoga Sutras (1.1-1.4). 
Three freedoms 
There are three freedoms that come sequentially over time through this purifying or clarity of Buddhi
  • Actions: First is freedom from the bondage of actions. As Ahamkara andChitta become less associated through the colorings such as attachment and aversions (kleshas), there is greater freedom in actions.  
  • Thoughts: Second is freedom from the bondage of thoughts. The degree of the coloring further further attenuates through the process of un-clouding the Buddhi
  • Ignorance: Third is freedom from the bondage of ignorance (avidya). In this final stage, Buddhi has become so completely clear that it is able to see through all of the process of false identity. 
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Going Beyond the Mind 
Mind directs, influences, and goes outward: 
It is imperative that one become aware of the facts that: 
  • Mind controls: It is the mind that is in direct control of the senses, breath, and body. 
  • Mind goes outward: It is the mind that influences the senses and causes them to go out into the external world. 
  • Mind desires: It is the mind that desires to perceive the world through the senses and then to conceptualize and categorize those sense perceptions.
It's all about training the mind: All sadhanas (spiritual practices), techniques, and disciplines are actually means to train the mind (all of the Four Functions of Mind). 
Train mind to go beyond itself: The most important part of the training is to make the mind aware that Reality lies beyond itself, and that this Reality is the eternal aspect of the Self or Soul.
Mind is the finest instrument: The mind is the finest instrument that we possess. If it is understood well, the mind can be helpful in our spiritual practices (sadhana). However, the mind must be well-ordered and disciplined. Otherwise, the mind can distract and dissipate all of our potentials.
Levels of consciousness: The Four Functions of Mind operate at the various levels of consciousness. In the waking state of consciousness, the four operate. In the dreaming state, the four operate. In the deep sleep state, the four functions become less active, as if they are partially receding back into the latent part of mind, the Chitta from which all of the activity arises in the dreaming and waking states. 
Experience the truth beyond the four functions: It is necessary that one learn to observeunderstand, and train the functions of mind at the various levels of consciousness. Then, eventually, one can experience that Truth which is beyond all of the functions of mind and beyond the levels of waking, dreaming, and deep sleep. 

Bernardino del Boca: Terapia E



"E THERAPY" (RHMT)
R.H.M.T. (Right Hemisphere Mental Therapy)http://www.procaduceo.org/it_strum/rhmt.htm
Presupposti teorici

Viene definita con il termine R.H.M.T. una tecnica psicoterapeutica dinamica e veloce che si avvale di un approccio diretto all'emisfero destro del cervello. Questa tecnica unisce al pregio della velocità a una completa discrezione; il paziente non è infatti tenuto a raccontare i dettagli della sua vita o il contenuto degli episodi che ritrova durante la seduta terapeutica.
 
La tecnica R.H.M.T., che può essere considerata come una delle "Terapie a tempi brevi" sviluppate a Palo Alto in California, trae i suoi presupposti di base dalla "E Therapy", elaborata qualche decennio fa da A. L. Kitselman, uno studioso che aveva una ottima preparazione psicologica e religiosa. 
A questi presupposti si sono aggiunte le scoperte fatte in questi ultimi anni nel campo relativo al funzionamento del cervello umano (con particolare attenzione alla specializzazione funzionale dei due emisferi che lo compongono) e gli studi compiuti con soggetti in stato di coscienza alterato (alfa, beta, gamma, ecc.); stati su cui basano i loro fondamenti teorici varie scuole tra cui la Dinamica Mentale, il Silva Mind Control, la Meditazione Trascendentale e il Rebirthing. 
Lo sviluppo delle tecniche terapeutiche, proprie della R.H.M.T., si è anche avvalso di alcune interessanti informazioni che provengono dalla cultura Nachista (indiani Apache) e dai Kahunas (sciamani degli Huna, una tribù delle Hawaii). 
Da questo ampio bagaglio di informazioni teorico/pratiche è stata elaborata negli anni una tecnica terapeutica in grado di contattare l'emisfero destro (il subconscio) e di risalire a quei momenti traumatizzanti che, non essendo stati risolti razionalmente, sono in grado di produrre una vasta gamma di disturbi fisici e mentali. 
La registrazione mentale

È stato appurato il fatto che, dal concepimento in poi e per diverse volte al secondo, vengono registrate nella memoria le percezioni, le emozioni, gli eventuali dolori fisici e tutto ciò che stiamo sperimentando in quel dato momento. Queste registrazioni avvengono sempre, in qualsiasi luogo e in qualsiasi situazione ci si dovesse trovare e servono per formare quel bagaglio di esperienza a cui tutti attingiamo nel corso della vita quotidiana.
 
Il livello di "profondità di memoria" in cui tali registrazioni vengono memorizzate è però variabile in quanto la profondità di registrazione dipende dal livello di coscienza dell'individuo al momento in cui il fatto è avvenuto. 
La memoria si può infatti definire come un magazzino a più strati; strati che vanno dal più superficiale (dove tutte le informazioni sono facilmente ricuperabili), al più profondo, dove sono riposti gli avvenimenti vissuti in uno stato di consapevolezza assai bassa o assente del tutto (sedute ipnotiche, avvenimenti prenatali, anestesia, coma, ecc.). Mentre una persona può accedere facilmente ai ricordi che si trovano negli strati superficiali, gli è invece difficile (spesso impossibile) recuperare quelli posti negli strati profondi. 
Purtroppo in questi strati profondi vi possono essere dei ricordi dolorosi, o comunque traumatici, in grado di generare forti condizionamenti comportamentali o problemi fisici di ogni tipo. Vale la pena di ricordare come la Psicosomatica cataloghi almeno l'80% delle malattie come "psicosomatiche," ovvero dipendenti dall'influenza che la psiche (mente) ha sul soma (corpo). 
La seduta terapeutica

La R.H.M.T. si avvale di tecniche in grado di accedere direttamente all'emisfero destro del cervello, mentre il paziente si trova in stato di rilassamento guidato (senza ipnosi); in tale stato è possibile ritrovare e ripercorrere gli episodi registrati negli strati profondi della memoria sollevandoli in questo modo a livelli superficiali. Gli eventi, ripercorsi in questo modo, perdono la loro componente ipnotico/emotiva e diventano perciò dei normali ricordi.

INTRODUZIONE alla Terapia "E"
trasczione dell'intervento di Bernardino del Boca al Villaggio Verde
I POTERI
1) Il potere di riconoscere le cause.
2) Il potere di giudicare le cause
3) Il potere di conoscere tutto ciò che forma la nostra vita
4) Il potere di comprendere le strutture
5) Il potere di penetrare il carattere degli altri
6) Il potere di valutare le tendenze
7) Il potere di raggiungere stati di integrazione emozionale
9) Il potere delle percezioni extrasensoriali
10) Il potere dell’infallibilità
I SIMBOLI
I FUOCHI
1) Fuoco estatico
2) Fuoco senza pensiero
3) Fuoco tranquillo
4) Fuoco neutrale
IL TREMULO
Penetrare nella trascendenza e nelle visioni
Penetrare nei pericoli
LA NOSTRA STORIA
Esercizi utili per arricchire sé stessi e l’inconscio collettivo
LA STRETEGIA
Azione su sé stessi mediante i simboli
IL CHIEDERE
Esercizi utili
"E MINUS"
ANCORA SULLA "TERAPIA E"
ULTIMI CONSIGLI
Esercizi utili
Letture consigliate
"E THERAPY"

Queste semplici, quasi ovvie, pagine, sono già una realtà del Nuovo Piano di Coscienza.

Un approccio: la grandezza esiste in tutte le persone che sono capaci di riconoscere la grandezza. Chi compone, e chi sa apprezzare una sinfonia, sono ugualmente grandi nell’apprezzamento; la differenza sta soltanto nel fatto che il compositore può creare ciò che entrambi apprezzano. La grandezza è passiva in entrambi, mentre attivo è soltanto il compositore. Tutte le persone che apprezzano pienamente un’opera d’arte sono potenzialmente grandi come il suo creatore.

La stessa cosa può dirsi per le opere di letteratura, di scienza e di filosofia.

Colui che sa entusiasmarsi per una prova rivoluzionaria in matematica è potenzialmente grande quanto lo stesso rivoluzionario matematico. Tutti coloro che sanno gustare le opere di Whitman, di Newton o di Emerson, sono dei potenziali Whitman, Newton ed Emerson. Il problema è come trasformare il potenziale in attuale. La grandezza è in noi; come può esprimersi attraverso di noi? (L’esoterista ha il dono di vedere negli altri individui questo potenziale di grandezza, e il suo compito è di accennare quelle prove liberatorie che permettono all’individuo di realizzare la propria grandezza, ma "questi potenziali grandi" spesso soccombono agli inganni elusivi della loro mente!).

Lo scopo di queste pagine è di insegnare che "la grandezza può essere realizzata da tutti: si deve soltanto chiedere ad essa di realizzarsi, di venire in superficie".

Vi è un lato miracoloso in questo processo che ci sfugge perché non lo crediamo possibile.
Qual è il metodo che porta alla Terapia – E? Questo metodo può assumere migliaia di forme. Uno degli approcci estremamente semplici è quello con cui una persona dice ad un’altra: "Chiediamo alla tua mente di fare tutto ciò che è necessario per levare di mezzo tutto ciò che ti disturba. Rilassati, chiudi gli occhi, e vediamo ciò che succede".

In molti casi questo modo di agire, se si crede in esso, può portare a risultati assolutamente impensati. Due condizioni sono essenziali: a) ci deve essere una richiesta cosciente per un’azione; b) chi sperimenta questo processo di trasformazione deve osservare passivamente ciò che succede. Deve attendere che la mente lavori.

Questa seconda condizione è aiutata quasi sempre dal fatto che c’è un’altra persona presente che fa la richiesta e che aiuta ad osservare come le cose procedono, così che lo sperimentatore può rimanere passivo e attento. L’altra persona agisce come un osservatore che fornisce energia, ed è chiamato l’"osservatore".

La sperimentazione condotta da un osservatore e da un attore (colui che sperimenta), si chiama "sessione" e può durare da pochi minuti a qualche ora.

Generalmente durano un’ora.

Quella parte della mente che smuove gli ostacoli, può essere chiamata come si vuole (è una parte della mente che l’umanità dell’Età dei Pasci ha dovuto ignorare).

Questa "voce interiore" o "testimone" si chiama "E", e, per ora, non si può dire altro, non perché ciò sia un mistero, ma perché le attuali strutture mentali non sono capaci di darci un’immagine razionale di ciò che "E" rappresenta.

Una sessione di Terapia – E è formata da un "attore" che ha una certa conoscenza di E, un osservatore con una certa conoscenza di E e l’azione di E: sono cinque particolari fattori legati fra loro da uno stato di coscienza (il sapere che qualcosa è possibile al di fuori dai limiti programmati dalla nostra mente razionale – sarebbe come inserire, nella nostra mente-macchina cibernetica un cartoncino perforato che programma un altro genere di operazione sbloccante).

Cosa può compiere la Terapia – E e quanto tempo occorre per ottenere dei risultati? La terapia – E può farci provare una fresca felicità che finora avevamo ignorato (quella che induce alla propria distruzione molti drogati), può farci sperimentare una calma imparziale, vincere ogni senso di insicurezza, ogni nostro dubbio, perplessità, annullare ogni senso di paura, di odio, di dolore.

Insegna a sviluppare poteri supernormali, a comprendere gli altri, a realizzare ciò chi si è nella "propria essenza", ad essere perfettamente integrati nella vita. Sviluppa l’intuizione e ci permette di vedere quegli "spiragli", quelle "fessure" che danno sui luminosi modi paralleli che oggi si chiamano "cosmo" o "universo".

La Terapia – E può agire, manifestarsi, nel giro di poche ore.

Possiamo fare l’esempio classico della signora C. P.: nell’agosto del 1950 fu studiata dall’Istitute of Integration di San Francisco, in California (il Centro di Esalen ha preso ispirazione da queste sperimentazioni).

Questa signora era molto depressa perché, per motivi esistenziali, era stata costretta a riprendere gli studi universitari a 35 anni, quando era già sposata, e, oltre a studiare, doveva cucinare, lavare e tenere la casa in ordine per suo marito e per due piccole figlie. Il suo studio presso l’università divenne estremamente penoso e difficile. Non riusciva a ricordare le lezioni, aveva paura di praticare il nuoto (una necessità del suo corso universitario), era continuamente irritata con le figlie e con il marito. Tutte le sue cose avevano acquistato un aspetto negativo che le facevano apparire troppo pesante ed assurdo in suo vivere.

Il marito, insegnante presso la stessa università, si confidò con alcuni colleghi della situazione della moglie, ed uno di questi propose una "sessione" di Terapia – E.

La moglie accettò questa idea di sperimentare il "misterioso E" con il marito come "testimone". Dopo un’ora di vuoto mentale, di passiva attesa nell’azione "cosciente" di E, giunse a sperimentare uno stato fisico ed emozionale di estremo benessere, mai provato prima, e indescrivibile con le parole. La ricchezza di sensazioni sviluppata da questa sessione facilitò le sessioni che seguirono. Alcune la portarono a sperimentare veri stati d’estasi (che risultarono simili a quelli provati da Santa Teresa del Bambino Gesù), ma altri non solo rimossero la sua paura per il nuoto, la sua difficoltà nel ricordare, ecc., ma scossero tutte le particelle del suo essere, così che nel giro di poche settimane sembrò ringiovanire di una decina d’anni. Con una sessione ogni cinque giorni, giunse a superare tutte le paure ed a sviluppare quella particolare forma di intuizione che le permise di studiare e superare le prove di esame con una facilità prodigiosa.

Sembrava che avesse raggiunto quel piano dell’inconscio collettivo in cui sono registrate tutte le risposte a tutte le domande. Questo caso provò il grande potere rigeneratore di E e fu una prova certa per ciò che ancora viene chiamato "miracolo".

Ma è pericoloso studiare questi esperimenti, come pure portare la Terapia – E alle sue ultime conseguenze. E pure "assurdo e stupido" discutere, "oggi", sulla Terapia – E o formulare teorie. La mente ordinaria tratta le cose specifiche in un modo semplice e graduale, mentre E usa simultaneamente interi gruppi di cose, in modi particolari che ci sono oscuri, come oscuri ci sono i numeri mistici. La mente ordinaria è piena di opinioni, motivi e costrizioni, ed ha dieci limitati campi di interesse e di azione, mentre E non subisce condizionamenti, e non è interessato in qualcosa di limitato o di definito. La mente ordinaria ed E cooperano dentro di noi, ma sono differenti nel carattere. La natura di questa cooperazione è qualcosa a cui dobbiamo pensare, ed anche ciò che fa dentro di noi questo nuovo modo di pensare, ed anche ciò che fa dentro di noi questo nuovo modo di pensare circa l’azione di E è un altro importante argomento a cui dedicare il nostro pensiero, perché è la porta verso ciò che è meraviglioso, verso la conquista del Nuovo Piano di Coscienza.

A.L. Kitselman
INTRODUZIONE

I tempi sono maturi per iniziare a parlare di Terapia E. Siamo una scintilla divina che ha scelto di incarnarsi in una certa epoca ed in un certo luogo, essa dimentica il suo passato per poter recitare bene la propria parte in questo mondo.

"E" è la supercoscienza attraverso la quale è possibile entrare in contatto con la propria scintilla divina, o anima. La tecnica di contatto con "E" si conosceva solo all’interno di alcune scuole esoteriche, perché c’è sempre stato timore che la coscienza di "E" potesse portare a conseguenze negative. La

Terapia E è stata proibita in tutto il mondo, ma il mondo cambia; i bambini che nascono oggi sono molto diversi dai bambini che nascevano cinquant’anni fa; anche la natura è molto diversa, vi sono nuove forme botaniche e biologiche, nell’uomo si sviluppa sempre più la coscienza di ciò che lo circonda.

La coscienza attuale dell’uomo è dominata dalla mente, il cui peso negli ultimi cinquant’anni è aumentato sproporzionatamente. Vi sono esercizi che si possono fare per sottrarsi al potere della mente: bisogna essere più possibile occupati per non lasciare spazio, cercare di non pensare e lasciarsi andare all’euforia verso la vita. Noi abbiamo un compito in questa vita, un destino da compiere, non dobbiamo farci fuorviare. Impariamo a metterci in contatto con la supercoscienza ed esercitiamo i poteri che da lei provengono.
L’ultimo possiede tre livelli di coscienza:
conscio;
subconscio (spinge all’azione condizionato dal karma);
superconscio.
I POTERI

La supercoscienza ha dieci poteri.

1) Il potere di riconoscere le cause.


E’ il potere che ci dà la possibilità di analizzare le cause ed i pregiudizi.

Ogni effetto ha una sua causa che a volte genera un altro effetto e diviene a sua volta causa. Bisogna essere liberi ed aperti come bambini, senza pregiudizi, per poter riconoscere le cause, non avere il senso del male ed essere spontanei.

Se si mette in azione questo potere ci si rende conto di non poter giudicare le azioni di nessuno. Qualsiasi persona che agisce lo fa per compiere un disegno superiore. Chi siamo noi per giudicare? Non dobbiamo fare nulla che generi negatività. Il bene ed il male coesistono, iNat, gli spiriti della natura, sono negativi e positivi al tempo stesso, siamo noi ad evidenziare il bene o il male.

Quando facciamo un’asserzione ne diventiamo schiavi e possiamo rendere schiavi anche gli altri, specialmente i bambini.
2) Il potere di giudicare le cause


E’ il potere di determinare ciò che si vuole essere. Tutti noi desideriamo "essere" (ricchi, felici, tranquilli). L’errore più comune è di giudicare le azioni degli altri non per quello che sono ma per l’effetto che hanno nei nostri confronti. Giudichiamo quindi in rapporto al nostro egoismo. Se desideriamo avere qualcosa, non dobbiamo pensarci continuamente. Così facendo carichiamo i nostri desideri di tensione intralciando il loro sviluppo. Quando si vuole veramente qualcosa, si dovrebbe lanciare il pensiero con una grande carica
positiva e poi non occuparsene più. Soprattutto non si dovrebbe avere ansia, essa carica lo slancio di negatività e blocca tutto.

Questi poteri sono dentro di noi, la supercoscienza conosce il personaggio che dobbiamo interpretare e ciò che deve fare in questa vita. La sensibilità alle negatività aumenta in proporzione all’importanza che diamo al nostro personaggio.

3) Il potere di conoscere tutto ciò che forma la nostra vita (i legami coscienti ed incoscienti che ci legano a tutto ciò che vive).

E’ il potere di comprendere cosa siano i sentimenti, la memoria, le motivazioni e la coscienza. Sono tutte strutture che fanno parte della coscienza ed è molto importante essere consapevoli della loro esistenza. Le paure e le fobie fanno anch’esse parte di queste strutture. Le scuole zen e quelle buddiste insegnano a formarsi nuove strutture. Abbiamo un bagaglio di sentimenti che trasformiamo in emozioni. L’emozione è un decadimento del sentimento provocato dalla mente. L’emotività è molto egoista perché centrata su noi stessi. I bambini crescono bene se noi abbiamo sentimenti, crescono male se siamo emotivi; se i genitori sono troppo emotivi è meglio la compagnia di un gattino o di un cagnolino.

Quando un genitore è pieno di problemi diventa nervoso ed incapace di dare amore. C’è una parte inconscia di noi che crea le forze karmiche; la supercoscienza non sbaglia mai. I motivi e le motivazioni sono da analizzare; se qualcosa ci irrita significa che c’è una lezione che non abbiamo ancora appreso.

4) Il potere di comprendere le strutture

E’ il potere che ci permette di sapere cosa rappresentano, per noi, gli altri, chi possiamo accettare e di chi ci possiamo fidare. Il carattere non è la personalità, ma è qualcosa che si forma mentre viviamo. I caratteri non si differenziano molto quando non c’è competitività; il carattere si plasma vivendo cose che arricchiscono. Quando vediamo il male in una persona, vuol dire che noi siamo sul suo stesso piano. Il carattere è come noi ci esprimiamo; ci sono i gelosi, i timidi, ecc… Il carattere è un mezzo che ci permette di recitare meglio la nostra parte. Conoscendo il nostro carattere possiamo autocondizionarci ad essere positivi ed eliminare le negatività. Se abbiamo delle difficoltà ad accettare gli altri significa che il loro compito è di insegnarci qualcosa. Se siamo qui, ora, tutti insieme, c’è un motivo karmico che ci ha riuniti e la supercoscienza lo conosce.

5) Il potere di penetrare il carattere degli altri

Questo potere ci permette di sapere che cosa rappresentano per noi gli altri, chi possiamo accettare e di chi ci possiamo fidare. Il carattere non è la personalità, ma quella parte di noi che si forma man mano che prendiamo consapevolezza della vita. Quasi sempre questa parte si sviluppa sotto l’azione delle situazioni e delle persone in cui e con cui ci troviamo a vivere. Il carattere è il mezzo che ci consente di esprimerci sul palcoscenico della vita. Se abbiamo delle difficoltà ad accettare qualcuno, significa che costui ha qualcosa da insegnarci. Alla base di tutti i rapporti umani ci sono sempre dei legami karmici, dei fili che ci legano alle persone che creano quelle situazioni nelle quali possiamo sviluppare quelle qualità che arricchiscono la nostra

coscienza. Difficilmente abbiamo coscienza delle cause che ci portano a vivere determinate situazioni, mala supercoscienza sicuramente le conosce. Imparare ad osservare noi stessi e gli altri ci aiuta a comprendere il nostro compito in questa vita.

6) Il potere di valutare le tendenze

E’ il potere di conoscere le energie che possono cambiare una persona ed il suo carattere. Ci sono genitori dalla mentalità aperta, che non giudicano il prossimo e, viceversa, altri genitori che brontolano sempre. Le debolezze si sviluppano da tendenze esistenti al livello del carattere. Ci sono persone, ad esempio, che
sono masochiste,; questa tendenza è negativa, ma si può accettare se si è sviluppata la capacità di comprendere la tendenza che l’ha fatta nascere.

Le tendenze negative servono a smuovere gli altri, sono un modo per sollecitare amore. Quando notiamo delle tendenze negative dobbiamo ignorarle e sollecitare invece quelle positive.

Quando diamo qualcosa spontaneamente ci sentiamo bene; il calore umano si esprime con poche parole.

7) Il potere di raggiungere stati di integrazione emozionale

E’ il potere di ottenere ciò che si desidera. Quando otteniamo qualcosa che abbiamo desiderato, essa non ci interessa più, ma l’importante è fare cose positive con desiderio e questo deve nascere spontaneamente dentro di noi e non essere indotto. Inoltre le cose desiderate non devono nuocere ad altri perché siamo tutti integrati in strutture interdipendenti. Quando stiamo bene desideriamo senza pretendere; se si pretende bisogna essere disposti a dare.

Quando diamo con amore e con gioia avvengono miracoli e le cose vanno bene. Bisogna saper rinunciare perché questo ci rende liberi. I preconcetti e le meschinità, invece, ci tolgono la libertà.

8) Il potere di investigare la storia (non solo gli eventi lontani ma ogni atto odierno non è altro che un aspetto dell’illusione spazio temporale).


E’ il potere di indagare il nostro passato.

Noi registriamo ogni momento della nostra vita, come è stato dimostrato dagli esperimenti con l’ipotesi. Ricordiamo gli odori, le sensazioni, ecc… La mente materiale non ricorda tutto, la supemente invece si. Con la "Terapia E" si possono ricordare cose che non si sospettava di conoscere.

9) Il potere delle percezioni extrasensoriali

E’ il potere che ci permette di metterci in contatto con la supercoscienza degli altri esseri umani, ma anche con quella di tutte le cose viventi. I poteri extrasensoriali sono attributi della supermente. Tutti possono accedere agli enormi poteri della mente. Chi li sa usare, lo fa perché ci crede.

Il prana, ad esempio, è alla portata di tutti; spontaneamente possiamo aiutare il prossimo. Se vogliamo aiutare qualcuno basta credere di poterlo fare; possiamo rivolgerci al nostro Angelo Custode e dirgli di mettersi in contatto con l’Angelo Custode dell’altra persona ed aiutarlo, ma non bisogna avere dubbi.

Se ci si parla tra anime, i miracoli avvengono.

La morte viene considerata una cosa terribile, in realtà è piacevole ed evita sofferenze. Ciò che accettiamo o non accettiamo è frutto delle nostre strutture mentali.

Sulle percezioni extrasensoriali esiste una letteratura enorme.

10) Il potere dell’infallibilità

E’ il potere di non sbagliare mai; tutto ciò che fa la supercoscienza non può che essere giusto.

Quando siamo al primo livello di coscienza subiamo continuamente lezioni karmiche che ci vengono dall’inconscio; ma quando chiediamo fiduciosi alla supercoscienza di fare qualcosa e non ascoltiamo la prima mente, all’improvviso sappiamo ciò che dobbiamo fare e scopriamo tutte le negatività del passato.

Noi, a livello materiale, non esistiamo, siamo un’illusione sensoriale; i sensi creano le illusioni, quindi dobbiamo imparare a dominare la mente per dominare le illusioni.

I SIMBOLI

L’uomo è costituito dal subconscio, dal conscio e dal superconscio; la "Terapia E" insegna a mettersi in contatto con la supercoscienza. Ci sono degli esercizi per stabilire il contatto con "E" ma la difficotà maggiore è fare tacere la mente. Dobbiamo quindi trovare il sistema per ingannarla e per passare oltre.

Fin dalla nascita noi ci forniamo un sistema di simboli che condiziona la nostra percezione per tutta la vita. Per entrare in contatto con la supercoscienza dobbiamo oltrepassare la barriera del nostro sistema simbolico.

Se ci colleghiamo alla supercoscienza, per prima cosa sperimentiamo sensazioni e pensieri nuovi.

Il seguente esercizio serve per attivare tale collegamento.

Visualizzare una lavagna e, con l’immaginazione, segnare i seguenti simboli tenendo presente quelli con cui si lavora meglio: 

  1. Desiderio (di qualsiasi cosa).
  2. Odio, antagonismo.
  3. Inerzia mentale (potremmo fare di più per gli altri).
  4. Paure, preoccupazioni (la consapevolezza di essere un’anima immortale ci permette di comprendere che questi simboli sono solo mentali).
  5. Dubbio, incertezza (i simboli della supercoscienza sono solo positivi, la gente che incontriamo ci è mandata dal karma e noi siamo inviati a loro; c’è quindi uno scambio continuo ed è nostro compito saper attivare questo scambio positivamente, con il cuore).
  6. Ignoranza, confusione (nessuno è onniscente; l’esoterista che si mette in contatto con l’inconscio collettivo ottiene delle risposte, ma deve superare le proprie barriere mentali. La persona ignorante, cioè che ignora di ignorare, si realizza in modo confuso con se stesso e con gli altri).
  7. Ansia, apatia (il significato di questi simboli viene percepito in maniera molto diversa a livello della supercoscienza).
  8. Dolore fisico e mentale (attraverso i ponti telepatici si può conoscere lo stato di benessere o malessere del mondo. Esistono flussi eterici che bloccano il dolore fisico e quello mentale. Il dolore fisico può essere superato cambiando la nostra realtà molecolare attraverso la meditazione, mentre per il dolore psichico c’è la preghiera, se abbiamo fede).
  9. Volontà, uso del pensiero (imparare a vivere per arricchire lo spirito ed usare il pensiero senza calcolo e pregiudizi. Sappiamo quanto sia importante la volontà per il corretto uso del pensiero). 
  10. Estasi, fuoco (c’è una droga che si chiama "estasi" che dà euforia, ma poi subentra l’apatia; non arricchisce lo spirito ma solo chi la spaccia. Il fuoco è dentro di noi, lo percepiamo quando, per esempio, a dieci gradi sotto zero uno spavento ci fa improvvisamente sudare; è un fuoco blu di cui parleremo diffusamente più avanti).
  11. Felicità mentale, funzionale, estetica (a volte ci sentiamo contenti per cose di poca importanza, perché abbiamo aiutato qualcuno disinteressatamente; alcuni non conoscono questo tipo di felicità).
  12. Percezione dello spazio e delle apparenze (alcuni riconoscono subito la destra e la sinistra, il nord e il sud; è una questione di spazialità. La razza nera possiede un genere che la rende capace di percepire l’acqua che scorre sotto terra, l’arrivo di visitatori e le loro intenzioni. Le apparenze sono le sensazioni che proviamo in rapporto allo stato d’animo).
  13. Consapevolezza di essere consapevoli (attraverso questa attitudine ci avviciniamo alla supercoscienza. E’ una sicurezza, una fiducia in noi stessi che ci dà conoscenza e ci rende capaci di aiutare il prossimo con successo.Sappiamo che la supermente non ci inganna mai; basandoci, invece, solo sul conosciuto, non si viene a sapere quasi niente).
  14. Motivazioni, scopi (chi ha uno scopo lavora con gioia e raggiungerlo non gli pesa. Le motivazioni ci fanno vincere il nostro egoismo. Attenzione, però, alle motivazioni troppo egoiche. Facciamo del bene, benediciamo gli altri e cerchiamo in loro il positivo. Preghiamo per gli altri con fiducia, sapendo che tutto si sistema, che tutto è bene. Bisogna fare, con il solo scopo di creare cose cariche della nostra energia, senza un premeditato tornaconto personale, sia sul lavoro che in famiglia).
Tutti noi conosciamo questi simboli a livello mentale; dobbiamo, però esserne consapevoli a livello della supercoscienza. 


Il V Dalai Lama aveva scritto un libro segreto nel quale era descritto un sistema simbolico che aveva origine nell’altra realtà. Questo libro è stato tenuto nascosto a lungo. In esso i 14 simboli vengono sviluppati in un sistema di 120 tavole che dovevano aiutare a conquistare la nostra supercoscienza.

La supercoscienza è una cosa sola con lo Spirito.

Scrivere sull’immaginaria lavagna uno dei simboli, significa elaborarlo a livello spirituale e liberarsene a livello mentale. Il simbolo acquista così il suo vero significato.

Attraverso la "Terapia E" dobbiamo, prima di tutto, diventare più buoni ed aiutare coloro che abbiamo intorno. Non dobbiamo aspettarci cose eclatanti ed eccezionali.

L’inconscio collettivo è intorno a noi e ci influenza karmicamente. Dobbiamo prendere coscienza che come anime siamo immortali e che, quando diveniamo consapevoli di questa realtà, avvengono cose meravigliose. Esiste, infatti, un’enorme forza spirituale che può trasformare la materia; essa è a nostra disposizione, se riusciamo a contattarla. Ricordiamoci che essa ci circonda in ogni momento.

Il bene ed il male sono le facce di una medaglia; tutto è karma, illusione.

Dobbiamo accettare tutto! Anche nel male esiste ed opera il bene. L’essere umano è l’anima e l’anima è immortale; che bisogno c’è di preoccuparsi? Come teosofi e spiritualisti il nostro compito è quello di evidenziare ciò che c’è di bello e di buono nell’umanità.

Scriviamo i simboli sulla nostra lavagna mentale ed attendiamo che i pensieri arrivino. Ci accorgeremo presto che essi non sono nostri, siamo infatti collegati all’inconscio collettivo. Dalla realtà visibile (tridimensionale) possiamo comunicare con altre anime e percepirne la realtà invisibile (multi-dimensionale).

La percezione del bello può essere un ottimo veicolo per operare un collegamento con le altre persone. Se davanti ad un bel tramonto, per esempio, sentiamo un particolare calore, l’impulso di condividerlo con chi ci sta attorno crea un filo, un’unione tra anime. Quando c’è un decadimento del gusto del bello e viene apprezzato ciò che è disarmonico, avviene parallelamente un decadimento di questo rapporto tra le anime.

Se nella vita lavoriamo con i dieci poteri ed i quattordici simboli, ampliamo la nostra sfera spirituale e provochiamo una risonanza nel mondo invisibile. Ma attenzione! La mente pretenderà un ampliamento della sua sfera di azione e farà di tutto per sviarci e farci dimenticare i buoni propositi. La mente è il maggior ostacolo verso la conoscenza della supermente.

I FUOCHI

Il fuoco è un elemento-simbolo estremamente importante nel processo conoscitivo di "E". Il fuoco (chi ha la vista eterica lo definiscefuoco azzurro) rappresenta simbolicamente la porte di fuoco che tanti mistici e santi hanno dovuto attraversare per poter provocare quelfuoco estatico che fa trascendere lo spazio ed il tempo.

Questo stato di Grazia mistica viene percepito quando la mente rinuncia a disturbare e lascia che la supercoscienza prenda il sopravvento. Bisogna quindi essere convinti che questa possibilità esiste, senza spaventarci, in quanto la paura è solo un inganno della mente.

Il fuoco azzurro è anche quell’invisibile ed eterne energia che fa muovere il sangue e che ci fa vivere.

Esaminiamo il fuoco.

E’ importante conoscere e dominare i fuochi, come viene insegnato nei monasteri buddhisti dove si cerca di coltivare un rapporto diretto con la supercoscienza.

Nelle persone depresse o esaurite ha creato un blocco e non c’è possibilità di mettersi in contatto con i fuochi; tale contatto fa guarire qualsiasi malattia. La nostra vita viene regolata da quattro impulsi: fisico, emozionale, mentale e trascendentale. Gli impulsi derivano dai quattro fuochi che vengono usati inconsciamente.

1) Fuoco estatico

E’ associato al pensiero ed ha quattro funzioni:

  1. pensiero 
  2. estasi 
  3. felicità 
  4. intensità di sentire 
Il fuoco estatico rende la vita un’avventura, annulla il dolore, l’inerzia, l’ignoranza; è conosciuto a chi ha forti condizionamenti (probabilmente di tipo Karmico). La natura non risponde alla mente ma all’anima; solo così possono avvenire i miracoli.

Si manifestano: l’intuizione, i ponti telepatici, i viaggi astrali, enormi possibilità di smuovere anche la materia. Il fuoco statico è pensiero positivo: quanto è acceso siamo sempre carichi, ma se si spegne cade ogni interesse.

Quando subentra il dubbio il fuoco si spegne e le cose non funzionano più.

Teniamo presente che non ci interessa il miracolismo, ci interessa semmai usare i miracoli per aiutare gli altri. Se riusciamo ad attivare questo fuoco significa che, secondo la legge del karma, abbiamo agito in modo da poter essere felici. Tutti dobbiamo avere un’aspettativa e quando ci sentiamo felici e non ne conosciamo il motivo significa che abbiamo attivato questo fuoco e siamo entrati in contatto con la supercoscienza.

2) Fuoco estatico senza pensieri

Il fuoco estatico senza pensiero è molto difficile da attivare ma la "TerapiaE" può aiutarci. La chiaroveggenza, che è una manifestazione del fuoco estatico senza pensiero, non è sempre piacevole; si vedono ovoidi gelatinosi con sprazzi di luce, persone che non esistono, presenze; subentra persona la paura di diventare matti. Quando si arriva alla supercoscienza e ci si rende conto che tutto il mondo è un’anima sola, sperimentiamo l’estasi senza pensiero.

3) Fuoco tranquillo

Una manifestazione del fuoco tranquillo si ha quando si fa qualcosa con una grande carica, senza sentire la fatica, distaccati dalle cose (per esempio gli hobby, il gioco, ecc).

4) Fuoco neutrale

Si manifesta quanto stiamo per decidere qualcosa di importante e siamo in uno stato di grande confusione. Nel momento in cui diciamo: "Basta! Non ci voglio pensare", le cose si risolvono da sé, quasi per miracolo. Stare a pensare, drammatizzare, preoccuparsi, non serve assolutamente a nulla. Quando i pensieri non sono sintonizzati sul fuoco neutrale la natura non può esprimersi al meglio.

Questo fuoco dà armonia, ci mette al di sopra di tutte le cose e ci permette di vederle come realmente sono perché nel mondo tutto è armonia. Basta osservare la natura, i fiori, ecc.

Anche l’armonia è un fuoco. Noi possiamo creare armonia attraverso pensieri piacevoli e positivi, specialmente quando siamo innamorati, quando curiamo piccoli animali o abbiamo a che fare con bambini.

E’ difficile capire i molteplici risvolti dei fuochi; ad esempio Gabriele D’Annunzio possedeva un’enfasi estatica. Per lui il mondo poetico esisteva in sè e per sè, e ciò lo poneva in contatto con la supermente.

Vi sono quattro attitudini pure:

  • Affetto: esso nasce dentro di noi spontaneamente, ma se il mentale incrostato di negatività non si può manifestare.
  • Compassione: la compassione è uno stato in cui la persona che soffre ci induce a dare calore e ad eliminare il pensiero negativo che la fa soffrire. Attraverso questa attitudine possiamo sapere che il nostrocuore è inaridito. Dobbiamo provare compassione ed affetto anche per  coloro che operano al servizio del maligno.
  • Simpatia: ognuno di noi possiede una carica elettromagnetica che ci fa provare simpatia o antipatia. Dovremmo provare simpatia per tutti, la negatività attira soltanto altra negatività. Cerchiamo di comprendere quanto è complesso il mondo e quanta simpatia è necessaria per migliorarlo.
  • Neutralità: essere neutrali attivamente è capire che se le cose sono in un dato modo più di tanto non possiamo fare per cambiarle. Possiamo però trasmettere tutto il positivo che abbiamo dentro senza farci coinvolgere dalle negatività.
Le prime tre attitudini sono aspetti del primo fuoco e la quarta è un aspetto del quarto fuoco. Le attitudini pure vengono spontanee, senza calcolo. 

Anche le differenze religiose possono determinare delle chiusure di cui non siamo consci, abituati come siamo ai nostri sistemi simbolici. Dobbiamo renderci conto che le basi delle religioni non sono differenti tra loro; esiste un solo

Dio, a cui la nostra mente attribuisce nomi e simboli diversi.

IL TREMULO

Diamo troppo valore alle cose materiali, siamo tormentati dai dubbi e dalle ansie per cui i fuochi sono spenti. L’uomo vive male nonostante abbia l’enorme possibilità di vivere felice.

Molti sono convinti di essere nel giusto ed usano le energie abbastanza bene, ma non hanno capito che tutto è illusione. Anche questo atteggiamento attenua il calore dei fuochi. Altri addirittura usano l’inganno (ingannando sé stessi), soprattutto perchè hanno paura di quel che può succedere, dei cambiamenti e di tutto ciò che non sanno o non vogliono comprendere.

Nel ‘600 Fox, un mistico inglese, ebbe improvvisamente attacchi di epilessia. Disse di essere in contatto con Dio e fondò una religione che ancora oggi esiste: quella dei quaccheri.

I quaccheri vivono con semplicità usando i fuochi puri, vivono per la pace e vogliono arrivare al tremulo, cioè a quell’energia che viene dal mondo parallelo e che scuote tutto l’essere. Anche le droghe aprono la porta a queste energie, ma sono botole difficilmente richiudibili. Entrando in contatto con queste energie si avverte un tremolio. Non bisogna avere paura; non succede niente, anche molti santi hanno sperimentato questi tremolii.

La supercoscienza è la coscienza elevata a livello dello Spirito. Ci sono libri in cui ci viene spiegato come altri hanno sperimentato la supercoscienza. Noi stessi possiamo penetrare, coscientemente e permanentemente, nel mondo della supercoscienza.

Attualmente dobbiamo prendere coscienza che le cose stanno cambiando, anche se in realtà nessuno di noi sente il bisogno di cambiare. Dobbiamo prendere atto che i cambiamenti avvengono sempre per migliorare e non bisogna temerli.

La vita non è basata sul possesso delle cose e sugli attaccamenti; dobbiamo essere interiormente liberi di fare delle scelte (Fuoco puro dell’impermanenza).

Riconosciamo i nostri limiti e non solo quelli degli altri. Quando siamo felici di vedere gli altri si accende il fuoco puro della felicità. Il fuoco puro del distacco dalle cose permette di renderci conto che non c’è niente di soldio. Neanche noi siamo solidi, siamo inconsistenti e quindi perchè attaccarci tanto a qualcosa di così…. inconsistente? (Vedi l’esempio delle popolazioni delle isole della Nuova Guinea, dove i bambini sono considerati figli di tutti e quindi crescono bene, senza attaccamenti.)

Attraverso la natura, l’essere umano può sperimentare una grande armonia. La realtà spirituale e la realtà materiale esistono in tutto il mondo, i Nat birmani sono energie, sono fuochi puri e indicano come ci si avvicina alle cose.

Penetrare nella trascendenza e nelle visioni

Possiamo penetrare nella trascendenza e nelle visioni attraverso i sogni
notturni. Purtroppo consideriamo i sogni come qualcosa senza valore, ma essi
vengono dal nostro subconscio e ci portano dei messaggi. I buddhisti, non
essendo attaccati al valore delle parole, sono in attesa di avere messaggi dal
proprio inconscio e dall’inconscio collettivo, creando la pace interiore e
l’attitudine ad andare verso gli altri con amore.
I fuochi puri agiscono attraverso il cuore togliendo dubbi e pregiudizi.

Penetrare nei pericoli

I pericoli esistono, possono accadere disgrazie in qualsiasi momento. Bisogna
preventivare che ci possono colpire delle avversità, ma la fede nell’aiuto del
mondo parallelo ci può dare molta sicurezza.

Il tremulo nasce dalla difficoltà ad accogliere la supercoscienza. Anche la vena
poetica è un dono del mondo superiore ed attraverso di essa possiamo prendere
coscienza del contatto don "E".

Ci sono sprazzi di luce che arrivano dal mondo parallelo e, improvvisamente, per
effetto della fede, ci troviamo ad accettare situazioni che ci costringono alla
lotta. persone timidissime diventano improvvisamente degli eroi, non hanno più
paura di niente (per esempio Salvo D’Acquisto). Se il fuoco entra dentro di noi
e la fede ci fa superare tutti i limiti, si può arrivare ad atti di eroismo. Il
tremulo indica anche che i fuochi fanno fatica a manifestarsi.

Anche nei momenti di disperazione accade che con uno sforzo improvviso ci
distacchiamo e diciamo: "Bene, vada come vada!". Improvvisamente avviene il
miracolo. E’ intervenuta un’accettazione della situazione unita al distacco.

Tutto ciò può accadere improvvisamente quando la supercoscienza incomincia a
contattarci.

Abbiamo energie che scorrono dalla spalla sinistra e altre dalla spalla destra.

Da una parte c’è la morte e dall’altra l’Angelo Custode; i monaci chiaroveggenti
possono vedere queste energie. La chiaroveggenza si sviluppa molto lentamente,
per fortuna, altrimenti ci spaventeremmo. I pensieri negativi ci rendono
spaventosi e dal mondo parallelo cercano di non guardarci per non spaventarsi
alla nostra vista.

Col tremulo si sente qualcosa all’altezza del nervo vago ed agli angoli degli
occhi si vedono delle luci blu violacee; non è niente di particolare. Si trema
come se si avesse la febbre, ma il tutto dura pochi momenti. Il tremolio alle
ginocchia significa che dai mondi paralleli vogliono indicarci qualcosa e
soprattutto che c’è qualcuno che ci sta aiutando. Si sente dietro al ginocchio
un dolore forte, come se si accavallassero i nervi. Questo è un avvertimento che
va capito. Questi tipi di avvertimenti hanno evitato incidenti d’auto ed altri
fatti gravi.

Il tremulo indica anche che i fuochi sono stati riconosciuti dalla nostra mente
che lascia loro spazio e permette che le cose avvengano.

Dobbiamo desiderare per gli altri una vita migliore. Se vogliamo essere aiutati
non dobbiamo farne una questione personale.

Il posturing è l’atteggiamento che abbiamo verso la vita, evidenziato dal corpo
fisico. Tutti noi conserviamo sempre qualcosa di negativo ed egoistico nei
nostri atteggiamenti; riconoscerlo sinceramente è il primo passo per non
aumentare le negatività.

Quando non riusciamo a risolvere i nostri problemi chiediamo aiuto al nostro
Angelo Custode, ma se attorno c’è tutto un mondo di egoismi allora anche
l’Angelo Custode è in difficoltà. Bisogna continuare ad avere fede e stare molto
attenti a non diventare orgogliosi perchè sono le energie che lavorano
attraverso noi e non viceversa. Cerchiamo semore di dare con il cuore tutto ciò
che di positivo abbiamo dentro e le cose andranno sempre per il meglio.
Studiando il posturing si può capire se abbiamo difficoltà di qualche genere.

Anche se la mente non ci vuole lasciare liberi, certi movimenti permettono di
ingannarla e di liberarci dal suo dominio.

C’è un mondo parallelo che preme sull’umanità.

LA NOSTRA STORIA

La "Terapia E" porta allo sviluppo della supercoscienza. Per superare l’attuale
grande confusione mentale è importante sapere che abbiamo una storia personale.

La vita e la famiglia hanno valore differente per i diversi popoli. Bisogna
sapere a che punto siamo della nostra storia per valutare le possibilità che
abbiamo.

Ciò che siamo è il risultato di ciò che abbiamo fatto con ciò che eravamo. Ciò
che saremo sarà il risultato di ciò che facciamo con ciò che siamo.

E’ solo ora che possiamo modificare la nostra storia. Noi siamo il prodotto del
passato, ma il passati non esiste; esiste solo il presente e nel presente
possiamo modificare il nostro futuro e sublimare il nostro passato.

Dobbiamo combattere la mente stabilendo il contatto con la supercoscienza e
quindi capire quale sia l’atteggiamento migliore da tenere in ogni momento.

Non è facile liberarci dal nostro passato; il vissuto, infatti, si basa sul
nostro passato. Dobbiamo chiederci l’origine e la ragione delle nostre paure che
derivano sempre dalnostro vissuto. Possiamo liberarcene sfuggendo agli inganni
della mente. I ricordi basati sulla mente non sono mai esatti. La "Terapia E" è
esatta, essa ci mette in contatto con il passato attraverso la supercoscienza.

Il mondo cambia. Siamo immersi nel cambiamento, ma la nostra mente reagisce e ci
lega a valori del passato. impedendoci di liberarci ed essere artefici del
nostro futuro. Il nostro passato, inoltre, fa parte dell’inconscio collettivo..

Siamo circondati da falsità ed inganni, basta pensare alla politica, ma la mente
che giudica deve farlo in modo costruttivo. La "Terapia E" induce al superamento
delle negatività: sofferenza, ribellione, corruzione, ecc. Il mondo della
coscienza non è la vera realtà, quest’ultima è legata alla supercoscienza. I
valori del passato sono inflazionati e stanno cadendo. Il mondo dei nostri
genitori appartiene al passato; prenderne coscienza può aiutarci a capire a che
punto siamo della nostra storia e se siamo qui per aiutare o per essere aiutati.

Qualcuno può avere avuto fenomeni come percezioni di pensieri che non riconosce
per propri: questo indica che si è sulla buona strada e che ci si sta aprendo
all’inconscio collettivo. In tutto il mondo si stanno sviluppando ponti
telepatici.

Abbiamo bisogno di collegarci alla supercoscienza per capire a che punto siamo
ed analizzare il nostro mondo, la nostra famiglia. Se in essa c’è calore e
disponibilità siamo sulla buona strada, altrimenti dobbiamo stare molto attenti
ed analizzare con più cura la nostra storia.

La disperazione e la paura non ci aiutano, mentre la gioia e la fiducia ci
indicano la strada da percorrere. E’ importante che ci sia simpatia verso le
persone con cui lavoriamo. Il Vangelo stesso ci ha insegnato che la fiducia ci
fa vivere bene.

Dobbiamo, quindi, ricostruire la nostra storia, cercare di ricordare insistendo.
La supermente ci aiuterà, specialmente se cerchiamo di essere noi stessi,
spontaneamente, evitando di identificarci con le negatività. Dobbiamo porre
particolare attenzione ai momenti di gioia, esaminare perchè, dove ed in quali
occasioni avvengono.

La nostra storia non è solo nostra ma appartiene all’umanità. Abbiamo
caratteristiche che vengono da molto lontano, condividiamo esperienze con i
nostri morti che ci restano vicini e quando moriamo, li ritroviamo proprio
perchè abbiamo una storia in comune. Dobbiamo aiutarli con pensieri d'amore e
sentirli vicini. Gli asiatici sentono molto il culto dei morti, come pure i
messicani; quando si recano al cimitero essi passano una giornata intera vicino
alle tombe, presentando ai defunti i nuovi nati e raccontando come vanno le
cose. Spesso ricevono dai loro morti dei messaggi. Lo stato dell’umanità attuale
può essere migliorato anche riconciliandoci con un parente morto; è brutto avere
rancore con i defunti.

Questi sono tutti metodi per arrivare alla supercoscienza. Abbiamo il potere di
rendere le cose positive, cerchiamo di pensare positivamente alle persone che
hanno dei problemi. Per aiutare basta un pensiero buono per tutti. Andreotti, i
russi, gli americani, ….. rendiamoci conto che un nostro aiuto, spassionato e
inviato con il cuore arriva immancabilmente a destinazione.

Se attorno a voi vi sono persone che hanno difficoltà a vivere, ad inserirsi, a
cercare lavoro o che hanno debolezze, pregate per loro. I preti della Chiesa
Cattolica Liberale officiavano anche riti magici per aiutare le persone e nel
‘700 subirono addirittura delle denunce per stregoneria. Il mondo è pieno di
gente con problemi e noi dovremmo cercare di essere degli aiutatori abitudinari.
Le cerimonie in gruppo, alla stessa ora e con lo stesso rito, hanno un forte
potere. La Messa di Pasqua ha molto potere; è un rito magico che si celebra in
tutto il mondo; è una forza enorme che opera a livello dell’inconscio
collettivo.



Esercizi utili per arricchire sé stessi e l’inconscio collettivo
Prendete un libro che amate particolarmente e rileggetelo con una forma mentale
diversa e con più apertura, cercando le frasi che vi toccano da vicino. E’ un
modo per arricchire il libro e, soprattutto, in questo modo si invia il suo
messaggio nell’inconscio collettivo.

Prendete una carta geografica e gettatevi sopra una monetina; guardate dove si è
posata. Esiste una connessione fra noi ed il posto scelto a caso; possiamo
metterci in contatto con questo Paese attraverso la cartina e mandargli messaggi
positivi.

Il mondo parallelo ci manda sempre messaggi positivi e noi non li captiamo
perchè non ci crediamo. Questi messaggi non devono allarmare. A volte basta una
parola o uno sguardo per portare positività intorno, come pure bastano una
parola o uno sguardo per ferire, senza che ce ne rendiamo conto; dobbiamo sempre
stare molto attenti ad operare per il bene.

La "Terapia E" è praticata anche dai cattolici africani che hanno sviluppato un
misticismo particolare mettendosi in contatto con la supermente. Essi utilizzano
uno sciamano che guida il gruppo e cercano di far uscire le negatività delle
persone per arrivare al Cristo interiore

LA STRATEGIA

Azione su se stessi mediante i simboli

Per arrivare alla supercoscienza c’è bisogno di un periodo di stasi e dopo
qualche settimana cominceranno i fenomeni. Si avranno sogni ludici, in
particolare potrà accadere di vedere una porta che sbatte; tenteremo di aprile
ma non si aprirà . Si delineerà una strategia, ci guarderemo intorno e troveremo
simboli soggettivi, per esempio certi sogni del passato che ritornano e si
chiariscono. Quando ricordiamo i sogni, significa che l’inconscio ci manda un
messaggio. I sogni arrivano quando siamo un pò distaccati dalla nostra anima e
ci portano dei simboli che sta a noi interpretare. Sono stati pubblicati molti
libri sulla simbologia dei sogni; prima erano esclusivamente di carattere
mentale, ora viene esaminata anche la simbologia spirituale. Comunque la
simbologia è personale ed è difficile interpretarla con parametri fissi. Su
questo si basa il "conosci te stesso" dei Greci.

La "Terapia E" serve a mettersi in contatto con l’anima. La sera ci si può
predisporre a ricevere messaggi, ricordandosi che i sogni sono importanti. La
supercoscienza ci manda dei messaggi per farci capire qualcosa, in particolare
la nostra situazione in rapporto agli altri. Siamo qui con uno scopo preciso,
recitiamo una parte imposta dal karma. L’anima è una monade, una scintilla
divina che ognuno ha dentro allo stesso modo, mentre il personaggio che
interpretiamo è diverso per ognuno di noi.

Una cosa che pochi mettono in pratica è la comunicazione tra Angeli Custodi.

Bisogna fare uno sforzo mentale con un desiderio sincero nel cuore. Cerchiamo di
chiedere all’Angelo Custode di tenere soggiogata la mente perché non veda le
negatività in noi e negli altri. A livello mentale tutto è possibile e se l’uomo
si rende conto che questo mondo è illusorio e di essere un’anima immortale e di
potere aiutare, supererà la crisi di questi tempi.
Il calore umano aiuta molto le persone malate. Durante il prossimo anno tutto
potrà funzionare meglio se l’uomo imparerà a dare con l’anima. Le potenzialità
sono enormi.

La "Terapia E" ci aiuta a chiarire il nostro rapporto con le persone che ci sono
vicine. Quando i nostri figli si comportano male ci lamentiamo ma dobbiamo
comprendere che la colpa è anche nostra. Dobbiamo soprattutto imparare a dare ed
a comunicare con la spontaneità che nasce dal cuore poiché tutti i problemi sono
di carattere mentale.

I libri sono importanti ma bisogna mettere in pratica quel che leggiamo. E’
inutile cercare all’esterno perché dentro noi stessi c’è già tutto ma le
esperienze degli altri possono aiutarci a credere e ad avere fede.

Gli alberi sono espressione di energie divine legate alla casa; piantando degli
alberi si diventa testimoni di un luogo a cui si rimane legati per sempre.

L’esistenza ed il funzionamento della supercoscienza dovrebbero essere insegnate
a scuola. Bisognerebbe insegnare agli scolari a vivere, e non solo imbottirli di
nozioni. Oggi le scuole steineriane in questo senso sono le migliori, anche se
un pò chiuse.

Lo studio antropologico delle lingue ed in particolare dei dialetti permette di
comprendere su quali simboli si basa la vita della gente, specialmente a livello
mentale. Ad esempio, si comprende che il dialetto piemontese è espressione di
una popolazione dal carattere chiuso. Se cerchiamo di analizzare la nostra
simbologia personale, che potrebbe anche essere rappresentata graficamente,
potremmo capire su quali basi è impostata la nostra vita. Attualmente nessuno è
spontaneo, ci carichiamo di emozioni. La terra sente le nostre ansie, le nostre
depressioni e per non appesantirsi troppo se ne libera attraverso le eruzioni
vulcaniche e le scosse telluriche. In futuro ci saranno grandi scoperte
archeologiche, perchè la terra vuole restituire i suoi tesori. Grazie all’uso
della fantasia ci saranno anche notevoli scoperte scientifiche. E’ importante
vedere al di là delle apparenze, controllando la mente. In stato di ipnosi
avvengono cose impensabili; per esempio può accadere di vedere chiaramente cosa
succede alle nostre spalle. Possiamo vedere la natura com'è realmente, senza la
mediazione della mente. Se abbiamo fiducia in una persona e crediamo in lei,
senza essere schiavi della mente, possiamo caricarla positivamente. Possiamo
farlo anche con un albero, un fiore e mandare così calore della natura.

Il buddhismo non è una religione ma un modo di vivere senza negatività, queste
si superano semplicemente ignorandole e sviluppando la consapevolezza segreta
che abbiamo dentro.

Il cristianesimo ci ha insegnato ad usare il cuore ma questo insegnamento lo
abbiamo quasi ignorato. La gente ha bisogno di calore e di amore.

IL CHIEDERE


L’argomento di questo capitolo è "il chiedere". Chiedere alla supercoscienza che
cosa ci può dare. La supercoscienza è una pellicola di materia astrale che lega
fra di loro tutti gli essere. Abbiamo la grande possibilità di essere tutti
collegati ma mentalmente non riusciamo a capirlo, possiamo arrivarci solo con il
cuore.

Tutti i poteri provengono dalla supercoscienza e non hanno limite. Lo sviluppo
della supercoscienza porta ad un contatto cosciente con l’anima attraverso lo
sviluppo del cuore.

Il Maestro Aivanov aveva capito come funziona la supercoscienza. Egli ha svolto
un buon lavoro per la Fratellanza Bianca e la Fratellanza Sarmoung si è servita
molto del suo operato. Nel Vangelo ogni gesto di Gesù è un miracolo. Se
prendiamo coscienza del collegamento che esiste tra tutti noi grazie alla
supercoscienza, possiamo fare miracoli. E’ attraverso il collegamento delle
anime che l’umanità può evolvere, ma dobbiamo imparare ad ignorare la mente e
sviluppare il cuore.

L’amore opera su di un piano superiore. Per continuare ad evolversi la vita ha
bisogno di amore anche sul piano fisico. Anche la fisica riconosce le leggi

basate sul concetto di amore e sul concetto del dare disinteressatamente.
Cerchiamo di comunicare con le persone malate con la nostra anima, attraverso il
piano astrale invisibile che unisce tutte le persone.

La "Terapia E" si manifesta spontaneamente anche attraverso il tremulo ed i
fuochi. Se abbiamo il desiderio di aiutare gli altri possiamo facilmente entrare
in contatto con "E". Ma è altrettanto sbagliato sentirsi importanti quando si
arriva a sperimentare il tremulo ed i fuochi. Dobbiamo rendersi conto che
anch’essi sono illusori e che sono fenomeni normali per chi si addentra nella
pratica della "Terapia E".

Esercizi utili

La sera, coricati a letto, rilassiamoci e cerchiamo di ricordare cose e persone
del nostro passato. (Per esempio i compagni delle elementari o fatti della
nostra prima infanzia). In alcuni casi è possibile rivivere delle sensazioni di
quando eravamo nel grembo materno. Possono servire molto anche gli esercizi di
visualizzazione. Per esempio, si può immaginare di percorrere delle strade o di
visitare case sconosciute, osservando attentamente gli oggetti e le situazioni
che emergono. In alcuni casi è addirittura possibile riportare degli oggetti da
questi nostri viaggi immaginari. Ricordiamoci che nulla è impossibile per chi
cerca il contatto con "E". Un monaco buddhista era famoso per questi viaggi
astrali. Poteva visitare luoghi e persone recando notizie e consigli. Non è una
cosa difficile fare viaggi con l’anima, dato che siamo collegati al tutto.

Per potersi addentrare nella pratica della "Terapia E" bisogna avere delle

curiosità, cercare sempre cose nuove, chiedersi cosa vogliamo dalla vita e

programmare la nostra mente in modo che desideri le cose in maniera positiva,

senza calcolo, sapendo nel contempo che non si può interferire col karma degli

altri.

La mente censura, pone continuamente dei limiti. Tali limiti possono essere

superati, se chiediamo continuamente cose che vanno al di là delle possibilità

della mente. Dobbiamo continuare a chiedere, e non dobbiamo preoccuparci se ci

arrivano dolori vari (sono sistemi della mente per tenerci legati e lei e

distrarci dalle nostre richieste). La nostra mente è pazza, e agisce in maniera

assurda (prende sul serio l’illusione e non crede alla realtà della

supercoscienza), ma noi non dobbiamo ascoltarla. Ignorandola essa ci lascerà in

pace. Può facilmente venire un tremolio al vago, simile ad un attacco di asma.

In questo caso poniamo le mani sullo sterno dicendo: "Non ascolto la mente!" e

tutto tornerà normale.

Tutte le scuole esoteriche hanno come scopo lo sviluppo della supercoscienza.

Dobbiamo arrivare tutti a sapere che siamo delle anime immortali. Le persone
sensibili arriveranno a questa verità anche attraverso la scienza.
Organizzazioni antropologiche stanno già studiando la supercoscienza con l’aiuto
di sciamani e chiaroveggenti e stanno facendo scoperte strabilianti.
Alcuni astronauti bloccati nello spazio sono stati contattati da dei medium che
hanno loro permesso di comunicare telepaticamente con la terra. Tale forma di
comunicazione sarà molto sviluppata nel futuro. Anche al Villagio Verde vogliamo
sviluppare queste cose, non per un guadagno materiale, ma per lo sviluppo della
supercoscienza.
Bisogna avere un concetto chiaro della supercoscienza; essa è su di un piano
superiore, che è Amore, raggiungibile solo attraverso pensieri positivi. Nella
Chiesa Cattolica c’è l’usanza di accendere candele ai Santi chiedendo loro un
aiuto per andare avanti.
A volte cambiano stato d’animo perchè captiamo disarmonie che ci provengono da
altri.
Ricordiamoci sempre che la morte è presente accanto a noi così come l’Angelo
Custode, e che sono energie visibili ai chiaroveggenti.
Tutto è già stabilito, affidiamoci con fiducia all’Angelo Custode e non diamo
retta alla mente.

"E MINUS"

"E" si sviluppa in ognuno di noi attraverso la comprensione. Quando impariamo
che sul piano invisibile noi possiamo comunicare con tutto ciò che esiste
(sassi, vegetali, animali, uomini,…), prendiamo coscienza del presente ma anche
dell’impermanenza. Noi vorremmo che le cose non cambiassero, siamo disturbati
dal movimento; invece dobbiamo muovere molto le energie dell’amore per aiutare
ad essere aiutati, mandare in giro pensieri d’amore, non solo verso la nostra
famiglia ma anche verso la città, verso la nazione, e via via irraggiare amore
verso tutto il mondo. Tutte le religioni consigliano queste pratiche.

La "Terapia E" si basa su processi simbolici. Quando non siamo pronti e la
nostra mente è negativa, è pericoloso recitare "Io sono". Se lo diciamo con
egoismo (cioè pensando all’io personale invece che al Sé divino), il male si
attacca e noi soffriamo. E’ questo il senso del comandamento "Non nominare il
nome di Dio invano".

Ognuno di noi ha dentro una scintilla divina perciò non dobbiamo criticare gli
altri, poichè non possiamo sapere cosa Dio sta operando in loro; possiamo solo
pregare che la lezione karmaica non sia troppo dura.

Ogni pensiero è sia causa che effetto e dobbiamo essere responsabili per i
nostri pensieri. Vi sono lezioni che si ripetono ed inducono a cambiare; diamo
ascolto alla nostra anima perchè essa non sbaglia mai. E’ sufficiente pensare
sempre positivamente.

Il capitolo "E Minus" riguarda principalmente il messaggio di Krishnamurti
contro la mente ed i pregiudizi. Con la "Terapia E" si possono superare le ansie
e le paure. Siamo essere divini, nulla ci può toccare; dobbiamo solo prenderne
coscienza. Le paure creano forme negative che prendono le persone più deboli. I
bambini non hanno il senso della pura, siamo noi adulti che glielo trasmettiamo
con le nostre apprensioni e le nostre ansie. Le nuove generazioni sanno di
essere esseri divini e potenzialmente sono privi di paura. Quando ci prende
l’ansia osserviamo la mente nel suo vagare, i giochi mentali che mette in atto,
e lasciamola sfogare; poi prendiamo coscienza che noi non siamo la nostra mente
e che possiamo dominarla. Cerchiamo di capire le ragioni karmiche dei
comportamenti e cosa abbiamo fatto alle persone che ci infastidiscono, e
cerchiamo di aiutrale.

Quando abbiamo un problema, non dobbiamo volerlo risolvere a tutti i costi e
quando desideriamo qualcosa non dobbiamo pensarci in modo ossessivo. Dobbiamo
pregare e rivolgerci con fede all’Angelo Custode che è l’energia positiva in
noi. Quando constateremo che funziona, la mente non potrà far altro che mettersi
da parte.

Quando la mente si mette da parte entriamo in contatto con la supercoscienza
dove non esiste il dubbio e dove non possiamo più sbagliare. Bisogna essere
neutrali, avere compassione senza farsi sviare dalle antipatie personali che
derivano dalla mente. Questo è "E Minus". Ci sono esercizi per sviluppare questa
capacità ; ma, per ora, è meglio pregare.

Ricordiamoci di non dire mai "Io sono" in modo egoistico, perchè potremmo
ritrovarsi a fare i conti con tutto il negativo che è in noi. Bisogna rivolgersi
al mondo con spontaneità sapendo attendere.

Dobbiamo comprendere che le parole sono simboli molto importanti il cui
significato sta oltre il mentale. La poesia, per esempio, non è fatta di parole
ma è formata dagli stati d’animo dell’autore. Recitare poesie porta armonia.

"E Minus", l’anima che è in noi, crea le cose che restano dopo di noi. Dopo la
morte il nostro personaggio verrà deposto come di depone un abito in un armadio.
Se noi saremo stati in grado di far vivere appieno il nostro personaggio, esso
verrà utilizzato da un’altra anima o scintilla divina che ne prenderà possesso e
lo farà rivivere sulle scene del mondo. Ciò accadrà per il "personaggio Krishnamurti" che attende di rientrare in scena.

Dobbiamo cercare di seguire attraverso la stampa e la televisione, i movimenti
di rivoluzione del pensiero che operano nel mondo e cercare di capire cosa
significhino partecipando col cuore. L’umanità deve fare uno sforzo perchè ci
siano serenità e pace nel mondo in vista dei fatti che avverranno nel 1996.

Invece di angustiarsi bisogna partecipare con amore e mandare pensieri positivi.
La "Terapia E" non è una cosa complicata, essa è già dentro di noi perchè noi
abbiamo un’anima. Non sono i Maestri che ci guidano, è la nostra anima. Il mondo
parallelo, non ci può aiutare se non ci vede, c’è una tale opacità! Dal mondo
parallelo possono captare solo i gesti d’amore!

ANCORA SULLA "TERAPIA E"

Stiamo assistendo allo sviluppo del nuovo piano di coscienza ed ognuno di noi,
col suo lavoro, deve contribuire individualmente a tale sviluppo.
Prima di tutto ricordiamo che esiste un fluido universale, il Ki che dà la vita.
Quando respiriamo entra nei polmoni e quindi nell’organismo, poi subebtra il
Fhan, che è il principio della vita. L’incontro tra il Fhan ed il Ki crea il
piano eterico invisibile che unisce continuamente tutte le persone. Sono
concetti mentali da tenere presenti per sapere come funzionano queste cose.
Coloro che interrogano I Ching ricevono sempre risposte giuste poichè si mettono
in contatto con quel piano di coscienza che non sbaglia mai. Le risposte de I
Ching servono quando si hanno difficoltà ed ansie.
L’Università di San Diego ha sperimentato la "Terapia E". Ci sono stati dei suicidi tra gli sperimentatori, ma questo è potuto avvenire solo perchè erano ancora troppo attaccati alle cose materiali. Essi compresero l’illusione di questa realtà senza però riuscire a mettersi in contatto con la supercoscienza, e ciò ha tolto senso alla loro vita. Gli esercizi con la "Terapia E" portano a dei fenomeni che coinvolgono la mente ed essa cercherà di ingannarci. Quando si desidera che avvenga un fenomeno extrasensoriale, il fenomeno arriva, ma spesso è solo un inganno della mente. Ricordiamoci, comunque, che non abbiamo bisogno dei fenomeni per riuscire nella "Terapia E".

Parliamo dei ponti telepatici e dei centri mondiali di alta spiritualità.

La Mongolia si sta liberando ed ha bisogno di grandi energie. Basta pensare al
centro d’ascolto di Ude e mandare pensieri positivi con il cuore. Quando
sappiamo di essere in collegamento sul piano eterico-astrale dovremmo ancora di
più staccarci dalle negatività. Possiamo, però metterci, in contatto anche se
siamo negativi perché loro sanno pulire il canale.

Sotto al vago abbiamo una ghiandola di cui non si conosce ancora la funzione ma
che quando si gonfia dà ansia. Questa ghiandola ci mette in contatto con il Fhan. Mussolini, che aveva un segretario teosofo di nome Sebastiani, conosceva queste cose e si era fatto montare sulla macchina un oscillatore per tenere sotto controllo questo centro. Bisogna, però, tenerne sotto controllo altri due; probabilmente Fulcanelli, il famoso alchimista, li conosceva. Sono punti al di fuori di noi e si possono raggiungere individualmente, ma per noi è inutile cercarli; se siamo vivi funzionano, se desideriamo il bene degli altri si attivano.

Agendo si modifica il karma; non si fanno miracoli, ma qualcosa si ottiene. Se
capita che una persona ci è antipatica, non dobbiamo farle del male, ma non
riusciamo neanche a farle del bene; quindi dobbiamo cercare di diventare
neutrali. Essere neutrali non significa essere indifferenti.

La "Terapia E" ci porta a sviluppare il corpo astrale che può essere incrostato
da cose eteriche brutte da vedersi, che si attaccano ad esso e possono
penetrarlo. Sono negatività che ci vengono mandate e sono pericolose più per
coloro che le mandano che per quelli che le ricevono. Vedere l’ovoide delle
persone può servire a metterci in contatto con la supercoscienza. Vederlo
solamente, però, non serve a molto, anzi spesso è una brutta esperienza per via
delle incrostazioni orrende che a volte lo ricoprono; però può aiutarci a
credere. E’ come osservare al microscopio elettronico le nostre mani che
sembrano pulite, ma che in realtà sono piene di batteri, simili a mostriciattoli
che è meglio non vedere.

E’ fondamentale mandare pensieri positivi con il cuore senza farsi abbindolare
dal nostro ego dilatato che si dà molta importanza. L’intuizione immediata è
utile per aiutare glia altri ma non appena ci si sofferma a pensarci su si
commettono errori. Ricordiamo che tutto ciò che esiste serve a qualcosa.

I centri spirituali in giro per il mondo sono tantissimi e stanno preparando il
nuovo piano di coscienza. L’umanità è pensante ed il risveglio è difficile. Un
esercizio utile e positivo può essere quello di abbracciare gli alberi; toglie
l’ansia e rigenera.

La "Terapia E" serve a farci comprendere che tutto ciò che viviamo è illusorio;
questo corpo-personaggio lo abbiamo scelto noi. Il corpo eterico è una guaina a
10 mm dal corpo fisico. Massaggiandolo, passando la mano senza toccare il corpo,
si sente un grande calore. Massaggiando il corpo eterico si può curare il corpo
fisico.

Con la "Terapia E" subentra un sonno molto pesante con notevole difficoltà di
risveglio. Non dobbiamo eccedere nel porci verso il mondo parallelo; se ci
facciamo notare prima di essere pronti rischiamo di trovarci, con estremo
disagio, in un mondo che ci è fondamentalmente estraneo.

Sapendo che la "Terapia E" non sbaglia mai, possiamo metterci in contatto con un
personaggio pubblico ed aiutarlo; è meglio fare questo che cercare di aiutare i
parenti con i quali possono esserci delle negatività latenti. Possiamo
visualizzare il volto della persona che vogliamo aiutare, fissare il suo terzo
occhio sentendolo diventare incandescente e sentendo, contemporaneamente, il
calore del proprio. Ciò sviluppa la chiaroveggenza.

ULTIMI CONSIGLI

Il dr. Kitselman dell’università di San Diego, ebbe delle intuizioni a livello
matematico in relazione ai "numeri primi" utilizzando la "Terapia E". Il fatto
che la "Terapia E" ha portato persona al suicidio significa che l’umanità non ha
bisogno di questa terapia. Non ha importanza conoscerne i segreti. Gran parte
dell’umanità lavora già inconsciamente per raggiungere il Nuovo Piano di
Coscienza. Basta che un solo individuo si evolva perché l’umanità venga
trascinata più avanti.

Esercizi utili

Cerchiamo di utilizzare l’immensa fonte di calore che emanano i nostri chakras attraverso le mani.
Cerchiamo di sentire il calore che fluisce dalle nostre mani mentre accarezziamo cose, alberi, animali, persone.
Le canalizzazioni non sono difficili. E’ strano che poca gente ci creda e le pratichi. E’ strana la cecità dell’uomo che non riconosce il miracolo di un fiore che sboccia.

Letture consigliate
In armonia con l’infinito, di R.W. Trine – Ed. Alaya – Milano
L’Immaginazione creativa, di R.E. Davis – Ed. L’Età dell’Acquario – Grignasco
Tutti i testi di Krishnamurti
I Ching
I libri delle Edizioni Missionarie Italiane – EMI – Via di Corticella, 181 –

40128 Bologna.

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