“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

19 gennaio 2009

. Mind Games & Diade



La Diade di Platone
una tecnica innovativa di comprensione per migliorare l'evoluzione umana.

«Poiché le Forme (Idee) sono causa delle altre cose, Platone ritenne che gli elementi costitutivi delle Forme fossero gli elementi di tutti gli esseri. Come elemento materiale delle Forme egli poneva il Grande-e-piccolo, e come causa formale l’Uno» (Aristotele, “Metafisica”, A 6, 987 b 18 - 21).
«Da quanto si è detto risulta che egli ha fatto uso solo di queste due cause: quella formale e quella materiale. Infatti, le idee sono cause formali delle altre cose, e l’Uno è causa formale delle altre Idee. E alla domanda quale sia la materia avente funzione di sostrato, di cui si predicano le idee nell’ambito dei sensibili, e di cui si predica l’Uno nell’ambito delle Idee, egli rispose che è la dualità, cioè il Grande-e-piccolo. Platone, inoltre, attribuì la causa del bene al primo dei suoi elementi e attribuì quella del male all’altro» (Aristotele, “Metafisica”, A 6, 988 a 8 - 15).

Per spiegare questi due principi primi e supremi bisogna tener presente il fatto che, per i Greci, il problema metafisico di fondo è stato sempre quello di spiegare il perché dei molti, ossia il perché e il come dall’Uno derivano i Molti.


Ma fra monismo e pluralismo esiste una via sintetica di mezzo, che è quella che ammette una struttura polare, o meglio bipolare del reale, struttura che fa capo a due Principi - l’Uno e il Molteplice indefinito - tali che uno non è senza l’altro e viceversa, ossia a due Principi che risultano indissolubilmente legati. Tale concezione può essere raffigurata tramite lo schema seguente.


Il tentativo di Platone è quello di spiegare a livello protologico la molteplicità in funzione del principio dell’Uno e della Diade indefinita di grande-e-piccolo, la quale è la fonte da cui deriva la differenziazione e la molteplicità.L’Uno di cui qui si parla, non è, ovviamente, l’uno matematico, ma l’Uno metafisico, Principio da cui deriva ogni forma di unità, a tutti i livelli. Analogamente, la Diade o Dualità indeterminate non è il numero due, ma è il Principio e la radice della molteplicità degli esseri.


Essa è concepita come Dualità di grande e piccolo, in quanto è tendenza all’infinitamente grande e all’infinitamente piccolo (per questo è indefinita). Essa è come una materia intelligibile che, fungendo da sostrato all’azione dell’Uno, produce la molteplicità in tutte le sue forme, sia in senso orizzontale, sia anche in senso gerarchico verticale. La pluralità delle Idee e la loro gradazione gerarchica nascono dall’azione dell’Uno che determina il principio opposto della Diade, che è molteplicità indeterminata.I due principi sono ugualmente originari.


Infatti l’Uno è gerarchicamente superiore alla Diade, ma è cooriginario rispetto alla Diade, in quanto l’Uno non avrebbe efficacia produttiva senza la Diade. Per essere esatti, non si dovrebbe parlare di “due” principi e di “dualismo” dei Principi. Infatti, parlando di “due” e di “dualismo” si presuppone il «due» aritmetico; invece i numeri derivano dai Principi e sono “posteriori ontologicamente” ad essi. Si potrà parlare di due Principi in senso prevalentemente metaforico.


Si dovrà, quindi, parlare di due Principi, intendendo il «due» in senso prototipico e metafisico, nel senso cioè di «bipolarismo»: un Principio esige l’altro in modo strutturale. Platone qui porta a livello protologico metafisico quel modo di pensare squisitamente ellenico che, a vari livelli, concepiva il mondo come realizzazione in unità di coppie di contrari fra loro indissolubilmente legati in senso polare e condizionantesi l’uno con l’altro.
(cfr. Parmenide, Eraclito, Empedocle, i pitagorici, ma anche la “Teogonia” di Esiodo e le massime dei Sette Savi). >




Pur senz'essere largamente diffusa, la diade appare oggi uno degli strumenti più efficaci per produrre un reale miglioramento personale. Questa particolare tecnica di comunicazione fu ideata negli anni sessanta in America da ricercatori che operavano nel campo delle risorse umane.


E' perciò un frutto del nostro tempo, nata come risposta alla realtà ed alle esigenze dell'uomo contemporaneo. Questo elemento è di grande importanza perchè ai giorni nostri vengono proposti differenti approcci all'evoluzione della coscienza, molti dei quali però non sono aderenti alla vita del nostro secolo e in questo modo perdono di efficacia.


Benchè relativamente recente e attualissima, la diade si fonda sulla conoscenza di principi di vita millenari risultando in questo modo una semplice e geniale sintesi tra passato e presente, teoria e pratica, ricerca interiore e vita quotidiana. Per comprendere più a fondo che cos'è la diade è utile esplorare alcuni temi di importanza fondamentale.


Macrocosmo e microcosmo


La diade è una ripetizione "in piccolo" del processo evolutivo umano e sono queste le solide fondamenta della sua grande efficacia. In modo molto succinto e limitato possiamo dire che a livello macrocosmico - cioè nel processo universale ed impersonale dell'evoluzione - si verifica una particolare spinta: conoscere quello che è sconosciuto; in altre parole comprendere ed essere pienamente consapevoli di ogni cosa che appare diversa e separata da sè.


Nella diade - espressione del microcosmo - si ripete esattamente lo stesso processo: una persona parla e una ascolta, ciò che è altro, separato da sè, sconosciuto, viene gradualmente compreso, accettato e integrato. Possiamo dire che la diade riproduce e attua in modo estremamente preciso la natura stessa dell'esistenza: conoscere quello che è ancora sconosicuto.


Definizione


La diade è una tecnica di comunicazione che ha per meta la crescita personale dell'individuo. La diade fa nascere coscienza. Quando una persona comunica un contenuto ad un altra, nella misura in cui il contenuto è espresso adeguatamente e per quanto l'altro è capace di comprenderlo, viene prodotta coscienza.


Questo significa che se il messaggio non è fondamentalmente vero la sua falsità viene messa in evidenza, esso perde il suo potere e inizia a dissolversi. Se invece il messaggio espresso è vero, diviene ancora più chiaro, si afferma e si rafforza.Per comprendere questo principio di base facciamo un esempio concreto.


Un giovane riceve una proposta di lavoro e non sa se accoglierla o meno. Vorrebbe accettare per crearsi una vita autonoma, una sicurezza economica, perchè gli piacciono alcuni aspetti di quella particolare professione. Tuttavia preferirebbe rifiutare perchè ha timore di non essere preparato in modo adeguato per sostenere quel tipo di lavoro, perchè vorrebbe proseguire gli studi, perchè desidera un'attività diversa.


Comunicando in modo preciso e completo ed essendo compreso da un'altra persona capace di dedicargli la propria attenzione, il giovane diverrà più consapevole di questa particolare realtà della sua vita. Gli aspetti fondamentalmente falsi inizieranno a dissolversi e i punti importanti emergeranno chiaramente. Attraverso il processo di comunicazione - comprensione - consapevolezza i dubbi iniziano a diradarsi e la scelta del proprio futuro potrà essere fatta in modo più maturo ed avere maggiori probabilità di successo.


Praticando la diade su svariati aspetti di se stessi e della propria esistenza viene gradualmente a crearsi una particolare maturità nella persona, che rafforza la sua capacità di "vedere" la vita, di scegliere, di decidere, di realizzare le proprie aspirazioni.


Come funziona la diade


La diade viene praticata da due partecipanti, seduti uno dinnanzi all'altro. Uno dei due ha un ruolo attivo, cioè comunica, mentre l'altro è passivo ed ascolta. Quest'ultimo pone una domanda, per esempio "Dimmi un problema che hai momentaneamente nella tua vita" alla quale chi è nel ruolo attivo tenta di rispondere. Egli cerca con attenzione dentro di sè cosa emerge di importante riguardo la particolare domanda che gli è stata rivolta.


Nel condividere le proprie esperienze, riflessioni, sentimenti... la persona non si riferisce direttamente a nessun altro, comunica soltanto di se stessa. Dopo cinque minuti i ruoli si invertono. Chi ha ascoltato riceve ora la stessa domanda e comunica il proprio vissuto. Il cambio dei ruoli avviene per otto volte consecutive per un totale di quaranta minuti. Alla fine della diade i partecipanti si ringraziano. La diade viene generalmente praticata in gruppo cosi che ognuno abbia possa condividere con persone diverse.


Il ciclo di comunicazione completo


Nella diade il ciclo di comunicazione è completo: una persona comunica, una comprende e la prima sa che l'altra ha compreso. Nella vita quotidiana non sempre la comunicazione è così precisa ed esauriente poichè spesso viene deformata da numerose disfunzioni: interrompere l'altro mentre parla, non ascoltare, parlare senza sapere cosa si vuole dire veramente, non dire la verità, non concludere il tema iniziato, non avere interesse di comprendere veramente cosa l'altro vuole trasmetterci, non sapere se l'altro ha compreso o meno, alzare o alterare il tono della voce, offendere i sentimenti degli altri...


La struttura della diade evita tutte queste disfunzioni e crea una condizione particolare in cui la comunicazione può avvenire in modo corretto e completo. Dal momento che ciascuno comunica la propria esperienza senza nominare direttamente gli altri, le persone iniziano a sentirsi sicure e ad avere fiducia perchè nessuno le giudica, critica, valuta, deride, offende o inganna. Semplicemente evitando le disfunzioni della comunicazione, nascono in modo spontaneo e naturale un genuino rispetto dell'altro e una sincera amicizia.


Un esempio di applicazione


Vediamo ora come viene applicata la diade nel percorso Manas Vidya. L'attenzione viene indirizzata a quattro aspetti cruciali dell'esistenza: Chi sono io? Cos'è la vita? Che cosa sono io? L'altro essere umano. Il partecipante affronta uno di questi koan (domanda senza risposta), tenta di scoprire la verità che esso nasconde, e comunica tutto ciò che gli appare come conseguenza di tale intento.


Nell'area del quesito "Chi sono io?" ognuno si trova ad avere numerosissime impressioni fisiche, emozionali e mentali, molte delle quali sono fondamentalmente vere ed altre essenzialmente false. Comunicando in tante diadi il materiale inerente a "Chi sono io" ciò che è per sua natura falso svanisce, e quello che è di base vero si afferma, risplende e nutre l'individuo.


Svelando tante piccole verità su se stesso il partecipante può arrivare alla gioia di scoprire anche la più profonda e ultima verità di chi è lui realmente.