“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

13 febbraio 2009

I King e Kabbalah



Commento all’I King
fonte

Consideriamo l’I King come un Testo Sacro e, come tale, mezzo di reintegrazione. Se supponiamo che l’uomo ricerca la felicità e che questa si realizza con un ritorno all’Unità, allora diciamo che i testi sacri sono i mezzi che indicano la via del ritorno, la quale dall’esterno può solo essere “indicata”, ma che poi deve essere realizzata all’interno di noi.

Noi tutti sogniamo e se consideriamo il sogno come il dialogo tra il Sé Superiore ed il sé inferiore o personalità, e lo studiamo attentamente, possiamo trovare la soluzione (o la guida alla soluzione) dei nostri problemi di veglia.

I sogni individuali danno soluzioni per problemi individuali; i Testi Sacri, che possono essere considerati come sogni collettivi, danno soluzioni per problemi collettivi, ed è indubbio che il problema reintegrativo è comune a tutti gli uomini e da sempre i Saggi ed i Santi hanno cercato di portarci alla sua soluzione. L’I King è un sogno collettivo abbastanza scoperto, indubbiamente più facile come guida reintegrativa della Bibbia ed in generale dei testi occidentali.


Esso ci offre 64 “sogni” e in ognuno due elementi essenziali: l’Immagine e la Sentenza. Possiamo subito porre sull’Albero cabalistico il lettore (sognatore) in Assiah, Fisico, l’Immagine in Yetzirah, astrale, e la Sentenza in Briah, Mentale. Va da sé che se noi riuscissimo a penetrare il significato reintegrativo completo di ogni sogno, diventeremmo “Saggi” e, come Lao-Tzè, raggiungeremmo il valico, quello da cui non si torna, vale a dire Atziluth, il piano Causale, che è oltre l’esagramma scritto.

Per ora ci accontentiamo di studiare segno per segno il più attentamente possibile, facendo qualche riferimento alla Kabbalah e alla Geomanzia. Nella Kabbalah ci sono 33 (32 + 1, quello dello 0 che non prendiamo in considerazione) Vie della Saggezza; nella Geomanzia abbiamo 16 temi geomantici; sicuramente tra questo 32, tra questo 16 e tra il 64 dell’I King c’è una stretta relazione. Consideriamo ogni trigramma iniziale in rapporto a tutti gli altri trigrammi; avremo così otto gruppi di otto segni:


  • Il Creativo
  • Il Ricettivo
  • L’Eccitante
  • L’Abissale
  • L’Arresto
  • Il Mite
  • Il Risaltante
  • Il Sereno 
Otto gruppi base a cui assegneremo quattro Vie della Saggezza e due temi geomantici le cui corrispondenze vedremo nel corso dello studio. Il nostro viaggio iniziatico ikinghiano sarà di 64 tappe, ricordiamo però che l’arrivo non è definitivo, il nostro percorso è spiralato e ciclico (vedi l’esagramma n. 64 “Prima del Compimento” che ci riporta all’esagramma n. 1).

Cominciamo ad esaminare i vari esagrammi e ricordiamo che le due linee basse (la terra) rappresentano la nostra terra, Assiah, il Fisico; le due linee mediane (l’uomo) il nostro Yetzirah, Astrale; le due linee alte (il Cielo) il nostro Briah, Mentale.

Il piano Atziluth (Causale) non compare perché è fuori dalla nostra esperienza. Diciamo che anche nella struttura dell’esagramma teniamo presente il nostro albero Sephirotico.

Per quanto riguarda le sei varianti di ogni segno, le consideriamo mutazioni plastiche del “Segno fisso originale” che si apre a ventaglio lasciando intravedere il suo interno; dividiamo le varianti in favorevoli e sfavorevoli; esse fanno il punto della situazione e danno le indicazioni più dettagliate per la “soluzione del problema” di fondo, abbiamo dunque una sola domanda: “come Reintegrarsi”? e 64 + 64 x 6 risposte.

Esagrammi 1-8

1° KKIENN Il Creativo



Attribuzione Sephirotica: Chockmah

Kkienn, il Creativo, il Cielo
Kkienn, il Creativo, il cielo

“In Principio Dio creò il cielo e la terra” (Gen. 1,1).

Se accettiamo la teoria cabalistica dello Tzim-Tzum in cui “in principio” Dio si ritirò da Sé per far “spazio” al creato (0 Kether) e subito dopo creò il cielo e la terra abbiamo:

· U Ki, cerchio semplice · Ttai Ki, cerchio suddiviso in luce e oscurità, Yang e Yin, Cielo e Terra,
Chockmah e Binah

La Shekinà, l’Energia Divina, nella sua discesa, fa scaturire dal Nulla (0 Kether, Corona) i quattro mondi della manifestazione:

· Il mondo Causale (Atziluth), Sublime, buono
· Il mondo Mentale (Briah) “della riuscita”, bello
· Il mondo Astrale (Yetzirah) della “propiziazione”, giusto
· Il mondo Fisico (Assiah) della “perseveranza”, attuabile

Nell’Immagine abbiamo poi in sintesi l’indicazione di come agire in risposta alla creatività (il moto del cielo è vigoroso): rendere se stessi forti ed instancabili, capaci di ripetibilità. E’ questa la tecnica per la risalita alla Shekinà.

Oltre che in Genesi, ritroviamo il Creativo anche in Giovanni: “In principio era il Verbo.” (Giov. 1, 1-3).
Nella tradizione cristiana il Cristo, il Verbo, la seconda persona della Trinità è la Sapienza che corrisponde alla Sephirah Chockmah, la prima emanazione divina e “tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”.

Ritroviamo la Sapienza Creatrice anche in Prv. 8, 22-36: “….Quando Egli fissava i cieli Io (la Sapienza) ero là….Quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con Lui come architetto….”
Ricordiamo qui gli attributi di Chockmah: Spirito, Saggezza, Pensiero Creatore, Verbo, Scienza Sacra, Gnosi, Silenzio, Meditazione, Pietà, Compassione, Misericordia.

Inoltre consideriamo il Drago come simbolo positivo del Creativo, (da non confondere con il Dragone dell’Apocalisse, simbolo dell’albero nero disintegrativo). Questo Drago (bianco o rosso) va omologato con il Serpente di Bronzo di Mosé (Nm. 21, 8-9), prefigurazione del Cristo e quindi della Sapienza e della Salvezza. 

Al gruppo di Kkienn assegniamo le Sephiroth Chockmah e Daath; i tarocchi di Fuoco il Bagatto (1) e il Mondo (21) e i temi geomantici di fuoco Laetitia e Fortuna maior.

Caratteristica comune: la Creatività.

 Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la prima linea, il Servitore, viene a corrispondere al primo semipiano del fisico, quello materiale, corporeo: questa linea, mutando da intera a spezzata, ci porta all’esagramma n. 44, il Farsi Incontro. Poiché qui la forza del Creativo è coperta, l’incontro potrebbe essere con una malattia fisica o un ostacolo sul piano pratico…meglio astenersi dall’azione e riposare.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la seconda linea, il Funzionario di Provincia, viene a corrispondere con il secondo semipiano del fisico, quello eterico, energetico; questa linea mutando da intera a spezzata, ci da l’esagramma n. 13, la Compagnia tra Uomini ed è positiva perché il “Drago compare nel campo”: vale a dire che saremo sostenuti nella nostra vitalità dall’energia sottile e dalla collaborazione del nostro gruppo.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la terza linea, il Funzionario di Città, viene a corrispondere al primo semipiano dell’astrale, quello inferiore, soggettivo; questa linea, mutando da intera a spezzata, dà il n. 10, il Procedere; è anch’essa positiva ma ci mette in guardia (pericolo) dai cedimenti sentimentali provocati dai “pensieri preoccupanti”.
Ma non c’è macchia nel nostro agire, perciò le cose “procederanno bene”.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quarta linea, il Ministro, viene a corrispondere al secondo semipiano dell’astrale, quello superiore, collettivo; questa linea, mutando da intera a spezzata, dà il n. 9 , la Forza domatrice piccola. E’ un momento di riflessione: siamo spinti verso l’alto (altruismo e generosità) ma anche richiamati verso il basso dai nostri egoismi….. Conviene “raffinare le forme esteriori del carattere” e rafforzare la nostra volontà prima di agire.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quinta linea, il Principe, viene a corrispondere al primo semipiano del mentale, quello inferiore, il razionale; questa linea, mutando da intera a spezzata, conduce al n. 14, il Possesso grande. E’ molto positiva: siamo sorretti dalla forza spirituale più alta (il Drago vola nel cielo) ed é un momento di particolare grazia, riusciamo a “capire” il Sé.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la sesta linea, il Saggio, viene a corrispondere al secondo semipiano del mentale, quello superiore, intuitivo; questa linea, mutando da intera a spezzata, ci porta al n. 43, lo Straripamento e ci mette in guardia dall’agire….
Una intuizione non umile e ricettiva ma altezzosa avrà da pentirsi, e la decisione da prendere potrà essere errata….aspettare dunque!!!

2° KKUNN

Il Ricettivo



Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Kkunn, il Ricettivo, la Terra Attribuzione Sephirotica: Binah

La Sephirah Binah, come sappiamo dalla Kabbalah, è reciproca e interagente di Chockmah, vale a dire il suo complementare, come lo Yin è il complementare dello Yang. Binah, come Kkunn, il Ricettivo, è la Grande Madre, la Comprensione, la Notte che completa il Giorno: “Dio disse: sia la Luce e la Luce fu. Dio vide che era cosa buona e separò la Luce dalle Tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.” (Gen. 1,3).

La ricettività, come la creatività, opera sui quattro livelli di coscienza:

· Sublimità, causale
· Riuscita, mentale
· Propiziazione, astrale
· Perseveranza, fisico 

ma in Passività come capostipite della colonna di sinistra, quella che “riceve” complementare alla colonna destra, quella che “da”.

La ricettività deve essere aperta verso l’esterno (“trovare amici in occidente e meridione”) sul luogo del Servizio ed essere chiusa verso l’interno (“rinunciare ad amici nell’oriente e a settentrione”), nell’Introspezione.

Vale a dire che il Nobile, il Discepolo sul Sentiero, è permeabile e ricettivo “fuori” ma chiuso come l’Athanor “dentro”. La ricettività, come dice la Sentenza, opera sublime riuscita per la perseveranza di una “cavalla”; il Drago è il simbolo del cielo, la cavalla è il simbolo della terra per la sua forza, per la sua mitezza, per la sua rapidità, per la sua dedizione. Nell’immagine abbiamo le indicazioni di come si deve agire in risposta alla ricettività: essere in accogliente dedizione e portare, ossia essere di supporto al mondo esteriore.

Kkunn rappresenta inoltre la Regina del Cielo, la Vergine Immacolata del Cristianesimo: “Le rispose l’Angelo: lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la Potenza dell’Altissimo…Colui che nascerà sarà dunque Santo e chiamato Figlio di Dio”.
(Luca 1,35)

Ritroviamo il Ricettivo cosmico anche in Ap. 12, 1-2: “Nel cielo poi apparve un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.”

Ricordiamo gli attributi di Binah: Intelligenza, Comprensione, Concezione astratta generatrice delle idee e delle forme, Idealità suprema, Pensiero percepito ma non ancora espresso, Discernimento, Riflessione, Affabilità, Gentilezza, Mistero. Al gruppo di Kkunn assegniamo le Sephiroth Binah e Tiphereth, i tarocchi di terra, il n. 13 la Morte e il n. 10 la Ruota della Fortuna e le figure geomantiche Puella e Cauda Draconis, di terra, la cui caratteristica è la ricettività.

 Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la prima linea, il Servitore, viene a corrispondere al primo semipiano del fisico, quello materiale, corporeo; questa linea, mutando da spezzata in intera, ci porta all’esagramma n. 24, il Ritorno. La variante non è molto favorevole, in quanto si sta avvicinando un momento difficile, ma accogliendo la nuova situazione con lungimiranza, le forze torneranno, perché la vita è una spirale….

 Nella nostra collocazione dell’esagramma nell’albero cabalistico, la seconda linea, il Funzionario di Provincia, viene a corrispondere al secondo semipiano del fisico, quello eterico, energetico; questa linea, mutando da spezzata ad intera ,ci dà l’esagramma n. 7, l’Esercito ed è molto positiva. Consiglia di agire impersonalmente sul piano energetico cosicché tutto sarà favorito, importante avere collaboratori disciplinati e volenterosi.

 Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la terza linea, il Funzionario di Città, viene a corrispondere al primo semipiano dell’astrale, quello inferiore, soggettivo; questa linea mutando da spezzata ad intera, ci dà il n. 15, la Modestia. E’ anch’essa positiva, ma ci indirizza sul piano del sentimento all’azione-non azione (azione disinteressata) e ci propone umiltà e modestia verso gli altri, per il giusto equilibrio.

 Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quarta linea, il Ministro, viene a corrispondere al secondo semipiano dell’astrale, quello superiore, collettivo; questa linea mutando da spezzata ad intera, dà il n. 16, il Fervore, Non è molto favorevole: la situazione non permette l’espansione dei nostri sentimenti altruistici, il servizio è ostacolato; conviene attendere che il nostro fervore, con l’aiuto degli altri, sciolga la difficoltà del momento.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quinta linea, il Principe, viene a corrispondere al primo semipiano del mentale, quello inferiore, il razionale; questa linea, mutando da spezzata in intera, conduce al n. 8, la Solidarietà. E’ molto favorevole perché qui la razionalità è misurata e dimora nell’essenziale, producendo bellezza e solidarietà, vale a dire aiuto reciproco tra superiori e inferiori.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la sesta linea, il Saggio, viene a corrispondere al secondo semipiano del mentale, quello superiore, intuitivo; questa linea, mutando da spezzata in intera, ci porta al n. 23, lo Sgretolamento. Questa variante è sfavorevole: la superbia sulla linea dell’intuizione costringe all’inutile combattimento (con il Sé); il risultato: perdita di tempo e di energie, vale a dire fallimento, cioè sgretolamento di quello che si era già costruito in positivo…ma non ci si deve troppo dispiacere; quello che si sgretola, la cima, va ad irrobustire la base e così si potrà ancora tentare la scalata del monte…..

3° CIUNN

La Difficoltà Iniziale



Elemento: Aria
Tarocco: n. 9 l' EremitaKkann, l'abissale, l'Acqua
Cenn, l'Eccitante, il Tuono

La difficoltà iniziale è quella che incontra il Discepolo sul Sentiero quando muove i primi passi sulla Via.
E’ la gestazione del lavoro creativo, della costruzione del Tempio, la fatica della organizzazione pratica, la solitudine, gli studi, la ricerca dei gruppi giusti che gli permettono il “lavoro”. Gli “aiutanti” della sentenza sono anche gli strumenti del lavoro: testi sacri, scuole esoteriche, tecniche di meditazione ecc…, elementi indispensabili per la realizzazione dell’Opera. Il tempo della “Difficoltà Iniziale” è un tempo difficile e per superarlo l’immagine ci suggerisce due operazioni: districare e ordinare, perché le nubi e il tuono non sono ancora la “pioggia”, ma il suo substrato.

Ritroviamo esempi di difficoltà iniziale in Genesi 3, 21-24: dopo la caduta, Adamo ed Eva, vestiti di “pelle” iniziano la loro dura vita sulla terra… era stato detto ad Eva:“…con dolore partorirai figli….” E ad Adamo: “….con dolore trarrai cibo dal suolo per tutti i giorni della tua vita…..”

L’inizio è dunque dolore, è sofferenza, è lacerazione.

Ancora ritroviamo la difficoltà iniziale in Genesi 32, quando Giacobbe, lasciata la casa di Labano, deve affrontare la lotta con il misterioso Essere (Angelo o Dio) che lo ferisce all’anca, ma poi trattenuto dallo stesso Giacobbe, lo benedice e gli da il nuovo “Nome”: Israele, colui che lotta con Dio.

E ancora in Genesi 39, 20-23: Giuseppe, giunto in Egitto come schiavo, prima di arrivare ad essere nominato dal faraone Viceré per le sue eccezionali qualità di indovino e saggio, è costretto a sperimentare ingiustamente la dura prigione e numerose umiliazioni….

Anche nel Nuovo testamento ritroviamo la difficoltà iniziale nella nascita di Gesù nella grotta e nella fuga in Egitto e più tardi nelle “tentazioni” (Mt. 4, 1-11). Anche il più grande Maestro, prima di iniziare la sua vita pubblica, ha dovuto “soffrire”….

Abbiamo attribuito a Ciunn il Tarocco dell’Eremita perché la “desertificazione” è all’inizio del viaggio iniziatico e richiede molto sacrificio: prudenza, castità, austerità, digiuno, silenzio, distacco, raccoglimento, isolamento, ecc.... Tutti termini relativi all’Eremita.


Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la prima linea, il Servitore, viene a corrispondere al primo semipiano del fisico, quello materiale, corporeo; questa linea, mutando da intera a spezzata, ci porta all’esagramma n. 8, la Solidarietà.Questa variante è favorevole e ci raccomanda la prudenza, la perseveranza, ma soprattutto il saper cogliere il momento giusto per ottenere la “solidarietà” del nostro veicolo fisico (evitare quindi gli sforzi eccessivi o le diete sbagliate).

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la seconda linea, il Funzionario di Provincia, viene a corrispondere al secondo semipiano del fisico, quello eterico, energetico; questa linea, mutando da spezzata ad intera, ci da l’esagramma n. 60, la Delimitazione. E’ poco favorevole e ci raccomanda di essere molto attenti alla nostra vitalità (giusto modo di respirare scegliendo luoghi verdi e naturali per quanto possibile) per non doverci limitare in seguito: allungare i tempi di respirazione e le pause, la ”carrozza” non è pronta per correre.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la terza linea, il Funzionario di Città, viene a corrispondere al primo semipiano dell’astrale, quello inferiore, soggettivo; questa linea, mutando da spezzata ad intera, ci da l’esagramma n. 63, “Dopo il Compimento”. E’ poco favorevole, ci consiglia di essere cauti nel “bosco” dei sentimenti, è meglio rinunciare ad agire, il “compimento” porterebbe con molta probabilità a “disgrazia”.




Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quarta linea, il Ministro, viene a corrispondere al secondo semipiano dell’astrale, quello

collettivo, superiore; questa linea, mutando da spezzata ad intera, ci da il n. 17, il Seguire.Lavariante è favorevole consiglia di ricercare l’unione con gli altri perché tutto conduce al proseguimento del lavoro di gruppo.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quinta linea, il Principe, viene a corrispondere al primo semipiano del mentale, quello inferiore, razionale; questa linea mutando da intera a spezzata, conduce all’esagramma n. 24, il “Ritorno”. La variante è insieme favorevole e sfavorevole: è favorevole se ci si accontenta di risultati relativi, sfavorevole se si pretende di capire con la mente quello che va oltre alle sue possibilità. In ogni caso si dovrà ripetere più volte il percorso, sapendo che ovviamente è serpeggiante (spiralato).

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la sesta linea, il Saggio, viene a corrispondere al secondo semipiano del mentale, quello superiore, intuitivo; questa linea, mutando da spezzata in intera, ci porta all’esagramma n. 42, “l’Accrescimento”. La variante è sfavorevole: questa linea dovrebbe essere passiva, l’azione su di essa produce sofferenza e lacrime, ma noi, mutando, si è accresciuti dall’esperienza, purché si “lascino” i difetti e si “imiti” il bene.

4° MONG
La Stoltezza Giovanile


Elemento: Acqua
Tarocco: n. 14, la TemperanzaKenn, l'arresto, il Monte
Kkann, l'abissale, l'Acqua

La stoltezza giovanile è per il discepolo, sul sentiero, la necessaria fase dell’apprendistato, egli deve farsi “postulante” e domandare, domandare, domandare, senza ricevere risposte…(alla fine le troverà da solo).L’immagine rende assai bene il significato: la fonte ai piedi del monte è l’acqua sorgiva fresca, zampillante ma che ancora non conosce il suo percorso, l’esperienza la cambierà in fiume e le consentirà di tornare al mare. Il consiglio che viene dato alimentare con cura e serietà il carattere è per i giovani, ma anche per chi, non più giovane, deve diventarlo se vuole “entrare nel regno dei Cieli”.

Ritroviamo un esempio di esperienza giovanile in Gn. 29, 18-30: Giacobbe, ignaro dei costumi del paese dove si trova come ospite straniero, chiede in sposa allo zio Labano la figlia minore Rachele e dopo il matrimonio si trova sposato a Lia, la figlia maggior da lui non amata….. Ancora un altro esempio (Gn. 34, 1-12): Dina, la figlia di Giacobbe, uscì dalla tenda per andare a vedere le ragazze del paese e fu rapita da Sichem, principe del luogo, e violentata….lo stesso accadde a Tamar (2 Sam. 13, 6-22) per essere ingenuamente andata nella camera del fratellastro Ammon, figlio di Davide, a preparargli il pasto…

Nel Nuovo Testamento ritroviamo l’archetipo dell’esagramma n. 4 nell’episodio del giovane ricco “che se ne va triste” quando Gesù gli dice che per essere “perfetto” deve “vendere quello che possiede, darlo ai poveri e seguirlo….” (Mt. 19. 16-22) e nella parabola delle vergini savie e delle vergini stolte che rimangono fuori e non possono partecipare alle “nozze” perché hanno dimenticato l’olio per le lampade…(Mt. 25, 1-13).

Abbiamo attribuito alla “stoltezza giovanile” l’arcano della Temperanza, perché essa, travasando i liquidi, fa “pratica” di equilibri ed ecco alcuni suoi attributi: fontana della giovinezza, movimento incessante, sensibilità agli influssi esteriori, impressionabilità ricettiva, agente riparatore di ciò che si consuma e declina, ecc....

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la prima linea, il Servitore, viene a corrispondere al primo semipiano del fisico, quello materiale, corporeo; questa linea, mutando da spezzata in intera, ci porta all’esagramma n. 41, la Minorazione. Questa variante è sfavorevole, consiglia per il nostro fisico la disciplina (non il rigore): alzarsi e coricarsi sempre alla stessa ora, pulizia quotidiana, sport moderato, cibo equilibrato e frugale. Tutto questo, minorando il nostro corpo, accrescerà la nostra salute e forza.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la seconda linea, il Funzionario di Provincia, viene a corrispondere al secondo semipiano del fisico, quello eterico, energetico; questa linea, mutando da intera in spezzata, ci da l’esagramma n. 23, lo Sgretolamento. E’ favorevole perché l’inesperienza su questa linea non è grave all’inizio della ricerca. Far pratica di respirazione senza forzare conduce alla conoscenza della nostra parte più sensibile e sottile (la donna) e anche lo sgretolamento è favorevole, perché qui la verticalità (la mente) diminuisce a favore della parte più umile, il corpo energetico.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la terza linea, il Funzionario di Città, viene a corrispondere al primo semipiano dell’astrale, quello inferiore, soggettivo; questa linea, mutando da spezzata in intera, ci da il n. 18, “l’Emendamento delle cose guaste”. E’ sfavorevole perché pericolosa, l’astrale inferiore è insidioso e solo se si correggono subito gli errori si può giungere ad un equilibrio duraturo, ma questo comporta riflessione e pazienza.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quarta linea, il Ministro, viene a corrispondere al secondo semipiano dell’astrale, quello collettivo, superiore; questa linea, mutando da spezzata in intera, ci da il n. 64, “Prima del Compimento”. Anch’essa è sfavorevole: non si deve essere “miopi” quando si collabora con un gruppo per il servizio; si corre il rischio di vanificare tutto il lavoro collettivo, meglio aspettare con prudenza “che ogni cosa vada al suo posto”.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la quinta linea, il Principe, viene a corrispondere al primo semipiano del mentale, quello inferiore, razionale; questa linea mutando da spezzata in intera, conduce all’esagramma n. 59, la “Dissoluzione”.
La variante è favorevole: la razionalità deve essere sempre pronta a imparare e a tornare, se necessario, sulle proprie convinzioni, questo porta alla dissoluzione degli egoismi e allo scioglimento delle difficoltà, grazie alla semplicità e umiltà.

Nella nostra collocazione dell’esagramma sull’albero cabalistico, la sesta linea, il Saggio, viene a corrispondere al secondo semipiano del mentale, quello superiore, intuitivo; questa linea, mutando da intera in spezzata, ci porta all’esagramma n. 7, “l’Esercito”.

La variante è favorevole: si può punire la propria stoltezza sulla linea dell’intuizione solo per difendersi da intuizioni false e per poterle distinguere da quelle vere, a tale scopo conviene essere “armati”, cioè disciplinati e protetti (corazzati) da visualizzazioni e preghiere.

5° SU
L’Attesa



Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 1 il BagattoKkann, l'Abissale, l'Acqua
Kkien, il Creativo, ill Cielo

Quando si è all’inizio dell’iter reintegrativo sembra che il tempo per imparare, per conoscere tutto quello che è stato detto e scritto sull’argomento, non basti mai e si ha una terribile fretta di arrivare alla meta. Ma prima o poi ci si accorge che non c’è nessuna meta da raggiungere, che non c’è mai stata nessuna partenza e neppure nessun viandante; e come dice il Mumonkan ,2° testo Zen, Koan n. 47:“In un attimo sono realizzati un numero infinito di kalpa. Non c’è andare né venire né restare.” (le tre barriere di Toso tsu).

Tuttavia bisogna attendere perché, se deve piovere, bisogna aspettare che si formino le nuvole. Intanto ci si “deve nutrire e avere fiducia”. Il mangiare e il bere ci riportano al pane e al vino della Tradizione Cristiana….alla Carne e al Sangue, inerenti al corpo e allo spirito che vanno coltivati nell’Attesa.

Ritroviamo l’Archetipo dell’Attesa nell’Antico Testamento e più precisamente in Es. 12, 1-14, là dove viene data istruzione al popolo di Israele su come aspettare la Pasqua (passaggio dell’Angelo).

La Pasqua è proprio l’attesa prima della partenza del luogo d’esilio verso la Terra Promessa…Un altro esempio di attesa lo troviamo In Is. 11, 1-9, nella profezia dei tempi messianici e noi sappiamo che Israele ancora attende la venuta del messia…ma la stessa attesa ricompare nel Nuovo Testamento in Mt. 24, 29-31 e in Mt. 25, 31-36 e in Ap. 21, 1-7 ed è l’attesa del ritorno di Cristo. Attributo tarotico: n. 1, il Bagatto, che quando comincia a giocare sa aspettare il momento giusto.

Definizioni del Bagatto: principio di ogni “giuoco”, soggetto pensante attivo in ogni campo, l’io all’inizio della ricerca, abilità, destrezza, possibilità, autonomia, capacità di cogliere l’attimo fuggente, ecc....

La prima variante è favorevole, ci da il n. 48, il Pozzo e ci dice che, limitandoci nell’esercizio fisico, restando nella nostra possibilità, si può attingere al “Pozzo”, il centro alla base della colonna, Malkuth, ma occorre fare attenzione alla “corda” e alla “brocca”, cioè rispettare i nostri strumenti (muscoli e nervi) e trattarli con cura e precauzione, onde non si logorino anzitempo (evitare fumo, alcool, ecc…).

La seconda variante è un po’ meno favorevole e porta al n. 63, “Dopo il Compimento”: la sabbia è un elemento pericoloso, non solido, non sicuro, “attendere” su questa linea crea dei contrasti, “battibecchi” nella nostra vitalità e ci sentiamo svuotati e stanchi….
Ma poi, terminato questo periodo d’attesa, viene il “compimento”, con la sua necessità di rinnovamento.

La terza variante è anch’essa poco favorevole, porta al n. 60, la Delimitazione. Quando aspettando si finisce nella “melma” dei sentimenti, ciò vuol dire che essi non sono stati purificati, occorre quindi “delimitare” per non essere delimitati troppo, quindi: “istituto, numero e misura, indagare cosa siano virtù e retto cammino”.

La quarta variante è decisamente sfavorevole, conduce al n. 43, lo Straripamento. Aspettando il nostro patrimonio sentimentale collettivo (altruismo, responsabilità, senso di gruppo) è finito nella buca, nell’errore (pericolo mortale di inaridimento) ma con la calma, dopo che si è toccato il fondo, si risale alla superficie. Lo “Straripamento” è proprio dell’acqua che, riempita la buca, fa uscire dalla situazione di egoismo.Quando ci si trova nei momenti più difficili, bisogna ricorrere “alla corte del Re”, vale a dire sollecitare i centri più alti (Daath e Kether) non combattere, ma neppure rimanere inattivi. Il male va trasformato, non combattuto. (vedere commento alla Genesi, cap. 4, 24)

La quinta variante è invece favorevole, ci porta al n. 11, la Pace. E’ il Signore del Segno, la vera “attesa”: la nostra razionalità deve attendere il suo momento, occupandosi sia del “pane” (fisico, terra) che del “vino” (spirito, cielo). Comprendendo e armonizzando le due polarità sarà in pace e capirà lo scopo della vita e della morte, della gioia e del dolore e accetterà il suo “dovere”, il suo “servizio”.

La sesta variante è pure favorevole, conduce al n. 9, “la Forza domatrice piccola”. Con essa, la nostra intuizione, quasi senza che ce ne accorgiamo, ci mette in contatto con le Tre Potenzialità superne: Amore, Saggezza e Potere e per esse superiamo ogni ostacolo e otteniamo “salute” e dobbiamo solo “onorarle”.

6° SUNG
La Lite



Elemento: Acqua
Tarocco: n. 15 il Diavolo

Kkienn, il Creativo, il Cielo
Kkann, l’Abissale, l’Acqua


Il nostro discepolo sul sentiero prosegue il suo viaggio e affronta il “contrasto”: attribuiamo infatti a Sung, la Lite, il tarocco n. 15, il Diavolo.



Si è in buona fede, veraci, tuttavia il contrasto interiore tra il nostro albero bianco (Sephirot) e il nostro albero nero (Qelipoth) va composto al più presto, onde evitare lacerazioni interne irreversibili.Nell’immagine dell’I King è detto:“il nobile pondera l’inizio” vale a dire “misura” le proprie forze a seconda della strada scelta.
Le vie iniziatiche sono due:

1. Secca, maschile, sacrale, solare
2. Umida, femminile, religiosa, lunare

Tra di esse si ripete il contrasto fuoco-aria e acqua –terra, ma noi sappiamo che alla fine la linea (via) che porterà allo 0 Kether, alla reintegrazione, sarà quella centrale, che media le due, le comprende e le trascende.
“Propizio è vedere il grand’uomo” vuol dire giungere alla Coscienza (Daath) del contrasto e per ora è meglio non “attraversare la grande acqua” cioè non tentare operazioni del tipo meditazioni, contemplazioni, ecc…, che tanto non riuscirebbero. Ritroviamo esempi di liti interiorizzabili in Gn. 4, 3-8, nella lotta tra Caino e Abele, poi ancora in Gn. 21, 8-14 nel contrasto Ismaele e Isacco ed ancora in Gn. 27 nella contrapposizione Esaù-Giacobbe.
Infine nel Nuovo Testamento (Mt. 10, 35-36) Gesù dice:“Sono venuto a separare il Figlio dal Padre, la Figlia dalla Madre, la Nuora dalla Suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa….” Tutti questi personaggi in lite rappresentano la nostra dualità da ricomporre per giungere alla reintegrazione. Ricordiamo qui alcuni attributi del Diavolo: Avversario, Individuo che si contrappone e contrasta provocando lite, disaccordo e disarmonia. Disordine, impulsività, istinto, materialità, egocentrismo,, egoismo, separatismo, superbia…






La prima variante è poco favorevole, conduce al n. 10, il “Procedere” e ci dice che, eliminando subito all’inizio il contrasto sul piano fisico, (pigrizia), si ottiene la possibilità di andare avanti. Il saggio, il nobile, conosce le vere possibilità del suo corpo, sia come forza che come debolezza e, rispettando queste possibilità, consolida la struttura del suo veicolo inferiore.






La seconda variante è invece favorevole anche se conduce all’esagramma n. 12, il “Ristagno”. Non essendo in grado di affrontare il contrasto sulla linea energetica, si rimanda il problema, così non si subiscono perdite (vengono risparmiate le trecento casate, vale a dire le proprie forze). La difficoltà però rimane, la si affronterà più tardi, quando ci si sentirà più forti, intanto “si rincasa per altra via”.






La terza variante è sfavorevole, ci porta al n. 44, il “Farsi Incontro”; se è giunto davvero il momento di affrontare la lite (il Diavolo) sul piano dei sentimenti personali, allora si agisca, ma si sappia che se ne uscirà esausti e la vittoria sarà solo su quello che si era già conquistato in precedenza (affetti sicuri, familiari, non nuovi) se però si segue un alto ideale, è giusto affrontare il pericolo.






La quarta variante è abbastanza favorevole e ci da il n. 59, la “Dissoluzione”; gestire il contrasto dei propri sentimenti collettivi (altruismo, coscienza di gruppo, ecc...) provoca lo scioglimento degli egoismi e delle difficoltà per mezzo della trasformazione (si cambia e si trova pace).






La quinta variante è molto favorevole e ci porta al n. 64, “Prima del Compimento”; il contrasto sul mentale razionale viene risolto nel migliore dei modi proprio con il ragionamento dialettico e dopo di ciò, si può ricominciare, un anello più in su nella spirale, l’iter programmato.






La sesta variante, infine, è sfavorevole perché conduce al n. 47, “l’Esaurimento”: il contrasto sulla linea dell’intuizione è in realtà una opposizione al Sé e alla sua Volontà e se c’è un’apparente vittoria, essa è più una sconfitta: il problema si ripresenterà in futuro, è stato solo ricacciato nel profondo.














7° SCI

L’Esercito


















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 7 il Carro


Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Kkann, l’Abissale, l’Acqua









L’Antico Testamento è colmo di immagini relative all’archetipo dell’Esercito, noi ci limiteremo a ricordare la visione di Giacobbe degli Angeli di Dio schierati (pronti per la battaglia) in Macanaim (Gen. 32, 2-3) e la visione “delle ossa aride” (Ez. 37, 1-10) che vivificate dallo spirito del profeta si trasformano in un esercito “grande, sterminato”.



Nel Nuovo Testamento ritroviamo il nostro archetipo in Ap. 19, 19-21 nella battaglia finale tra le forze del Bene e quelle del Male, tra l’Esercito di Michele e quello del Dragone, fino alla sconfitta finale di quest’ultimo.
Anche il nostro discepolo sul sentiero, superato il contrasto, deve rafforzare il proprio esercito interiore e diventare come l’auriga del “Carro” dominatore assoluto delle due sfingi, quella bianca e quella nera, le forze trainanti del suo carro e lo deve fare con forza, giustizia e perseveranza, come il nobile che accresce, magnanimo, verso il “popolo” le sue masse.



Ci vuole disciplina, ma con la dovuta cautela poiché si incontra “dedizione”, si potranno fare “cose pericolose” vale a dire proseguire la “Grande opera”. Ricordiamo alcuni attributi del Carro: padronanza, Dominazione assoluta su se stesso, Direzione, Governo, Armonizzazione pacificatrice e civilizzatrice, Discernimento conciliatore, ecc....






La prima variante è positiva e conduce al n. 19, “l’Avvicinamento” alla meta. L’ordine è la prima cosa che bisogna curare in un esercito specialmente se l’esercito è il nostro fisico.Buon ordine conduce all’avvicinamento, cioè all’avanzamento sulla strada che conduce alla “terra promessa”; il nobile si prende cura del basso, del servitore, del Malkuth e lo governa con dedizione e pazienza (“è inesauribile nell’insegnare e senza limiti nel sopportare e proteggere il popolo”).





La seconda variante è molto positiva, conduce al n. 2, il “Ricettivo”. Il nostro discepolo sul Sentiero combattendo valorosamente sulla linea della vitalità (disciplinandosi negli esercizi di respirazione) ottiene (riceve) tre onorificenze, cioè lo sviluppo di tre qualità indispensabili alla risalita della Shekinà: la forza, la volontà, l’equilibrio.






La terza variante è pericolosa e ci mette in guardia: mai permettere che qualcos’altro diverso da noi e “cadavere” guidi l’esercito dei nostri sentimenti: l’anarchia interiore conduce alla sciagura.D’altronde il n. 46, “l’Ascendere”, l’esagramma a cui ci porta questa variante, non ci promette certo un facile successo, ma richiede attività e coraggio, sforzo e fatica, cioè “accumulare in dedizione piccole cose onde raggiungere elevatezza e grandezza”.






La quarta variante è favorevole e conduce alla “Liberazione”, esagramma n. 40, consigli la “fuga” come ritirata dal pericolo. Guidare l’esercito dei sentimenti nel sociale con fermezza e abilità, va attuato subito, senza perdere tempo; ritirarsi da situazioni rischiose non è vigliaccheria, ma prudenza e si rimane “senza macchia”. Liberare e liberarsi significa perdonare e perdonarsi e così “rimettere colpe” (Giovanni 20, 23).






La quinta variante è talvolta sfavorevole conduce al n. 29, “l’Abissale”. Quando il nemico entra in campo bisogna essere severi e “catturare” la selvaggina (pensieri negativi). Sul mentale razionale la situazione è doppiamente pericolosa, in quanto si è minacciati “dentro e fuori”, ma se si adopera questa pericolosità attivamente, si giunge ad esercitare l’arte del “maestro”.






La sesta variante è positiva e porta alla sperimentazione pratica, all’esagramma n. 4, “la Stoltezza Giovanile”.Anche il Re deve imparare a fare il Re: dopo aver conquistato il suo territorio e con un po’ di esercizio (e qualche errore) ci riuscirà benissimo. Quando in noi nasce la Vera intuizione, cioè il Cristo, l’Io Sono, Daath, Egli nasce “bambino”. Sta a noi farlo crescere e farlo diventare il Cristo Adulto della Resurrezione e Ascensione.










8° PI

La Solidarietà



















Elemento: Terra
Tarocco: n. 10 la Ruota della Fortuna


Kkann, l’abissale, l’Acqua
Kkunn, il Ricettivo, la Terra









Dopo che il discepolo sul sentiero è riuscito a formare il suo esercito interiore, sorge la necessità di lavorare in gruppo, in compagnia di altri. E’ questa una esperienza che egli nel corso delle sue vite, ripeterà più volte. Come già vedemmo nella Genesi, Abramo con Abimelec I (Gn. 21, 27-34), Isacco con Abimelec II (Gn. 26. 26-31), Giacobbe con Labano (Gn. 31, 44-54) si erano alleati al momento giusto per “completarsi reciprocamente e favorirsi in solidarietà”.



Anche nel Nuovo Testamento ritroviamo esempi di “solidarietà”: in Gv. 19, 25-27 le quattro Marie e Giovanni il discepolo più amato, sono le uniche persone solidali con Gesù che muore in croce.
Un altro esempio lo troviamo in At. 2, 42-48: la vita dei primi cristiani così come vi è descritta è il vero esempio di solidarietà umana.



Ma torniamo al nostro discepolo sul sentiero: la crescita spirituale avviene in verticale ed è il momento della solitudine e dell’illuminazione, ma avviene anche in orizzontale ed è il momento del lavoro di gruppo e del “servizio”.



L’alternanza delle due linee (vedi il commento al Tao Te Ching cap. 24) crea la completezza dell’esperienza umana riportandoci al simbolismo della Croce che permea di sé tutto il cammino iniziatico.



Attribuiamo alla “Solidarietà” la Ruota della Fortuna, n. 10 dei tarocchi, la cui immagine richiama quella di un gruppo di persone strette in circolo (solidali) che agiscono con un unico scopo (il mozzo è il centro). Ecco una particolare definizione della Ruota: forza generale che raccogliendo i raggi dell’emanazioni che l’hanno preceduta, li trasmette alla “creatura” e le permette di manifestarli. Inoltre la Ruota della Fortuna suggerisce di uscire dall’isolamento ed entrare nel girotondo umano; infatti l’uomo può progredire solo associandosi (essendo solidale) alla storia comune, facendone parte.










Essere solidali con il proprio fisico è basilare per creare lo stato di bene-essere in Malkuth, stato fondamentale per la risalita dell’Albero.Ma è importante essere veraci con se stessi e quindi attenersi a ciò che è “sincero e fedele”. La variante è favorevole e conduce “alla difficoltà iniziale” e la difficoltà consiste nel riuscire a capire ciò che è veramente sincero e fedele per il nostro veicolo fisico (cibo puro, aria pura, giusta attività, giusto riposo, ecc....).






Anche la seconda variante è favorevole e conduce al n. 29, l’Abissale.Essere solidali sulla linea della vitalità significa sapersi correttamente gestire nel proprio mondo eterico; anche qui la “veracità” è importante e porta al “successo”.L’energia vitale deve scorrere in noi come l’acqua (l’Abissale) che alimenta tutto e scorrendo arriva alla meta, ma per poter far questo bisogna aver purificato i centri energetici….






La terza variante è sfavorevole, ci porta al n. 39, “l’Impedimento” (ostacoli). Talvolta siamo solidali nel piano del sentimento con le persone sbagliate e così anche i nostri sentimenti divengono sbagliati. Insistere in tali rapporti conduce a ostacoli, difficoltà da superare. Con determinate persone conviene essere socievoli, ma non stabilire “comunione”.






La quarta variante è molto favorevole, ci dà il n. 45, “la Raccolta”; essere solidale nei sentimenti con un gruppo ed in particolare con chi li guida, da ottimi frutti (il Re si appropinqua al suo Tempio = la Grazia scende) e anche se è necessario offrire sacrifici, questo reca salute ed il fare è propizio.






Pure molto favorevole è la quinta variante, che conduce al n. 2, “il Ricettivo”. Il Signore del segno (la linea più importante dell’esagramma) ci insegna come comportarci nella solidarietà sul mentale razionale; allora il pensiero “giusto” che deve venire, viene, quello sbagliato che deve andare, va.Sviluppando forza mentale e purezza la comprensione si allarga fino alla intuizione del Sé.






La sesta variante è sfavorevole, ci porta al n. 20, la “Contemplazione” e ci indica l’errore di tempestività.La solidarietà sulla linea dell’intuizione non ha modo di svilupparsi perché non ha appigli: “il vento dello Spirito soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va….” (Gv. 3,8).In questo caso e meglio essere disponibili alla "contemplazione"...











Esagrammi 9-16






9° Siau Cciu
La Forza Domatrice Piccola


















Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 21, il Mondo


Sunn, il Mite, il Vento
Kkienn, il Creativo, il Cielo











Con la solidarietà si giunge alla “Domazione”, dice la “serie” dell’I King, vale a dire, nel nostro discorso individuale, al “dominio delle piccole cose” che è la tappa successiva per il discepolo sul Sentiero, unitosi ad un gruppo per lavorare in solidarietà. Praticare un gruppo richiede questo: smussare gli angoli, limare i contrasti, raffinare le forme esteriori, cioè tutti quei lavori preparatori (dense nubi) che permetteranno il lavoro vero, che verrà in seguito (la pioggia). Ritroviamo l’archetipo della Forza Domatrice Piccola in Gdt. 13, 4-8: Betulia, città di Israele è assediata da Oloferne, generale di Nabuccodonosor, “re di Assiria”, e Giuditta, una vedova pia e coraggiosa, riesce con l’astuzia e la bellezza a uccidere Oloferne e a liberare il suo popolo. Un altro episodio dell’Antico Testamento relativo a questo esagramma è quello riportato in Gdc. 4, 8-24: qui il Signore permette la vittoria di Israele sul nemico cananeo (gen. Sisara), per mano di una donna, Giaele, essendo “giudice” Debora.
Altro esempio di Forza Domatrice Piccola ci è dato dall’episodio delle nozze di Cana (Gv. 2, 1-11) in cui Maria la madre di Gesù è la vera forza motrice del primo miracolo del Cristo.
Attribuiamo all’esagramma n. 9 il tarocco n. 21, il Mondo.
La giovane donna che compare nella lamina “doma” i quattro elementi e li fa ruotare intorno a sé. Senza nessuno sforzo, tutto ha riuscita. Ricordiamo i significati del Mondo: compimento, ricompensa, riuscita, circostanze favorevoli, intervento decisivo, integrità, adesione al Sé.





La prima variante è favorevole , ci da il n. 57, Sunn, il Vento, il Penetrante, il Mite; ci dice che bisogna “ritornare” più volte sulla linea del fisico, cioè esercitarsi tutti i giorni nelle piccole cose, e piano piano, senza fretta, si raggiungeranno i propri scopi; l’importante è sapere ciò che si vuole (“propizio è avere ove recarsi”) e ricordare che il servitore è al servizio del re.






La seconda variante è pure favorevole, conduce al n. 37, la Casata: anche sulla linea della vitalità bisogna “lasciarsi indurre a ritornare”, cioè esercitarsi di continuo. Si ottiene così “salute” e la possibilità di costruire una casata vale a dire un veicolo energetico strutturato in modo armonioso, ma gerarchico che porterà a coerenza e costanza.






La terza variante è invece sfavorevole, ci da il n. 61, la “Veracità Intrinseca”. Sulla linea dell’astrale inferiore si è creata disarmonia fra moglie e marito, il passivo e l’attivo, il prendere e il dare e non si può procedere sulla via intrapresa (schizzano via i raggi delle ruote) meglio interiorizzarsi ed esaminare la propria veracità.






La quarta variante è positiva e conduce al n. 1, il “Creativo”; sulla linea dell’astrale superiore la forza domatrice piccola fa svanire tutti i pericoli e la sofferenza (sangue e angoscia), così il lavoro di gruppo procede senza macchia e “opera sublime riuscita, propizio per perseveranza”.






La quinta variante è molto positiva, ci porta al n. 26, “la Forza Domatrice Grande”, complementare della Forza domatrice piccola; sulla linea della razionalità se si è congiunti in fede e sincerità, con tale forza si diviene “ricchi nel prossimo”, vale a dire sapienti e in grado di offrire agli altri le proprie conoscenze; allora è possibile, anzi è propizio, l’attraversamento della grande acqua: il passato e il presente si uniscono nella formazione di una realtà nuova e creativa.






La sesta variante non è molto positiva, conduce al n. 5, “l’Attesa”; sulla linea dell’intuizione la Forza domatrice piccola provoca “la pioggia”, solo una piccola esperienza intuitiva. Non bisogna insistere o tentare di ottenere di più, si rischia di perdere la serenità raggiunta (“se il nobile persiste viene sciagura”); occorre per ora accontentarsi dei risultati raggiunti e attendere tempi migliori.











10° LU
Il Procedere



















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 7 il Carro


Kkienn, il Creativo, il Cielo
Tui, il Sereno, il lago










Giunto alla decima tappa, il nostro discepolo sul sentiero ha già percorso un buon tratto di strada ed il “segno” che lo guida ora è appunto il “Procedere”. E’ segno di incoraggiamento e di rassicurazione, perché andare avanti è quasi tanto pericoloso e difficile quanto “camminare sulla coda della tigre” o, come dice il Mumonkan nel Koan n. 17, quanto “scalare a piedi nudi una collina di coltelli e una montagna di spade”; ma qui la riuscita è intravista chiaramente oltre la difficoltà.“Il nobile, il saggio, distingue superiori e inferiori” vuol dire che bisogna tornare al lavoro individuale sui centri Malkuth, Yesod, Hod e Netzach (inferiori) che vanno distinti, cioè sollecitati come quelli superiori (Tiphereth, Geburah, Chesed) nella loro giusta sfera d’azione, così tutto l’albero viene consolidato.
Abbiamo due esempi nell’Antico Testamento che chiariscono molto bene l’Archetipo del “Procedere”: il “Passaggio del Mar Rosso” in Esodo 14, 19-31 che permette agli Israeliti guidati da Mosé di sfuggire agli inseguitori egizi e di procedere così verso la libertà dalla loro schiavitù; ed il “Passaggio del Giordano” in Genesi 3, 1-17 che permette agli Israeliti guidati da Giosuè di “procedere” verso la conquista della Terra Promessa. Ed ecco un altro esempio di “procedere” nel Nuovo Testamento: “Gesù cammina sulle acque” (Matteo 14, 24-36): Egli “procede” verso la barca dei suoi discepoli camminando sul mare in tempesta, e anche Pietro per un po’ è in grado di farlo, ma poi la fede gli viene meno….. Attribuzione tarotica: il Carro (vedere Commento all’I King n. 7, l’Esercito), vale a dire andare avanti, procedere verso la “Vittoria”, dominando con maestria le forze chiare e quelle oscure, quelle attive e quelle passive, signori dei propri veicoli inferiori.







La prima variante non è molto favorevole, conduce al n. 6, “la Lite”; mette in guardia dall’ambizione sulla linea del fisico e dalla mancanza di semplicità che porta al contrasto tra l’alto ed il basso. Il progresso su questo piano deve essere messo a servizio, altrimenti “si macchia”. Evitare le competizioni debilitanti e gli eccessi in genere: procedere con cautela.






La seconda variante è positiva, conduce al n. 25, “l’Innocenza”; procedere per via semplice e piana sulla linea della vitalità, vuol dire andare avanti senza porsi problemi, modesti (oscuri) e innocenti come bambini: gli scambi energetici devono avvenire spontaneamente e per affinità, allora si ottiene “sublime riuscita”. Solo se si hanno secondi fini, se non si è retti, allora viene “disgrazia”.






La terza variante è sfavorevole, porta è vero al “Creativo”, l’esagramma n. 1, ma dopo uno sforzo superiore alle proprie possibilità. La tigre che viene cavalcata “morde l’Uomo”, cioè i centri del basso astrale, Yesod Hod sollecitati senza le dovute cautele, scatenano violente reazioni (scompensi psichici) come nel caso dell’artista drogato che crea a scapito della sua integrità.






La quarta variante è positiva, porta al n. 61, “la Veracità Intrinseca”, le sue caratteristiche sono prudenza e circospezione; procedere con tali qualità sulla linea dell’astrale superiore evita tutti gli errori e pone ogni volta il discepolo sul sentiero nello stato di spettatore e verificatore della sua “Veracità intrinseca” relativamente agli altri che lo circondano e di cui è responsabile (servizio).






La quinta variante conduce al n. 38, la “Contrapposizione” (di acqua e di fuoco – simile alla lite n. 6). E’ abbastanza favorevole; il procedere deciso con coscienza del pericolo sulla linea del mentale razionale, produce la contrapposizione delle idee. Questo inizialmente da riuscita nelle piccole cose, poi, nella comprensione della contrapposizione, la riuscita nelle grandi, vale a dire nelle intuizioni.






La sesta variante porta al n. 58, “il Sereno”. Il detto Delfico “Conosci te stesso” è la chiave più sicura per procedere e giungere alla “serenità”; ma solo l’intuizione è in grado di conoscere il Sé (solo con l’oro si fa l’Oro). La serenità che si sviluppa dall’intuizione è accettazione della vita così come è ed accettazione anche della morte….non in solitudine, ma in “comunione” con gli altri (“Così il nobile si riunisce con i suoi amici per discutere e per imparare”).










11° TTAI
La Pace














Attribuzione Sephirotica: Daath


Kkunn, il Ricettivo, la Terra Kkienn, il Creativo, il Cielo









Dai tempi della caduta (rottura dei vasi, shevirah) in poi (escluso il periodo edenico) per l’umanità l’archetipo della Pace è sempre stato relativo ed effimero e i trattati di pace sono maschere per le guerre in agguato. Nel Vecchio Testamento i Patriarchi prima e poi il popolo di Israele (escluso il breve periodo del regno di Salomone) hanno solo conosciuto lotte, conflitti e persecuzioni anche se nell'VIII secolo a.C. Isaia parla dei tempi Messianici come tempi di nuovo Eden, sicuramente le sue profezie si riferiscono alla fine dei tempi dell’Apocalisse (Is. 11, 6-10 e Ap. 21, 1-5)
...E se Gesù in Gv. 14,27 dice: “Vi lascio la pace vi do la mia Pace. Non come la da il mondo Io la do a voi….” Si tratta solo di una Pace interiore, della Pace dello Spirito.
Per il nostro discepolo che prosegue il suo Sentiero, la Pace è un momento di illuminazione, di raggiungimento Daatico, coscienziale: vi è il cielo in terra e la terra in cielo, vale a dire l’attualizzazione del Piano. I centri bassi si sono elevati, i centri alti si sono presi cura del basso. “Il Sovrano, il Re divide e amministra” vuol dire che la Shekinà viene utilizzata nel modo giusto e che “il popolo è assistito”, cioè che il Malkuth ha tutto quello di cui abbisogna. Naturalmente è la Sephirah Daath che porta tutto questo perché essa è l’armonizzazione massima delle due colonne, quella di destra Yang, maschile solare attiva e quella di sinistra Yin, femminile lunare passiva, le quali “sostengono” e formano la colonna centrale reintegratrice. Ecco alcune definizioni di Daath: Coscienza, Io Sono, Terzo Occhio, Cristo, Buddha, Krishna, Figlio, Verbo, Sapienza, Luce Vera, Pace, Verità, Messia, Redentore, Emmanuele, l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine, Re e Sacerdote alla maniera di Melchisedek, ecc…






La prima variante è positiva e conduce al 46, l’Ascendere. Riuscire a creare la pace, l’armonia e il bene-essere sulla linea del fisico (terra) con un costante lavoro di eliminazione di cattive abitudini (alimentari e non), reca ovviamente salute; ci si deve esercitare però secondo “la propria indole” cioè secondo le proprie caratteristiche e mai strafare; vanno “accumulate in dedizione piccole cose”, deve essere tutto molto graduale e modulato e si otterrà una crescita in forza e potenza.






La seconda variante è anch’essa positiva, ci porta al 36, “l’Oscuramento della Luce”. Qui la “pace” della linea della vitalità è ottenuta praticando la via “del giusto mezzo”; quattro suggerimenti che potremmo sintetizzare così: pazientare, volere, accogliere, rimanere fermi nei nostri propositi. E se anche l’oscuramento della luce non ci permette ancora di donare la nostra energia agli altri, aspettare. Alla mezzanotte segue l’alba…allora potremo operare secondo il nostro dovere…..sul piano eterico.






La terza variante da il 19, “l’Avvicinamento”, è positiva dapprima e preannuncia poi nell’ottavo mese la sciagura. Anche la pace della linea dei sentimenti segue il giusto e naturale alternarsi dei contrari; è la legge del pendolo…ciò che nasce è destinato a morire, ciò che va poi torna alla sua fonte, ma l’importante è rimanere senza macchia, cioè puri, innocenti e spirituali, perché solo quello che è ancorato al mondo di Atziluth non è soggetto alla legge degli opposti.






La quarta variante conduce al 34, “la Potenza del Grande”, è molto positiva; per essa si ha la caratteristica di aver perso “il peso”, vale a dire di aver rinunciato al vantaggio concreto, all’egoismo. La Pace sulla linea dell’astrale collettivo è rinunciare ad arricchire se stessi a vantaggio degli altri, dell’albero tutto, anzi a vantaggio della Sephirah che non c’è, Daath ed il risultato è la Potenza del Grande; Grande = Daatico (vedere commento al Tao Te Ching cap. 34 e 41).






La quinta variante, il “Signore del Segno” ci da sulla linea della razionalità prosperità e sublime riuscita e, se per “figlia” intendiamo la nostra attenzione subito dopo il 5, “l’Attesa” ad indicare l’immancabile sosta necessaria al recupero di energie; questa attesa però sarà “inattività calcolata”, vale a dire un tempo di meritato riposo mentale, speso oculatamente, rimanendo sempre pronti e vigili.






La sesta variante, la linea dell’intuizione, è sfavorevole, consiglia la ritirata: rientrare in se stessi, evitare di resistere alle difficoltà, evitare di combattere, rimanere recettivi; allora si potrà, nel ritrovamento di se stessi, traendo insegnamento dalle esperienze passate e ad esse ricollegandosi, giungere alla “Forza Domatrice Grande”, l’esagramma 26 a cui la variante conduce.










12° PI
Il Ristagno




















Elemento: Terra
Tarocco: n. 13, la Morte


Kkienn, il Creativo, il Cielo
Kkunn, il Ricettivo, la Terra










Se la Pace, esagramma n. 11, era la Vita, ora il suo opposto, il Ristagno è decadenza, è morte, è mancanza. Consideriamo ristagno tutti i momenti di carestia della Genesi, momenti in cui i Patriarchi dovettero emigrare per poter sopravvivere: Abramo: Gn. 12,10 Isacco: Gn, 26,1 Giacobbe: Gn. 42, 1-2
Anche nel Nuovo Testamento ritroviamo l’archetipo del ristagno: in Mt. 26, 36-44 nell’episodio di Gesù al Getsemani e in Gv. 6, 66 quando Gesù viene abbandonato dai discepoli. Se il ricercatore, dopo una illuminazione o forte esperienza spirituale si abbandona allo stato di beatitudine raggiunto e comincia a crogiolarcisi (vedere la novella di M. Ende “La leggenda del Plenilunio”) entra nella fase del Ristagno.
Quello che prima era stato di coscienza foriero di entusiasmo e di coerenza, diviene ora copia, abitudine, stagnazione, degenerazione, marciume. Unico rimedio: tornare all’austerità e alla solitudine, accettare la “morte” per poi risorgere. Attributo tarotico, dunque la Morte, n. 13, che proprio come punta estrema, più lontana dalla vita, ha insita in sé la rinascita ed il rinnovamento. Ecco alcune definizioni di Morte: decomposizione, corruzione, dissoluzione, ritorno al caos, nell’indifferenziato per la rinascita. Solo falciando le illusione del passato è possibile una trasformazione vitale, saper morire è il grande segreto dell’iniziato….ecc….





La prima variante conduce al 25, l’Innocenza, ed è positiva. Un momento di riposo, di ristagno, (un digiuno, un non far nulla, una vacanza) sulla linea del fisico da sempre la ricarica per un ulteriore progresso, specialmente quando questo momento di ristagno serve per estirpare una erbaccia, una cattiva abitudine (es. il fumo o il bere). Naturalmente secondo le proprie possibilità e rimanendo in armonia con il tempo e in stato di innocenza = non nuocente ne a sé ne agli altri.






La seconda variante è anch’essa positiva, pur conducendo all’esagramma n. 6, la Lite. Il Ristagno sulla linea della vitalità “al Grand’Uomo serve alla riuscita”: quando ci accorgiamo che la nostra vitalità ristagna e non risponde come vorremmo alle nostre esigenze, allora siamo portati a “litigare” con il nostro ego e, interiorizzandoci, ci viene "propizio" vedere il Grand'Uomo (l’Io Sono) e a Lui affidarci per uscire dalla situazione difficile.






La terza variante è favorevole e conduce al 33, la Ritirata. Il Ristagno sulla linea dei sentimenti può essere un momento particolare di solitudine, di tristezza o forse una paura o incapacità di “amare”. Anche qui interiorizzarsi è la soluzione del problema: ritirarsi in Sé stessi, tenendo lontani i sentimenti non nobili con pacatezza e controllo.






La quarta variante è positiva (senza macchia) e porta al 20, la Contemplazione. Il discepolo sul sentiero trae spunto dal Ristagno sulla linea dei sentimenti altruistici e sul suo reale desiderio di Servizio per meditare e riflettere (contemplare); queste operazioni lo arricchiscono e lo purificano, cosicché ad essa seguirà l’Offerta (il Sacrificio) che è l’operazione centrale della Grande Opera, inerente a Tiphereth.






La quinta variante è molto positiva, conduce al 35, il progresso. Il Ristagno sulla linea della razionalità diminuisce a mano a mano che si diventa più umili e si accetta che con la ragione si può giungere fino ad un certo punto e non oltre. Compreso questo, il Progresso porterà nuovi successi e soddisfazioni intellettuali, ma si dovrà rimanere sempre attenti alle possibili cristallizzazioni e limitazioni.






La sesta variante, pure positiva, porta al n. 45, la Raccolta. Il Ristagno sulla linea dell’intuizione cessa se lo si vive in raccoglimento interiore; esso stesso, essendo uno stato di passività, porta a quella recettività che ci permette la Raccolta, cioè l’avvicinamento al Tempio, l’offerta del Sacrificio e la dedizione al Comando del Cielo.











13° TTUNG JENN
La Compagnia fra Uomini






















Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 11 la Forza


Kkienn, il Creativo, il Cielo
Li, il Risaltante, il Fuoco










Dopo il periodo della solitudine e della “morte” (il 12, il Ristagno) per il discepolo sul Sentiero viene di nuovo il momento del lavoro di gruppo: “la Compagnia tra Uomini”. Essa trova “amore”, dicono i segni misti: c’è ancora una espansione in orizzontale che permette di proseguire l’Opera in collaborazione con gli altri. L’unione del “cielo” (aderenza al Piano) con il “fuoco” (volontà) porta alla formazione di un ente strutturato sempre secondo il nostro Glifo Cabalistico, come vedemmo in precedenza nella “Solidarietà”, ma ora in grado di agire. Qui infatti si dice: “propizio è attraversare la grande acqua”. L’amore ha creato una fusione all’interno del gruppo, ora bisogna saper “perseverare”, cioè rimanere coerenti alle proprie scelte e “ripartire le stirpi e distinguere le cose”, vale a dire lavorare ciascuno secondo le proprie possibilità nella “compagnia” e per la “compagnia”.
Ritroviamo l’archetipo di Ttung Jenn in Es. 13, 17-22: Gli Israeliti, lasciato l’Egitto, vanno verso il Sinai. Il signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube e di notte con una colonna di fuoco…ecc. E ancora in Lv. 23, 33-44, dove viene istituita la festa delle Capanne (Sukkot = Tabernacoli) che si celebra all’aperto, per il raccolto e dura otto giorni. Ritroviamo la Compagnia fra Uomini all’aperto nel Nuovo Testamento: in Mt. 5, 1-12 (dove Gesù pronuncia il Discorso della Montagna) e in Mt. 14 e 15 (dove avvengono le due moltiplicazioni dei pani e dei pesci). L’attribuzione tarotica della “Forza”, n. 11 del Tarocchi conferma la coesione dell’ente gruppo (l’unione fa la forza); quello che da soli risulta arduo, e forse impossibile, in molti può divenire possibile o addirittura semplice. Alcune definizioni della Forza: Energia, irradiazione del Pensiero – Volontà che promana dagli individui. Saggezza e scienza umana che assoggettano le forze cieche della natura, lavoro, attività intelligente domatrice; saper domare i propri impulsi e le proprie passioni senza distruggere o spegnere il fuoco stimolatore di esse, ecc.






La prima variante è positiva, conduce al 33, la Ritirata. Lavorare in un gruppo sulla linea del fisico (fare passeggiate o esercizi ginnici) è “senza macchia” anche se rimane una cosa esteriore (sul portone) va bene come inizio, ma poi se il gruppo non vuole approfondire il lavoro comune (respirazioni, concentrazioni, ecc.) è meglio ritirarsi e cercare un’altra compagnia più adatta alle nostre esigenze. “Sul portone” vuol dire fuori dal Tempio, nell’atrio, dove avviene una fase di decantazione, di selezione.






La seconda variante è sfavorevole anche se conduce all’1, il Creativo. Lavorare in gruppo sulla linea della vitalità è negativo se crea sottogruppi, ribellioni e disarmonia generale, conviene aspettare che si riformi la giusta coesione e poi ripartire con nuove idee che daranno nuova forza e instancabilità al gruppo.






La terza variante ci dà il 25, l’Innocenza, è anch’essa sfavorevole: sulla linea del sentimento c’è sfiducia reciproca per un certo periodo, tre anni (o tre mesi, o tre settimane o tre giorni). Ricordiamo che la triplice ripetizione di un qualcosa forma un quid chiuso, completo, la cui forza è la stessa della forma geometrica del triangolo equilatero ed ha una sua perfezione intrinseca. Al termine del suddetto periodo si deve tornare all’Innocenza se si vuol uscire dalla situazione.






La quarta variante conduce al 37, la Casata; la variante della linea dei sentimenti collettivi è favorevole perché indica il modo di superare la difficoltà degli egoismi reciproci: esaminate le proprie forze, visto che da sole non sono sufficienti ad “assalire” conviene accettare modestamente il ruolo che compete nella casata ed a quello attenersi.






La quinta variante porta al 30, il Risaltante; la variante della linea della razionalità è positiva e indica una fondamentale, chiara comunanza di idee, intenti e ideali, tale da sfociare nella formazione del “fuoco” (il Risaltante) e di lì nella “comune cura della vacca”, ovviamente “sacra” intesa come “toro”, quello dei riti mitriaci e del Parsismo.






La sesta variante ci dà il 49, il Sovvertimento ed è abbastanza favorevole: sulla linea dell’intuizione il rapporto con il Sé è individuale e non può esserci compagnia fra uomini se non “fuori le mura” (del Tempio), ma ad un periodo iniziale di non collaborazione, subentra un periodo di cambiamenti radicali che producono una “rivoluzione”; alla fine però, avendo incontrato fra i componenti del gruppo “credenza”, si ottiene “salute” e “sublime riuscita”.










14° TA YU
Il Possesso Grande


















Attribuzione Sephrotica: Daath


Li, il Risaltante, il Fuoco
Kienn, il Creativo, il Cielo











La cooperazione amorevole con gli amici, “la Compagnia tra Uomini”, espansione orizzontale, permette al nostro discepolo sul Sentiero di sperimentare una successiva crescita verticale: il segno 14, “il Possesso Grande”. E’ un grande momento in cui in realtà il possesso è un non possesso, nella linea di non azione del Tao. La modestia del Principe (la linea spezzata al 5° posto) fa sì che si raggiunga la “sublime riuscita”; è la sua non possessività che porta al Possesso Grande. Abbiamo attribuito a questo esagramma Daath, la Sephirah il cui attributo è “Grande”. L’iniziato quando sviluppa Daath e a tale Sephirah si identifica, attua il Piano Divino e così egli “ostacola il male e favorisce il bene”. Come nell’Apocalisse avevamo visto Daath, il Cristo, combattere con il Dragone e vincerlo.
Ritroviamo l’archetipo del Possesso Grande, vale a dire l’incontro della creatura umana con il Sé in tantissimi episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento; ricordiamone alcuni: Gn. 1, 26-31: la creazione dell’uomo-donna; Gn. 9, 8-17: nuova alleanza di Dio con Noè; Gn. 12, 1-3: Vocazione di Abram; Es. 3, 4-15: Vocazione e missione di Mosé; Mt. 17, 1-5 Trasfigurazione di Gesù; Mc. 16, 19: Ascensione di Gesù; At. 2, 1-4: Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.





La prima variante è favorevole, conduce al 50, il Crogiuolo; esercitare il “Possesso Grande” sul proprio fisico, cioè pretendere un buon rendimento dal proprio corpo rimanendo lontani da ciò che è dannoso, pur consapevoli delle difficoltà, non è una macchia; anzi, favorisce la formazione di un robusto crogiuolo, l’Athanor, il recipiente che ospita lo Spirito.






La seconda variante è pure favorevole e porta al 30, il Risaltante. Raggiungere il Possesso Grande sulla linea della vitalità è molto impegnativo (un grande carro da caricare) ma possibile e il risultato, il Risaltante, provocherà chiarezza, luce ed energia nelle quattro regioni del mondo, in tutto l’individuo.






La terza variante è meno favorevole, ci dà il 38, la Contrapposizione; il possesso grande sulla linea dei sentimenti è difficile da conquistare, se non si è “grandi” come il Principe (Daath ha già insito in sé Tiphereth, la capacità di sacrificarsi), allora vuol dire che si è ancora “piccini”, come l’uomo comune, e in tal caso la contrapposizione, il contrasto tra quello che si sente e quello che si dovrebbe sentire è il giusto risultato e si avrà “salute” solo in “piccole cose”.






La quarta variante conduce al 26, la Forza Domatrice Grande, ed è favorevole; sulla linea dell’astrale superiore, dei sentimenti collettivi è giusto far distinzione fra sé e il prossimo, ma per poi scegliere la via dell’altruismo, allora si raggiungerà “saldezza e forza, genuinità e verità, splendore e luce” e giorno per giorno si sarà in grado di rinnovare la propria virtù (come dice il commento per decidere) e sarà propizio attraversare la “grande acqua”.






La quinta variante è molto favorevole porta all’1, il Creativo; quando sulla linea della razionalità alla modestia (intesa come grandezza non grandezza in senso taoista) della mente si raggiunge “verità affabile”, si ottiene e ”il moto del cielo vigoroso”; cioè la mente individuale, resasi specchio della Mente Cosmica, diventa compartecipe della Creazione: “Chi crede in me compirà anche lui le opere che faccio e ne farà di maggiori ecc.” (Gv. 14, 12).






La sesta variante è pure molto favorevole ci dà il 34, la Potenza del Grande. Il Possesso Grande sulla linea dell’intuizione, benedetto dal Cielo, porta alla Potenza del Grande che ne è la realizzazione. Ora bisogna stare attenti a “non calcare sentieri che non corrispondono all’ordine” altrimenti la potenza può degenerare in violenza, la sua controparte nera.











15° KKIENN

La Modestia


















Elemento: Terra
Tarocco: n. 8 la Giustizia


Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Kenn, l’arresto, il Monte










Il nostro discepolo sul Sentiero prosegue il suo viaggio verso il compimento della “Grande Opera” e conquista la “Modestia”. Esercitare la modestia “crea riuscita”: il nobile, il ricercatore “porta a termine”, vuol dire che è in grado di raggiungere lo scopo che si è prefisso… egli diminuisce quello che è troppo e aumenta quello che è poco, vuol dire che egli mette in equilibrio le due colonne dell’Albero, quella di Chokmah (in eccesso) e quella di Binah (in difetto) e percorre il Sentiero centrale formato dalle Sephiroth Malkuth, Yesod, Tiphereth e Daath. In tale Sentiero le “cose” sono state “ponderate e rese uguali”, cosicché gli opposti si sono unificati. Ritroviamo l’archetipo della modestia in Rebecca (Gn. 24, 15-67) che “modestamente” va in sposa a Isacco, dando prova di umiltà, coraggio e volontà per seguire la Volontà del Signore. Un’altra eroina dell’Antico Testamento in cui è ben fotografato il nostro archetipo è Ruth (Rt. 3-4) la Moabita. Questa giovane straniera, rimasta vedova non abbandona la suocera Noemi, ma ritorna con lei a Betlemme e seguendo “modestamente” i suoi consigli sposa Booz; dalla loro unione nascerà Obed, padre i Iesse, padre di Davide. Infine un esempio eclatante del Nuovo Testamento: Maria (Lc. 1, 26-37: “Ecco l’ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua Parola”).
L’attribuzione tarotica della Giustizia, n. 8 dei Tarocchi, si ricollega alla capacità del nobile di “ponderare” (pesare); egli rende uguali i piatti della bilancia e così rende giustizia a se stesso e agli altri.
Ricordiamo qui alcune definizioni della Giustizia: imparzialità, ordine che si oppone ai sovvertimenti e alle innovazioni non codificate, equilibrio, legge, adattamento alle necessità, ragione, economia, obbedienza, stabilità, metodo.





Applicare la modestia sulla prima variante, quella del fisico, porta salute e ampliamento delle possibilità del ricercatore, ma l’azione va eseguita con tanta modestia da mantenersi nell’ombra, senza esibizione o sfoggio di abilità… infatti la variante conduce al 36, l’Oscuramento della Luce in cui è propizio essere perseveranti “nella miseria” cioè lavorare senza badare al frutto dell’azione, il principio Taoista che dà il maggior risultato su tutte le linee.






La seconda variante è pure favorevole, porta al 46, l’Ascendere; esercitare la modestia (l’equilibrio, il metodo) sulla linea della vitalità non può che recare “salute” e una costante possibilità di accrescere la propria “elevatezza e grandezza”, ma è importante “accumulare in dedizione piccole cose” cioè agire gradualmente e costantemente.





La terza variante è ancora favorevole e porta al 2, il Ricettivo. Qui la modestia sulla linea del sentimento fa sì che il “nobile porti a termine” e abbia salute; non solo attivamente egli è meritevole, ma diventa tale anche per la sua ricettività: “il nobile porta con l’ampiezza della sua natura il mondo esteriore” e quindi “opera” sublime riuscita.






La quarta variante è positiva, conduce al 62, la Preponderanza del piccolo; la modestia sulla linea dell’astrale superiore è propizia “nel muoversi”, è un momento di piccole (in apparenza) cose, ma in realtà di grandi e veri movimenti di partecipazione verso gli altri: ossequio, cordoglio, parsimonia sono necessari per un corretto comportamento; diciamo che il nostro discepolo sul Sentiero deve porsi un traguardo modesto ma di esecuzione perfetta nei particolari, cosicché la “grande salute” viene rimanendo in basso, nell’umiltà e nella donazione di sé.






La quinta variante è ugualmente positiva e ci conduce al n. 39, l’Impedimento; questa variante consiglia sulla linea della razionalità di essere “energici” nella modestia addirittura “severi”, questo faciliterà il superamento degli ostacoli che immancabilmente si presenteranno dinanzi. E’ l’uso del “mago” controllato della mortificazione da sempre strumento specifico della via umida lunare, che talvolta viene adoperato anche nella via secca solare.






La sesta variante è anch’essa positiva, porta al 52, l’Arresto; esercitare la modestia sulla linea dell’intuizione, vuol dire togliere tutto (punire la propria città, il proprio paese), giungere al punto 0, in cui tutto è possibile. E’ questa una tecnica yoga: tenendo quieta la mente e immobile il dorso, i centri energetici situati sulla colonna vertebrale, nel corpo fisico, ma non del corpo fisico, vengono attivati ed il ricercatore può conoscere realtà diverse da quelle corporee e sperimentare altri livelli di Coscienza.















16° U
Il Fervore














Elemento: Terra
Tarocco: n. 10 La Ruota della Fortuna


Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Kkunn, il Ricettivo, la Terra













Ad un periodo di interiorizzazione come quello dato dai segni 14 e 15 segue per il nostro discepolo sul Sentiero un periodo di esteriorizzazione (espansione orizzontale). “il Fervore” richiede aiutanti per “far marciare eserciti” cioè collaborazione, questa volta però intessuta e basata sulla musica, sui canti, sullo spettacolo, sulla cerimonia, sul rito, sulla religione (intesa come quello che lega insieme); si attinge al patrimonio comune delle correnti sottili, astrali e mentali dell’umanità presente e passata e si entra così in un cerchio di forza che, se ben conosciuto e vissuto in totale coscienza, porterebbe a “governare il mondo come se girasse sulla mano”.
Ritroviamo l’archetipo del Fervore quale espressione dell’adorazione e fede dell’uomo verso la divinità in Gn. 4, 3-4: le prime offerte a Dio di Caino e Abele; in Gn. 8, 20-22: quelle di Noè, dopo il diluvio; in Gn. 12, 7-9: le offerte di Abramo; in Gn. 22, 1-19: l’offerta di Isacco da parte del Padre Abramo ecc. e in Gv. 1, 29: la testimonianza di Giovanni Battista: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. E ancora in Gv. 2, 17:”I discepoli si ricordarono che sta scritto: lo zelo per la tua casa ci divora”. Attribuzione tarotica del “Fervore”: il tarocco n. 10, La Ruota della Fortuna, in cui il mozzo è lo 0 Kether, il Motore Immobile, Dio, a cui gira intorno il cerchio con i raggi, la creazione o Malkuth. La coesione del tutto, il “Fervore” permette il movimento e l’avanzamento della ruota.






La prima variante è sfavorevole, conduce al 51, l’Eccitante; se il Fervore viene esercitato sulla linea del fisico sconsideratamente e senza equilibrio, dà sciagura e produce lo “scuotimento”, un fenomeno che può essere una malattia o un pesante disagio fisico. Meglio non agire. In ogni caso le conseguenze saranno tali che “il nobile temendo e tremando metterà in ordine la sua vita ed esplorerà se stesso.”






La seconda variante è invece favorevole, porta al 40, la Liberazione; la linea della vitalità ci dice: “saldo come una pietra, nemmeno un giorno intero”: la costanza e la rapidità sono caratteristiche di chi sa gestire ottimamente il suo mondo eterico e il risultato è la liberazione. Ma da che cosa? Dai blocchi energetici derivanti dalle errate e cattive abitudini… quindi bisogna sapersi perdonare e rimettersi le colpe…






La terza variante è pure favorevole, conduce al 62, la Preponderanza del piccolo; esercitare il fervore sull’astrale inferiore conduce a “piccoli successi”, conviene dunque limitarsi nelle proprie aspirazioni: propizia è perseveranza, ma solo per le cose piccine e non per le grandi, in ogni modo non bisogna esitare nel momento della scelta.






La quarta variante è ancora favorevole e porta al 2, il Ricettivo; il fervore sull’astrale superiore preannuncia il raggiungimento di “grandi cose”; se non si dubiterà saremo sostenuti dagli altri, perché il fervore vero si esplica quando si è sicuri di sé e quando si è capaci di “raccogliere”, come una fibbia che riceve e sostiene i capelli in una bella acconciatura.






La quinta variante è sempre positiva e conduce al 45, la Raccolta; sembra sempre che l’entusiasmo sulla linea della razionalità stia per scemare, ma poiché ha in sé la capacità di rinnovarsi ogni volta, il risultato finale sarà positivo: “il Re si appropinqua al suo tempio”, la mente sarà in grado di trasformarsi da razionale in ricettiva.





La sesta variante prima sfavorevole, diventa favorevole nel nuovo segno, il 35, il Progresso. L’entusiasmo, il fervore sulla linea dell’intuizione, può essere eccessivo all’inizio, ma, una volta temperato dalle circostanze, diventa il mezzo per cui “il nobile rende splendenti le sue chiare capacità”.






Esagrammi 17-24







17° SUI
Il Seguire


















Elemento: Aria
Tarocco: n. 9 l’Eremita


Tui, il Sereno, il LagoCenn, l’Eccitante, il Tuono










Seguire vuol dire “andare dietro”, ma anche “farsi venire dietro”; il nostro Iniziato “segue” il Sentiero e a lui ”va dietro” chi egli ha saputo infervorare (il segno precedente era infatti 16, “il Fervore”).Qui mettiamo dunque in rilievo il principio che “prima bisogna seguire le cose nella maniera giusta onde poi le cose seguano noi”. Ecco che ci compare dinanzi la figura dell’Eremita, il 9 dei Tarocchi, che “segue” con la sua lanterna velata il “retto cammino”. A questo proposito ricordiamo il “vai sempre diritto” della vecchia del Koan n. 31 del Mumonkan “Joshu scrutò la vecchia”. L’Eremita richiama la stessa immagine dell’I King: “il nobile al tempo del crepuscolo rincasa per ristorarsi e riposare” seguendo così l’alternanza attiva del giorno e passiva della notte… ricordiamo però e teniamo presente che nei piani sottili il lavoro si ribalta di valenza: quello che nel piano fisico era attivo, diviene passivo e il contrario v. B. Gita cap.2, 69: “Ciò che è notte profonda per tutti gli esseri, è veglia per colui che è padrone di sé; quando è tempo di veglia per tutti gli esseri, è notte profonda per il Saggio il cui occhio interiore si è aperto”. E il commento al Vangelo di Giovanni cap. 3, 2 (episodio di Nicodemo).Ritroviamo l’archetipo del seguire in Nm. 9, 15-23 dove viene descritto il “seguire” degli Israeliti: essi seguivano la Nube (la presenza di Dio) nel deserto: si accampavano quando essa di fermava, levavano il campo quando essa ripartiva ecc. E ancora in l.Re 19, 19-21 dove ci viene narrato che Elia, passando vicino ad Eliseo, gli gettò addosso il suo mantello e quello lo seguì.
Ricordiamo ancora Mt. 4, 18-22 in cui Gesù si fa “seguire” dai primi discepoli “E disse loro: Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”.






La prima variante è favorevole, conduce al 45, la Raccolta; il seguire sulla linea del fisico indica che questo è il momento di frequentare una palestra o di occuparsi della propria linea (iniziare una dieta o altro) insieme ad un gruppo (la raccolta), con una particolare attenzione e preparazione per affrontare qualcosa che potrebbe ostacolarci (l’impreveduto).






La seconda variante è invece sfavorevole, porta al 58, il Sereno; mette in guardia dalla leggerezza: seguire consigli o altro sulla linea della vitalità senza le dovute cautele potrebbe farci perdere “l’uomo forte” una nostra naturale e spontanea ricchezza pranica a favore di una qualche abilità provvisoria (il ragazzino), attenzione, dunque; ma poi tutto si risolve in serenità.






La terza variante è il contrario della precedente; è favorevole, conduce al 49, il Sovvertimento. Seguire sulla via dell’astrale inferiore porta ad acquisire “l’uomo forte” cioè un sentimento valido e duraturo, quello che si cercava. Questo nuovo sentimento però porterà a qualche sovvertimento a qualche rivoluzione interiore… è necessario far ordine in se stessi e “rendere chiari i tempi”.






Anche la quarta variante è favorevole, porta al 3, la Difficoltà iniziale; “seguire” sulla linea dell’astrale superiore può essere anche un “essere seguiti”; è facile avere dei seguaci se si ha una certa carica magnetica, il difficile, specie all’inizio è selezionare i meritevoli, i sinceri, quelli che seguono perché hanno gli stessi ideali; il nobile però sa come fare, egli “opera districando e ordinando” e pur nella difficoltà ottiene “sublime riuscita”.






La quinta variante è molto positiva, conduce al 51, l’Eccitante, il tuono; il seguire in veracità sulla linea della razionalità porta allo scuotimento e, benché scosso il ricercatore non “lascia cadere spatola sacrificale” cioè rimane saldo nella sua polarizzazione verso la cima dell’albero (0, Kether). Egli sperimenta così il “Tremendum” e “temendo e tremando esplora se stesso”. Diciamo che, partendo da Yesod con la lanterna in mano, il nostro Iniziato desertificato (l’Eremita) “segue in veracità”; lo scuotimento che avverte è dato dalle forze di Hod e di Netzach prima e di Gheburah e Chesed poi, che lo sconquassano cercando di dividerlo. Se egli riesce a proseguire sena cedimenti, giunge a Tiphereth (non lascia cadere la spatola sacrificale) e di lì in Daath (non lascia cadere calice , inteso come vaso sacro, athanòr) e viene illuminato. Con questa variante si ha il massimo del “Seguire”. E’ il seguire la via centrale dell’albero e indica il seguire che è il guidare, anzi il guidarsi.






La sesta variante è pure positiva, ci dà il 25, “l’Innocenza”; è la via del Cristo, dei Buddha, dei Maestri votati al servizio dell’umanità. C’è chi, dopo aver seguito la strada fino quasi in fondo, cioè fino al Daath Cosmico, si fa riportare indietro dal “troppo” amore e rimane legato ai suoi seguaci. E’ però completamente innocente perché l’attaccamento è un non-attaccamento (Daathico), il suo permanere è quindi un non-permanere e provoca un ritorno allo stato naturale dell’innocenza per tutta l’umanità e ne permette la Redenzione: questo è il vero seguire sulla linea dell’intuizione.











18° KU
L’Emendamento delle cose guaste



















Elemento: Aria
Tarocco: n. 16 la Torre


Kenn, l’arresto, il Monte
Sunn, il Mite, il Vento













“Seguendo si commettono errori”, vale a dire che spesso sul Sentiero si inciampa o per inesperienza o per disattenzione o perché si è perso di vista la meta. Ma questa degenerazione ha già in sé il suo rinnovamento, quella libertà che ha fatto sbagliare è la stessa che fa riparare.
“Prima del punto iniziale tre giorni, dopo il punto iniziale tre giorni” tre più tre ci danno il ritmo respiratorio creativo: all’inspirazione interiorizzante centripeta segue, superato il punto 0 di trapasso, l'espirazione esteriorizzante centrifuga e così si può "attraversare la grande acqua” e ottenere “sublime riuscita” vale a dire la sintesi della grande opera nel simbolo del sigillo di Salomone, e il punto centrale che li lega. L’attribuzione tarotica della Torre, n. 16, è consequenziale: quando si è passato il limite, quando si è abusato della libertà, viene lo scuotimento che riporta alla semplicità e alla vigoria primitiva. Ricordiamo l’episodio della Torre di Babele (Gen. 11) e quello della cacciata dei mercanti dal Tempio da parte di Gesù (Giovanni 2, 14-16).
Il fulmine che colpisce la cima della torre, ci fa sentire il tuono (Cenn segno intrinseco) che lo accompagna e il precipitare del principe ambizioso e del suo ingegnere ci riportano al vento che piomba giù dal monte e devasta quello che deve essere devastato. Poi il lavoro sarà ripreso, molto più oculato e ponderato.






La prima variante è positiva, conduce al 26; c’è stato uno scompenso nella parte fisica paterna, quella di destra, ma il figlio (la colonna centrale) riesce a compensare lo squilibrio ed allora ottiene “la Forza Domatrice Grande”, cioè il cielo dentro il monte, il benessere sul fisico e l’armonia.






La seconda variante è ugualmente positiva; porta al 52, “l’Arresto”; questa volta lo scompenso si è verificato sulla parte fisica di sinistra, materna e femminile, ma essendo un errore di “debolezza” va ripreso con molta delicatezza onde non fare peggio. Anzi, l’azione della colonna centrale va portata sull’immobilità (tener quieto il proprio dorso) e vanno eseguiti esercizi di respirazione con ritenzione.






La terza variante è meno positiva, ci dà il 4, “la Stoltezza Giovanile”, e ci avverte di non esagerare nella correzione degli errori della linea del sentimento attivo, tutto ciò è causato dall’inesperienza e dalla mancanza di pratica, poi tutto si assesta.






La quarta variante dapprima molto negativa conduce al 50, il “Crogiuolo”, segno molto positivo. Tollerare i propri errori sull’astrale collettivo porta a “svergognamento”, sarà questa esperienza che, messa nel crogiuolo, cioè accolta e rielaborata (come i cibi dal pentolone che bolle sul fuoco) darà alla fine un risultato valido per il proseguimento dell’Opera.






La quinta variante è favorevole, porta al 57, il Mite, il Penetrante. A volte da soli non si riesce a capire dove è l’errore nel ragionamento, un aiuto può essere necessario: il 57 è quindi il consiglio dell’I King di “permettere la penetrazione”, di lasciare che il “grand’uomo” possa favorevolmente influenzarci. (Da notare che il “grand’uomo” è poi molte volte l’I King stesso).






La sesta variante è molto favorevole, ci dà il 46, l’Ascendere”. L’Iniziato non si occupa più degli errori, né dei suoi né di quelli degli altri, è talmente assorbito dalla meditazione del Tao che in esso per lui i contrasti sono scomparsi. Ascendere per lui è continuo anche nelle cose di tutti i giorni, v. Koan n. 7 del Mumonkan: - Joshu dice: “lava le ciotole” – Alla richiesta di insegnamenti il maestro chiede al discepolo: “Hai fatto colazione?” “Sì”, risponde il monaco, “allora”, dice Joshu, “lava le ciotole”.










19° LINN
L’Avvicinamento





















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 17 le Stelle


Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Tui, il Sereno, il Lago








Con la eliminazione degli errori si può diventare “Grandi”, questo è il significato dell’Avvicinamento. E’ dunque un avvicinamento alla meta, un accostarsi al Grande Universale, inteso come Daath, la Coscienza che tutto pervade e che è Grande – non – Grande (che in parte dà ed in parte toglie), partecipando così direttamente alla natura del Tao. La caratteristica dell’acquisizione dell’Iniziato in questo segno è il raggiungimento dell’equilibrio tra “l’inesauribilità nelle sue intenzioni di insegnare” (donazione centrifuga) e il “non limite nella sopportazione e protezione del popolo” (comprensione centripeta). Questa sintesi ci riporta all’attribuzione tarotica delle Stelle, n. 17: l’Iniziato deve divenire come la donna che versa i liquidi vitali dall’anfora d’oro e d’argento sulla terra e sull’acqua e rappresenta il Karma (il destino, le Stelle) che tutto rimette in equilibrio e a tutto dà la necessaria quantità di energia per affrontare ciò che gli è destinato. Ricordiamo a questo proposito anche la figura dell’Angelo dell’Apocalisse (v. Commento all’Apocalisse cap. 10, 2) con “un piede nel mare e uno in terra” che ha la stessa funzione. Rif. Biblici: Es. 3, 3-6: Avvicinamento di Mosé al Roveto; 1 Sam. 9, 14-20: Avvicinamento di Saul a Samuele; 1 Sam. 16, 4-13: Avvicinamento di Samuele a Davide; Gv. 3, 1-21: Avvicinamento di Nicodemo a Gesù.






La prima variante è positiva, conduce al 7, l’Esercito”: l’avvicinamento “in comune” sul fisico (danza) reca salute, ma deve essere associazione disciplinata, coordinata e, per ottenere un buon risultato (la salute) bisogna “perseverare”, non associarsi saltuariamente e con l’occhio rivolto ad altri interessi.






La seconda variante è pure positiva, conduce al 24, il “Ritorno”. Si procede verso l’obbiettivo desiderato e tutto è propizio; anche l’avvicinamento al corpo eterico in comune dà salute. Gli esercizi di respirazione dello yoga eseguiti in gruppo a all’aperto favoriscono il tempo del ritorno alla vita di tutti i giorni perché si ritorna carichi di prana, rinnovati e disposti a rinnovare quello che ci circonda.






La terza variante è invece sfavorevole, porta all’11, la Pace, ma dopo che ci si è dovuti pentire della propria compiacenza per l’avvicinamento sulla linea dei sentimenti; ciò vuol dire che quando si ottiene un qualche successo in ogni campo, anche in quello sentimentale, non bisogna vantarsene, né farne mostra, ma rimanere sempre umili e modesti.






La quarta variante è pure sfavorevole, conduce al 54, la Ragazza che va sposa. Anche se c’è “avvicinamento perfetto” all’inizio e quindi nessuna macchia sulla linea dell’astrale superiore, successivamente però ci si offre, ci si vende per vantaggi particolari e questo “reca sciagura”; così “il nobile attraverso la perpetuità della fine riconosce il caduco”, vale a dire che il nobile riconosce la propria possibilità di caduta anche dopo aver sperimentato alti sentimenti di altruismo o donazione e se ne premunisce.






La quinta variante è invece favorevole, porta al 60, “la Delimitazione” e ci avverte che “l’avvicinamento saggio” si pone dei limiti anche sulla razionalità e che questi limiti non debbono essere rigidi, ma flessibili, adattabili alle occasioni e al valore delle situazioni; entro tali limiti ”il nobile istituisce numero e misura e indaga cosa siano virtù e retto cammino”.






La sesta variante è anch’essa positiva e ci dà la “Minorazione”, il 41; l’intuizione che si avvicina al Sé, all’Io Sono, umile, “si minora”; e ciò le è di grande vantaggio. D’altronde le forze spirituali se vogliono favorire le forze animiche a loro volta debbono minorarsi. Nella reciproca minorazione di alto e basso si compie l’Opera. (la grazia scende, il merito sale).










20° KUANN
La Contemplazione


















Attribuzione Sephirotica: Tiphereth


Sunn, il Mite, il Vento
Kkunn il Ricettivo, la Terra










Avvicinandosi alla meta, l’Iniziato passa per la fase della “Contemplazione”. Contemplare significa guardare verso qualcosa o essere guardati da qualcosa. Ma guardare o essere guardati in modo particolare, un modo che non dà reazioni attive, ma immobili, in un modo che pone l’identificazione come tema della contemplazione. La sentenza ci mostra l’azione Sacrificale nel suo culmine, essa corrisponde alla Sephirah Tiphereth, al centro dell’albero cabalistico, che contempla Daath ed è contemplata dal Malkuth – Yesod. Ricordiamo a questo proposito il sacrificio di Isacco da parte di Abrahamo (v. commento alla Genesi cap. 22) ed il Sacrificio di Gesù (v. commento al Vangelo di Giovanni cap.19). Riferimenti biblici: 1 Re 19, 9-14. Dio appare ad Elia; Ez. 1, 4-28: Visione del Cocchio Divino; Dn. 7, 9-14: Visione dell’Antico dei Giorni e del Figlio.
Riportiamo qui alcune definizioni e attributi di Tiphereth: Bellezza, Armonia; il Sole, Apollo; Redentore, Salvatore, il Dio sacrificato, il Figlio dell’Uomo; il Bambino; La Croce, la Rosa-croce; Intelligenza mediatrice; La Fenice; Devozione, Donazione, Amore.






La prima variante è sfavorevole, conduce al 42, l’accrescimento; la contemplazione “puerile” sulla linea del fisico è oziosità e pigrizia, vergognosa per un nobile. Solo superando questo momento di accidia egli riprenderà ad accrescersi, perché è nobile in quanto “quando scorge un bene lo imita, se ha dei difetti, egli li lascia”.






La seconda variante è positiva, ma solo in posizione ricettiva (femminile): se si agisce sulla linea della vitalità come se si stesse a guardare “attraverso uno spiraglio”, cioè indirettamente e con leggerezza, allora il risultato è “la riuscita” del 59, la Dissoluzione dei blocchi energetici e la riacquisizione del “soffio” o Chi.






La terza variante è pure positiva, ci dà il 53, lo Sviluppo. Ci consiglia di esaminare i vari periodi della vita e di metterli a raffronto, pesarli e da qui dedurre il nuovo piano d’azione sulla linea del sentimento; questo porterà un graduale progresso e un generale miglioramento della nostra sfera sentimentale.






La quarta variante è invece sfavorevole, conduce al 12, il Ristagno; si contempla la luce del proprio astrale superiore, ma se non si è in grado di operare con generosità e altruismo pur sapendo di doverlo fare, si sperimenta il “decadimento” in cui “il Grande (la Coscienza) se ne va e il piccolo (l’egoismo) se ne viene”.






La quinta variante è pure sfavorevole, conduce al 23, lo Sgretolamento; si contempla la propria vita come nella terza variante, ma qui sulla linea della razionalità si acquisisce il concetto che bisogna concedere ricche elargizioni ai centri inferiori (Malkuth, Yesod, Hod, Netzach) relativi al fisico e all’astrale, per poter assicurare lo sviluppo dei superiori, ciò vuol dire che non bisogna dimenticare che la partenza è il Malkuth-Yesod, la radice dell’Albero.






La sesta variante è invece positiva e porta all’8, la Solidarietà; mentre nella variante precedente si contempla se stessi come Malkuth, Yesod, Tiphereth, qui, sulla linea dell’intuizione si contempla se stessi come Tiphereth, Daath, Kether e si considera la Shekinah che “scende” e dalla solidarietà dell’alto verso il basso si trae insegnamento.










21° SCI HO
Il Morso che Spezza


















Elemento: Aria
Tarocco: n. 16 la Torre


Li, il Risaltante, il Fuoco
Cenn, l’Eccitante, il Tuono










Il 21° segno, “il morso che spezza”, indica il modo per eliminare gli ostacoli che l’Iniziato incontra continuamente sul Sentiero. E’ un modo piuttosto violento e piuttosto duro, ma è anche un modo chiaro, definitivo, che non lascia strascichi, è un taglio netto che elimina le sbavature e le imperfezioni, è un segno di esecuzioni di punizioni, ma anche di “riunione” di due cose separate che prima erano una unità. Diciamo che se non si eliminassero gli ostacoli con decisione il Sentiero non sarebbe più praticabile, non sarebbe più uno; la sua unità dipende proprio dal fatto che sa come rompere e neutralizzare le cose sbagliate. Il Tarocco che compete Sci Ho è ancora la Torre, lamina di punizione e rinnovamento. Ricordiamo anche la descrizione dell’11° cap. del Bhagavada Gita v. 27-32 “Entrano in fretta nelle tue bocche spaventose, irte di zanne orribili, con le teste sfracellate alcuni tra le zanne se ne vedono impigliati”. E’ la descrizione del “Tempo appieno manifesto, distruttore dei mondi a dissolvere i mondi quivi occupato ecc.” Lo 0 Kether, la via del Tao, dopo aver tutto creato, tutto distrugge e riassorbe. Così la bocca del morso che spezza, prima produce i suoi errori, poi li morde, li rompe, se li mangia e di essi si nutre.


Rif. Biblici:

Gn. 3, 14-24: Castigo e cacciata dal Paradiso di Adamo ed Eva;
Gn. 4, 11-16: Maledizione e allontanamento di Caino;
Gn. 6, 5-18: Diluvio Universale
Es. 32, 25-35: Punizione degli adoratori del vitello d’oro
Mt. 21, 33-45: Parabola dei vignaioli perfidi
Mt. 22, 1-14: Parabola delle nozze regali





La prima variante è favorevole, conduce al 35, il Progresso. Sulla linea del fisico c’è stato un errore piccolo, il quale ha provocato subito la sua reazione karmica, cioè la sua punizione e si è subito dissolto. Ora è possibile procedere sul sentiero intrapreso e lì sviluppare e crescere; “il nobile rende splendenti le sue chiare capacità” vuol dire illuminare il centro Malkuth della sua “giusta” luce.






La seconda variante è meno favorevole, porta la 38, la Contrapposizione. L’errore da correggere sulla linea della vitalità non è grave (carne tenera), però correggerlo provoca la temporanea perdita della sensibilità eterica e di nuovo il contrasto tra le correnti vitali. “Perdere il naso”, “farsi mettere l’anello alle narici” sono espressioni caratteristiche dello Zen per indicare la temporanea perdita della spontanea libertà e creatività o la sconfitta di un “mondo” (il mondo è un particolare dialogo tra monaci che mostra la loro spiritualità Zen).






La terza variante dapprima negativa ci dà poi il 30, il Risaltante, segno positivo; l’errore da correggere sulla linea del sentimento é particolarmente pervicace e assimilarlo è difficile (è un boccone velenoso); si fa quello che si può fare alla fine, perseverando si ottiene la “chiarità”.






La quarta variante è favorevole, conduce al 27 l’Alimentazione. L’errore sulla linea dell’astrale superiore è “cartilaginoso”, di vecchia data ed essiccato, è perciò di difficile digestione, ma una volta ammorbidito, battuto, snervato (privato dell’egoismo) dalla durezza del metallo e dalla penetrabilità delle frecce (la sofferenza) “nutre” e dà “salute”.






La quinta variante è favorevole, porta al 25, l’Innocenza; l’errore sulla linea della razionalità questa volta è “muscolo” di carne essiccata, è il meglio della carne, è il miglior errore possibile (v. la 31ma delle 101 Storie Zen, “Nel mio negozio tutto è il migliore”); il completo assorbimento di tale errore che annulla la mente, la toglie, porta all’innocenza: è l’innocenza finale che permette l’ingresso nel “Regno dei Cieli” (Mt. 18, 3).






La sesta variante è sfavorevole, ci porta al numero 51, l’Eccitante (lo Scuotimento); dopo che si è subita la pena del collare di legno (collare = giogo, servitù all’errore). La prima e la sesta variante danno “punizioni” esterne: gli errori vengono tolti con la forza da “altro” da noi: il morso dei ceppi e del collare, indica che tutta la persona deve essere “morsa”, mentre le altre varianti indicano la capacità del discepolo di “mordersi” da sé, là dove è necessario. Qui, nella sesta variante, sulla linea dell’intuizione solo lo scuotimento finale fa rientrare in se stessi, recando riuscita.










22° PI
L’avvenenza

















Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 19 il Sole


Kenn, il Monte, l’Arresto
Li, il Risaltante, il Fuoco










Dopo la pesante e impegnativa necessità della correzione degli errori (21, il Morso che spezza), bisogna riposare: niente di meglio che dedicarsi un po’ all’arte (musica, poesia, pittura, ecc.) Lo studio della Bellezza (Armonia, Tiphereth, sole cabalistico) arricchisce anche interiormente, certo è però che le grandi decisioni vanno prese con altri criteri, quali la Bontà e la Veracità o buona Fede e il discepolo sul Sentiero ad esse si attiene (v. cap. 49 del Tao Te Ching).


Rif. Biblici:

Gdt. 10, 1-4: Giuditta si adorna per Oloferne


Est. 5, 1-2: Ester si adorna per Assuero


2 Sam. 14, 25-28: Bellezza di Assalonne


Mt. 14, 6-12: Erodiade chiede la testa di Giovanni Battista


Mt. 23, 5-6: Gesù critica l’avvenenza dei Farisei.



L’attribuzione tarotica del Sole si riferisce al sole esteriore, quello che illumina da fuori la nostra coppia, il maschio-femmina che si vedono nella lamina. Esso è molto importante perché tutto riscalda e rischiara, ma se il Sole poi non sorge dentro di noi, ma resta altro da noi, si ottiene solo un passeggero momento di elevazione e non un’acquisizione duratura. Attributi del 19, Sole: Bellezza, armonia, chiarezza, arte, gloria, celebrità, ecc.




La prima variante conduce al 52, l’Arresto, è poco favorevole; rendere avvenenti le dita dei piedi significa solo occuparsi della bellezza più esterna (Malkuth, piano fisico, Assianico) se ci si limita a coltivare il piano fisico e si abbandona il carro (le redini del carro, piano animico, astrale) si arriva all’arresto, cioè all’inerzia.




La seconda variante è positiva, porta al 26, ”la Forza domatrice Grande”. Ci si prende cura di una cosa molto più importante dell’estetica dei piedi, ci si occupa dell’estetica del volto. Si dice comunemente che il volto è lo specchio dell’anima, infatti avere un volto sereno e sorridente dimostra che siamo in buona disposizione d’animo. Con la respirazione si impara a rilassare i muscoli del corpo; si sperimenta che automaticamente le preoccupazioni si attenuano.
Questo controllo esterno (inferiore) è in corrispondenza con quello interno (superiore) e quando l’inferiore ascende assieme al superiore, si ottiene la Forza domatrice Grande.






La terza variante è pure favorevole, conduce al 27, “l’Alimentazione”. Si è resa avvenente la parte umida, femminile, astrale, questo è naturale, è nell’ordine delle cose che la femminilità sia legata alla grazia e alla leggiadria, infatti “perseveranza reca salute”. L’errore sarebbe rendere avvenente la parte secca, mentale, che deve essere invece durevole e perseverante. L’Alimentazione”, segno di arrivo, accenna alla capacità di misurare (equilibrare) il mangiare ed il bere, le due azioni riferentesi alle due colonne dell’albero Chockmah, secca, solida, e Binah, liquida, umida (l’uomo e la donna interiori).






La quarta variante è positiva, conduce al 30, il Risaltante, il Fuoco. “Nell’Avvenenza” ci si imbatte in qualcosa di veramente strano ed insolito (forse un fenomeno paranormale dell’astrale superiore), si è incerti: si tratta di mera apparenza o di realtà? Si dimostrerà più tardi un’esperienza del tutto positiva, tale da portare alla “chiarità” nelle quattro regioni del mondo, cioè nei quattro stati di coscienza.






La quinta variante porta al 37, “La Casata”; è anch’essa positiva, bisogna cercare di occuparsi di arte nei momenti di riposo. Ma di arte riguardante argomenti elevati quali religioni o filosofie (colline e giardini), forse in principio non si è in grado di apprenderne in pieno il significato, ma, facendo del proprio meglio, poi si riesce a dare il posto giusto nella scala dei valori (la Casata) ai propri interessi, relativi alla ricerca sul piano mentale.






La sesta variante, infine, è ancora favorevole, ci dà l’esagramma 36, “l’Oscuramento della Luce”. L’arte di cui ci si sta occupando è di natura talmente elevata da provocare la velatura di qualsiasi altra fonte di luce. “Il nobile vela in essa il suo splendore e rimane pur chiaro”; ciò significa che sembra di perdersi nella contemplazione del Mosé di Michelangelo o dell’Ultima Cena di Leonardo, o nell’ascolto della “nona” di Beethoven, ma è una perdita taoista, cioè un vero acquisto.













23° PO
Lo Sgretolamento
















Elemento: Terra
Tarocco: n. 13 la Morte


Kenn, l’Arresto, il Monte
Kkunn, il Ricettivo, la Terra












L’Iniziato che si è riposato nell’ammirazione e nel godimento dell’arte deve poi travasare questa sublimità nella vita pratica, subendo così un’erosione, uno sgretolamento. In questo segno di “Solve” si prepara un nuovo “Coagula”. Sgretolare significa “putrefare”, marcire, morire. Il Tarocco che compete Po è il n. 13, la Morte, che dissolve e sgretola il veicolo fisico invecchiato (e poi anche gli altri veicoli) per permettere la rinascita di un nuovo veicolo. La Morte è anche la fase che precede la Resurrezione. Gesù (v. Giovanni cap. 19 e 20) deve morire per risorgere ed ascendere e morendo Egli si sgretola per l’umanità.
Così pure i due testimoni dell’Apocalisse (11, 3-12) e così Giuseppe venduto in Egitto (Gen. 37, 18-36) che muore alla vita familiare per iniziarne un’altra che lo porterà al Trono e alla salvezza del suo popolo.
Nel nostro discorso individuale cabalistico diciamo che le Sephiroth superiori debbono sgretolarsi per le inferiori così come fa la montagna che , erosa dai fiumi e dai ghiacciai, innalza la pianura e in essa prende solidità. Malkuth, Yesod, Hod e Netzach non possono essere né ignorati né trascurati ma, illuminati di giusta luce, debbono servire di supporto a Tiphereth e Daath.



Rif. Biblici:
Dn. 2, 31-35: Il gigante che si sgretola (sogno)

Gs. 6, 20: Caduta delle mura di Gerico

Gb. 1, 12-22: Giobbe messo alla prova

Mt. 26, 30-35: Gesù predice l’abbandono dei suoi





La prima variante è sfavorevole, conduce al 27, “Il Nutrimento”, ma dopo che si è sperimentato un cedimento alla base dell’albero, il quale ha provocato sciagura. Diciamo che qui sono i centri mediani a nutrirsi dello sgretolamento Malkuth e la situazione è decisamente pericolosa, si trascura il piano fisico a vantaggio dei piani sottili, ma non coscientemente, non si gestisce la situazione, si è gestiti da essa. (come fa il drogato, l’alcolizzato, ecc.).






La seconda variante è pure sfavorevole, porta al 4, “la Stoltezza giovanile”, è simile alla variante precedente solo che lo sgretolamento è a livello più alto, ci si sgretola sul piano energetico (Pranico), è il caso del guaritore che fa il suo lavoro senza le opportune protezioni o disordinatamente , ma questo succede solo all’inizio, per inesperienza (la stoltezza giovanile) poi impara a regolarsi.






La terza variante è invece più favorevole e ci dà il 52, “l’Arresto”. Il nostro Iniziato si sta sgretolando sul piano animico, vive cioè quasi completamente sul piano astrale, come medium o sensitivo, ma prende coscienza e poi si distacca e si blocca (arresto) e così non subisce alcun danno.






La quarta variante, dapprima negativa, conduce al 35, segno molto positivo, il “Progresso”. Con lo sgretolamento dell’astrale (Yetzirah) si giunge allo sgretolamento del mentale (Briah) e questo provoca il possibile passaggio dalla quasi pazzia alla illuminazione (v. nella leggenda del Graal, il personaggio del Puro folle, “Parsifal”). Diciamo che, quando si permette in noi l’apertura alle forze sottili, si può arrivare sull’orlo della confusione astro-mentale ma se si riesce a superare il momento critico di rottura, tutto si trasforma in Progresso.






La quinta variante è favorevole, ci porta al 20, “la Contemplazione”. Lo sgretolamento è avvenuto a livello mentale e stiamo penetrando nell’intuizione (mentale superiore), il Re, (Daath, la Coscienza) si è armonizzato con le dame di corte (le altre Sephiroth) e i pesci, le intuizioni, ne sono il frutto; tutto è propizio perché Daath “contempla” il suo albero.






La sesta variante è pure positiva, ci dà il 2, il “Ricettivo”. Lo sgretolamento è completo, tutto l’edificio si è sgretolato, avviene la morte e se è morte iniziatica si riceve la carrozza (la possibilità di progredire, di non più reicarnarsi)se è morte normale, comune, si avrà un edificio nuovo (la rinascita), in ambedue i casi “si riceve”.










24° FU

Il Ritorno
















Elemento: AriaTarocco: n. 6 il Bivio


Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Cenn, l’Eccitante il Tuono








Quando qualcosa finisce, muore (23, lo “Sgretolamento”) poi qualche altra cosa nasce, rinasce e nella nuova situazione si ritrovano tutti i problemi da risolvere, tutte le scelte da rifare. All’inizio di un nuovo ciclo deve esserci il tempo dell’incubazione, il tempo dei pensamenti, della maturazione, della cernita.
Ritornare è ricominciare a percorrere un tratto di Sentiero, è spesso un ritornare sui propri passi per correggere gli errori. E’ quello che fa il Giovane al Bivio, n. 6 dei Tarocchi. Egli è spinto dalla freccia e deve decidere tra le due vie ("Serpeggiante è la Via”, come dice l’I King) cioè una volta deve andare a destra (colonna di Chockmah), una volta a sinistra (colonna di Binah), ma deve farlo al momento opportuno e nel modo giusto altrimenti la freccia lo colpisce e gli fa male.
Bisogna sapere quello che si vuole (“E’ propizio avere ore recarsi”); conviene riflettere a lungo prima di fare il primo passo, perché il primo passo sbagliato porterà poi a tanti altri passi sbagliati (v. “la Rivoluzione Interiore” pag. 171 di Rajneesh, ed. Armenia); in ogni modo il Re dell’Immagine di Fu “chiude i passi e non visita le contrade”, cioè aspetta prudentemente prima di mettersi in cammino.

Rif. biblici: Gn. 13, 1-4: Ritorno di Abramo in Palestina


Es. 12, 31-42: Partenza degli Ebrei dall’Egitto
Ed. 2, 1-70: Ritorno degli ebrei a Gerusalemme dopo l’esilio in Babilonia (587 a.C.)






La prima variante è positiva, conduce al 2, “il Ricettivo”; è un ritorno da breve distanza, diciamo che se c’è stata una malattia sulla linea del fisico è stata di lieve entità; risanarsi è quindi facile purché si sia pronti a ricevere il giusto indirizzo, l’ispirazione a percorrere la strada tracciata dal Sé superiore.






La seconda variante è pure positiva, porta al 19, “l’Avvicinamento”. Il ritorno sulla linea eterica avviene senza traumi, spontaneamente, senza forzature e ci ritroviamo in armonia, carichi di prana, a percorrere il Sentiero quasi senza accorgersene e di lì con la stessa naturalezza si prosegue verso la meta.






La linea dell’astrale, dei sentimenti personali, la terza variante è negativa, e dà il 36, “l’Oscuramento della Luce”: manca la continuità nella decisione su quale direzione prendere, cosicché si va e si torna più volte, questo provoca perdita di energia (oscuramento della luce) e il persistere di una situazione pericolosa.






La linea dell’astrale superiore, dei sentimenti collettivi, la quarta variante è invece positiva, conduce al 51, “l’Eccitante”; se, frequentando persone comuni o occupandosi di cose poco importanti ci si allontana dal Sentiero, un improvviso scuotimento ci fa rientrare in noi stessi e ci rimette in consonanza con il Sé superiore.






La linea del mentale inferiore, della razionalità, la quinta variante è anch’essa positiva, porta al 3, “la Difficoltà Iniziale”; senza particolari aiuti o ispirazioni, ma solo per buona volontà e assai faticosamente, ci si rinnova e si ritorna ai propri interessi spirituali dopo un periodo di allontanamento. Si deve perciò superare il primo impatto, la difficoltà iniziale, che si ripete ad ogni nuovo incontro con le cose, con le persone e anche con se stessi.








La linea del mentale superiore, dell’intuizione, la sesta variante è decisamente negativa, trapassando poi nel nuovo segno (n. 27, il “Nutrimento”), si positivizza. Si tratta qui di un vero e proprio fallimento del Ritorno. “Si sbagliano le manovre”, “il Re viene sconfitto”, “per 10 anni non si può agire”. Come il 3 ha la forza del triangolo (v. n. 18, “l’Emendamento delle cose guaste”), così il 10 ha la forza di tutto un alberetto cabalistico; diciamo che si perde un turno completo: una vita, un ciclo, una possibilità. Ma niente va perduto, tutto serve di “nutrimento”, specialmente la sciagura, confrontare la descrizione del 21, “il Morso che spezza”.









Esagrammi 25-32









25° U UANG
L’Innocenza


















Elemento: Aria
Tarocco: n. 12 l’Appeso


Kkienn, il Creativo, il Cielo
Cenn, l’eccitante, il Tuono










Quando si “rinasce” (24, il “Ritorno”) si è “innocenti” perché si è nuovi, come bambini, senza colpa; le colpe che ci sono risalgono ai genitori o ai progenitori (o alle rinascite precedenti); di per sé questa innocenza dà “sublime riuscita” se mantiene la sua naturale aderenza al Piano Divino, ma quando con la crescita subentra la malizia, allora viene la “disgrazia e nulla è propizio”.
Ovviamente la crescita viene inevitabilmente e anche la malizia, ed è allora che si dovrà diventare di nuovo innocenti, di quella Innocenza vera, recuperata coscientemente, quella che permette il ritorno al Padre e l’ingresso nel Regno dei Cieli (Matteo 18, 3).
L’attribuzione tarotica dell’Appeso, 12 dei Tarocchi, è derivata dai segni intrinseci Sunn, legno (albero) e Kenn, arresto (legato); infatti, l’Appeso è legato a testa in giù ad un albero e viene sacrificato come l’agnello sull’altare e come l’agnello è innocente (v. commento all’Apocalisse 14, 1-4 e anche “la strage degli innocenti” – Matteo 2, 16-18). Perché gli innocenti vanno sacrificati? ( se non fossero innocenti non sarebbero sacrificati ma giustiziati).
Sacrificare l’innocenza vuol dire farla – sacra, cioè sacralizzarla. Se una piccola cosa, con la sua purezza, diventa sacra, cioè divina, essa muta tutto ciò per cui viene sacrificata. Essa agisce come fermento e trasforma (purifica) tutta una massa altrimenti incapace di trasformazione e purificazione. Diciamo che col Sacrificio dell’innocente la qualità sottile della Sacralità propria del Piano Atzilutico scende nel piano Assianico e lo redime.

Rif. Biblici: Gn. 22, 7-13: Abramo sacrifica Isacco


Is. 53, 4-7: Il Messia, agnello sacrificale

Dn. 13, 45-46 Daniele libera l’innocente Susanna






La prima variante è dapprima positiva, poi negativa in quanto conduce al 12, “il Ristagno”. L’innocenza esercitata sulla linea del fisico come spontaneità e non controllo va bene quando si è giovani, inesperti e in buona salute; ma poi, con il passare degli anni, conviene mantenere un oculato e controllato esercizio fisico e un buon equilibrio dietetico per non finire nella pigrizia o nel sovrappeso.






La seconda variante è pure positiva, conduce al 10, il Procedere; consiglia il più completo disinteresse allorché si lavora sulla linea dell’eterico (es. pranoterapia) perché il procedere su questo livello è un “procedere” sulla coda della tigre, cioè pericoloso.






La terza variante è sia positiva che negativa, conduce al 13, la Compagnia fra Uomini. Essere “innocenti” sull’astrale inferiore, la linea dei sentimenti personali a volte può procurare un danno imprevisto, una perdita inaspettata, conviene essere cauti, facendo attenzione a chi si frequenta e perché. Però se il comportamento innocente provoca delle apparenti ingiustizie, queste si compensano secondo una loro legge interna di equilibrio. In un gruppo, in una famiglia, c’è sempre chi dà di più e chi prende di più, ma nel complesso il tutto prima o poi si bilancia e bilanciandosi permette la collaborazione dei componenti e la riuscita dell’impresa, nel nostro caso l’attraversamento della grande acqua.






La linea dell’astrale superiore, dei sentimenti collettivi, la quarta variante, è anch’essa positiva, conduce al 42, “l’Accrescimento” consiglia di perseverare nell’innocenza; essa tornerà a vantaggio, perché rimanendo fedeli alla propria natura innocente, si sarà in grado, “scorgendo un bene, di imitarlo, scorgendo un male, di lasciarlo”, che è il vero accrescimento.






La linea del mentale inferiore, della razionalità, la quinta variante è pure positiva, porta al 21, “il Morso che spezza”; se, essendo innocenti, succede qualcosa per cui sembriamo colpevoli, non c’è da preoccuparsi. Verrà dall’esterno una forza capace di spezzare la situazione, di frantumare l’equivoco, e la giustizia verrà ristabilita.






La linea dell’intuizione, del mentale superiore, la sesta variante è prima sfavorevole e diventa poi positiva; ci dà il 17, “il Seguire”. Non bisogna agire, ma “seguire”, non essere attivi ma passivi e, quando è il tempo del crepuscolo, rincasare, ritirarsi, perché il tempo dell’agire innocente è terminato e deve subentrare l’agire cosciente, seguente la volontà del Sé superiore.











26° TACCIULa Forza Domatrice Grande

















Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 21 il Mondo


Kenn, l’Arresto, il Monte
Kkienn, il Creativo, il Cielo










Avendo acquisito l’Innocenza, quella che viene dopo l’esperienza e l’addestramento di tipo Zen, v. Koan n. 19 del Mumonkan “La mente comune è il Tao”, l’Iniziato può giungere ad esercitare la “Forza domatrice grande” con la quale è possibile “attraversare la grande acqua” (dedicarsi alla Grande Opera), “non mangiare in casa” (dedicarsi al Servizio) e “conoscere i fatti del passato” (diventare chiaroveggente).
L’attribuzione del Mondo, n, 21 dei Tarocchi a questo segno, è relativa alla possibilità di dominio (Forza domatrice grande) sui quattro elementi Fuoco, Aria, Acqua e Terra simboleggiati sulla lamina che l’Iniziato ha perché conosce la verità (la fanciulla al centro della corona). Ricordiamo che la fanciulla è “nuda” e per trasposizione lo diventa anche l’Iniziato perché “innocente”, come i progenitori Adamo ed Eva nell’Eden (v. commento alla Genesi cap. 2, 25).

Riferimenti biblici: Gen. 29, 9-11: Giacobbe al pozzo


Gdc. 15, 15-17: Sansone uccide 1000 Filistei

1 Sam. 17, 41-51: Davide e Golia

Mt. 8, 28-34: Gesù caccia i demoni





La prima variante è sfavorevole, conduce al 18, “l’Emendamento delle cose guaste”; non è consigliabile usare la forza domatrice solo sulla linea bassa (Assiah): meglio aspettare che “l’Emendamento delle cose guaste” abbia purificato il corpo fisico, quindi è propizio non agire, ma astenersi.






La seconda variante è ugualmente sfavorevole, porta all’Avvenenza”, il 22, e ci dice che anche sulla seconda linea bassa (energetica) è consigliabile attendere ad esercitare la forza domatrice. Se si agisce si ottiene solo una cosa gradevole, ma di scarso valore intrinseco.






La terza variante è invece favorevole, ci dà il 41, “la Minorazione”; la forza va esercitata tutti i giorni sulla carrozza (astrale inferiore) e conseguentemente anche la protezione va esercitata tutti i giorni. La minorazione è proprio l’uso della forza domatrice sul piano astrale secondo la frase dell’I King: “il nobile doma la sua ira e raffrena gli istinti”.






La quarta variante è anch’essa favorevole, conduce al 14, “il Possesso Grande”; quando la forza domatrice grande si applica alle energie astrali superiori (le corna del toro) viene “grande salute” e “sublime riuscita”.






La quinta variante è meno favorevole, la forza domatrice grande esercitata sul mentale inferiore conduce alla “Forza domatrice piccola”, il 9, cioè deve essere smussata, attenuata, ridotta; così come viene reso meno pericoloso il dente di un cinghiale quando questo è stato castrato; allora viene salute. Diciamo che è inutile voler dominare la mente se non la si mortifica (castrandola), darà sempre grossi problemi all’Iniziato. Essa deve essere messa al tappeto fin dall’inizio e niente di meglio di un buon allenamento a base di Koan Zen come, ad esempio, il n. 38 del Mumonkan: “Goso disse: - per fare un esempio è come un bufalo che passa da una finestra. La testa, le corna e le quattro zampe sono passate tutte. Come mai la coda non passa?”La contraddizione palese e l’irrazionalità della frase adoperata come tema di meditazione serve a frustrare la mente e permette il salto nell’intuizione.






La sesta variante è molto positiva e dà l’11, “la Pace”; è la linea dell’intuizione, per mezzo di essa si ottiene la “Via del Cielo” vale a dire l’attualizzazione del Piano divino in terra.










27° I
Gli angoli della Bocca


















Attribuzione Sephirotica: Chesed


Kenn, l’Arresto, il Monte
Cenn, l’Eccitante, il Tuono










Quando si è divenuti capaci di dominare allora si può “alimentare”, ed ecco il nostro Iniziato che si “alimenta” ed “alimenta”; abbiamo sempre, di ogni segno, il significato duplice, vero se stessi e verso gli altri (nella linea verticale ed orizzontale che si incrociano).
Ma “come” si alimenta colui che ha intrapreso il Sentiero? “E’ moderato nel mangiare e nel bere”; avevamo già visto in precedenza che le due azioni del mangiare e del bere erano rapportabili alle due colonne dell’albero: “essere moderato” significa essere nella Via Centrale (nella Via di mezzo del Buddha). Stare attenti alle parole vuol dire sorvegliarsi nell’alimentare gli altri. Anche in questa donazione bisogna essere misurati: non dire troppo, non dire troppo poco, ma il giusto. Questo attributo ci riporta alla Sephirah Chesed, la Giustizia; ricordiamo la definizione di Chesed: giustizia, ordine, sistema, maestà, perdono, misericordia, le materializzazioni, il quaternario, folgore, lampo, tuono, la magia pratica, i libri, le leggi divine, ecc.


Riferimenti biblici: Gn. 1, 29: Il cibo dell’Uomo-Donna


Gen. 14, 18-20: Abramo e Melchisedek

Es. 16, 11-16: Il cibo del deserto

Mt. 26, 26-29: L’Ultima Cena






La prima variante è sfavorevole, conduce al 23, lo “Sgretolamento”; alimentando la parte più bassa ci si impoverisce spiritualmente, perdendo la parte più alta e sacra (la tartaruga magica), questo reca sciagura.






La seconda variante è anch’essa sfavorevole, porta al 41, “la Minorazione”; anche alimentando la nostra parte energetica passivamente solo per sottrarre forza alla vetta, alla cima, cioè alle parti più alte spiritualmente, si ottiene ugualmente “sciagura”.






La terza variante è pure negativa, ci dà il 22, "l’Avvenenza”; voler alimentare la parte astrale deviando dalla giusta alimentazione (quel tanto necessario e non di più) dei nostri sentimenti e desideri fa perdere un giro, un ciclo, un periodo completo (10 anni), questo è sfavorevole, perché ci fa occupare di cose non importanti, forse divertenti ma non necessarie.






La quarta variante, invece favorevole, conduce al 21, il “Morso che spezza”; qui si tratta di alimentare la parte più alta dell’astrale, “lo scrutare in giro” indica un interesse non più solo personale, è dunque propizio “dare corso alla legge”, cioè far ordine ed eliminare gli errori.






La quinta variante è pure favorevole, porta al 42, “l’Accrescimento”. Quando si nutre il mentale solo per se stesso (cultura) ci si allontana dalla Via, ma è meglio continuare ad istruirsi ed aspettare; l’accrescimento porterà poi in seguito alla possibilità “dell’attraversamento della Grande Acqua”, che con la sola cultura non è possibile.






La sesta variante infine è positiva, conduce al 24, “il Ritorno”; alimentare l’intuizione dà grande prosperità perché lì è la sorgente di ogni altro nutrimento e lo sviluppo dell’intuizione (mentale superiore) è il vero ritorno al Padre.











28° TAKO
La Preponderanza del Grande

















Elemento: Aria
Tarocco: n. 12 l’Appeso


Tui, il Sereno, il Lago
Sunn, il Mite, il Vento










Alimentando si ottiene “la Preponderanze del Grande”, vale a dire una situazione eccezionale che deve alleggerirsi per dare i suoi frutti. E’ una situazione in cui c’è “qualcosa di troppo”, e questo troppo deve essere donato. E’ come quando un fiume è in piena: straripa e inonda la campagna, lasciando uno strato di limo fertile.Attribuiamo al 28 di nuovo il Tarocco n. 12, l’Appeso, che richiama nell’albero e nella sospensione il segno Sunn e nella mortificazione (umidità) il segno Tui. Egli “rinuncia al mondo” (muore) e dona tutte le sue ricchezze in oro (qualità solari) e in argento (qualità lunari) che cadono dalle sue tasche, alla terra perché tutti ne possano usufruire ed egli le dona sorridendo come il nobile che “quando sta solo è spensierato e quando deve rinunciare al mondo è intrepido”.


Riferimenti biblici: Gn. 29, 15-30: Giacobbe sposa Lia e Rachele


Gn. 32, 23-33: Giacobbe lotta contro Dio

Nm. 22, 22-31: l’asina di Balaam

Mt. 26, 42: l’angoscia del Getsemani






La prima variante è positiva, conduce al 43, “lo Straripamento”, e consiglia di essere prudenti, onesti e puri (“pannìa bianca”) sulla prima linea, cioè sul piano fisico (assianico) onde ottenere “lo Straripamento”, cioè la donazione del sovrappiù.






La seconda variante porta al 31, “l’Influenzamento”, è pure positiva, consiglia di permettere lo sviluppo del piano energetico (2a linea), “il germoglio di radice” per ottenere un progresso in tutto l’albero, consiglia cioè di permettere l’influenzamento di elementi esteriori apparentemente più bassi.






La terza variante è sfavorevole, conduce al 47, “l’Assillo”; esercitando la “Preponderanza del Grande” sull’astrale inferiore, si arriva all’esaurimento, vale a dire al dispendio di energie incontrollato e senza criterio. Meglio non agire.






La quarta variante è favorevole, conduce al 48, “il Pozzo”; è opportuno esercitare la Preponderanza del Grande sull’astrale superiore (quello che “sostiene”), quello che si basa sulla comunanza di sentimenti e di desideri, allora insieme si può attingere al Pozzo della Saggezza.






La quinta variante è pure favorevole, conduce al 32, “la durata”; esercitare la “Preponderanza del Grande” sul mentale inferiore fa sì che “un ramo secco getti boccioli”. E’ una situazione eccezionale, ma di notevole importanza in quanto produce un fenomeno tale da provocare "molteplici esperienze senza tedio”, vale a dire maturazione legata a sviluppo di volontà (“il nobile sta saldo e non muta l’indirizzo suo”).






La sesta variante è invece negativa, ci dà il 44, il “Farsi incontro”; quando la Preponderanza del Grande si esplica sulla stessa linea (mentale superiore) si muore (l’acqua va oltre il vertice del capo) ma si giunge al gran passo non preparati e questo reca sciagura; “ci si imbatte” nella morte, non la si comprende, non la si ama, cosicché si è costretti a tornare indietro, a rinascere, di nuovo a “farsi incontro” alla vita.











29° KKANN
L’Abissale


















Attribuzione Sephirotica: Netzach


Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Kkann, l’Abissale, l’Acqua








L’Iniziato che ha sperimentato il pieno (28, la Preponderanza del Grande) ora sperimenta il cavo, l’abisso, il vuoto, il pericolo.
“Abissale” vuol dire buca infinita e ci riporta al bacino ancestrale, al grembo materno, al liquido amniotico, che per lo spirito che rinasce rappresenta ogni volta l’attrazione del pericolo, dell’avventura, dell’esperienza umana. Nell’immagine dell’I King c’è il consiglio per uscire dal pericolo: seguire l’esempio dell’acqua stessa che, scorrendo ininterrottamente, riempie le parti più basse e arriva dove vuole (v. Tao Te Ching cap. 8 e 43). L’Iniziato sa tutto ciò, lo insegna e con l’esempio ci mostra “come” si debba fare “la conoscenza delle acque”.
Attribuzione Sephirotica di Kkann è Netzach, di cui ricordiamo le definizioni: Matrice, Yoni, Natura, produzione, maturazione, concezione, gestazione, gioia e piacere, “ciò che lega”, Arte, ecc., ricordiamo inoltre che Netzach ha la qualità di Binah (che avevamo attribuito a Kkunn, il Ricettivo) ma in un piano inferiore. Alla famiglia di Kkann assegniamo i Tarocchi di acqua 2, la Porta del Santuario; 7, il Carro; 14, la Temperanza; 15, il Diavolo; 18, la Luna, e le figure geomantiche di acqua: Acquisitio e Popolus.


Riferimenti biblici: Gn. 7, 10-24: il Diluvio Universale

Es. 14, 26-31: le acque del Mar Rosso

Gs. 3, 14-17: Passaggio del Giordano

Mt. 14, 22-33: Gesù cammina sulle acque






La prima variante è sfavorevole, conduce al 60, “la Delimitazione”; sconsiglia di esercitare il pericolo sul piano fisico: rischiare la vita per guadagno o ambizione reca sciagura, meglio porsi dei limiti ed evitare la temerarietà.






La seconda variante è pure sfavorevole, porta all’8, “la Solidarietà” e sconsiglia di cercare di ottenere grandi cose da soli, meglio cercare aiuto nel gruppo e negli altri allorché si vuole sperimentare il pericolo sul piano energetico (v. esercizi di Pranayama nello yoga).






La terza variante è anch’essa sfavorevole, ci dà il 48, il Pozzo. Bisogna essere molto cauti nell’abisso del mondo astrale anche se poi il “pozzo” da cui si attinge è proprio il mondo psichico, ma si deve stare molto attenti alla corda (che deve stare ben giù) e alla brocca (che non si deve rompere) cioè alle cautele da prendere per poter attingere al chakra.






La quarta variante è abbastanza positiva, conduce al 47, “l’Esaurimento” e ci dice che la donazione di sé (vino e riso) sul piano astrale superiore, sempre pericolosa, se avviene “semplicemente attraverso la finestra” porta, è vero, all’impoverimento (esaurimento), ma per il conseguimento della propria volontà e ciò procura riuscita.






La quinta variante è favorevole, porta al 7, “l’Esercito”; applicare “il pericolo” al mentale inferiore senza oltrepassare l’orlo dell’abisso, conduce ad organizzazione e disciplina; vuol dire che la razionalità va sollecitata quel tanto che basta per tenerla a freno, per renderla un esercito obbediente ed utile, e non oltre.






La sesta variante infine è sfavorevole, conduce al 59, “la Dissoluzione”. Se si isola l’intuizione e la si “lega” e la si mette in situazione pericolosa, essa si smarrisce (per tre anni non si orienta) e si dissolve, cioè si sperde e questo reca sciagura.











30° LI
Il Risaltante
















Attribuzione Sephirotica: Hod


Li, il Risaltante, il Fuoco
Li, il Risaltante, il Fuoco










Il contrario di Kkann (29), il suo opposto, è LI, il Fuoco. L’Iniziato che ha penetrato le profondità abissali e pericolose è ora in grado di “ardere”, cioè essere luminoso e far luce, risaltare. La cura del fuoco è legata a quella della vacca (toro), cioè alla potenza e alla creatività, infatti Li è in analogia con Kkienn, il Creativo, come la Sephirah Hod ha qualità analoghe alla Sephirah Chockmah, ma su un piano inferiore.
Hod è Splendore, stabilità nel cambiamento, Intelligenza, Scienza, Medicina, Astrologia, Illuminazione (chiarezza) nella conoscenza, è visione interiore; è reciproca con Netzach e con essa interagente.
Attribuiamo alla famiglia di Li i tarocchi di Fuoco 11, la Forza; 19, il Sole; 20, la Resurrezione ed i temi geomantici di fuoco: Rubeus e Fortuna Minor.
Per analogia ricordiamo l’episodio del Roveto Ardente (Esodo 3,4) in cui Mosé prende coscienza della sua missione perché gli è apparsa la luce (il fuoco) e la luce dà “chiarità” due volte, una per se stessi e una per gli altri, e permette così l’inizio di un nuovo ciclo.


Riferimenti biblici: Gn. 1, 2, 14-19: Creazione della Luce
Gs. 10, 12-13: Giosuè ferma il Sole

Gv. 1, 4-10: Cristo Luce e Vita

At. 2, 1-4: Discesa dello spirito Santo






La prima variante è poco favorevole, conduce al 56, “Il Viandante”; se si applica la “chiarità”, l’aderenza solo al piano fisico, cioè si svolge una grande attività e operosità solo fisica, anche se c’è serietà, si giunge ad un risultato passeggero, a qualcosa che passa e va (come il viandante), questo non è male, ma non è certo un gran risultato.






La seconda variante è invece molto positiva, porta al 14, il “Possesso Grande”. Applicando il Risaltante alla seconda linea, quella energetica, nella giusta misura (giallo – oro = il colore della saggezza) si ottiene sublime riuscita e "l’aderenza” al Piano Divino.






La terza variante è invece sfavorevole, ci dà il 21, il “Morso che spezza”. Mettere in risalto l’astrale inferiore dà due reazioni fondamentali: la gioia (battere e cantare) o il dolore (sospirare). Fino a che con decisione non si spezza l’ostacolo della bipolarità dei sentimenti e delle passioni non si avrà che sciagura.






La quarta variante è pure sfavorevole, ci dà il 22, “l’Avvenenza”; la chiarezza, il fuoco, applicato all’amore del prossimo con troppa veemenza, lo brucia, lo estingue e lo rende inutile. Il missionario o il religioso che mette la sua vita psichica superiore a servizio della comunità, viene da questa prosciugato e non resta nulla, né per lui né per la sua reintegrazione.






La quinta variante, prima sfavorevole, diventa poi positiva, e porta al 13, “la Compagnia tra Uomini”. Quando la chiarità, il fuoco, viene applicato alla razionalità (sollecitazione intellettuale) ci sono numerose difficoltà all’inizio, ma se poi avviene la formazione di un gruppo di persone che pensano allo stesso modo ed hanno gli stessi scopi, allora c’è “riuscita”.






La sesta variante è anch’essa favorevole, dà il 55, “l’Abbondanza”, la copia. Il Re, la Coscienza (Daath) adopera il piano intuitivo per “uccidere i capi e catturare i seguaci”, cioè per assorbire tutte la altre Sephiroth. Questa è vera ricchezza.











31° HIENN
L’Influenzamento


















Elemento: Terra Tarocco: n. 4 l’Imperatore
Tui, il Sereno, il Lago
Kenn, l’Arresto, il Monte










L’Iniziato che è divenuto luminoso (30, il Risaltante) – espansione verticale – si volge ora verso gli altri per la conseguente espansione orizzontale e “si” rende “influenzabile”, cioè accessibile, permeabile, comunicabile. Essendo egli “solare”, deve permettere l’influenza “lunare” (prendere una fanciulla reca salute).
Quando il si lascia influenzare dal si ottiene

Ricordiamo l’episodio “Rebecca diventa moglie di Isacco” (v. commento alla Genesi 24, 29-67) che definisce le modalità del matrimonio perfetto e consente la nascita del “Figlio”.
L’attribuzione tarotica del 4, “l’Imperatore” dei Tarocchi, è derivata dall’immagine dell’I King: “il nobile, essendo pronto ad accoglierli, lascia che gli uomini gli si avvicinino”, la stessa dell’Imperatore che, seduto sul trono, (la pietra cubica della perfezione) racchiudendo in sé l’autorità, la giustizia, la saggezza, il coraggio, la riuscita, può offrirli al suo popolo.


Riferimenti biblici: Gn. 38, 12-26: Tamar influenza Giuda


1 Sam. 25, 20-44: Abigail influenza Davide

2 Re 2, 1-13: Eliseo influenza Elia

Gv. 2, 3-9: Maria influenza Gesù






La prima variante è positiva, conduce al 49, “il Sovvertimento”. Farsi influenzare sulla linea del fisico è normale e porta al cambiamento di stato: se si è affamati, mangiando ci si sazia, se si ha freddo, ci si scalda, ecc. Tutto nell’ordine delle cose; ed è un influenzamento voluto, perché necessario alla sopravvivenza.






La seconda variante è sfavorevole, porta al 28, “la Preponderanza del Grande”; un influenzamento esterno della linea energetica reca “sciagura”. Non si può assorbire l’energia vitale (prana) né da guaritori, né da persone vicine; sarebbe una forma di vampirismo e il farlo porterebbe ad un sovraccarico inutile che farebbe “piegare la trave maestra”.






La terza variante è pure sfavorevole, ci dà il 45, “la Raccolta”; ci mette in guardia dal lasciarci influenzare nei sentimenti, questa è cosa possibile per persone comuni, ma non per il “nobile”; egli deve “raccogliersi” e fronteggiare l’impreveduto.






La quarta variante è anch’essa sfavorevole, conduce al 39, “l’Impedimento”. L’influenzamento esercitato sulla linea dei sentimenti verso il prossimo (astrale superiore), può essere favorevole quando è impersonale e disinteressato, altrimenti genera “ostacoli”, questi però fanno rientrare in se stessi e riportano alla continuazione del carattere.






La quinta variante è favorevole, porta al 62, “la Preponderanza del Piccolo”. Tentare di influenzare la mente degli altri nella razionalità porta a “piccoli successi”, non ci si può aspettare molto perché si rimane nella logica, cioè nella limitatezza, tuttavia in essa si può avere successo.






La sesta variante è infine sfavorevole, ci dà il 33, “la Ritirata”. Cercare di influenzare nella parte più alta del mentale, nell’intuizione, noi stessi o gli altri, è impresa impossibile, meglio rinunciare e ritirarsi.










32° HONG

La Durata



















Attribuzione Sephirotica: Geburah


Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Sunn, il Mite, il Vento








Quando si influenza e si è influenzati (31, “l’Influenzamento”) si creano i presupposti per i rapporti “durevoli”. L’Iniziato acquisisce, con il segno 32, la “Durata”, la ciclicità dei rapporti, la costanza dei mutamenti, impara cioè a riconoscere il valore di ciò che si completa nella collaborazione e nella successione, dentro se stesso e fuori di sé. Attribuiamo alla “Durata” la Sephirah Geburah, che rappresenta la Forza, il potere, il movimento che si chiude e si rinnova.
Ricordiamo inoltre che nella Genesi (cap. 1, 19) al 4° giorno creativo avevamo attribuito la formazione della Sephirah Gheburah e nel 4° giorno della creazione Dio creò il tempo. Il tempo è una spirale in cui i cerchi sono formati dalla “costante e durevole” alternanza del giorno e della notte, dell’estate e dell’inverno. Quando il discepolo impara a conoscere la legge della “durata” diviene sereno e non teme più la sofferenza e la morte (v. la 78a delle “101 Storie Zen”, “la Vera Prosperità).


Riferimenti biblici: Gn. 15, 1-6: Promessa di Dio ad Abramo


Es. 3, 13-16: il nome di Dio “Io Sono”

s. 66, 22: Promessa della Nuova Gerusalemme

Ap. 22, 1-5: Felicità dei beati






La prima variante è all’inizio sfavorevole. Poi favorevole, conduce al 34, “la Potenza del Grande”. Consiglia di non ricercare la durata sul piano fisico, cioè di non attaccarsi ai beni terreni, che sono transeunti, ma di cercare la durata nella Potenza del Grande, cioè nello spirito.






La seconda variante è favorevole, porta al 62, “la Preponderanza del Piccolo”. Ricercare la durata nel piano energetico non è “causa di pentimento”, ma neppure dà grandi risultati, bisogna accontentarsi dei piccoli risultati e non aspirare in alto.






La terza variante è sfavorevole, ci dà il 40, “la Liberazione”, dopo però che si è “sofferto onta” per non aver saputo dare durata ai propri sentimenti, infatti la liberazione è liberazione da colpe ed errori.






La quarta variante è anch’essa poco favorevole, conduce al 46, “l’Ascendere”, cioè alla dura scalata della montagna a cui si giunge dopo aver preso coscienza che in pianura (nel campo) non si “caccia”, cioè che sperimentare la durata sull’astrale superiore (sentimenti altruistici, ecc.) è vano, se non è accompagnato dalla sostanza, cioè della vera disposizione al sacrificio.






La quinta variante ci dà il 28, “la Preponderanza del Grande”, è insieme sfavorevole e favorevole. E’ bene che la nostra “donna” sia durevole nel mentale inferiore, è male se lo è il nostro uomo. Vale a dire che nella razionalità bisogna essere costanti nello studio, nell’applicazione (ricettività) e variabili nella ricerca (attività). Se la nostra intelligenza non fosse sempre alla scoperta di cose nuove da imparare non “strariperebbe” mai nell’intuizione (mentale superiore). Lo stimolo è proprio l’incostanza e il desiderio di sempre nuove esperienze intellettuali. Con questa duplice qualità di trattenere (femminile) e di avanzare (maschile) la nostra mente arriva al segno 28, “la Preponderanza del Grande”, il quale permette lo sbocco della razionalità nell’intuizione.






La sesta variante è prima sfavorevole, diventa poi favorevole nel 50, il “Crogiuolo”. Ci consiglia di evitare l’incostanza sul piano intuitivo; in ogni caso anche l’esperienza “sciagurata” porterà sempre ad un nutrimento (spirituale) e tutto servirà allo scopo reintegrativo









Esagrammi 33-40









33° TUNN

La Ritirata


















Attribuzione Sephirotica: Malkuth


Kkienn, il Creativo, il Cielo
Kenn, l’Arresto, il Monte








Nella “Durata” (n. 32 dell’I King) si alternano le fasi del ritiro e dell’avanzamento; certo è che per poter avanzare bisogna prima ritirarsi ed il contrario (vedi Tao Te Ching cap. 36° e 41°).
Nell’esagramma 33°, l’Iniziato sperimenta la “Ritirata”, in cui però egli sta “saldo e non muta l’indirizzo suo”, cioè compie un’azione che è la “complementare” dell’azione opposta e quindi egli rimane sempre coerente nella sua decisione di proseguire il viaggio iniziatico.
L’attribuzione sephirotica del Malkuth è legata all’unione dei segni monte-cielo; infatti nella Kabbalah si dice che il Malkuth (terra) di un piano, è il Kether (cielo) del piano successivo (v. “Giardino dei Melograni” di I. Regardie, cap. 7 , Ed. Mediterranee).
Inoltre possiamo dire che in Malkuth, la Shekinà (la forza Kundalini), scesa dall’alto, “dorme”, “si ritira”, fino a che non viene risvegliata e “costretta” a risalire all’albero.
L’energia divina “si ritira” nel centro alla base della colonna nella fase di ricarica, di accumulo di forza centripeta fino a quando, avendo raggiunto la saturazione, trapassa nel suo opposto e diviene centrifuga e risale fino al centro Kether oltre la sommità del capo, entrando così nel Malkuth della non esistenza… ecc.


Riferimenti biblici: Gn. 8, 1-12: Le acque del diluvio si ritirano

2 Sam. 15, 13-14: Davide si ritira sul monte

Gio. 1, 1-3: Giona disobbedisce al Signore

Gv. 10, 30-39: Gesù sfugge ai giudei






La prima variante è sfavorevole, conduce al 13, “la Compagnia tra Uomini”, consiglia di non esercitare la “Ritirata” a livello fisico, perché allora diviene impossibile la sopravvivenza; ricordiamo nella B. Gita canto 3°, 8 “Fa ciò che è prescritto perché l’attività è migliore dell’inattività e neppure il sostentamento del corpo sarebbe possibile senza l’attività”. E’ invece consigliabile legarsi ad un gruppo di persone in cui l’organizzazione provveda alle necessità fisiche (p. es. una comunità religiosa, ecc.)






La seconda variante è pure sfavorevole, conduce al 44, il “Farsi incontro”; è sconsigliata anche la “Ritirata” sulla seconda linea, quella energetica, in quanto si è vincolati dal cordone di luce della vita (giallo cuoio), ritirandosi qui si corre solo il rischio di un brutto incontro (malattia o scompenso fisico).






La terza variante è anch’essa sfavorevole, ci dà il 12, “il Ristagno”. Anche la ritirata sul piano dei sentimenti e delle affezioni è sconsigliata, porterebbe solo a pena e pericolo, il piano astrale inferiore va asservito e non “trattenuto”, altrimenti “avvizzisce e ristagna”.






La quarta variante è invece favorevole, conduce al 53, “lo Sviluppo”, cioè alla crescita, al progresso purché si sia nobili; ciò vuol dire che ci si può “ritirare” nell’astrale superiore solo volontariamente per uno scopo alto; la persona comune che “si ritira” per egoismo, “decade”.






La quinta variante è pure favorevole, conduce al 56, “il Viandante”; ritirarsi dalla razionalità permette il passaggio all’intuizione, ma naturalmente è una fase di transito (viandante) dopo bisogna tornare alla normalità (v. “101 Storie Zen”, n.89: “Dialogo Zen”).






La sesta variante, infine, è anch’essa favorevole, ci dà il 31, “l’Influenzamento” e ci dice che, applicando la “Ritirata” sul piano intuitivo, cioè ritirandosi su tale piano, si permette l’influenzamento del piano superiore (divino) Atzilutico, causale, e naturalmente tutto è propizio.










34° TA CIUANG

La Potenza del Grande

















Attribuzione Sephirotica: Chockmah


Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Kkienn, il Creativo, il Cielo










Nella fase successiva alla “Riritata” (33), si giunge alla “Potenza del Grande”, 34, che è l’avanzamento al massimo grado la cui conquista dà la possibilità di costruire il Tempio, come dice la sentenza aggiunta: “In alto stava la trave maestra, più su il tetto, ecc.”
Naturalmente la costruzione del Tempio, cioè dell’albero, deve essere secondo il Piano: “così il nobile non calca sentieri che non corrispondono all’ordine”.
L’attribuzione sephirotica di Chockmah è infatti legata alla creatività (Kkienn, Cielo) e al Verbo, (Cenn, Tuono); confrontare Genesi 1, 3, e Giovanni 1, 1-5.
Ricordiamo inoltre che Chockmah è il Logos, la cosa formulata, la 1° Sephirah maschile, capostipite della colonna di destra, quella dell’attività, della donazione, della Grazia.
Chockmah è saggezza, è comandamento, è la volontà direttrice, è reciproca e interagente con Binah, la 1° Sephirah femminile.


Riferimenti biblici: Gn. 21, 1-3: Nascita di Isacco

Es. 7, 8-12: Il bastone di Mosé

Dn. 14, 30-42: Daniele salvato dai leoni

Gv. 11, 38-44: Resurrezione di Lazzaro






La prima variante è prima sfavorevole, poi favorevole, conduce al 32, “la Durata”; sconsiglia di applicare “la Potenza del Grande” continuativamente sul piano fisico, ciò è possibile solo se sfocia nella “Durata”, cioè nel ritmo armonico dell’attività e del riposo che rimette in equilibrio tutti i piani.






La seconda variante è pure positiva, ci dà il 55, “la Copia”; è consigliabile però sempre la misura, anzi addirittura una certa severità.






La terza variante è invece sfavorevole, conduce al 54, “la Ragazza che va sposa”. Applicare la potenza all’astrale inferiore è un dispiego di potenza inutile e controproducente, e conduce alla prostituzione dei propri poteri, “perciò il nobile non opera così”.






La quarta variante è invece molto positiva, conduce all’11, “la Pace”. Siamo all’astrale superiore, quello dei sentimenti altruistici, legato al Sacrificio e alla Donazione, e qui “la carrozza è grande”, cioè l’ideale è alto, perciò si può agire ed ottenere la “salute” e la “riuscita”.






La quinta variante è anch’essa favorevole, conduce al 43, “lo Straripamento”. Applicare “la Potenza del Grande” alla razionalità porta alla perdita della ristrettezza di vedute (cocciutaggine) e quindi al trapasso nell’intuizione.






La sesta variante infine è favorevole, porta al 14, “il Possesso Grande”: dopo un momento di blocco, di impossibilità di movimento (“non può andare indietro, non può andare avanti”) si giunge alla “sublime riuscita”, cioè all’aderenza al Piano Divino, perché si è presa coscienza delle difficoltà insite nell’esercizio del “Possesso Grande” sul Piano intuitivo.










35° TSINN

Il Progresso


















Attribuzione Sephirotica: Tiphereth


Li, il Risaltante, il Fuoco
Kkunn, il Ricettivo, la Terra








L’acquisita conoscenza della “Potenza del Grande” (34) fa si che il nostro iniziato sperimenti ora il “Progresso” (35). Progresso vuol dire “sole splendente”, cioè luce che fa luce. L’attributo “forte” del principe, vuol dire che il principe è potente, e infatti viene onorato con “un gran numero di cavalli”, che è “ricevuto tre volte”, vuol dire che ha raggiunto la terza tappa più importante del viaggio.
Nell’attribuzione Sephirotica di Tiphereth ritroviamo la corrispondenza del Sole (Tiphereth = Sole); la “potenza” è data dai numerosi sentieri già percorsi (cavalli in gran numero) e infine la terza tappa è la terza Sephirah del percorso centrale dell’albero; 1 Malkuth, 2 Yesod, 3 Tiphereth; e quando si è in Tiphereth, punto centrale dell’albero, si è già sufficientemente purificati da poter sperare in una salita fino a Daath. (“Così il nobile rende splendenti le sue chiare capacità”).

Riferimenti biblici: Gn. 41, 39-43: Giuseppe nominato viceré

1 Cr. 29, 20-25: Salomone proclamato Re

Dn. 5, 22-29: Daniele dichiarato 3° Signore

Mt. 21, 6-11: Gesù acclamato in Gerusalemme






La prima variante è sfavorevole, conduce al 21, “il Morso che spezza”. Il progresso del corpo fisico, cioè la salute e la bellezza che si vorrebbero raggiungere per mezzo di diete particolari o altre limitazioni, quando si è sul Sentiero, spesso è ostacolato da fattori indipendenti dalla nostra volontà o Karmici o dell’ambiente in cui si vive. Non bisogna scoraggiarsi, ma perseverare e talvolta “spezzare” dove è necessario, cioè “mordere” le difficoltà.






La seconda variante è pure sfavorevole, porta al 64, “Prima del compimento”; anche i tentativi di progresso sulla vitalità (per aumentarla) spesso non riescono, ma perseverando e usando oculatamente la forza della colonna di sinistra (l’ava) cioè “trattenendo” e non “disperdendo” si ottiene “grande fortuna”.






La terza variante è invece positiva, conduce al 56, “il Viandante”; se si riesce ad analizzare il proprio mondo dei sentimenti si può diventare come il “Viandante”, che passa e va oltre, cioè si può passare dai sentimenti particolari ai sentimenti universali di fratellanza e di amore che non vincolano, che lasciano liberi come lo è il viandante.






La quarta variante è invece sfavorevole e ci dà il 23, “lo Sgretolamento”; se si accumula (come fa il topo) l’energia per il piano astrale superiore senza “misura” si arriva ad una situazione pericolosa per l’eccessivo impiego delle proprie energie nella donazione di sé (che è sempre il pericolo insito nell’astrale superiore).






La quinta variante dapprima positiva diviene negativa nel nuovo segno, essa porta al 12, il “Ristagno”. Consiglia di porsi nella posizione taoista di distacco dal frutto dell’azione (“non prenderti a cuore guadagno e perdita”), confrontare la B. Gita 2, 48, altrimenti per voler “troppo progresso” nel mentale inferiore si giunge ad avvizzimento e decadenza.






La sesta variante infine è favorevole, conduce al 16, “il Fervore”, e ci dice che è “permesso” il “progresso” del piano intuitivo, cioè l’incentivazione della qualità intuitiva solo se questo serve a riordinare i piani inferiori (“punire la propria ragione”) e in tal caso si ottiene il “Fervore” cioè aderenza e collaborazione = allineamento dei vari corpi con quello più alto.











36° MING I

L’Ottenebramento della Luce




















Attribuzione Sephirotica: Hod


Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Li, il Risaltante, il Fuoco









Quando il sole splende allo Zenit, allora inizia il tramonto, quando si ha molto successo, allora si presentano le difficoltà e gli impedimenti. L’Iniziato impara nel 36° esagramma dell’I King a conoscere la grandezza del tempo dell’oscurità. La luce che si immerge nella terra accumula la forza per il giorno seguente. Quando il nobile si confonde tra la folla, disperdendo in essa le sue energie, prima di tutto la “salva” e poi egli stesso ne emerge trasformato. In Matteo 27, 45 troviamo: “dall’ora 6° fino all’ora 9° si stesero le tenebre su tutta la terra”.
Quando Gesù, ormai crocifisso, sta per morire, la sua luce personale e di riflesso la luce esterna “si oscura”, ma è proprio questo oscuramento che permette al Suo Spirito di immergersi nella terra fino agli inferi (l’albero nero della terra, che così viene redento) e poi Risorgere ed Ascendere. L’attribuzione sephirotica di Hod è legata allo “Splendore” nella sua fase occulta (Hod = Dio del mondo sotterraneo), a tutto ciò che è nascosto, notturno, non precisamente chiaro (Hod è legato a Mercurio, protettore di coloro che agiscono di notte). Le “lesioni del chiaro”, intese come ferite, ci riportano ai pericoli di colpi, di perdite che può subire che va in giro di notte senza le dovute cautele (e questo non va inteso solo sul piano fisico).

Riferimenti biblici: Gn. 3, 21-23: I progenitori cacciati

Es. 32, 1-6: Il popolo adora il vitello d’oro

2 Re. 25, 8-10: Deportazione in Babilonia

Mt. 27, 45-50: Agonia e morte di Gesù






La prima variante è favorevole, conduce al 15, “la Modestia”; limitando il cibo (“per 3 giorni non mangia nulla”), limitando il sonno (“l’oste ha occasione di sparlare di lui”), limitando le attività (“egli abbassa le ali”) si può sapere “dove recarsi”. Oscurando così il piano fisico si giunge all’equilibrio (“diminuire quello che è troppo, aumentare quello che è poco”), che è l’immagine della modestia.






La seconda variante è pure favorevole, porta all’11, “la Pace”; si viene “feriti alle cosce”, cioè si subisce una menomazione sul piano vitale, energetico, ma si ottiene “la potenza di un cavallo”, vale a dire qualcosa che compensa di molto la ferita e porta alla “salute” e alla “riuscita”.






La terza variante è anch’essa favorevole, ci dà il 24, “il Ritorno”. Oscurando l’astrale (la caccia nel meridione), inaspettatamente si ottiene una “potenza” (intesa nel linguaggio di Castaneda); qui bisogna essere molto cauti e comportarsi come nel “ritorno”: “Chiudere i passi, non viaggiare, non visitare le contrade”.






La quarta variante è pure positiva, conduce al 55, “la Copia”. Se l’oscuramento della luce si applica all’astrale superiore si ottiene il cuore del segno, cioè la cosa più importante, l’abbandono della porta e del cortile (l’atrio) e il passaggio nella parte interna dell’edificio (Briah, Atziluth del Tempio); questo può richiedere sacrificio (Tiphereth), cioè i processi e le punizioni dell’immagine della Copia.






La quinta variante è ancora favorevole, ci dà il 63, “Dopo il Compimento”. Quando si oscura la razionalità volontariamente (come presso il principe Ki) bisogna perseverare fino alla fine, cioè fino all’illuminazione (dopo il compimento) e allora tutto torna normale. Ricordiamo il detto Zen: “Prima dell’illuminazione i fiumi sono fiumi e le montagne sono montagne. Durante l’illuminazione i fiumi non sono fiumi e le montagne non sono montagne. Dopo l’illuminazione i fiumi sono fiumi e le montagne sono montagne”.






La sesta variante infine è sfavorevole, porta al 22, “l’Avvenenza”. Oscurare la parte più sottile, quella intuitiva, è quello che talvolta succede anche al discepolo più disciplinato che così “precipita negli abissi”, rendendo “avvenente” nel senso di “vano” e di “inutile” il lavoro di anni o di vite. Diciamo che spesso per mancanza di luce sul piano più alto ci si ritrova a “scendere sull’albero nero”, si dovrà allora risalire prima di tutto l’albero nero e poi ricominciare dal principio la scalata dell’albero bianco.










37° KIA JENN
La Casata


















Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 11 la Forza


Sunn, il Mite, il Vento
Li, il Risaltante, il Fuoco








Ad un periodo di pericoli e di perdite quale è “l’Oscuramento della Luce” (n. 36 dell’I King), segue un periodo di ricostruzione e di rafforzamento nella propria famiglia o nel gruppo sociale; abbiamo così “la Casata”, il 37° esagramma in cui l’Iniziato sperimenta l’ordine, la gerarchia, l’amore.In questo segno la femminilità (la colonna di sinistra) viene messa in risalto (“Propizia è la perseveranza della donna”) e così pure le qualità della coerenza e della costanza intese come “legami” (sempre la colonna di Binah) che favoriscono la collaborazione: “così il nobile è coerente nelle sue parole e costante nelle sue azioni”. La “Casata” offre ai suoi componenti cibo, riposo e accoglienza, purché si sia disposti a dare il contributo che compete, relativo al proprio ruolo; che il ruolo sia giusto e conservato durevolmente è il segreto della riuscita del gruppo costituito. La “Casata” con i relativi doveri ci ricorda l’episodio dei figli di Giuda (Genesi 38, 1-30) in cui dal “giusto” riconoscimento del diritto nella famiglia nascono gli antenati del Messia. L’attribuzione tarotica della Forza (n. 11) è legata all’unione vento (mite) – fuoco che ci riporta alla raffigurazione della dolce fanciulla (mite) che apre le fauci del leone (fuoco), nonché al significato proprio della “forza”, inteso come energia e sub-strato. La “Casata” costituisce la cellula dello stato e quando è ordinata e retta ne è il fondamento e quindi la “forza”.


Riferimenti biblici: Gn. 24, 1-4: Una moglie per Isacco

Gn. 45, 3-5: Giuseppe riconosciuto dai fratelli

Tb. 7, 13-17: Tobia sposa Sara

Mc. 3, 31-35: La famiglia di Gesù






La prima variante è favorevole, conduce al 53, “lo Sviluppo”. Consiglia la chiusura della casata sulla prima linea, cioè di mantenere l’ordine sul piano fisico in modo che ogni membro faccia il suo dovere al momento opportuno e non ci siano mangiare e bere smodato o riposo eccessivo; così si ottiene sviluppo, cioè il graduale progresso.






La seconda variante è pure favorevole, porta al 9, “la Forza domatrice piccola”; viene presa in considerazione la corrente energetica nella sua capacità di trattenere (femminile); questa “trattenuta” però non deve avvenire a capriccio, ma solo per il nutrimento della casata, allora il suo dominio ha riuscita.






La terza variante è anch’essa favorevole, ci dà il 42, “l’Accrescimento”. Consiglia il giusto equilibrio sulla linea dei sentimenti: né troppa rigidità né troppa tolleranza, allora si ottiene la maturazione, cioè l’accrescimento.






La quarta variante è molto favorevole, conduce al 13, “la Compagnia fra uomini”; coltivare i sentimenti altruistici nel gruppo porta all’allargamento di questo nel gruppo più grande e tutto è propizio e sicura è la riuscita.






La quinta variante, anch’essa positiva, porta al 22, “l’Avvenenza”; è presa in esame la qualità maschile della donazione nel mentale inferiore. Gli scambi di cultura nell’interno della casata conducono a qualcosa di gradevole ma non essenziale, sono utili perché arricchiscono.






La sesta variante infine è abbastanza positiva, conduce al 63, “Dopo il compimento”; quando l’intuizione pervade tutto il gruppo, allora si completa il lavoro, si deve tener presente però che quando un lavoro è finito se ne deve cominciare un altro, e per questo bisogna essere sempre pronti a rispettare le capacità e le esigenze degli altri.











38° KKUI

La Contrapposizione





















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 15 il Diavolo


Li, il risaltante, il Fuoco
Tui, il Sereno, il Lago








Nel gruppo costituito prima o poi si crea contrasto di esigenze fisiche, astrali o mentali e nasce così la “Contrapposizione”.
Il nostro Iniziato, sperimentando la battaglia della contrapposizione e vincendola, acquisisce costanza, tempra e vigore, così da poter “conservare pure in comunanza le sue particolarità”.
L’attribuzione tarotica del diavolo (n. 15) è legata al contrasto fuoco-acqua, i due diavolini ai piedi del grande diavolo della lamina e al significato proprio della contrapposizione che permette nella diversificazione lo spiegamento delle proprie qualità e il loro sviluppo.
A questo proposito ricordiamo il compito del Serpente nel commento alla Genesi cap. 3, il cui intervento provoca la “caduta”: Adamo ed Eva, via Serpente, si contrappongono alla volontà del Signore Iddio e cominciano così la loro (e la nostra) avventura terrena. I Cherubini che li tengono lontani dal Paradiso e dall’albero della vita con la spada di fuoco ci riportano all’arco e alla freccia della sentenza dell’I King “la cui utilità consiste nel tenere il mondo in timore”.

Riferimenti biblici: Gn. 25, 22-24: Esaù e Giacobbe
Est. 1, 10-12: Vasti disobbedisce al Re

Qo. 3, 1-8: Ogni cosa ha il suo tempo

Mt. 5, 21-48: Legge antica, Legge nuova






La prima variante è favorevole, conduce al 64, “Prima del Compimento”. Consiglia, quando si è creata la contrapposizione sul piano fisico (malattia) di non alimentarla ma lasciare che si ricrei l’equilibrio, cercando di essere più puri possibile (digiuno, riposo e vita ritirata). Con la massima “prudenza” si dovrebbe giungere al superamento della contrapposizione.






La seconda variante è pure abbastanza favorevole; porta al 21, “il Morso che spezza”; il contrasto sul piano vitale si risolve “in uno stretto vicolo”, cioè a tu per tu con se stessi e con un bel morso che spezzi gli errori, chiarificando le leggi, che debbono essere consolidate.






La terza variante, prima negativa, diviene positiva nel segno di arrivo, il 14, il “Possesso Grande”. Quando la contrapposizione si applica al mondo dei sentimenti inferiori, abbiamo l’inferno (v. il n. 57 delle “101 Storie Zen), ma quando poi si capisce a che cosa serve quella contrapposizione, allora abbiamo il Paradiso (il Possesso Grande).






La quarta variante è meno favorevole, conduce al 41, la “Minorazione”; consiglia, qualora si incontri contrasto sulla linea dei sentimenti altruistici, di accontentarsi di quei pochi amici (magari uno solo) con cui condividere tali sentimenti, perché “due ciotoline sono sufficienti per il sacrificio, come dice la sentenza del 41.






La quinta variante è favorevole, porta al 10, il “Procedere”; esercitare la contrapposizione sul piano razionale è positivo se si trova il modo di “farsi strada attraverso l’involucro”, cioè di comunicare e non rimanere nelle proprie convinzioni, allora è possibile avanzare.






La sesta variante infine è favorevole, conduce al 54, “la Ragazza che va sposa”; la contrapposizione sul piano intuitivo provoca prima chiusura ed isolamento, ma poi quando si capisce che bisogna “aprirsi” e non essere ostili, “si ripone l’arco”, allora la tensione si scioglie (cade la pioggia) e ci si offre.











39° KIENN

L’Impedimento




















Elemento: Terra
Tarocco: n. 22 il Folle


Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Kenn, l’Arresto, il Monte










L’Iniziato, conoscendo la contrapposizione (38), il contrasto, viene a contatto con impedimenti e difficoltà e nell’esagramma n. 39, “l’Impedimento”, impara a superarli.
Il metodo è dato nella sentenza, come nell’esagramma n. 2, “il Ricettivo”: bisogna interiorizzarsi (il sud-ovest è il cielo, lo spirito) e, naturalmente, è “propizio vedere il grand’uomo”, cioè stabilire il contatto con il Sé superiore. Anche l’immagine ripete lo stesso concetto e ci riporta alla definizione di Rajneesh della “conversione”, come inteso nella “Rivoluzione Interiore”. Tutti noi dobbiamo “convertirci”, cioè cambiare direzione da “verso l’esterno” a “verso l’interno” (“così il nobile si volge verso la propria persona e coltiva il suo carattere”), perché in questa conversione è l’inizio del superamento di ogni difficoltà.
L’attribuzione tarotica del Folle (22) è data dalle sue qualità di “irrazionale”; egli è insieme pericoloso e terrestre.
Non sa dove va e non se ne preoccupa, può capovolgere tutto il lavoro compiuto al bianco nel suo opposto, al nero, e farlo con tale incoscienza da costituire l’unico vero “impedimento” al Discepolo sul Sentiero; egli è il suo se stesso pazzo, sempre pronto a saltare fuori allorché qualcosa di incontrollato lo stuzzica (la bestiola che gli morde le natiche) sospingendolo verso l’abisso.


Riferimenti biblici: Gn. 39, 7-20: Giuseppe incarcerato

Gb. 1, 6-12: Giobbe alla prova

Sl. 68, 1-39: Angoscia mortale

Lc. 4, 1-13: Tentazioni di Gesù






La prima variante è favorevole, conduce al 63, “Dopo il Compimento”; consiglia la ritirata se si incontrano ostacoli sulla prima linea, quella fisica (sarebbe stupido cozzare con la testa contro un muro); ritirandosi si può “ponderare la disgrazia e premunirsene a tempo”.




La seconda variante è pure favorevole, conduce al 48, “il Pozzo”; il servitore del Re, cioè il corpo eterico, vitale, si trova in gravi difficoltà: per poterne uscire deve attingere al pozzo e per poter attingere al pozzo deve “badare alla corda e alla brocca”, diciamo che si deve controllare che “cosa” si respira e “come” si respira, “come” si mangia e “che cosa”.



La terza variante è anch’essa positiva, ci dà l’8, “la Solidarietà”. Trovando ostacoli sull’astrale inferiore conviene ritirarsi ed appoggiarsi a qualcuno di cui ci si possa fidare, (affetti sinceri e non pericolosi).




La quarta variante pure favorevole, conduce al 31, “l’Influenzamento”; è bene ritirarsi anche sull’astrale superiore di fronte a difficoltà e lasciarsi influenzare dalle qualità lunari femminili, cioè essere dolci, sottomessi, umili.


La quinta variante, anch’essa favorevole, ci dà il 15, “la Modestia” e promette amici oltre gli impedimenti della razionalità purché si sappia equilibrare la bilancia delle esigenze.



La sesta variante, infine, è molto favorevole, porta al 53, “lo Sviluppo”. Ritirandosi sulle difficoltà dell’intuizione si ottiene la visione del grand’uomo, cioè il massimo dell’intuizione, il contatto con il Sé superiore e quindi il vero progresso graduale dello Spirito.











40° HIE

La Liberazione


















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 2 la Papessa


Cenn, l’eccitante, il Fuoco
Kkenn, l’Abissale, l’acqua













L’Iniziato che ha sperimentato i ceppi dell’impedimento (39), essendosi ritirato in se stesso, può giungere alla “Liberazione”. Liberazione è l’immagine di un bruco che si trasforma in farfalla; è l’uscita dalla prigione di Giuseppe (Genesi 41, 14), è l’uscita di Giona dal pesce (Giona 2, 11),è la resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11, 44), è la resurrezione di Gesù (Matteo 28, 6). Essa si basa sulla legge del perdono, cioè sulla grazia, la colonna di destra (Chockmah), è infatti la forza centrifuga che permette la “fuga”, così come il 39, “l’Impedimento”, era basato sulla forza centripeta (del trattenere) della colonna di sinistra (Binah). L’attribuzione tarotica della Papessa, n. 2, è data dall’ingresso nella “Porta del Santuario” che è l’inizio della liberazione finale; se non si entra da quella porta (che è poi la porta senza porta dello Zen) ben sorvegliata dalle due sfingi, e se non si impara ad aprire le varie porte che si incontreranno via via che si procede con le chiavi della Papessa, meglio rinunciare alla Reintegrazione (liberazione).



Riferimenti biblici: Es. 3, 16-22: Missione di Mosé

Tb. 8, 1-4: Sara liberata dal demonio

Sl. 30, 31-36: Supplica di un afflitto

Gv. 8, 31-36: La libertà vi farà liberi





La prima variante è favorevole, conduce al 54, “la Ragazza che va sposa”. La liberazione sul piano fisico dà la disponibilità del corpo fisico e questo è bene, l’importante è che esso non renda il sopravvento, che è il pericolo sempre insito nel n. 54 dell’I King.






La seconda variante è favorevole, porta al 16, il “Fervore”; la liberazione della linea energetica rende anche il piano vitale disposto al fervore, cioè all’entusiasmo. Le tre volpi sono tre vizi conquistati: pigrizia, ignavia, indolenza; la freccia gialla è "l’oro” risultante dal dominio della seconda linea (il discorso dei colori dell’opera si ripete ad ogni livello di coscienza).






La terza variante è invece sfavorevole, ci dà il 32, “la Durata”. Sconsiglia di esercitare la liberazione sul piano dei sentimenti (astrale inferiore); è meglio essere “costanti” su tale piano per non creare disordine, per non essere preda dei “ladroni”. E’ qui sconsigliata la facilità nel prendere o lasciare i legami sentimentali e quindi il girovagare liberamente nell’astrale come spesso fa il sensitivo.






La quarta variante è favorevole, conduce al n. 7, “l’Esercito”. Consiglia di liberarsi nell’astrale superiore dai sentimenti inutili al fine reintegrativo (l’alluce), in tal modo si giunge ad una semplicità che è favorevole soprattutto se basata sulla collaborazione gerarchica del gruppo (esercito).






La quinta variante è sfavorevole, porta al 47, “l’Assillo”. E’ opportuno liberarsi sul mentale inferiore (la razionalità) al più presto dai pensieri e ragionamenti fine a se stessi, questo tuttavia porta con sé un impoverimento della capacità intellettuale.






La sesta variante è infine favorevole, ci dà il 64, “Prima del Compimento”. Si eliminano sul piano dell’intuizione tutti gli ostacoli e tutto è propizio; quello che si richiede ora è solo grande prudenza affinché all’ultimo il risultato raggiunto non vada perduto.









Esagrammi 41-48









41° SUNN
La Minorazione



















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 14 la Temperanza


Kkenn, l’Arresto, il Monte
Tui, il Sereno, il Lago











Quando l’Iniziato si “libera” (n. 40 dell’I King) “perde” quello da cui si è liberato e, in qualche modo, avviene una “Minorazione”; è il 41° esagramma (dell’I King). Ma la minorazione porta con sé la fioritura, dicono i “Segni Misti”, infatti, potare un albero (minorandolo) fa sì che poi questo fiorisca e fruttifichi abbondantemente. Ricordiamo la frase Giovannea: “Ogni tralcio che porta frutto (il Vignaiuolo) lo pota, perché porti più frutto” (Giovanni 15, 2).
L’attribuzione tarotica della Temperanza, n. 14, è legata alle “2 ciotoline del sacrificio” che richiamano le due anfore dell’angelo della lamina. Adoperarle “per il sacrificio” significa farne il corretto uso, cioè adoperare le energie della colonna di destra e della colonna di sinistra per il Sacrificio (Tiphereth), colonna centrale, cioè “Minorando” la colonna di destra a favore della sinistra e la colonna di sinistra a favore della destra si finisce per percorrere la Via centrale. Inoltre minorando i due piani più bassi a favore degli alti ed i due più alti a favore dei bassi si ottiene ancora Tiphereth, al centro dell’albero. E quando Tiphereth coincide con Yesod e con Daath, l’Opera è compiuta.



Riferimenti biblici: Gn. 14, 19-20: Abramo offre la decima


Es. 1, 22: Eccidio dei neonati maschi ebrei

Mt. 2, 16-18: Strage degli Innocenti

Mt. 5, 3-12: Discorso della montagna






La prima variante è favorevole, conduce al 4, “la Stoltezza giovanile”; minorare la prima linea, quella del piano fisico, quando essa stessa si è già minorata, si può fare, se ci si rende conto delle sue reali possibilità, altrimenti si rischia di esagerare, ma è solo questione di esperienza e di pratica.






La seconda variante è pure favorevole, porta al 27, “l’Alimentazione”; esercitare la Minorazione sulla seconda linea, quella vitale, del corpo eterico, non è opportuno e assolutamente non necessario, al contrario è opportuno alimentare tale linea per accrescere anche le altre.






La terza variante è anch’essa positiva, ci dà il 26, “la Forza Domatrice grande”; applicare la Minorazione alla terza linea, quella dei sentimenti, è positivo, in quanto la minorazione di ciò che è troppo (ed il mondo astrale è il più esagerato dei mondi) accresce quello che è “poco”, e nell’esercizio di tale minorazione si acquisisce la perseveranza e la possibilità di “non mangiare in casa”, cioè di lavorare su piani più alti.






La quarta variante è ancora favorevole, conduce al 38, “la Contrapposizione”; diminuire i propri difetti sull’astrale superiore non può che migliorare l’albero e mettere in rilievo, per contrapposizione, le qualità positive (altruismo, donazione di sé, ecc.).






La quinta variante è molto favorevole, porta al 61, “la Veracità intrinseca”. La Minorazione della quinta linea, quella razionale, è l’esaltazione di tutto l’esagramma. Infatti mortificare la razionalità permette la penetrazione nel piano intuitivo ed i due piani inferiori, fisico ed astrale (prima decina e seconda decina di tartarughe) non possono certo impedirlo, e tutto è propizio, soprattutto l’attraversamento della grande acqua.






La sesta variante infine è ancora favorevole, ci dà l’esagramma n. 19, “l’Avvicinamento”. Il tempo della Minorazione qui finisce e ci si avvicina alla meta perché la sesta linea, quella dell’intuizione, minorandosi taoisticamente, senza minorarsi, provoca l’accrescimento di tutto l’esagramma, essa, “non possedendo più alcuna dimora particolare”, possiede tute le dimore possibili.











42° YI

L’Accrescimento


















Elemento: Aria
Tarocco: n. 3 l’Imperatrice


Sunn, il Mite, il Vento
Cenn, l’eccitante, il Tuono










L’Iniziato che ha minorato i suoi vari corpi, in realtà li ha accresciuti perché ognuno di essi ora “fiorisce”. “L’Accrescimento”, il n. 42 dell’I King ci riporta all’episodio della Genesi (14, 17-24) in cui Abramo, rifiutando il bottino di guerra offertogli dal re di Sodoma (minorazione), ottiene la protezione del Signore (accrescimento), (Gen. 15, 1).
Ricordiamo pure il discorso della Montagna del Vangelo di Matteo (5, 3-10) in cui ogni beatitudine (accrescimento) è basata sulla minorazione: essere poveri di spirito, essere afflitti, essere miti, ecc.
L’attribuzione tarotica dell’Imperatrice, n. 3, è legata all’immagine della Sovrana che accresce le sue qualità stellari (le 12 stelle della corona, rappresentanti i 12 segni dello zodiaco) col corretto uso della sua intelligenza induttiva pratica; così facendo essa domina tutto ciò che è passivo, variabile, incostante, umido ed infatti la luna è sotto ai suoi piedi.



Riferimenti biblici: Gn. 15, 1-5: Discendenza di Abramo

Gn. 30, 25-30: Contratto fra Labano e Giacobbe

Es. 11, 31-35: Gli Israeliti lasciano l’Egitto

Gv. 6, 11-13: Moltiplicazione dei pani






La prima variante è favorevole, conduce al n. 20, “la Contemplazione”; l’accrescimento applicato al piano fisico dà “grande salute”; questa ricchezza fisica, questa forza deve però essere volta a “grandi gesta”, allora subito dopo si può giungere alla contemplazione, cioè alla quiete, al riposo che fa “volgere verso l’alto”.






La seconda variante è pure positiva, porta al 61, “la Veracità intrinseca”; quando l’accrescimento è legato alla linea della vitalità, ed essa è offerta dal Re (Coscienza, Daath) al Dio Supremo (Kether), allora “viene salute”. Le dieci paia di tartarughe si ricollegano, come nel segno precedente, agli altri due alberi dell’esagramma. Ricordiamo che nell’esagramma in tutto compaiono 3 alberi: quello di Assiah, di Yetzirah, di Briah, il quarto albero, quello Atzilutico è fuori della manifestazione quale noi la conosciamo e corrisponde al Piano. Diciamo che, in questo caso, la perfezione di Assiah (fisico-eterico) non è dunque ostacolata né da Yetzirah (astrale) né da Briah (mentale) e che perciò tutto è propizio.






La terza variante è pure favorevole, ci dà il 37, “la Casata”; la linea astrale inferiore “accresciuta” porta sempre guai (“avvenimenti sciagurati”), ma se si cammina nel mezzo (sentiero che da Yesod porta a Tiphereth, sole) allora si ottiene la “Casata” che è la sicurezza dell’interno e della parte più debole (la donna).






La quarta variante è anch’essa positiva, conduce al 25, “l’Innocenza”; se si continua, come nella variante precedente, il percorso centrale dell’albero e, riferendosi al principe (Tiphereth) si va ancora avanti, arriva il momento in cui egli “segue”, trasferendo la “capitale” da Tiphereth al centro successivo, Daath.






La quinta variante è pure favorevole, ci dà il 27, il “Nutrimento”; se si ha buon cuore (il Tiphereth della linea precedente), cioè valido sviluppo del chakra, “domandare” è inutile; bisogna nutrire la linea della razionalità per bilanciare le linee dei piani inferiori, facendo molta attenzione al “cibo” che si assimila.






La sesta variante infine è sfavorevole, conduce al 3, la “difficoltà iniziale”; quando si accresce troppo la linea dell’intuizione, essa non riceve più; l’intuizione è una cavità che deve essere riempita, se la si rende convessa, piena, diventa inutile, e per poter tornare cava deve essere percossa. Ma il motivo della sua convessità è la mancanza di costanza. Si dovrà ricominciare tutto dall’inizio, difficoltà comprese.











43° KUAI

Lo Straripamento


















Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 1 il Bagatto


Tui, il Sereno, il Lago
Kkienn, il Creativo, il Cielo









Un accrescimento, un accumulo, provoca a lungo andare uno straripamento; il nostro Iniziato sperimenta nel 43° esagramma il “travaso”, l’espansione oltre determinati limiti delle proprie qualità accresciutesi nel 42° esagramma.
Egli “largisce ricchezza verso il basso”, vuol dire che si espande orizzontalmente ed “è schivo di soffermarsi presso la sua virtù”, vuol dire che evita la crescita verticale per espandersi maggiormente in orizzontale.
Nel piano dell’azione pratica il n. 43 dell’I King rappresenta la “decisione” che si prende dopo un periodo di riflessione o di maturazione.
Ricordiamo che nella Genesi (cap. 30, 25) Giacobbe, quando Rachele ha partorito Giuseppe, decide di lasciare Labano, perché con la nascita di Giuseppe (12° figlio) Giacobbe diviene “pieno” e deve travasare in un altro modo di essere. Da lui, infatti, resosi indipendente, avranno origine le 12 tribù di Israele.
L’attribuzione del Bagatto, n. 1 dei Tarocchi, è legata alla decisione dell’Iniziato di “giocare” con i 4 elementi fino a dominarli nel 21, il Mondo; per poter prendere questa decisione egli deve aver raggiunto il “pieno” dell’umanità comune ed aver saturato ogni desiderio ad essa legato, straripando così nell’iniziazione.



Riferimenti biblici: Es. 24, 1-3: Alleanza fra Dio ed Israele
Gs. 24, 19-24: Rinnovamento dell’Alleanza

1 Sam. 8, 19-22: Israele vuole un Re

Lc. 15, 17-20: Il figliol prodigo torna a casa






La prima variante è sfavorevole, conduce al 28, “la Preponderanza del Grande”; quando lo “Straripamento” si esercita sulla prima linea, quella del fisico, e non si è “pari al compito”, allora “la trave maestra si piega”, ed è certo un errore, conviene rinunciare ed attendere tempi migliori.






La seconda variante è positiva, porta al 49, “il Sovvertimento”, consiglia la massima prudenza nello straripamento della linea vitale; quando l’energia vitale trabocca (come nei guaritori) è opportuna la massima prudenza (“di sera e di notte, armi”, cioè proteggersi) per non ritrovarsi completamente esauriti a causa del Sovvertimento.






La terza variante è favorevole, conduce al 58, “il Sereno”; quando la linea dell’astrale inferiore straripa, ossia quando c’è qualche grande cambiamento negli affetti, bisogna essere molto decisi, non cedere alla pioggia, all’umido proprio di questo piano e se apparentemente ci si “inzacchera” bisogna rimanere coerenti; alla fine si ottiene il “Sereno”.






La quarta variante è sfavorevole, conduce al 5, “l’Attesa”; lo Straripamento sull’astrale superiore “riesce gravoso”, se si vuol procedere, perché manca “la pelle sulle cosce”, cioè la necessaria copertura che deve racchiudere i sentimenti altruistici, proteggendoli. Se si fosse passivi (come la pecora) tutto sarebbe più favorevole, ma poiché manca la fede questo non avviene, si dovrà quindi attendere il momento giusto per avanzare.






La quinta variante è invece favorevole, ci dà il 34, “la Potenza del Grande”, e consiglia sempre il percorso centrale sulla linea della razionalità per evitare gli ostacoli inutili (le erbacce); allora non si commettono errori e tutto resta nell’ordine prestabilito.






La sesta variante infine è sfavorevole, ci dà l’1, “il Creativo”. Lo straripamento dell’ultima linea deve rispondere al richiamo del Sé Superiore, dell’Io Sono. Se così non è, allora la creatività si volge alla polarità opposta, al male, ed alla fine viene sciagura.











44° KOU
Il Farsi Incontro




















Elemento: Aria Tarocco: n. 6 il Bivio
Kkienn, il Creativo, il Cielo
Sunn, il Mite, il Vento










L’Iniziato che ha preso la decisione di “giocare” con i quattro elementi, 4 Piani, i suoi 4 corpi, ecc.., deve prepararsi ad incontrare di tutto sul suo cammino e soprattutto ad incontrare la sua femmina oscura. Questo lo impara nel n. 44 dell’I King. Proprio a quella femmina egli deve “divulgare i suoi comandi, proclamandoli ai 4 punti cardinali”.Naturalmente “la femmina oscura” è l’adultera dell’8° capitolo del Vangelo di Giovanni e la prostituta del 17° cap. dell’Apocalisse. Il tarocco che compete il “Farsi incontro” è il n. 6, il Bivio.
Esso rappresenta il nostro giovane Iniziato di fronte non ad una, ma bensì a due femmine. Ma il significato è lo stesso. Quale scegliere? E la freccia dell’angelo lo sollecita dal di dietro. Naturalmente la soluzione migliore sarebbe quella di “mangiare la fragola” della 18° storiella delle “101 storie Zen”, visto che la situazione è analoga: le due tigri sono le due donne, i due topi fanno la funzione della freccia! Ma che ci riesce? In genere si finisce con lo scegliere l’una o l’altra donna… si va a destra o a sinistra. Mangiare la fragola sarebbe restare al centro.


Riferimenti biblici: Gn. 38, 14-19: Tamar va incontro a Giuda

Gn. 39, 7-12: Tentazione di Giuseppe

Gdt. 10, 20-23: Giuditta incontra Oloferne

Mt. 4, 3-13: Tentazione di Gesù






La prima variante è positiva, conduce all’uno, il “Creativo”; quando il “Farsi incontro” si manifesta sulla prima linea, quella del fisico, (ed in questo caso abbiamo pigrizia, mollezza e golosità) bisogna subito dominarla e volgere al creativo le sue potenzialità, allora la perseveranza è salutare.






La seconda variante è pure favorevole, ci dà il 33, “la Ritirata”. Sulla linea della vitalità è bene che ci sia questo incontro; la femmina qui è come “un pesce nel vaso”, cioè qualcosa da tener chiusa e ben conservata e non mostrare a nessuno. Sono i momenti di depressione vitale che vanno impiegati ad apprendere la pacatezza e l’ascoltazione interiore.






La terza variante è invece sfavorevole, ci dà il 6, “la Lite”; quando il “Farsi incontro” avviene sulla linea astrale inferiore è meglio fermarsi, consci del pericolo e prepararsi alla lite, cioè ai contrasti caratteristici di questo piano.






La quarta variante è pure sfavorevole, porta al 57, “il Mite”. Non solo non si è riusciti vittoriosi nell’incontro con la femmina oscura, sulla linea dell’astrale superiore, ma rendendosi penetrante e lasciandosi penetrare, la si è lasciata andar via, evitando lo scontro. Ci si troverà a dover riaffrontare il problema che è stato solo rimandato.





La quinta variante è molto positiva, conduce al 50, “il Crogiuolo”. Se si incontra la femmina oscura sul piano della razionalità e la si riesce a “coprire” ed a conservare per i propri scopi, allora tutto è propizio e si diventa “Crogiuolo”, Athanor in cui l’esperienza trasforma il sé inferiore in Sé superiore, nell’aderenza al Piano.






La sesta variante infine è poco favorevole, conduce al 28, “la Preponderanza del Grande”; quando il “Farsi incontro” si esplica sulla 6° linea, quella dell’intuizione, ci deve essere un errore perché un’intuizione falsa non è un’intuizione, ma un’impressione basata su fattori esterni (le altre cinque linee). Allora è bene “farsi avanti con le corna”, onde verificare la realtà delle proprie intuizioni. Questo può condurre ad un eccessivo impegno e c’è pericolo di cedimenti. Meglio rilassarsi e purificarsi per poter leggere in noi stessi. “Così il nobile quando sta solo è spensierato e quando deve rinunciare al mondo è intrepido.”











45° TTSUI

La Raccolta

















Attribuzione Sephirotica; Binah


Tui, il Sereno, il Lago
Kkunn, il ricettivo, la Terra










L’Iniziato che ha sperimentato l’incontro con la sua femmina oscura può “raccogliere” i frutti della sua esperienza e avvicinarsi al termine del viaggio (O = Kether), infatti la sentenza dice: “Il Re si appropinqua al suo regno”: Naturalmente la “Raccolta”, il n. 45 dell’I King; è anche mettere insieme un gruppo di persone aventi lo stesso scopo e gli stessi ideali. Ricordiamo ad esempio l’Ultima Cena del Vangelo di Giovanni (cap. 13-17) in cui Gesù “raccoglie” i discepoli intorno a sé per l’ultima volta, e, dopo aver licenziato Giuda, dà la parte più alta dei suoi insegnamenti, lasciando così il suo testamento spirituale che sarà poi il fondamento della Chiesa.
L’attribuzione sephirotica di Binah è legata alla funzione propria di Binah e della sua colonna. Binah è “comprensione” e quindi “Raccolta”.
Nella circolarità dell’albero Binah chiude il ciclo aperto da Chockmah e porta alla “morte”. Nel Sepher Yetzirah avevamo attribuito alla colonna di Binah la lettera Mem (una delle tre madri) e Mem = Morte, il 13 dei tarocchi. Nella “Raccolta è implicita l’idea della “morte” sia come maturazione di chi si raccoglie e, a causa del sacrificio offerto, “muta”, e sia come presupposto del rinnovamento che seguirà.



Riferimenti biblici: Gn. 46, 5-7: Giacobbe va in Egitto con i suoi

Nm. 28 e 29: Pasqua, Pentecoste, ecc…

Esd. 3, 1-6: Riedificazione dell’altare

Mt. 14, 13-21: Moltiplicazione dei pani






La prima variante è favorevole e conduce al 17, “il Seguire”; esercitare la raccolta sulla linea del fisico richiede perseveranza. Raccogliere le forze e poi seguire, ecco il consiglio dell’I King; diciamo che il corpo fisico deve offrire la sua collaborazione ai corpi sottili giorno dopo giorno e, se qualche volta manca di farlo, basta “chiamare” e tutto torna all’ordine. Allora viene sublime riuscita.






La seconda variante è meno favorevole, ci dà il 47, “l’Assillo”. La “Raccolta” sulla linea della vitalità deve basarsi sulla sincerità, sulla passività (“lasciarsi tirare”) e sul sacrificio, vale a dire che per poter “raccogliere” prana, cioè energia vitale, bisogna sintonizzarsi con la natura, aprirsi ed insieme purificarsi, l’unico pericolo è l’esaurimento della fonte a cui si attinge, per questo bisogna essere “veraci” ed “offrire il sacrificio”; essendo sinceri, si è innocenti, e tutto avviene spontaneamente; con il sacrificio in parte si rende quello che si è preso, allora si ristabilisce un certo equilibrio.Ricordiamo che i contadini ancora oggi quando fanno il raccolto della frutta lasciano sull’albero almeno un frutto come ringraziamento e restituzione di ciò che è stato preso, cosicché la vitalità della pianta non si esaurisce del tutto e da quel frutto lasciato si rigeneri la produttività; esso fa la funzione del punto bianco Yang nel tutto nero dello Yin, della depauperazione.






La terza variante è sfavorevole, porta al 31, “l’Influenzamento”; raccogliersi sulla terza linea, quella dell’astrale inferiore, provoca “sospiri” ed un “piccolo svergognamento”; anche se si è “senza macchia”, sarebbe meglio trattenersi dall’esercitare questo tipo di “raccolta”, si eviterebbero influenze troppo “umide” (femminili).






La quarta variante è invece positiva, porta all’8, “la Solidarietà”, la raccolta sull’astrale superiore porta a “grande salute” ed al lavoro di gruppo, alla collaborazione e all’amicizia.






La quinta variante è pure favorevole, ci dà il 16, “il Fervore”; il “raccoglimento” sulla linea della razionalità, qualora si “possieda l’adatta condizione” e si sia perseveranti quando c’è poco risultato, alimenta l’entusiasmo, l’unica vera spinta che permette l’avanzamento.






La sesta variante infine è sfavorevole, porta al 12, “il Ristagno”; quando la raccolta si esplica sulla linea dell’intuizione nel modo errato, cioè congestionatamente e non serenamente, si ottiene un nulla di fatto, anzi un periodo di vera e propria decadenza, in cui “il grande se ne va e il piccolo se ne viene”.










46° SCIONG

L’Ascendere

















Elemento: Aria
Tarocco: n. 3 l’Imperatrice


Kkunn, il Ricettivo, la Terra
Sunn, il Mite, il Vento













L’Iniziato che ha sperimentato in sé la raccolta sui vari piani, trae da questa “raccolta” la forza per salire. "L’Ascendere”, il 46 dell’I King, è la faticosa scalata della montagna dell’iniziazione ed è basata tutta sulla presa di Coscienza (“bisogna vedere il grand’uomo”); il coraggio (“non aver paura”), e l’interiorizzazione (“avviarsi verso il sud”) sono i mezzi indispensabili, allora la volontà di salire si compie.
Oltre all’Ascensione di Gesù, che rappresenta il massimo dell’Ascendere sperimentabile solo dopo la Morte e la Resurrezione (Marco, 16, 19-20 e Luca 24, 50-53) abbiamo più volte nella Genesi il riferimento a salite su vari monti (di Lot 11,20; di Abramo 22, 1-19; di Giacobbe, 31,25) tutte piccole ascensioni che portano con sé esperienze “illuminanti”; e così pure ricordiamo le varie salite di Mosé sul Sinai (Esodo, cap.19, 24, 34) che gli consentono di avere la “Legge” per il suo popolo.
Ascendere quindi vuol dire illuminarsi, perché ci si avvicina alla meta, alla sorgente della luce e di ogni cosa. Attribuiamo "all’Ascendere” il tarocco n. 3, l’Imperatrice, di cui ricordiamo qualche definizione; come principio: il mezzo d’azione, il rapporto, il procedimento; come ideologia: “l’asservimento alla legge dona luce”, ecc. In altre parole l’Imperatrice è un sentiero difficile che propone una meta altissima (le dodici stelle della corona) e ne suggerisce la conquista con mezzi pratici e di “facile” reperimento: la luna sotto il piede, il bastone del comando, lo scudo con il Grifo, cioè controllo, coraggio e protezione.



Riferimenti biblici: Es. 3, 1-5: Mosé sale sull’Oreb

Es. 24, 9-17: Mosé sale sul Sinai

1 Sam. 18, 20-30: Davide sposa Mikal

At. 1, 9-11: Ascensione di Gesù






La prima variante è positiva, conduce all’11, “la Pace”; quando il corpo fisico, la prima linea vuole ascendere, cioè elevarsi, tutto è propizio e si produce un tempo di prosperità, di salute e di riuscita.






La seconda variante è anch’essa positiva; porta al 15, “la Modestia”: consiglia sempre la sincerità ed un “piccolo sacrificio” sulla linea della vitalità se si vuol salire; vale a dire una respirazione bilanciata che metta in equilibrio le due correnti + e – nel reciproco sacrificio.






La terza variante è meno positiva, ci dà il 7, “l’Esercito”; voler “salire oltre” il proprio mondo astrale inferiore non può che farci trovare di fronte ad un vuoto (la solitudine), allora è bene “irrobustirsi”, perché star soli non è facile (“Così’ il nobile accresce, magnanimo verso il popolo, le sue masse”).






La quarta variante è molto favorevole, conduce al 32, “la Durata”; l’aspirare verso l’alto nel piano dell’astrale superiore è quanto di più reintegrativo si possa desiderare, infatti il “Re lo presenta al monte Ki”; ciò vuol dire che siamo al solito Tiphereth, ad un passo (si fa per dire) da Daath e l’immortalità allora (la durata) è vicina.






La quinta variante è anch’essa positiva, porta al 48, “il Pozzo”; l’Ascendere sulla linea della razionalità è graduale, più si studia e più si attinge alla saggezza universale (il Pozzo), l’importante è perseverare umilmente senza scoraggiamenti.






La sesta variante infine è sfavorevole, conduce al 18, “l’Emendamento delle cose guaste”, e raccomanda di eliminare gli errori, in questo caso, il desiderio di salire ancora, che ostacola l’intuizione vera; su questo piano bisogna salire “senza vedere dove si va”, non perché non è più importante, ma perché non ci si deve più dare importanza.










47° KKUNN
L’Assillo (L’Esaurimento)






















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 18 la Luna


Tui, il Sereno, il Lago
Kkann, l’Abissale, l’Acqua











Se l’Iniziato ha puntato troppo in alto nella sua ansia di ascendere (il 46 dell’I King) deve allora conoscere l’assillo, il 47, che è l’esaurimento delle energie; “la prova del carattere”, come dicono le sentenze aggiunte, l’incontro con se stessi nell’ora della sofferenza, quando anche il conforto spirituale sembra venire meno e sembra di essere tornati al punto di partenza (esaurimento = azzeramento).
Ritroviamo l’esperienza dell’esaurimento nell’episodio di Gesù nell’orto di Getsemani (Matteo 26, 36-46; Marco 14, 32-42; Luca 22, 39-46). L’attribuzione tarotica della Luna, n. 18 dei Tarocchi, è legata alla doppia umidità del segno, caratteristica prettamente lunare, nonché al significato della lamina: arresto, ostacolo, vortice, esaurimento, ignoranza, preoccupazioni; inoltre dal prosciugamento del lago, che compare nella lamina, emerge il cancro, sempre pronto a mordere e ad attanagliare con le sue chele, e la fantasia, la dolcezza e la bellezza della luna nulla possono contro la sua pericolosità.



Riferimenti biblici: Gn. 30, 1-8: Rachele non ha figli

1 Sam. 1, 9-20: Voto di Anna

Tb. 3, 7-15: Sventura e preghiera di Sara

Lc. 1, 12-25: Apparizione a Zaccaria






La prima variante, all’inizio sfavorevole, diventa favorevole nel segno di arrivo, conduce infatti al 58, “il Sereno”. L’esaurimento sul piano fisico è indubbiamente un impoverimento (“albero spoglio”) e porta con sé un periodo oscuro (“valle buia”) e finche non si supera (“dopo tre anni”, un periodo ciclico completo), non “si vede nulla”, ma al termine di tale periodo, col mutamento, giunge finalmente il sereno.






La seconda variante è anch’essa favorevole, porta al 45, “la Raccolta”; l’assillo sulla linea della vitalità, che sembra impossibile, dato che dipende soprattutto dalla respirazione e l’aria è sempre a disposizione di tutti (“vino e cibo”), è superabile se si volge l’attenzione al principe (Tiphereth, centro del cuore) e si “offrono sacrifici”, cioè si fa sacro il respiro; allora si possono raccogliere le forze vitali e quindi procedere sul Sentiero.






La terza variante è sfavorevole, conduce al 28, “la Preponderanza del Grande”; l’assillo della terza linea, quella dell’astrale inferiore, è basato su sentimenti “pesanti come pietre”, e quando si cerca di liberarsi si finisce “su spine e cardi”; ciò vuol dire che in una tale situazione anche l’interiorizzazione è vana in quanto non si vede la propria “donna”, cioè la propria potenzialità femminile, quello che veramente si è in astrale, e così si corre il rischio di far crollare tutto il lavoro compiuto (“la trave maestra si piega”), unico rimedio la solitudine e la purificazione (star soli e rinunciare al mondo).






La quarta variante è pure sfavorevole, conduce al 29, “l’Abissale”; lasciarsi assillare nell’astrale superiore dai sentimenti altruistici (carrozza dorata) è di sicuro non del tutto reintegrativo, ma è una strada anche quella (“riesce a compiere”) solo è molto pericolosa e bisogna essere assolutamente sinceri (“se sei verace, hai riuscita nel cuore e quello che fai ha successo”).






La quinta variante è invece positiva, ci dà il 40, “la Liberazione”; l’assillo sul piano della razionalità, dopo un periodo di limitazioni, produce il suo frutto sulla linea centrale (“quello dalle giarrettiere purpuree”); con offerte e sacrifici ci si libera dall’assillo e si entra nella letizia:






La sesta variante infine è meno favorevole, conduce al 6, “la Lite”; non dovrebbero esistere “assilli” sul piano intuitivo, se però si creano anche qui tali problemi, ci si trova in lite con se stessi, allora è meglio fermarsi ed aspettare che la calma e la serenità ritornino, insieme alla salute.










48° TSING
Il Pozzo











Elemento: Aria
Tarocco: n. 5 il Papa


Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Sunn, il Mite, il Vento









L’Iniziato che ha sperimentato l’esaurimento delle sue energie nel 47, ora deve rialimentarle; il “Pozzo”, n. 48 dell’I King, è il luogo dove tutti attingono alimento, a tutti i livelli di coscienza; solo bisogna essere prudenti nei mezzi e nel modo di attingere, se non si vuole sciupare tempo e fatica. L’idea del pozzo è legata al lavoro della comunità sia per la manutenzione che per l’uso, e il cambiamento della città (gruppo) non altera la struttura del pozzo, né la modalità di accesso al liquido vitale. Nel “Commento alla Genesi” avevamo trovato molti riferimenti a pozzi; da quelli scavati da Abramo (21, 30) per sé e per i suoi alleati, a quello presso cui Eliezer trova Rebecca (24, 11); dai quattro pozzi scavati da Isacco (26, 19-33) a quello presso cui Giacobbe incontra Rachele (29, 2)… tutti pozzi simbolici, tutti legati allo stesso significato del pozzo dell’I King, e ricordiamo anche il pozzo della Samaritana a cui Gesù chiede da bere (Giov. 4, 7-26), mettendo in risalto la differenza tra “pozzo” fisico e “pozzo” spirituale. Attribuiamo al “Pozzo” il tarocco n. 5, il Papa, che rappresenta per i suoi fedeli, attivi e passivi, (i due personaggi inginocchiati ai suoi piedi) la fonte della saggezza e la soluzione di tutti i problemi. Ricordiamo alcune definizioni del Papa: Gnosi, silenzio, discrezione, modestia, pazienza, riservatezza, meditazione, il recipiente ed il produttore passivo della forma, il mare cristallino, ecc. Il suo scettro tripartito, rappresentando l’albero, simboleggia “come” il nutrimento viene distribuito sui tre piani (è la corda del pozzo) e le tre corone della sua tiara che rappresentano il contenuto della saggezza nei tre piani ricordano la “brocca che contiene l’acqua “.


Riferimenti biblici: Es. 2, 15-22: Mosé al pozzo di Madian

Es. 17, 1-7: L’acqua miracolosa

Gv. 7, 37-38: Gesù acqua viva

1 Cor. 10, 4: Cristo bevanda spirituale






La prima variante è poco favorevole, conduce al 5, “l’Attesa”; se l’acqua del pozzo fisico è inquinata (non pura) bisogna aspettare che si chiarifichi perché nemmeno gli animali si dissetano col “fango”; c’è dunque bisogno di un rinnovamento, di una mutazione, da vecchio a nuovo, di una rinascita anche sul piano fisico per progredire sul Sentiero.






La seconda variante è ancora sfavorevole, ci dà il 39, “l’Impedimento”; è sconsigliato considerare il piano energetico “pozzo”, al massimo vi si possono nutrire “pesci”, cioè animali poco evoluti, e poiché “la brocca è spaccata e cola”, cioè la struttura del piano non trattiene, non ci si può far aiutare né si può aiutare altri se non incontrando poi ostacoli superiori a quelli a cui si voleva ovviare.






La terza variante è più favorevole, porta al 29, “l’Abissale”; si potrebbe già attingere al “pozzo” della terza linea, il pozzo astrale, purché “il re fosse chiaro”, cioè la Co. Daath fosse manifesta, allora si avrebbe felicità, ma il pozzo astrale è “pericoloso”, richiede tanta sincerità e molto impegno.






La quarta variante è abbastanza favorevole, conduce al 28, “la Preponderanza del Grande”, attingere al pozzo dell’astrale superiore è “senza macchia” purché si irrobustiscano le “pareti” del piano, altrimenti si corre il rischio di un carico eccessivo.






La quinta variante è l’esaltazione del segno, è molto favorevole, dà il 46, “l’Ascendere”; attingere alla 5° linea, quella della razionalità, è la cosa più giusta, è attingere al vero pozzo; studiare, approfondire lo studio, bere alla fonte della conoscenza è ascendere, scalare l’albero della vita.






La sesta variante infine è ugualmente molto favorevole, ci dà il 57, “Il Mite”, il “Penetrante”. L’intuizione, il mentale superiore è il pozzo-non pozzo, lì non ci sono impedimenti, lì è la vera fidatezza e la sublime salute e con ciò la penetrazione del Mistero Divino.









Esagrammi 49-56









49° KO
Il Sovvertimento













Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 20 la Resurrezione


Tui, il Sereno, il Lago
Li, il Risaltante, il Fuoco











Allorché l’Iniziato ha bene attinto al Pozzo della Saggezza, deve in se stesso compiere una trasformazione, un rinnovamento, una rinascita, questo avviene spesso come una vera e propria rivoluzione; è il Sovvertimento, il n. 49 dell’I King; “così il nobile ordina il calcolo del tempo”, vuol dire che egli calcola quello che deve ancora fare e lo programma nel tempo, e così facendo si chiarifica le sue possibilità.
Naturalmente acquisisce fiducia in se stesso (“nel giorno tuo incontrerai credenza”) ed ottiene riuscita con la perseveranza.
Ricordiamo a questo proposito quel brano del Vangelo di Matteo tanto discusso, in cui Gesù dice: “Non crediate che io sia venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera, ed i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa (Matteo 10, 24-36). Questo è Gesù, l’Io Sono, la Coscienza Daath, venuto a sovvertire l’ordine delle cose, della famiglia, della nazione, dell’albero, ecc.; ma è il sovvertimento costruttivo che rinnova, che riordina; quello che spazza via la vecchia struttura decadente e marcia per costruirne una nuova, fresca, vitale, pura. E’ la rivoluzione interiore di Rajneesh, tuta basata sul risorgere dello spirito dalla cristallizzazione della mente, dalla soffocazione venuta con l’abitudine e l’attaccamento.
Attribuiamo al 49, “il Sovvertimento”, il Tarocco 20, la Resurrezione, di cui ricordiamo le definizioni: ritorno delle cose, il movimento ascensionale, cambiamento assoluto di posizione, risveglio spirituale o morale, l’inverso delle cose, emendamento, perdono, ecc.



Riferimenti biblici: Gn. 28, 10-22: Visione di Giacobbe
Es. 4, 10-16: Mosé e la sua missione

Gio. 2, 1-11: Giona nel ventre del pesce

Lc. 6, 27-38: Amare i nemici





La prima variante è sfavorevole all’azione, conduce all’esagramma 31, “l’Influenzamento”; meglio aspettare a compiere rivoluzioni sul piano fisico; mutamenti troppo rapidi (diete, eccessivi sforzi) non possono essere che dannosi, è meglio proteggersi con una pelle di equilibrio (vacca gialla) e lasciarsi influenzare dalla propria sensibilità (donna interiore).






La seconda variante è favorevole, porta al 43, “lo Straripamento”; il sovvertimento sulla linea della vitalità reca salute; cambiare il modo di respirare (disciplinandolo) produce un surplus di energia che “straripa” negli altri piani e che può essere utilizzato allo scopo prefisso.






La terza variante, prima sfavorevole, ci dà il 17, il “Seguire”, e lì diviene favorevole. Per effettuare la rivoluzione sulla linea dell’astrale inferiore bisogna assicurarsi che il cambiamento sia davvero necessario (accertarsene per tre volte) poi seguire, cioè eseguire questa mutazione radicale di sentimenti, allora si troverà “credenza”.






La quarta variante è favorevole, conduce all’esagramma 63, “Dopo il Compimento”; un cambiamento radicale sulla linea dei sentimenti altruistici è foriero di “credenza” e “salute”, ma subito dopo bisogna diventare molto prudenti, perché spesso un equilibrio troppo perfetto si tramuta in disordine… “Così il nobile pondera le disgrazie e sene premunisce a tempo”.






La quinta variante porta al 55, “la Copia”, è molto favorevole, è il signore del segno, è la “rivoluzione” della razionalità che permette la grande mutazione; legata alla potenza, essa è splendida come la muta di una tigre e non ha bisogno di risposte oracolari, tanto il suo splendore è palese ed eclatante; il fatto è che sul piano razionale mancano le risposte ai problemi esistenziali e quelle che ci sono in genere non soddisfano, ed è da questa insoddisfazione che nascono i presupposti per la rivoluzione razionale, base della rivoluzione interiore.






La sesta variante infine è pure favorevole, ci dà il 13, “la Compagnia fra uomini”; la rivoluzione della linea dell’intuizione ha due aspetti, quello relativo all’uomo nobile, al saggio, la cui intuizione nel cambiamento diviene splendente come il mantello della pantera (dopo la muta), e quello relativo all’uomo comune, al quale il cambiamento “muta la faccia”, cioè lo fa sembrare un altro (perché non è abituato all’illuminazione dell’intuizione).In ogni caso è bene che tutti e due restino in questo stato il più a lungo possibile per poter essere di luce agli altri e con loro proseguire il cammino.










50° TING

Il Crogiuolo















Elemento: Aria
Tarocco: il Papa


Li, il Risaltante, il Fuoco
Sunn, il Mite, il Vento








Alla rivoluzione violenta, data dal sovvertimento dei valori e delle cose, n. 49 dell’I King, deve subentrare la rivoluzione lenta, data dalla trasformazione interna della sostanza dei valori e delle cose, questo avviene nel n. 50 dell’I King, il “Crogiuolo”, in cui l’Iniziato si fa athanòr, vaso, coppa, Graal, contenente le sostanze preziosissime tramutatisi per effetto del fuoco (sacro) che arde sotto, alimentato dal legno (albero) “sacrificato” a tale scopo; se il lavoro (l’Opera) è compiuto bene, il risultato non può che essere “sublime salute e Riuscita”.
Sulla simbologia del Graal è stato detto e scritto moltissimo (v. il “Graal” di John Matthews, ed. Fabbri), noi ci limitiamo a ricordare il significato di vaso quale Vergine (Vas spirituale, Vas honorabile, Vas insigne devotionis, ecc.) contenitrice del Figlio, Matrice, in gaelico Mair si tramuta in Pair (calderone); inoltre il termine Crogiuolo ci riporta al Krater greco e al Kernos eleusino, in cui erano mescolati gli elementi della creazione. In definitiva il vaso, il grembo, recipiente, femminile, unito al suo contenuto maschile, creativo, forma la sintesi maschio-femmina che ci ripropone il simbolo del Tao. Nel vangelo di Giovanni ritroviamo questa identificazione vaso-contenuto quando Gesù dice di se stesso: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Giov. 7, 37-38) in cui è detto che la qualità di “essere vaso” si trasmette a chi abbia bevuto, rendendolo partecipe dell’essenza trascendente del “vaso” stesso.
Nel Tao Te Ching abbiamo un riferimento al Crogiuolo: “Governare un grande paese è come far cuocere dei pesciolini” v. “Commento al Tao Te Ching” cap. 60. L’attribuzione del n. 5 dei Tarocchi, il Papa, è legata al suo significato di “recipiente e produttore passivo delle forme”, alle sue qualità di distributore di insegnamenti teologico-religiosi ai suoi fedeli, al n. 5 la cui forma di pentagono, stella a 5 punte, è la forma del vaso in cui è inscrittibile la figura umana, il recipiente dello Spirito.



Riferimenti biblici: 1 Sam. 2, 12-37: I figli di Eli
2 Mac. 7, 1-42: Martirio dei sette fratelli

Gb. 2, 1-10: Giobbe alla prova

Mt. 27, 15-50: Condanna a morte di Gesù






La prima variante è favorevole, conduce al 14, “il Possesso Grande”; quando il fisico si fa crogiuolo (dello Spirito) è bene, purché venga dapprima rivoltato per essere ripulito. Ricordiamo l’Appeso, il n. 12 dei Tarocchi e la posizione dell’Hatha Yoga, Scirsciàsana (a capofitto). All’inizio bisogna accontentarsi del proprio crogiuolo anche se è umile (concubina) pur di poter avere il Figlio, e allora si potrà aspirare al “Possesso Grande” (Daath).






La seconda variante è meno favorevole, porta al 56, il “Viandante”. Anche la linea vitale, il corpo eterico è insieme al corpo fisico il crogiolo dello Spirito; esso fornisce il materiale plastico energetico la cui ricchezza “può fare invidia” agli altri corpi, ma se è modesto e accogliente come il viandante, allora “perseveranza è salutare”.






La terza variante è sfavorevole, ci dà il 64, “Prima del Compimento”; considerare il piano astrale “crogiuolo” impedisce di progredire, perché il “manico è alterato” (è un piano difficile da maneggiare) solo quando si asciuga della sua umidità (cade la pioggia), allora il pentimento svanisce e viene la salute purché si sia molto prudenti, “così il nobile è prudente nel distinguere le cose onde ciascuna vada al suo posto”.






La quarta variante è anch’essa sfavorevole, conduce al 18, “l’Emendamento delle cose guaste”; se l’astrale superiore viene considerato crogiuolo, questo è “sciagura”, perché la sua natura non è abbastanza robusta, spesso “si rompe le gambe”, e allora le vivande destinate al principe (Tiphereth) vengono sprecate, bisogna allora eliminare tutti gli errori, poi sarà possibile procedere.






La quinta variante è abbastanza positiva, ci dà il 44, il “Farsi incontro”; considerando crogiuolo il mentale inferiore è propizia la perseveranza, perché il crogiuolo mentale “ha manici gialli e passatori d’oro”, bisogna solo essere molto guardinghi e badare a ciò che ci viene incontro (se dal basso o dall’alto).






La sesta variante è infine molto positiva, porta al 32, “la Durata”; è l’esaltazione del crogiuolo; il piano intuitivo è il vero crogiuolo della Divinità! Quella è la coppa con gli anelli di giada (solari) che riceve lo Spirito e che dà l’immortalità (la Durata).











51° CENN

L’Eccitante

















Attribuzione sephirotica: Chesed


Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Cenn, l’Eccitante, il Tuono











Alla fase passiva, ricettiva del crogiuolo, n. 50 dell’I King, segue la fase attiva, trascinante, travolgente del 51° segno, l’Eccitante, in cui l’Iniziato “temendo e tremando mette ordine nella sua vita ed esplora se stesso”. Ricordiamo a questo proposito l’esperienza di Giacobbe (Genesi 28, 10-22), la visione della scala che unisce cielo e terra, il suo primo contatto diretto con la divinità, che lo scuote e lo trasforma: “Ebbe timore e disse: “Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo!”, ecc. L’esperienza del divino passa per il “Tremendum” che produce terrore, ma terrore sacro, impavido, che permette l’osare iniziatico, per cui “egli non lascia cadere spatola sacrificale e calice”. L’attribuzione sephirotica di Chesed è legata alla figura del potente Giove con il fulmine nella mano destra. Ricordiamo che Chesed è ordine, sistema, giustizia, maestà, scettro, uragano, folgore, lampo, tuono, Ciò che è dritto, giusto, vero, è la Legge, la Verità, il Perdono, ecc. Attribuiamo inoltre alla famiglia di Cenn i segni geomantici di aria Caput Draconis e Albus.



Riferimenti biblici: 1 Re. 19, 9-14: Dio appare ad Elia
Is. 6, 1-13: Visione di Dio di Isaia

Ez. 1, 4-28: Visione del Cocchio

At. 9, 3-9: Conversione di Saulo






La prima variante è favorevole, conduce al 16, il “Fervore”, lo scuotimento del piano fisico, la prima linea, è salutare. Quando sperimentiamo il dolore lancinante e improvviso che a volte ci coglie talmente di sorpresa da farci “vedere le stelle”, come, ad esempio, chiudersi un dito in un cassetto, farsi una scottatura, sbattere contro uno spigolo, ecc. Se riusciamo a tramutare il pianto (uh, uh) in riso (ah, ah), allora il gioco è fatto, quel dolore diventa il colpo Zen del Maestro che può anche dare l’illuminazione (ricordiamo il Koan n. 3, “Gutei alza il dito”, pag. 50 del Mumonkan) ed è bene accettarlo con entusiasmo.






La seconda variante è meno favorevole, ci dà il 54, “la Ragazza che va sposa”. A volte lo scuotimento applicato alla linea della vitalità procura degli alti e bassi sul piano eterico e fa sì che ci si senta come svuotati, “Tu perdi i tuoi tesori”, e sembra di dover ricominciare tutto da capo; ma stando tranquilli e senza preoccupazioni tutto torna normale, purché ci si renda conto della vanità delle cose fatte e soprattutto della precarietà delle proprie forze. “Così il nobile, attraverso la perpetuità della fine, riconosce il caduco”.






La terza variante è prima sfavorevole, poi favorevole, conduce al 55, “la Copia”; lo scuotimento sulla linea astrale inferiore (la perdita di affetti) porta prima all’inferno, poi con la consapevolezza di dover percorrere la Via centrale, si giunge alla ricchezza, cioè alla rivalutazione di quel mondo affettivo che ci circonda e con essa alla serenità.






La quarta variante è invece sfavorevole, conduce al 24, il “Ritorno”. Lo scuotimento troppo violento dell’astrale superiore, non produce il suo effetto positivo a causa della troppa umidità del piano. Non c’è una rottura, ma un rivoltolamento (nel fango) senza risultato. Meglio ricominciare tutto da capo, riprendendo tutte le precauzioni necessarie all’inizio di un lavoro.






La quinta variante è favorevole, porta al 17, il “Seguire”; lo scuotimento sulla linea razionale (a destra e a sinistra) fa bene perché centralizza, fa riflettere sulla situazione e prendere la decisione di “seguire”, naturalmente la Via centrale.






La sesta variante infine è anch’essa favorevole, ci dà il 21, il “Morso che spezza”. Lo scuotimento sulla sesta linea turba la ricettività del veicolo; è meglio star quieti e calmare le acque (anzi le arie – Briah è aria), infatti procedere reca sciagura. Se invece è solo un apparente scuotimento dell’intuizione e vero scuotimento della razionalità (il vicino) allora non c’è da temere, tuttavia bisogna eliminare gli errori (mai saltare da un testo sacro all’altro, da un gruppo all’altro, ecc.)










52° KENN

L’Arresto


















Attribuzione Sephirotica: Malkuth


Kenn, l’Arresto, il Monte
Kenn, l’Arresto, il Monte










A questo punto del Sentiero il nostro Iniziato che ha sperimentato il momento dell’eccitamento e della carica travolgente, sperimenta il 52° segno dell’I King, l’Arresto, il tempo della quiete e del riposo; esso ha insito naturalmente in sé di nuovo il movimento Cenn ed il pericolo Kkann, perché quando qualcosa si ferma, in realtà si sta solo ricaricando per la nuova azione, così l’inverno per la primavera, la notte per l’alba, la morte per la rinascita.Nella Genesi ritroviamo il segno dell’”Arresto” nel riposo Divino del 7° giorno: “Allora Dio nel 7° giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto, e cessò, nel 7° giorno da ogni lavoro.“Dio benedisse il 7° giorno e lo consacrò ecc.” (Genesi 2, 2-3). Questo 7° giorno è un “arresto” sia considerando la discesa della Shekinà, sia la risalita, v. comm. alla Genesi cap. 2.Anche nella B. Gita troviamo continui riferimenti alla tranquillità che permette il progresso spirituale (2, 65; 5, 13; 6, 3; 7, 19; 9, 9; ecc.). Anche nel Vangelo Gesù a volte si ritira in solitudine e quiete, come in Giovanni 6, 15.
L’attribuzione sephirotica del Malkuth è legata alle caratteristiche terrestri di Kenn; ecco alcune definizioni del Malkuth: la forma concreta e tangibile, la terra, la cristallizzazione completa, il regno, il solido, il riposo, la materialità, la pesantezza, ecc.
Attribuiamo a Kenn e alla sua famiglia le figure geomantiche di terra Puer e Carcer.



Riferimenti biblici: Gn. 2, 1-3: Origine del Sabato
Es. 36, 1-3: Osservanza del Sabato

Lv. 25, 1-12: Anno sabbatico, anno giubilare

Gs. 5, 6-9: Circoncisione degli Israeliti






La prima variante è abbastanza favorevole, conduce al 22, l’Avvenenza”; acquietare il proprio fisico è un buon inizio, purché si perseveri e non lo si faccia con superficialità, tanto per fare, anzi, per non-fare.






La seconda variante è pure sfavorevole, ci dà il 18, “l’Emendamento delle cose guaste”; è sconsigliato un arresto della respirazione; prima di far uso del Pranayama, tecnica della respirazione con ritenzione, bisogna aver purificato il corpo fisico con l’emendamento delle impurità.






La terza variante è pure sfavorevole, porta al 23, “lo Sgretolamento”. Anche l’arresto del piano astrale (il cuore soffoca) deve essere praticato solo gradualmente e con dolcezza, altrimenti si rischia di sgretolare il veicolo, cioè di provocare danni irreparabili.






La quarta variante è più favorevole, conduce al 56, il “Viandante”. L’arresto dell’astrale superiore è possibile, purché sia temporaneo, di passaggio (come il viandante) e non continuato, allora è “senza macchia”, e dà “riuscita”, anche se per piccolezza”.






La quinta variante è positiva, porta al 53, lo “Sviluppo”; fermando la linea della razionalità si ottiene ordine , svanisce ogni causa di pentimento e quasi senza avvedersene avviene lo sviluppo graduale (dell’intuizione) purché “il nobile dimori in dignitosa virtù”.






La sesta variante infine è molto positiva, ci dà il 15, “la Modestia”, è il signore del segno. Arrestare la linea dell’intuizione, rendendola del tutto ricettiva, dà “magnanima salute” e l’equilibratura di tutto l’albero: “il nobile pondera le cose e le rende uguali”.










53° TSIENN
Lo Sviluppo

















Elemento: Terra
Tarocco: n. 4 l’Imperatore


Sunn, il Mite, il VentoKenn, l’Arresto, il Monte











Il nostro Iniziato ha nel segno precedente accumulato le forze per nuovamente avanzare, perché lo Sviluppo, il 53° segno dell’I King, significa progressione, ed è un processo lento, graduale di consolidamento dei raggiungimenti precedenti, esso consiste in un regolare matrimonio (“la fanciulla viene data in sposa, salute”) tra le due colonne dell’albero che si uniscono armoniosamente, di qui la salute e la propizia perseveranza.
Nella Genesi (24, 50-67) abbiamo Rebecca che viene data in sposa ad Isacco, con il matrimonio si attua in lui il “progresso graduale”, infatti diviene capace di scoprire i 4 pozzi (della saggezza).
Anche nel vangelo di Giovanni l’episodio delle “Nozze di Cana” crea il presupposto per lo sviluppo graduale "dell’ora” di Gesù (Egli dice alla madre che non è ancora giunta la sua ora, ma in realtà essa si è sviluppata proprio con quelle Nozze, tanto è vero che Egli compie il primo miracolo).
L’attribuzione tarotica del 4, l’Imperatore, è legata all’immagine dell’I King: “il nobile dimora in dignitosa virtù per migliorare i costumi”.
Quel “dimorare” ci riporta all’Imperatore seduto sulla “pietra cubica” che comanda al popolo, ma che è anche di esempio nella sua perfezione (virtù). Costanza e gradualità sono i suoi attributi e con essi egli ottiene lo sviluppo del suo Regno (Malkuth).



Riferimenti biblici: Gn. 30, 1-24: Giacobbe Patriarca
Gs. 11, 16-23: Conquista di Giosuè
2 Sam. 5, 1-5: Davide re di Israele
At. 2, 42-48: Sviluppo della Comunità Cristiana






La prima variante è abbastanza favorevole, conduce al 37, “la Casata”; lo sviluppo della prima linea, quella del fisico, del più estremo dei veicoli, è senza macchia, ma pericoloso: una sana attività, un cibo sano, un riposo adeguato sono indispensabili per poter sviluppare i veicoli superiori. Anche se in determinati casi la malattia può essere l’inizio di uno scuotimento che tocca i piani sottili, una volta però che si è deciso di intraprendere il Sentiero, bisogna partire dallo sviluppo armonico del piano terra, la base, Assiah.






La seconda variante è pure favorevole, conduce al 57, “il Mite”, il “Penetrante”. Anche lo sviluppo del piano della vitalità è un ottimo trampolino per la crescita dei piani superiori, va difatti nutrito in “pace e concordia” e così facendo diviene “penetrante” cioè vitalizza tutto l’albero.






La terza variante è sfavorevole, conduce al 20, “la Contemplazione”. Lo sviluppo dell’astrale basso è sempre pericoloso (sciagura!) Avvicinarsi all’altipiano è sempre positivo, ma quando avviene la separazione tra le forze maschili e le femminili il figlio muore, non si percorre la Via centrale, allora la sola cosa che resta da fare è respingere predoni, cioè porsi contro le forze negative ed aspettare.






La quarta variante è ugualmente sfavorevole, conduce al 33, la “Ritirata”; consiglia di “fermarsi su di un ramo piatto” (come fa l’oca regale); nello sviluppo dell’astrale superiore, (sempre molto pericoloso) è opportuno essere astuti e cedevoli per non venire allontanati dallo scopo prefissato.






La quinta variante è abbastanza favorevole, conduce al 52, “l’Arresto”; sviluppare il piano mentale è bene, perché ci si avvicina “gradatamente” alla vetta; l’unico pericolo è quello di non saper unire opportunamente le proprie qualità mentali maschili (ricerca) con quelle mentali femminili (acquisizione) ed infatti all’inizio è difficile, poi però dopo i soliti 3 anni (3 giorni, 3 mesi, 3 secoli, ecc.) di prove, viene la “salute”, cioè finalmente l’arresto dell’attività mentale.






La sesta variante infine è all’inizio favorevole, poi sfavorevole, ci dà il 39, “l’Impedimento”. Lo sviluppo dell’ultima linea, quella dell’intuizione, è il massimo dello sviluppo, tanto è vero che le “penne dell’oca regale si possono adoperare nelle sacre danze, cioè si può fare uso sul piano fisico delle intuizioni del piano più alto, tutto questo purché non ci si lasci fuorviare dall’altezza eccessiva (alte nubi), la quale può in questo piano divenire “ostacolo”.











54° KUI ME

La Ragazza che va Sposa




















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 18 la Luna


Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Tui, il Sereno, il Lago









L’Iniziato che nel 53° segno si è “sviluppato”, si è accresciuto, si trova ora di nuovo di fronte al problema dell’uso dei suoi poteri. “La Ragazza che va sposa”, il 54° esagramma, è il pericolo sempre insito nella “forza oscura” di vendersi per interesse personale (ricchezza, onori, desiderio di potere, ecc.), è un pericolo che si ripresenta ciclicamente a diversi livelli ad ogni aumento di potere e riaffrontarlo e vincerlo fa parte dell’iter reintegrativo.
Nella Genesi ritroviamo questo segno nell’episodio di Giuseppe e la moglie di Potifar (v. Commento alla Genesi 39, 7-20) in cui purtroppo l’Iniziato paga le conseguenze di un’inadeguata preparazione allo scontro, con il “carcere” e ancora nell’episodio di Giuda e Tamar (Gen. 38, 12-30), in cui invece la giusta preparazione e la capacità di donazione del “sigillo, cordone, bastone” portano alla nascita del Figlio.
L’attribuzione del Tarocco n. 18, la Luna, è legata alle definizioni di questa lamina: Arresto, ostacolo, pericolo, antagonismo, fatalità, inganno, tradimento, forze nascoste e minacciose, insidie, ignoranza, ecc.



Riferimenti biblici: Gn. 30, 3-13: Bila e Zilpa mogli di Giacobbe
1 Re. 1, 1-4: La Sunammita

Ger. 3, 1-6: La ripudiata

At. 8, 18-23: Simon Mago





La prima variante è favorevole, conduce al 40, “la Liberazione”; prestare il proprio lavoro, la propria opera sul piano fisico in cambio di vantaggi (“do ut des”) non è il meglio del procedere, è da “sciancato”, ma per il piano fisico può andare (“imprese recano salute”), purché ci si liberi da questo modo di fare troppo utilitaristico.






La seconda variante è pure favorevole, ci dà il 51, “l’Eccitante”; anche cedere la propria vitalità traendone in cambio benefici non altera la “perpetua legge”, è naturale e normale; farlo però non è da chi ha la visione completa (2 occhi) ma da chi è orbo, da chi vede parzialmente; poi però rimanendo soli (interiorizzandosi) si sperimenta l’inutilità di questi scambi e si ottiene la sferzata necessaria per progredire.






La terza variante è pure favorevole, porta al 34, “la Potenza del Grande”; anche offrire affetto per avere affetto è “mercificare” il piano astrale, qui poi questo scambio rende schiavi, cioè legati (e leganti); si giunge alla “Potenza del Grande”, cioè al superamento di questo stadio solo “non calcando sentieri che non corrispondano all’ordine”.






La quarta variante è anch’essa positiva, conduce all’esagramma 19, “l’Avvicinamento”. La vendita del proprio mondo astrale superiore è “procrastinata”; quanto più si aspetta, tanto migliore sarà il risultato. E’ opportuno dedicarsi al servizio nell’astrale superiore tardi, quando già gli altri veicoli si sono ben strutturati, allora ci si può avvicinare davvero alla meta.






La quinta variante è molto favorevole, ci dà il 58, “il Mite”. Quando il Sovrano, la Coscienza, offre la figlia di questo piano in sposa allo sposo, cioè unisce in matrimonio la razionalità attiva con quella ricettiva, tutto è favorevole, ma se lo sposo è modesto è bene che anche le vesti della sposa si impoveriscano, infatti il “quasi pieno” è più favorevole del “pieno”, perché il “quasi pieno” diviene “pieno”, il “pieno” ricomincia a calare. Diciamo dunque che l’offerta della donna sulla linea della razionalità se esercitata con modestia porta alla penetrabilità (dell’intuizione).






La sesta variante, infine, è sfavorevole, porta al numero 38, “la Contrapposizione”; se sulla linea dell’intuizione il matrimonio delle due polarità + e – non è compiuto sacralmente, ma profanamente, nulla è propizio, si crea contrapposizione e non armonia.











55° FONG

La Copia
















Elemento: il Fuoco
Tarocco: n. 19 il Sole


Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Li, il Risaltante, il Fuoco









Quando la Ragazza (intesa come “donna”, colonna di sinistra dell’albero) “va sposa” nel modo giusto, allora segue un periodo di grande fioritura, abbondanza e prosperità; è la “Copia”, il 55° esagramma dell’I King.
Questo segno che sembra tanto facile e favorevole è invece, come sempre nel libro dei Mutamenti, da considerare con cautela in quanto in agguato cela il suo contrario ed essendo un culmine, il suo contrario è già alla porta. Lo ritroviamo nel Vangelo di Giovanni (12, 12-13) quando la folla osannante acclama Gesù all’ingresso in Gerusalemme; è il momento della sua massima popolarità terrena, il momento che prepara e decide la sua morte, così come la sua Ascensione (Marco 16, 19 e Luca 24, 50-51), momento culminante della Sua vita spirituale visibile, ne provoca la scomparsa; quando “E’” davvero, non c’è più.
Anche nella B. Gita troviamo “la Copia” nel cap, 11°, il capitolo della Visione della Forma Universale in cui ad Arjuna viene dato il privilegio di conoscere l’Eterna Forma del Supremo Signore; e nelle “101 storie Zen” nella storia n. 34, Pioggia di fiori, in cui il sublime silenzioso discorso sul vuoto provoca la “copiosa” caduta delle gemme su Subhuti.
L’attribuzione tarotica del Sole è legata alla sentenza: “Tu devi essere come il sole a mezzogiorno” e alla definizione della lamina: armonia della natura e sua generosità, dolce chiarore, chiarezza, unione, equilibrio, amore, radiazioni armoniose e vivificanti, gioia, riuscita, intesa, ecc.



Riferimenti biblici: 1 Re 10, 1-13: Salomone e la Regina di Saba
Est. 8, 13-17: Giubilo dei Giudei

Dn. 2, 31-43: Daniele spiega il sogno

Gv. 1, 16-18: Divinità del Verbo







La prima variante è favorevole, conduce al 62, “la Preponderanza del piccolo”; quando la “Copia” avviene sulla linea del fisico, non c’è errore, purché si incontri il “Signore destinatoci”, cioè si riconosca che il vero signore è il Sé superiore il quale concede al piccolo (al sé inferiore) di preponderare, vale a dire di avere il suo giusto peso nel suo piano d’azione.






La seconda variante è pure favorevole, ci dà il 34, “la Potenza del Grande”; è difficile far splendere il sole completamente sulla linea della vitalità, specialmente se si vive in ambienti inquinati (diffidenza e odio), come la città, tuttavia, usando tecniche di purificazione, ciò è possibile e si ottiene salute rimanendo nell’ordine e nella disciplina.






La terza variante è meno favorevole, porta al 51, “l’Eccitante”. Far venire un tempo di copia sull’astrale inferiore è ancora più difficile perché “la sterpaglia qui è copiosa”; la “frattura del braccio destro” (della colonna di destra, attiva, maschile) però procura quel colpo sul chakra che favorisce tale risultato. “Così il nobile temendo e tremando, mette ordine nella sua vita ed esplora se stesso”.






La quarta variante dapprima favorevole, diventa sfavorevole nel segno di arrivo, conduce infatti al 36, “l’Oscuramento della luce”. Anche qui, sull’astrale superiore, è più facile “veder le stelle” che il sole della Copia, ma se si incontra il “signore”, la Coscienza, Daath, allora per il nobile viene la salute cosicché egli, “velando il suo splendore, rimane pur chiaro”.






La quinta variante è favorevole, ci dà il 49, il “Sovvertimento”. La linea della razionalità quando raggiunge la Copia ottiene prosperità e gloria e la sua vera salute consiste nel compiere la rivoluzione che permette l’accesso al piano dell’intuizione.






La sesta variante infine è sfavorevole, conduce al 30, il “Risaltante”. Ricercare la Copia sulla linea dell’intuizione è inutile e fa perdere tempo. Su questo piano c’è sempre la “Copia” e non va ricercata, ma solo accolta. Infatti il consiglio del segno di arrivo è “la cura della vacca”, cura della ricettività che permette la discesa del “Fuoco sacro”.











56° LU

Il Viandante

















Elemento: Terra
Tarocco: n. 22 il Folle


Li, il Risaltante, il Fuoco
Kenn, l’Arresto, il Monte











Ad un periodo di prosperità (materiale o spirituale) segue un periodo di ristrettezze ed ecco che il nostro Iniziato, che ha sperimentato il Sole dell’illuminazione (nel 55, la “Copia”), migra ora di Testo Sacro in Testo Sacro per ritrovare lo spunto per nuove esperienze dello Spirito. Egli si fa dunque “viandante”, il 56° esagramma dell’I King, inteso come colui che va per via, naturalmente il Sentiero dell’Iniziazione, in cerca di una nuova località (chakra) in cui fermarsi un po’ stabilmente. Nella Genesi abbiamo Abramo che va in Egitto (12, 10-20) e a Gerara (20, 1-18) a causa della carestia, e così pure Isacco va a Gerara (26, 1-11) e Giacobbe prima chiede ospitalità a Labano (29, 1-14) poi manda i figli in Egitto (42), questi personaggi si fanno tutti viandanti e questuanti nel momento della necessità e, comportandosi opportunamente, ottengono quello di cui abbisognano. Però uno dei pericoli più grandi per il Viandante è quello di distrarsi sul cammino. Nel cap. 35° del Tao Te Ching ritroviamo lo “straniero di passaggio” che si lascia attrarre “dalle musiche e dalle seduzioni”. D’altronde se così non fosse, il Viandante percorrendo la Via Centrale arriverebbe subito al traguardo-non traguardo, divenendo così viandante-non viandante, in tal caso noi dovremmo scrivere per lui un libro-non libro…(ma non è detta ancora l’ultima parola…vedremo!).L’attribuzione tarotica del 22, il Folle, è legata a quanto sopra detto e inoltre all’immagine della lamina che rappresenta un vagabondo che va.
Egli è però soprattutto l’Ebreo Errante o il Monaco Zen itinerante senza una meta precisa, disposto sempre alla discussione filosofico-religiosa pur di avere alloggio ed un piatto di minestra, v. la 26° delle “101 Storie Zen”, “Dialogo commerciale per avere alloggio”. Ricordiamo alcune definizioni del Folle: Armonia Divina manifestata, saggezza e follia; il folle è talora saggio, il saggio spesso viene preso per folle; la fine del ciclo, la notte di Brahman, sintesi di volontà a risultato, metamorfosi, ecc.



Riferimenti biblici: Es. 13, 20-22: Gli Israeliti in viaggio
1 Sam. 23, 14-26: Peregrinazioni di Davide

Sal. 42, 1-5: Il sospiro dell’esule

Mt. 10, 5-13: Gli apostoli in missione






La prima variante è sfavorevole, conduce al 30, “il Risaltante”; farsi viandanti sulla linea del fisico non è consigliabile; nutrirsi o dormire saltuariamente e disordinatamente sembra poco importante (“una piccineria”) ma “attira disgrazia”, meglio chiarificarsi subito all’inizio questo problema basilare, e allora tutto si semplifica.






La seconda variante è favorevole, ci dà il 50, il “Crogiuolo”; gli esercizi di Pranayama non si possono fare tutto il giorno, sulla seconda linea si può essere quindi “viandanti”, soprattutto avendo con sé il proprio possesso, cioè essendo consapevoli delle proprie possibilità. Così si ottiene la perseveranza di un giovane servitore, vale a dire il servizio del corpo vitale, che si fa crogiuolo del Sé superiore.






La terza variante è sfavorevole, porta al 35, il “Progresso”; il solito pericolo accompagna la linea dell’astrale inferiore; meglio non farsi viandanti su questo piano, si rischia di perdere il servitore della linea precedente (la vitalità). Anche qui meglio chiarirsi prima il problema e poi agire. (“Così il nobile rende splendenti le sue chiare capacità”).






La quarta variante è anch’essa sfavorevole, porta al 52, “l’Arresto”. Sull’astrale superiore “ci si riposa dove si è trovato alloggio”, cioè ci si adegua alla religione e agli ideali nei quali ci si ritrova per nascita e per educazione, e ovviamente questi danno “un possesso”, cioè un frutto, ma un frutto da dover difendere e ciò è ben triste… L’astrale superiore non è un piano molto gradito al nostro Grande Maestro (I King), e l’abbiamo visto spesso. Meglio dunque non essere viandanti qui, ma fermarsi.






La quinta linea è come al solito più favorevole, anche se porta al 33, “la Ritirata”. Rendere viandante la linea della razionalità ”dà buona caccia” e ne risulta “lode e impiego”, ciò vuol dire che è bene studiare e applicarsi sul piano intellettuale il più possibile; la ritirata in questo caso di esplica tenendo lontano gli argomento inutili (“Così il nobile tiene lontano l’ignobile, non irato, non pacato”).






La sesta linea infine è sfavorevole, ci dà il 62, “la Preponderanza del piccolo”. Mai rendere viandante l’intuizione. Qui va fatto il “nido” e bisogna stare attenti che non “bruci”. Bisogna mantenersi fermi (non ridere, non piangere) e centralizzarsi, e non essere superficiali, altrimenti si perde la ricettività (la vacca); ed il piccolo (il sé inferiore) prevale sul grande (il Sé superiore).









Esagrammi 57-64









57° SUNN

Il Mite, il Penetrante, il Vento


















Attribuzione Sephirotica: Geburah


Il Mite, il Penetrante, il Vento
Il Mite, il Penetrante, il Vento










Il nostro Iniziato che nel segno del Viandante (n. 56) ha imparato a non attaccarsi alle persone e alle cose, impara in questo segno a “penetrare”, ad essere cioè non compatto, non rigido, ma permeabile (v. Tao Te Ching cap. 43°); impara inoltre ad essere dappertutto e in nessun luogo (v. di R. Bach “Nessun luogo è lontano”) divenendo così la forza interna di tutte le cose.
Nel Vangelo di Giovanni (1, 42) abbiamo Gesù che “penetra” Simone e lo fa suo discepolo ed entrando in lui gli cambia nome: “Ti chiamerai Cefa”. Nel Mumonkan, Koan n. 31, abbiamo Joshu che “penetra” la vecchia quando la scruta e partecipa così del suo Zen; e nelle “101 Storie Zen”, ancora, la n. 8, “Grandi Onde” è un altro esempio seppure differente di penetrazione. Naturalmente questa penetrazione è insieme attiva e passiva, così come vediamo nel Vangelo di Giovanni (10, 9): “Io sono la porta, se uno entra attraverso di me sarà salvo, entrerà e uscirà e troverà pascolo, ecc.”, in cui l’Io Sono si fa penetrare dal sé inferiore per accoglierlo e trasformarlo. E ancora da Giovanni (14, 20): “In quel giorno voi saprete che Io Sono nel Padre e voi in Me ed Io in voi ecc.” La penetrabilità è indispensabile per la costituzione di un tutt’uno (albero) quale si produrrà con la morte di Gesù: il Padre (Kether), il Figlio (Daath), i discepoli (Tiphereth, Yesod e Malkuth), v. Commento al Vangelo di Giovanni cap. 21°.
Attribuiamo al 57, il Mite, il Penetrante, la Sephirah Gheburah. Ricordiamo le definizioni di Gheburah: forza, potere, materia animata, aquila, spada, energia passiva, Materna più Sapere Paterno; materia resa viva, penetrata dallo Spirito; uomo: corpo più anima-animus; vigore, messa in moto, ecc.
Attribuiamo inoltre a Sunn i temi geomantici di aria: Tristitia e Conjunctio.



Riferimenti biblici: Gn. 17, 1-8: Abram diviene Abramo
Gn. 32, 28-30: Giacobbe diviene Israele

Sam. 16, 12-13: Davide unto Re

Mt. 3, 13-17: Battesimo di Gesù






La prima variante è favorevole, conduce al 9, la “Forza Domatrice piccola”, quando la penetrazione si esercita sul piano fisico è opportuno essere perseveranti con disciplina. Ricordiamo che anche la semplice stretta di mano è penetrazione fisica e dunque bisogna essere accorti nelle penetrazioni esterne, allora viene la possibilità “di rafforzare le forme esteriori del carattere”.






La seconda variante è pure favorevole, ci dà il 53, “lo Sviluppo”. La penetrazione della linea della vitalità è ancora più intima della penetrazione fisica (“penetrare sotto il letto”), è questo il campo dei maghi e dei sacerdoti, questi infatti pregano per la salute, quelli fanno fatture per dare o per togliere la vitalità. Su questo piano si può esercitare la penetrazione solo se si è maghi o sacerdoti o guaritori, ma se si opera gradualmente, “dimorando in dignitosa virtù”, allora “non c’è macchia”.






La terza variante è sfavorevole, porta al 59, “la Dissoluzione”. La penetrazione dell’astrale inferiore è da evitare, specialmente nelle ripetizioni. Entrare nel mondo affettivo di chiunque vuol dire farsi coinvolgere nella spirale delle sue emozioni e questo provoca il disfacimento del veicolo che invece dovrebbe essere mantenuto più integro possibile per lo scopo reintegrativo.






La quarta variante è più favorevole, conduce al 44, il “Farsi incontro”; penetrare correttamente nell’astrale superiore dà 3 frutti (“tre specie di selvaggina”): Malkuth, Yesod, Tiphereth, ciò vuol dire che si è già a buon punto sul sentiero centrale, ora si deve solo badare a ciò che viene incontro ed accoglierlo nel modo giusto.






La quinta variante è ugualmente favorevole, ci dà il 18, “l’Emendamento delle cose guaste”; penetrare con la razionalità ogni cosa reca salute e tutto è propizio; inoltre qui si termina il lavoro e si compie una svolta, si eliminano gli errori ed i tre giorni prima e i tre giorni dopo il cambiamento creano il periodo chiuso di 7 (3+1+3) che permette il passaggio al piano successivo.






La sesta variante infine è prima sfavorevole, poi favorevole, ci dà il 48, il “Pozzo”; voler penetrare l’intuizione è come al solito eccessivo e ottiene l’effetto contrario, bisogna recedere dall’agire, allora si troverà il pozzo della saggezza.










58° TUI
Il Sereno, il Lago


















Attribuzione Sephirotica: Yesod


Tui, il Sereno, il Lago
Tui, il Sereno, il Lago










Quando si è penetrato tutto, sperimentato tutto, allora ci si acquieta e si diviene “sereni”; il nostro Iniziato nel 58° esagramma dell’I King sperimenta questo stato d’animo, il quale permette “la riunione con gli amici per discutere e per imparare”, cioè lo studio delle cose Sante (Libri Sacri, riti, ecc.) in gruppo o in comunità.
Esempi di “serenità” li ritroviamo nelle “101 Storie Zen”, nel n. 3, 7, 10, 15, 23, 36, 55, 56, 68, 80, 81, 83. Nel Vangelo ritroviamo la “serenità” nel discorso di Gesù dell’Ultima Cena (Giovanni 13 e segg.; Matteo 24, 6-35; Marco 14, 17-31; Luca 22, 14-38).
La serenità è anche pace, imperturbabilità, equilibrio, non è un picco come la gioia, ma è centralizzata ed ugualmente distante dalla gioia e dal dolore, per questo abbiamo attribuito a Tui la Sephirah Yesod perché Yesod è un punto di particolare equilibrio, è l’inizio cosciente del cammino iniziatico, la punta massima (il fuoco) di Assiah, piano fisico; ricordiamo le definizioni di Yesod: Fondamento, specchio, stabilità nel cambiamento, acqua, riflessione, passività, vaso del mondo, possibilità, ecc. Attribuiamo a Tui inoltre anche i temi geomantici di acqua: Amissio e Via.


Riferimenti biblici: Gn. 9, 12-16: Arcobaleno, alleanza di Dio

Gb. 42, 7-17: Reintegrazione di Giobbe

Is. 35, 1-10: Il nuovo Israele

Gv. 12, 1-3: La cena di Betania






La prima variante è all’inizio favorevole, poi sfavorevole, conduce al 47, “l’Assillo”; la serenità del piano fisico è la salute, il sentirsi riposati ed attivi, il che porta con sé il desiderio di darsi da fare con il conseguente “esaurimento” delle energie.






La seconda variante è favorevole, ci dà il 17, il ”Seguire”; la serenità sulla linea della vitalità è “verace”, cioè più reale rispetto a quella del piano fisico e quando c’è va seguita nel suo ritmo “così il nobile al tempo del crepuscolo rincasa per ristorarsi e riposare”, in modo da essere conservata il più a lungo possibile.






La terza variante è invece sfavorevole, porta al 43, “lo Straripamento”. Quando la serenità nell’astrale inferiore “sopraggiunge”, cioè quando non è una conquista del sé inferiore ma uno stato di quiete dovuto a mancanza di affetti ed apatia, allora viene la sciagura perché prima o poi ci si troverà di fronte allo straripamento e al traboccare del desiderio di azione su questo piano.






La quarta variante è più favorevole, porta al 60, “la Delimitazione”; sull’astrale superiore la serenità non si costruisce sul ragionamento (serenità ponderata), ma sull’eliminazione dei difetti, e ciò si ottiene “delimitando” le proprie aspirazioni.






La quinta variante è sfavorevole, conduce al 54, “la Ragazza che va sposa”; sulla linea della razionalità, dove c’è il “corrosivo”, è pericoloso esercitare la serenità verace. Diciamo che quando ci si presentano le domande assillanti: “Chi sono? Dove vado? Da dove vengo? Ecc.” (il corrosivo), non bisogna adagiarsi in risposte tranquillizzanti (serenità verace), perché poi ci si ritrova come “la ragazza che va sposa”, a “vendersi” pur di non darsi le risposte “giuste”.






La sesta variante infine è anch’essa poco favorevole, ci dà il 10, il “Procedere”. Qualche volta la serenità sulla linea dell’intuizione “se-duce”, ammalia, cioè ci si crogiola nella propria capacità intuitiva; bisogna allora procedere, vale a dire non lasciarsi attirare “dall’amor sui” nel senso vano ed inutile, che produrrebbe la caduta, come nel mito di Narciso, ma energicamente scuotersi ed andare avanti anche se questo è pericoloso perché il procedere è “Procedere sulla coda della Tigre”.










59° HUANN

La Dissoluzione

















Attribuzione Sephirotica: Netzach


Sunn, il Mite, il Vento
Kkann, l’Abissale, l’Acqua










Quando l’Iniziato ha conosciuto la serenità (58), allora è possibile per lui “la Dissoluzione”, il 59° esagramma dell’I King. Dissolversi vuol dire sciogliersi nel grande tutto cosicché “il Re si appropinqui al suo Tempio”. Naturalmente alla base della dissoluzione c’è il “Sacrificio” e “l’Erezione del Tempio”, cioè l’eliminazione degli egoismi e dell’avidità che formano le barriere dell’io personale. Quando mio e tuo sono scomparsi per reciproca donazione, c’è la fusione degli esseri ed il ritorno all’0 iniziale. (Kether). Nella Genesi abbiamo due esempi di dissoluzione nell’episodio di Giuseppe ed i fratelli (v. Commento alla Genesi 42, 24 e 45, 2) in cui Giuseppe, sciogliendosi in lacrime, dà prima ai fratelli il cibo richiesto e poi ricostituisce l'unità della famiglia.
Nella B.Gita, ritroviamo la dissoluzione nel cap. 4, 23, 24; quando l’uomo, libero (sciolto) da attaccamento, compie tutto come “sacrificio” diventa lui stesso il Sacrificio e, facendosi egli tutt’uno col Sé superiore, la sua anima “si dilegua”, non esiste più come tale, ma si scioglie nello stesso Brahman, perché “è” Brahman.
Infine nei Vangeli troviamo che tuta la vita del Cristo è una dissoluzione dall’inizio. “E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Giovanni 1, 14) fino all’Ascensione: “Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme a loro ecc.” (Marco 16, 20) e “Ecco, Io Sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Matteo 28, 20). L’attribuzione Sephirotica di Netzach è legata alle sue caratteristiche di Amore, Matrice, Yoni. In essa si fonda il piacere, il desiderio; in essa si sciolgono le tensioni e le barriere. Come “Natura, grembo terrestre, accoglie in sé senza distinzione tutto ciò che è seme e che è rifiuto, ciò che si deve decomporre; essa tutto scioglie, assorbe, trasforma, rielabora, e così facendo produce e genera nuova vita.



Riferimenti biblici: Gn. 12, 1-6: Partenza di Abram
Gn. 13, 8-12: Abram si separa da Lot

Mc. 14, 26-28: Abbandono dei discepoli

At. 4, 31-35: Prima comunità cristiana






La prima variante è favorevole, conduce al 61, “la Veracità intrinseca”. Quando la dissoluzione viene esercitata sulla linea fisica è come “operare aiuto col potere di un cavallo”, cioè prestare la propria opera materialmente, dare aiuti in denaro, cibo, vestiario, ecc.; se è fatto in completa veracità, reca salute e tutto è propizio.






La seconda variante è meno favorevole, ci dà l’esagramma 20, “la Contemplazione”. La dissoluzione esercitata sulla linea della vitalità è possibile solo se si “corre verso il proprio appoggio”, cioè solo se basata sull’interiorizzazione, allora non crea scompensi (“il pentimento svanisce”); ciò si ottiene con la contemplazione, “innalzando fidenti lo sguardo a Lui”.






La terza variante è favorevole, porta al 57, “il Mite, il Penetrante”. La dissoluzione della linea affettiva aiuta la dissoluzione dell’io inferiore e favorisce la penetrazione nei piani superiori dove le divisioni vanno attenuandosi fino a scomparire.






La quarta variante è prima favorevole, poi sfavorevole, conduce al 6, “la Lite”. La dissoluzione sulla linea dell’astrale superiore dapprima crea liberazione (“Egli si discioglie dalla sua schiera”) ma se poi si prosegue per accumulare (in altra schiera), sfruttando l’ingenuità della gente comune, allora è bene fermarsi, altrimenti con “la Lite” viene la “sciagura”.






La quinta variante è abbastanza favorevole, ci dà il 4, “la Stoltezza giovanile”; dissolversi sulla linea della razionalità vuol dire eliminare gli errori, i limiti, ed è un buon metodo per accogliere il “Re” (Daath), solo, come al solito, bisogna essere prudenti perché su questo piano si rischia la follia.






La sesta variante infine è favorevole, porta al 29, l’Abissale”. La dissoluzione della linea dell’intuizione è lo scioglimento della parte più intima (il suo sangue): per ottenere ciò bisogna “andarsene, tenersi lontani, uscire”, cioè fare il vuoto, allora si può osare di oltrepassare l’abisso.










60° TSIE

La Delimitazione





















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 17 le Stelle


Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Tui, il Sereno, il Lago










Quando l’Iniziato si è bene “dissolto” (nel 59° esagramma dell’I King) deve ad un certo punto saper mettere dei limiti al suo dissolvimento, altrimenti si esaurisce; questo lo impara nel 60° esagramma, “la Delimitazione”. Nel Tao Te Ching ritroviamo “la Delimitazione” (intesa come limite ai desideri) nel cap.46°: “Sapere che abbastanza è abbastanza, significa avere sempre a sufficienza”; e ancora la delimitazione intesa come “Misura” nel cap. 65° : Saper scrutare costantemente la Misura, si chiama la Virtù segreta, ecc.
Nella Genesi ritroviamo la delimitazione nella cacciata di Agar e Ismaele da parte di Abrahamo (Genesi 21, 10-20); egli “delimita” così le sue cure e attenzioni perché queste debbono essere solo per il figlio Isacco; altra delimitazione è il patto di pace tra Giacobbe e Labano (Gn. 31, 44-54) in cui la Stele innalzata da Giacobbe ed il mucchio di pietre raccolto dai suoi costituiscono il “limite” da non oltrepassare per fare il male. Se poi consideriamo la delimitazione come punta ultima per il male (il “Thus far not farther” dell’I Am = così lontano e non oltre) allora essa è quanto consentito al Dragone 666 dell’Apocalisse (20, 2-3), oltre il quale c’è la distruzione, anzi l’autodistruzione.
Abbiamo attribuito al 60, la “Delimitazione”, il Tarocco n. 17, le Stelle, perché esse, nella loro funzione di “Karma” o destino, delimitano le possibilità dell’uomo e incanalano le sue attività in un percorso ben segnato e circondato da barriere insuperabili; tutto quello che può fare la personalità è aderire di buon grado, cercando di fare il proprio dovere al meglio. E così pure la donna raffigurata sulla lamina “regola” i liquidi vitali d’oro nell’acqua e d’argento sulla terra misurandone la giusta quantità, cosicché i due elementi acqua e terra (che corrispondono alle due colonne dell’albero) vengano trasformati e resi fruttiferi.


Riferimenti biblici: Es. 18, 17-22: Mosé istituisce i giudici

Nr. 2, 1-34: Disposizione dell’accampamento

Esd. 10, 10-12: Ripudio delle mogli straniere

Mt. 19, 3-12: Il divorzio






La prima variante è favorevole, conduce al 29, “l’Abissale”; applicare la delimitazione sulla linea del fisico è bene e non certo dannoso (“non è una macchia”) purché non si oltrepassino i limiti della delimitazione, cioè far digiuno, rimanere soli ed in silenzio va bene, ma bisogna farlo equilibratamente, altrimenti diventa pericoloso.






La seconda variante è invece sfavorevole, ci dà il 3, “la Difficoltà iniziale”; sulla linea della vitalità è meglio non porre gli stessi limiti della prima linea (“non uscire da porta e cortile”) anzi, va fatto il contrario perché proprio mentre si è soli e si digiuna la vitalità cresce, quindi la seconda linea va alimentata e liberata, allora anche se si dovranno affrontare alcune difficoltà, esse stesse porteranno alla riuscita.






La terza variante è abbastanza favorevole, porta al 5, “l’Attesa”. Consiglia di delimitare la linea dell’astrale inferiore, così si eviterà di “lamentarsi”; ciò vuol dire aspettare prudentemente ed agire solo dopo aver posto dei limiti ben precisi al proprio campo affettivo, allora si diventerà “lieti e fidenti”.






La quarta variante è favorevole, conduce al 58, il “Sereno”; come sempre l’astrale superiore è pericoloso e qui la delimitazione deve essere “contenta”; diciamo che i sentimenti altruistici e di collaborazione vanno limitati serenamente senza crearsi problemi inutili, allora ci sarà riuscita.






La quinta variante è anch’essa favorevole, ci dà il 19, “l’Avvicinamento”. Sulla razionalità la delimitazione deve essere “dolce”, cioè non rigida, i limiti di ciò che si studia debbono essere flessibili a seconda delle necessità (naturalmente reintegrative), allora ci si avvicinerà alla meta e così facendo si otterrà “rispetto”, cioè riconoscimento.






La sesta variante infine è pure favorevole. Ci dà il 61, “la Veracità intrinseca”; qui, sull’intuizione, qualunque limite non può che essere “amaro” e va prontamente rimosso, cosicché svanisce il pentimento e si ottiene la “Veracità”, che non è altro che la Verità.










61° CIUNG FU
La Veracità Intrinseca


















Attribuzione Sephirotica: Yesod


Sunn, il Mite, il Vento
Tui, il Sereno, il Lago











Quando ci si è saputo porre i limiti che ci sono propri, nell’ambito di quei limiti si può raggiungere “la Veracità intrinseca”; è il 61° esagramma dell’I King; se si giunge alla Veracità intrinseca, si giunge all’intima essenza delle cose per cui tutto diventa semplice, facile, comprensibile, anche a ”pesci e porci”, gli animali meno intelligenti di quelli normalmente a contatto con gli uomini.
La Veracità intrinseca è uno dei segni più belli, uno di quello che scusa la povertà esteriore per mettere in risalto lo splendore interno. E’ veracità intrinseca la risposta di Abrahamo al suo Dio che lo chiama: “Eccomi” (Gn. 22, 1).
Gesù di se stesso dice: “Io Sono la Via, la Verità, la Vita” (Gv. 14, 6), ponendo la Verità al centro di una delle sue più importanti affermazioni. Anche il Cristo dell’Apocalisse è detto “Verace” (Apocalisse 19, 11), perché Vero è attributo Daatico del Sé superiore, del piano Atzilutico e non può che essere reintegrativo.
Abbiamo attribuito al 61 la Sephirah Yesod perché Yesod è il punto della resa dei conti, della Verità con se stessi ed è il vero punto di partenza per la scalata all’Albero. Per conquistare Yesod bisogna aver conosciuto la “Verità” del piano Assianico, cioè la sua caducità e la sua non-Realtà.



Riferimenti biblici: Sir. 5, 10-15: Buon uso della lingua
Dn. 13, 42-48: La verità libera Susanna

Mt. 5, 33-37: Sul giuramento

Gv. 16, 38: Che cosa è la verità






La prima variante è favorevole, conduce al 59, “la Dissoluzione”; la veracità, la sincerità sulla linea del fisico reca salute se si è “pronti” ad accettarla per quella che è, allora i problemi si “dissolvono”. Diciamo che se abbiamo il naso schiacciato o con la gobba o siamo troppo alti o troppo bassi, con i capelli biondi o calvi ecc., queste nostre caratteristiche vanno accettate; diventa invece “inquietante” se fingiamo di essere quello che non siamo e allora la dissoluzione è intesa al negativo come “disfacimento” della persona fisica perché spesso i rimedi adottati per cambiare le caratteristiche non accettate sono pericolosi e dannosi.






La seconda variante è pure favorevole, porta al 42, “l’Accrescimento”. La Veracità applicata alla linea della vitalità dà salute, vigore, forza; diciamo che “accresce” la potenzialità del piano; come la gru allorché chiama il suo piccino ottiene risposta, perché tra di loro c’è “Verità” (intesa come amore) così noi possiamo ottenere risposta dal piano energetico “chiamandolo”, nello stesso modo, in verità. La “buona coppa” è la sorgente dell’energia, il solito Vaso, Athanor; offrirla nel modo giusto al piano astrale fa sì che esso risponda nella pienezza delle sue possibilità, cioè “accrescendosi”.






La terza variante è meno favorevole, ci dà il 9, “la Forza Domatrice piccola”; essere veraci sulla linea dell’astrale inferiore vuol dire manifestare apertamente i più piccoli moti dei propri sentimenti; questo ci fa sentire sballottati a destra e a sinistra, cioè ora allegri ora tristi, ora su ora giù; certo non si è “soli” con una vita sentimentale agitata, però tutto ciò non è molto reintegrativo e la forza che agisce è “piccola”, non “grande”.






La quarta variante è favorevole, conduce al 10, il “Procedere”. La Veracità intrinseca applicata sulla linea dell’astrale superiore è come “la luna quando è quasi piena”, cioè nella giusta posizione di umiltà (verso il sole) e come il cavallo che guarda davanti e non accanto a sé. Diciamo che essere veri, vale a dire “sinceri” sull’astrale superiore fa “procedere” se ci si mantiene umili ed insieme devoti agli ideali più alti, senza occuparci troppo di chi ci circonda.






La quinta variante è anch’essa favorevole, ci dà il 41, la “Minorazione”. La Veracità sulla linea della razionalità è quella che “concatena”, quella che lega tutte le altre veracità. Bisogna essere sinceri nella propria mente, allora si diviene sinceri all’esterno e con gli altri; se talvolta tale sincerità sembra una diminuzione (data dal tagliare tutto ciò che è superfluo) essa in realtà è un accrescimento, come dice la sentenza: “Minorazione congiunta con Veracità opera sublime riuscita senza macchia”.





La sesta variante infine è sfavorevole, porta al 60, “la Delimitazione”. Ricercare la Veracità sulla linea dell’intuizione è fuori posto e inutile e a lungo andare fa perdere l’intuizione. Il piano intuitivo non si dimostra scientificamente. Le prove tangibili dell’intuizione la limitano e le fanno perdere la natura impalpabile, fuori dagli schemi, che le è propria.










62° SIAU KO

La Preponderanza del Piccolo




















Elemento: Terra
Tarocco: n. 8 la Giustizia


Cenn, l’Eccitante, il Tuono
Kenn, l’Arresto, il Monte










L’Iniziato che ha conosciuto la Verità nel 61° esagramma (cioè quello che è Grande, importante, “Vero”) deve ora rivalutare quello che è piccolo, insignificante, meno vero (inteso non come falso, ma periferico, esterno, meno necessario).
Ritroviamo “la Preponderanza del piccolo” nelle varie sepolture dei morti della Genesi, di Abrahamo (25, 9); di Rachele (35, 19-20), di Isacco (35, 29), di Giacobbe (50, 1.44), di Giuseppe (50, 26), in cui notiamo che la cura dei morti è cosa meno importante della cura dei vivi, ma deve essere puntualmente ed accuratamente eseguita perché nel ricordo di chi non è più si attinge alla forza nascosta, infera, primordiale; così facendo non si aspira verso l’alto, si rimane in basso, sulla terra, ma da questa terrestrità nasce “gran salute”.
Ritroviamo ancora la “Preponderanza del piccolo” nella 86° delle “101 Storie Zen”: ”Il Buddha vivente ed il fabbricante di tinozze”, in cui il Maestro Mukurai andandosene nell’altra stanza a parlare col discepolo, riconosce nel fabbricante di tinozze la Preponderanza del piccolo.
Abbiamo attribuito al 62° esagramma il Tarocco n. 8, la Giustizia, perché essa ristabilisce l’equilibrio. La Preponderanza del Grande è normale, la Preponderanza del piccolo rende i due piatti uguali e solo la Grande Dea sa compiere tale miracolo.



Riferimenti biblici: Gn. 21, 9-13: Isacco erede di Abramo

Gn. 25, 29-34: Esaù cede la primogenita

Gn. 48, 17-19: Efrain e Manasse

Lc. 10, 21-22: Il Vangelo rivelato ai piccoli






La prima variante è sfavorevole, conduce al 55, “la Copia”. Quando si è di struttura fisica delicata non si deve chiedere troppo al proprio organismo perché ad un breve momento di resa massima segue poi immediatamente il calo (come nella Copia), qui conviene dunque misurare le proprie forze fisiche e limitare l’attività.






La seconda variante invece è favorevole, ci dà il 32, “la Durata”. Esercitare la Preponderanza del piccolo sulla linea eterica vuol dire controllare l’alito vitale mettendo l’attenzione sulle ritenzioni, questo provoca il “giusto” flusso di energia nel tempo (“la Durata”) purché “la nipote si incontri con l’ava” (ed il nipote con l’avo), cioè le correnti di destra e di sinistra si rivolgano ai piani più alti, alle origini, Ava = Binah e Avo = Chokmah; così si percorre il sentiero centrale e anche se ancora non si raggiunge il principe (Tiphereth), però si incontra il funzionario (Yesod).






La terza variante è sfavorevole, porta al 16, “il Fervore”. Anche la “Preponderanza del piccolo” sull’astrale inferiore è pericolosa: lasciarsi affascinare e coinvolgere nei piccoli sentimentalismi non serve ad equilibrare lo scompenso delle grandi passioni, porta invece a “sciagura”, ad essere colpiti dietro, a tradimento. Ci vuole straordinaria cautela, allora viene il “fervore”, cioè si è in grado di trovare in se stessi la spinta necessaria a procedere.






La quarta variante è più favorevole., conduce al 15, “la Modestia”. Anche qui c’è il solito “pericolo” dell’astrale, ma meno assillante della linea precedente. Sull’astrale superiore è meglio non provocare la Preponderanza del piccolo, è opportuno astenersi dalla ricerca dei particolari nei sentimenti di fratellanza e collaborazione, allora, senza averli cercati, si ottengono i risultati con la perseveranza e l’equanimità.






La quinta variante è favorevole, ci dà il 31, “l’Influenzamento”. La Preponderanza del piccolo sulla linea della razionalità porta i suoi frutti non subito (nessuna pioggia) ma col tempo (dense nubi). “Il principe tira e colpisce quello nella caverna”: diciamo che Tiphereth si rivolge indietro invece che in avanti (si occupa di Yesod e non di Daath, del piccolo e non del Grande), il che è conforme alla funzione della linea; per poter proseguire è consigliato lasciarsi influenzare dalla “donna”, cioè dalla razionalità ricettiva.






La sesta variante infine è sfavorevole, porta al 56, “il Viandante”. Occuparci dei particolari, delle rifiniture sulla linea dell’intuizione è mancare il bersaglio, qui si dovrebbe esser tutti centrati e sintetici, non analitici e pedanti, così facendo si ottengono “piccolezze”, come quelle che può avere il Viandante il quale, non avendo fissa dimora, non ha sicurezza.











63° KI TSI

Dopo il Compimento


















Elemento: Fuoco
Tarocco: n. 20 la Resurrezione


Kkann, l’Abissale, l’Acqua
Li, il Risaltante, il Fuoco










L’Iniziato che ha saputo conoscere il valore anche delle piccole cose nel 62° esagramma, “La Preponderanza del piccolo”, ed in essa si è perfezionato, ottiene nel 63° esagramma dell’I King la perfetta equilibratura dei suoi tre piani inferiori: il fisico, l’astrale, il mentale; se egli riuscisse ad usare questa perfezione per il piano causale (Atzilutico) compirebbe "l’Opera”, e non ci sarebbe poi il 64° esagramma a riproporre “il mutamento”, invece c’è, allora vuol dire che è stata compiuta l’opera, ma non "l’Opera”. Ritroviamo il “Dopo il compimento” nel 18° canto della B: Gita, in esso “si compie” l’istruzione di Arjuna (e di ogni altro “guerriero” come lui); nel 41° cap. della Genesi (41, 41-46) la nomina di Giuseppe a Viceré d’Egitto “compie” il lavoro iniziato dai Patriarchi Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
Nel Vangelo di Giovanni (20, 1-18), la Resurrezione di Gesù “compie” l’Opera Sua, anche se egli stesso morendo aveva detto: “Tutto è compiuto!” (Giov. 19. 30), ma la Sua morte era solo l’inizio del compimento. Nella decima delle 101 Storie zen, “l’ultima poesia di Hoscin”, il “Kaa” (ruggito del leone vittorioso) “compie” la vita del Maestro, e nel 41° cap. del Tao Te Ching, la “Via” porta tutto a “compimento”, perché sa prestare (dare tutto). Abbiamo attribuito al 63° esagramma il Tarocco n. 20, la Resurrezione, perché Resurrezione vuol dire fine della prova, Risultato finale preparato da un lungo lavorio di trasformazione, infatti con la morte si “dà tutto” e, risorgendo, si ottiene tutto.



Riferimenti biblici: 1 Sam. 1, 18-28: Compimento del voto di Anna
1 Re: 6, 37-38: Costruzione del Tempio

Lc. 23, 44-47: Agonia e morte di Gesù
Lc. 24, 50-53: Ascensione






La prima variante è poco favorevole, conduce al 39, “l’Impedimento”. Quando si termina un lavoro sul piano fisico è bene fermarsi del tutto (“frenare le ruote”) alla fine, altrimenti si rischia di finire con la “coda nell’acqua” cioè, se si spreca la propria attività, si ottiene il contrario di quello che si cercava, come la volpe che avendo saltato un fosso, salta ancora e finisce col bagnarsi; bisogna comportarsi come se si avessero degli ostacoli davanti, fermarsi e riflettere, allora non c’è macchia.






La seconda variante è favorevole, porta al 5, “l’Attesa”. Sul piano energetico compiere l’opera vuol dire aver raggiunto la piena vitalità, quando questo avviene però “si scopre” (si palesa), la parte femminile, che in genere è nascosta (“la donna perde la cortina della sua carrozza”), così si può temere di aver rinunciato a qualcosa (come quando la verità viene svelata); ma non c’è da preoccuparsi, basta attendere il tempo giusto e subito ci si ritrova a spendere le proprie energie in una nuova attività, “questo rivela la donna”, cioè ripropone l’interno gioco maschio-femmina a cui siamo abituati, che ci piace tanto, cioè gli alti e bassi continui, anche nella nostra vitalità.






La terza variante è abbastanza favorevole, ci dà il 3, “la Difficoltà iniziale”. L’astrale inferiore è considerato dall’alto avo (Chokmah) il “paese dei demoni”, ed a ragione, perché il mondo della psiche è certo il più tenebroso e sofferto, umido, fangoso, complicato. Per compiere l’opera sulla linea dell’astrale inferiore secondo il Piano (Chokmah) bastano 3 anni (3 mesi, 3 giorni, 3 secoli, ecc.) purché non si tratti di “gente comune”, ma del nobile” (saggio, santo, iniziato), il quale incontra certe difficoltà all’inizio, ma poi “opera districando e ordinando”.






La quarta variante è anch’essa abbastanza positiva, conduce al 49, il “Sovvertimento”; mette in guardia, al solito, dai pericoli dell’astrale superiore. Qui compiere l’opera vuol dire aver fatto un lavoro di gruppo, aver donato, consolato, istruito; bisogna ricordare di non fermarsi alle apparenze perché “anche le vesti più belle danno stracci”. Dunque la massima prudenza e riflettere sul fatto che molto spesso quello che sembra “donazione, consolazione, istruzione” può essere tutto il contrario portando con sé un vero e proprio sovvertimento anche delle migliori intenzioni.






La quinta variante è sia favorevole che sfavorevole, ci dà il 36, “l’Oscuramento della luce”; compiere l’opera sulla linea della razionalità dà due possibilità: un grande arricchimento di nozioni (“bove macellato”), oppure un piccolo quantitativo di nozioni “rese-sacre” = sacrificate, naturalmente nel secondo caso si ottiene la vera felicità purché si sappia, “velando lo splendore” (della razionalità), rimanere chiari” per l’intuizione.






La sesta variante infine è poco favorevole, porta al 37, “la Casata”; voler compiere l’opera sul piano dell’intuizione è come al solito eccessivo. L’intuizione non si “compie” perché non ha limiti; volerla ”terminare” significa renderla simile ad un sentimento dell’astrale inferiore, cioè umida, appiccicosa, possessiva; tutto ciò è pericoloso, meglio far ordine nel proprio albero ristabilendo le caratteristiche dei singoli piani e i singoli compiti, come nella “Casata”.










64° UE TSI
Prima del Compimento



















Elemento: Acqua
Tarocco: n. 2 la Papessa


Li, il Risaltante, il Fuoco
Kkann, l’Abissale, l’Acqua










Se l’Iniziato nel 63° esagramma non ha ancora compiuto l’Opera (e se è ancora vivo non l’ha compiuta), allora deve affrontare nel 64° esagramma l’inizio di un nuovo ciclo, ovviamente un anello della spirale più in su, ma di nuovo un inizio, bello e divertente quanto si vuole ma certamente sempre molto faticoso.
Quando si finisce di leggere (o di scrivere) un libro, mentre si finisce già si pensa al nuovo libro e così per un quadro, una musica, un affare, un amore, un viaggio, un’avventura, una vita.
Nella Genesi (50, 25) Giuseppe dice ai figli di Israele “Elohim verrà certamente a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa”. Egli muore ma prepara per i suoi discendenti l’Esodo. Nel Vangelo di Giovanni ugualmente alla fine, proprio nelle ultime battute, si ripropone un ipotetico libro: “Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (21, 25). Nei Tarocchi il Folle, il 22, rimette in gioco tutta la serie dei Trionfi perché egli, con la sua pazzia può vanificare e distruggere un lavoro di secoli, così da dover ricominciare tutto da capo.
Noi però abbiamo attribuito al 64° esagramma il Tarocco n. 2, la Papessa, perché essa è “la porta del Santuario”, e rappresenta la Sacerdotessa Sacra con in mano le due chiavi d’oro e d’argento a guardia del Tempio. Il 64° esagramma, il “Prima del compimento”, è pure la porta che permette l’accesso al nuovo mondo; ci sono numerosi pericoli, c’è il rischio di doversi fermare, di non poter proseguire, di essere ricacciati indietro più o meno violentemente, ma c’è anche la prospettiva del “fuoco” oltre “l’acqua” cioè la prospettiva di poter raggiungere la meta altissima che si intravede dietro il pericolo.
Ma se parliamo di porte possiamo allora ipotizzare che “Prima del Compimento” sia la Porta senza Porta dello Zen ed in tal caso ci affidiamo alla poesia di Mumon (Mumonkan, Koan n. 13) che dice: “Se capisci la prima parola dello Zen, saprai l’ultima, L’ultima parola o la prima parola. “Ciò” non è una parola”.
Questa è la ciclicità della manifestazione. L’inizio coincide con la fine e la fine con l’inizio. Ma per poter comprendere il “Ciò” bisogna trascendere il ciclo, allora ogni singola tappa del ciclo (i 64 esagrammi) e gli stessi sentieri tra due tappe (le varianti) saranno l'innominabile "Ciò” lo stesso Tao.



Riferimenti biblici: Gn. 1, 26-31: Creazione dell’Uomo: 6° giorno

Gn. 18, 9-15; Annunzio della nascita di Isacco

Es. 12, 15-16: Preparazione alla Pasqua

Lc. 1, 26-31: Annuncio a Maria






La prima variante è sfavorevole, conduce al 38, “la Contrapposizione”; prima di iniziare un lavoro sul piano fisico bisogna pesare il pro e il contro, allora si evita “il vergognoso bagno della coda”.






La seconda variante è favorevole, ci dà il 35, il “Progresso”. Saper aspettare il momento opportuno (“fermare le ruote”) sulla linea della vitalità chiarifica le proprie possibilità e così il lavoro iniziato sul piano vitale diviene progressivamente fruttuoso.






La terza variante è anch’essa favorevole, porta al 50, il “Crogiolo”. Anche sulla linea dell’astrale inferiore, dopo matura riflessione, ci si può azzardare ad attraversare la “grande acqua”, cioè ad agire, però con somma cautela, evitando gli “assalti” e purché ci si sia resi “crogiolo”, cioè caricati di tutte le qualità necessarie ad affrontare un nuovo affetto (pazienza, comprensione, generosità, ecc.)






La quarta variante è abbastanza favorevole, conduce al 4, “la Stoltezza Giovanile”, cioè all’inesperienza. Iniziare un nuovo lavoro sull’astrale superiore richiede perseveranza e dapprima scuotimento per scacciare i “demoni” (i fantasmi di questo mondo); allora si possono ottenere ottimi risultati (per tre anni = solito periodo chiuso) purché si alimenti, agendo con cura e serietà, il proprio carattere”.






La quinta variante è pure favorevole, ci dà il 6, “la Lite”. Iniziare un nuovo studio, un nuovo lavoro sulla linea della razionalità reca salute, perché “la luce del nobile è verace”, cioè egli lo fa sempre con scopo reintegrativo; l’importante è che “di ogni faccenda che imprende, ponderi l’inizio”, cioè si prepari ai contrasti che via via che procede dovrà superare.





La sesta variante infine è favorevole, porta al 40, “la Liberazione”. Qui si può “bere il vino con fiducia”, porsi tranquillamente nello stato di ricettivo. Attenzione però a non umidificare troppo, a non scendere a livello mistico-sentimentale, in tal caso ci si “legherebbe” invece di “liberarsi”!