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9 ottobre 2009

Agni, il fuoco vitale e Ama, le tossine



Agni, il fuoco che brucia le tossine
Longevità, colorito, forza, capacità d'iniziativa, sviluppo, lustro, vigore, energia, calore e respiro vitale sono basati sul fuoco (agni) del corpo.
Se il fuoco è spento, la persona muore; se il fuoco è equilibrato, la persona vive a lungo priva di malattie; se il fuoco è disturbato, la persona si ammala.
Il fuoco è quindi la radice (d'ogni cosa).
Charaka Samhita, Cikitsasthana, XV, 3-4
Secondo l'Ayurveda Agni è il fuoco vitale, che anima tutti i processi biologici, rappresenta il potere metabolico digestivo.

VARI TIPI DI AGNI:

  • Jathar Agni: fuoco digestivo. Mantiene e sostiene tutti gli altri Agni del corpo, è la principale fonte di calore
  • Panchabhuta Agni: cinque principi di trasformazione localizzati principalmente nel fegato
  • Saptadathu Agni: nel processo di formazione e trasformazione dei tessuti, ogni tappa è caratterizzata da specifici "Dathu Agni" in grado di estrarre da ogni tessuto gli elementi per la formazione del successivo.
In totale sono sette uno per ogni tessuto.

I FATTORI CHE DISTURBANO AGNI

  • digiuno
  • eccesso di cibo
  • mangiare prima della digestione del pasto precedente
  • mangiare in modo irregolare
  • cibo non sano
  • oppressione dei bisogni naturali
  • difficoltà d’adattamento all'ambiente
  • emozioni negative
I SINTOMI DI CATTIVO FUNZIONAMENTO DI AGNI:
malessere, mal di testa, svenimento, diarrea, stitichezza, gusto amaro in bocca, vertigini, rigidità alla schiena, sbadigli, dolore de sete, febbre, vomito, coliche.
Se Agni è danneggiato il disturbo digestivo che ne consegue porta alla formazione di Ama, una sostanza prodotta dalla putrefazione del cibo ingerito che dopo essersi accumulata nel tratto digestivo penetra nei vasi capillari e sanguigni.

Nel processo della digestione vediamo all'opera alcuni dei sotto-dosha o subdosha, "Concetto di Tridosha".


Se non rimossa può alterarsi e produrre sostanze tossiche che possono raggiungere qualsiasi punto degli organi più deboli


QUANDO SI COMBINA CON I DOSHA AMA CAUSA:
  • PITTA Sensazione di bruciore, sete, disturbi in bocca ed altri disturbi Pitta
  • KAPHA Emaciazione, raffreddore, diabete, disturbi Kapha
  • VATA Disturbi urinari, addominali ed altri disturbi Vata
AGNI , IL FUOCO DIGESTIVO, AMA , IL CIBO NON DIGERITO


A cura di Giovanni Fico
Longevità, colorito, forza, capacità d'iniziativa, sviluppo, lustro, vigore,energia, calore e respiro vitale sono basati sul fuoco (agni) del corpo. S
e il fuoco è spento, la persona muore;
se il fuoco è equilibrato, la persona vive a lungo priva di malattie;
se il fuoco è disturbato, la persona si ammala.
Il fuoco è quindi la radice (
e il fuoco è spento, la persona muore;se il fuoco è equilibrato, la persona vive a lungo priva di malattie;se il fuoco è disturbato, la persona si ammala.Il fuoco è quindi la radice (d'ogni cosa). 
Charaka Samhita, Cikitsasthana, XV, 3-4.
Il fuoco digestivo (agni) è responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti e materiali di rifiuto, dal suo buon funzionamento dipende la formazione, il nutrimento e l'equilibrio dei dosha (costituenti corporei), dei dhatu (tessuti), dei mala(escreti) e dei cinque elementi presenti nel corpo. 


In Ayurveda si dà molta importanza al buon funzionamento della digestione perché è un fattore basilare per il mantenimento della buona salute, il cibo di cui si nutre una persona può anche essere della migliore qualità e il più adatto, ma se non viene digerito bene può risultare dannoso.
Quando nei testi ayurvedici antichi si parla di fuoco digestivo, gli autori intendevano le funzioni fisiologiche che letteralmente "cuociono" il cibo e lo scompongono per prepararlo alla conseguente assimilazione. Il concetto di agni include quindi la secrezione e l'azione sul bolo alimentare dell'acido cloridrico, degli enzimi intestinali, degli acidi e degli alcali biliari.


Secondo l'Ayurveda nel corpo esistono tredici tipi di agni di cui il più importante è jatharagniche si trova nello stomaco e digerisce il cibo; in sanscrito jathar significa stomaco, agnisignifica fuoco, per cui jatharagni é il fuoco dello stomaco. Gli altri fuochi digestivi trasformano le sostanze nutrienti estratte dal cibo nei vari tessuti corporei, tutti i fuochi presenti nel corpo possono essere intesi come l'azione di differenti tipi di enzimi digestivi. 


Il processo della digestione


Quando il cibo entra nella bocca viene masticato, ingerito o bevuto per azione del prana vata una delle cinque funzioni di vata dosha responsabile di tutti i movimenti che avvengono nel corpo. Quando passa nello stomaco, kledaka kapha inumidisce e impasta il cibo in un bolo che viene sottoposto all'azione dijatharagni il fuoco digestivo che forma il plasma nutriente. 


A questo punto entra in azione pachaka pittache promuove la digestione del cibo e separa le parti da scartare sotto forma di mala. La parte nutriente (ahara rasa ) che va a nutrire tutti i tessuti (dhatu) viene trasportata per azione di samana vata , mentre apana vat a si prende cura dei materiali di rifiuto portandoli verso il colon e il retto da dove vengono eliminati.


I tredici tipi di agni o processi enzimatici
  • Jatharagni, il fuoco digestivo
  • 5 bhuta agni responsabili della formazione dei pancha mahabhuta, i cinque elementi
  • 7 dhatu agni responsabili della formazione dei dhatu, i tessuti corporei.
Jatharagni 

Nella catena dei vari processi metabolici, jatharagni, il fuoco digestivo presente nello stomaco, è il primo ad entrare in azione ed è considerato la base di tutti gli altri fuochi digestivi responsabili delle varie attività metaboliche, anche ai livelli più sottili delle cellule dei tessuti.


Il cibo dà nutrimento ai tessuti corporei (dhatu) ed è necessario per la formazione di ojas , l'essenza sottile dei tessuti che genera l'energia vitale, dà forza ai vari organi e sistemi, mantiene efficiente il sistema immunitario.


L'azione di jatharagni trasforma il cibo in ahara rasa , le sostanze nutrienti, ahara rasaprovvede al nutrimento dei dosha, dei dhatu e degli altri costituenti corporei. Se il cibo non viene digerito bene ahara rasa sarà insufficiente o insalubre, così la qualità e la quantità deidosha e dei dhatu verrà compromessa, questo creerà squilibrio nei dosha e nei dhatu e il circolo vizioso così instaurato, se non interrotto, darà luogo all'insorgere delle malattie. Per queste ragioni in Ayurveda si pone molta attenzione ad assicurare il buon funzionamento di jatharagni.


Abbiamo visto che nel corpo ci sono tredici tipi di agni , dopo la trasformazione del cibo nella sua essenza nutriente, ahara rasa , entrano in azione gli altri dodici agni: i bhuta agnie i dhatu agni.






I 5 bhuta agni 


I cinque bhuta agni sono una parte essenziale del processo della digestione e del metabolismo. Essi convertono il cibo in una forma che il corpo possa assimilare. Abbiamo visto che tutto nella creazione è composta dai cinque elementi, compreso il cibo e il corpo umano. Questo gruppo di enzimi rende la composizione degli elementi (mahabhuta) del cibo, omologa alla composizione degli elementi del nostro organismo, in questo modo le sostanze nutrienti possono essere assimilate dal corpo.


I cinque bhuta agni sono:
  1. akasha bhuta agni (akasha = spazio)
  2. vayu bhuta agni (vayu = aria)
  3. agni bhuta agni (agni = fuoco)
  4. jala bhuta agni (jala = acqua)
  5. prithvi bhuta agni (prithvi = terra)
I 7 dhatu agni 


Il primo di questi fuochi, rasa dhatu agni, trasforma il cibo reso omologo in rasa (plasma, linfa), il fluido che contiene le sostanze nutritive di cui abbisognano tutti i sette tipi di dhatu(tessuti). Il primo tessuto si chiama linfa perché come la linfa di una pianta nutre tutte le parti della pianta (radici, tronco, foglie, fiori, frutti, ecc.), così la linfa corporea è il nutrimento di base per la formazione di tutti gli altri tessuti. 


La sequenza di trasformazione del cibo nei vari tessuti è sintetizzata nella seguente tabella:


SUBSTRATO O TESSUTOAGNI, FUOCO DIGESTIVOTESSUTO SINTETIZZATO EQUIVALENTE A
Cibo jatharagniahara rasa sostanze nutrienti
Ahara rasarasa dhatu agnirasa plasma (linfa)
Rasa rakta dhatu agni rakta cellule sanguigne
Rakta mamsa dhatu agni mamsa muscolo, tessuto connettivo
Mamsa meda dhatu agni meda tessuto adiposo, grasso
Meda asthi dhatu agni asthi ossa e articolazioni
Asthi majja dhatu agni majja midollo osseo, tessuto nervoso
Majja shukra dhatu agni shukra seme, uovo, tessuto riproduttivo
Shukra stile di vita armoniosoojas essenza dei 7 dhatu



Alla fine del ciclo di trasformazione delle sostanze nutrienti nei vari tessuti grazie all'azione di tutti idhatu agni, si forma il tessuto riproduttivo e si produce contemporaneamente ojas. Ciò avviene quando una persona segue dieta, routine e stile di vita appropriati, quando si riposa a sufficienza e adotta una qualche forma di pratica spirituale. In altre parole, quando conduce una vita armoniosa in ordine con le leggi di natura.


 Ojas ha una qualità molto sottile ma ha anche un valore materiale, si potrebbe dire che ojassi colloca nel "gap", cioè sulla linea di confine fra la coscienza e il corpo.Ojas ha una qualità radiante e si comporta come una lampada posta sulla porta di entrata che permette la comunicazione visiva fra chi sta fuori e chi sta dentro. La radianza e la forza di ojas permette alla Pura Coscienza, la sorgente dell'intelligenza biologica, di esprimersi nella forma del corpo materiale.



I quattro stati di agni


Tutte le funzioni corporee sono influenzate dai dosha, quindi anche le funzioni digestive subiscono questa influenza. Esistono quattro stati in cui agni si può trovare, tre di questi sono dovuti allo squilibrio dei dosha , mentre il quarto è lo stato di equilibrio.
  1. Visamagni E' uno stato di instabilità di agni dovuto all'influenza di vata . Questo tipo di agni si trova nelle persone che hanno una costituzione vata o un eccesso di vata . La digestione del cibo è variabile, normalmente lenta, ma a volte anche normale. Si notano comunemente sintomi come stitichezza, gonfiore addominale, dissenteria, dolori dovuti a coliche intestinali.
  2. Tikshagni In questo stato agni diventa troppo veloce o troppo forte, è una condizione che si riscontra nelle persone di costituzione pitta o con pitta aggravato. Jatharagnidiventa iperattivo e può digerire grandi quantità di cibo in breve tempo, così la persona si sente sempre affamata. Di solito le persone con questo tipo di agni hanno la bocca secca, sensazioni di bruciore e molta sete.
  3. Mandagni Qui la funzione di agni diventa molto lenta e la persona non è in grado di digerire nemmeno piccole quantità di cibo. Questa condizione è dovuta all'aggravamento di kapha dosha . Anche le persone di costituzione kapha tendono ad avere mandagni. I sintomi sono: nausea, vomito, pesantezza di stomaco, pigrizia, tosse, patina sulla lingua e salivazione eccessiva.
  4. Samagni In questo stato la funzione di agni è normale e salutare, ciò indica uno stato di equilibrio dei dosha nel corpo. In questo stato la persona può digerire facilmente una dieta normale e da essa trarre nutrimento e forza perché tutti i dhatu (tessuti), cellule e organi ricevono il giusto nutrimento. In questo modo si mantiene una condizione generale di buona salute.
Ama, il cibo non digerito


La principale conseguenza del cattivo funzionamento dei processi digestivi appena descritti è la formazione di quel che in Ayurveda viene chiamato ama che letteralmente significa "non digerito". In pratica è un accumulo di tossine che sotto forma di materia scura, appiccicosa e maleodorante, si deposita prima nel tratto gastrointestinale e poi viene assorbita insieme alle sostanze nutrienti, penetra in profondità nei tessuti depositandosi laddove il corpo è più debole.


Ama può essere creato in due modi:
  1. A causa del fuoco digestivo debole:
    Se il fuoco digestivo (jatharagni ) è debole, una parte del cibo non viene digerita, rimane nel corpo, diventa tossica e va a disturbare ulteriormente la funzione dijatharagni.
  2. Mangiando in maniera impropria:
    Per digerire bene il cibo bisogna mangiare secondo la forza del fuoco digestivo e secondo certe regole basilari. Anche se il fuoco digestivo è forte e malgrado le nostre migliori intenzioni, spesso ci si trova a mangiare troppo, a mangiare cibi di cattiva qualità e troppo pesanti, a mangiare troppo tardi, a fare un pasto prima che quello precedente sia digerito, oppure a mangiare quando siamo ansiosi, agitati, arrabbiati o di fretta. Il risultato sarà la formazione di ama.
L'ama che si viene a formare si mescola con le sostanze nutrienti e attraverso i vari canali di circolazione (srota ) si deposita in quelle parti del corpo dove l'immunità è più debole. A causa di questo accumulo, si squilibrano i dosha o si bloccano gli srota , i canali di circolazione. Secondo il luogo in cui ama si accumula, compaiono diverse malattie, per esempio, quando ama si deposita nei polmoni si crea congestione, tosse e asma; nelle articolazioni crea artrite; negli intestini crea diarrea o stitichezza.


Secondo l'Ayurveda ama è una delle cause principali delle malattie e nella società moderna questo è un grosso problema. La ragione è che le persone in generale non si alimentano in maniera regolare e non seguono le regole basilari dell'alimentazione. Inoltre il tipo di cibo che si mangia al giorno d'oggi è altamente "amagenico": fast food, cibi fritti, conservati e precotti, prodotti a base di farina bianca e zucchero bianco raffinato, prodotti animali e latticini. 


Tutti questi cibi sono pesanti e hanno bisogno di un jatharagni forte per essere digeriti. In pratica, per mantenere la buona salute e curare le malattie, bisogna scegliere una dieta che possa essere digerita senza formare ama .


Sintomi causati dalla presenza di ama e contromisure da adottare per ridurre ama


Alcuni sintomi causati dalla presenza di ama nel corpo sono: pigrizia, sonnolenza, febbre leggera, dolori in varie parti del corpo, pesantezza di stomaco dopo i pasti, costipazione, gas intestinali, patina sulla lingua e comparsa di muco nelle feci. La presenza di questi sintomi rivela che il fuoco digestivo è debole o il modo di alimentarsi è sbagliato.


Le contromisure da adottare per tenere sotto controllo ama partono dal requisito fondamentale di scegliere una dieta adatta alle proprie capacità digestive, facendo in modo che il cibo sia digerito facilmente. Bisogna anche stare attenti ai cibi che producono ama , cioè tutti i cibi che hanno qualità pesante e sono difficili da digerire, non è necessario arrivare ad eliminarli completamente, basta mangiarli in una quantità che non indebolisca o sovraccarichi jatharagni

Introdurre nella dieta frutta, verdura cotta o al vapore, minestre di vegetali, succhi di frutta e di verdura, spezie in cottura o in aggiunta ai cibi, burro chiarificato, digiunare ogni tanto (almeno una volta ogni due settimane), mantenere integra la forza di agni usando erbe che tonificano il fuoco digestivo. Queste sono alcune regole generali che possono aiutare a tenere sotto controllo ama.



"La scoperta dell'acqua calda"


A parte l'ironia che questo titolo può suscitare, uno dei metodi più semplici, efficaci e non dispendiosi per liberarsi di ama è l'abitudine di bere regolarmente acqua calda. Si fa bollire per 15 minuti circa un litro d'acqua, lo si mette in un thermos e lo si beve in piccole quantità durante la giornata. 


Facendo bollire l'acqua per almeno 15 minuti, oltre a far precipitare una parte dei sali minerali sciolti nell'acqua, si ha l'effetto di allentare le forze di Van der Wals, le forze di attrazione delle molecole. In questo modo l'acqua diventa più fluida e penetra più facilmente nei tessuti. A lungo andare, l'acqua al suo passaggio non solo pulisce il tratto gastrointestinale, ma penetra nei tessuti sciogliendo l'ama che si è depositato più in profondità.


Oltre a consigliare una dieta per mantenere jatharagni in equilibrio, l'Ayurveda consiglia regimi e stili di vita adatti alla persona e alle stagioni: routine giornaliera, routine stagionale, regolari terapie di purificazione (Pancha Karma), massaggi con olio, esercizio fisico sufficiente. Tutto questo concorre a mettere l'individuo in armonia con i ritmi e i cicli naturali e mantenere il fuoco digestivo forte ed equilibrato.


Ognuno di noi è un caso a parte e quindi non si possono dare regole precise che valgano per tutti. 


Ognuno dovrebbe capire da solo quale è la forza del proprio fuoco digestivo, quali sono i cibi che risultano pesanti da digerire e quindi da evitare o da usare con moderazione, quali sono i cibi nutrienti e facilmente digeribili, quale è lo stile di vita che più si adatta alla propria persona. Se risulta difficile capire tutto ciò, è bene rivolgersi a un buon terapista che possa dare i consigli adeguati.




AMA: il concetto di tossina secondo la Medicina Ayurvedica
Scritto da Dr Francesco Perugini Billi

Ogni alimento che mangiamo, per quanto buono e sano, rimane qualcosa di estraneo se non è adeguatamente digerito. La natura minerale, vegetale e animale del cibo deve essere trasformata nella nostra specifica natura, nel nostro corpo individuale, nei nostri fluidi e tessuti. 

Solo attraverso la “morte” e l’annientamento di queste nature estranee, il cibo diventa pienamente “noi”. Se questo non accade, il rischio è che l’innata intelligenza unificante di tutte le nostre cellule possa essere disorientata e messa in pericolo: l’alimento non adeguatamente digerito entra nel nostro corpo mantenendo la sua natura estranea, minerale, vegetale e animale, e crea scompiglio. 

Il continuo flusso di materiale non adeguatamente processato alimenta dapprima sintomi generali di malessere, ma poi nel tempo può causare vere e proprie patologie. Come dirò in seguito, questo discorso vale anche per la mancata digestione di tutto quello che il nostro corpo incamera sul piano mentale e sottile.

Secondo la Medicina Ayurvedica, AGNI, il fuoco metabolico, è l’energia preposta alla trasformazione degli alimenti. Il suo potere trasforma ciò che è eterologo in omologo, ciò che non siamo in quello che siamo, il non-self in self. 

Da AGNI dipende la durata della nostra vita, la forza fisica, la resistenza alla fatica, la vitalità e l’efficienza del sistema immunitario. Più precisamente, AGNI governa la digestione, l’assorbimento, l’assimilazione e la trasformazione del cibo in energia e tessuto sano. AGNI è presente ovunque nel corpo. Esistono 13 AGNI principali. Il più importante è Jathara AGNI, il fuoco centrale, presente nel sistema digestivo. Gli altri sono presenti nel fegato, nel pancreas, nei tessuti e perfino a livello cellulare.

Quando AGNI è debole, il cibo non può essere trasformato in tessuto o in energia e neanche in materiale di scarto, come le feci e le urine, ma indugia in uno stato intermedio amorfo che non serve alle funzioni vitali, né può essere eliminato. Si forma così una sostanza che l’ayurveda chiama AMA. Questo termine sanscrito significa “crudo”, “indigerito”, “non-processato”. Questo materiale tende ad accumularsi e ad intossicare il corpo.

AMA e AGNI hanno qualità opposte: AGNI è leggero, penetrante, sottile, caldo e non liquido, mentre AMA è pesante, colloso, freddo, acquoso, appiccicoso, maleodorante. Appesantisce il corpo e occlude i canali (srota) dove scorrono i nutrienti e le energie dirette verso i diversi tessuti del corpo. Per un malfunzionamento del fuoco centrale (Jathara agni), AMA può formarsi nel tratto gastrointestinale e migrare verso altri tessuti. Ma, in seguito alla debolezza degli altri AGNI, AMA può formarsi ovunque nell’organismo, anche nei tessuti periferici.

Siccome AGNI digerisce anche la non-materia, cioè le immagini, i suoni, le sensazioni, le parole, ecc. il mal funzionamento di AGNI a livello neurosensoriale produce AMA mentale. Quando non abbiamo “digerito” un’offesa, una delusione, un insuccesso, una perdita o un abbandono, allora è possibile che si produca un AMA mentale che non solo può farci cadere nella depressione, nell’ansia, nel disinteresse o in altre simili turbe dell’umore, ma addirittura può farci ammalare nel nostro fisico, ovvero avere una ricaduta più fisica.

AMA facilita la proliferazione dei microbi e dei parassiti. Molte volte crediamo di aver preso quella o quell’altra infezione dall’esterno, ma non è così. I microbi sono già nel nostro corpo, AMA li nutre e crea le condizioni per la loro proliferazione. Nei bambini questo è molto evidente. Abusi alimentari e catarro precedono spesso e volentieri le infezioni vere e proprie. I trattamenti antibiotici abbattono la carica microbica e danno momentaneo sollievo, ma, non agendo minimamente sulla presenza e la produzione di AMA, non riescono a prevenire le successive ricadute. Anzi, sulle lunghe non fanno che aumentare AMA.

Secondo l’Ayurveda, AMA nel corpo può causare una serie di sintomi e segni: ostruzione dei canali, debolezza, pesantezza, movimenti anormali di Vata, malessere, indigestione, alito cattivo, meteorismo, ristagno nel flusso di energia, rigidità del corpo, perdita del gusto, inappetenza, stipsi o diarrea, debolezza sessuale, confusione mentale e sensazione di non chiarezza. AMA può rendersi palese verso l’esterno, sottoforma di uno strato bianco sulla lingua, catarro delle alte e basse vie respiratorie, perdite vaginali, muco nelle feci e dermatiti gementi. Il malfunzionamento di AGNI e la produzione di AMA sono anche alla base delle cosiddette “intolleranze”.

Sulle lunghe, AMA può anche concorrere a causare il cancro, forma estrema di perdita dell’intelligenza unificante che tiene insieme tutte le cellule del corpo in un unico ed individuale (indivisibile) organismo.


Segni di AGNI normale
Segni di presenza di AMA nel corpo
DIGESTIONEBuona.Debole.
INTESTINORegolare.Stitichezza o diarrea. Meteorismo.
ALITOPiacevole, dolce, la lingua è pulita.
Cattivo, spiacevole, la bocca è "impastata" e la lingua è sporca, soprattutto la mattina.
APPETITO
Ottimo. Si mangia e si digerisce di tutto.
Scarso e il cibo ha uno sgradevole sapore.
OCCHILucenti, chiari.Spenti, opachi, appiccicosi.
PELLEBell'incarnato.Avvizzita, opaca, "sporca".
URINE
Chiara e di colore paglierino e con poco odore.
Torbida, tendenzialmente scura.
FECIConformate, normali, senza forti odori. Eliminate senza sforzi.Con odore forte.
ARTICOLAZIONINon dolenti.Dolenti.
ENERGIATanta, quasi inesauribile. La mattina subito attivo.
Affaticamento. Sembra difficile iniziare qualsiasi attività. La mattina, risveglio lento e faticoso. Sensazione generale di pesantezza.
UMOREFelice, gioioso, entusiastico.Depresso. 


Per rimuovere AMA dal corpo, l’Ayurveda utilizza diverse tecniche depurative e specifici preparati a base principalmente di erbe. Il programma di Panchakarma è uno dei più utilizzati e completi, ma deve essere effettuato in appositi centri e sotto il controllo di personale qualificato. 


Dopo alcuni giorni di preparazione per mezzo di unzione interna (assunzione di ghee) ed esterna (massaggi con oli), il corpo è “maturo” per espellere le tossine. 


Il medico sceglierà uno o più mezzi per ottenere questo risultato: vomito (vamana), purga (virechana), clistere (basti), pulizia del naso (nasya) e purificazione del sangue (salasso, erbe amare, ecc.). Sono stati fatti diversi studi che confermano i benefici del Panchakarma sulla prevenzione e la cura delle malattie. In alternativa al Panchakarma è comunque possibile seguire una serie di pratiche di purificazione che possono essere fatte a casa. Oltre a ridurre le tossine (amapachana) si dovrà ristabilire l’equilibrio di AGNI (agnideepana). 


Dopo un’attenta valutazione del paziente, che comprende anche la diagnosi del polso, il medico prescriverà una dieta disintossicante, norme di routine giornaliera, farmaci naturali e se necessario, clisteri medicati e purghe. Un semplice ed economico espediente è l’acqua bollita. Si fa bollire 1 litro e ½ di acqua pura per 10-15 minuti. 


Poi si aggiungono diversi tipi di erbe, come per esempio zenzero e cardamomo, del miele e del limone. L’acqua, ben calda d’inverno e più tiepida in estate, dovrà essere bevuta lontano dai pasti a piccoli sorsi, dalla mattina alla sera. E’ chiaro che l’acqua calda deve accompagnarsi ad una dieta e ad uno stile di vita che facilitino la purificazione. 


 La rimozione di AMA è spesso necessaria affinché le cure vere e proprie siano più efficaci. Non infrequenti sono i fallimenti di terapie a base di erbe o di farmaci omeopatici dovuti ad una mancata preliminare purificazione dell’organismo.