“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

9 ottobre 2009

Cosa è il Reiki


Il Reiki è un metodo di connessione spirituale con l'Esistenza e di trasmissione dell'Enegia Universale, insegnato in Giappone dal monaco buddista Mikao Usui, agli inizi del secolo scorso.


Mikao Usui, uomo di grande sensibilità, cultura ed esperienza, dapprima commerciante e poi uomo di pubbliche relazioni presso un politico del tempo, Shimpei Goto, scelse di intraprendere un percorso di esplorazione spirituale, dapprima ripercorrendo la sua religione di famiglia, il buddhismo Tendai poi attraverso l'Usui Teate, il metodo di risveglio spirituale e di riequilibrio energetico da lui stesso messo a punto.


Il ReiKi non è una religione né una pratica religiosa, non è una strana forma di magia, non è un’ideologia filosofica o politica e, soprattutto, non è in nessun caso un sostituto della medicina ufficiale.

Ogni essere vivente ha bisogno di energia vitale



Senza energia vitale in quantità sufficiente l’organismo non è in grado di svolgere normalmente le proprie funzioni; le persone che ne scarseggiano hanno poca resistenza nei confronti delle malattie, spesso soffrono di stanchezza cronica, hanno poca memoria, sono facilmente irritabili e quasi sempre infelici.

Ordine e Disordine

Il processo di dispersione energetica - noto anche come malattia - secondo la scienza dell’ayurveda

La salute è ordine, la malattia è disordine. All’interno del corpo fisico c’è una costante interazione fra ordine e disordine. L’uomo saggio impara ad essere pienamente consapevole della presenza del disordine nel corpo e quindi si adopera per ristabilire l’ordine.




L’ambiente interno del corpo sta inter-agendo alle stimolazioni dell’ambiente esterno.


Il disordine si crea quando questi due realtà percettive sono in stato di non-equilibrio e provocano una forte dispersione energetica nell'intero sistema. Più mettiamo energia nel sostenere un modello energetico comportamentale squilibrato, meno energia resta alle nostre funzioni vitali.Per riuscire a modificare l’ambiente interno al fine di riportarlo in equilibrio con l’esterno, è quindi indispensabile comprendere come avviene il processo della malattia nell’individuo psicosomatico.


Oriente ed Occidente

(…) La linea di demarcazione tra biologia e psicologia non può essere tracciata con sicurezza. Il ricordo di uno stress, niente più che un pensiero, rilascia la stess ondata di ormoni distruttori dello stress vero e proprio. (D. Chopra, Corpo senza età, mete senza tempo)


Secondo l’Ayurveda, la malattia può essere classificata in base alla sua origine: psicologica, spirituale - energetica - oltre che per la sua oggettiva manifestazione fisica.

In modo anaologo, la tradizione medica cinese ritiene che vi sia una energia vitale, chiamata
"Chi" ("Ki" in giapponese), che circola attraverso tutto l'organismo servendosi di canali energetici definiti "meridiani", del tutto assimilabili al concetto vedico di Nadi.



Per la medicina energetica è fondamentale, nell' approccio dello studio del paziente, la valutazione dell' energia vitale in quanto è essa che mantiene in vita e nutre l' individuo dal concepimento alla morte.

Secondo la MTC, ogni individuo viene al mondo con una certa quantità di energia vitale che nel corso della vita può essere più o meno conservata, o dissipata, a seconda della bontà delle nostre abitudini.

Una cattiva alimentazione, lo stress, scarso riposo, e le varie dipendenze tendono a esaurire la nostra energia che sorregge e nutre tutti i nostri organi e apparati, accelerando il fisiologico decadimento psico-fisico.

E' in questo contesto che si instaura la malattia nelle sue varie manifestazioni di dispersione energetica.
I farmaci a composizione chimica a questo punto tentano di sostituire e sopperire ciò che il nostro organismo non è più in grado di provvedere autonomamente e naturalmente.

Il trattamento energetico tende a ripristinare quelle condizioni che il nostro organismo ha solo momentaneamente perso, naturalmente laddove è ancora possibile.

La scienza occidentale, nel contempo, si è a lungo disinteressata al fenomeno della “energia vitale” in quanto non era considerata "né spiegabile né dimostrabile" secondo i paramenrti scientifici adottati negli ultimi due secoli della fisica meccanicistica.

Nella prassi medica occidentale, dove tutto viene visto sotto un' ottica materialistico-chimica, non viene praticamente mai menzionato il concetto di energia vitale.


Le origine del ReiKi


Alla fine degli anni novanta, Frank Arjava Petter, un Reiki Master tedesco che ha vissuto dal 1993 al 2000 in Giappone, nel corso delle sue ricerche sulle origini della disciplina, ha individuato la tomba di Mikao Usui nel cimitero del tempio Saihoji a Tōkyō.

Adiacente alla tomba vi è una stele, eretta nel 1927, un anno dopo la morte di Usui, dalla «Usui Reiki Ryoho Gakkai». Sulla stele è incisa la vera storia della sua vita, narrata dal Sig. Ushida, il secondo presidente della Gakkai dopo Usui.


Probabilmente, secondo informazioni riportate in occidente da Chris Marsh ed Andrew Bowling, la Gakkai venne fondata subito dopo la morte di Usui Sensei, pertanto l’indicazione di Usui quale primo presidente sarebbe da ritenersi atto di riconoscenza verso il fondatore (e, in parte, un tentativo di garantire legittimazione alla Gakkai). Arjava Petter, grazie ai successivi contatti con la Gakkai, ha potuto anche ottenere una copia del manuale scritto da Usui per i suoi allievi.


Sembra assurdo ma fino al 1999 tutto ciò che si conosceva su Mikao Usui e sulle origini del Reiki era basato su una fantasiosa leggenda tramandata oralmente dalla Reiki Master Hawayo Takata, (allieva di Hayashi, a sua volta allievo di Usui) e giunta sino a noi grazie a Phyllis Lei Furumoto. Quest'ultima, nipote della Takata, nel 1982 si autoproclamò GrandMaster, leader mondiale del Reiki e fondatrice della Reiki Alliance.

Mentre è grazie ad Hayashi che il Reiki è stato reso noto all’occidente, dobbiamo per lo più alla Furumoto il fatto che la diffusione del metodo sia avvenuta attraverso principi ben lontani dallo spirito del Reiki (trame di potere, forti somme di denaro e duri scontri).


Sorge spontaneo chiedersi perché l'iscrizione tombale di Mikao Usui sia stata celata all'Occidente? La tomba e la stele sono sempre stati lì e sono accessibili a tutti!


Questo interrogativo spinse Petter ad ulteriori ricerche che portarono progressivamente a ricomporre il vasto puzzle della vera storia del Reiki.


C’è chi afferma che fu lo stesso Usui, agli inizi degli anni venti, a fondare l'Usui Reiki Ryoho Gakkai e a divenirne il primo presidente, altri più verosimilmente ritengono che la Gakkai fu fondata dopo la morte di Usui da alcuni ufficiali di Marina che studiarono con Usui Sensei. Ad ogni modo Ushida ne divenne il secondo presidente. A lui ne succedettero altri quattro (Taketomi, Watanabe, Wanami, Koyama), fino all'attuale, il signor Kondo.


Altri studenti di Usui non entrarono mai a far parte della Gakkai e continuarono a praticare e ad insegnare individualmente. Un solo occidentale, Chris Marsh, un artista marziale e buddista Tendai, ben introdotto in Giappone, afferma di aver avuto l’opportunità di ricevere insegnamenti diretti da alcuni di questi allievi.


Il dottor Hayashi non è mai stato nominato successore di Usui Sensei, era semplicemente uno degli insegnanti formati da Usui. Nel 1931 Hayashi ha lasciato la Gakkai ed ha fondato una propria scuola (Hayashi Reiki Kenkyūkai.


Esistono meravigliose tecniche Reiki, che si stanno diffondendo solo ora in Occidente, che possono essere facilmente integrate nella pratica quotidiana del praticante reiki. Armonizzare conoscenze "occidentali" e tecniche originali orientali con la propria visione personale del Reiki dà modo di lavorare sempre più consapevolmente con l'energia e permette ad ognuno di avvicinarsi all'autentico e puro spirito del Reiki.


Ogni praticante dovrebbe comunque essere grato al dottor Hayashi e alla signora Takata: senza di loro probabilmente non avremmo mai conosciuto il Reiki in Occidente!


Ma la verità sulle origini del metodo non dovrebbe rimanere celata, in particolare per fare in modo che, finalmente, le strutture di potere che nel tempo si sono formate attorno al Reiki si dissolvano.


Il titolo di GrandMaster non esiste e non è mai esistito in Giappone e, come scrisse lo stesso Usui Sensei:

Il Reiki è l'eredità spirituale di tutti gli esseri viventi
non può essere - e non sarà mai - di dominio esclusivo
di un gruppo di persone.


























Nell'insegnamento dell'Osho Neo-ReiKi non vi sono differenze sostanziali dal tradizionale Usui Reiki Ryoho.
Le armonizzazioni ed i simboli del Reiki sono gli stessi e l'essenza dell'insegnamento rispetta tutte le indicazioni di Mikao Usui.


Quando il Reiki fu fatto conoscere ad Osho, nella comune di Poona, in India, egli lo riconobbe come un grande dono dell'esistenza molto utile per essere in contatto con la consapevolezza, la nostra vera natura.


Osho ne auspicò anche la diffusione suggerendo che la trasmissione dell'energia Universale (Ki, Chi o Shakti) avvenisse attraverso il centro del Cuore, con una tecnica particolare di respirazione trasmessa in Tibet da Atisha e nota come Trasformazione Alchemica del Respiro.

I Seminari residenziali di Osho Neo-ReKi che organizziamo utilizzano queste preziose indicazioni e si snodano nelle Armonizzazioni del ReiKi in un intenso percorso di esperienze, meditazioni e condivisioni.

Bhagwan Shree Rajneesh sulla coscienza planetaria estratto da un’intervista sul tema "scienza e meditazione" rilasciata al Dottor Nitamo Montecucco il 22/10/86, in Oregon, USA.



Montecucco:
"Sappiamo che la conoscenza scientifica si limita alla realtà oggettiva, e che non ha alcuna comprensione dei fenomeni profondi quali la vita e la consapevolezza. Crediamo che questa mancanza di comprensione sia uno dei motivi principali del disastro ecologico, nonchè del continuo aumento del potenziale nucleare. Nella tua visione può la scienza mettersi al servizio della vita e dell'evoluzione umana? Qual è il tuo messaggio agli scienziati per aiutarli in questo problema?".


Bhagwan Shree Rajneesh:


"Tutte le università, tutti gli istituti scientifici dovrebbero rendersi conto della assoluta necessità che ogni studente che si laurea in scienze, dovrebbe al contempo laurearsi in meditazione.


E la meditazione dovrebbe essere prioritaria: se lo studente non supera l'esame di meditazione non dovrebbe essere ritenuto idoneo alla laurea in scienze. Questo è l'unico modo per rendere uno scienziato un meditatore, di modo che di venga interiormente consapevole di fenomeni più profondi quali la vita, l'amore, la consapevolezza ed infine l'eternità del proprio essere...


L'esperienza dei proprio essere è milioni di volte più vasta dell'amore... Sarebbe bellissimo se tutti apprendessero queste tecniche, perchè in questo caso anche i poeti, dopo aver conosciuto la meditazione, avrebbero un differente sapore e i loro versi un'altra fragranza. Ma per lo scienziato dovrebbe essere un dovere, non un insegnamento facoltativo, perchè nelle sue mani c'è la vita e c'è la morte, e se non è consapevole della sua stessa vita come potrà essere al servizio della vita che lo circonda?


Se è consapevole della sua vita, allora sarà consapevole della vita delle piante, della vita delle montagne, della vita degli animali tutti, degli altri esseri umani e a quel punto non potrà fare la benché minima cosa contro la vita...


Ed è il pianeta Terra che, in tutto il sistema solare, è pervenuto ad un tale livello di evoluzione in cui la vita si è trasformata in consapevolezza, e alcuni individui sono andati perfino oltre la consapevolezza, nella superconsapevolezza, e un piccolo numero è pervenuto alla consapevolezza cosmica, a ciò che io definisco illuminazione.


Distruggere questa Terra non significa solo distruggere un pianeta, ma significherebbe distruggere milioni di anni di sforzi e di evoluzione dell'intero sistema solare.... Distruggere questa consapevolezza è la più immensa idiozia che l'uomo possa fare. Tutte le questioni politiche non hanno più significato di fronte a questo. Qualsiasi cosa: comunismo, democrazia, capitalismo, tutta questa spazzatura non ha più significato di fronte alla questione di salvare l'evoluzione della consapevolezza.


Lo scienziato deve essere reso consapevole di questo e in particolar modo possono essere rese consapevoli le nuove generazioni... "

Montecucco:
"E' evidente che tu usi un modello di mente più complesso ed evoluto di quello tradizionale, puoi parlarcene per esteso? ".


Bhagwan Shree Rajneesh:
"Il termine inconscio è stato usato per la prima volta in Occidente da Sigmund Freud. Costui non sospettava nemmeno che in Oriente, nelle nostre antiche scritture parliamo di questa idea dell'inconscio da cinquemila anni a questa parte. Quindi Freud pensava di aver scoperto qualche cosa di nuovo. Poi Jung scoprì che se vai più in profondità nell'inconscio troverai l'inconscio collettivo.

Anche di questo siamo stati consapevoli per secoli in Oriente. Di un'altra cosa ancora siamo stati consapevoli, che l'Occidente deve ancora scoprire: se vai oltre l'inconscio collettivo troverai l'inconscio cosmico, e tutto ciò è assolutamente logico.La dimensione cosciente è individuale, l'inconscio è impersonale, l'inconscio collettivo rappresenta tutto ciò che ti ha preceduto: contiene l'intera storia della mente umana.

Ma la base, le fondamenta non possono essere queste. Più in profondità vi è l'inconscio cosmico che è la mente dell'esistenza tutta. Questi sono i gradini che trovi verso il basso, scendendo in profondità: l'inconscio, l'inconscio collettivo, l'inconscio cosmico.Questi sono i tre livelli al di sotto della mente cosciente. Esattamente allo stesso modo vi sono tre gradini o livelli al di sopra della mente cosciente che nessuno in Occidente ha mai sfiorato, nemmeno con il pensiero. Al di sopra della mente cosciente vi è un livello che io definisco di non-mente o supercoscienza.

E' il parallelo dell'inconscio che si trova al di sotto della mente cosciente, mentre questo si trova sopra la linea della coscienza. E' un livello impersonale anche questo, con la differenza che ne sei pienamente cosciente. E' situato al di sopra della mente cosciente e lo puoi chiamare non-mente perchè non vi sono pensieri ma un silenzio assoluto. Molti meditatori si fermano a questo livello pensando di essere arrivati. In oriente vi sono alcune religioni che si sono fermate allo stadio della non-mente, così come Sigmund Freud si è fermato all'inconscio e non si è mai preoccupato di andare più in profondità. Vi sono stati ricercatori spirituali che hanno cercato di andare ancora più su.

Andando oltre la supercoscienza trovi la supercoscienza collettiva o mente supercosciente collettiva.Questa supercoscienza collettiva è l'equivalente, verso l'alto, dell'inconscio collettivo.

E' in questo stato di coscienza che hai l’esperienza di non essere separato ma di essere parte di - una sfera di coscienza trova al di sopra della biosfera che circonda la Terra e di cui tu sei intrinseca parte. Questa esperienza ti rende consapevole dell’unità della coscienza.Alcune religioni si sono fermate alla supercoscienza collettiva, così come Jung si è fermato all'inconscio collettivo. Ancora più su vi è la supercoscienza cosmica che ti fa sentire tutt’uno non solo con la coscienza ma con l'intera esistenza in quanto tale. Questo è il punto in cui si può realizzare ciò che Patanjali chiama Samadhi.

La parola Samadhi indica uno stato in cui tutti i problemi sono risolti, tutte le domande sono dissolte: sei pervenuto ad uno stadio che non conosce alcun problema, alcuna domanda, che è l'eterna beatitudine Questo è lo stato che può essere chiamato ’natura di Dio’, perché sei tutt’uno con l'intera esistenza".


L'apprendimento del ReiKi



Osho Neo ReiKi, come per metodo Reiki di Mikao Usui nella tradizione del lignaggio occidentale Usui Reiki Shiki Ryoho, asse Usui-Hayashi-Takata viene generalmente trasmesso in tre livelli.

I tre livelli di armonizzazione rispettano la nostra naturale composizione energetica che distingue un piano fisico di qualità materica ed una sua controparte di qualità energetica, un piano astrale - di qualità magnetica e polarizzata - ed un piano mentale, di qualità elettrica.
Due livelli per operatori ed un livello riservato a chi decide di dedicarsi all’insegnamento (Shinpiden o livello Master).

L'apprendimento del metodo Reiki è trasmesso attraverso un processo di armonizzazione (o attivazione) con il quale la persona è posta in risonanza con l'energia universale da un Reiki Master.
In pratica il Reiki Master utilizza l'intento e specifiche visualizzazioni mentre il ricevente resta comodamente seduto in uno stato di rilassamento.

Una volta ricevuta l'armonizzazione al primo livello il praticante diviene canale dell'energia Reiki e la capacità di canalizzare l'energia universale appena acquisita resta in lui per tutta la vita.


Le Armonizzazioni


Shoden (Primo Livello)


Con l’armonizzazione di primo livello si diventa praticanti Reiki a tutti gli effetti, si apprende come eseguire trattamenti Reiki manuali su se stessi e sugli altri. Il Reiki riequilibra il piano energetico e, di riflesso, agisce sul corpo fisico portando sollievo al disagio mentre stimola le capacità di autoguarigione del ricevente.


Okuden (Secondo Livello)

Questo è il livello più sottile e delicato del percorso ReiKi.. Al secondo livello il Reiki agisce ancor più in profondità e si apprende l'utilizzo delle "chiavi energetiche": i simboli (in giapponese: shirushi).. 


Al secondo livello è possibile effettuare anche trattamenti a distanza, con metodo particolre per convogliare l'energia universale in un determinato punto che può trovarsi anche molto lontano.

E' un livello di apprendimento profondo, in totale sintonia con la vibrazione del Cuore, il quarto Chakra. E' in questa dimensione che spazio e tempo possono collassare per effetto dell'Energia Universale che fluisce e rigenera il sistema Corpo/Mente.

Con questa attivazione si giunge a percepire con chiarezza il flusso di Shakti, l'Energia Universale, e si può indirizzare verso la risoluzione dei disagi, dei blocchi energetici con precisione ed efficacia.


Shinpiden (Livello Master)




È il livello che fornisce gli elementi per insegnare Reiki, il cosiddetto maestrato... E’ il livello in cui si vive la pace più profonda, la piena responsabilità del karma che matura secondo “ ciò che facciamo"... 


Si condivide la via della pace e della prosperità , ponendo attenzione all'aspetto spirituale.


Questo è il momento di condividere con gli altri quello che biamo imparato.


Con questo livello di attivazionbe infatti si impara ad iniziare al ReiKi altre persone. Da qui in poi si è Maestro ReiKi e d il percorso di approfondimento interiore porta alla ricerca del quotidiano e stabile equilibrio psicofisico.