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9 ottobre 2009

La fisica dopo Einstein



Le scoperte della fisica del ventesimo secolo hanno profondamente cambiato la visione della realtà naturale.

La teoria della relatività di Einstein ha dimostrato che la materia è una forma di energia e la meccanica quantistica ne ha evidenziato la natura "ondulatoria".
Per esempio l'atomo può essere descritto come un sistema formato da onde recanti energia ed "informazione": a questo livello la natura rivela la sua intima intelligenza.

Oggi sappiamo che l'attività mentale è dovuta a processi chimici e fisici che avvengono nel cervello e nel sistema nervoso, a livello molecolare, atomico e forse anche subatomico, cioè a livelli descritti dalla meccanica quantistica.
Le teorie più recenti della fisica intendono dimostrare che le quattro forze fondamentali (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare forte e nucleare debole) sono aspetti di un solo "campo unificato", come era già stato ipotizzato da Einstein.
Quindi è ragionevole cercare la relazione tra la mente dell'uomo ed il campo unificato, che è l'ambito fondamentale in cui avvengono i fenomeni quantistici.


Il corpo umano - inteso in senso olistico come un tutt'uno costituito da corpo e mente - è raffigurabile - e comprensibile - come un insieme di energie con frequenze vibrazionali ben precise e “funziona” in maniera normale e fisiologica fino a quando l'interscambio di informazioni tra le diverse frequenze vibrazionali resta invariato nel suo contesto naturale.
Il Campo Unificato e la Coscienza


L’indagine teorica ed empirica rivela che il campo unificato è fondamentalmente un campo di coscienza. Le qualità fondamentali del campo unificato - che sono intelligenza, dinamismo e consapevolezza - sono le caratteristiche che definiscono la coscienza.
In pratica anche la coscienza opera come ogni altro aspetto della natura cioè come un campo infinito e invisibile ovunque disponibile, con onde che si irradiano in tutta la realtà.
Quando si verifica uno squilibrio sul piano energetico lo stesso si riflette sul funzionamento della struttura organica, portando allo squilibrio e quindi alla malattia o al blocco emozionale.


La stessa cosa accade anche nei rapporti interpersonali. Può succedere di accorgersi di un proprio cambiamento di umore o di eccessiva stanchezza dopo aver frequentato persone pessimiste o depresse, oppure di sentirsi rinvigoriti e felici quando si è in compagnia di persone positive e allegre.
Questo accade perché l’energia del gruppo ha influenzato "per risonanza" lo stato psico-fisico del singolo.
Il Reiki agisce a livello energetico, e di riflesso sul piano fisico e/o emozionale, riportando le frequenze vibratorie dell’energia individuale (KI) in “risonanza” armonica con quelle naturali proprie dell’energia vitale universale (REI), che essendo espressione dell’assoluto - in fisica il cosiddetto “campo unificato” - non sono condizionabili e restano sempre armoniche. .



La risonanza fra piano fisico e piano psichico



Secondo la psicologia indovedica l'essere umano risulta come un paradosso costituito da profonde aspirazioni interiori che contrastano con bisogni fisici oltremodo impellenti. La differenza tra il sé e il corpo, nel quale il sé temporaneamente abita, dovrebbe diventare una profonda, costante consapevolezza perché, quando l'individuo si identifica con gli strati più superficiali della propria personalità, l'universo interiore sembra frantumarsi e il soggetto è costretto a sperimentare con dolore il suo fallimento intimo.



A questo fine fondamentale da sviluppare è la consapevolezza dell'essenziale differenza tra spirito e materia, tra il sé e il corpo, tra il sé e la mente.


Questo naturalmente non significa che il corpo e la Natura, con tutti i loro elementi, debbano venir trascurati o disprezzati; vanno anzi apprezzati e curati nel migliore dei modi, in quanto strumenti preziosi che possono permettere di fare in questa esistenza un viaggio agevole e in ascesa, rivolto alla conoscenza e all'elevazione etico-spirituale.



Per apprendere la capacità di auto-disciplina e sviluppare al meglio le proprie potenzialità occorre diventare consapevoli anche di quanto corpo e psiche siano interconnessi ed interdipendenti: ciò che avviene sul piano fisico influenza lo psichico, ma è ancor più vero che quanto accade sul piano psichico influenza notevolmente il fisico.


Gran parte delle malattie del corpo deriva infatti da disagi o da malesseri mentali. Sembra sia stato ormai scientificamente dimostrato che, ad esempio, perfino in gravi patologie quali i tumori, le malattie cardiocircolatorie o l'invecchiamento precoce, la componente stress abbia una rilevanza notevole.



La letteratura psicologica indiana afferma che ogni organo, tessuto, cellula, molecola e atomo del corpo è irrorato di psiche e che il sistema nervoso cerebrospinale rappresenta il canale fisiologico principale attraverso cui la mente opera nel corpo, senza però che l'influenza del "pensare" e del "sentire" sia limitata ad esso.


Se il soggetto intrattiene pensieri positivi ed elevati, fondati su valori quali la veridicità, la lealtà o la compassione, l'intero organismo, attraverso impulsi elettrochimici associati a ciascun pensiero (le cosiddette cellule-messaggere), riceve questi stessi stimoli positivi, che provocano un'immediata fortificazione del sistema immunitario, che invece si indebolisce gravemente in presenza di pensieri o emozioni negativi quali paura, rancore, collera, concupiscenza, odio, malumore, invidia, delusione, ecc.



Secondo l'Ayurveda, lo stato fisico di un individuo cambia col modificarsi dei suoi contenuti psichici e del suo stato di coscienza. In questo modo trovano spiegazione anche le cosiddette guarigioni miracolose o, con un linguaggio clinico, le remissioni spontanee.


Similmente, tutto ciò che avviene nel corpo influenza inevitabilmente anche la struttura psichica, tanto che risulta evidente non solo l'esistenza di una connessione tra mente e corpo quanto una vera e propria risonanza tra i due.
Anche il respiro, che possiamo considerare come una cerniera tra il fisico e lo psichico, ci conferma quanto questi due piani siano inscindibilmente collegati, interagenti e interdipendenti. Attraverso il respiro si può infatti intervenire sui processi psichici e, influendo sullo psichico, si arriva a gestire il fisico.



Nevralgie, dolori reumatici, crampi, sudorazione, affaticamento ed altri disagi organici, possono venir superati tramite la pratica del controllo del respiro (pranayama), branca che possiamo approfondire studiando gli Yoga-sutra.


Sul versante psichico, ansietà, paura, emozione, stordimento, possono venir controllati attraverso una corretta gestione del respiro e le pratiche meditative, finché la mente si calma e la coscienza può accedere ad un livello di consapevolezza superiore.


Il potere della mente




Per alcuni potrebbe sembrare incomprensibile come un'immagine formatasi nella mente possa avere effetto sulle funzioni fisiologiche, arrivando persino ad arrestare malattie tanto gravi come ad esempio forme tumorali incurabili. 


Secondo la moderna fisica subatomica, nel cervello umano l'immagine memorizzata di una cosa può avere altrettanto impatto sui sensi quanto la cosa stessa. In realtà l'immaginazione è già creazione di una forma, poiché essa implicitamente possiede già in sé tutti i parametri necessari per metterla in atto.



Queste recenti acquisizioni scientifiche confermano il punto di vista della tradizione indovedica, la quale spiega come la genesi dell'azione vada ricercata in ultima analisi nel desiderio che genera il pensiero, il quale possiede di per sé un'enorme forza creativa che, se lasciata fluire correttamente, esplicita lungo il suo percorso tutte le proprie potenzialità, passando dal livello sottile a quello grossolano e arrivando persino a modificare la realtà delle cose.


Dunque immaginazione e realtà, pensiero e azione sono fondamentalmente inscindibili; non dovremmo perciò sorprenderci che immagini presenti nella mente possano alla fine manifestarsi come realtà fisica. In altre parole, i nostri corpi rispondono non alla realtà, bensì a ciò che noi immaginiamo reale. L'efficacia del placebo è dimostrazione evidente di come psiche e corpo interagiscano in continuazione e siano troppo interconnessi per essere trattati come entità separate.



Secondo Bohm, il sistema mente-corpo non è fondamentalmente in grado di distinguere la differenza tra gli ologrammi neuronali che il cervello usa per sperimentare la realtà e quelli che evoca quando immagina la realtà. In tutti i casi comunque gli elementi che vanno a formare questi ologrammi neuronali sono molti e molto sottili.


Giocano ad esempio un ruolo fondamentale le speranze e le paure, i pregiudizi e le credenze individuali. L'immaginazione, a seconda della qualità dei suoi contenuti, può dunque causare malattie oppure curarle.

Per mettere in atto quest'ultima benefica potenzialità è indispensabile attenersi ad una disciplina mentale che permetta al soggetto di controllare la propria attività psichica (in assenza di ciò i medici debbono ricorrere al placebo cercando di indurre inconsciamente il paziente ad attingere alle forze guaritrici presenti dentro di sé).


In questo ambito l'importanza dello Yoga è più che mai fondamentale poiché insegna la disciplina per il dominio della mente e per il pieno e corretto utilizzo di tutte le sue infinite potenzialità, le quali possono apportare benefici enormi su tutti i piani esistenziali, incluso quello fisico. Quando infatti si riescono a penetrare livelli di coscienza elevati, la forza della mente può arrivare persino a prevalere sui caratteri genetici (cfr. Bruce Lipton "La mente è più forte dei geni").



Ovviamente quanto più la consapevolezza è profonda, tanto maggiori saranno i cambiamenti che riusciremo ad attuare sia nei nostri corpi che nella realtà attorno a noi.


L'essere umano vive dunque in un universo nel quale anche un solo cambiamento di attitudine o di modo di pensare può stabilire la differenza tra la vita e la morte, tra la salute e la malattia, e nel quale le cose sono così sottilmente interconnesse che anche un sogno o un'immagine possono diventare realtà.


I miracoli accadono non in opposizione alla natura ma in opposizione a ciò che noi conosciamo della natura, affermava Sant'Agostino. In definitiva corpo e mente rappresentano due entità solo apparentemente distinte, così come materia ed energia.



Tutto ciò che è fisico, i Veda insegnano ed alcuni esponenti di spicco della fisica moderna confermano, non è altro che energia mentale cristallizzata. Nella scienza medica dell'Ayurveda, l'aspetto psicologico e l'aspetto fisiologico, vista la loro stretta connessione, non vengono trattati separatamente ma studiati e curati di pari passo.


Questo perché lo stato di salute può essere effettivamente ristabilito, con risultati totalmente soddisfacenti e duraturi nel tempo, solo se la cura è di tipo olistico, se cioè tiene di conto di tutte le diverse componenti che, nel loro insieme, costituiscono quel micro universo che è l'essere umano: la componente fisica, psichica e spirituale.



Il corpo fisico e quello psichico, cioè il complesso corpo-mente, debbono venir armonizzati perché, una mente disarmonica rispetto al corpo o un corpo disarmonico rispetto alla mente, generano sofferenza e di conseguenza malattie e infermità.


Niente ha più potere sul corpo quanto le convinzioni della mente. L'armonia è un assaggio di liberazione; è la chiave per ripristinare uno stato di salute totale riappropriandosi della propria inesauribile riserva di energie, indispensabile per scalare le vette della consapevolezza più elevata.


Articolo
di Marco Ferrini.