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9 ottobre 2009

Chakra e teoria dei campi


La teoria dei campi

Prima di Einstein la concezione meccanicistica classica del mondo era basata sull'idea di particelle solide e indistruttibili che si muovono nel vuoto. La fisica moderna ha prodotto un cambiamento radicale di questa immagine, giungendo non solo a una nozione completamente nuova di "particella", ma trasformando anche profondamente il concetto classico di vuoto. 



Questa trasformazione, che si realizzò nelle cosiddette teorie dei campi, ebbe inizio con l'idea einsteiniana di associare il campo gravitazionale alla geometria dello spazio, e divenne ancora più profonda quando la teoria dei quanti e la teoria della relatività furono unite per descrivere i campi di forza delle particelle subatomiche. In queste "teorie quantistiche dei campi", la distinzione tra le particelle e lo spazio che le circonda diviene sempre più sfumata e il vuoto è concepito come una entità dinamica di importanza fondamentale. 

Il concetto di campo è stato associato non solo alla forza elettromagnetica, ma anche all'altra forza fondamentale presente su larga scala nell'universo, la forza di gravità. I campi gravitazionali sono creati e risentiti da tutte le masse, e le forze che ne derivano sono sempre attrattive, a differenza dei campi elettromagnetici che sono risentiti solo dai corpi carichi e danno luogo a forze sia attrattive che repulsive. La teoria dei campi adatta per il campo gravitazionale è la teoria generale della relatività; in essa l'influenza di una massa sullo spazio circostante ha una portata più vasta di quanto non lo sia la corrispondente influenza di un corpo carico in elettrodinamica. Anche qui lo spazio attorno all'oggetto è "condizionato" in modo tale che un altro oggetto può risentire una forza, ma questa volta il condizionamento modifica la geometria, e quindi la struttura stessa dello spazio.

Materia e spazio vuoto – il pieno e il vuoto – furono i due concetti, fondamentalmente distinti, sui quali si basò l'atomismo di Democrito e di Newton. Nella relatività generale, questi due concetti non possono più rimanere separati. Ovunque è presente una massa, sarà presente anche un campo gravitazionale, e questo campo si manifesterà come una curvatura dello spazio che circonda quella massa. Non dobbiamo pensare, tuttavia, che il campo riempia lo spazio e lo "incurvi". 


Il campo e lo spazio non possono essere distinti: il campo è lo spazio curvo! Nella relatività generale, il campo gravitazionale e la struttura, o geometria, dello spazio sono identici. Essi sono rappresentati nelle equazioni del campo di Einstein dalla medesima grandezza matematica. Nella teoria di Einstein, quindi, la materia non può essere separata dal suo campo di gravità, e il campo di gravità non può essere separato dallo spazio curvo. Materia e spazio sono pertanto visti come parti inseparabili e interdipendenti di un tutto unico. Gli oggetti materiali non solo determinano la struttura dello spazio circostante, ma a loro volta sono influenzati in modo sostanziale dall'ambiente. Secondo il fisico e filosofo Ernst Mach, l'inerzia di un oggetto materiale – la resistenza che oppone ad essere accelerato – non è una proprietà intrinseca alla materia, ma una misura della sua interazione con tutto il resto dell'universo.

La caratteristica nuova e sorprendente dell'elettrodinamica quantistica deriva dalla combinazione di due concetti: quello di campo elettromagnetico e quello di fotoni intesi come manifestazione corpuscolare delle onde elettromagnetiche. Poiché i fotoni sono anche onde elettromagnetiche, e poiché queste onde sono campi variabili, i fotoni devono essere manifestazioni dei campi elettromagnetici. Di qui il concetto di "campo quantistico", cioè di un campo che può assumere la forma di quanti, o particelle. 


Il campo quantistico è un concetto completamente nuovo che è stato esteso ed applicato alla descrizione di tutte le particelle subatomiche e delle loro interazioni, facendo corrispondere a ciascun tipo di particella un diverso tipo di campo. In queste "teorie quantistiche dei campi", il contrasto della teoria classica tra le particelle solide e lo spazio circostante è completamente superato. Il campo quantistico è visto come l'entità fisica fondamentale: un mezzo continuo presente ovunque nello spazio. Le particelle sono soltanto condensazioni locali del campo, concentrazioni di energia che vanno e vengono e di conseguenza perdono il loro carattere individuale e si dissolvono nel campo soggiacente ad esse. Come dice Albert Einstein: "Noi possiamo perciò considerare la materia come costituita dalle regioni dello spazio nelle quali il campo è estremamente intenso... in questo nuovo tipo di fisica non c'è luogo insieme per campo e materia poiché il campo è la sola realtà "

La concezione delle cose e dei fenomeni fisici come manifestazioni effimere di una entità fondamentale soggiacente non è solo un elemento di fondo della teoria dei campi, ma anche un elemento basilare della concezione orientale del mondo. Nella concezione orientale, la realtà soggiacente a tutti i fenomeni trascende tutte le forme e sfugge a tutte le descrizioni e specificazioni. Di essa, perciò, si dice spesso che è senza forme, vacua e vuota. Ma questa vacuità non dev'essere presa per semplice non-essere. Essa è, al contrario, l'essenza di tutte le forme e la sorgente di tutta la vita. 


Dunque, il vuoto dei mistici orientali è certamente paragonabile al campo quantistico della fisica subatomica. Come il campo quantistico, esso genera una infinita varietà di forme che sostiene e, alla fine, riassorbe. Le manifestazioni fenomeniche del Vuoto mistico, come le particelle subatomiche, non sono statiche e permanenti, ma dinamiche e transitorie; entrano nell'esistenza e svaniscono in una incessante danza di movimento e di energia. Come il mondo subatomico dei fisici, il mondo fenomenico del mistico orientale è un mondo di samsāra, di continua nascita e morte. Essendo manifestazioni effimere del Vuoto, le cose in questo mondo non hanno alcuna identità fondamentale.

La fisica moderna ha posto il nostro pensiero circa l'essenza della materia in un contesto diverso. Essa ha spostato la nostra attenzione dal visibile, le particelle, all'entità soggiacente ad esse, il campo. La presenza di materia è solo una perturbazione dello stato perfetto del campo in quel punto; si potrebbe quasi dire che è qualcosa di accidentale, soltanto un "difetto". Di conseguenza, non ci sono leggi semplici che descrivono le forze tra le particelle elementari. 


Ordine e simmetria devono essere cercati nel campo soggiacente ad esse. Col concetto di campo quantistico, la fisica moderna ha trovato una risposta inattesa alla vecchia domanda se la materia è costituita da atomi indivisibili o da un continuum soggiacente ad essa. Il campo è un continuum che è presente dappertutto nello spazio e tuttavia nel suo aspetto corpuscolare ha una struttura discontinua, "granulare". I due concetti apparentemente contraddittori sono quindi unificati e interpretati semplicemente come differenti aspetti della stessa realtà. Come succede sempre in una teoria relativistica, l'unificazione dei due concetti opposti avviene in modo dinamico: i due aspetti della materia si trasformano perennemente l'uno nell'altro. 

La teoria dei campi della fisica moderna ci costringe ad abbandonare la classica distinzione tra particelle materiali e vuoto. La teoria del campo gravitazionale di Einstein e la teoria dei campi mostrano entrambe che le particelle non possono essere separate dallo spazio che le circonda. Da una parte, esse determinano la struttura di questo spazio, mentre dall'altra non possono venire considerate come entità isolate, ma devono essere viste come condensazioni di un campo continuo che è presente in tutto lo spazio. Nella teoria dei campi, il campo è visto come la base di tutte le particelle e delle loro interazioni reciproche. Il campo esiste sempre e dappertutto, non può mai essere eliminato. Esso è il veicolo di tutti i fenomeni materiali. L'esistere e il dissolversi delle particelle sono semplicemente forme di moto del campo. In base a queste deduzioni la distinzione tra materia e spazio vuoto deve pertanto essere abbandonata in quanto divenne evidente che particelle virtuali possono generarsi spontaneamente dal vuoto, e svanire nuovamente in esso.
Quando si conosce che il Grande Vuoto è pieno di "ch'i",
si comprende che non esistono cose quali il non-essere

Introduzione ai Chakra

La fisica moderna ci porta quindi a pensare che tutto ciò che esiste, o meglio ciò che percepiamo come materiale, sia la manifestazione "granulare" di "qualcosa che sta sotto" a cui esso è intimamente legato, anzi, esso è quel "qualcosa" perché non può in alcun modo esserne separato. Secondo la concezione dello yoga, l'essere umano si presenta materialmente come un corpo fisico a cui corrisponde un "corpo di luce" ad un livello più sottile. A questo punto tentare il paragone tra tra campo quantistico e livello sottile è molto facile, ma non mi azzardo a farlo; è però evidente che i concetti combinano in molti punti.

Chi ha nozioni di anatomia conosce la costituzione del corpo umano a livello fisico, con tutti i relativi organi, apparati e sistemi e chi conosce lo yoga ha la conoscenza, quantomeno teorica, del corpo sottile che, secondo la terminologia di questa disciplina, è formato tipicamente da nadi e chakra. Le nadi sono i canali astrali fatti di materia astrale, che portano le correnti psichiche. 


Il termine sanscrito "nadi" viene dalla radice "nad", che significa 'movimento', ed è attraverso queste nadi, o passaggi sottili, che si muove e fluisce la forza vitale, il prānā. Poiché sono fatte di materia sottile, non possono essere viste dagli occhi fisici e sul piano fisico non è possibile fare nessun esperimento su di esse. Queste yoga nadi non sono i comuni nervi, arterie e vene che si conoscono in anatomia e fisiologia ma, in base alle concezioni della fisica moderna, si potrebbe dire che questi organi fisici "soggiacciono" ad esse, anche se non sempre ne ricalcano le direttrici. I Chakra invece sono sempre organi sottili, appartenenti al livello astrale come le nadi, ma sono i centri di energia anziché i canali attraverso i quali questa scorre. I principali si trovano lungo il canale della sushumna nadi, la controparte sottile della spina dorsale, ed in varie zone del cervello; li si potrebbe definire come i gradini di una scala ideale che conduce direttamente alla più elevata esperienza dello Spirito. Essi presiedono a relativi centri corrispondenti nel midollo spinale e nei plessi nervosi del corpo grossolano. 

Ogni chakra esercita un controllo ed una funzione propria su ogni relativo centro del corpo grossolano. Il sukshma prānā si muove nel sistema nervoso del linga sharira (corpo astrale) così come sthula prānā si muove nel sistema nervoso del corpo fisico grossolano ed i due corsi sono intimamente connessi agendo e reagendo l'uno sull'altro. I chakra permangono nel corpo astrale anche dopo la disintegrazione dell'organismo fisico che avviene con la morte. Secondo una scuola di pensiero, i chakra si formano solo durante la concentrazione e la meditazione ma è un po' come pensare che la luna esista solo quando la osserviamo. La mente è indubbiamente uno strumento che può essere molto potente ma è molto plausibile che i chakra siano là, in uno stato sottile, poiché la materia grossolana è il risultato della materia sottile. Senza il sottile, il corpo grossolano non può manifestarsi...e sembra che anche la fisica avvalli questa ipotesi.

Percezione dei Chakra nel Kriya Yoga

Per chi si avvicina alla pratica dello yoga è importante sentire intuitivamente dove sono localizzati i chakra. Si può avere la tendenza a credere che quello che è comunemente scritto sui libri di Yoga, possa essere applicato automaticamente anche al Kriya ma con tale convinzione si può correre il rischio di perdere il vero significato delle tecniche del Kriya o parte della loro ricchezza. Si dovrebbe ricordare che il Kriya è un processo naturale, lo stabilirsi spontaneo di un livello più alto di coscienza accompagnato da sottili movimenti di energia nel corpo. Ovviamente ciò può avvenire solo in coloro che mantengono un'aspirazione incessante verso il Divino e che sono capaci di raggiungere un sufficiente grado di rilassamento. All'inizio la cosa giusta da fare è cercare di sentire distintamente i vari settori nei quali può essere divisa la spina dorsale. Si comincia con la regione del coccige, dove è localizzato il primo Chakra, Muladhara; il secondo, Svadhisthana, all'altezza dell'osso sacro; il terzo, Manipura, nella regione lombare all'altezza dell'ombelico; il quarto, Anahata, in quella dorsale all'altezza del cuore; il quinto, Vishudda, dove incominciano le vertebre cervicali, nella zona della gola.




Differenti tradizioni collocano il sesto Chakra in luoghi diversi. Tutti sono d’accordo nell'affermare che il Kutashta, il centro tra le sopracciglia, il terzo occhio" ovvero l’"occhio spirituale", l’organo della visione interiore, è collegato col sesto, pur essendo da questo distinto. Secondo alcuni, il sesto Chakra risiede nel Midollo allungato (bulbo alla sommità della spina dorsale); secondo altri la sua sede è la cosiddetta grotta di Brahma: una cavità nel centro del cervello che presenta l’ipofisi nella parte anteriore e la ghiandola pineale nella parte posteriore.




Ciò sarà approfondito più avanti, quando si imparerà a percepire questa regione del cervello nel migliore dei modi. Per quel che riguarda le nozioni esposte nel presente capitolo, è sufficiente formarsi un’idea, anche vaga, di dove possa essere situato il midollo allungato. Un centro molto importante, il bindu, ha la sua sede nella regione occipitale, dove l’attaccatura dei capelli forma una specie di vortice, dove alcuni Indù con la testa rasata, mantengono una ciocca di capelli. Il bindu può essere individualizzato fissando l'attenzione nel Kutastha e ritornando indietro, non diritti ma in su di 3-4 centimetri. 


Questo è un centro che è collegato sia col sesto chakra che col settimo, Sahasrara, nei confronti del quale funge come da porta. Il settimo chakra, Sahasrara, non deve essere considerato della stessa natura degli altri ma una realtà superiore che può essere sperimentata solamente nello stato di assenza di respiro. Non è perciò possibile concentrarsi su di esso come facciamo con tutti gli altri ma soltanto "entrare in sintonia" con lo stato che esso incarna. Per cui è necessario usare il bindu come porta. Le procedure del Kriya "operano" nello spazio compreso tra il primo Chakra, Muladhara, e il Bindu, poi, come risultato di tale azione, l'energia e la consapevolezza si stabiliscono nel settimo Chakra. I primi cinque Chakra possiedono sia una "componente interna" sia una "componente esterna": La componente interna può essere visualizzata come una "luce", all’interno del canale centrale della spina dorsale, volta verso l’alto, verso lo Spirito mentre la "componente esterna" è come un fascio di luce, un'irradiazione di energia, che esce dalla spina dorsale e penetra la parte interna del corpo



Nadi, Chakra e Sistema Nervoso

Nadi e Chakra sono costituenti astrali dell' essere umano che vengono presi in considerazione continuamente quando si parla di Yoga e considerata l'importanza che questi centri e canali sottili rivestono in tutte le relative pratiche, si è ritenuto opportuno farne un' approfondimento, cogliendo l'occasione per dare anche alcuni cenni di anatomia relativamente al sistema nervoso umano ed agli organi fisici correlati. L'esposizione sarà suddivisa in due parti, distinte e non collegate tra loro: la prima illustrerà il sistema nervoso umano da un punto di vista puramente anatomico mentre la seconda, estratta dal trattato di Kundalini Yoga di Swami Sivananda, darà un'ampia visione del sistema dei chakra e delle nadi facendo solo i paralleli strettamente necessari con gli organi fisici principali a cui presiedono questi centri e canali sottili. Và detto che quest'ultimo testo preso come riferimento non fa parte della letteratura del Kriya, supposto che ne esista una, ma l'attinenza è piuttosto al "Kundalini Yoga". Con una lettura attenta si troveranno innumerevoli analogie e la conclusione sarà quasi certamente che l'argomento trattato è assolutamente lo stesso, a sostegno del fatto che la scienza dello Yoga, di qualunque ramo si tratti, proviene dal medesimo ceppo. Spero che la visione complessiva che ne esce risulti il più possibile comprensibile ed omogenea.

Il Sistema Nervoso - Trattazione Anatomica elementare

Il sistema nervoso è costituito da una rete di cellule nervose, chiamate neuroni, che attraversano il corpo. I neuroni sono raggruppati in circuiti e inviano messaggi da una parte all’altra del corpo attraverso segnali elettrici.

Struttura e funzione dei neuroni

I neuroni sono cellule eccitabili specializzate nella ricezione di stimoli e nella conduzione degli impulsi provenienti dai nervi e servono a trasmettere informazioni ad altre parti del corpo. Il sistema nervoso si suddivide in due parti principali: il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico. Il primo è costituito dal cervello e dal midollo spinale (si può pensare al midollo spinale come un' estensione del cervello), il secondo invece è composto dai nervi cranici, che fuoriescono dalle cellule neurali, e dai nervi spinali che si propagano dal midollo spinale. 



Sebbene i neuroni possono essere di varie grandezze e tipologie, come altre cellule, essi hanno una dimensione e una funzione ben caratteristica, ovvero quella di trasportare stimoli ed impulsi. Mentre una delle differenze principali tra i neuroni e le altre cellule è che i primi non si possono dividere e formare nuove cellule: ciò impedisce che la struttura equilibrata del sistema nervoso venga distrutta dalla creazione di nuovi circuiti, ma significa anche che se un nervo viene danneggiato, questo non può essere sostituito in alcun modo. 

Ciascun neurone ha un corpo cellulare coperto da centinaia di brevi e ramificate estensioni, chiamate dendriti, che ricevono informazioni da altri neuroni, e una lunga estensione, chiamata assone (o neurite), che trasmette il messaggio ricevuto ad un altro neurone o verso le cellule di destinazione (ad esempio le fibre muscolari) per mezzo di un singolo impulso. 


Ci sono due tipi di neuroni: mielinico e non mielinico. La mielina è una guaina protettiva di materiale bianco isolante che circonda alcuni assoni. Le fibre degli assoni isolate dalla mielina possono trasmettere messaggi elettrici a una velocità di 90 metri al secondo, mentre le fibre senza mielina possono solo inviare messaggi a una velocità di uno o due metri al secondo. Trattando di sistema nervoso si ha quindi a che fare con “materia bianca” e “materia grigia”; la materia bianca contiene principalmente assoni mielinici mentre la materia grigia contiene corpi cellulari nervosi e assoni non mielinici.



Il sistema nervoso

Il sistema nervoso è diviso in due parti:


  • il sistema nervosa centrale (SNC) 
  • il sistema nervoso periferico (SNP)
Entrambe le parti possono essere suddivise in ulteriori categorie, come mostrato nella figura. Le due sezioni che seguono descrivono le parti del sistema nervoso con maggiori dettagli.




Il sistema nervoso centrale

Il sistema nervoso centrale (SNC) è costituito dall'encefalo, racchiuso nella scatola cranica, e dal midollo spinale, contenuto invece nel canale vertebrale. Ogni singolo segmento midollare ha la capacità di controllare autonomamente funzioni motorie specifiche (riflessi). Il SNC è responsabile dell'integrazione, analisi e coordinazione dei dati sensoriali e dei comandi motori. E' anche la sede di funzioni più importanti quali l'intelligenza, la memoria, l'apprendimento e le emozioni. A differenza del sistema nervoso periferico, il SNC non è solo in grado di raccogliere e trasmettere informazioni, ma anche di integrarle.

Il cervello

Il cervello, che è formato da miliardi di neuroni, consiste di tre strutture principali:

  • il prosencefalo (cervello) 
  • il mesencefalo
  •  il rombencefalo

Nell'encefalo umano si riconoscono tre parti fondamentali: il prosencefalo (che comprende cervello, talamo e sistema limbico, in cui è l'ipotalamo), il mesencefalo ed il rombencefalo (formato da cervelletto, ponte di Varolio e midollo allungato). In questa sezione di encefalo, si riconoscono le circonvoluzioni del cervello e il corpo calloso, che collega i due emisferi; il talamo, che funge da centro di smistamento degli impulsi nervosi; l'ipotalamo, coinvolto in molti processi omeostatici e nella produzione di alcuni ormoni; inoltre, si distinguono il ponte di Varolio e il midollo allungato, in cui sono localizzati importanti centri di controllo del ritmo sonno-veglia, della respirazione, della pressione sanguigna e del battito cardiaco. 


Il talamo, il ponte di Varolio e il midollo allungato formano il cosiddetto tronco cerebrale, struttura anatomica di collegamento tra il midollo spinale e la corteccia cerebrale. Il cervelletto, collocato nella porzione inferiore dell'encefalo, ha funzioni di coordinazione dei movimenti e dell'equilibrio. Attorno al cervello vi sono le ossa protettive del cranio. Nel cervello hanno origine l' intelligenza e la personalità. Esso controlla e coordina tutte le attività del corpo indipendentemente dalla nostra volontà. Il cervello riceve le informazioni dai sensi e le usa per guidare le attività quotidiane: controlla i muscoli coinvolti nel movimento volontario, così come tutti i muscoli involontari (ad esempio il battito cardiaco, le attività ghiandolari, i tessuti digestivi, ecc.).

Il prosencefalo è formato dai due emisferi del cervello propriamente detto, dal talamo, dai gangli della base e dal sistema limbico. Lo strato superficiale dei due emisferi prende il nome di corteccia cerebrale. Questa è una struttura di circa 3 mm di spessore, disposta in modo da formare pieghe (circonvoluzioni) separate da piccoli o grandi solchi (scissure). Rispetto a una superficie liscia della stessa estensione, grazie a questa disposizione l'area della corteccia aumenta notevolmente, raggiungendo circa 2360 cm2. La corteccia cerebrale è formata soprattutto dai corpi delle cellule nervose, i neuroni. 


Osservata in sezione al microscopio, appare di colore marrone-grigiastro e viene quindi chiamata anche sostanza grigia. Gli emisferi cerebrali sono separati da una profonda scissura, detta scissura longitudinale, e sono uniti alla base da un robusto fascio di fibre nervose, il corpo calloso, che ne rappresenta la principale connessione. Ciascun emisfero è suddiviso in quattro lobi, che prendono il nome dalle ossa del cranio che li ricoprono (lobo frontale, lobo parietale, lobo temporale e lobo occipitale). 


La scissura centrale, o scissura di Rolando (un ampio solco della corteccia cerebrale) divide il lobo frontale da quello parietale, mentre la scissura laterale, o scissura di Silvio, divide il lobo temporale dai sovrastanti lobi frontale e parietale. Il talamo è formato da neuroni di collegamento, che fungono da via di passaggio delle informazioni dal cervello al sistema limbico. I gangli della base sono un gruppo di nuclei di sostanza grigia, disposti al di sotto della corteccia cerebrale. Il sistema limbico si trova nella parte inferiore degli emisferi cerebrali ed è formato da un gruppo di strutture collegate tra loro. Esso è formato da strutture differenziate: l'ipotalamo, l'amigdala e l'ippocampo. Il sistema limbico si trova nella regione profonda dell’encefalo e deriva dal prosencefalo, la più anteriore delle tre vescicole dell’encefalo embrionale. 

Esso comprende: l’ipotalamo, che produce vari neurormoni e controlla l’azione dell’ipofisi; l’ippocampo, che sembra abbia un ruolo importante nell’apprendimento, nella memoria e nell’espressione di emozioni come l’eccitazione e la collera; l’amigdala, che riceve stimoli acustici e visivi ed elabora risposte di tipo emotivo. Il talamo deriva anch’esso dal prosencefalo; esso raccoglie stimoli sensoriali provenienti dagli organi interni, dalla superficie cutanea e li invia al sistema limbico e alla corteccia. La formazione reticolare, altra struttura profonda dell’encefalo, deriva dal diencefalo, la vescicola mediana dell’encefalo embrionale. Essa ha una funzione di smistamento e di filtrazione delle informazioni che giungono dall’esterno, mediante i recettori sensoriali di tutti gli organi; gli stimoli possono essere rielaborati e inviati alla corteccia cerebrale, che elabora a sua volta adeguate risposte.



Il mesencefalo è formato da due parti principali, il tetto e il tegmento. Il tetto si trova sulla superficie dorsale del mesencefalo e contiene due collicoli superiori e due collicoli inferiori, che appaiono come quattro rigonfiamenti del tronco cerebrale. Il tegmento contiene vari nuclei che controllano i movimenti oculari; la sostanza grigia periacqueduttale, che controlla alcuni aspetti del comportamento specifico di ciascuna specie ed è coinvolta nella mediazione del dolore; e le cellule della sostanza nera di Soemmering, che partecipa alla regolazione e al controllo delle attività motorie.

Il rombencefalo o tronco cerebrale, costituisce la parte inferiore dell’encefalo, che collega la parte superiore del cervello con il midollo spinale. Esso controlla funzioni quali la respirazione, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, e riflessi quali i movimenti oculari e il vomito. È formato da tre parti principali (cervelletto, dal ponte di Varolio e dal midollo allungato), attraverso cui decorre longitudinalmente un canale contenente il liquido cerebrospinale. Inoltre, per tutta la sua lunghezza è distribuita la formazione reticolare che regola lo stato di vigilanza dell’individuo. Il cervelletto, localizzato nella parte posteriore del cranio, è ricoperto da uno strato di sostanza grigia disposta in molte piccole circonvoluzioni (corteccia cerebellare). 


La funzione principale è quella di coordinare le uscite motorie: infatti, le lesioni cerebellari compromettono la coordinazione dei movimenti degli arti e degli occhi ma anche l'equilibrio. Si ritiene che il cervelletto riceva dalla corteccia cerebrale una "copia" del comando motorio che un soggetto intende volontariamente eseguire, e che riceva dagli arti informazioni relative all'effettivo svolgimento dello schema motorio impartito dalla corteccia cerebrale. 


Qualora sussistano delle differenze tra il movimento programmato e quello effettivamente realizzato, il cervelletto è in grado di correggere, con un meccanismo di feedback negativo, il movimento durante il suo realizzarsi. Per tale motivo si dice che il cervelletto è un "comparatore". Ricerche recenti hanno ipotizzato che tale compito di coordinazione del cervelletto sia generalizzabile anche alle funzioni cognitive.

Il ponte di Varolio ha la forma di una grossa protuberanza ed è situato tra midollo allungato (bulbo) e mesencefalo formando una sporgenza sulla parte anteriore del tronco. Il suo nome deriva dal fatto che i peduncoli cerebrali, continuandosi verso il basso, vengono ricoperti ventralmente da una massa di fibre nervose trasversali provenienti dal cervelletto che attraversano a mò di "ponte", appunto, la linea mediana. Il suo peso, variabile in base alla mole del cervelletto, è di media pari a 18 g, con altezza di 27 mm e larghezza di 38 mm. Sulla sua parte posteriore poggiano gli emisferi del cervelletto, separati parzialmente dal quarto ventricolo e uniti dai due peduncoli cerebellari medi. In sintesi il ponte controlla i nuclei motori e sensoriali per 4 nervi cranici (mascella+mandibola, faccia, occhio, orecchio interno), i centri Apneustico e Pneumotassico (ritmo respiratorio), i centri regolatori del ritmo sonno-veglia, i nuclei motori che elaborano segnali da e per il peduncolo cerebellare medio ed i tratti ascendenti, discendenti (collegamenti col SNC) e trasversi (collegamento tra gli emisferi del cervelletto).

Il bulbo definito anche midollo allungato o mielencefalo, fa parte di quello che è chiamato tronco cerebrale ed è una struttura oblunga che si collega al midollo spinale. Deriva dalla metà caudale (denominata mielencefalo) del rombencefalo. Dal bulbo passano le informazioni inerenti al gusto, al tatto e principalmente all'udito. Vi hanno sede i centri bulbari della respirazione, bersaglio di svariate sostanze quali l'eroina e numerosi farmaci come gli antidepressivi, i sonniferi ed i tranquillanti che inibiscono i centri respiratori. Il midollo allungato, assieme al ponte di Varolio controlla il ph del sangue. Nel caso in cui questo dovesse diventare troppo basso (a causa dell'eccessiva formazione di acido carbonico, dovuta al legame tra anidride carbonica e acqua) queste due regioni del cervello inviano uno stimolo di contrazione ai muscoli intercostali e al diaframma.

Il midollo spinale e la spina dorsale

Il midollo spinale è costituito da un fascio di nervi che si estende dal cervello e stabilisce delle connessioni tra questo e il resto del corpo. Così come il cervello è protetto dal cranio, il midollo spinale è protetto dalla spina dorsale. Questa è formata da anelli ossei posti uno sull’altro, separati da dischi di tessuto denso, chiamato cartilagine: questi anelli posti uno sull'altro sono chiamati vertebre. Queste sono formate da un corpo e da una serie di protuberanze (o prolungamenti) ossee verso la parte posteriore in cui si inseriscono dei legamenti di supporto. All'interno di ogni vertebra si trova il canale spinale che circonda e protegge il midollo spinale. Delle intercapedini poste tra le vertebre consentono ai nervi (che soni dei fasci di neuroni) di connettere il midollo spinale in modo da trasportare le informazioni dal cervello ai muscolo e/o agli organi sensoriali e viceversa (vedere la figura).




Complessivamente vi sono 33 vertebre (come mostrato nella figura sotto). Quelle nel collo sono chiamate vertebre cervicali: esse sono numerate C1-C7, dall’alto verso il basso. Le vertebre della parte inferiore della colonna spinale, e di tutto il torace, sono chiamate vertebre toraciche. Queste vertebre sono numerate T1-T12. Le vertebre nella parte posteriore più bassa sono conosciute come vertebre lombari e sono numerate L1-L5. Sotto queste vertebre si trova la regione sacrale (contenente l’osso sacro) che è un osso triangolare formato dall’unione di cinque vertebre sacrali (S1-S5). Infine le quattro vertebre saldate che formano il coccige.




Il midollo spinale si estende dalla base del cervello ad L1, la prima vertebre lombare. Tra T11 ed L1, il midollo spinale ha una forma conica (vedi la figura sotto): quest’area è chiamata cono midollare. Sotto il cono midollare ed L1 un grosso numero di nervi si diffondono ad arco ed assumono la forma di una coda di cavallo: questo particolare dà all’area il suo nome particolare, ovvero cauda equina.




Materia bianca e grigia del midollo spinale

Il midollo spinale è composto da una sezione interna di materia grigia (che assomiglia molto alla forma di una farfalla) ed è circondato da materia bianca. tutto il midollo spinale è composto in questo modo ed i nervi che si propagano dal midollo spinale si connettono tutti nella sezione composta da materia grigia.

I percorsi sensoriali del midollo spinale


Il midollo spinale, e gli impulsi che vi passano attraverso, possono essere distinti in due gruppi:

1) percorso sensoriale ascendenteQuesto percorso trasporta informazioni ricevute da tutto il corpo verso specifici livelli del midollo spinale e successivamente verso il cervello. L’informazione proviene da cellule specializzate, come i sensori nella pelle (che si occupano del tatto, del dolore o dei cambiamenti ambientali) e i sensori che monitorano gli organi interni (ad esempio cuore, polmoni, intestino ecc). 
2) percorso sensoriale (motorio) discendenteQuesto percorso controlla sia i muscoli degli organi interni (es. cuore, stomaco, intestino, ecc.) sia i muscoli coinvolti nei movimenti. Il percorso discendente inizia dai nervi localizzati nel cervello i quali spediscono segnali elettrici al il midollo a livelli specifici: qui poi i neuroni trasmettono gli impulsi a parti specifiche del corpo.



Il midollo spinale contiene anche parti di circuiti neuronali che sono coinvolti nei riflessi spinali. Questi circuiti coinvolgono i messaggi che sono stati ricevuti dai nostri organi di senso, che sono arrivati al midollo spinale, e dal quale è partita una risposta diretta ai muscoli senza necessariamente che il cervello sia stato coinvolto con una decisione. Un esempio classico è il riflesso rotuleo: quando il ginocchio viene toccato il riflesso spinale causa un movimento automatico (e quindi di riflesso) della gamba che così si estende. In questo caso non è il cervello che dice alla gamba di muoversi ma è il riflesso spinale che consente il movimento: tuttavia al cervello viene inviato un messaggio per informarlo di quello che è successo (figura sotto).




Il sistema nervoso periferico

Il sistema nervoso periferico è il termine usato per descrivere tutti i nervi che si trovano all’esterno del sistema nervoso centrale (SNC). Esso trasporta l’informazione sensoriale da tutto il corpo al SNC, e porta i comandi dal SNC di nuovo ai muscoli, agli organi e alle ghiandole svolgendo quindi essenzialmente la funzione di trasmissione del segnale attraverso fasci di conduzione . I segnali, afferenti da un'unità periferica (organo) o in uscita (efferenti) verso un'unità periferica, decorrono in fibre separate (assoni) che generalmente sono raggruppate in un fascio di conduzione unitario (nervo). Un nervo contiene esclusivamente assoni, cellule di Schwann e tessuto connettivo. I corpi delle cellule nervose sono raggruppati nei gangli del sistema nervoso periferico e nei nuclei del midollo spinale e del tronco encefalico. I nervi che raccolgono l’informazione dal SNC sono chiamati nervi efferenti o motori. I nervi periferici sono connessi al SNC in coppia, emergendo tra le vertebre come nervi spinali. Ogni nervo spinale contiene un sensore ed un nervo motore (figura sopra). Ci sono 31 coppie di nervi spinali connessi al midollo spinale. Inoltre, ci sono 12 coppie di nervi cranici che connettono il tronco dell'encefalo e altre regioni del cervello.






I nervi spinali che entrano ed escono dal midollo spinale sono numerati come le vertebre che vi passano attraverso




I sistemi somatici ed autonomi

Il sistema nervoso periferico è diviso in base alla funzione del sistema nervoso somatico (o volontario) ed il sistema nervoso autonomo. Da ricordare che il SNC coordina e controlla questi due sistemi.

Il sistema somatico controlla tutte le nostre attività volontarie e consce, le quali principalmente comportano movimenti (cammino, corsa, ecc).

Il sistema autonomo controlla invece tutte le funzioni del corpo che normalmente non sono sotto un controllo conscio, come il battito cardiaco, la respirazione, la digestione e così via, anche mentre siamo addormentati. questo sistema è composto fondamentalmente da due cordoni che corrono paralleli alla colonna vertebrale, collegati tramite una fitta rete di nervi con tutti gli organi del nostro corpo..

I sistemi simpatici e parasimpatici


il sistema nervoso autonomo è inoltre suddiviso nei sistemi parasimpatico e simpatico (vedere la prima figura relativa alle suddivisioni del sistema nervoso). Il sistema nervoso autonomo chiamato anche sistema nervoso neurovegetativo è responsabile di tutta l'attività inconscia dell'individuo. Da esso dipendono le funzioni organiche come la circolazione sanguigna, la digestione, la respirazione, il battito cardiaco e i movimenti lenti e regolari che muovono il cibo attraverso il tratto digestivo come pure quelle psicologiche, emotive o di difesa come la pelle d'oca, vomito, il rossore in viso, l'istinto di fuga o di aggressività. 



Mentre il sistema nervoso centrale è in relazione con i muscoli striati, quello autonomo comanda la muscolatura liscia. Comprende, come già detto, il sistema parasimpatico e il sistema simpatico. Il sistema parasimpatico è responsabile di tutto ciò che riguarda l'attività di routine dell'organismo come le funzioni organiche mentre il sistema simpatico è deputato alle attività di eccitazione, difesa e urgenza. Nel caso di emergenze o pericolo, il sistema parasimpatico stimola l’attività del cuore e dei polmoni per aumentare l'ossigeno all'interno del sangue, aumentando di conseguenza l'energia a disposizione dei muscoli, e quindi prepara il corpo allo sforzo e/o all'emergenza. Il sistema neurovegetativo è regolato dall'ipotalamo e dal bulbo rachideo (il midollo allungato).

Il trattato di Kundalini

Tratto da: Swami Sivananda
Kundalini Yoga Capitolo Secondo
Kundalini Yoga - Teoria


Swami Sivananda Sarasvati (1887-1963) nacque in una grande e nobile famiglia del Sud dell'India; laureatosi in medicina, si dedicò alla professione in Malesia con grande successo. Nel 1924, attratto dal richiamo della ricerca spirituale, approdò a Rishikesh, alle pendici dell'Himalaya, dove nel 1932 fondò lo "Sivananda Ashram" e nel 1936 la "Divine Life Society". Scomparso nel 1963, ha lasciato più di 300 libri sullo Yoga, traducendo oltre alla Bhagavad Gita anche i Brahmasutra, il Bhagavatam, molte Upanishad e scrivendo moltissimi altri volumi su tutti gli aspetti pratici dello Yoga, del Vedanta e della Sadhana spirituale.

Nadi

Le nadi sono i canali astrali fatti di materia astrale, che portano le correnti psichiche. Il termine sanscrito "nadi" viene dalla radice "nad", che significa 'movimento'. È attraverso queste nadi (sukshma, passaggi sottili) che si muove, o fluisce, la forza vitale, o corrente pranica. Poiché sono fatte di materia sottile, non possono essere viste dai nudi occhi fisici e sul piano fisico non è possibile fare nessun esperimento di prova. Queste yoga nadi non sono i comuni nervi, arterie e vene che si conoscono in anatomia e fisiologia (vaidya shastra); le yoga nadi sono completamente diverse da queste. Il corpo è pieno d'innumerevoli nadi, che non possono essere contate. Diversi autori specificano il numero delle nadi differentemente, da 72.000 a 350.000. Quando volgete la vostra attenzione alla struttura interna del corpo, siete presi da meraviglia e stupore; perché l'architetto è lo stesso Signore Divino, assistito da esperti ingegneri e muratori - maya, Prakriti, viswa karma, ecc.



Le nadi svolgono una parte vitale in questo yoga. Kundalini, quando destata, passerà attraverso la sushumna nadi, e questo sarà possibile solo se le nadi sono pure. Perciò, il primo passo nel kundalini yoga è la purificazione delle nadi. Una conoscenza dettagliata delle nadi e dei chakra è assolutamente necessaria. Le loro ubicazioni, funzioni, nature, ecc., devono essere studiate per esteso. Le linee sottili, yoga nadi, influiscono sul corpo fisico. Prana, nadi e chakra sottili (sukshma) hanno manifestazioni e operazioni grossolane nel corpo fisico. I nervi e i plessi grossolani hanno relazione intima con quelli sottili. Dovete comprendere bene questo punto. Poiché i centri fisici hanno relazione intima con i centri astrali, le vibrazioni prodotte nei centri fisici coi metodi prescritti hanno gli effetti desiderati nei centri astrali. 

Ovunque c'è un incrocio di parecchi nervi, arterie e vene, quel centro è chiamato "plesso". I plessi fisici materiali conosciuti dai vaidya shastra sono: pampiniforme, cervicale, brachiale, coccigeo, lombare, sacrale, cardiaco, esofageo, epatico, faringeo, polmonare, prostatico, ecc. Similmente, vi sono plessi, o centri di forze vitali, nelle sukshma nadi e sono conosciuti come "padma" (loto) o chakra. Istruzioni dettagliate su tutti questi centri sono date successivamente. Tutte le nadi sorgono dal kanda, che è nella giunzione dove la sushumna nadi è connessa con il muladhara chakra. Alcuni dicono che questo kanda è dodici pollici sopra l'ano. Delle innumerevoli nadi, quattordici sono considerate le più importanti. Esse sono:
1) Sushumna 2) Ida 3) Pingala 4) Gandhari 5) Hastijihva 6) Kuhu 7) Sarasvati 8) Pusha 9) Sankhini10) Payaswini11) Varuni12) Alambusha13) Vishvodhara14) Yasashvini
Ancora, Ida, Pingala e Sushumna sono le più importanti di queste quattordici nadi, e Sushumna è la principale. È la più alta e la più ricercata dagli yogi; le altre nadi sono subordinate ad essa. Istruzioni dettagliate su ciascuna nadi e le sue funzioni, e sul metodo di risvegliare Kundalini e farla passare di chakra in chakra, sono date nelle pagine seguenti.

Colonna Spinale

Prima di passare allo studio di nadi e chakra dovete sapere qualcosa circa la colonna spinale, poiché tutti i chakra sono connessi ad essa. La colonna spinale è conosciuta come "Merudanda"; essa è l'asse del corpo, e, come il monte Meru, è l'asse della terra. Quindi la colonna spinale è chiamata meru, altrimenti conosciuta come spina dorsale, o colonna vertebrale. L'uomo è un microcosmo. Tutte le cose che si vedono nell'universo - montagne, fiumi, bhuta, ecc. esistono anche nel corpo. Tutti i "tattva" e i "loka" (mondi) sono anche dentro il corpo. Il corpo può essere diviso in tre parti principali: testa, tronco e arti; il centro del corpo è tra la testa e le gambe. La colonna spinale si estende dalla prima vertebra, osso d'atlante, fino alla fine del tronco. La spina dorsale è formata da una serie di trentatré ossa, chiamate vertebre; ed è divisa in cinque regioni, a seconda della posizione che queste occupano:

1) Regione cervicale (collo) 7 vertebre2) Regione toracica (torace) 12 vertebre3) Regione lombare (vita o lombi) 5 vertebre4) Regione sacrale (deretano, osso sacro) 5 vertebre saldate5) Regione coccigea (coccige, vertebre imperfette) 4 vertebre saldate
Le ossa vertebrali sono sovrapposte le une sulle altre, formando così una colonna per il supporto del tronco e del cranio. Esse sono tenute insieme da processi spinosi, obliqui e articolari, e da cuscinetti di fibro-cartilagine tra le ossa. Gli archi delle vertebre formano una cavità cilindrica, ovvero un passaggio per il midollo spinale. Le dimensioni delle vertebre differiscono le une dalle altre. Per esempio, la dimensione delle vertebre nella regione cervicale è più piccola che in quella toracica, ma gli archi sono più grandi. Il corpo delle vertebre lombari è il più largo e il più grande. Tutta la spina dorsale non è come una corda rigida, ma ha delle curvature che le danno elasticità. Tutte le altre ossa del corpo sono connesse con questa colonna. Tra ogni coppia di vertebre ci sono aperture attraverso cui passano i nervi spinali, dal midollo spinale alle diverse parti e organi del corpo. Le cinque regioni della spina dorsale corrispondono alle regioni dei cinque chakra: muladhara, svadhishthana, manipura, anahata e vishuddha. La sushumna nadi passa attraverso la cavità cilindrica della colonna vertebrale, mentre Ida è sul lato sinistro e Pingala sul lato destro.

Sukshma Sharira

Il corpo fisico è foggiato secondo la natura del corpo astrale; è qualcosa come l'acqua, sebbene di forma più grossolana (sthula). Quando l'acqua viene scaldata, il vapore acqueo corrisponde al corpo astrale. Allo stesso modo, il corpo astrale, o sukshma, è dentro il corpo fisico o grossolano. Il corpo grossolano non può fare niente senza il corpo astrale. Ogni centro grossolano del corpo ha il suo centro astrale. Una chiara conoscenza del corpo grossolano è di estrema importanza, poiché questo yoga si occupa dei centri del corpo astrale. Perciò, nei capitoli seguenti, troverete una breve descrizione dei centri del corpo grossolano e dei loro centri corrispondenti nel corpo sottile. Troverete la descrizione dei centri astrali e le funzioni loro connesse nel corpo fisico.

Kanda

Questo è situato tra l'ano e la radice dell'organo di riproduzione. Ha la forma di un uovo ed è coperto di membrane. È proprio sopra il muladhara chakra. Tutte le nadi del corpo originano dal kanda, che è la giunzione dove la sushumna è connessa col muladhara chakra. I quattro petali del muladhara chakra sono ai lati del kanda, e la giunzione è chiamata granthi-sthana, dove l'influenza di maya è molto forte. In alcune Upanishad troverete che il kanda è nove dita sopra i genitali. Il kanda è il centro del corpo astrale da dove nascono le yoga nadi, i canali sottili, e da dove portano il sukshma prana (l'energia vitale) nelle diverse parti del corpo. Corrispondente a questo centro, nel corpo fisico grossolano c'è la coda equina. Il midollo spinale, che si estende dal cervello fino alla fine della colonna vertebrale, si assottiglia in un fine filo di seta. Prima del suo termine dà origine a innumerevoli fibre, ammassate in un mazzo di nervi. Questo mazzo di nervi è la coda equina (cauda equina) del corpo grossolano; il centro astrale della coda equina è il kanda.

Midollo Spinale

Il sistema nervoso centrale consiste del cervello e del midollo spinale, il centro o asse cerebro-spinale. La continuazione del midollo allungato, o bulbo, è il mezzo di connessione tra il cervello e il midollo spinale. Il centro del midollo allungato è intimamente connesso con le funzioni involontarie del respiro e della deglutizione. Il midollo spinale si estende dalla cima del canale spinale fino alla seconda vertebra della regione coccigea, dove si assottiglia in un fine filo di seta chiamato filum terminale. Il midollo spinale è una colonna di materia cerebrale bianca e grigia molto soffice. La materia bianca è disposta ai lati della materia grigia. La materia bianca è composta di nervi midollari, mentre quella grigia è fatta di cellule e fibre nervose. Esso non è disposto fermamente nel canale spinale, ma vi è per così dire sospeso o calato, come il cervello nella cavità cranica. È nutrito dalle membrane. Il midollo spinale e il cervello fluttuano nel fluido cerebro-spinale, che previene qualsiasi danno fatto loro; inoltre il midollo spinale è protetto da un rivestimento di tessuto grasso. 


È diviso in due metà simmetriche da una fenditura anteriore e posteriore. Nel centro c'è un piccolo canale, chiamato canale centrale. La brahmanadi scorre lungo questo canale, dal muladhara al sahasrara chakra; è attraverso questa nadi che Kundalini, quando destata, passa al brahmarandhra. Il midollo spinale non è diviso, o separato, dal cervello, ma è contiguo ad esso. Tutti i nervi cranici e spinali sono connessi con il midollo. Ogni nervo del corpo vi è connesso. Gli organi di riproduzione, minzione, digestione, circolazione sanguigna e respirazione sono tutti controllati dal midollo spinale. Questo, nel quarto ventricolo del cervello, si dispiega nel midollo allungato. Dal quarto ventricolo passa lungo il terzo, quindi nel quinto ventricolo del cervello e infine raggiunge la sommità della testa, il sahasrara chakra.

Sushumna Nadi

Quando studiamo la costruzione, l'ubicazione e la funzione del midollo spinale e della sushumna nadi, possiamo dire subito che il midollo spinale era chiamato sushumna nadi dagli yogi del passato. L'anatomia occidentale si occupa della forma e delle funzioni grossolane del midollo spinale, mentre gli yogi dei tempi antichi si occupano della natura sottile (sukshma) delle cose. Ora, nel kundalini yoga dovete avere una completa conoscenza di questa nadi. La sushumna si estende dal muladhara chakra (seconda vertebra della regione coccigea) al brahmarandhra. 



L'anatomia occidentale ammette che nel midollo spinale c'è un canale centrale chiamato 'canalis centralis', e che il midollo è fatto di materia cerebrale bianca e grigia. Il midollo spinale è sospeso, o calato, nella cavità della colonna spinale. Allo stesso modo, la sushumna è calata dentro il canale spinale ed ha sezioni sottili; è di colore rosso, come il fuoco (agni). Dentro sushumna c'è una nadi chiamata vajra, che è luminosa come il sole (surya), ed ha qualità rajasiche. Ancora, dentro questa vajra nadi c'è un'altra nadi chiamata chitra, che è di natura sattvica e di colore pallido. Le qualità di agni, surya e chandra (fuoco, sole e luna) sono i tre aspetti del shabda Brahman. Dentro questa chitra c'è un minuscolo canale sottile (conosciuto come ' canalis centralis'). 

Questo canale è conosciuto come brahmanadi, e tramite esso, Kundalini, quando risvegliata, passa dal muladhara al sahasrara chakra. In questo canale centrale si trovano tutti i sei chakra (loti, e cioè muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna). L'estremità inferiore della chitranadi e chiamata brahmadwara, la porta di Brahman, poiché Kundalini deve passare attraverso questa porta per raggiungere il brahmarandhra. Questa porta corrisponde ad Hardwar, che è la porta di Hari di Badrinarayan nel macrocosmo (piano fisico). 


La chitra termina nel cervelletto. In senso generale, la stessa sushumna nadi (midollo spinale grossolano) è chiamata brahma nadi, perché questa è dentro la sushumna. Anche il canale dentro la chitra è chiamato sushumna, perché questo canale è dentro la sushumna. Le nadi Ida e Pingala sono ai lati sinistro e destro della spina dorsale. Citra è la più alta e la più amata dagli yogi. È come un filo sottile di loti; splendente di cinque colori, è il centro della sushumna. È la parte più vitale del corpo. È chiamata la via Celeste; dispensatrice d'Immortalità. Contemplando i chakra che esistono in questa nadi, lo yogi distrugge tutti i peccati e ottiene la Beatitudine suprema. È dispensatrice di Liberazione (moksha).

Quando il respiro scorre lungo sushumna, la mente diventa fissa. Questa fissità della mente è chiamata "unmani avastha", lo stato più alto dello yoga. Se sedete a meditare quando la sushumna è operante, avrete una meditazione meravigliosa. Quando le nadi sono piene d'impurità, il respiro non può passare nella nadi di mezzo. Perciò si deve praticare il pranayama per la purificazione delle nadi.

Sistema Simpatico e Parasimpatico

Su entrambi i lati del midollo spinale vi sono i midolli simpatici e parasimpatici, una doppia catena di gangli, ovvero un cumulo di cellule nervose. Questi costituiscono il sistema autonomo, che fornisce nervi agli organi involontari, come cuore, polmoni, intestini, reni, fegato, ecc., e li controlla. Il nervo vago, che svolge una parte vitale nell'economia umana, proviene dal sistema simpatico. Questo sistema stimola o accelera, mentre il sistema parasimpatico ritarda o inibisce. 



Vi sono nervi per dilatare o espandere le arterie che portano puro sangue ossigenato per nutrire i tessuti, gli organi e le cellule delle diverse parti del corpo; questi sono chiamati vasi-dilatatori. Le catene simpatiche di destra e di sinistra sono connesse da filamenti, che s'incrociano da destra a sinistra e viceversa, ma i punti esatti dove s'incrociano non si conoscono, sebbene parecchi hanno cercato di trovarli. M'kendrick e Snodgrass nel loro ' Fisiologia dei Sensi ' scrivono: «Dove le fibre sensorie s'incrociano da un lato all'altro non è conosciuto ... In alcune parti del midollo spinale le fibre sensorie s'incrociano da destra a sinistra e viceversa».

Ida e Pingala Nadi

Le nadi Ida e Pingala non sono le grossolane catene simpatiche, ma le nadi sottili che portano il sukshma prana. Nel corpo fisico corrispondono approssimativamente alle catene simpatiche di sinistra e di destra. Ida parte dal testicolo/ovaia destro e Pingala da quello/quella sinistro; s'incontrano con la sushumna nadi nel maladhara chakra e formano un nodo. Questa giunzione di tre nadi nel muladhara chakra è conosciuta come mukta triveni. Gange, Yamuna e Saraswati dimorano rispettivamente nelle nadi Pingala, Ida e Sushumna. Questo punto d'incontro è chiamato Brahma granthi. Queste nadi s'incontrano di nuovo nell'anahata e nell'ajna chakra. 



Anche nel macrocosmo c'è una triveni a Prayag, dove s'incontrano i tre fiumi Gange, Yamuna e Saraswati. Ida scorre per la narice sinistra e Pingala per quella destra. Ida è chiamata anche chandra nadi (luna) e Pingala surya nadi (sole). Ida è fresca e Pingala è calda. Pingala digerisce il cibo. Ida è pallida, Shakti rupa; è la grande nutrice del mondo. Pingala è rosso vivo, Rudra rupa. Ida e Pingala indicano il tempo (kala), mentre Sushumna inghiotte il tempo. Lo yogi conosce il momento della sua morte; porta il suo prana nella Sushumna, lo tiene nel brahmarandhra e sfida il tempo (kala - morte). Il famoso yogi Sri Chang Dev del Maharashtra combatté più volte contro la morte, portando il prana nella Sushumna. Egli era un contemporaneo di Sri Jnana Dev di Alandi, vicino Poona. Fu lui che ebbe bhuta siddhi, il controllo sugli animali feroci, tramite le sue pratiche yogiche; andò sul dorso di una tigre a vedere Sri Jnana Dev.

Altre Nadi
Gandhari, hastajihva, kuhu, saraswati, pusha, sankhini, payasvini, varuni, alambusha, vishvodhara, yasaswini, ecc., sono alcune altre nadi importanti. Queste hanno origine dal kanda. Tutte queste nadi sono poste ai lati di sushumna, ida e pingala, e vanno in diverse parti del corpo per compiere certe funzioni particolari. Sono tutte nadi sottili. Innumerevoli nadi minori nascono da queste. Come la foglia dell'albero aswattha è coperta da minuscole fibre, così questo corpo è permeato da migliaia di nadi.

Chakra

Sono chiamati anche Padma ma sono più conosciuti come chakra e si trovano nel linga sharira (corpo astrale). Il linga sharira è formato da 17 tattva; e cioè: 5 jnanendriya (orecchie, pelle, occhi, lingua e naso); 5 karmendriya (parola, mani, gambe, genitali e ano); 5 prana (prana, apana, vyana, udana, samana); manas (mente) e buddhi (intelletto). Questi hanno centri corrispondenti nel midollo spinale e nei plessi nervosi del corpo grossolano. 



Ogni chakra ha controllo e funzione su un centro particolare del corpo grossolano. I chakra non possono essere visti dall'occhio nudo; alcuni medici folli li cercano nel corpo fisico, ma non li possono trovare. Poiché non possono trovare nessun chakra in un corpo morto, essi perdono la fede negli Shastra e nei kriya yogici. Il sukshma prana si muove nel sistema nervoso del linga sharira (corpo astrale). Sthula prana si muove nel sistema nervoso del grossolano corpo fisico. I due corsi sono intimamente connessi; agiscono e reagiscono l'uno sull'altro. I chakra sono nel corpo astrale anche dopo la disintegrazione dell'organismo fisico dopo la morte. Secondo una scuola di pensiero, i chakra si formano solo durante la concentrazione e la meditazione. 

Questo non è possibile. I chakra devono essere là in uno stato sottile, poiché la materia grossolana è il risultato della materia sottile. Senza il sottile, il corpo grossolano è impossibile. Il significato della sentenza dev'essere interpretato che uno può sentire e comprendere i chakra sottili solo durante la concentrazione e la meditazione. Dovunque c'è un intreccio di parecchi nervi, arterie e vene, quel centro è chiamato plesso. I plessi fisici grossolani conosciuti dai vaidya shastra sono: epatico, cervicale, brachiale, coccigeo, lombare, sacrale, cardiaco, epigastrico, esofageo, faringeo, polmonare, linguale, prostatico, ecc. Similmente, vi sono plessi o centri di sukshma prana nella sushumna nadi. 


Tutte le funzioni del corpo - nervosa, digestiva, circolatoria, respiratoria, genito-urinaria - e tutti gli altri sistemi del corpo sono sotto il controllo di questi centri nella sushumna. Questi sono centri sottili di energia vitale; sono centri di coscienza (chaitanya). I centri sottili della sushumna hanno i loro centri corrispondenti nel corpo fisico. Per esempio, l'anahata chakra che si trova nella sushumna nadi ha il suo centro corrispondente nel corpo fisico nel cuore (plesso cardiaco).

I centri sottili nella sushumna nadi sono altrimenti conosciuti come loti o chakra. Un tattva particolare predomina in ogni chakra; in ogni chakra c'è una divinità che vi presiede. In ogni chakra è rappresentato un certo animale, che denota che il centro ha le qualità (tattva o guna) di quel particolare animale. Ci sono sei chakra importanti: muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna. Il sahasrara è il chakra principale, e sta nella testa. Questi sette chakra corrispondono ai loka (bhuh, bhuvah, swah, maha, jana, tapa e satya loka). Da muladhara a vishuddha vi sono i centri dei cinque elementi (pancha bhuta): terra, acqua, fuoco, aria e etere. 


Quando Kundalini viene destata procede dal muladhara al sahasrara, passando per tutti i chakra. In ogni centro in cui lo yogi dirige la Kundalini, fa esperienza di una forma speciale di Ananda (Beatitudine) e ottiene particolari siddhi (poteri psichici) e conoscenza. Egli gode la Beatitudine suprema quando Kundalini è portata nel sahasrara chakra. Seguono alcuni altri chakra: adhara (un altro nome del muladhara chakra), amrita, ananda, lalita, balwana, brahmadwara, chandra, dipaka, karnamula, gulhaha, kuladipa, kundali, galabaddha, kaladaada, kaladhwara, karangaka, kalabhedan, lalana, mahotsaha, manas, talana, mahapadma, niradhara, naukula, prana, soma, triveni, urdhvarandhra, vajra, ecc. 


Alcuni di questi nomi si riferiscono ai sei chakra principali. Ci sono anche molti chakra minori. Alcuni hatha yogi dicono che ci sono 21 chakra minori oltre ai 13 maggiori; altri hatha yogi affermano che ci sono 49 chakra, mentre gli antichi yogi insegnavano che ci sono 144 chakra. Il lalana chakra, con i suoi 12 petali rossi, è situato vicino alla base del palato; il manas chakra, con i suoi sei petali, è intimamente connesso con le sensazioni, i sogni e i viaggi astrali. Istruzioni dettagliate su ciascun chakra sono date di seguito.

Petali sui Chakra

Ogni chakra ha un numero definito di petali, con una lettera sanscrita su ciascun petalo. La vibrazione che si produce in ciascun petalo è rappresentata dalla corrispondente lettera sanscrita. Ogni lettera denota il mantra di devi Kundalini. Le lettere esistono nei petali in forma latente, e possono essere manifestate e le vibrazioni delle nadi sentite durante la concentrazione. Il numero dei petali nei loti varia. Muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna chakra hanno rispettivamente 4, 6, 10, 12, 16 e 2 petali. Tutte le cinquanta lettere sanscrite sono sui cinquanta petali. 



Il numero dei petali in ciascun chakra è determinato dal numero e dalla posizione delle yoga nadi attorno al chakra. Sarò ancora più chiaro: da ogni chakra saltano fuori un numero definito di yoga nadi. Il chakra ha l'apparenza di un loto, con le nadi come petali. Il suono prodotto dalle vibrazioni delle yoga nadi è rappresentato dalle corrispondenti lettere sanscrite. Quando Kundalini si trova nel muladhara, i chakra con i loro petali sono volti in basso; quando è risvegliata, si voltano verso il brahmarandhra. Essi si volgono sempre dal lato di Kundalini.

Muladhara Chakra

Il muladhara chakra è situato alla base della colonna spinale; sta tra l'origine dell'organo di riproduzione e l'ano. È proprio sotto il kanda e la giunzione dove s'incontrano ida, pingala e sushumna nadi. Due dita sopra l'ano e due dita circa sotto i genitali, quattro dita in larghezza è lo spazio dov'è situato il muladhara chakra. Questo è l'adhara chakra (supporto), poiché gli altri chakra vi sono sopra. Kundalini, che dà potere ed energia a tutti i chakra, sta in questo chakra; quindi questo, che è il supporto di tutti gli altri, è chiamato muladhara o adhara chakra. Da questo chakra emanano quattro importanti nadi, che appaiono come petali di un loto. Le vibrazioni sottili fatte da ciascuna nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: vam, sam, sham e cam. La yoni che si trova al centro di questo chakra è chiamata kama ed è adorata dai siddha. Qui Kundalini giace addormentata. 


Ganesh è il devata di questo chakra. I sette mondi inferiori: atala, vitala, sutala, talatala, rasatala, mahatala e patala loka sono sotto questo chakra. Questo chakra corrisponde al bhu loka o bhumandal, piano fisico (regione della terra). Bhuvah, swah o swarga, maha, jana, tapa e satya loka sono sopra questo chakra. Tutti i mondi inferiori si riferiscono ad alcuni chakra minori negli arti, che sono controllati dal muladhara chakra. Quello yogi che ha penetrato questo chakra mediante il prithvi dharan ha conquistato il prithvi tattva. Egli non ha paura della morte da terra. Prithvi è di colore giallo. 


Il tripura (fuoco, sole e luna) dorato è chiamato ' bija '; è anche chiamato parama tejas (la grande energia), che sta sul muladhara chakra ed è conosciuto come swayambhu linga. Vicino a questo linga c'è la regione dorata conosciuta come kula; la divinità che vi presiede è Dakini (Shakti). Il Brahma granthi o nodo di Brahma è in questo chakra. Il Vishnu granthi e il Rudra granthi si trovano nell'anahata e nell'ajna chakra. Lam è il bija del muladhara chakra. Il saggio yogi che si concentra e medita sul muladhara chakra acquista piena conoscenza di Kundalini e dei mezzi per ridestarla. Quando Kundalini è ridestata, egli ottiene darduri siddhi, il potere di sollevarsi dal terreno. Può controllare il respiro, la mente e il seme; il suo prana entra nella brahmanadi; tutti i suoi peccati sono distrutti. Acquista conoscenza di passato, presente e futuro; e gode la beatitudine naturale (sahaja ananda).

Svadhishthana Chakra

Svadhishthana è situato dentro la sushumna nadi, alla radice dell'organo di riproduzione. Corrisponde al bhuvah loka. Nel corpo fisico, ha controllo sul basso addome, sui reni, ecc. Jala mandal (la regione dell'acqua - apas tattva), è qui. All'interno di questo chakra c'è uno spazio come una luna crescente o dalla forma di conchiglia o di fiore kunda. La divinità che vi presiede è il Signore Brahma e devata è la dea Rakini. Il bijakshara vam, il bija di Varuna, si trova in questo chakra. Il colore del chakra è puro rosso sangue o color sindura (vermiglio). 



Da questo centro emanano sei yoga nadi, che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: bam, bham, mam, yam, ram e lam. Chi si concentra su questo chakra e medita sul devata non ha paura dell'acqua, ed ha un perfetto controllo dell'elemento acqua; ottiene molti poteri psichici, conoscenza intuitiva e un perfetto controllo dei suoi sensi. Ha piena conoscenza delle entità astrali. Kama, krodha, lobha, moha, mada, matsarya ed altre qualità impure sono completamente annientate. Lo yogi diviene conquistatore della morte (mrityunjaya).

Manipura Chakra


Manipura è il terzo chakra dal muladhara. È situato dentro la sushumna nadi, nella regione dell'ombelico (nabhi sthana). Qui ha il suo centro corrispondente nel corpo fisico, ed ha controllo su fegato, stomaco, ecc. È un centro molto importante. Da questo chakra emanano dieci yoga nadi, che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: dam, dham, nam, tam, tham, dam, dham, nam, pam e pham. Il chakra ha il colore delle nuvole nere. Dentro c'è uno spazio di forma triangolare. È l'agni mandal (regione del fuoco - agni tattva). Il bijakshara ram, bija di Agni, è qui. Le divinità che vi presiedono sono Vishnu e la dea Lakshmi. Questo chakra corrisponde al swah o swarga loka, e al plesso solare nel corpo fisico.

Lo yogi che si concentra su questo chakra ottiene patala siddhi, può acquisire tesori nascosti ed è libero da ogni malattia. Egli non ha affatto paura del fuoco (agni). 'Anche se è gettato nel fuoco ardente, rimane vivo senza temere la morte'.

Gheranda Samhita

Anahata Chakra


L'anahata chakra è situato nella sushumna nadi. Ha controllo sul cuore; corrisponde al plesso cardiaco nel corpo fisico. Questo chakra corrisponde al maha loka; ed è di colore rosso profondo. Dentro questo chakra c'è uno spazio esagonale color fumo o nero scuro, simile al colore del collirio (usato per gli occhi) Questo chakra è il centro del vayu mandal (regione dell'aria - vayu tattva). Da qui emanano 12 yoga nadi. Il suono prodotto da ciascuna nadi è rappresentato dalle seguenti lettere sanscrite: kam, kham, gam, gham, gnam, cham, chham, jam, jham, jnam, tam e tham. Il bijakshara yam, bija di vayu, è qui. La divinità che vi presiede è Isha (Rudra), e devata è Kakini. Nel muladhara chakra c'è swayambhu linga e nell'anahata chakra abbiamo il bana linga. Il kalpa vriksha, che dà tutte le cose desiderate, è qui. In questo centro viene sentito il suono anahata, il suono del shabda Brahman. Potete sentirlo molto chiaramente quando vi concentrate attentamente su questo centro. Potete distintamente udire questo suono, quando fate sirshasana per lungo tempo. Vayu tattva è pieno di sattva guna. Il Vishnu granthi si trova in questo sthana. Chi medita su questo chakra ha pieno controllo sul vayu tattva. Egli ottiene buchari siddhi, khechari siddhi, kaya siddhi (il potere di volare nell'aria, di entrare nel corpo di un altro), ecc. Riceve l'Amore Cosmico e tutte le altre divine qualità sattviche.

Vishuddha Chakra

Il vishuddha chakra è situato dentro la sushumna nadi, alla base della gola, kantha-mula sthana. Corrisponde al jana loka. È il centro dell'akasa tattva (l'elemento etere). Il tattva è di puro colore blu. Al di sopra di questo, tutti gli altri chakra appartengono al manas tattva. La divinità che vi presiede è Sadasiva (Itara linga), e la dea è Shakini. Da questo centro emanano 16 yoga nadi, che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi sono rappresentate dalle 16 vocali sanscrite: am, am, im, im, um, um, rm, rm, lm, lm, em, aim, om, aum, am, ah. L'akasa mandal (la regione dell'etere) è di forma sferica, come la luna piena. In questo centro vi è il bija dell'akasa tattva, ham; esso è di colore bianco. Questo chakra corrisponde al plesso laringeo nel corpo fisico. La concentrazione sul tattva di questo chakra è chiamata akasi dharana. Chi pratica questa concentrazione non perirà nemmeno nel pralaya, e ottiene il massimo successo. Meditando su questo chakra, si ottiene la piena conoscenza dei quattro Veda; si diventa un trikala jnani (che conosce il passato, il presente e il futuro).


Ajna Chakra

L'ajna chakra è situato dentro la sushumna nadi, e il suo centro corrispondente nel corpo fisico è nello spazio tra le due sopracciglia, conosciuto come trikuti. La divinità che vi presiede, Paramasiva (Shambhu), ha la forma di un hamsa (cigno). C'è la dea Hakini (Shakti). Il pranava Om è il bijakshara di questo chakra. È la sede della mente. Ci sono due petali (yoga nadi) ai lati del loto (chakra), e le vibrazioni di queste nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite ham e ksham. È questo il granthi sthana (Rudra granthi). Il chakra è il colore bianco puro o come quello della luna piena (nel giorno di purnima). Il centro corrispondente nel corpo fisico è il plesso cavernoso. Chi si concentra su questo centro distrugge tutti i karma delle vite passate. I benefici derivati dalla concentrazione su questo chakra non possono essere descritti con le parole. Il praticante diventa un jivanmukta (un uomo liberato mentre è ancora in vita). Egli acquisisce tutti gli 8 siddhi maggiori e i 32 siddhi minori. Tutti gli yogi e i jnani si concentrano sul bijakshara di questo centro, il pranava. Ciò è chiamato bhrumadhya drishti (sguardo nello spazio tra le sopracciglia).

Il Cervello

Il cervello e i nervi cranici sono le parti principali dell'intero sistema nervoso. È una massa di tessuti nervosi composti di soffice materia bianca e grigia, e occupa la totalità del cranio. Il cranio è come una cassaforte di ferro per custodire il tesoro, il cervello. È circondato da tre membrane o meningi, cioè:

1) dura madre, il fibroso tessuto connettivo a lato delle ossa craniche2) pia madre, il tessuto connettivo che contiene una rete di vasi sanguigni, e che penetra e nutrisce tutte le parti del cervello 3) aracnoide, una membrana sottilissima attorno al cervello.
Sotto l'aracnoide c'è lo spazio che contiene il fluido cerebro-spinale, che ha lo scopo di ostacolare qualsiasi offesa al cervello. Sembra come se il cervello galleggiasse su questo liquido. Il cervello può essere diviso in due metà, emisfero destro e sinistro, da un solco o tessuto centrale. Nel cervello vi sono parecchi lobi o parti più piccole, come i lobi parietali e temporali ai lati, il lobo occipitale nella parte posteriore del cervelletto, ecc. In ogni lobo vi sono molte circonvoluzioni. Ancora, per amore dello studio, possiamo dividere il cervello in quattro sezioni:

1) Cerebro: è la parte più larga del cervello, l'anteriore, di forma ovale. È situato nella parte superiore della cavità cranica. Contiene gli importanti centri dell'udito, della parola, della vista, ecc. La ghiandola pineale, che è considerata la sede dell'anima, e che gioca una parte prominente nel samadhi e nei fenomeni psichici, è situata qui.

2) Cervelletto: il cervello posteriore o piccolo; è questa la porzione principale del cervello, di forma allungata, situata proprio sopra il quarto ventricolo e sotto e dietro il cervello. Qui la materia grigia è disposta sulla materia bianca. Regola il coordinamento muscolare. Durante i sogni, la mente rimane qui.

3) Midollo allungato: è il luogo d'inizio del midollo spinale nella cavità cranica, dove si estende e si allarga in forma oblunga. Si trova tra i due emisferi. Qui la materia bianca è posta sulla materia grigia. Contiene i centri di funzioni importanti, come la circolatoria, la respiratoria, ecc. Questa parte deve essere protetta attentamente.

4) Ponte di varolio: è il ponte che sta prima del midollo allungato. È fatto di fibre bianche e grigie che vengono dal cervelletto e dal midollo. È la giunzione dove s'incontrano cervelletto e midollo.


Vi sono cinque ventricoli del cervello. Il quarto è il più importante, ed è situato nel midollo allungato. Il quarto ventricolo è il canale centrale del midollo spinale, quando entra nella cavità cranica. Allora il piccolo canale diventa di più grande dimensione. Ogni nervo del corpo è intimamente connesso con il cervello. Dodici paia di nervi cranici procedono da tutti e due gli emisferi, attraverso le aperture alla base del cranio, verso le differenti parti del corpo: olfattori; ottici; motori oculari; patetici; trifacciali; abducenti; facciali; uditivi; glossofaringei; pneumogastrici; spinali accessori e ipoglossi. Questi nervi sono connessi con occhi, orecchie, lingua, naso, faringe, torace, ecc. Per uno studio dettagliato di questa sezione consultate un qualsiasi libro di anatomia. Qui ho dato le parti connesse con il kundalini yoga.

Brahmarandhra

'Brahmarandhra' significa il buco di Brahman. È la casa di residenza dell'anima umana; è conosciuto anche come 'dasamdwara', la decima apertura, o porta. Il luogo incavato in cima alla testa, conosciuto come fontanella anteriore nel bimbo appena nato, è il brahmarandhra. Questo si trova tra le due ossa parietale e occipitale. Nel bambino, questa parte è molto soffice. Quando il bimbo cresce, viene obliterata dalla crescita delle ossa della testa. Brahma creò il corpo fisico ed entrò (pravishat) nel corpo per dargli luce all'interno attraverso il brahmarandhra; in alcune Upanishad si afferma così. È la parte più importante; molto adatta per il nirguna dhyana (meditazione astratta). Quando, al tempo della morte, lo yogi si separa dal corpo fisico, il brahmarandhra improvvisamente si apre e il prana fuoriesce da questa apertura (kapala moksha).

'Cento e uno sono i nervi del cuore.Di essi, uno (sushumna) è andato fuori perforando la testa;ascendendo tramite esso, si ottiene l'immortalità'
Kathopanishad

Sahasrara Chakra

Il sahasrara chakra è la dimora del Signore Shiva. Corrisponde al satya loka, ed e situato in cima alla testa. Quando Kundalini è unita col Signore Shiva nel sahasrara chakra, lo yogi gode la beatitudine suprema, parama ananda. Quando Kundalini è portata fino a questo centro, lo yogi ottiene lo stato supercosciente e la più alta conoscenza; diventa un jnani pienamente sbocciato (brahmavidvarishtha). La parola sahasradala-padma denota che questo padma ha mille petali; cioè, mille yoga nadi emanano da questo centro. Ci sono diverse opinioni circa l'esatto numero dei petali. È del tutto sufficiente se voi sapete che da questo centro procedono innumerevoli nadi. Come nel caso degli altri chakra, le vibrazioni prodotte dalle yoga nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite; qui, tutte le cinquanta lettere dell'alfabeto sanscrito sono ripetute continuamente su tutte le yoga nadi. Questo è un centro sottile; il centro corrispondente nel corpo fisico è nel cervello. Il termine 'shat-chakra' si riferisce solo ai sei chakra principali, cioè: muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, e ajna. Al di sopra di questi abbiamo il sahasrara chakra, che è il più importante di tutti i chakra. Tutti i chakra hanno un'intima connessione con questo centro. Esso non è considerato insieme ai sei chakra, ma è situato sopra tutti gli altri.

Lalana Chakra

Il lalana chakra è situato nello spazio sopra ajna e sotto il sahasrara chakra. Da questo centro emanano 12 yoga nadi. Le vibrazioni prodotte dalle 12 nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: ha, sa, ksha, ma, la, ve, ra, ya, ha, sa, kha e phrem. Ha Om come bija. In questo centro, lo yogi si concentra sulla forma del suo guru ed ottiene ogni conoscenza. Questo centro ha il controllo delle 12 paia di nervi che procedono dal cervello verso i differenti organi di senso.

La Misteriosa Kundalini

' O Devi! Tu sei la mente, il cielo, l'aria, il fuoco, l'acqua e la terra.
Nulla è al di fuori di Te nella Tua trasformazione.
Tu sei diventata la sacra regina di Shiva per alterare la tua beata forma cosciente nella forma del mondo '
Kundalini, il potere del serpente o fuoco mistico, è l'energia primordiale o Shakti che giace addormentata nel muladhara chakra, il centro del corpo. È chiamata potere serpentino o anulare a causa della sua forma serpentina. È un elettrico, infuocato potere occulto, la grande forza originaria che costituisce il fondamento di tutta la materia organica e inorganica. Kundalini è il potere cosmico nei corpi individuali. Non è una forza materiale come l'elettricità, il magnetismo, la forza centripeta o centrifuga. È un potenziale potere cosmico (Shakti) spirituale. In realtà non ha forma. Il buddhi e la mente grossolana (sthula) devono seguire una forma particolare, nello stadio iniziale. Da questa forma grossolana, uno può facilmente comprendere la sottile e informe Kundalini. Prana, ahankara, buddhi, indriya, mente, i cinque elementi grossolani e i nervi sono tutti prodotti di Kundalini.


Kundalini è la Divina Shakti addormentata, avvolta a spirale, che giace assopita in tutti gli esseri. Avete visto che nel muladhara chakra c'è lo svayambhu linga. La testa del linga è il posto dove la sushumna nadi è attaccata al kanda. La misteriosa Kundalini sta a faccia in giù, alla bocca della sushumna nadi, sul capo dello svayambhu linga. Essa ha tre spire e mezzo, come un serpente. Quando è risvegliata, emette un suono sibilino come quello che fa un serpente percosso da un bastone; e procede verso gli altri chakra attraverso la brahmanadi, chiamata anche chitra nadi, dentro la sushumna. Perciò Kundalini è chiamata anche Bhujangini, potere del serpente. Le tre spire rappresentano i tre guna di prakriti: sattva, rajas e tamas e la mezza rappresenta la vikriti o modificazione di prakriti.

Kundalini è la dea della parola ed è lodata da tutti. Lei stessa, quando risvegliata dallo yogi, consegue per lui l'illuminazione. Lei che dà mukti e jnana, poiché Lei stessa è queste due cose. anche chiamata Saraswati, poiché è la forma del shabda Brahman Ella è fonte di ogni Conoscenza e Beatitudine; è la stessa pura Coscienza; è Brahman; è prana Shakti, la Forza suprema, la Madre di prana, agni, bindu e nada. È per questa Shakti che esiste il mondo. In Lei sono creazione, preservazione, e dissoluzione. Il mondo è sostenuto soltanto dalla Sua Shakti. È mediante la Sua Shakti nel prana sottile che viene prodotto il nada (suono anahata). 



Mentre pronunciate un suono continuo o cantate il dirgha pranava Om, sentirete distintamente che la vera vibrazione parte dal muladhara chakra. Tutte le parti del corpo funzionano tramite la vibrazione di questo nada. Ella mantiene l'anima individuale attraverso il prana sottile. In ogni tipo di sadhana, la dea Kundalini è l'oggetto di adorazione, in una forma o nell'altra. Kundalini ha connessione con il prana sottile; questo ha connessione con le nadi e i chakra sottili. Le nadi sottili hanno connessione con la mente; questa ha connessione con tutto il corpo. Avete sentito che c'è mente in ogni cellula del corpo. Il prana è la forza operante del corpo; è dinamico. Questa Shakti statica viene stimolata dal pranayama e da altre pratiche yogiche e diviene dinamica. Queste due funzioni, statica e dinamica, sono chiamate 'sonno' e 'risveglio' di Kundalini.

Svara Sadhana

Svara sadhana, la pratica del respiro, è rivelatrice di Satya, di Brahman, e dispensatrice di suprema Beatitudine e Conoscenza. Fate azioni calme durante il fluire di Ida e azioni irruenti durante il fluire di Pingala. Fate azioni risultanti nell'ottenimento di poteri psichici, yoga, meditazione, ecc., durante il fluire della Sushumna. Sebbene il respiro nasca da Ida (luna) all'alba e vi fluisca per tutto il giorno, e da Pingala (sole) al tramonto fluendovi per tutta la notte, ciò conferisce considerevoli buoni risultati. Che il respiro scorra da Ida durante il giorno e da Pingala durante la notte. Chi pratica questo è veramente un grande yogi.

Raccomandazioni per gli aspiranti

Gli aspiranti devono avere tutte le qualità sattviche e devono essere completamente liberi dalle impurità. Satsanga, solitudine, disciplina dietetica, buone maniere, buon carattere, brahmacharya, vairagya (rinunciare volontariamente a qualcosa per ottenere qualcos’altro di maggior valore), ecc., formano le forti fondamenta della vita yogica. L'aiuto di un guru, che ha già percorso il sentiero, è assolutamente necessario per un progresso veloce nel sentiero spirituale. Per lo yoga "abhyasa" (la pratica ovvero lo sforzo persistente per dominare e controllare le diverse attività mentali), si richiedono posti con clima fresco e temperato.

Il sistema delle nadi e dei chakra in breve

Le nadi sono i canali astrali (sukshma) attraverso cui scorre il prana (energia vitale) verso le differenti parti del corpo. Ida, pingala e sushumna sono le più importanti tra le innumerevoli nadi. Tutte le nadi partono dal kanda. Questo è situato nello spazio tra l'origine dell'organo di riproduzione e l'ano. La sushumna nadi è situata dentro la colonna spinale, nel canale spinale All'interno della sushumna nadi c'è una nadi di nome vajra. Chitra nadi, un canale minuto, chiamato pure brahmanadi, è dentro questa vajra nadi. Kundalini, quando risvegliata, passa attraverso chitra nadi. 

Tutti questi sono centri sottili, e non potete fare nessuna prova o esperimento di laboratorio. Senza questi centri sottili, il corpo grossolano non può esistere e funzionare. Muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, ajna e sahasrara sono i chakra più importanti. Quando Kundalini ascende di chakra in chakra, viene aperto uno strato dopo l'altro della mente e il sadhaka accede a più alti stati di coscienza. In ogni chakra ottiene vari siddhi. Ida, pingala e altre nadi si trovano ai lati della spina dorsale. Ida fluisce per la narice sinistra e pingala per la narice destra. Nella swara sadhana il respiro deve fluire per la narice sinistra durante il giorno e la narice destra durante la notte.










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