“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

9 novembre 2009

Cultura Olistica


I personaggi rilevanti della Cultura Olistca

Ordine alfabetico
  • Assagioli Roberto: uno dei fondatori della psicologia transpersonale. Assagioli nasce a Venezia nel 1888 da genitori ebrei. Medico e psichiatra con al suo attivo studi di letteratura, filosofia e religione, è l'ideatore della psicosintesi, un metodo psicoterapeutico che si propone la formazione e la ristrutturazione globale dell'uomo. Roberto Assagioli è scienziato e maestro di vita con profonde intuizioni e grande apertura nei confronti di tutte le scienze umane e delle discipline spirituali. La sua visione della psiche umana è ampia, ricca e dinamica, una visione integrale che attende ancora di essere scoperta fino in fondo e che può veramente aiutare l'uomo moderno a crescere dentro, a sviluppare le proprie potenzialità e a realizzare se stesso. Muore nel 1974.
  • Aurobindo, uno tra i più importanti filosofi e maestri spirituali dell'India moderna. Nasce il 15 agosto 1872 a Calcutta, studia in Inghilterra dall'età di sette anni, dove fu educato essenzialmente da insegnanti occidentali. Suo padre non voleva che avesse nessun contatto con la cultura e religione indiana, ma che scegliesse da solo la strada da seguire. Dotato di un'intelligenza straordinaria sin dall'infanzia assimila ancora fanciullo, la letteratura greca, latina e quella occidentale in genere. Torna in India nel 1892 alla morte di suo padre, si stabilisce a Baroda nel 1893, si rende conto che l'India deve essere spronata ad uscire fuori dall'egemonia inglese e scrive: "Il nostro vero nemico non si trova in una forza esterna ma nelle nostre rumorose debolezze, nella nostra vigliaccheria, nel nostro sentimentalismo dalla vista corta." Il suo scopo è organizzare le forze del Paese per operare una rivoluzione. Impara il sanscrito per poter comprendere i testi sacri indiani e si avvicina allo yoga, dichiarando: "uno yoga che esiga l'abbandono del mondo non è fatto per me". 
Si dedica quindi allo yoga secondo i suoi principi, facendo cinque, sei ore al giorno di esercizi di respirazione e concentrazione. In questo periodo incontra anche dei maestri che gli insegnano la meditazione: "Sedetevi in meditazione, senza pensare, osservate soltanto la vostra mente e vedrete che i pensieri vi entrano da fuori. Prima che arrivino, ricacciateli. Continuate così finche la vostra mente non sarà completamente in silenzio" Aurobindo adottò questo sistema e in tre giorni fu libero, ovvero la mente non è più limitata alla stretta cerchia di pensieri personali, ma è lo strumento ricettivo di una conoscenza infinita. Aurobindo scrive ancora : "Quando la Pace si stabilisce in noi, la forza superiore o divina dall'alto può discendere e lavorare in noi". Tutta la vita successiva di Aurobindo fu dedicata ad applicare questa conoscenza spirituale alla vita concreta e a quella psicofisica, per arrivare a trasformare la vita stessa e la realtà esteriore. Questa energia di Verità e Coscienza che Aurobindo chiama "sopramentale" è la sola energia che può produrre una trasformazione dinamica davvero integrale e irreversibile della materia. All'età di 29 anni Aurobindo si sposa, ma sua moglie non saprà seguirlo nel suo cammino. Nel 1906 si trasferisce a Calcutta, nel cuore dell'agitazione politica, viene arrestato nel 1908, rimane in carcere per un anno, dove approfondisce ancora di più la meditazione. Viene liberato dopo un anno, ma di nuovo il pericolo di una nuova carcerazione è imminente, guidato da una voce interiore si trasferisce a Pondicéry.
  • Bach Edward. Edward Bach nasce il 24 settembre 1886 a Moseley, un villaggio presso Birmingham, ed è il primo di tre figli.Tra i 17 ed i 20 anni fa esperienza nella fonderia di ottone paterna, ove ha modo di toccare con mano la difficile condizione fisica e spirituale degli operai. Nasce in lui, il desiderio di aiutarli e dopo qualche tentennamento nella scelta tra la facoltà di teologia e quella di medicina decide per quest'ultima. Studierà dapprima a Birmingham e poi a Londra, e nel 1913 è abilitato alla professione e diviene responsabile del pronto soccorso dell'University College Hospital. Inizia anche la libera professione in uno studio nella Harley Street, ed è in questa sede che viene a contatto con i malati cronici ed incurabili, con i quali inizia la sua ricerca e sperimentazione di nuovi rimedi. Diviene assistente nel reparto di batteriologia, ove scopre una correlazione tra i ceppi batterici presenti nell'intestino e le malattie croniche, e prepara dei vaccini che si dimostrano sorprendentemente efficaci in alcuni casi difficili. A causa della sua salute cagionevole non viene arruolato allo scoppio della I° guerra mondiale, ma è comunque per lui un periodo di grande impegno e di lavoro intensissimo. Nel luglio del 1917, in seguito ad una emorragia, viene ricoverato ed operato per un tumore alla milza. Nonostante l'intervento chirurgico i colleghi di Bach gli prospettano una sopravvivenza di tre mesi al massimo. La sofferenza fisica si somma al dolore di non poter proseguire la sua ricerca di una medicina semplice ed efficace, e Bach decide di impegnarsi comunque a fondo nel suo lavoro fino a che le forze lo sostengono. La sua condizione fisica migliora e la prognosi infausta viene smentita, cosa che è motivo di riflessione per Bach che conclude che il motivo per cui è sopravvissuto è il fortissimo interesse che nutre per la propria ricerca, che è quasi una missione. Bach capisce che questo è lo scopo della sua vita, e che è grazie ad esso che è ancora vivo. Alla fine del 1918 si licenzia dall'University College Hospital e apre un proprio laboratorio a Nottingham Place. Dopo qualche mese presenta domanda per un posto di patologo e batteriologo presso il London Homeopathic Hospital, e nel marzo del 1919 inizia il suo nuovo lavoro . Qui avviene il suo incontro con le idee di Samuel Hahnemann, il fondatore dell'omeopatia, l'altra grande branca della medicina che si contrappone alla allopatia per una diversa concezione sia della malattia che dell'uso dei farmaci. Bach legge con entusiasmo tutto ciò che trova sull'omeopatia e si trova in sintonia con quanto affermato da Hahnemann, con la sua considerazione dello squilibrio intestinale, con il considerare al centro il paziente e non la malattia, con l'uso di preparati biologici ricavati dal paziente, come già Bach stava facendo, con l'uso di piante ed erbe per curare le diverse patologie. Inizia a preparare i propri vaccini in maniera omeopatica e a somministrarli per via orale: nascono così i cosiddetti "nosodi di Bach", divisi in sette gruppi in base alla loro azione di fermentazione dello zucchero. Di ogni paziente viene controllato quale tipo di batteri intestinali predomina e gli viene prescritto il nosode corrispondente. Centinaia di pazienti vengono trattati in questo modo con ottimi risultati e l'uso dei nosodi di Bach si diffonde non solo in Inghilterra ma anche in Germania ed in America. Bach ha l'intuizione di cercare le similitudini tra le persone che hanno lo stesso tipo di batteri intestinali, e si accorge che riesce a prevedere quale sarà il nosode giusto in base agli stati d'animo del paziente, consentendogli di risparmiare esami clinici lunghi e costosi . Nel 1922 lascia l'ospedale omeopatico, apre un laboratorio a Crescent Park, trasforma quello di Nottingham Place in un consultorio per bisognosi, e continua anche a ricevere pazienti nello studio di Harley Street. Collabora con diversi omeopati ad alcune pubblicazioni, tra cu : "Malattie croniche. Un'ipotesi di lavoro", "Relazioni tra vaccinazione ed omeopatia", "Tossiemia e suoi rapporti con la comparsa di tumori", "La riscoperta della psora". Nel 1924 presenta ad un congresso di omeopatia gli effetti della combinazione tra dieta e nosodi, affermando che il beneficio ottenuto è da ricercarsi nel miglioramento globale dell'individuo e non in una azione locale. In Bach nasce l'idea di sostituire i nosodi con le piante, perché afferma : "la gente è sempre riluttante a usare delle sostanze associate con la malattia nella cura delle condizioni patologiche". Iniziano i suoi esperimenti con le piante, ma si trova di fronte ad una minore efficacia e a problemi di preparazione. Nel 1928 Bach ha un'intuizione che cambierà il corso delle sue ricerche: ad una festa, osservando le persone presenti, si rende conto che si sarebbero potute raggruppare in diverse categorie in base al loro comportamento. Riflettendo sul collegamento tra le malattie ed i gruppi di personalità comprende che non sarà il tipo di patologia ad accomunarli, ma la loro reazione alla malattia. Inizia quindi a prescrivere i rimedi in base alle caratteristiche comportamentali e alle abitudini del paziente. Individua una lista di 12 stati d'animo : paura; terrore inquietudine, ansia o tortura mentale indecisione , indifferenza o noia estrema , dubbio o scoraggiamento, preoccupazione estrema , debolezza ,sfiducia in sé , impazienza, entusiasmo estremo, orgoglio o tendenza a tenersi in disparte . Nel 1929 si reca in vacanza nel Galles, sua terra di origine, e là intuisce che la vera ragione per la quale le persone si ammalano risiede nell’animo umano. Bach diceva che sono “…i nostri timori , le nostre preoccupazioni, le nostre ansie ad aprire la strada all’invasione della malattia” e “Ogni malattia altro non è che la manifestazione fisica di un disagio, di una disarmonia dovuti a una condizione mentale che turba l’equilibrio del corpo.“ Sempre in quel periodo si convince del fatto che, poiché nella natura regna un’armonia perfetta, è sicuramente possibile trovare in essa quei rimedi necessari a ristabilire l’equilibrio in tutte le creature. Nel settembre dello stesso anno, in Galles, Bach raccoglie i primi due fiori che entreranno a far parte del suo sistema terapeutico: Impatiens e Mimulus. Li prepara in maniera omeopatica e li somministra intuitivamente secondo la personalità del paziente, con grande successo. Prepara successivamente anche il fiore della vitalba, Clematis, e quindi pubblica "Alcuni nuovi rimedi ed il loro uso". Tornato a Londra, decide di chiudere il suo studio, di lasciare i suoi pazienti e il frutto delle sue ricerche ai suoi colleghi , per ritornare nel Galles e dedicarsi alla ricerca di nuovi fiori da preparare e sperimentare. Là, nel silenzio armonioso della natura e utilizzando lo spazio della meditazione e della conoscenza interiore, Bach sviluppa ancora di più la sua grande sensibilità, condizione che gli permette di percepire le vibrazioni e le proprietà curative dei fiori. Prima di scoprire ogni rimedio Bach avvertiva una profonda disarmonia fisica e mentale che lo conduceva a scoprire il fiore giusto fra i campi o le colline attorno a sé nel giro di pochi giorni dall’inizio dei sintomi: gli bastava toccare un fiore con la mano o posarlo sulla lingua per sperimentarne gli effetti terapeutici sulla mente e sul corpo. Sarà proprio nel Galles ad Abersoch, ove rimane dalla primavera fino ad agosto del 1930 che scriverà il libro "Guarisci te stesso", nel quale illustra la sua filosofia ed i principi ispiratori del suo nascente metodo di cura . La ricerca di Bach in questo periodo si restringe solo al fiore scartando le altre parti della pianta, convinto che è lì che si concentra la forza vitale. Elabora così il primo metodo di preparazione dei Fiori di Bach che consiste nel riporre i fiori più belli in una ciotola di vetro e nel lasciarli esposti al sole per quattro ore . Nel 1931 completa la prima serie di 12 rimedi, e pubblica il libretto "I dodici guaritori". Bach pensa di affiancare ai suoi 12 guaritori degli altri fiori e nel giro di qualche mese completa la seconda serie, i 7 aiutanti, ed elabora il primo composto d'emergenza, il Rescue Remedy che è all'inizio formato da tre fiori. Successivamente si trasferisce a Cromer, un paese di pescatori nel Norfolk, ove rimarrà fino al 1934. Nella primavera del 1934 Bach si trasferisce nella residenza "Mount Vernon" a Sotwell, un piccolo paese nella valle del Tamigi, dove tuttora ha sede il Bach Centre. Qui Bach si riposa, e si dedica alla scrittura, ma ben presto si sente chiamato a scoprire altri rimedi. In soli sei mesi ne scoprirà altre 19. Per questo ultimo gruppo di rimedi Bach usa il metodo della bollitura sia perché i fiori usati fioriscono quando il sole è troppo debole sia perché alcuni di essi sono duri o hanno gambi legnosi. E' notevole il fatto che nei 19 assistenti sono presenti 11 alberi, mentre non ve ne è nessuno tra i guaritori e due tra i sette aiutanti. Bach sostiene che questi ultimi rimedi hanno un valore particolare, agendo su un piano diverso rispetto ai primi, ed una valenza spirituale marcata aiutandoci a sviluppare la capacità di "superare tutti i timori, tutte le difficoltà, tutte le preoccupazioni, tutti i mali...". Scoperta l'ultima essenza Bach sente che il suo lavoro è terminato. Inizia quindi a tenere conferenze sia pubbliche che rivolte ai suoi colleghi medici, istruisce i suoi collaboratori, anche non medici, e per questo nel gennaio del 1936 il Consiglio medico gli rivolge un monito, al quale Bach risponde che considera un onore l'istruire la gente su come guarire se stessa e che avrebbe continuato a farlo. Durante l'estate del 1936 scrive " I 12 guaritori ed altri rimedi", ove descrive tutte le essenze in maniera molto semplice, a volte laconica, in perfetta coerenza con il suo intento che in tutti questi anni è stato quello di trovare un sistema che fosse prima di tutto semplice ed alla portata di tutti. Stanco, provato dalle sofferenze patite nello scoprire gli ultimi 19 fiori, contrae una malattia del sangue che in ottobre lo costringe a letto. Morirà nel sonno il 27 novembre del 1936. La FILOSOFIA di Edward Bach è assai semplice e proprio per questo assai profonda, ed è dettata dalla grande spiritualità che è parte essenziale della sua personalità . In primo luogo Bach identifica nell'Anima l'Io reale dell'uomo, un Anima che è scintilla divina e che lo guida lunga la strada che deve percorrere in questa vita, dandogli coraggio e proteggendolo. Secondo Bach questo passaggio sulla terra che chiamiamo "vita" è solo un momento della nostra evoluzione, come un giorno di scuola può esserlo in confronto ad una vita intera. In accordo con il concetto di Karma delle filosofie orientali Bach vede questa esistenza come una occasione di miglioramento e di correzione di errori fatti magari in una vita precedente. La sofferenza e la malattia derivano dall'errore di non rispettare le direttive dell'Anima, cioè essere divisi dal nostro Se' superiore, o dall'agire contro l'Unità, che egli descrive così:" il Creatore di ogni cosa è Amore e tutto quello che percepiamo ne è, nella sua infinita varietà di forme, una manifestazione, che si tratti di un pianeta o di un ciottolo, di una stella o di una goccia di rugiada, dell'uomo o della più umile forma di vita". Quando la nostra personalità non è in collegamento con l'Anima, a causa della influenza degli altri o per le tentazioni del mondo, si instaura un conflitto, che è alla radice di ogni male e infelicità. Bach pone in primo piano il compito che ci viene assegnato dall'Anima e il dovere di proteggerlo dalle influenze esterne, cercando al nostro interno la saggezza e la vera conoscenza che derivano dalla nostra interiorità. Il concetto di malattia è quindi quello di un evento non materiale, che si manifesta nel corpo come il risultato di forze che hanno lungamente agito su altri piani; un trattamento materialistico produrrà solo un giovamento temporaneo, non andando ad incidere sulla vera causa del male. Bach dice "la malattia è essenzialmente il risultato di un conflitto fra 'Anima e la Mente e non potrà mai essere estirpata se non con un lavoro di tipo spirituale e mentale", ed anche "la sofferenza è un'opportunità per capire ciò che in altre maniere non siamo stati capaci di cogliere e non potrà venire meno sino a che non avremo imparato la lezione". Egli individua la vera malattia nei difetti quali orgoglio, crudeltà, odio, egoismo, ignoranza, instabilità e avidità. La terapia secondo Bach consiste non nel battersi contro un difetto ma nel superarlo con l'aiuto della virtù opposta alla cattiva inclinazione.

  • Bergson Henri Premio Nobel per la letteratura, affascinante filosofo portatore di una visione olistica e mistica dell’essere umano e dell’evoluzione. Nasce a Parigi nel 1859, studia presso il liceo Condorcet dal 1868 al 1878. Da l 1878 al 1881 frequenta l’Ecole Normale Superieure, dove ottiene La licenza in Lettere con aggregazione di filosofia, disciplina in cui consegue il dottorato nel 1889 con la tesi Essai sur le Dònnes immediates de la coscience . Nel 1896 pubblica Matiere et Memorie, le Rire nel 1900, Introduction a la metaphisique nel 1903 , Evolution creatrice nel 1907. Scrive inoltre l’Energie Spirituelle nel 1919 e Durée et Simultaneitè. Nel 1928 è insignito del premio Nobel per la letteratura. Muore nel 1941.Inizialmente dedicatosi a studi scientifici, Bergson si accorge però degli schemi quantitativi con cui la scienza studia l’esperienza, e della necessità di rivendicare ad essa una dimensione qualitativa . Gli “stati della coscienza” sono infatti espressione di una durata, di una potente vita interiore che sfugge al tempo fatto spazio,privo di durata, dell’analisi scientifica. Il punto di contatto tra la materia e lo spirito risulta essere la memoria perché “Il pensiero ha bisogno del cervello per esprimersi, non per esistere ; perché è il corpo che dimentica o ricorda, ma è l’anima a conservare o riconoscere,perché sono atti propri del pensiero.”Sono dunque dualisticamente distinti i livelli di coscienza, due le scienze che ne dipartono : positiva e metafisica. Dell’ una è propria l’analisi, che agisce nel particolare, dell’altra l’intuizione, che si pone nel dinamico fluire dell’esperienza,per percepire le dinamiche dell’evoluzione della vita come durata.Proprio nell’evoluzione,la durata reale si esplicita come “slancio vitale”, creazione costante.Da qui la morale religiosa aperta che Bergson propone come reazione alla religione chiusa e statica, una mistica dell’intuizione della durata reale”libertà è il rapporto con l’io concreto e l’atto che compie. Bergson affronta il problema del dualismo spirito- materia in questi termini : “ L’errore del dualismo volgare consiste nell’assumere il punto di vista dello spazio , di mettere da un canto la materia e le sue modifiche spaziali, e dall’altro le sensazioni prive di estensione nella coscienza. Di qui l’impossibilità di tratteggiare una psicologia della memoria,o una metafisica della materia.Abbiamo cercato di mostrare come queste siano solidali, e che le difficoltà si attenuanoin un dualismo che, a partire da una pura percezione in cui soggetto ed oggetto coincidono,sviluppi tali termini nelle loro rispettive durate, in cui la materia tende ad essre una serie di momenti rapidissimi, dedotti l’uno dall’altro e quindi equivalenti, ; mentre o spirito è, già nella percezione,memoria, prolungamento del passato nel presente, progresso,evoluzione.”
  • Bertalanfy, Ludwig von Biologo teorico austro-tedesco, Bertalanfy è il padre della Teoria Generale dei Sistemi (TGS) Nel suo fondamentale libro del 1969, General System Theory, scrive: “ Nel suo significato più immediato, la teoria cerca di desumere, partendo da una definizione di sistema inteso come complesso di componenti in reciproca interazione,concetti caratteristici delle totalità organizzate, e di applicarli alla pratica.” La teoria abbraccia molte discipline, ed affonda consapevolmente le proprie radici nel concetto rinascimentale di macro e microcosmo, nella leibnizianaMathesis universalis , nel pensiero di Giordano Bruno e Nicola da Cusa (cui Bertalanfy ha dedicato nel 1928 una monografia ) . Essa individua nella fisica il difetto fondamentale di restringere la propria giurisdizione unicamente al sistema chiuso, l’unico nel quale abbiano validità le sue leggi, mentre i sistemi biologici sono sistemi aperti, ovvero scambiano materia con l’ambiente cicrcostante. Solo recentemente la fisica ha ammesso i processi irreversibili, i sistemi aperti e gli stati di non-equilibrio . Proponendo dunque la struttura biologica come angolatura prospettica generale, Bertalanfy ricerca quelle leggi che abbiano valenza per i sistemi in genere.Tre sono i concetti fondamentali della teoria : equifinalità ( lo stato finale del sistema aperto può essere raggiunto per vie diverse e a partire da differenti condizioni iniziali ) informazione ( ha funzione antientropica ed è quindi misura d’ordine )e organizzazione ( nell’organismo si realizza uno stato improbabile , ovvero il fenomeno dell’ omeostasi ).Bertalanfy investe il “paradigma sistemico” di una forte valenza antropologico- filosofica, la forma mentis di un epoca in cui la fisica non è la struttura trasparente come un cristallo che pensava Kant,ed il suo imperativo etico troppo semplice in un mondo di complessità che annichiliscono,come profetizzava Nietzsche,il nostro sistema di valori.
  • Bhagwan Shree Rajneesh: vedi Osho
  • Bhaktivedanta Swami Prabhupada, il più influente maestro spirituale del movimento internazionale "Hare Krishna". Nato nel 1896 appartiene ad una tradizione spirituale che risale a più di 5000 anni fa. Compie tra il 1965 e il 1977 quattordici volte il giro del mondo, aprendo in ogni continente centri della Coscienza di Krsna. Scrive ottanta volumi di traduzione e spiegazione dei maggiori testi della spiritualità classica indiana, ora distribuiti in tutto il mondo. Muore nel 1977.
  • Blavatsky Helena Petrovna: importante figura spirituale internazionale, tra i fondatori della Società Teosofica. Nasce nel 1891 a Ekaterinoslav nella Russia meridionale, personaggio affascinante e inquietante, fondatrice della Società Teosofica, continua tutt'oggi a suscitare un vasto interesse. All'età di diciassette anni, dopo aver lasciato l'anziano marito, cominciò a girare il mondo spingendosi in regioni poco conosciute, e venendo a contatto sulle montagne dell'Himalaya con quelli che chiamò maestri e fratelli superiori: uomini di grande evoluzione da cui ricevette un insegnamento iniziatico che in seguito codificò nei principi base della teosofia. Primi fra tutti, i concetti di fratellanza universale, reincarnazione e Karma, evoluzione attraverso le molte esperienze di vita. La società teosofica fondata da lei nel 1875 a New York, ebbe un grande successo e si diffuse rapidamente in tutto il mondo, riscoprendo per l'occidente in un epoca completamente improntata al materialismo, la grande tradizione filosofico-religiosa indiana. Muore nel 1891.
  • Bohm David, uno degli scienziati più originali ed evoluti del nostro secolo, famoso per le sue innovative ipotesi scientifiche e per la sua collaborazione con il fisico Einstein, e con il maestro spirituale Krishnamurti. Nasce nel 1917. Fisico quantistico teorico, insegna a Princeton fino al 1951, quando, in piena guerra fredda, viene accusato di attività antiamericane, e costretto ad abbandonare gli Stati Uniti. Si trasferisce prima in Brasile, poi in Israele e infine in Gran Bretagna. Pubblica molti testi a carattere scientifico, dedicati in particolare alla meccanica quantistica, e si interessa ai problemi filosofici che la scienza sollecita e alle questioni spirituali. Le sue tesi più affascinanti sono l'ipotesi Olografica, la visione globale dell'esistenza che si manifesta in realtà implicata ed esplicata, l'intelligenza attiva, il campo olistico.
  • Bohme Jackob, mistico cristiano, calzolaio. La sua mente davvero superiore, lo spinge a coltivare lo spirito, la meditazione, la lettura e la riflessione, giungendo a costruire un sistema mistico molto interessante, in cui la filosofia naturale si sviluppa in concordanza con gli splendori del Vangelo. E' il precursore di Spinoza, Shelling e di Hegel, ed è anche il creatore di quel movimento teosofico a cui si riallacciano Kuhlman, William Law, Giovanni Roth, Claudio di San Martino e molti altri. La sua cultura è puramente biblica e alchimistica. All'opposto del maggior numero degli occultisti che hanno ammesso l'esistenza di due principi antagonistici, egli è monoteista e non ammette che un solo principio. Le sue opere principali sono: I misteri celesti e terrestri, l'Aurora nascente e Dell'impronta delle cose. Nacque nel 1575 a Görlitz, dove visse quasi tutta la vita esercitando il mestiere di calzolaio. A Görlitz morì nel 1624. Negli ultimi anni della sua vita era stato costretto dalla crescente ostilità del pastor primarius Richter( in risposta al quale aveva scritto una Apologia) a riparare a Dresda e, successivamente , a Seifersdorf. Tornato a Görlitz, venne umiliato da una serie di domande sulla fede riformata. Gli fu inoltre impedito di scrivere altri libri. Le sue opere vennero portate in Olanda dal nobile Abrahm von Frankenberg, suo discepolo e futuro maestro di Silesius, che ne scrisse la prima biografia. Böhme lasciò un imponente serie di Epistole Teosofiche , in cui protestava sdegnato contro la furia dei contemporanei nella guerra dei Trent’anni (che ebbe inizio nel 1618) : “Non fanno nulla di diverso dal diavolo, non sono veri cristiani ; i principi, con i loro inganni,assaltano e distruggono terre e popolazioni : tutti costoro meritano il giudizio della divisione del falso dal vero”, un Commento alla Genesi di cui sono andate perdute molte sezioni , e una serie di dialoghi, Der weg zu Christo.Erede consapevole della Deutsche Theologie, di Tauler e di Meister Eckhart,cui assimila l’alchimia rinascimentale, Böhme incentra il proprio pensiero sul concetto di Selbheit, la “volontà dell’io ( Ichts) : identità”, liberandosi della quale l’uomo lascia germogliare in sé il volere divino, scoprendo in sé l’abisso del Nulla (Nichts).Lo scontro di Icthts e Nichts di cui l’uomo diviene in questo modo teatro costitusce la scaturigine dell’amore “Nulla è la sua virtù, la sua forza pervade tutte le cose .Per altezza eguaglia Dio, per grandezza è di lui più grande : chi lo trova, trova nulla e tutto.”Quando il volere individuale si dà a Dio, diventa nulla per sé stesso, “Allora Dio agisce e vuole in esso ed in esso dimora, e l’anima santificata attinge la divina quiete.” Per Böhme, come per Silesius, cielo e inferno sono ovunque, e l’Amore divino, che può zampillare in ogni uomo sotto il pietrisco dell’ Icths, pervade ogni cosa e sopravanza Dio stesso.
  • Bruno Giordano Mistico e filosofo del libero pensiero, precursore della visione olistica dell’uomo e del cosmo. Nato a Nola nel 1548, Bruno entrò nel convento domenicano di Napoli verso i 15 anni, rivelando ben presto doti eccezionali. Conobbe gran parte della filosofia sulle pagine di Diogene Laerzio tradotte da Ambrogio Traversari, e, a 18 anni , si pose in contrasto per le sue tesi già ardite con la curia partenopea. Pochi anni dopo fuggì a Parigi, dove scrisse la commedia Il Candelaio e il De umbris idearum. Nel 1583 andò in Inghilterra, insegnò ad Oxford e fu ospite del poeta metafisico Fulke Grenville, che lo pose in relazione con la corte di Elisabetta.Tornato a Parigi, fu nuovamente perseguitato e riparò in Germania nel 1586.Attirato con l’inganno a Venezia, venne nel 1592 arrestato dall’ Inquisizione. Dopo otto anni di carcere, durante i quali rifiutò di ritrattare le sue idee, venne arso vivo a Roma, in Campo dei Fiori. Bruno legge la vita come possibilità di infinita espansione, che si concreta nella Natura. Di Dio, egli ha al duplice concezione di Mens super omnia e Mens insita omnium, un’immanenza - trascendenza di provenienza neoplatonica. Nel Della causa,principio et uno dirà dell’ Anima Mundi : “ (Dio) forma la materia e la figura da dentro : come da dentro del seme o radice manda il tronco, e da dentro il tronco i rami (...) da dentro forma, intesse, figura, come di nervi, le frondi, i fiori, i frutti”. Tale duplice concezione si risolve nella coincidentia oppositorum che ha luogo nel cosmo, circonferenza (infinita, come dirà nel poema latino Sull’immenso) e centro ( dappertutto e in nessun luogo ), sede di innumerevoli mondi. Bruno insegue l’infinità negli emblemi mnemonici dell’ ars lulliana,rammentando platonicamente l’universo intero nei simboli ordinati nel proprio teatro della memoria, sdegnando la morale religiosa e ascetica ed esaltando il labor (che nello Spaccio della bestia trionfante prescrive all’uomo : non contempli senza azione e non operi senza contemplazione ) , per giungere, nel balzo d’amore dell’Eroico furore, a scorgere il lume della natura e, superata ogni opposizione duale, a farsi , come Atteone, natura stessa.
  • Campbell Joseph, uno dei più influenti e creativi esperti in mitologia del nostro tempo. Nasce a Neh York nel 1904. Studia letteratura alla Columbia University, sanscrito e filosofia a Parigi e Monaco. Per trentotto anni è titolare della cattedra di mitologia comparata al Sasah Lawrence College con fama di maestro affascinante e uomo di grande umanità. Tra le sue opere principali: L'eroe dei mille volti, Le maschere di Dio. Muore nell'ottobre del 1987 mentre stava lavorando al secondo volume del suo monumentale atlante storico della mitologia mondiale.
  • Capra Fritjof, forse il più conosciuto e importante ricercatore e divulgatore della nuova scienza. Il primo fisico quantistico che traccia le basi della sintesi tra scienza occidentale e spiritualità orientale. Laureato in fisica all'Università di Vienna, ha compiuto ricerche nella fisica delle energie alte in varie Università europee e americane. Si occupa anche delle implicazioni filosofiche, e non, e della scienza moderna. Ricordiamo tra le sue opere: Il tao della fisica 1982 e verso una nuova saggezza 1988.
  • Cartesio ( René Descartes ) Famoso per la sua codifica del dualismo materia spirito, in realtà Cartesio, nel suo libro “IL MONDO” presentò una visione unitaria dell’esistenza in cui mareia e spirito confluivano. La sua dicotomia fu da lui stesso imputata alla violenta reazione contro Galileo e le nuove idee scientifiche che davano alla scienza potere sulle verità di fede. Cartesio nacque a La Haye, in Touraine, il 31 marzo 1596 . Nel 1604 entrò nel collegio gesuita di La Flèche, che lasciò nel 1612. Nel 1619 ebbe tre sogni che interpretò come presagio divino, e che gli fornirono l’intuizione per scrivere le Regole per dirigere l’ingegno, la sua prima opera sul metodo. Militò nella guerra dei Trent’anni, viaggiò per l’Europa e nel 1628 si stabilì in Olanda, paese che garantiva una certa libertà di pensiero.Si interessava infatti di fisica, e andava componendo un trattato sulla luce, che non pubblicò per le vicende di Galilei (1633).Parti del trattato confluirono nel Discorso sul metodo,pubblicato a Leyda nel 1637 .Nel 1641 pubblicò leMeditazioni sulla filosofia prima intorno all’esistenza di Dio e sull’immortalità dell’anima. Le passioni dell’anima. In viaggio verso la corte di Cristina di Svezia nel 1649 si ammalò di polmonite e moriva a Stoccolma, l’11 febbraio 1650. Cartesio cerca un metodo di tipo matematico che gli consenta di approdare a certezze comprovate per una filosofia “non puramente speculativa ma anche pratica” in ogni campo del sapere.Lo strumento della ricerca è un dubbio metodico che revochi l’assenso ad ogni conoscenza precedentemente accettata.Come scrive nelle Meditazioni : “Da lungo tempo ho nel mio animo una tale concezione, che vi è un Dio che può ogni cosa,e mi ha creato quale io sono.Come dunque io posso sapere se egli non abbia fatto in modo che non vi sia alcuna terra, alcun cielo, nessun corpo esteso, nessuna figura né grandezza, e che tuttavia io possegga il senso di tali cose, come se esistessero (...) ? E se egli non mi inganni, ogni volta che faccio l’addizione di due e tre ?E se ciò ripugna alla natura di Dio, potrò sempre supporre un diavolo ingannatore(...) e penserò quindi che il cielo, la terra , i colori e i suoni siano inganni per la mia credulità ?”. Se tutto è in dubbio, non lo è però l’esistenza del dubitante, ed è questa la prima certezza di Cartesio : l’esistenza dell’Io pensante.Analizzando le caratteristiche dell’Io (particolarmente la finitezza), Cartesio argomenta l’impossibilità che esso possegga da sèl’idea di infinito, che solo un Dio può aver dato all’Io creandolo. L’esistenza di Dio è garante dell’esistenza esterna all’Io.Il corpo è quindi sostanza, estensione (res extensa) unito all’io (res cogitans) dalla ghiandola pineale. Il vero superamento del dualismo Io-Mondo risiede però nell’immagine di Dio infinito impressa nel pensiero finito del Soggetto.
  • Coppola Fabrizio, fisico italiano di orientamento olistico. Si laurea in fisica all'Università di Pisa e collabora con eminenti fisici teorici alla progettazione, costruzione ed uso di un supercomputer finalizzato ai calcoli di cromodinamica quantistica e teorie di gauge in generale. Si interessa da anni delle connessioni tra fisica moderna e filosofia orientale. Ha scritto il libro: **
  • Crick Francis, Premio Nobel nel 1962 per la medicina con James Watson e Maurice Wilkins per la scoperta della struttura del DNA. Insigne professore della Salk Istituto per gli Studi Biologici. Oggi importante figura della ricerca scientifica sulla coscienza. Ricordiamo tra le sue pubblicazioni nel campo della neuroscienza e nell'investigazione della coscienza visiva: Molecole e uomo, La vita in se stessa, Cosa la pazzia insegna e l'ipotesi straordinaria.
  • Daniélou Alain, importante figura di ricercatore e scrittore sui temi delle tradizioni orientali. Nasce il 4 ottobre 1907. Di salute cagionevole, passa la maggior parte della sua infanzia in compagnia dei suoi precettori, una biblioteca e il pianoforte. Si dedica alla musica e alla pittura. Parte per studiare in America dove vende i suoi quadri, lavora anche in un cinematografo. Torna però presto in Francia dove studia canto, danza classica e composizione. Dal 1927 al 1932 partecipa all'effervescenza artistica dell'epoca. Quindi inizia a viaggiare in Africa del Nord, in Medio Oriente, in India, in Indonesia, in Cina e in Giappone. Si stabilisce infine in India presso Rabindranath Tagore che lo nomina direttore della scuola di musica. Per quindici anni studia sanscrito, filosofia e musica. Adotta la religione hindu ed è regolarmente iniziato. Partecipa al movimento d'indipendenza come consigliere del partito tradizionalista hindu, oggi all'opposizione. Nel 1949 viene nominato professore all'Università hindu di Benares e direttore del collegio di musica indiana. Nel 1954 lascia Benares e si trasferisce a Madras dove dirige la biblioteca di manoscritti e di edizioni sanscrite. Nel 1954 torna in Europa e crea l'Istituto Internazionale per lo Studio Comparato della Musica a Berlino e a Venezia. Ha pubblicato opere fondamentali sullo Yoga, la religione, la storia, la filosofia e la musica dell'India.
  • Davies Paul, importante figure di scienziato e scrittore sui temi della nuova scienza. Nasce a Londra nel 1946, è professore di fisica teorica all'Università di Newcastle. E' ricercatore di molti campi di fisica fondamentale e di cosmologia. Ricordiamo tra i suoi libri: L'universo che fugge,Universi possibili, Sull'orlo dell'infinito, Superforza.
  • De Chardin Teilhard Teilhard De Chardin Religioso, scienziato e propugatore di una affascinante teoria olistica dell’evoluzione biologica, umana e planetaria. Paleontologo Nato nel 1881 a Sarcenat da una nobile famiglia (in linea materna discendeva da Voltaire), Teilhard De Chardin entrò nel noviziato della Compagnia di Gesù nel 1889. Conseguito il dottorato in scienze naturali alla Sorbona nel 1922, intraprese l’attività di docente al corso di paleontologia e geologia presso l’Insitut Catholique di Parigi.L’ostilità con cui le sue idee vennero accolte lo condussero ad abbandonare l’attività accademica,per dedicarsi, dal 1926 al 1946 alla ricerca paleontologica in Cina ( scoprirà l’uomo di Pechino) . Morì negli Stati Uniti nel 1955. Il pensiero di Teilhard De Chardin si forma sotto il rilevante influsso di Maurice Blondel,influsso ravvisabile nei concetti di opzione radicale e universale concreto, che ,sebbene trasposti, hanno un peso rilevante nella sua dottrina. Ne L’Element Universel (1919) , segnatamente, il concetto fa la sua comparsa : in esso Teilhard definisce il rapporto tra “ ciò che è personale e ciò che è universale : Personale è quanto, nel realizzare il più possibile il proprio carattere, diviene Universale”. L’Essere Personale è,dunque, Dio. Nell’universo risiede un principio modellatore, che lo “avvolge e unifica”,l’Universale concreto appunto, “Personalità universale. L’universo prende un volto ed un cuore(...) facendosi carico , nel cuore stesso del suo sviluppo, dell’influenza dominatrice che unisce un focolaio di energie e di attrazioni personali.” Dio si esprime nel divenire stesso dell’evoluzione. NeLe Phenomene Humain il “ Fenomeno spirituale è legato al Fenomeno cosmico dall’organismo umano : il significato preminente dell’uomo sulla natura.” Nel nuovo antropocentrismo proposto da Teilhard l’unicità dell’uomo nell’evoluzione diventa capovolgimento della prospettiva scientifica e rivoluzione delle sue conclusioni : “vediamo,da veri positivisti, se l’Universo si mantiene coerente nei suoi elementi e nella sua massa,quando cerchiamo di prolungarlo seguendo la sua linea di crescente personalizzazione, nel senso indicato dalla freccia umana”
  • Dowman Keith, ha trascorso quindici anni della sua vita in India, a Benares e nell'Himalaya, studiando e praticando il buddhismo tibetano. Oggi lavora principalmente alla traduzione e all'interpretazione di antichi testi tibetani, permettendo così che il messaggio del Tantra possa essere compreso anche dal mondo occidentale. Tra i suoi libri: Calmo e limpido, La leggenda del grande Stupa e The Divine Madman.
  • Drouot Patrick, laureato in fisica, è uno scienziato di fama mondiale. Si dedica da anni allo studio delle scienze occulte ed è affiancato da un gruppo di autorevoli ricercatori.
  • Eccles John nato a Melbourne in Australia nel 1903, si laurea in medicina nel 1925. Noto al pubblico per i suoi scritti sui rapporti tra mente e cervello, a cui lavora insieme al filosofo Karl Popper. Premio Nobel nel 1963 per le sue ricerche sulla trasmissione dell'impulso nervoso a livello delle sinapsi, lo spazio sottile che separa nervoso e muscolo o il punto di contatto tra neurone e neurone. Ricordiamo tra i suoi numerosi libri, La conoscenza del cervello, Il Mistero Uomo, La psiche umana.
  • Eigen Manfred nasce nel 1927 a Bochum. Dal 1974 è direttore dell'Istituto Max Planck di Gottinga per la "chimica-fisica biologica". Nel 1967 Premio Nobel per la chimica. Molto importante è la sua teoria dell'iperciclo che sviluppa già negli anni precedenti alla pubblicazione del Gioco, 1975.
  • Einstein Albert nasce a Ulm in Germania nel 1879 e muore a Princeton negli Stati Uniti nel 1955, è considerato il padre della teoria fisico-filosofica della relatività che conduce ad una visione filosofica della natura. Einstein è stato un democratico e un pacifista che ha dedicato la sua intera esistenza alla lotta contro ogni forma di violenza e intolleranza.
  • Ferrucci Piero nasce nel 1946. Si laurea in filosofia all'Università di Torino, dove svolge un'attività didattica di cinque anni con Roberto Assagioli, il fondatore della psicosintesi. Fa parte del consiglio direttivo della Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica. E' attivamente impegnato, sia in Italia che all'estero nella diffusione e nell'insegnamento della psicosintesi.
  • Gazzaniga Michael S. studia alla California Institute of Technology. Ha insegnato alla University of California, New York University e State University of New York. Attualmente è direttore del Dipartimento di Neuroscienza cognitiva al Centro metodico della Cornell University, Presidente dell'Istituto di Neuroscienza e professore aggiunto alla facoltà di Medicina del Dartmouth College. Ha ottenuto importanti riconoscimenti e premi accademici. Ricordiamo tra i suoi innumerevoli scritti il celebre libro "Il cervello sociale".
  • Gibran, Kahlil Nato in Libano nel 1883, Gibran fu poeta, pittore, filosofo con una forte ispirazione spirituale. Scrisse Il Profeta, Gesù figlio dell’uomo, Il folle, La voce del maestro, Gli dei dell terra e numerose poesie. Visse gli ultimi vent’anni negli Stati Uniti, dove morì,a New York, nel 1931.Viaggiò in Europa, fu a Parigi, lesse Blake e Nietzsche, Novalis e Schelling. La parola limpida e penetrante, la scrittura manifesta e metaforica, Gibran ripropone con gesto sobrio e manierato ad un tempo le antiche verità dei profeti e dei maestri sapienziali, esternando un amore dionisiaco della bellezza. Da La voce del Maestro : “ Tu,Uomo, vuoi vedere il mondo con gli occhi di Dio,cogliere i segreti dell’aldilà con l’umano pensiero. E questo è frutto di ignoranza.Va’,recati nei campi,guardal’ape volteggiare sui fiori e l’aquila piombare sulla preda.Va’nella casa del tuo vicino,e guarda il bambino ammaliato dalla luce del fuoco, mentre la madre bada ai suoi lavori. Tu sii come l’ape, e non consumare i tuoi giorni con l’occhio fisso alle imprese dell’aquila . Sii come il bambino,lieto della fiamma del fuoco, e non curarti della madre.Tutto ciò che vedi era,ed ancora è, tutto tuo.”
  • Grassé Pierre P. ha tenuto per trent'anni la cattedra di Evoluzione alla Sorbona. Direttore e anche autore del Traité de zoologie in 28 volumi pubblicato tra il 1947 e al 1970. I suoi lavori più importanti sono dedicati alla biologia degli esseri unicellulari: strutture, ultrastrutture, cicli. Ha pubblicato diversi lavori sul comportamento animale, e in particolare quello degli insetti sociali.
  • Groddeck Georg, nato nel 1866, medico famoso, fu il primo ad usare i metodi psicanalitici nella cura delle malattie organiche, uomo affascinante, insofferente a qualunque teoria troppo rigida, è fra i pionieri della psicanalisi, l'unico a non mascherare le sue qualità di mago e guaritore necessarie a chi opera sulla psiche umana. La sua opera principale, Il libro dell'Es, è infatti il testo meno accademico e ortodosso fra i testi salienti della psicologia.
  • Grof Stanislav, nasce in Cecoslovacchia, dove si laurea in psichiatria, e dove si dedica alla ricerca delle sostanze alluciniggene. Si trasferisce prima in Russia dove studia i fenomeni parapsicologici, e successivamente nel 1967 emigra negli Stati Uniti. Si stabilisce inizialmente a Baltimora, dove compie approfondite ricerche sugli effetti allucinogeni dell'LSD. Si trasferisce in California, all'Istituto Esalen, dove, con l'uso della meditazione, conduce ricerche sugli stati della coscienza. Grof è uno dei fondatori e leader più autorevoli della "Internatinal Traspersonal Association". Grossman Jules, educatore e psicoterapeuta, si è dedicato alla ricerca di nuovi modi per facilitare lo sviluppo. Dal 1952 al 1981 è stato professore al Dipartimento di Psicologia della S: Francisco State University. Nel 1978 si stabilisce in Italia, dove lavora come terapeuta di bioenergia ed è il primo ad introdurre nuovi concetti di carattere spirituale nel lavoro psicoterapeutico. Tiene seminari in Italia e in Europa.
  • Guénon Rene’ Rene' Guenon nasce a Blois il 15 novembre 1886. Il padre era architetto. Dopo la maturita' liceale si trasferisce ' nel 1904 a Parigi per seguire un corso di matematica superiore che interrompe nel 1906 per motivi di salute. Nel 1909 fonda la rivista "La Gnose" dove appariranno le prime stesure di alcuni suoi libri . Nel 1912, dopo il matrimonio con Berthe Loury, entra nell'Islam. Negli anni successivi insegna in vari collegi e scuole, e pubblica i primi libri, Introduction generale l'Etude des Doctrines Hindoues e Le Theosophisme, Histoire d'une PseudoReligion, entrambi stampati nel 1921. Dal 1924 al 1927 collabora alla rivista cattolica "Regnabit", dando alle stampe nel frattempo molti libri. Nel 1928 muore la moglie, e nello stesso anno Guenon comincia la collaborazione regolare alla rivista "Le voile d'Isis" che dal 1955 si chiamera' "Etudes Traditionnelles". Nel 1930 parte per il Cairo, dove si stabilira' definitivamente, sposando nel 1934 la figlia dello Sciaykh Mohammed Ibrahim, dalla quale avra' quattro figli di cui uno postumo. Muore in Egitto il 7 gennaio 1951. Rene' Guenon e' uno dei piu' qualificati interpreti della Tradizione nei nostro secolo, ispiratore di un pensiero che, per la sua attenzione alla verita', non puo' non essere particolarmente attuale in un periodo di crisi in cui le filosofie soggettivistiche e strumentalistiche hanno dimostrato non solo la loro inconsistenza teoretica, ma anche l'incapacita' di offrire un orientamento benefico all'umanita'. E' considerato il massimo interprete occidentale del pensiero tradizionale nel secolo XX.
  • Gurdjieff George Ivanovich, nato ad Alessandropoli, in Russia, nel 1866, circondato da leggende fantastiche, la sua vita è quella di un uomo interamente consacrato alla ricerca di una conoscenza perduta e all'arduo compito di farla rivivere ai nostri giorni. Personaggio fondamentale nella vita di Gurdjieff è suo padre discendente da Greci Ionici di Cesarea, da cui eredita la tradizione orale di un'antichissima cultura, e grazie a lui l'infanzia di Gurdjieff è totalmente impregnata di racconti e poemi di un lontano passato, che saranno per lui fonte di spiritualità e ricerca del divino. Distintosi agli occhi dell'arciprete della cattedrale di Kars, egli riceve sia una formazione scientifica moderna che una profonda educazione religiosa. Vive nel sud del Caucaso dove si mescolano varie civiltà e costumi , e dove numerosi avvenimenti lo convincono che in passato esisteva una conoscenza reale dell'uomo e della natura, ora persa ma possibile da ritrovare. Tutta la sua vita si basa su questa convinzione che condivise con uomini animati del suo stesso desiderio di comprendere il senso della vita umana. Coi "Cercatori di Verità", G.I. Gurdjieff, riuscì ad entrare in contatto con alcune comunità isolate d'Africa, del Medio Oriente e dell'Asia Centrale che sottomise al fuoco delle più rigorose discipline interiori, riuscendo attraverso un insegnamento tradizionale a vivere e ricostruire l'unità di coscienza che cercava. Nel 1912 un uomo completamente diverso sbarca in Europa. A Mosca e poi a Pietroburgo si formano intorno a lui gruppi di uomini di ricerca. Uno dei suoi primi discepoli, P.D.Ouspenski, testimonierà nel libro "Frammenti di un insegnamento sconosciuto", che l'insegnamento di Gurdjieff non è un mosaico come gli altri insegnamenti filosofici ma un tutto indivisibile. Nel 1922, in seguito alla guerra e alla rivoluzione si trasferisce in Francia al Prieuré di Avon, vicino a Fontainebleau, dove raccoglie intorno a se numerosi discepoli, specialmente inglesi e americani. Nel 1924 un grave incidente automobilistico lo costringe a cambiare l'orientamento della sua attività e a tenere intorno a se solo un gruppo ristretto di discepoli, in questo periodo si dedica anche alla scrittura di numerose opere. Muore il 29 ottobre 1949 nell'Ospedale americano di Neuilly; ma il suo pensiero e la sua conoscenza continuano ancora oggi a vivere.
  • Harman Willis, è Professore emerito di Ingegneria e Sistema Economico all'Università di Stanford, e Presidente dell'Istituto Noetico di Scienze. Tra i suoi libri: Una Guida Incompleta al Futuro, La Mente Globale Cambia, Creatività Elevata e Il Libro Creativo.
  • Huxley Aldous, Aldous Huxley
  • Illich Ivan, è insigne professore di storia e filosofia di diverse Università. E' il co-fondatore del Centro di Documentazione Interculturale di Cuernavaca, in Messico, ed è Vicepresidente dell'Università di Portorico. Tra i suoi libri: Celebrazione e Consapevolezza, Nemesi Medica e ABC: L'Alfabetizzazione della Mente Popolare.
  • James Hillman James Hillman nasce ad Atlantic City, New Jersey, nel 1926. Nel 1949 conseguie il Ph.D. all'Università di Zurigo, facendo il training psicanalitico al C. G. Jung Institute di Zurigo. La sua attività pubblica abbraccia un periodo di trentacinque anni, dal 1960 al 1995. Dopo la laurea al Trinity College di Dublino, inizia a portare avanti terapie di impronta junghiana. Nel 1959 viene nominato Director of Studies del C.G. Jung Institute, dove rimane fino al 1969. Nel 1960, a Londra, pubblica il suo primo bestseller scientifico, Emotion: A Comprehensive Phenomenology of Theories and Their Meanings for Therapy. Dal 1970, diventato direttore delle Spring Publications, lancia una nuova scuola di indirizzo junghiano sulla cultura e l'immaginazione, applicando le conclusioni tratte dalle analisi individuali a processi di psichismo collettivo. Il movimento fondato da Hillman, la psicologia archetipica, sta ottenendo un successo sempre maggiore, e sembra destinato a innovare profondamente la tradizione di Jung. Il Festival of Archetypal Psychology, organizzato in onore di James Hillman, ricco di 500 conferenzieri, tenuto alla University of Notre Dame in Indiana, è ormai un evento entrato a pieno titolo nella storia della psicanalisi. Dal ‘78 Hillman, tornato a vivere negli States, svolge un'intensa attivita' didattica e formativa presso l’Institute of Humanities and Culture di Dallas, da lui creato. Grande divulgatore scientifico - almeno in campo psicologico - dei nostri giorni, Hillman è autore di autentici bestseller. I SUOI LIBRI: Il l suicidio e l'anima, Puer aeternus, Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio, Il codice dell' anima. Carattere, vocazione, destino, Le forme del potere, Oltre l'umanismo, Fuochi blu , Il sogno e il mondo infero, Saggio su Pan, La vana fuga degli dei, Variazioni su Edipo, Animali del sogno, Il mito dell' analisi, Anima. Anatomia di una nozione personificata, Saggi sul Puer, La cucina del dottor Freud, Trame perdute, Storie che curano. Freud, Jung, Adler ;
  • Jodorowsky Alejandro, nato nel 1930 in Cile, figlio di immigrati ucraini, ebrei, si trasferisce nel 1953 a Parigi, città che non abbandona mai per frequentare corsi di mimo. Nel 1962 insieme a Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento di teatro "panico". Regista di cinema, ricordiamo: Il Topo 1971, Il paese incantato 1972, La montagna sacra 1973, Sangue santo 1989, Jodorowsky è anche romanziere e sceneggiatore di fumetti.
  • Jones Frannnklin Albert nasce a Long Island, New York nel 1939. Si dice che sia nato già illuminato. Nel 1960 incontra swami Rudi, un praticante della Yoga Kundalini,
  • Jung Carl Gustav nasce nel 1875 a Kresswill, sul versante svizzero del lago di Costanza. La famiglia da parte di madre di Jung era molto interessata e coinvolta direttamente con i fenomeni occulti, sua madre aveva la "seconda vista", e Jung stesso aveva doti di sensitività, si occupò infatti sempre di parapsicologia e fu in contatto con i maggiori parapsicologi del suo tempo. Jung era un uomo di temperamento chiuso, si perdeva in sogni e fantasticherie, amava star solo, sentiva il fascino della solitudine. L'atteggiamento introspettivo, l'occuparsi dei problemi interiori e spirituali, caratterizzò tutta la sua vita. Si iscrisse a medicina all'università di Basilea, frequentando regolarmente sedute spiritiche in cui fungeva da medium. Successivamente, lavorò come assistente alla clinica neurologica di Zurigo. Dopo la laurea in medicina Jung si specializza in psichiatria. Nel 1909 riceva dalla Clark University "Usa" la laurea honoris per il suo lavoro sul metodo di indagine delle associazione, metodo che porta a conoscenza tramite delle parole-stimolo dei complessi emotivi inconsci, che agiscono come turbative. Nel 1907 a Vienna, Jung incontra Freud, malgrado ne sia completamente affascinato ben presto alcune differenze fondamentali li portarono alla rottura: Freud attribuiva un'importanza fondamentale al fattore sessuale, mentre Jung, non riteneva che questa fosse praticamente la sola espressione essenziale della psiche. In seguito a questa rottura Jung attraversa un periodo di profonda crisi, che lo porta a lasciare l'università di Zurigo, e per sei anni sprofonda in una sorta di auto-meditazione che affinerà le sue doti di psicoterapeuta, attività che non lascerà mai, fino alla sua morte nel 1961.
  • Klee Paul Paul Klee, artista di grande spessore spirituale, nasce il 18 dicembre 1879 a Münchenbuchsee, presso Berna, in una famiglia di musicisti, e assume la cittadinanza tedesca del padre, Hans Klee. La madre Ida è svizzera. A sette anni viene avviato allo studio del violino e diventa membro di un’orchestra. La musica lo accompagnerà per tutta la sua esistenza. Parallelamente scrive poesie e disegna. Nell’ottobre del 1898, dopo la maturità, vorrebbe studiare pittura all’Accademia di Monaco ma viene respinto ed è così costretto a frequentare la scuola privata di disegno di Heinrich Knirr. Due anni più tardi entra all’Accademia, nella classe di pittura di Franz von Stuck. Un anno dopo lascia la scuola e inizia la serie dei viaggi in Italia, dove studia i maestri antichi, e a Parigi, dove ha l’occasione di vedere le opere degli impressionisti. Nel 1906 sposa la pianista Lily Stumpf con cui si stabilisce a Monaco. Dopo la nascita del figlio Felix, Paul Klee si occupa principalmente della sua educazione e Lily mantiene la famiglia impartendo lezioni di piano. Nel 1909 espone due opere alla Secessione di Berlino. L’anno successivo il Kunstmuseum di Berna organizza la sua prima mostra personale. L’artista fa la conoscenza di Alfred Kubin, August Macke e Vasilj Kandinskij, e cosí entra in contatto col gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere azzurro). Alla seconda mostra del gruppo espressionista tedesco, nel 1912, vengono esposte diciassette opere di Klee. Durante un viaggio con Lily a Parigi, incontra Robert Delaunay e rimane molto impressionato dai suoi esperimenti sul colore, tanto da introdurli nei propri lavori. Vede anche opere di Pablo Picasso e Henri Matisse, che influenzeranno il suo stile. La mostra alla galleria Der Sturm a Berlino, nel 1916, porta per la prima volta delle consistenti vendite. In questo periodo dipinge quadri dai contenuti figurativi e astratti. Nell’ottobre del 1920 viene chiamato al Bauhaus di Weimar: finalmente Klee raggiunge la notorietà. Nel 1926 l’artista partecipa alla prima mostra del gruppo surrealista a Parigi. In occasione del suo cinquantunesimo compleanno si tiene una sua grande mostra retrospettiva a Berlino. Nel 1930 viene chiamato all’Accademia di Düsseldorf e così si scioglie il contratto col Bauhaus. Tre anni più tardi viene licenziato senza preavviso. Nel 1933 cerca inutilmente di ottenere la cittadinanza svizzera, perché in Germania la sua opera viene considerata “arte degenerata”. Nel 1936 si ammala gravemente e gli viene diagnosticata una sclerodermia progressiva. Nonostante la sofferenza continua a produrre molti lavori, fino alla sua morte, a Locarno nel 1940. Attività artistica Artista poliedrico e dai vasti interessi culturali, Paul Klee all'inizio della sua carriera è attratto dalla pittura di van Gogh e Cézanne, e dagli studi cromatici di Delaunay. Klee non è interessato a problematiche sociali, politiche, psicologiche, così care ad altri artisti del suo tempo. Klee è pittore di fantasia, di incantamenti. In tutta la sua opera appare proteso a reinventare il mondo, a rendere visibile quanto di magico e misterioso è racchiuso in esso. Nei vent'anni più importanti della sua carriera realizza circa 9000 opere, in massima parte di piccolo formato, usando supporti alquanto disparati: dal foglio di carta, alla tavola, alla tela, alla tela applicata su legno. A volte dipinge su tele o tavole coperte di gesso, giungendo persino a inciderle o a graffiarle. Le immagini che vi prendono forma assomigliano ad architetture, città immaginarie, acquari, orti botanici, labirinti, spartiti musicali, arabeschi dello spirito. Al loro interno si collocano elementi organici, nuotano pesci dorati, svolazzano uccelli variopinti, si dipanano scritture immaginarie, si intrecciano simboli, note e ideogrammi. In alcune opere i diversi elementi vengono orchestrati sulla base di schemi matematici, teorie musicali. Per Klee l'artista è uno scienziato che, sulla scorta della propria sensibilità e capacità intuitiva, giunge a scoprire magiche relazioni, a tradurle in immagini. Ne deriva una sorta di mondo interiore parallelo, continuamente in bilico tra visibile e invisibile, tra astratto e figurativo, tra oggettivo e spirituale. È un mondo complesso e vitale, in cui si intrecciano nascita, morte, germinazione, ritmo, armonia, incanto. Un mondo che si offre per piccoli frammenti, pervasi di magia, ironia, talora comicità, ma che rivelano alla base una sensibilità cosmica. Solo alla fine si assiste all'incupirsi dell'atmosfera complessiva delle sue composizioni, quasi in attesa della morte. Spunti utili per comprendere il lavoro si trovano in vari testi e saggi: i Diari (1898-1918), Confessione creatrice (1918-1920), Album pedagogico di schizzi(1925), e soprattutto Teoria della forma e della figurazione (1956). Sono moltissimi gli artisti del dopoguerra che non hanno potuto fare a meno di confrontarsi con il suo universo di immagini e segni, a cominciare da Wols, Dubuffet,ect
  • Koestler Arthur nasce a Budapest nel 1905 da genitori ebrei. Naturalizzato inglese, vive tuttora in Inghilterra. Personaggio eccentrico ( studi scientifici interrotti alla laurea; pionierismo in Palestina nelle colonie agricole ebraiche; soggiorni a Parigi e viaggi in Russia; comunismo militante e pubblica abiura dopo le purghe staliniane; condanna a morte franchista e salvacondotto britannico; campo di concentramento francese; arruolamento nella legione straniera; giornalismo culturale; arti e scienze). Ha scritto libri autobiografici, romanzi e saggi.
  • Konrad Lorenz: nato ad Altenberg in Austria nel 1903, studioso di biologia, di psicologia animale e di anatomia comparata, è considerato l'iniziatore dell'etologia come scienza. Premio Nobel 1973, e anche autore di opere e di narrativa saggistica molto apprezzate dal pubblico. Ricordiamo: L'anello di re Salomone 1948, E l'uomo incontrò' il cane 1950, Il cosiddetto male 1963, Dialoghi con l'oca selvatica 1979.
  • Krishnamurti Jiddu. Krishnamurti nasce in India nel maggio 1895 a Madanapalle, un paese tra Madras e Bangalore. Il giorno dopo la sua nascita, come è consuetudine in India, un famoso astrologo della regione fece l'oroscopo a Krishnamurti, e predisse che sarebbe diventato un uomo straordinario. Nel 1909 alla morte della madre, Krishnamurti e la sua famiglia si trasferiscono ad Adyar, presso il quartiere generale della Società Teosofica. Il professor Leadbeater vide Krishnamurti e si rese immediatamente conto che il ragazzo aveva un aurea speciale, cominciò quindi ad occuparsi lui della cultura del ragazzo che fece in breve tempo dei grandi passi. Arriva in India anche Annie Besant e anche lei percepisce la particolare radiazione di Krishnamurti. Leadbeater conduceva ogni notte Krishnamurti nel corpo astrale ad incontrare il Maestro Koothoomi, e nel gennaio 1910, la vera iniziazioni in cui, Krishnamurti incontra, sempre in astrale, il Signore Maitreya. Nel 1911 fu fondato l'ordine Internazionale della Stella d'Oriente, con a capo Krishnamurti, che viene portato in Inghilterra e si iscrive al New College di Oxford. Nel 1912 torna in India, a Benares, dove durante una manifestazione Krishnamurti fu il canale per la manifestazione di Maitrya, attraverso un'energia incredibile che invase tutta la stanza, i presenti si prostrarono spontaneamente ai piedi di Krishnamurti. Nel 1922 si trasferisce negli Stati Uniti, in California, a causa di una malattia del padre, qui inizia un periodo di crisi per Krischnamurti, viene scosso da tremiti e brividi, perde conoscenza, si lamenta e piange. E' però un esperienza molto importante in cui Krishnamurti afferma di essersi trovato, e di essere inebriato di Dio e di amore. Nel 1925 muore suo fratello Nitya a cui Krishnamurti e profondamente legato. Il dolore lo indusse ad andare al di là delle forme, delle apparenze, dei culti, delle filosofie e anche delle religioni. Ciò lo spinge anche ad allontanarsi dalla Società Teosofica, e dal ruolo di messia che gli era stato imposto, dichiarando apertamente che il suo ruolo è quello di liberatore. Nel 1929 Krishnamurti scioglie l'Ordine della Stella , spiegando che la verità non può essere organizzata, e l'anno successivo, 1930 si dimette dalla Società Teosofica. In questo periodo, Krishnamurti viaggia per l'India, Europa e Stati Uniti tenendo conferenze e seminari, occupandosi attivamente dei problemi educativi, cercando di abbattere i pregiudizi e le barriere razziali, sociali e religiose che da sempre dividono gli uomini, e soprattutto cerca con tutte le forze di rendere l'uomo psicologicamente libero e autonomo. Muore nel 1986, all'età di novantun anni.
  • Kung Hans è professore di teologia dogmatica ed ecumenica e direttore dell'Istituto per la ricerca ecumenica all'Università di Tubinga. Ha scritto numerose opere teologiche dedicate alla riflessione critica sul cattolicesimo.
  • Laborit Henri, nato a Hanoi nel 1914, è uno dei maggiori biologi viventi. Brillante chirurgo, abbandona la carriera per dedicarsi alla ricerca fondamentale. Si occupa di fisiologia del sistema neurovegetativo, di reattività organica, di anestesia, nel 1951 inventa l'ibernazione artificiale, sviluppa la terapia della psicosi, nel 1952 introduce il primo tranquillante, la cloropromazina ed elabora una serie di prodotti ad azione psicotropa. Nel 1957 riceve il premio Albert Lesker. Si occupa di ricerche nella reazione organica all'aggressività, e cerca anche di estendere le leggi strutturali della biologia alle scienze sociali. Tra le sue opere ricordiamo: L'uomo e la città, Intervista sulle strutture della vita, Elogio alla fuga.
  • Laszlo Ervin, filosofo della scienza e della nuova coscienza planetaria, pianista, un o dei massimi esponenti internazionali della filosofia dei sistemi e della teoria generale dell'evoluzione. Nasce a Budapest nel 1932. Ha insegnato in numerose Università Statunitensi, Europee e Asiatiche. Collaboratore delle Nazioni Unite e consulente scientifico dell'UNESCO. Fondatore del Club di Budapest che a partire dal 1997 ha sede anche in Italia. E' membro del Club di Roma, dell'Accademia Internazionale delle Scienze, rettore dell'Accademia di Vienna, è autore di più di 70 libri. Vive in provincia di Siena.
  • Leadbeaters Charles Webster, nato nel 1854, fu ordinato sacerdote nella Chiesa d'Inghilterra, ma lascio' il suo ministero e entro' a far parte della Società Teosofica. Divenne ben presto noto come chiaroveggente e scrisse numerosi libri sulle esperienze extrasensoriali. Importantissimo il suo ruolo di mentore per il giovane Krishnamurti e Janarajadasa. Si stabilisce a Sidney, in Australia dove viene consacrato vescovo della Chiesa Cattolica Liberale, e si dedico' allo studio della realtà occulta dei sacramenti cristiani. Muore nel 1934, Il suo influsso sul movimento New Age è stato enorme.
  • Leary Timothy: Timothy Leary è stato definito filosofo, scrittore, neuronauta, psichedelico, grande sacerdote, visionario, provocatore, pazzo, cyberpunk, attore, psicologo, criminale, guru degli anni '60, guru degli anni '90, maestro, cattivo maestero, padre della controcultura, iconoclasta, "Il Galileo della nostra era" (Tom Robbins), "Un vero profeta del potenziale delle mente e dello spirito umano" (William Burroughs), "Il più importante filosofo di questo secolo" (Mondo 2000 magazine), "Un eroe della coscienza americana" (Allen Ginsberg). Non aspetterò la morte di Timothy Leary per scrivere su di lui. Non la aspetto perchè l'evento-morte acquista una dimensione più fluida, di passaggio, "la grande finzione", come suggerisce la tradizione buddhista. Come hanno riportato alcuni media, Tim è intenzionato a fare della sua morte un evento gioioso, una grande festa e qualcuno ha affermato che, come già fece Aldous Huxley, vuole "farsi un acido" nella fase terminale. Dopo essere stato diagnosticato di un cancro terminale, ha affermato che "come si muore è la cosa più importante che si possa fare". In Ottobre, alla fiera del libro di Francoforte, il suo agente letterario mi dice che Timothy sta molto male. Vede solo i medici e gli amici più intimi. Fino all'ultimo il grande provocatore ci pone di fronte a un segnale a cui non possiamo rimanere indifferenti. Ancora una volta è riuscito a penetrare i più grandi tabù della nostra cultura. I maestri non sono sempre "carini".
  • LeDoux Joseph è considerato uno dei più importanti studiosi di neurobiologia. Docente al Centro per le Scienze Naturali all'Università di New York, ha ricevuto importanti riconoscimenti dall'Istituto Nazionale di Salute Mentale. Le sue ricerche sono state finanziate dalle più prestigiose società scientifiche, come la National Science Foundation e l'American Heart Association.
  • Levi Montalcini Rita scopre il fattore di crescita del sistema nervoso simpatico o l'NGF, che agisce anche sui neuroni del cervello, promuovendone la crescita e stimolando i processi di riparazione del sistema nervoso. Premio Nobel nel 1986. La sua scoperta è di grande importanza perché apre la strada allo studio di numerosi fattori trofici che danno forma al sistema nervoso guidando la crescita dei neuroni e svolgendo un ruolo critico nei processi di sviluppo.
  • Lorberb Jakob nasce nel 1800, conosciuto come "lo scrivano di Dio". Nasce da una famiglia di antiche origini contadine in Jugoslavia, malgrado i loro modesti mezzi riescono a dare ai loro tre figli una buona educazione e Jakob in particolare eredita dal padre la passione della musica, impara a suonare il violino, pianoforte e organo. Insieme all'interesse per la musica, Lorber coltiva quello per l'astronomia. Il 15 marzo 1840 alle sei del mattino accadde un evento inatteso che rivoluzionò tutta la sua vita, sentì in petto, nella zona del cuore, una voce chiara che gli diceva: "Alzati, prendi il tuo stilo e scrivi!". Si guadagnò modestamente da vivere dando lezioni di pianoforte e violino e trascorse tutto il resto del suo tempo a scrivere, rendendosi conto che dal mondo superiore gli veniva assegnato un compito eccezionale. Muore nel 1864.
  • Lowen Alexander Alexander Lowen, paziente ed allievo di Reich , conia il termine di "analisi bioenergetica", una complessa combinazione di lavoro sul corpo e di lavoro psicoanilitico, che ha come obiettivo primario quello di ristabilire il libero movimento dell'energia del corpo, intervenendo in modo mirato sui blocchi presenti nel paziente riscontrabili a livello psichico, emozionale e fisico. E' Lowen stesso a scrivere :”lbioenergetica "si basa sull'opera di Wilhelm Reich «postula l'esistenza di un'energia cosmica di base che Reich chiamò 'orgone', la cui natura non è elettrica». Reich già aveva messo a punto un metodo terapeutico che agiva direttamente sulla tensione muscolare e sulle strutture respiratorie per produrre un rilassamento emozionale tale da liberare energia e sensazioni attraverso i tessuti, con effetti benefici sulla psiche. Lowen si appropria dei capisaldi della pratica terapeutica reichianae, tenendo fermo il concetto di connessione corpo-mente, elabora la teoria dell'identità funzionale di tensione muscolare e blocco emotivo, unitamente a quella del rapporto tra inibizione della reattività emotiva e limitazione della respirazione. Inoltre, se Reich collegava gli squilibri nevrotici ad un blocco delle soddisfazioni sessuali, attribuendo all'analisi il compito di liberare l'energia sessuale inibita, Lowen riduce 1'importanza della sessualità e modifica l'obiettivo terapeutico di Reich allargandolo alla più generale capacità di provare piacere e di sperimentare la gioia di vivere. Nella terapia bioenergetica, centrale è la messa a punto - ad opera di Lowen - del concetto di grounding che significa «avere i piedi solidamente sulla terra». Si tratta in sostanza di rinforzare o accrescere nel paziente il senso di sicurezza basilare, facendogli «sentire» la realtà del terreno, del suo corpo, della sua condizione vitale, in uno scambio energetico tra piedi e terra. «Poiché la carica e la scarica - scrive Lowen - funzionano come unità, la bioenergetica lavora simultaneamente su entrambi i membri dell'equazione per elevare il livello energetico, aprire la strada all'autoespressione e reinstaurare nel corpo il flusso delle sensazioni. L'accento dunque viene posto sulla respirazione, sulle sensazioni e sul movimento; al tempo stesso si cerca di collegare il funzionamento energetico attuale dell'individuo con la sua storia precedente. Questo approccio combinato mette gradualmente a nudo le forze interiori (conflitti) che impediscono all'individuo di funzionare con il suo pieno potenziale energetico. Ogni volta che uno di questi conflitti interiori si risolve, il livello dell'energia aumenta. Questo significa che 1'individuo assume più energia e ne scarica di più in attività creative, che sono fonte di piacere e di soddisfazione». Lowen ha fatto ancora un'altra scoperta, forse la più importante: fintanto che abbiamo 'illusione di poter ottenere, da adulti, quello che ci è mancato da bambini, e che questo ci farà uscire dalla depressione, siamo predestinati a fallire. Nessun amore, nessuna accettazione da parte del terapeuta, o del compagno, ci potrà restituire l'esperienza perduta di essere accettati e amati per quello che eravamo da bambini. Poiché abbiamo permanentemente bloccato alcune inaccettabili autoespressioni non potremo mai fare l'esperienza di essere accettati per quello che siamo. Perché i nostri genitori ci hanno negato il sentirci accettati quando noi eravamo pieni di amore per loro? Questo ci procura una rabbia profonda ed inconscia. Ma è anche una rabbia giustificata. Allentare questi blocchi non è mai facile. Noi crediamo che essi ci salvino dall'essere abbandonati e dalla terribile solitudine che ne conseguirebbe. Attraverso il lavoro con il corpo possiamo ammorbidire le tensioni e rivivere il desiderio di essere accettati e amati e la tremenda tristezza di aver desiderato invano. Essendo ben radicati ed avendo un corpo pieno di energia possiamo vivere nella nostra realtà adulta e perciò sentire che la ricerca tesa a recuperare quanto perduto da bambini è un'illusione. In terapia questo viene spesso percepito come una scelta fra essere sé stessi - liberi e soli - e tenersi stretti al terapeuta e al suo amore. Lowen oggi è novantenne. BIBLIOGRAFIA. De Marchi L., Wilhelm Reich. Biografia di un'idea, Su garco, Milano. 1970. Lowen A.., Il linguaggio del corpo (1958), Feltrinelli, Mi lano, 1978. Lowen A.., Bioenergetica (1975), Feltrinelli, Milano, 1983. Reich W., Genitalità (1926), Sugarco, Milano, 1979. Reich W., Analisi del carattere (1933). Sugarco, Milano, 1973. Reich W., La funzione dell'orgasmo (1942), Sugarco, Mi lano, 1977.
  • Maharshi Sri Ramana, è uno dei più significativi maestri spirituali, sul cammino della realizzazione di se stessi e dell'Illuminazione come stato naturale della natura umana.
  • Maslow, Abraham H. Studioso americano, uno dei padri della psicologia transpersonale. Ha insegnato psicologia al Brooklyn College, al Western Beheavioral Institute californiano di La Jolla, alla Brandeis University dove ha rivestito il ruolo di consigliere del Dipartimento di Psicologia. È autore di numerosi articoli e tre libri, Principles of Abnormal psichology,Motivation and Personality e Toward a Psichology of being . Maslow è il padre di un ampio movimento, che investe la psicologia come la filosofia (ha collaborato con diversi esistenzialisti), denominato la “terza Forza” perché si pone in netto contrasto con le altre due correnti della psicologia, quelle freudiana e quella del comportamento.In polemica con Freud, Maslow sostiene che oltre ai “bisogni primari”, esistono nell’individuo altri bisogni- definiti accretivi- che richiedono all’uomo di soddisfare le proprie istanze più elevate : seguire i valori, essere creativo, comprendere realmente il mondo e non vederlo come strumento di soddisfazione dei propri bisogni primari. Tale natura sarebbe solo in parte comune alla specie, ed avrebbe forti peculiarità individuali.Essendo più debole delle istanze primarie, può esplicarsi completamente solo a seguito della soddisfazione di quei bisogni ma, debitamente incoraggiata e non forzata, condurrà l’individuo all’ego-trascendenza e ad una nuova apertura al mondo. Studiando testi di mistici e filosofi, Maslow individua la massima espansione di tale accrescimento-che spesso resta invece a livello di latente potenzialità- nella peak-experience : “in testi mistici, al culmine della peak-experience il mondo è percepito come unità ricca è vibrante,nell’esperienza amorosa,un frammento di esso è assimilato all’universo intero”.
  • Maturana Humberto R. e Varela Francisco J. Sono due neurofisiologi cileni. Maturana ha collaborato con McCulloch e Pitts nelle ricerche sui meccanismi della visione delle rane e dei piccioni. Insieme hanno definito negli anni '70 la teoria dei sistemi autopoietici, cui continuano a lavorare anche oggi.
  • Mc Luhan Marshall: sociologo canadese, studioso delle comunicazioni di massa, che nel suo scritto del 1964 “Gli strumenti del comunicare” (titolo originale “Capire i media”) per primo ha proposto il concetto di “villaggio globale”.
  • McLean Paul:
  • Mère MIRRA ALFASSA, chiamata in seguito semplicemente Mère, La Madre, nacque a Parigi il 21 febbraio 1878 da madre egiziana e padre turco. La sua vita e la sua opera furono intimamente legate a quelle di Sri Aurobindo, che incontrerà fisicamente all'età di 36 anni. Mirra ricevette un'educazione impregnata di razionalismo positivista e materialismo: "Ero atea fino al midollo"; "Avevo la più solida delle basi: niente immaginazioni, niente atavismo mistico"; "Però c'era in me una volontà di perfezione, il senso di una coscienza senza limite". Studiò pianoforte e pittura; per lei la musica ed i colori furono i primi strumenti attraverso cui sperimentò che la realtà non è quale ci appare, ma che c'è una "vera" materia da scoprire dietro l'apparenza delle cose, una "realtà qual è davvero", che non smise mai di cercare e sperimentare; fin dall'infanzia, infatti, Mère visse, in modo assolutamente spontaneo e naturale, tutta una serie di esperienze che comunemente sono considerate 'spirituali' (come la fuoriuscita dal corpo, la visione e sperimentazione di una realtà e di una vita sottile, delle vibrazioni che animano le cose e gli esseri dietro le apparenze,ect ). A diciannove anni sposò Henry Morrisset, un pittore, ed entrò a far parte della vita artistica parigina, dove conobbe Rodin, Renoir, Degas ed altri pittori impressionisti. Nonostante tutto era molto sola e 'soffriva' della miseria umana che vedeva attorno a sé. "Ma come?", si chiedeva, "questa sarebbe la vita? Questi sarebbero gli uomini?" E continuavano le sue esperienze interiori. Verso il 1904 cominciò a fare una serie di sogni in cui incontrava Sri Aurobindo (di cui non aveva mai sentito parlare e che era completamente sconosciuto in Francia), davanti al quale si prostrava alla maniera indù senza comprendere bene cosa stesse facendo. Sempre nel 1904 un giorno Mirra incontrò un singolare personaggio che si faceva chiamare Max Theon, il quale pubblicava a Parigi "La rivista cosmica". Su quelle pagine Ella trovò per la prima volta la descrizione, anche se parziale, di alcune delle sue esperienze; Thèon la invitò nella sua proprietà a Tlemcen, dove Ella soggiornò nel 1905 e 1906 e dove prese parte a certi suoi 'studi' ed esperimenti di tipo occultista; i poteri eccezionali dimostrati da Thèon e dalla moglie non la stupivano, perché, oltre a non credere nell'esistenza dei miracoli, percepiva e sapeva che si trattava di una conoscenza della materia, della 'materia vera', e che la materia, di cui percepiva le qualità vibratorie, è più sottile di quanto si possa supporre: era la mente ad indurire, a creare i muri. Ma questi poteri straordinari non la interessavano: cercava qualcosa di ben più radicale, il modo per cambiare la vita alla radice. A Parigi Mirra si occupò per 5 anni della "Rivista Cosmica" di Thèon. Formò anche dei piccoli gruppi ai quali comunicava alcune sue esperienze ed intuizioni (che sembravano stranamente accordarsi con quelle che, nella lontana India, stava 'formulando' Sri Aurobindo): "Il fine collettivo da raggiungere è l'avvento dell'armonia universale, la realizzazione dell'unità umana"; "Solo la trasformazione della coscienza umana può portare un miglioramento autentico della condizione umana". Nel 1908 Mirra divorziò da Morrisset. Conobbe poi Paul Richard, un filosofo (con cui studiò le religioni comparate) che sposò nel 1910. Nel 1914 lo seguì a Pondicherry, dove egli si doveva recare per una campagna elettorale. Fu insieme a lui che Mirra il 29 marzo 1914 ncontrò Sri Aurobindo nella sua casa e in lui riconobbe l'essere che vedeva la notte nei suoi sogni e che aveva finito per chiamare Krisha, avendo supposto che fosse una divinità indù. Insieme a Sri Aurobindo Mirra e Paul fondarono nel 1914 la rivista bilingue "Arya" affinché Sri Aurobindo vi trascrivesse e pubblicasse le proprie esperienze e rivelazioni, che essi avrebbero poi tradotto in francese. Mirra rimase un anno a Pondicherry durante il quale si recò ogni giorno da Sri Aurobindo; poi, il 22 febbraio 1915 ripartì con il marito. Dopo aver trascorso un anno in Francia si imbarcò per il Giappone, dove rimase 4 anni; "anni infernali", come dirà Mère più tardi, in cui dovette lottare contro diverse malattie, cominciando ad immergersi in quello che sarebbe stato il suo campo di battaglia fino alla fine: le malattie e la morte. Il 24 aprile 1920 Mirra ritornò definitivamente a Pondicherry, accanto a Sri Aurobindo, per proseguire insieme a lui la sua opera: fare discendere sulla Terra e nella Materia quella Coscienza superiore che egli aveva toccato oltre i piani della mente e della Sopramente, la "Coscienza di Verità", attraverso un nuovo potere di coscienza, da lui chiamato "Supermente", che avrebbe segnato una nuova tappa evolutiva. "L'uomo" diceva infatti Sri Aurobindo "è un essere di transizione. L'evoluzione continua ed egli sarà superato". Si trattava di un difficile passaggio, il passaggio dell'uomo a qualcosa di diverso, che non portasse con sé l'ombra dell'ignoranza, dell'incoscienza, dell'oscurità, della morte. Sri Aurobindo e Mère scopriranno all'interno del corpo una "mente delle cellule" e, oltre la loro "mortale memoria genetica" in cui si cela il "nodo della vita con la morte", una "mente solare e immortale" capace di aprire la strada ad un altro essere dopo l'uomo". "Disfare la memoria delle cellule": questo sarebbe divenuto il lavoro di Mère, nel proprio corpo. Nel frattempo intorno a Sri Aurobindo era venuto a crearsi spontaneamente un gruppo di discepoli che volevano seguire il suo sentiero: in quel periodo una decina, poi 24 nel 1926, e poi si sarebbero moltiplicati a decine e centinaia. Non ci fu mai la decisione di fondare un Ashram: "Il gruppo si è formato in modo talmente naturale, spontaneo;" (Mère); “La totalità della trasformazione non può essere raggiunta attraverso un solo corpo. Se si vuole avere un'azione generale, ci vuole almeno un minimo di persone fisiche." (Sri Aurobindo). Questo era il senso di quel laboratorio evolutivo, chiamato 'ashram’, che si stava formando. Da allora in poi Sri Aurobindo chiamò Mirra Mère, la Madre. A lei egli affidò definitivamente la direzione dell'Ashram dal 24 novembre 1926, data in cui si ritirò nella propria stanza. "Tutte le mie realizzazioni sarebbero rimaste, per così dire, teoriche - diceva Sri Aurobindo - se la Madre non avesse indicato il modo di dar loro una forma pratica." La Madre era il ponte con la Materia, era una Forza all'opera e si occupava di tutta l'organizzazione senza risparmiarsi. Lavorava sempre sui 'due fronti': con l'ashram, che con la guerra si era riempito di bambini e donne fuggiti dai bombardamenti, e con Sri Aurobindo, nel suo lavoro di realizzazione della nuova Coscienza. Il 5 dicembre 1950 Sri Aurobindo lasciò il corpo e Mère, a 72 anni, rimase 'sola' a svolgere il lavoro. Nel 1952 fondò con 200 allievi il Centro Universitario Internazionale Sri Aurobindo. Ella cercava di trasmettere ai discepoli ed ai professori la meraviglia del futuro, dell'inatteso, quel 'qualcosa' che si stava plasmando nel crogiolo evolutivo; un nuovo modo di educare, senza diplomi, senza 'utilitarismo', come diceva. Ma soprattutto proseguiva il suo lavoro su quel laboratorio evolutivo che l'ashram rappresentava e,sola, continuava l'immersione nella "nuova specie", attraverso il proprio corpo che cessava di essere un corpo individuale, ma diveniva il corpo stesso della Terra, un laboratorio del nuovo mondo (tutto è unito a quei livelli): "È nella frontiera cellulare che si trova la chiave, ovvero il passaggio della morte. E se la trasformazione è possibile in un corpo è possibile in tutti i corpi". "Sarà proprio il corpo a gettare un ponte tra la vita fisica quale noi la conosciamo e la vita sovramentale che si manifesterà". Il 9 dicembre 1958 Mere fu costretta ad interrompere le attività esterne e a ritirarsi nella propria stanza. Era entrata pienamente ad 80 anni nello "yoga delle cellule", verso l'ultima frontiera con vita e la morte. Nello stesso anno Satprem, un giovane bretone sbarcato a Pondicherry dopo mille peripezie, comincerà a raccogliere (per 15 anni) dalla viva voce di lei in una serie di nastri magnetici (che egli successivamente trascriverà e raccoglierà nei 13 volumi de "L'agenda di Mère"), il racconto di questo difficile cammino attraverso l'incoscienza ed il dolore del corpo alla ricerca della coscienza e della gioia in fondo alle cellule liberate della loro mortale abitudine, alla ricerca di un passaggio verso un nuovo modo di essere. Il 19 maggio 1973 ci fu l'ultimo incontro di Satprem con la Madre, dopo di che le porte della stanza di Mère vennero chiuse, fino a quando, nel pomeriggio del 17 novembre 1973, il suo respiro cessò. Aveva 95 anni. "Per vincere la morte bisogna essere pronti a passare attraverso la morte", aveva detto Mère. OPERE DI MÈRE : Prières et Meditations, 1932; Entretiens suivis de quelques paroles, 1933; La découverte suprême, 1937; Quelques Paroles, 1939; Paroles d'Autrefois, 1946; Belles Histoires, 1946; Education, 1952; Les Quatre Austèrités, 1953; Le Grand Secret, 1954; Les Maladies, les Causes et le Remède (Bollettino), 1955; Entretiens, Aphorismes et Paradoxes, 1957; Commentaires sur le Dhammapada, 1960; On Sri Aurobindo, 1961; White Roses (lettere), 1963. OPERE DI MÈRE TRADOTTE IN ITALIANO: Conversazioni 1929, Ed. Arka; Conversazioni 1930-31, Ed. Tapas-Germoglio; Conversazioni 1950-51, Ed. Arka; Conversazioni 1953 (2 volumi), Ed. Arka; Conversazioni 1954 (2 volumi), Ed. Arka; Commenti sul Dhammapada (con in appendice "Le Quattro Austerità e le Quattro Liberazioni"), Ed. Arka; Colloqui sullo Yoga Integrale, Ed. Mediterranee; Mère racconta, Ed. domani; I Fiori e la loro Anima, Ed. Sinthesis; Educazione (a cura di Iris Paciotti), Ed. Holos. OPERE SU MÈRE: Satprem: L'Agenda di Mère (13 volumi), Ed. Mediterranee; Il materialismo Divino, Ed. Ubaldini; La nuova specie, Ed. Ubaldini; La mutazione della Morte, Ed. Ubaldini; Appunti dal laboratorio di Mère, Ed. Mediterranee. LIVIA LUCCHINI: Mère - Un tuffo nell'Assoluto, Ed. Il Punto d'Incontro. TOMMASO IORCO: Sommario per argomenti dell'agenda di Mère, Ed. Ass. Aria Nuova. NATA: Il Libro - Parole dagli scritti di Sri Aurobindo e Mère, Ed. Tapas-Germoglio , Collana: "Sri Aurobindo e Mère su", Ed. domani.
  • Mitchell Edgar: astronauta statunitense dell’Apollo 14. Nel suo viaggio spaziale, circumnavigando la Terra ebbe un’esperienza transpersonale che cambiò la sua vita. Ha fondato il “Noetic Science Institute” uno dei maggiori istituti internazionali di ricerca sulle scienze di frontiera, orientato allo sviluppo delle potenzialità umane e della coscienza planetaria. E’ membro onorario del Club di Budapest. Vedi Campo Primo, Esperienze di coscienza planetaria.
  • Morin Edgar nasce a Parigi nel 1921. Studia storia, geografia e giurisprudenza. Sociologo di professione, è una delle figure più significative della cultura francese contemporanea. E' attualmente direttore di ricerca del Cnrs per la sezione scienze umane e sociali, dirige il Cetsas, centro di studi interdisciplinari in sociologia, antropologia e semiologia , ed è animatore della rivista "Communication". Tra le sue opere ricordiamo: Il paradigma perduto 1973, il cinema o l'uomo immaginario 1982, il metodo, ordine, disordine, organizzazione 1983.
  • Nietzsche, Friedrich Wilhem Nato a Röcken , vicino a Lipsia, nel 1844, Nietzsche studiò greco,latino, religioni e musica, che rivestì un ruolo notevole nel suo pensiero.Nel 1865 si trasferì a Lipsia, dove seguì il corso dell’importante filologo Ritschl. Di quell’anno è la scoperta dell’opera di Schopenhauer,che lo conquistò : “ Scorgevo qui cacciata e rifugio,l’inferno e il paradiso”.Nel 1869 ottenne la cattedra di lettere greche a Basilea, dove tenne lezioni poi pubblicate sui filosofi presocratici.Nel 1872 pubblicò La Nascita della Tragedia , che divise la critica. Divenne amico di Wagner.Nel 1873 iniziò a pubblicare le Considerazioni inattuali e a scrivere musica. Nel 1878 ruppe l’amicizia con Wagner, e scrisse la prima parte di Umano,troppo umano.Nel 1882 scrisse la Gaia scienza e, in Liguria, la prima parte di Così parlò Zarathustra,un libro per tutti e per nessuno.Frattanto la sua salute peggiorava : scrisse ancora Ecce homo e Il crepuscolo degli idoli, e, nel 1889, venne colto da gravi sintomi di squilibrio mentale. Ricoverato in una clinica, morirà privo di tutte le sue facoltà nel 1900.Il filo conduttore del pensiero nietzschiano è la ricerca di una via per sottrarsi alla decadenza, intesa come sterile razionalismo,ascetismo odiatore della vita,scientismo e storiografismo, mali del secolo e della sua cultura : se negli anni giovanili aveva salutato l’opera lirica di Wagner come un veicolo per rigenerare lo spirito della tragedia greca ( nella sua visione,sorta dall’incontro-scontro di apollineo e dionisiaco,pensiero ed arte ), nelle Considerazioni inattuali e in Umano,troppo umano riconosce che essa altro non ha segnato se non una ricaduta nella “mitologia cristiana”,nella menzogna travestita sulla quale si impernia la vita del cittadino europeo, menzogna che non ha altro scopo che organizzare un dato momento storico e sociale, ma che non tarda a rivelarsi tale non appena mutino le ragioni che la necessitano. Viene così ad usurarsi il concetto stesso di verità, la verità ultima del platonismo da cui il pensiero non riesce a liberarsi.Ne consegue la morte di Dio, decretata dall’obbedienza dei suoi fedeli alla veridicità, che li costringe a riconoscere il vanificarsi di qualsivoglia forma di verità ultima. Nella Gaia scienza lo spirito libero è descritto come il sognatore che sa di sognare e di non poter rinunciarvi, l’artista che, come Petronio, di cui Nietzsche fa l’elogio in Al di là del bene e del male, può sfuggire “i pantani del mondo malato e malvagio con piedi di vento, di un vento che guarisce ogni cosa, perché costringe ogni cosa a correre !”L’unico limite che Nietzsche avverte in tale posizione è l’accusa di mero estetismo cui presta il fianco : nella Volontà di potenza , attuando la trasvalutazione di tutti i valori, Nietzsche supererà lo spirito libero con l’oltreuomo, di cui Zarathustra è il profeta, che, diversamente da Gesù, non spiegherà le sue parabole, perché davvero lo comprenda solo chi può . “L’avvenire sia per te causa del tuo oggi :ama non il tuo prossimo, ma colui-che-è-più-lontano :il Superuoumo sia causa e ragione di te stesso (...) E quando dirai al gregge :” Non ho più la stessa coscienza che avete voi”,ciò suonerà come lamento e dolore.vedi , quel dolore è di quella coscienza l’estremo lucore.Ma tu vuoi andare nella via del tuo dolore, che è la via verso te stesso ? mostrami la tua forza, il tuo diritto a farlo. Mostrami che non sei né bramoso né ambizioso !Solitario,percorri il cammino di colui che crea, vuoi formarti un dio dai tuoi sette diavoli !Con le mie lacrime va nella tua solitudine.Io amo colui che crea oltre se stesso.”Superato il dolore della morte di Dio, uccisa la solitudine, Il superuomo può uscire incontro al sorgere della aurora,che,nell’eterno ripresentarsi del tempo a se stesso,è soltanto sua.
  • Osho, Bhagwan Shree Rajneesh nasce in India nel dicembre del 1931. Ha sempre vissuto in libertà, fuori da ogni contesto socio-culturale. All'età di ventuno anni egli visse "l'Illuminazione" ovvero la liberazione dalla mente. Da allora dedica la sua vita all'evoluzione della consapevolezza. Un maestro spirituale profondamente ribelle che ha lottato contro i politici, i governi e i capi religiosi. E' stato spesso apostrofato come l'uomo più pericoloso dopo Cristo, il divino uomo-folle. La sua visione, è di celebrazione e gioco, ingredienti principali per la vita spirituale, e dichiara che la serietà è una vera e propria malattia del genere umano. Professore di filosofia all'università di Jabalpur, inizia però a viaggiare in tutta l'India tenendo campi di meditazione. Nel 1974 apre il suo Ashram a Puna, che diventa il più grande centro di Terapia Umanistica nel Mondo. Il suo lavoro consiste nell'andare al di la dell'ego e di quella identità illusoria che l'uomo ama così tanto portarsi dietro. Usa ogni tipo di shock terapia per liberare i suoi discepoli dallo stato di sonnambulismo in cui sono immersi. La sua è una visione di uomo nuovo dice: "vorrei che tu fossi come Zorba il Greco e Gautama Il Buddha insieme simultaneamente. Zorba è la terra, i fiori, i prati, i fiumi e l'oceano, Buddha è il cielo, con tutte le stelle, le nuvole e l'arcobaleno. Il cielo senza la terra è vuoto, e la terra senza il cielo è morta. Unisci le due cose insieme e danzerai insieme all'esistenza. A differenza degli altri maestri il suo messaggio è quello di bilanciare le polarità. Fiducia e arrendevolezza devono essere bilanciate a intelligenza, dubbio e ribellione; Zorba e Buddha; scienza e misticismo; amore e meditazione. Nel 1981 si trasferisce negli Stati Uniti dove apre una nuova comune in Oregon, viene però arrestato e deportato nel 1984, a causa di controversie politiche e religiose, gli sarà proibito di entrare in qualunque nazione del pianeta. Torna nel suo Ashram di Puna dove continua a tenere discorsi giornalieri. I suoi discepoli sono chiamati "sannyasin" e sono milioni in tutto il mondo. Muore a Puna in India il 19 gennaio del 1990. Dopo aver cambiato il suo nome in Osho.
  • Ouspensky P.D., nasce a Mosca nel 1878. Nel suo primo libro: I Quattro Elementi, offre un contributo alla teoria matematica, e con Tertium Organum e A New Model of the Universe, rivela la sua statura di pensatore e la sua profonda preoccupazione per i problemi dell'esistenza umana. Incontra Gurdjieff nel 1915, e la sua esistenza subisce una svolta che lo porta a volgere i suoi interessi esclusivamente allo studio pratico dei metodi di sviluppo della coscienza dell'uomo. Tra i suoi libri: La Quarta Via e Frammenti di un insegnamento sconosciuuto.
  • Patanjali Del tutto avvolto dal mistero, Patanjali è la figura principale della scuola Yoga bràhmanica, benchè il fondatore sembri esserne Hiranyagarbha. A Patanjali una tradizione assai incerta attribuisce il trattato Yoga sùtra, la cui composizione è datata attorno al II secolo a.c. Nel trattato vengono esposte le dottrine della scuola, di cui è inizialmente esposta la finalità: Yoga citti vritti nirodha: lo yoga è l’arresto consapevole (liberazione) dalle continue attività del pensiero, (che generano un’illusoria visione del mondo). In altri termini lo Yoga è uno stato di consapevole silenzio mentale. Se lo yogin riuscirà a domare la propria mente, attingerà lo stato divino di vairàgya- indifferenza- in cui la mente è libera dalle kleçao macchie,che costituiscono la comune percezione del mondo.Lo yogin deve dunque temprare la propria attenzione o concentrazione meditante-dhyana- impegnandola su un singolo oggetto,fino a dimenticare ogni separazione duale fra sè e le sue percezioni (samàpatti). Egli si trova ora nello stato di prajna, in cui la coscienza riceve consapevolezza illuminante della propria condizione. Inizia dunque il processo di purificazione in cui lo yogin elimina da sé tutto ciò che è corporale ( tamas), in seguito si priva di ciò che viene dall’anima (rajas) , per liberare in sé lo spirito (sattva). A questo stato si perviene senza desiderarlo; in esso si gode di invulnerabilità,preveggenza, conoscenza degli spazi cosmici e dei più nascosti recessi della materia, e , privi di residui karmici, si partecipa di perfetta sterilità (nirbìja).
  • Penrose Roger, è professore di matematica all'Università di Oxford. Nel 1988 condivide il Premio Nobel per la Fisica con Stephen Hawking, per la scoperta dei buchi neri e per il contributo alla comprensione dell'universo. Tra le sue pubblicazioni: Tecniche di Differenziazione Topologiche nella Relatività, La Nuova Mente dell'Imperatore e l'Ombra della Mente.
  • PITAGORA Forse il primo scienziato olistico occidentale. Considerato seguace di Orfeo e del sapiente Ferecide di Siro, Pitagora nacque nell’isola di Samo nel 570 a.c.Lasciò la patria nel 527circa, pare a seguito di un diverbio con il tiranno Polemarco. Dopo una lunga peregrinazione che lo portò- sembra- a contatto con le dottrine egizie sull’anima e con le pratiche sciamaniche scite, giunse a Crotone in Magna Grecia, dove morì nel 495.La tradizione gli attribuisce i Versi Aurei ed i Simboli.Iniziato alla sophia, come racconta Diogene Laerzio (VIII,21), dall’oracolo di Delfi, Pitagora investe il proprio insegnamento di un forte connotato sacrale ed esoterico ; i suoi discepoli erano vincolati a pratiche rigidamente ascetiche (“Fuggi le strade stipate di folla”, “Quando entri nel tempio/ adora/non farai qui nulla riguardante la vita”, “ Scalzo/adora/e sacrifica.” tese a purificare l’anima e a liberarla dal carcere corporeo per sottrarla alla trasmigrazione in altri corpi (metempsicosi).Come gli Ionici negli elementi, Pitagora individua l’archè - origine e sostanza- delle cose nel numero.La misura matematica del cosmo è quindi,al contempo, determinazione di ordine e rapporto armonicounificante l’uomo e l’universo . I contrasti tra numeri pari-illimitati- e dispari -limitati- sono risolti nell’armonia universale, che è,secondo Filolao, “identità del molteplice e concordia del discorde”. Pitagora investigava l’armonia cosmica nella disposizione degli astri o dei punti della Tetraktys,la figura sacra che meditava inesausto,nella miscela dei cibi o delle bevande che precettava, nella musica,scienza suprema della misura, rendendosi “divinità immortale,incorruttibile, cosparsa di eterno”.
  • PLOTINO Nacque in Egitto,a Licopoli, nel 204 d.c.e studiò ad Alessandria, presso Ammonio detto Sacca,padre del Neoplatonismo, di cui divenne l’esponente principale.In seguito partecipò, spinto dal desiderio di raggiungere l’India, alla spedizione militare che l’imperatore Gordiano III intraprese contro i Persiani, senza riuscirvi.Al ritorno si trasferì a Roma, dove ebbe tra i suoi discepoli l’imperatore Gallieno, che gli elargì un possedimento in Campania per instaurarvi la repubblica platonica.In Campania morì attorno al 270. Il discepolo Porfirio ne raccolse gli scritti nelle Enneadi (sei libri, ciascuno suddiviso in nove sezioni) e scrisse la vita, testimoniando di averlo veduto attingere l’estasi quattro volte. Il pensiero di Plotino è incentrato su Dio, inafferrabile dalla concezione umana, non causato,infinito , semplice e non molteplice, l’Uno, differente e distaccato da tutto ciò che lo segue : “Tale è la natura dell’Uno, che è sorgente delle cose migliori,è potenza generatrice degli esseri e tuttavia rimane in sé né si esaurisce nè si assimila a cio che ha generato (...) essendo completamente unito con sé stesso, non necessita della conoscenza di sé, quale principio della sua conservazione.(...) Non è possibile chiamarlo il Bene, perché produce il bene ;in un altro senso, è il Bene che sovrasta tutti”( Enneadi VI,5-6). L’Uno non vuole la creazione : essa emana da lui, come il profumo da un fiore, disgregandosi nel molteplice quanto più da lui si allontana.L’uomo può raggiungerel’Uno, eliminando mediante le virtù, la musica e la filosofia ciò che non appartiene al suo essere, abbandonando infine anche l’intelligenza per assimilarsi ad esso con un solo balzo d’amore, superando il dualismo conoscente- conosciuto : “ intuendo sé stesso, abbraccia tutte le cose,e intuendo tutte le cose, abbraccia sé stesso”. La vita dell’uomo divino è fuga del solo verso il Solo, sfiorarsi di dita come sulla volta della cappella Sistina l’affrescò il neoplatonico Michelangelo.
  • Prigogine Ilya, Premio Nobel per la chimica nel 1977, è professore all'Università di Bruxelles e all'Università del Texas a Austin. Tra le sue opere: La nuova alleanza e Tra il tempo e l'eternità.
  • Reich Wilhelm: nato in Austria nel 1897. Studia medicina a Vienna dove, in seguito, dirige il Seminario di terapia analitica. Con l'avvento del nazismo fugge dal proprio paese e, dopo un breve soggiorno in Norvegia, si trasferisce negli Stati Uniti, fondando, a New York, l'Orgone Institute. Denunciato per i sui esperimenti, viene rinchiuso nel penitenziario di Lewisburg dove muore di infarto il 3 novembre 1957. Opere principali: La funzione dell'orgasmo, Psicologia di massa del fascismo, L'assassinio di Cristo, Analisi del carattere, Biopatia del cancro, Ascolta, piccolo uomo, Etere, Dio e Diavolo, Sessualità e angoscia.
  • Rimpoche T.Y. S. Lama Gangchen nasce in Tibet nel 1941. E' guaritore e maestro tantrico, cittadino italiano da lungo tempo, viaggia in tutto il mondo insegnando il metodo tantrico dell'Autoguarigione e della Pace interiore, basato sugli insegnamenti del Buddha, e la cura dell'ambiente. Nel 1992 fonda la Lama Gangchen World Peace Foundation, ente per la diffusione della medicina tibetana e per la diffusione della pace interiore e del mondo. L'8 giugno 1995 ha presentato a Santiago del Cile, alla sede dell'Unita per l'America Latina e i Caraibi della Nazioni Unite, un progetto per l'istituzione di un Forum Spirituale, organismo permanente dell'Onu, di cui facciano parte i rappresentanti di tutti i movimenti spirituali e religiosi, impegnati a costruire la pace nel mondo. Il progetto sta raccogliendo ovunque numerosi successi.
  • Robinson D.N. è professore di psicologia all'Università di Georgetown e presidente della divisione di storia della psicologia dell'American Psychological Association. Tra le sue pubblicazioni: Storia Intellettuale della Psicologia, Legge e Psicologia, Verso La Scienza della Natura Umana, Fondamenti di Psicologia.
  • Russel Peter si laurea a pieni voti in fisica teoretica e psicologia sperimentale ottenendo anche un Master in informatica all'Università di Cambridge. Si reca poi in India per studiare la filosofia orientale, tornato in patria, inizia la ricerca nella psicologia della meditazione. Il suo lavoro si sposta quindi all'esplorazione e allo sviluppo della coscienza umana, attraverso l'integrazione delle intuizioni orientali e occidentali riguardo alla mente.
  • Satprem nasce a Parigi nel 1923, trascorre pero' l'infanzia in Bretagna. Entra giovanissimo nelle resistenza francese, dopo la drammatica esperienza dei lager nazisti, e attraversa un momento di profonda crisi che lo porta a chiedersi: "Che cosa resta in un uomo quando non resta più niente?". Vive molte avventure, dall'Egitto alle foreste Amazzoniche, dall'Africa Nera all'India ascetica ed immobile. In India incontra Sri Aurobindo, che lo guiderà nel cammino alla ricerca di quello che l'uomo è davvero, che non è ancora. Satprem rimane per venti anni accanto a Mèree, compagna di Aurobindo, continuando la ricerca di quello che l'uomo è davvero, nella materia, nelle cellule del corpo, raccogliendo dalla sua viva voce le esperienze di un avventuroso passaggio al "prossimo stato evolutivo della nostra specie". Ricordiamo tra le sue opere: La Genesi del Superuomo e L'Uomo dopo l'Uomo.
  • Sermonti Giuseppe nasce a Roma nel 1925, è direttore della Scuola Internazionale di Genetica Generale, vicepresidente del XIV Congresso Internazionale di Genetica (Mosca, 1978), insegna all'Università di Palermo, e dal 1974 è ordinario di Genetica all'Università di Perugia.
  • Sheldrake Rupert, studia al Clare College di Cambridge, alla Harvard University. Dal 1974 al 1978 lavora sulla fisiologia delle piantagioni tropicali all'Istituto Internazionale di ricerche in India, dove ricopre il ruolo di consulente fisiologico delle piante.
  • Sogyal Rimpoche Sogyal Rimpoche, nato in Tibet, ha ricevuto le cure e l'educazione da uno dei più grandi maestri spirituali di questo secolo, Jamyang Khyentsé Choky Lodro. Dopo la sua morte, Sogyal Rimpoche proseguì la propria educazione spirituale sotto la guida del maestro Dujom Rimpoche, Dilgo Khyentsé Rimpoche e nomerosi altri maestri.Compì gli studi universitari a Delhi ed in seguito Cambridge. Ha iniziato ad insegnare in occidente nel 1974.Sogyal Rimpoche é il fondatore di Rigpa di cui é direttore spirituale unitamente a Dzogchen Rimpoche. Rigpa é un circuito internazionale di centri e di gruppi di studio che mettono in pratica l'insegnamento del Budda. Sogyal Rimpoche risiede ormai in occidente dove vi insegna da più di 25 anni. Ha sviluppato una profonda conoscenza della nostra mentalità Il suo dono eccezionale per la comunicazione riesce a far cadere le barriere culturali, religiose e psicologiche e svela la reealtà essenziale dell'insegnamento del Budda. La cordialità e l'umorismo con cui egli insegna,il calore profondo della sua presenza riescono ad aprire nel cuore di ognuno l'esperienza intima della nostra vera natura. Queste qualità, così come lo straordinario successo che ha avuto il libro Tibetano del Vivere e del morire fanno di Sogyal Rimpoche uno degli interpreti del buddismo tibetano fra i più riconosciuti ed apprezzati nel nostro mondo contemporaneo.
  • Steiner Rudolf nasce nel 1861 a Kraljevic, nell'impero austro-ungarico, da genitori di origine cattolica e contadina. Uomo originale e ricco interiormente, dotato di veggenza naturale e di una solida preparazione culturale, Steiner si occupò del mondo del sovrasensibile, giungendo alla conclusione che "in ogni uomo esistono facoltà latenti attraverso le quali egli può giungere alla conoscenza del mondo dello spirito. Si laurea in filosofia, e in questi anno conosce il suo maestro Felix Koguski. Anche il professor Shhoer, docente di letteratura tedesca, ebbe molta importanza nella vita di Steiner. Fu grazie a lui che Stainer fece le sue prime esperienze pedagogiche, presso una famiglia dove Stainer impartiva lezioni a quattro ragazzi, uno dei quali era idrocefalo e molto arretrato mentalmente. Steiner, grazie a particolari metodi pedagogici, riuscì a recuperarlo completamente e a inserirlo all'università, dove divenne medico. Lavora per la Letteratura Nazionale Tedesca a due opere scientifiche di Goethe, autore di cui Steiner è completamente affascinato, si trasferisce quindi a Weimar, città natale di Goethe dove cura una pubblicazione di tutte le sue opere. Si sposa con Anna Eunike, e pubblica la sua prima opera importante, la filosofia della libertà. Nel 1897 si trasferisce a Berlino, dove da inizio a un'attività editoriale e di conferenze. Iniziano anche i rapporti con la Società Teosofica di cui Steiner diviene segretario generale. In questi anni Sreiner scrive le sue opere più importanti: Il Cristianesimo come fatto mistico, Reincarnazione e Karma, Teosofia e l'Iniziazione. D'ora in poi la sua vita sarà completamente dedicata alla spiritualità fino alla sua morte nel 1925.
  • Swedenborg Emanuel,nasce nel 1688, scienziato originalissimo e veggente, ha influenzato numerosissimi studiosi e scrittori come: Kant, Goethe Jung e altri. All'età di cinquantasei anni, dopo essersi dedicato completamente alla scienza, subisce una profonda metamorfosi interiore che lo fa diventare un mistico, ha esperienze di contatto con angeli ed entità superiori attraverso la scrittura automatica.. scritti pubblicati e tradotti in molte lingue. Fin da bambino, grazie all'influenza di suo padre, manifesta un ardore religioso straordinario che si risveglierà in lui poi in età matura. Studia a Londra dove è discepolo di Newton, si occupa ad altissimi livelli di geografia, astronomia, architettura, chimica, fisica, cosmologia, anche di incisione, della costruzione di orologi e della letteratura inglese. All'età di ventisette anni torna in Svezia dove progetta navi, sottomarini militari e addirittura una macchina volante. Notato dal sovrano Carlo XII, diventa suo collaboratore. Alcuni anni più tardi però cominciò ad avere visioni e messaggi da spiriti superiori e si dedicò solo alla vita spirituale sviluppando straordinarie doti di chiaroveggenza, che lo portano ad abbandonare completamente l'attività scientifica. Muore nel 1772.
  • Tagore,Rabindrath Nato in India nel 1861, Tagore si recò a studiare in India nel 1881. Suo nonno e suo padre erano stati importanti membri della scuola religiosa Brahmo -Samaj,fondata nel 1828 ,che si proponeva la conciliazione sincretica dei principi delle religioni monoteistiche con il panteismo indù.Il libro Sadhana e le due raccolte Gitanjiali e Il giardiniere gli valsero, nel 1913, il premio Nobel. La poesia di Tagore rivela l’ormai sconosciuta all’Occidente capacità di conciliare gli aspetti più quotidiani dell’esistenza con la contemplazione mistica : una strada bagnata dal monsone, una vela colmata dal vento,un uscio schiuso sono inequivocati segni del manifestarsi divino :Il tempo è senza fine nelle tue mani,mio signore. Non c’è nessuno/ che conti le tue ore.Passano giorni e notti/, sbocciano e appassiscono/ come fiori le stagioni.Tu sai attendere/.I tuoi secoli si susseguono/ perché sbocci un piccolo fiore.Noi non abbiamo tempo da perdere,/ e non avendo tempo dobbiamo affannarci/ per non perdere le nostre occasioni. Siamo troppo poveri/ per arrivare in ritardo.E così il tempo passa,/mentre io lo dono a ciacun uomo querulo che lo richiede/,e il tuo altare è vuoto./ Alla fine del giorno/ mi affretto per paura che la tua porta sia chiusa,/e invece c’è ancora tempo.”
  • Talbot Michael, inizia il suo viaggio "Oltre il quantum" già da bambino nel nord del Michigan, dove la sua famiglia riceve le frequenti visite di uno spirito. Si appassionerà quindi ad ogni fenomeno paranormale, è accuserà spesso la scienza ortodossa di un totale fallimento rispetto alla spiegazione di questi fenomeni.
  • Tart Charles T. è uno dei più importanti studiosi occidentali del campo della coscienza. E' autore e curatore di Stati Alterati di Coscienza, e di psicologia transpersonale. Attualmente insegna psicologia all'Università di California.
  • Ubaldi Pietro nasce a Foligno il 18 agosto 1886 da una delle più nobili e antiche famiglie dell'Umbria. Si laurea in giurisprudenza all'università di Roma e contemporaneamente impara cinque lingue. Un crollo economico famigliare lo costringerà a lavorare come insegnante, ottenendo una cattedra di inglese in Sicilia, ed è qui che avviene l'esperienza determinante della sua vita: la vigilia di Natale , mentre è solo, percepisce una Voce, da qui il destino di Ubaldi è segnato e si dedicherà interamente a quanto gli veniva comunicato. Ubaldi propugna per l'umanità una più alta legge d'amore, una più alta legge di collaborazione, la legge che unisce tutti gli uomini in un grande organismo animato da una nuova coscienza universale. Superamento quindi delle barriere e delle differenze tra i popoli, superamento del presunto dissidio fra scienza e fede, una sapienza nuova, una conoscenza nuova. Nel 1952 si trasferisce in Brasile, dove muore il 29 febbraio 1972 all'età di ottantasei anni.
  • Weber Renée il suo lavoro dimostra che misticismo e scienza vanno di pari passo. Ha incontri molto importanti con uomini come il Dalai Lama del Tibet, Krishnamurti. E' Professoressa di Filosofia all'Università di Rutgers in New Jersey . Tra le sue opere: La Metamorfosi della Coscienza, il Paradigma Olografico e altri Paradossi, Quantum fisico e oltre. Vive a Princeton, New Jersey.
  • Weiner Norbert nasce a Columbia, nel Missouri, nel 1894. Studia varie discipline scientifiche e lingue classiche già all'età di sei anni sotto la guida del padre che insegna lingue moderne, e nel 1903 all'età di 9 anni si iscrive alle scuole superiori. Nel 1906 frequenta il Tufts College di Boston, dove segue corsi di matematica e biologia. Studia alla Harvard University, a Cambrige, e a Gottinga matematica e filosofia. Tra il1916.17, insegna all'Università di Harvard e all'Università del Maine.
  • William James Nacque a New York l’11 gennaio 1842, figlio di Henry William, calvinista affascinato dal pensiero del mistico Swedenborg e dal trascendentalismo emersoniano.Le concezioni paterne ebbero una grande rilevanza nel pensiero di James.Si iscrisse alla Lawrence Scientific School dell’università di Harvard, dapprima al corso di chimica,poi a scienze naturali : con il celebre Louis Agassiz si recò in Brasile per una spedizione scientifica.Dal 1866 al 1872 soffrì di una grave depressione psichica, che scosse la sua fiducia nella scienza e dalla quale guarì da solo, praticando una mental-healing che lo interessò alla psicologia.Laureatosi in medicina, insegnò ad Harvard, dapprima fisiologia, poi psicologia (la sua fu la prima cattedra negli Stati Uniti) e filosofia. Morì nel 1910.La sue opere principali sono i Principles of Psichology del 1890, The Will to Believe,Philosophical conception and pratical results (nata come conferenza), e l’importante studio The Varietes of Religious Experience.Il pensiero di James si configura come un tentativo di conciliare il positivismo spenseriano e il meccanicismo con l’esperienza religiosa in una sorta di pragmatismo mistico.Egli intravede la possibilità di trascendere e superare il rigido meccanicismo mediante la volontà .Per James, l’esperienza è stream of counsciousness, e non è possibile un’univoca ricezione del mondo oggettivo : “ La nostra mente è,ad ogni passo, teatro di possibilità simultanee.Lacoscienza è il confronto di esse fra loro. (...) La mente, insomma, opera come uno scultore sui dati che riceve dall’esperienza :in un certo senso, la statua era lì dall’eternità.Ma, oltre ad essa, ce n’era un migliaio di altre diverse, e bisogna essere grati allo scultore per avere liberato questa in particolare.(...) il mio mondo è solo uno fra un milione di altri mondi allo stesso modo sepolti (nei dati dell’esperienza), allo stesso modo reali per coloro che possono tirarli fuori.Quanto deve essre diverso il mondo rappresentato dalla coscienza dell’ape, del granchio o dellla seppia.” Nell’azione dunque avrà rilevanza fondamentale la “fede” del Soggetto operante , ovverosia la sua volontà : quando non è possibile discernere tra le possibilità scientificamente, occorre affidarsi al proprio “impulso”.La volontà può però agire come agente di verifica nelle operazioni scientifiche.La verità stessa, per James , non è altro che un porsi davanti alla realtà : “Con gli stessi ben definiti particolari, per un francese Waterloo vuol dire sconfitta, per un inglese vittoria.”Il relativismo del Soggetto è risolto nella concezione universale, cosi come James la espose nel libro A Pluralistic Universe :“Supponiamo che prima della creazione,l’autore del mondo vi abbia detto :” Sto per fare un mondo, la cui salvezza non è garantita, un modo in cui la perfezione è subordinata al grado di onestà degli agenti : accettate di partecipare ?” Dio e gli uomini sono quindi allo stesso titoloshapers - modellatori-delle infinite possibilità dell’universo.
  • Yogananda Paramahansa, è un grande maestro spirituale di importanza mondiale che dimostrò il valore dello yoga non solo nella vita, ma anche nella morte. Fonda due associazioni senza carattere settario e senza scopi di guadagno: Self-Realizzation Fellewship, in America e Yogoda Sat.Sanga in India. Il lavoro che Yogananda ha creato con queste associazioni è quello di riuscire a venire incontro al bisogno degli uomini fra gli allarmi dell'Era Atomica e quello di conoscere e mettere in pratica precise tecniche scientifiche per ottenere un'esperienza diretta e personale di Dio. L'opera del maestro viene ora continuata dai suoi discepoli che lui addestrò durante la sua vita e di cui aveva avuto visione.