“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

3 settembre 2010

La Visione Mentale


Nell'intento di offrire un aiuto per un'ulteriore evoluzione del singolo, soprattutto a chi si occupa di guarigione, abbiamo reputato interessante esporre il nostro approccio all’attivazione e allo sviluppo della visione mentale, come una delle tecniche particolari di meditazione, scaturite dalla nostra ricerca, ma anche dall’esperienza della divulgazione della Conoscenza.

1. IL CONCETTO DELLA VISIONE MENTALE

Con il termine “visione mentale” sottintendiamo “la visione” con l’aiuto della Coscienza individuale (del Conscio individuale) e della mente sua manifestazione; la visione della materia e del suo movimento, delle Energie, dei processi energetici, cioè delle Vibrazioni, ovvero il vedere tutto ciò che si può spiegare, chiarire, disegnare…, in altre parole– rappresentare in modo chiaro [1] . Anche se la visione mentale è applicabile universalmente, in questo testo parleremo della sua applicazione nel vedere gli organi e i vari sistemi del corpo umano, ma anche per vedere i processi vibratori ed energetici.

La visione degli organi e dei sistemi, ovvero dei processi vibratori ed energetici, sottintende che la Coscienza individuale, con il cui aiuto si giunge alla Conoscenza, ad esempio riguardo a qualche organo malato, “registra” le situazioni che si vogliono osservare, attiva il centro per la vista nel cervello (ma non gli occhi) e trasforma l’informazione in disegno o in immagine, cioè in “immagine di cui si è coscienti”.

In questo, il cervello è soltanto un centro nel quale si sommano i dati e si trasformano in Vibrazioni riconoscibili come effettivo vedere, più precisamente, in Conoscenza. La specificità della visione mentale consiste nella contemporaneità dell’emissione e della ricezione delle Vibrazioni che si trasformano in immagine. Grazie all’onnipresenza della Coscienza Infinita, la Coscienza individuale attiva, con l’aiuto della mente, il processo di “entrata nell’organo” e crea contemporaneamente l’immagine, ovvero la Conoscenza, riguardo allo stato di salute dell’organo. Questo significa che non c’è emissione di onde, il loro riflettersi e quindi la ricezione delle Vibrazioni. In sostanza, la visione degli organi e dei processi energetici, significa la 

Conoscenza riguardo alla visione degli organi e dei processi energetici. 
 

La visione mentale degli organi si può verificare in gran misura con le analisi mediche effettuate con l’ultrasuono, la risonanza elettromagnetica ecc., mentre la visione delle energie e dei processi energetici sono meno verificabili. La qualità della visione mentale, ovvero, della visione degli organi e dei sistemi del corpo fisico e dei processi energetici, dipende:
- dallo sviluppo, ovvero, dalla maturità della Coscienza come fattore generale e
- dall’abilità di escludere intenzionalmente gli occhi con l’aiuto della mente, dalla capacità di diminuire il funzionamento del nervo ottico e di attivare il centro della vista nel cervello.
2. GLI ELEMENTI VIBRATORI ED ENERGETICI

Gli elementi vibratori ed energetici fondamentali sono:
- la mente
- il terzo occhio
- il canale del terzo occhio.
2.1. La mente

A) La maturità della mente

Abbiamo trattato l’argomento della “mente” in modo dettagliato nel nostro libro “Il Conscio Maturo (La Coscienza Matura)” [2] . Ora elencheremo soltanto alcuni dettagli riguardo alla maturità della mente:

- La mente è una manifestazione del processo d’individuazione della Coscienza. È una manifestazione che si è formata come risultato del processo dell’autoriconoscersi della Coscienza Infinita attraverso il processo d’individuazione della Coscienza.

- Formatasi come reazione della Coscienza alle Vibrazioni ricevute tramite i sensi, la mente è la somma di queste reazioni, ma si manifesta anch’essa (la mente) come Vibrazione, ovvero come Vibrazione-Energia condensata. In questo senso, la mente rappresenta il rapporto dell’uomo verso se stesso, verso gli altri, verso l’ambiente…

- La mente è lo strumento di base, con l’aiuto del quale si realizza il processo d’individuazione della Coscienza e rappresenta il nesso tra la Coscienza e la materia; il senso dell’esistenza della mente consiste proprio nel suo agire di riflesso sulla maturazione della Coscienza.

- Possiamo definire la struttura della mente come somma di emozioni e di pensieri.

- Il rapporto Coscienza – mente rappresenta il grado della consapevolizzazione delle emozioni e dei pensieri, cioè il grado d’armonizzazione delle loro Vibrazioni con il Codice Genetico.

- Il rapporto medio Coscienza – mente varia durante il giorno, la settimana, il mese e l’anno. Per questo motivo è opportuno osservare questo rapporto come valore medio in un periodo più lungo, non meno di un mese.

- Il rapporto medio Coscienza – mente dell’umanità è intorno ad 1%. Questo indica che la maggior parte delle persone è quasi completamente governata dalla propria mente, in modo da percepire il mondo apparente, il quale è un'illusione, come reale.

- Il rapporto medio Coscienza - mente sopra il 75%, nel lungo periodo (non meno di un anno) indica che sono stati raggiunti buoni risultati nella meditazione, gli effetti dei quali sono evidenti sullo sviluppo energetico e spirituale. In media, i meditatori raggiungono questo risultato in uno o due anni.

Per avere una visione mentale precisa è necessario raggiungere un alto grado di consapevolizzazione (maturità) della mente, cioè che il rapporto Coscienza– mente è come minimo 75% nel lungo periodo (non meno di un anno).

B) La mente “conscia” ed “inconscia”

La divisione della mente in “conscia” ed “inconscia” è condizionale. In entrambi i casi, si tratta della mente, cioè di emozioni e di pensieri.

La mente “conscia” è costituita da quelle emozioni e da quei pensieri che possiamo descrivere in modo relativamente facile, cioè, dei quali siamo a “ conoscenza”.

La mente “inconscia” sono quelle emozioni e quei pensieri che non possiamo descrivere, dei quali non siamo a “conoscenza”, tranne le emozioni e i pensieri che si stanno appunto trasformando in contenuti della mente “conscia”.

Il “confine” tra la mente “conscia” ed “inconscia” si sposta attraverso un rapporto interattivo, il che comporta l’instabilità del rapporto tra la mente “conscia” ed “inconscia”. Nella maggioranza delle persone, la mente “inconscia” è notevolmente più estesa della mente “conscia”. Il rapporto medio tra la mente “conscia” ed “inconscia” è di 8:92 [3] , il che dipende:
- dalla coordinazione delle Vibrazioni della Coscienza con il Codice Genetico;
- dal rapporto Coscienza – mente;
- dal rapporto Coscienza – Anima;
- dal numero dei petali d’intelligenza attivati e dalla loro coordinazione;
- dal grado di funzionamento del cervello come organo di senso della mente ecc.
L’affluire incontrollabile dei contenuti della mente “inconscia”, può ostacolare la mente

“conscia”, cioè il funzionamento della mente “conscia”. Con la maturazione della Coscienza, i contenuti della mente “inconscia” si trasformano in mente conscia, attraverso i petali d’intelligenza (cambiando le frequenze), il che significa che non esiste una “parte” della mente che non può essere consapevolizzata.

L’alto grado di trasformazione della mente “inconscia” in mente “conscia”, intorno al 75% durante un lungo periodo (minimo un anno), è una delle condizioni che consentono una precisa visione mentale.


C) La mente pensante e la mente operativa

La mente pensante deriva dal “falso io”. Possiamo definire “il falso io” come identificazione di se stessi con la mente ( pensieri ed emozioni), con il Corpo Illuminato, con l’Anima, l’aura e con il corpo fisico. Osservando più ampiamente, possiamo definire il “falso io” come non conoscenza della Verità sull’essenza dell’uomo, cioè che il nostro vero Essere è di natura Divina, ossia che Dio è in noi stessi. La mente pensante funziona sul principio della dualità (caldo – freddo, buono – cattivo, desiderabile – indesiderabile...) e sul comportamento risultato del suddetto principio. Così è la mente pensante che crea concetti, ordina, confronta, dubita, domanda, fantastica, giudica, oppure, si arrabbia, si intristisce, soffre, odia, si preoccupa, si incuriosisce, è gelosa, spesso si annoia ecc.

La mente operativa è quella che utilizzando la mente pensante, effettua l’entrata nel cosiddetto stato di flow, lo stato nel quale ci si abbandona e si immedesima con quello che si fa. Per esempio, quando si tratta di un pittore, la mente pensante preparerà la tela, sceglierà il soggetto, comincerà a dipingere e dopo poco tempo il pittore entrerà nello stato di flow, dove la mano sarà “guidata”. Spesso gli artisti dicono di non sapere perché e come hanno fatto a dipingere un certo quadro, ma affermano che qualcosa gli ha guidati, che gli è venuto così... Invece si tratta di processi di autoconsapevolizzazione, dei quali gli strumenti sono la mente pensante e la mente operativa che permettono la realizzazione del quadro.

La possibilità dell’individuo di armonizzare i due aspetti (la mente pensante e la mente operativa), attraverso i quali la mente si esprime, sopra il 75% contribuisce alla visione mentale precisa nel modo seguente: la mente operativa riceve le Vibrazioni e la mente pensante costata ciò e le trasmette come informazioni.

2.2. Il terzo occhio

Il terzo occhio è il termine spesso usato nella letteratura sullo yoga e sulle diverse tecniche di meditazione. Si trova poco sopra la linea delle sopracciglia, nell'imbuto del sesto chakra [4] ,ma il terzo occhio e il sesto chakra non sono la stessa cosa. Nel caso di sesto chakra non armonizzato, esso può essere di colore rosso, di colore azzurro e soltanto poi di colore grigio, caratteristico dell’Energia. Questi colori circondano come anelli il centro bianco del terzo occhio.


a) illustrazione frontale del terzo occhio b) illustrazione di profilo del terzio occhio

Disegno n.1




Il terzo occhio è una struttura ellissoidale, bianco - latte luminescente, situata nella struttura ad imbuto del sesto chakra. Guardando di profilo, una parte dell’ellissoide del terzo occhio è dentro la parte frontale della testa e l’altra è sulla fronte.

Il terzo occhio è una struttura energetica creata dalla Coscienza, con l’aiuto del cervello come senso della mente. Il terzo occhio non è costantemente attivo, ma esiste come potenziale, il quale viene attivato con una richiesta intenzionale, anche se molto più spesso viene attivato in modo involontario. Molti descrivono il terzo occhio come tessuto cerebrale. Però, esso non si trova all'interno del cervello perciò non può essere descritto in questo modo, comunque in parte si realizza con l’aiuto del cervello.

Meditando con la richiesta per far maturare il terzo occhio, l’attività delle onde cerebrali è lievemente abbassata ed uguagliata rispetto al livello usuale, il che è direttamente in funzione della facilitata maturazione della Coscienza. Maturando il terzo occhio, si coordinano la mente “conscia” ed “inconscia”, la mente pensante ed operativa, il che rende possibile lo sviluppo della visione mentale.



2.3 Il canale del terzo occhio



Il canale del terzo occhio è una struttura energetica che si costituisce nel prolungamento del terzo occhio, all’interno della testa, partendo dalla fronte sino alla nuca,






a) frontale b) “dimensionale”
Disegno n.2 – illustrazione del canale del terzo occhio

Il canale del terzo occhio è poco più largo del sesto chakra, cioè il sesto chakra si trova in esso. Si attiva con la richiesta intenzionale, ma spesso anche in modo involontario. Principalmente è di colore bianco latte oppure grigio, sempre luminescente. Il canale non è una struttura cerebrale, ma si realizza anche con l’aiuto del cervello.

Meditando con la richiesta per far maturare il canale del terzo occhio, l’attività delle onde cerebrali è lievemente abbassata ed uguagliata rispetto al livello usuale. Ciò facilita il collegamento tra la neocorteccia [5] e il sistema limbico [6] del cervello, il che è una delle condizioni base per la visione mentale.

3. Gli elementi organici

Gli organi e i sistemi dell’uomo che fondamentalmente influenzano la visione mentale, sono:
- il sistema nervoso
- il cervello
- le amigdale
- l’epifisi
3.1. Il sistema nervoso

La Coscienza con l’aiuto della mente, attraverso il sistema nervoso, influisce sul corpo fisico, cioè sullo stato psicofisico e viceversa, il sistema nervoso influisce sulla possibilità di sviluppo della mente e della Coscienza. Il sistema nervoso non si può ridurre soltanto al centrale e al periferico, simpatico e parasimpatico. Il sistema nervoso è molto più di tutto ciò, il che è dimostrato dalla Funzione del sistema nervoso, la quale, osservata in modo energetico è un indicatore sintetico della salute psicofisica. 

In medicina non esistono indicatori del grado di funzionamento del sistema nervoso, e con ciò non esistono neanche le analisi legate ad alcuni gruppi di malattie che riguardano il funzionamento del sistema nervoso. Il problema diventa più complesso, perché durante il giorno ci sono continue oscillazioni del funzionamento del sistema nervoso, che per questo motivo dovrebbe essere misurato all’istante, ma anche giornalmente, settimanalmente, mensilmente. I dati avuti in questo modo, mostrerebbero lo stato momentaneo, oppure, lo stato di un periodo, ma mostrerebbero anche la possibilità di realizzare, in un dato momento o in un periodo più lungo, una precisa visione mentale. 

Vale a dire, il funzionamento del sistema nervoso sopra il 98,8%, è una delle condizioni base che rendono possibile una visione mentale precisa, la quale durerà quanto tale grado (98,8% o più) di funzionamento del sistema nervoso.

La misurazione del funzionamento del sistema nervoso (ma anche di altri parametri), non è semplice e finché non si impara è meglio che la esegua qualcun altro. Se tale possibilità non esiste, allora bisogna semplicemente seguire il sistema degli esercizi e i risultati arriveranno sicuramente. Nel frattempo, le verifiche possono essere fate in modo usuale, con le visite mediche di certi organi e con il controllo del funzionamento del corpo fisico, il che rifletterà in una certa misura l’effettivo stato delle cose.

3.2 Il cervello

Il cervello ha una forma semiovoidale, la quale è divisa dalla scissura interemisferica in due parti simmetriche e pari, in emisfero sinistro e in emisfero destro. I due emisferi sono interconnessi dalle commessure cerebrali, ricche di fibre nervose, che si dividono in tre gruppi:
- il corpo calloso che si trova in fondo alla scissura interemisferica,
- la commessura anteriore che collega i centri dell’emisfero destro e sinistro, e
- le commessure della corteccia cerebrale, situate tra il corpo calloso e il tetto del 3° ventricolo, che si incrociano a forma di x.
In senso vibratorio– energetico, gli emisferi sono collegati dal campo energetico situato nel cervello. L’irradiare debole e disomogeneo di questo campo energetico nella maggior parte delle persone non oltrepassa il cranio. Nella scienza è ben noto che gli emisferi delle persone che comunemente chiamiamo “geniali” (che si tratti di un artista, di uno scienziato...), sono collegati in misura maggiore rispetto ad altre persone, ma è meno noto che il campo energetico di queste persone “geniali” sia molto più grande ed omogeneo e che irradia più fortemente.

Nelle persone che per un momento o in un periodo più lungo, riescono a realizzare la visione mentale, avvengono i seguenti processi:

- intorno alla testa si costituisce un campo energetico semisferico, partendo dalla sommità del capo sino all’altezza delle sopracciglia. Questo campo energetico è omogeneo, irradia un colore abbagliante bianco-grigio o bianco,

Disegno n.3– illustrazione del campo energetico durante il processo della visione mentale

- le onde cerebrali sono lievemente abbassate e uguagliate rispetto all'usuale,
- l’intera fronte è più fredda, ma è specialmente fredda la zona del terzo occhio
3.3. Le amigdale

Le amigdale [7] sono due ghiandole interconnesse, della forma e della grandezza di una mandorla. Si trovano da ambedue parti del cervello, alla sua base, pressappoco all’altezza delle tempie.

Disegno n.4 – Le amigdale

Le amigdale sono collegate attraverso le fibre nervose con numerosi centri cerebrali, prima di tutto con la neocorteccia, la corteccia visuale ed il talamo. Tutte due le ghiandole hanno numerosi ricettori e partecipano nella creazione di neurotrasmettitori come: la dopamina, serotonina, norepinefrina, epinefrina ecc. La scienza ha dimostrato in una certa misura il collegamento tra le amigdale e le emozioni, affermando che le ghiandole producono la risposta emozionale prima che i centri corticali (pensanti) riescano a registrare del tutto l’evento.

Dall'aspetto energetico, le amigdale sono dei sensori per le Vibrazioni ricevute attraverso i sensi (prima di tutto, attraverso gli occhi), le quali vengono inviate ai petali dell’intelligenza per essere “decodificate”. Per la visione mentale è importante escludere i collegamenti tra i sensi e le amigdale, così che le Vibrazioni possano essere ricevute direttamente dalle amigdale e tramandate poi, attraverso i petali d’intelligenza, al centro della vista, il quale creerà un'immagine "riconoscibile”.

Con l'interconnessione e la consapevolizzazione del funzionamento delle amigdale, si coordina il loro vibrare con la Coscienza, il che aiuta la consapevolizzazione della mente e favorisce la visione mentale.

3.4. L’epifisi

L’epifisi (oppure la ghiandola pineale) posta sotto alla calotta cranica, nell’epitalamo, è simile ad una pigna, di colore rosa ed è lunga 10mm e larga 6mm. É collegata con l’ipotalamo, le amigdale e con altre parti del cervello, prima di tutto, con il sistema limbico del quale, tra l’altro, fa parte.

Disegno n.5 – illustrazione dell’epifisi


In questa ghiandola avviene la trasformazione ormonale di numerosi impulsi neurali e sensoriali, ricevuti attraverso i sensi. L’ormone più importante secreto dall’epifisi è la melatonina e la sua funzione è di influire attraverso l’ipotalamo sul segmento anteriore dell’ipofisi. La scienza non ha piena cognizione del funzionamento dell’epifisi. Dall'aspetto energetico, l’epifisi è uno dei ricettori che attraverso i sensi e le amigdale riceve le Vibrazioni che si riducono poi, attraverso i petali d’intelligenza, ad informazioni elaborate dalla mente.

Questa ghiandola funziona in modo accentuato durante il sonno, ma gli esperimenti hanno dimostrato che con la meditazione si può provocare, in modo relativamente facile, il rafforzamento del suo funzionamento anche durante lo stato di veglia.

4. IL TAN TIEN

Abbiamo sentito da alcuni maestri di tai chi e di chi kung diversi modi di pronuncia della parola tan tien, la quale in inglese si scrive spesso Tan T’ien. Abbiamo sentito altre svariate traduzioni di questa parola, per esempio: un centro di colore rosso cinabro, un centro energetico, un centro per la costituzione d'energia, un centro per l’accumulazione e l’irradiare dell'energia, un campo di guarigione... Sono imprecise anche le formulazioni delle zone in cui si trovano i tre principali tan tien: inferiore (3-4 cm di sotto all'ombelico...), medio (zona del torace dietro lo sterno, timo...) e superiore (zona tra le sopracciglia, al centro della fronte...).

Per lo sviluppo della visione mentale il più importante è il tan tien superiore, il quale si trova, secondo noi, nel centro dell’ipotalamo, ovvero nello stesso punto dove si costituisce il centro del bindu.


Disegno n.6
a) il tan tien superiore
b) illustrazione della struttura energetica che si costituisce quando si medita sul tan tien superiore
Durante la richiesta per la maturazione del tan tien superiore, avvengono i seguenti processi:

- intorno alla testa si costituisce un campo energetico semisferico, a partire dalla parte inferiore degli occhi fino a 2 o 3 cm sopra la sommità del capo; è omogeneo ed irradia un abbagliante colore grigio bianco o bianco,

- le onde cerebrali sono lievemente abbassate e uguagliate rispetto all'usuale,
- tutta la fronte è piuttosto fredda, ma è specialmente fredda la zona del terzo occhio
Stimolando il tan tien superiore in vari modi, principalmente praticando gli esercizi di tai chi e chi kung, ma anche facendo maturare il tan tien superiore con le richieste, si favorisce l’armonizzazione dell'emisfero destro e dell’emisfero sinistro del cervello, l’armonizzazione delle amigdale, si ottimizza il funzionamento dell’epifisi. Questonell'insieme influisce in modo benefico sulla consapevolizzazione della mente. 

La maturazione del tan tien superiore agisce sullo sviluppo della visione mentale, minimizzando le funzioni dei sensi (sopratutto degli occhi) e aumentando la funzione dei petali d’intelligenza e del centro per la vista. È particolarmente importante usare il termine tan tien (anche se non viene pronunciato esattamente, oppure se è pronunciato dentro di sé, o anche se soltanto si pensa ad esso) perché ha un ruolo associativo –iniziatico. 

Questo perché nel termine tan tien sono contenute le informazioni che attivano la consapevolizzazione della Conoscenza attraverso la Coscienza Collettiva. Questa Conoscenza è il risultato delle esperienze di tutti coloro che hanno riflettuto o meditato su questo termine, oppure, hanno usato la parola tan tien anche soltanto intuendo il suo significato essenziale. In questo modo, le meditazioni nelle quali si rivolgono le richieste a Dio e che contengono le parole tan tien (o solo pensando a queste parole), avranno maggiore efficacia, il che è stato confermato dall'esperienza dei meditatori.


5. LA TECNICA DI MEDITAZIONE

La tecnica di meditazione consiste:
- nelle meditazioni giornaliere
- nell’uso della visione mentale
5.1. Le meditazioni giornaliere

Le meditazioni per sviluppare la visione mentale daranno i risultati ottimali soltanto se praticate insieme a tutte le altre meditazioni, presentate nei nostri libri.

A) Le meditazioni generiche

Abbiamo selezionato le meditazioni essenziali per lo sviluppo spirituale dell’individuo, le quali insieme alle richieste specifiche creano le condizioni per sviluppare la visione mentale.
1. Richiesta: “ Prego Dio di riprogrammarmi il karma.” 
Visualizzazione: non necessaria. 
Tempo: 
a) giornalmente – una volta per 5 –10 min. Ininterrottamente.
b) giornalmente – più volte durante la giornata per 5 –10min ininterrottamente.
c) meditazione di più ore che si pratica per più giorni e poi l’intensità viene gradualmente ridotta. 
Nota: Non consigliamo questo tipo di meditazione (sotto la c) ai meditatori che non hanno un’esperienza pluriennale.
Bisogna praticare la riprogrammazione del karma “tanto quanto è necessario”, fino a quando questo processo non diventa automatico, il che non può essere definito con “ qualche mese”, “qualche anno” oppure “tutta la vita”. Per questo non esistono i criteri, perché la spiritualità non si può misurare. 

Consapevolizzando (il proprio) esistere, l’uomo trascende l’influenza dei fattori che disturbano l’esprimersi del karma e diventa l’osservatore dei processi dell'individuazione della (propria) Coscienza.
2. Richiesta: “Prego Dio di riprogrammarmi le cause karmiche dell’attaccamento al falso io”. 
Visualizzazione: non è necessaria. 
Tempo: un paio di minuti.
B) Le meditazioni specifiche
1. Richiesta: “ Prego Dio di eliminare gli ostacoli karmici per la visione mentale.”
Visualizzazione: non necessaria.
Tempo: 2-3 minuti.
2. Richiesta: “ Prego Dio di armonizzarmi la mente pensante e la mente operativa.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: 2-3 minuti.
3. Richiesta: “ Prego Dio di maturarmi il canale del terzo occhio.”
Visualizzazione: il canale del terzo occhio.
Tempo: 2-3 minuti.
4. Richiesta: “Prego Dio di armonizzarmi l’emisfero destro e l’emisfero sinistro del cervello.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: 2-3 minuti. 
5. Richiesta: “ Prego Dio di maturarmi le amigdale.”
Visualizzazione: le amigdale.
Tempo: 1-2 minuti. 
6. Richiesta: “ Prego Dio di ottimizzarmi il funzionamento dell’epifisi.”
Visualizzazione: l’epifisi.
Tempo: 1-2 minuti. 
7. Richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”.
Tempo: 2-3 minuti. 
8. Richiesta: “ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: 2-3 minuti.
5.2. L’applicazione della visione mentale

Prima di provare a vedere gli organi e le Energie, bisogna porre in rilievo i seguenti elementi:
- la visione mentale si esercita tutti i giorni per un anno, quando l’immagine diventa più precisa;
- l’attivazione e poi lo sviluppo della visione mentale è un processo graduale e nel frattempo bisognaverificare sempre i risultati comparandoli con le analisi mediche (per quanto possibile) e collaborando con altri meditatori;
- l’assenza del desiderio di vedere è molto importante, perché così si libera il processo di consapevolizzazione della visione mentale, imprigionato dai sensi.
A) La visione mentale dei propri organi – primo modo:
- mettersi in posizione meditativa, chiudere gli occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
- fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la visione mentale.” 
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”. 
Tempo: circa un minuto.
- immaginare di porre l’attenzione per alcuni secondi, partendo dal cervello, poi attraverso la bocca, la gola fino a:
- al cuore – provare, sentire costituirsi l’Energia nel cuore, poi provare a vedere il cuore, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- ai polmoni - provare, sentire costituirsi l’Energia nei polmoni, poi provare a vedere i polmoni, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- al fegato - provare, sentire costituirsi l’Energia nel fegato, poi provare a vedere il fegato, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- alla milza - provare, sentire costituirsi l’Energia nella milza, poi provare a vedere la milza, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- ai reni - provare, sentire costituirsi l’Energia nei reni, poi provare a vedere i reni, trattenersi circa 30 sec.
- lentamente aprire gli occhi.
B) La visione mentale dei propri organi– secondo modo
- mettersi in posizione meditativa, chiudere gli occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
- fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.” 
Visualizzazione: il cervello. 
Tempo: intorno ad un minuto.
- ripiegare la lingua all’insù e all’indietro, così da toccare con la parte inferiore della punta della lingua il palato superiore, senza sforzarsi e con la bocca chiusa, esprimere l’intenzione di indirizzare l’Energia, in pochi secondi, dalla bocca attraverso la gola fino a:
- al cuore – provare, sentire costituirsi l’Energia nel cuore, poi provare a vedere il cuore, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- ai polmoni - provare, sentire costituirsi l’Energia nei polmoni, poi provare a vedere i polmoni, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- al fegato - provare, sentire costituirsi l’Energia nel fegato, poi provare a vedere il fegato, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- alla milza - provare, sentire costituirsi l’Energia nella milza, poi provare a vedere la milza, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- ai reni - provare, sentire costituirsi l’Energia nei reni, poi provare a vedere i reni, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- alla vescica - provare, sentire costituirsi l’Energia nella vescica, poi provare a vedere la vescica, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzate l’attenzione:
- alla cavità addominale - provare, sentire costituirsi l’Energia nell’addome, partendo da sotto verso l’alto, sino allo stomaco e provare a vedere l’intestino (tenue e crasso); trattenersi circa 60 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
- allo stomaco - provare, sentire costituirsi l’Energia nello stomaco, poi provare a vedere lo stomaco, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’Energia dallo stomaco, attraverso l’esofago e la gola sino a:
- la bocca - provare, sentire costituirsi l’Energia nella bocca, poi provare a vedere la cavità orale (denti, lingua, palato..) trattenersi circa 30 sec.
- spiegare e rilassare la lingua e indirizzare l’attenzione:
- al cervello - provare, sentire costituirsi l’Energia nel cervello, poi provare a vedere il cervello, trattenersi circa 30 sec;
- aprire lentamente gli occhi.
C) La visione mentale degli organi di altre persone
- mettersi in posizione meditativa, chiudere gli occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
- fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la visione mentale.” 
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”. 
Tempo: circa un minuto.
Oppure:
- “ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: circa un minuto.
- avere la sensazione come se fossimo nel cervello, poi guardare da dentro il cervello verso fuori, attraverso il terzo occhio;
- dopo qualche secondo apparirà da sé una “apertura” nella zona del terzo occhio, attraverso la quale si vede una luce bianca (oppure la spirale), la quale va indirizzata verso:
- il cuore – provare a vedere il cuore, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione verso:
- i polmoni - provare a vedere i polmoni, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione verso:
- il fegato - provare a vedere il fegato, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione verso:
- la milza - provare a vedere la milza, trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione verso:
- i reni - provare a vedere i reni, trattenersi circa 30 sec.
- aprire piano gli occhi.
D) La visione mentale dei propri processi energetici
- mettersi in posizione meditativa, chiudere gli occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
- fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.
Oppure:
- “ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: circa un minuto.
- immaginare di vedere il proprio Corpo Illuminato e indirizzare l’attenzione sopra la testa, trattenersi circa un minuto;
- immaginare di vedere la propria Anima e indirizzare l’attenzione verso la parte centrale del corpo fisico; trattenersi circa un minuto;
- immaginare di vedere la propria aura e indirizzare l’attenzione verso lo spazio intorno al corpo fisico; trattenersi circa un minuto,
- aprire lentamente gli occhi.
E) La visione mentale dei processi energetici altrui
- mettersi in posizione meditativa, chiudere gli occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
- fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.
Oppure:
- “ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: circa un minuto.
- provare la sensazione come se fossimo nel cervello, poi guardare da dentro il cervello verso fuori, attraverso il terzo occhio;
- dopo qualche secondo apparirà da sé una “apertura” nella zona del terzo occhio, attraverso la quale si vedrà una luce bianca (oppure una spirale), la quale va guidata verso:
- il Corpo Illuminato dell’altra persona, indirizzando l’attenzione sopra la sua testa, trattenersi circa un minuto; poi indirizzare l’attenzione verso
- l’Anima dell’altra persona indirizzando l’attenzione verso la parte centrale del suo corpo fisico; trattenersi circa un minuto; e alla fine verso
- l'aura dell’altra persona indirizzando l’attenzione verso lo spazio intorno al suo corpo fisico; trattenersi circa un minuto,
5.3. La visione mentale a distanza

Dopo alcune settimane di visione degli organi interni più grandi, dell’Anima, dell’aura e del Corpo Illuminato proprio ed altrui, si può provare la visione a distanza:
- mettersi in posizione meditativa, chiudere gli occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
- fare la richiesta: “Prego Dio di maturarmi la visione mentale.”
Visualizzazione: “come se fossimo nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.

Oppure:
- “ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: intorno ad un minuto.
- aprire piano gli occhi per identificare la persona che desideriamo osservare attraverso la foto ed altri dati davanti a noi; trattenersi circa un minuto;
- chiudere gli occhi (quando questo procedimento è ben esercitato, gli occhi possono rimanere aperti) e pensare, desiderare di vedere gli organi di quella persona: il cuore, i polmoni, il fegato, la milza, i reni, il cervello e poi anche le strutture energetiche dell’Anima, dell’aura e del Corpo Illuminato; ogni organo si osserva per circa 30 sec. ed ogni struttura energetica per circa un minuto.
- aprire lentamente gli occhi.

Nota: l’intera procedura può essere ripetuta più volte così com’è scritto, oppure si possono aprire e chiudere gli occhi durante l’osservazione di ogni organo, ossia di ogni struttura energetica.
5.4. Lo sviluppo della visione mentale

Durante i primi mesi di esercizio della visione mentale, il più delle volte accadono i seguenti processi:
- la visione degli organi è poco chiara, spesso è soltanto un lampo, oppure si vedono soltanto i contorni dell’organo, oppure il corpo fisico si vede come una struttura luminosa e gli organi come una struttura più scura...
- l’aura si vede come uno sfocato irradiare intorno al corpo,
- l’Anima si vede come un irradiare all’interno del corpo, oppure come un lampeggiare davanti al corpo...,
- il Corpo Illuminato si vede come un irradiare sfocato o come dei raggi sopra la testa.
In questo periodo, quasi tutti i meditatori si chiedono: ciò che vedo è soltanto un ricordo d'immagini viste in precedenza nei libri, è una proiezione della mente, oppure si tratta di effettivo vedere? Quando si tratta di strutture energetiche, anche in questo caso i meditatori sono poco sicuri se si tratta di ricordi e di proiezioni mentali oppure di “vero” vedere. All’inizio si tratta, il più delle volte, di processi nei quali si combinano le proiezioni della mente basate sui ricordi e il vedere effettivo, il che è conseguenza del basso grado d’armonizzazione della mente pensante e della mente operativa. Bisogna sottolineare che anche il solo arrivare a porsi tali dilemmi è un gran passo in avanti, perché rappresenta uno stimolo per i processi menzionati.

Dopo alcuni mesi di lavoro sistematico su se stessi e di tentativi di vedere gli organi e le strutture energetiche, il processo di sviluppo della visione mentale si evolverà spontaneamente, così che il meditatore stabilirà da solo quanto a lungo e quanto dettagliatamente dovrà osservare gli organi e le strutture energetiche. In questo periodo la visione è piuttosto precisa e si notano le deformazioni di alcuni organi, il che possiamo verificare e seguire con le analisi mediche.

Quando la nostra visione mentale raggiunge la precisione adeguata, allora non è più necessario esercitarla. 

Rimane l’applicazione nella ricerca, nel controllo dello stato degli organi e delle strutture energetiche e l’applicazione nella guarigione.

Conclusione
La visione mentale è la capacità della Coscienza di attivare la mente (prima di tutto quella pensante e quellaoperativa) in modo da avere le informazioni riguardo ad un organo e ai processi nel corpo fisico, oppure riguardo alle strutture energetiche, e tutto ciò in forma d’immagine - conoscenza. Le informazioni possono riguardare il momento in cui avviene la visione, oppure, possono riguardare un dato periodo.

La visione mentale non è né una misura né una condizione per lo sviluppo spirituale, ma può essere di grand'utilità come uno strumento, prima di tutto nella guarigione, ma anche per seguire i processi energetici e vibratori.

Zoran e Milica Gruicic
MMIV/VI
Novi Sad

[1] Molti autori, con il termine visione mentale (spesso è usato il termine “visione paranormale”), intendono anche il determinare mentalmente certi dati necessari come: l’altezza, il peso, la pressione, ma anche il grado del funzionamento del sistema nervoso, il grado di sviluppo dell’aura ecc., quindi “vedere” il passato ed il futuro, “leggere” i pensieri. Questi sono tutti diversi tipi di applicazione della visione mentale.
[2] “ Il Conscio Maturo”, Andrea Pangos Editore, Roma, 2003
[3] Questo rapporto tra la mente “conscia” ed “inconscia” si riferisce allo stato di veglia.
[4] Ci sono anche autori che sostengono che il terzo occhio inizia da sotto la linea delle sopracciglia, andando in su lungo la fronte, nella forma di ellissoide verticale.
[5] La neocorteccia è la parte del cervello che esegue le funzioni più complesse del sistema nervoso: parlare, pensare ed altri processi mentali, perciò spesso viene chiamata “la mente pensante”.
[6] La parte limbica del cervello è responsabile degli impulsi, delle emozioni e della memoria.
[7] Il termine deriva dalla parola greca: amigdalon, che significa mandorla.

di Zoran e Milica Gruicic traduzione di Sandra Eterovic
I libri di Zoran e Milica Gruicic sono pubblicatiin Italia da Andrea Pangos
Editore www.pangoseditore.com