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21 febbraio 2011

Mandorli & Co


Carovigno - 2 Trulli - Mandorli in fiore - 20 febbraio 2011

Nella cosmesi

Dal frutto del mandorlo si estrae, tramite spremitura a freddo, un olio limpido e inodore che si usa come emolliente per le pelli secche e sensibili. L'olio di mandorle dolci è altamente eudermico, noncomedogenico e di facile assorbibilità, ricco in vitamina E, B e minerali. Può essere usato come olio da massaggio, aromatizzato con oli essenziali (in concentrazione tra lo 0,5 e il 3%) per profumare la pelle e usato come base per unguenti e creme da massaggio.

OLIO DI MANDORLE

Il mandorlo, Amygdalus communis, è un albero di media statura (4-12 metri) a rami sparsi con foglie alterne, lucenti sulla pagina superiore e con margini seghettati. La pianta è originaria dell’Asia occidentale sino alla Persia e Turkestan, da dove si è diffuso a tutte le regioni del mediterraneo ad opera dei Greci a partire dal V e VI secolo. In Italia è coltivato su larga scala in Sicilia. La droga si estrae dai semi di due varietà: dulcis D.C. (mandorle dolci) ed amara D.C. (mandorle amare), esse sono morfologicamente uguali, ma si differenziano perché la varietà amara è più vicina alla varietà selvatica.




Semi di mandorle amare


I semi di mandorle amare (contengono il 5% di zucchero )sono: ovali, acuminati, solcati irregolarmente, ricoperti da una buccia dal caratteristico color cannella, all’interno sono presenti due cotiledoni o embriofoli (foglia allo stato embrionale). I principi attivi contenuti sono: amigdalina (2-4%), emulsina, olio grasso (36-50%) formato per il 75% da oleina, sostanze proteiche, vit. A e del gruppo B, sali minerali. Per eliminare facilmente la buccia dalle mandorle basta immergerle per qualche minuto in acqua bollente. La quantità di semi di mandorle amare che possono contenere una quantità di acido cianidrico tale da risultare tossica risulta essere di 15 per gli adulti e 3 per i bambini. 




L'amigdaline fu isolata per la prima volta nel 1830 da Robiquet e Boutròn, successivamente venne estratta anche dalle noci, prugne, dalla scorza del Prunus padus e dalle foglie del lauro ceraso. L'acidi cianidrico contenuto nell'amigdalina è un veleno potentissimo, esso era chiamato anche con il nome di acido prussico medicinale; in una pubblicazione del 1887 (nuovo Formulario Magistrale) sono riportati i seguenti usi terapeutici: "calmante nelle tossi etiche ostinate, asma, pertosse e grastralgie pertinaci; all'esterno si è vantato contro alcune affezioni cutanee accompagnate da forte prurito".


Olio di mandorle amare



L’olio di mandorle amare si ottiene dei semi per spremitura ed è un liquido limpido se preparato di recente, dal caratteristico odore aromatico e sapore amaro. I principi attivi in esso contenuto sono: aldeide benzoica, acido cianidrico (2-5%). L’olio di mandorle amare non è utilizzato nei preparati ad uso farmacologico perché ricco di acido cianidrico. Nella letteratura gialla la frase “l’odore di mandorle amare” stava a significare un avvelenamento con acido cianidrico. L’azione venefica di questo estratto era conosciuto fin dall’antichità, ma solo nel 1803 venne ufficializzata ad opera di Gehlen.




Semi di mandorle dolci


I semi di mandorle dolci differiscono dalle amare oltre per il loro sapore anche per la loro forma più lunga e schiacciata. I semi di mandorle dolci a differenza di quelle amare non contengono amigdalina, quindi sono innocue, mentre per gli altri principi attivi (oli grassi, essenziali…) la composizione è identica. 




Nel Tesoro della Sanità, scritto dal Medico Romano Castor Durante nel 1679, ai semi di mandorle dolci vengono attribuite le seguenti virtù: "nutriscono assai, ingrassano, aiutano la vista, moltiplicano lo sperma, facilitano lo sputo, purgano il petto, fanno dormire, aumentano la sostanza del cervello, purgano le vie dell'orina, ingrassano i magri, aprono l'opilazioni del fegato, della milza e di tutte le vene, leniscono dalla gola, il loro olio giova ai dolori colici, alle passini del petto. 

Si mangiano al principio della primavera, sono appetitose, alle donne gravide levano la nausea. Si mangiano anche d'estate con poco zucchero, e quando il nocciolo è tenerello sono molli e delicate, le amare sono rimedio contro l'ubriacatezza, avanti pasto se ne mangiano sei o sette, ammazzano le volpi, in tutte le cose della medicina sono migliori di quelle dolci. Mangiandone quando sono secche sono di tarda digestione, dimorano molto nello stomaco, fanno dolere la testa".




Olio di mandorle dolci


L’olio di mandorle dolci è un olio grasso che si ottiene mediante spremitura delle mandorle dolci, i semi ne contengono una quantità variabile dal 40 al 50%. La farmacopea ufficiale XI ed. ne descrive le seguenti caratteristiche: l’olio di mandorle dolci, Amigdalina oleum, è un olio grasso ottenuto per pressione a freddo dai semi del Prunus Amygdalus Stokes, var. dulcis D.C. (Fam. Rosacee).


  • Caratteri: liquido giallo pallido, molto fluido, quasi inodore, di sapore dolciastro.
  • -Solubilità: poco solubile in alcool, miscibile in tutte le proporzioni con etere, cloroformio, etere di petrolio.
  • Densità relativa: 0,913-0,918.
  • Punto di congelamento: deve rimanere limpido a -10°. Deve congelare a circa -20°.
  • Indice di rifrazione: 1,470-1,473.
  • Indice di iodio: 94-103
  • Indice di saponificazione: 190-195




Consiglio del farmacista

L’olio di mandorle dolci irrancidisce facilmente, diventando aspro e disgustoso. Si conserva in piccoli recipienti ben chiusi conservati in un luogo fresco e al riparo dell’aria e della luce. Viene utilizzato in dermatologia per le proprietà protettive, lenitive, emollienti e lubrificanti. Entra nella composizione di molte pomate e creme ad azione nutriente. In cosmetologia è utilizzato in preparati ad azione idratante, antipruriginosa e contro gli esiti di scottature. Per uso interno ha proprietà lassative.



Le avvertenze riportate nelle confezioni vendita sono le seguenti: nel caso il prodotto venisse usato come lassativo si ricorda che l'uso indiscriminato di lassativi può provocare assuefazione o danno di diverso tipo. Non usare lassativi se sono presenti dolori addominali, nausea e vomito. 

Se la costipazione è ostinata consultare il medico. I lassativi lubrificanti non vanno usati per durate maggiori di una settimana. Evitare la somministrazione sotto i 6 anni di età, nelle donne in stato di gravidanza, negli anziani, nei pazienti costretti a letto, in quelli che hanno difficoltà a deglutire ed inoltre in caso di vomito o rigurgito o in presenza di dolori addominali. Non assumere contemporaneamente un lassativo tensioattivo.
Alcune storiche preparazioni
Orzata in polvere
Ingredienti:
-Mandorle dolci sbucciate ed essiccate….. g. 200
-Zucchero bianco……………………….....….g. 1000
Preparazione : si polverizza e si setaccia il tutto. Si conserva in vaso chiuso. Può essere mescolato q.b. (quanto basta) con acqua di fiori di arancio, impastando in mortaio fino a consistenza voluta.
Sciroppo di mandorleSciroppo d’orzataSyrupus amigdale
Codex 1920
Ingredienti:
mandorle dolci……………..g. 500-Mandorle amare………………………...g. 150-Zucchero bianco……………………......g. 3000-Acqua distillata……………………..g. 1625-Acqua di fiori d’arancio…………………...g. 250
Preparazione: si sbucciano g 750 di mandorle, che si frantumano dentro un mortaio di marmo o un robot da cucina riducendole in poltiglia con l'aggiunta di un uguale quantità di zucchero, si aggiungono a poco a poco 125 g di acqua. La pasta ottenuta si stempera con l’acqua restante e si cola spremendo. Si versa l’acqua di fiori d’arancio sulla superficie dello sciroppo raffreddato e si mescola il tutto
Latte di mandorle
Emulsione di mandorleEmulsione sempliceEmulsio amigdaleCodex 1937
Ingredienti:
-Mandorle dolci……………………….g 50-Zucchero…………………-…………..g 50-Acqua distillata………………---------………g 1000
Preparazione: si mondino le mandorle, si pesti lo zucchero con una piccola quantità di acqua in un mortaio di marmo in maniera da ottenere una pasta finissima. Si stemperi questa pasta con il resto dell’acqua. Si passi spremendo nel setaccio.
Emulsione di mandorle dolciEmulsio amygdalinum dulcium cum oleoLooch biancoIngredienti:
-Olio di mandorle dolci……………….p. 8
-Gomma arabica……………………...p. 8
-Emulsione di mandorle dolci………..p. 82
-Acqua di fiori d’arancio……………...p. 2
Preparazione: si stemperi in mortaio la gomma arabica nell’olio di mandorle dolci, si aggiunga lentamente e manovrando il pestello l’emulsione di mandorle dolci e l’acqua di fiori d’arancio.
L'olio di mandorle dolci è ricco di proteine, sali minerali, vitamina A, e altre vitamine del gruppo B; è un ottimo emolliente, nutriente e lenitivo. Adatto ad ogni tipo di pelle, combatte l'invecchiamento della medesima ed è utilizzato soprattutto in caso di pelle secca; utile in caso di morbillo o varicella, dove, il suo effetto emolliente ne attenua il prurito.


L'olio di mandorle è anche utile in caso di smagliature nel periodo della gravidanza o come conseguenza di una dieta ferrea. 

Oltre a queste caratteristiche, forse non tutti sono a conoscenza del fatto che l'olio di mandorle può essere impiegato per ridare vigore e lucidità a capelli "spenti"; è consigliato un impacco con olio di mandorle, della durata di 20 minuti circa, prima del lavaggio dei capelli.

E' l'olio che si ricava dalla pressione a freddo delle Mandorle dolci. 

Olio di mandorle dolci, utilizzato come olio da massaggio è particolarmente indicato per la pelle dei neonati, dei bambini e degli anziani, in altre parole per la pelle sensibile, la pelle fragile e la pelle secca. L'Olio di mandorle dolci usato in alimentazione ha proprietà rinfrescanti per l’intestino e la vescica.

Consigliato come emolliente e nutriente dopo la pulizia del viso. Efficace contro le smagliature, si applica in gravidanza , a partire dal terzo mese, sul ventre e sul seno. Durante l’allattamento l'Olio di mandorle dolci è efficace per la prevenzione delle screpolature del capezzolo.

L'Olio di mandorle dolci è utile per il trattamento della cellulite, se ne consiglia un uso giornaliero prima della doccia quale rivitalizzante. Massaggiato dolcemente sui piedi assicura rilassamento e riposo notturno, applicato siu capelli e su tutto il corpo una volta alla settimana dona tono e vigore. 

L'Olio di mandorle dolci è il veicolante ideale degli oli essenziali nei massaggi dolci.


L'Olio di mandorle dolci è il più tradizionalmente conosciuto e utilizzato in cosmesi per le sue proprietà emollienti, addolcenti, nutrienti e lenitive per l'epidermide degli adulti, ma anche per quelle delicate dei bambini e dei neonati. 


Se è di buona qualità viene ottenuto per pressione a freddo della mandorla dolce, senza uso di solventi chimici, e viene estratto e utilizzato così come si ottiene, puro.

L'Olio di mandorle dolci è' raccomandato in tutti i casi in cui la pelle sia secca e disidratata, e va applicato con leggero massaggio su pelle pulita e possibilmente preparata con un impacco caldo-umido con una salvietta calda, o dopo un suffumigio. L'azione emolliente dell'Olio di mandorle dolci è in grado di attenuare il prurito in caso di morbillo, varicella ed eczema.

Efficacissima poi è la sua proprietà antismagliature: fin dal 3° mese di gravidanza si consiglia la sua applicazione sull'addome, sul seno, su fianchi e cosce; inoltre, quando si segue un regime dimagrante, va applicato anche sull'interno delle braccia per prevenire efficacemente la comparsa delle antiestetiche smagliature che, una volta formate, difficilmente si possono eliminare! Quando la smagliatura è già comparsa infatti è dimostrato che, purtroppo, non c'è più niente da fare, trattandosi di una vera e propria lacerazione del derma. Quando le smagliature sono ancora recenti, di colore rosa o rossastro, si può tentare di attenuarle con applicazioni ripetute e costanti. 

L'Olio di mandorle dolci è un ottimo emolliente per tutto il corpo dopo il bagno o la doccia. La sua poliedricità di utilizzo lo vede protagonista anche nel trattamento dei capelli molto secchi, crespi, sfibrati dal sole e dalla salsedine: un impacco di 20-30 minuti sui capelli sciacquati con acqua dolce, prima dello shampoo, restituirà morbidezza alla chioma. Si può usare anche in spiaggia al posto del gel, per avere il cosiddetto "effetto bagnato"; in questo modo si proteggono i capelli dall'azione inaridente del sole e della salsedine, e i capelli sono così pronti per essere lucenti e morbidi per la sera, dopo un leggero shampoo.

L'Olio di mandorle dolci è il veicolante ideale degli oli essenziali nei massaggi in Aromaterapia quindi può essere miscelato con alcune gocce di oli essenziali, per ottenere un olio da massaggio personalizzato molto gradevole e nutriente per la pelle del corpo, e in questo modo acquista anche le proprietà trattanti dell'olio essenziale che si utilizza (ad esempio per dolori articolari, per massaggi ai muscoli degli sportivi, ecc).

L'olio di mandorle era praticamente una cosa da nonne fino a qualche anno fa: ma oggi, meritatamente, arriva la riscoperta! I suoi usi sono molteplici, e fa benissimo... tranne che alle ragazze con la pelle grassa, perché tende a causare punti neri, quindi attenzione.

Uso in cucina 


Le mandorle sono un ingrediente molto utilizzato in diverse cucine tradizionali, sia nel dolce che nel salato. Si raccolgono a mano e con delle verghe (bastoni flessibili lunghi dai 3 ai 5 metri) nel periodo agosto-settembre e sono usate per confetti, biscotti, pasticcini, marzapane. Sono inoltre ampiamente usate nell'industria cosmetica, che applica l'olio di mandorla come base per impacchi e creme.
Una tra le bevande più diffuse preparate con le mandorle è il latte di mandorla, una bibita molto energetica (la mandorla contiene una significativa percentuale di proteine, preziose vitamine del gruppo B1 e B2, magnesio, ferro e calcio) utilizzata soprattutto nelle caldi estati dei Paesi mediterranei. 
Si prepara con le mandorle dolci e lo zucchero. Le mandorle si spellano, dopo averle immerse in acqua bollente, si pestano e si lasciano riposare dodici ore in una terrina coperte da acqua fredda. Dopo aver filtrato il composto con una tela a trama larga, si porta il liquido ad ebollizione con lo zucchero per circa dieci minuti. 
Lo sciroppo va servito allungato con acqua freschissima. L'orzata, erroneamente e diffusamente creduta bevanda a base di mandorle, è invece una bevanda dolce e dissetante a base di benzoino.
Informazioni nutrizionali 
Come tutti i semi oleaginosi, le mandorle hanno un alto contenuto calorico, pari a circa 500-600 kcal/100 g, e sono costituite al 50% di lipidi, vanno quindi consumate con parsimonia se si teme il sovrappeso e le patologie ad esso correlate.
  • La mandorla dolce contiene dai 18 ai 22 gr di proteine, 54-55 gr di grassi                     (in larga parte insaturi), 19-20 gr di carboidrati e circa 12 gr di fibre.
  • La vitamina E è presente in ragione di 23,6-26 mg su 100 gr di prodotto edibile.
  • Il minerale più rappresentato nella mandorla è il magnesio (100 gr di mandorle sgusciate ne contengono 270 mg circa). Il ferro è circa 3 mg, il calcio 220 mg.
Mandorle amare e armelline: avvertenze 

Le mandorle possono essere dolci o, più raramente, amare. Si definiscono armelline i semi dei noccioli dell'albicocca. Le mandorle e le armelline contengono glucosidi cianogenetici. Più sono amare, più sono velenose. Tuttavia in dosi minime vengono largamente impiegate in preparazioni come gli amaretti, cui danno un gusto particolare e inconfondibile.  
Il tipico odore di mandorle amare è infatti dovuto al rilascio nell'aria di acido cianidrico (infatti le mandorle amare contengono acido cianidrico), il quale, essendo un acido debole, viene spostato dai suoi sali anche a causa dell'anidride carbonica (contenuta nell'aria) in presenza di umidità 
La mandorla è il seme commestibile del mandorlo, una pianta appartenente alla stessa famiglia del pesco, le rosacee: è alta circa dieci metri ed i suoi semi, le mandorle appunto, sono racchiusi in un guscio legnoso a sua volta contenuto in un nocciolo.Generalmente le mandorle vengono consumate secche durante tutto l'anno e si trovano fresche solamente in primavera.


Fino all'inizio del secolo scorso Agrigento rappresentava il primo produttore al mondo di mandorle e nella sua provincia ne venivano coltivate più di 700 specie; purtroppo ad oggi le cose sono cambiate e sono drasticamente diminuite le zone di coltivazione e anche numerose varietà di mandorle sono andate scomparendo.


Le mandorle sono un alimento molto ricco di proteine, digeribile e molto energetico; nella sua composizione troviamo vitamine del gruppo B, vitamina E, grassi insaturi, magnesio, ferro, potassio, rame e fosforo.

Nelle mandorle è presente anche una piccola quantità di laetrile, considerata una sostanza antitumorale e in media contengono: 
55% per cento della mandorla è costituito da grassi,

20% da zuccheri, e il restante
25% da proteine.
Proprietà curative e benefici delle Mandorle

Alle mandorle, oltre alle proprietà altamente energetiche, vengono attribuite proprietà lassative; fin dai tempi più antichi il latte di mandorle era considerato un ottimo rimedio rinfrescante dell'intestino e della vescica. 


Le mandorle sono indicate in caso di denutrizione, oltre che altamente nutritivo sono anche un alimento molto equilibrato, e il loro utilizzo viene consigliato in determinati momenti in cui l'organismo ha particolarmente bisogno di energia: gravidanze, convalescenze, attività sportiva, superlavoro fisico ed intellettuale.

Molto importante il ruolo della vitamina E che svolge un'azione determinante nell'attenuazione del rischio di attacchi cardiaci; insieme ai grassi insaturi contribuisce a ridurre la crescita della placca aterosclerotica nelle arterie. Le mandorle possono quindi essere considerate un alimento completo, meno grasse delle noci, ma in possesso di maggiori proprietà stimolanti e curative.
Pasta di Mandorla

Storia

Le origini di questo dolce sono molto lontane, infatti pare sia nato alla fine del 1100, nel convento palermitano della Martorana, annesso alla chiesa diSanta Maria dell'Ammiraglio, che deve il suo nome a Giorgio d'Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II. Il nome "reale" attribuito alla pasta dolciaria si può ricondurre al fatto che essa fosse "degna di un re" per la bontà e le caratteristiche del dolce.

Preparati 

Alcuni prodotti che si realizzano con la pasta reale sono la cassata, cassatelle, cassatine, frutta di martorana (o frutta di pasta reale) la quale si regala in occasione della festa di Ognissanti. Costituisce uno dei dolci più rappresentativi della Sicilia orientale, dove i maestri pasticcieri lavorano la mandorla in maniera artigianale con il miele, fino ad ottenere una pura pasta di mandorla, che può inoltre essere aromatizzata al limone o all'arancia oltre che essere ricoperta di zucchero a velo.

Una delle più note applicazioni dolciarie della pasta di mandorle è la cosiddetta frutta martorana o pasta reale, ossia i "finti frutti": vero capolavoro dell'artigianato dolciario siciliano. Altre specialità siciliane sono le paste alla nocciola dell'Etna e al pistacchio di Bronte e di Adrano. Anche le regioni Calabria e Lazio hanno registrato la pasta di mandorle come prodotto tradizionale.

La pasta reale o pasta di mandorle (Pàsta riàli in siciliano, Pasta te mennule o Pasta ti mennuli in salentino) è un preparato dolciario utilizzato nella preparazione di diversi dolci della cucina siciliana, cucina pugliese, cucina sarda e cucina salentina.

Pasta reale

La pasta reale è niente di meno che una pasta di mandorle dolcissima molto usata in Sicilia. L'impasto veniva chiamato così in quanto degno di un re: nella fattispecie Ruggero II di Sicilia.


pasta reale
Forse la più antica e famosa preparazione fatta con questa pasta è la Frutta di Martorana, che vide la luce ufficialmente a Palermo, nel convento annesso alla chiesa eretta durante il 1143 da Giorgio d'Antiochia il quale era l’alto ufficiale del re.


In questo convento con il marzapane le suore preparavano dei piccoli dolci per la festa di Ognissanti, dolci che imitavano nell’aspetto frutti d'ogni tipo dai colori vivacissimi, ottenuti grazie alla gomma arabica la quale permetteva di fissare le tinture vegetali a quell’epoca derivanti da rose, zafferano, pistacchio ecc.

La storia del nome della frutta di Martorana: quando nel 1193 circa la nobildonna Eloisa Martorana fece costruire un monastero benedettino accanto alla chiesa ed al convento, e così in suo onore, sia il complesso edilizio che i dolci preparati dalle monache assunsero il nome "della Martorana". Con il passare del tempo ad ogni festività corrispondevano delle forme specifiche dei dolci di marzapane come ad esempio i cavallucci per Sant'Antonio o gli agnelli per Pasqua: insomma, potete anche voi sbizzarrirvi.

Per fare anche voi la pasta reale dovete seguire questi pochi semplici passi, e potrete gustare le meravigle della pasticceria Siciliana. La pasta reale ha un alto contributo calorico, essendo la frutta secca particolarmente energetica, come lo stesso zucchero, quindi non è consigliato un consumo ececssivo, anche se è davvero difficile resistere alla bontà di questo tipico prodotto.

Ingredienti: circa un chilo di zucchero, 500 grammi di mandorle dolci e 100 grammi di glucosio. Procedimento: 
  • Per preparare una buona pasta reale dobbiamo innanzitutto far bollire le mandorle per qualche minuto e poi spellarle e grattuggiarle.
  • In una pentola poi facciamo la glassa con lo zucchero, il quale va mescolato con li glucosio e un bicchiere di acqua. Adesso facciamo bollire il tutto per toglierlo quando si sarà addensato al punto giusto.
  • Versiamo quindi questa glassa sulle mandorle grattuggiate mescolando bene con un cucchiaio di legno. Aspettiamo che il composto diventi tiepido e poi possiamo dare al composto la forma che preferiamo. 
Come abbiamo già detto, la forma può essere diversa a seconda della vostra preferenza, ecco perché questa pasta reale coloratissima e bella oltre che buona è particolarmente indicata per i bambini, i quali vedono in quei colori la magia del mangiare sano, e non le solite merendine del supermercato che non sanno da niente. Se potete, preparate queste bontà ai vostri figli, non rimarrete delusi dalle loro caffe contente di mangiare finalmente qualcosa di nuovo, fatto in casa ma soprattutto buono!

Un'altra idea di ricetta

Ingredienti: Dosi: Farina di mandorle kg 1, zucchero kg 1, vaniglia mezza bustina, acqua g 250.
Istruzioni per la preparazione:

La Pasta Reale è fatta di Marzapane, una preparazione dolciaria più o meno consistente, costituita da pasta di mandorle finemente suddivisa ed amalgamata con albume d'uovo e zucchero, riconosciuta prodotto tipico della regione Sicilia. In origine in Sicilia veniva unita ai frutti freschi per far gioire i bambini. 

Si racconta che a Palermo al convento della “Martorana” da cui appunto prenderebbe il nome, le monachelle attendevano la visita di un illustre prelato e per abbellire il giardino pensarono di rimpiazzare i frutti ormai raccolti con i dolci di marzapane a forma e colore di arance, mandarini e limoni, fu un grande successo. Poi con la fantasia e la bravura dei pasticcieri Siciliani vennero realizzate tante altre coloratissime forme.

La frutta Martorana è uno dei dolci tipici che viene utilizzato per fare dei coloratissimi cesti da regalare per le belle occasioni e per spedire come dolce regalo all’estero. Con la pasta reale si fanno molti dolci siciliani, oltre la frutta martorana, le pecorelle pasquali, le olivette di sant'Agata catanesi e l'involucro della cassata. La sua preparazione casalinga è abbastanza semplice.

Preparazione:

Mettete in un tegame l'acqua e lo zucchero, rimescolate e portare ad ebollizione, togliendo dal fuoco non appena lo zucchero fila. Prendendo il mestolo di legno con cui avete rimescolato il composto e sollevandolo, per lasciare scolare qualche goccia di zucchero sciolto, se la goccia colando si allungherà a filo, è il momento di togliere il tegame dal fuoco e di incorporarvi la farina di mandorle e la vaniglia. Il punto di cottura è importante perché andando oltre lo zucchero potrebbe bruciarsi. Rimescolate bene per fare amalgamare la farina allo zucchero, e versate la pasta sul tavolo di marmo, opportunamente bagnato. Appena sarà fredda lavoratela a lungo finché non diventi liscia e compatta. A questo punto potrete preparare con le apposite formine il dolce desiderato.

Pasta di mandorle

Ingredienti per 4 persone: 
LA PREPARAZIONE:
Immergete le mandorle dolci in acqua bollente per poterle sbucciare, quindi pestatele nel mortaio. scolatele nello zucchero e passate il tutto al setaccio.
  • Versate in una terrina il passato di mandorle, tre uova intere ed un albume, lavorando il composto fino a quando diventerà omogeneo e vellutato.
  • Incorporatevi la farina, poco per volta, aggiungendo un pizzico di sale e i due albumi rimasti, montati a neve fermissima (ricordatevi di usare delle uova a temperatura ambiente, come mi ricordava un nostro lettore, le uova si montano meglio!).
  • La pasta di mandorle può essere profumata con vaniglia, oppure con rum o brandy, caffè o cioccolato. È assai utile, questa pasta, per la formazione di zoccoli per vari dolci.
Calorie per porzione: 694; vino: non consigliabile.

Latte di Mandorle

Bevanda altamente energetica, si prepara con mandorle dolci, qualcuna amara e zucchero. E' un alimento con un grande apporto calorico, attenzione quindi a non esagerare con le dosi (visto anche il suo gusto piacevole), infatti un bicchiere di latte ha le stesse calorie di mezzo etto di banana. Ha proprietà antidepressive, antinfiammatorie, rinfrescanti e riequilibranti dell'umore.

Il latte di mandorla è una bevanda tipicamente siciliana, diffusasi anche in Calabria, in Campania e in Puglia. La regione Puglia ha inserito il latte di mandorla nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italianiÈ realizzata mettendo in infusione in acqua le mandorle finemente tritate e spremendo poi le stesse per farne uscire tutto il succo.È una bevanda dissetante e viene servita, specialmente in estate, ben fredda. Oltre che da solo il latte di mandorla può essere utilizzato per la preparazione di altre bevande come ad esempio il caffè in ghiaccio.


La sua produzione è molto antica e venne sperimentata nei monasteri. Il latte di mandorla è un infuso a freddo, per preparalo occorrono 2/3 di mandorle e 1/3 di zucchero. Sarebbe meglio procurarsi mandorle fresche, ma può essere fatto anche con quelle secche dopo averle fatte reidratare in acqua per qualche ora. Dopo aver pelato le mandorle, si triturano finemente con lo zucchero e si pone la pasta ottenuta in un canovaccio a maglie larghe. Il canovaccio va messo in acqua e tenuto in infusione per almeno 6 ore. Il canovaccio va strizzato bene per recuperare tutte le gocce del prezioso liquido, che va versato in una bottiglia e messo in frigorifero.


Ricvetta Vegan in acqua calda

Ingredienti

Per 1 litro: 300 gr di mandorle - 1 lt di acqua calda

Preparazione
  • Scottate le mandorle in acqua bollente e togliete subito la pellicina che le ricopre.
  • Frullatele aggiungendo all'occorrenza un po' d'acqua fino ad ottenere un composto piuttosto fine ed omogeneo.
  • Aggiungete l'acqua calda e lasciate a macerare per qualche ora.
  • Infine filtrate e consumate fresco.

Il latte di mandorla, un valido e tonificante alleato contro la sete

Tanti suggerimenti per poter assaporare in cucina tutta la naturalezza della pasta di mandorla

Il latte di mandorla è una bevanda decisamente dissetante e tonificante, tipica delle nostre regioni meridionali, inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

Acquistabile anche presso siti di commercio elettronico di prodotti tipici, i quali ne propongono la referenza artigianalmente prodotta e già pronta per l'uso, la sua produzione risale a tempi antichissimi, essendo stata infatti sperimentata inizialmente in alcuni monasteri.

La ricetta originale prevede la realizzazione di un infuso a freddo, che richiede 2/3 di mandorle ed 1/3 di zucchero. L'ideale sarebbe lavorare mandorle fresche, ma può essere preparato anche con quelle secche dopo averle fatte opportunamente reidratare in acqua per qualche ora.
Il latte di mandorla, un valido e tonificante alleato contro la sete
Dopo aver pelato le mandorle, si triturano finemente, si miscelano con lo zucchero e si pone la pasta ottenuta in un canovaccio a maglie larghe. 

Il canovaccio va poi messo in acqua e tenuto in infusione per almeno 6 ore. 

Dopodiché  va strizzato bene per recuperare tutte le gocce del prezioso liquido, che va versato in una bottiglia e messo in frigorifero. 

Ovviamente le maglie larghe del canovaccio permettono il passaggio di qualche pezzetto di mandorla di piccolo calibro, che facilmente si ritroverà nel composto, offrendo così la possibilità di gustare, oltre quanto è naturalmente apprezzabile dal liquido prodotto, anche il vero sapore delle mandorle del nostro sud.

Fino a non molti anni fa era una bevanda tipica preparata direttamente dal barista e somministrata sfusa a bicchiere a clienti ed avventori; da qualche anno il prodotto è presente con un certo successo anche in  rete. 

Le referenze proposte dai menzionati portali, in genere, prevedono un prodotto in versione per così dire "disidratata" (in vasetti o in panetti), ma che riacquista tutto il suo indiscusso gusto e sapore semplicemente e facilmente miscelandolo in acqua. 

Ad esempio, un vasetto da 400 grammi di pasta di mandorla è sufficiente per la produzione di circa 2 litri di bevanda, che si può normalmente conservare in frigorifero, dunque da tenere pronta, disponibile e da servire per ogni necessità eventuale.

Questa versione da uso immediato e domestico ha consentito, inoltre, lo "sbizzarrirsi" da parte dei vari produttori artigianali nelle tipologie e nei gusti proposti, sicché  la pasta di mandorla la si può trovare in versioni più o meno variegate: si parte così dal tipo tassativamente tradizionale, a quello alla menta, alla fragola, al caffè ed infine (ultima nata) alla liquirizia, ma che sia ovviamente ed esclusivamente quella calabrese.

E tale nuova sperimentazione nell'offerta ha fatto si, inoltre, che della pasta di mandorla si potessero comodamente provare delle alternative d'uso in cucina, sicché la referenza può dimostrare tutta la sua versatilità tra le delizie del palato. 

Infatti può esser facilmente utilizzata nella preparazione del gelato fatto in casa, unendola al composto in fase di lavorazione e garantendo una connotazione di originalità e gusto; oppure,  ove il gelato sia quello industriale normalmente acquistato nella distribuzione, usandolo a piccoli tocchetti per guarnire le coppette prima di essere servite (una piccola attenzione che certo non passerà inosservata ai conviviali, nel fine pasto); o infine, sulle macedonia di frutta fresca, e sicuramente il periodo è quello ottimale.

Il latte di mandorle nella dieta

Scritto da Dr Francesco Perugini Billi
Lunedì 21 Febbraio 2005 01:00

In commercio esistono ottimi latti di mandorle sia in polvere sia liquidi. Tuttavia, il latte preparato in casa ha proprietà certamente superiori, contenendo preziosi enzimi e vitamine che i prodotti liofilizzati o pastorizzati non hanno, o hanno in scarse quantità. Nel caso di prodotti commerciali, assicuratevi che siano di provenienza biologica.

Per la preparazione del latte, acquistate mandorle intere, da sgusciare, e possibilmente di provenienza biologica. Attenzione, a volte le mandorle possono non essere tollerate da bambini affetti da allergie. Consultatevi con il vostro medico di fiducia o con il pediatra.La mandorla ha un elevato potere nutrizionale ed energetico.

(tratto da "La Nuova Dietetica" di L. Costacurta, Ed di Medicina Naturale, 1983)

Si prendono 25 mandorle dolci e si mettono a mollo per 3 minuti in una tazzina di acqua bollente per ammorbidire la pellicina. Mondate della pellicina, si pestano al mortaio con l'aggiunta di un po' di acqua, tanto da ottenere una finissima poltiglia. Ottenuta la poltiglia, si aggiungono grammi 50 di acqua a 37°C gradi; si lascia il tutto macerare per qualche ora, dopo di ciò con una doppia o tripla garza si filtra il tutto.

Si può cominciare a somministrare dal secondo mese di vita, come integrativo fra poppata e poppata, diluito con la seguente proporzione:
  • dal 2° mese, un cucchiaio di estratto diluito con tre di acqua. Durante il giorno, si possono somministrare fino a tre cucchiai di estratto a 37°C;
  • dal 4° mese, la diluizione sarà in rapporto 1:1, cioè un cucchiaio di estratto diluito con un cucchiaio di acqua, sempre a 37°C gradi. Si somministrerà come aggiunta, nella dose massima di tre cucchiai al giorno;
  • dal 5° mese in poi, si possono somministrare fino a 4 cucchiai al giorno, sempre rispettando il rapporto di 1:1;
  • dal 9° mese al 12°, si possono somministrare 5 cucchiai al giorno, sempre diluiti con altri 5 cucchiai di acqua.
E' sufficiente somministrare il latte di mandorle a giorni alterni.



14 febbraio 2011

La medicina del terzo millennio



File:Pineal gland.gif

Introduzione alla medicina del terzo millennio


Per secoli e secoli, filosofia materialistica ed idealistico-religiosa si sono combattute sulla scena del mondo, pretendendo ognuna di rappresentare la verità. Questa visione dualistica della vita, applicata alle scienze medico-biologiche, ha provocato una netta opposizione fra visione fisico-chimica e psicologica della realtà della coscienza umana. 

La psicologia, in particolare nella sua caratterizzazione psicoanalitica, ha da sempre rifiutato e negato la possibilità di conoscere le basi chimiche delle emozioni e degli stati di coscienza, ravvisando in ciò il timore del proprio tramonto. '

 All'opposto, la concezione organicistico-materialistica aveva considerato l'elemento psico-mentale un semplice sottoprodotto del cervello fisico.

Anche la cosiddetta medicina psicosomatica, rimasta lontana dalla rapida evoluzione del sapere biologico di questi ultimi anni, poco ha contribuito alla comprensione dell'unicità biopsico-spirituale dell'essere umano, limitandosi per lo più alla sola valutazione degli effetti nervosi e neurovegetativi quale chiave delle relazioni psiche-corpo, trascurando invece pressoché del tutto le conoscenze derivanti dalla moderna psiconeuroendocrinologia e psiconeuroendocrino- immunologia. 


La concezione magico-alchemica del mondo ha, invece, da sempre sostenuto che sia la psiche che l'autocoscienza sono corpi che esistono indipendentemente dal corpo fisico quali realtà di materia ed energia sottili, ma al contempo che esiste per ogni stato emotivo e per ogni stato di coscienza un equivalente chimico, un sale nel senso di precipitato fisico-chimico (ormone, neuroormone, neurotrasmettitore, neuropeptide, citochina), che media a livello fisico le realtà sovrasensibili psichiche, mentali e spirituali, senza il quale non sarebbe possibile provare a livello di corporeità la gamma infinita degli stati emotivi e di coscienza dell'essere. 

Secondo la concezione alchemica del mondo, il cervello fisico è simile ad uno Zodiaco, ove ogni influsso celeste trova una sua precisa mediazione chimica di tipo neuro-trasmettitoriale o neuromodulante. 

L'alternanza di luce e di tenebre (primo atto creativo della Genesi) modula il cervello attraverso la ghiandola pineale, ritenuta dagli antichi filosofi la sede dell'anima, ed attraverso altri sistemi neurochimici, quali il sistema oppioide cerebrale, producente endorfine, enkefaline e dinorfine. 

Il sistema oppioide, che media i vari stati emotivi della vita inconscia, raggiunge la sua massima attività nelle ore diurne, mentre la ghiandola pineale, attraverso la produzione del suo principale ormone (la melatonina), raggiunge l'acme della sua funzione durante le ore di oscurità ed è relata agli stati di coscienza spirituale, vale a dire sovramentale. 


Anche se l'oceano della conoscenza della mediazione chimica degli stati di coscienza rimane ancora insondato, le ricerche condotte in questi ultimi anni, in particolare ad opera della psiconeuroimmunologia, hanno consentito di raggiungere una sapienza fino a pochi anni fa insperata.

Possiamo così riconoscere l'esistenza di due sistemi neurochimici fondamentali polari e complementari fra di loro: il primo è connesso alla vita inconscia e corrisponde al sistema oppioide, il secondo è connesso agli stati di amplificazione della coscienza in senso spirituale. 



IL sistema oppioide, che opera attraverso la produzione di endorfine ed enkefaline, è relato allo stress, al controllo del dolore ed ai meccanismi di adattamento fisico e psichico. Questo sistema media la condizione di immunodepressione indotta dallo stress. L'altro sistema è costituito dalle interazioni fra ghiandola pineale, sistema gabaergico e sistema cannabinergico endogeno, secernente quest'ultimo anandamide, che rappresenta l'equivalente endogeno dei cannabinoidi. 

Questo sistema è connesso alla percezione del piacere, della gioia, della creatività, dell'immaginazione ed alla possibilità di amplificazione degli stati di coscienza. L'attuale scienza medica, mai come ora non più libera di esprimersi quale forza illuminante a causa del suo pressoché totale asservimento alle programmazioni di Mercato, sembra voler rifiutare tutto ciò che è connesso al piacere ed ai processi di espansione di coscienza. 


Vengono studiate le implicazioni chimiche del dolore, ma non quelle del piacere e dell'estasi spirituale. 


Vengono studiati gli stati emotivi connessi alle varie condizioni di immunodepressione, quali ad esempio la depressione, l'ansia e lo stress, mentre si finge che non esista l'amplificazione della funzione immunitaria indotta dal piacere o dall'espressione spirituale. Si nega in pratica la possibilità da parte dell'organismo umano di avere potenzialmente già in sé la chimica del paradiso. 

A questa viziatura umana e scientifica ha contribuito il pensiero religioso, come pure sta contribuendo la psicologia, che nega la realtà dello spirito e della chimica della gioia, per porsi a nuova religione. Proprio per questa sua visione sintetica fra chimica e spiritualità viene oggi rifiutata la concezione magico-alchemica del mondo. 


La conoscenza di alcuni organi è stata particolarmente penalizzata, deformata ed amputata dalla secolare dicotomia fra spirito e materia. Primo fra tutti il cuore, considerato una semplice pompa. 

Oggi, invece, la scienza sa che il cuore è in grado di modulare biologicamente la vita dell'intero organismo, avendo esso attività endocrina. Il principale ormone prodotto dal cuore è rappresentato dal peptide natriuretico atriale (ANP); esso esercita non solo effetti metabolici e cardio-vascolari, bensì anche ormonali, in particolare di regolazione dell'attività dell'ipofisi, ed azioni modulanti il sistema immunitario, soprattutto l'attivazione dei linfociti T.

Non è più pertanto solo romanticismo il ritenere che il cuore influenzi perfino la resistenza immunologica dell'organismo. Fra le varie discipline mediche, oggi la più perfetta è senza dubbio l'endocrinologia, essendo l'unica che fonda se stessa non su vecchie ipotesi meccanicistiche, bensì sulla perfetta .analisi delle infinite e meravigliose relazioni fra le varie sostanze provviste di attività ormonale o neurochimica. 



La nuova scienza medica fonderà se stessa non più sulla dottrina del caso, bensì sulla consapevolezza dell'esistenza di archetipi in biologia, così come nella dimensione psichica.

La Natura, cioè, costruisce se stessa secondo sequenze armoniche analogico- cabalistiche.





La trascrizione genetica dal DNA richiede 3 tipi di RNA, come tre sono gli aspetti del divino.
  • 4 sono le basi genetiche nucleotidiche, come 
  • 4 sono gli elementi dell'essere (terra, acqua, aria, fuoco);
  • 12 sono i nervi cranici, come 
  • 12 sono le costellazioni zodiacali;
  • 22 sono gli amino-acidi come 
  • 22 sono gli archetipi dei Tarocchi;
  • 7 sono le principali ghiandole endocrine, come 
  • 7 sono i centri maggiori dell'energia vitale (o chakra).
Con questa chiave di lettura analogica, la biologia del terzo millennio verrà ritrascritta ex novo e solo allora apparirà nel suo aspetto di sublime bellezza. L'evoluzione della medicina è ovviamente uno degli aspetti dell'evoluzione dell'umana coscienza e della sua fisicità. 


Fenotipicamente, l'uomo del futuro sarà molto simile come immagine fisica all'uomo del presente (e non certo con una testa gigantesca come alcuni isterici futurologi hanno preteso di vedere anzitempo). 


Profondamente diversa sarà invece la sua neurobiochimica. In particolare si stabiliranno nuove interazioni endocrine (specialmente fra ipofisi e pineale, che, da antagoniste, sempre più diverranno sinergiche, come pure fra pineale e timo) e nuove relazioni fra attività endocrina cardiaca e ghiandole endocrine, soprattutto fra cuore e ghiandola pineale.
  • Il primo millennio appartenne allo spirito; 
  • Il secondo millennio appartenne alla materia; 
  • Il terzo millennio apparterrà in egual modo ad entrambi, apparterrà alla fusione fra spirito e materia quale alchemico sposalizio fra chimica e spiritualità.
Queste saranno le caratteristiche della medicina del terzo millennio:
1) Fusione fra scienza e spiritualità, non più opposizione o al massimo, come ora avviene, tediosa tolleranza, sterile assemblaggio fra nozioni fisico-chimiche e realtà divine.
2) Fusione fra medicina ufficiale e medicine alternative, non nel senso di una anacronistica rivalutazione di antiche conoscenze medico-esoteriche, bensì comprensione scientifica dell'energia vitale, psichica e spirituale.
3) Conoscenza biochimica di ogni stato di coscienza, sia inconscio che sovrasensibile, come pure dei meccanismi chimici indotti da ogni tipo di terapia, ivi compresa la pranoterapia e le altre terapie bio-psico-magnetiche.
4) possibilità di indagare scientificamente e strumentalmente i corpi sottili dell'uomo, da quello bioenergetico sino alla stessa realtà dell'anima, con i suoi meravigliosi colori.
La medicina del futuro non si limiterà più alla cura dell'ammalato o alla prevenzione delle malattie, bensì agirà nel senso di migliorare la chimica stessa della vita: questo sulla base di una precedente e perfetta conoscenza della natura,non per sostituire ad essa una logica meccanicistica, bensì per pilotarne favorevolmente i limiti, secondo !'antico detto alchemico "Natura naturam adiuvat".

Sui tempi della configurazione e della realizzazione di una tale medicina futura, ciò dipende solo dalla dedizione e dall'amorevole servizio al genere umano da parte degli scienziati illuminati, nel momento in cui, opponendosi ad una civiltà che nega sia lo spirito sia la materia, assumeranno in sé i destini del genere umano quali nuovi ed eterni servitori del mondo.