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20 agosto 2011

Pineale e Sistema Energetico

Prof. Paolo Lissoni 

La melatonina: cos' é, a chi serve, perchè utilizzarla. Ma é davvero utile per migliorare il sonno?
"L'unità dell'essere vivente trova la sua conferma chimica proprio nella fisiologia della ghiandola pineale, unica struttura del corpo in grado di trasdurre in secrezione ormonale impulsi energetici o psichici provenienti dall'ambiente sociale e universale, assumendo pertanto il ruolo di regolatore dei regolatori biologici."...
"In assenza di attività pinealica, è come se il singolo corpo umano si trovasse del tutto scisso, separato dall'unità con la vita universale, perdendo la capacità di modulare se stesso sulla base delle variazioni energetiche cosmiche." 
Così il dr. Paolo Lissoni dell'Ospedale S. Gerardo di Monza, Reparto Oncologia medica e Radioterapia, descrive in maniera sintetica ma eloquente la funzione della epifisi o ghiandola pineale la cui reale importanza è rimasta sconosciuta fino a pochi anni fa.

Il ruolo di regolatore dei regolatori, di "direttore d'orchestra" del sistema neuroendocrino, svolto dalla pineale costituisce la dimostrazione "chimica" dell'unità e dell'integralità dell'essere umano per contro alla visione compartimentale dell'organismo umano, per contro alla eterna disputa fra concezione organicistica e psicosomatica delle malattie. L'epifisi è il nodo di scambio fra sistema nervoso, immunitario ed endocrino.

Biosintesi della melatonina

La melatonina è il principale ormone secreto dalla ghiandola pineale che lo produce a partire dalla serotonina.

L'alternanza luce-buio ne regola la secrezione: viene prodotta soprattutto di notte con un picco fra la mezzanotte e le 5. Quando invece la luce colpisce le cellule nervose della retina si ha una inibizione della sintesi di melatonina. Anche gli impulsi magnetici, termici e addirittura sonori sono capaci di influenzare la produzione di melatonina, così come i valori di dei neurotrasmettitori serotonina, GABA (ac. gamma-aminobutirrico) e dopamina in stretta relazione con gli stati emotivi. L

a secrezione di melatonina durante la notte aumenta notevolmente dalla nascita per raggiungere il massimo fra i 6 e i 12 anni. Al momento della pubertà, a causa del grande sviluppo corporeo e dell'aumento del volume del sangue, si verifica un rapido calo della concentrazione ematica dell'ormone epifisario (per diluizione): poichè alte concentrazioni di melatonina inibiscono fino alla pubertà la secrezione di ormoni sessuali da parte delle gonadi, questo calo permette di recepire il messaggio dato dall'ipofisi tramite l'I.C.S.H. (Interstizial Cell Stimulating Hormon) e l'F.S.H. (Follicle Stimulating Hormon) e viene interpretato quindi come un messaggio di via libera allo sviluppo sessuale.

Negli animali regola il periodo estrale. Nella specie umana rimane una ciclicità mensile unicamente nella femmina. La melatonina regola i ritmi circadiani, attraverso il ganglio cervicale superiore è in grado di stimolare il sistema immunitario mantenendo attivo il timo, dialoga con l'ipofisi e i neuroormoni, è in grado di equilibrare e armonizzare i livelli degli altri ormoni entro i valori normali in risposta alle variazioni delle condizioni ambientali. La melatonina è secreta anche dalle cellule dell'apparato digerente dove svolge una azione di rallentamento del transito gastrointestinale atto a favorire l'assimilazione di vitamine e minerali (in particolare dello zinco).

Altri ormoni della pineale

reneOltre alla melatonina l'epifisi secerne piccole quantità di epitalamina, ad azione melatonino-simile e T.R.H. (Thyroid Releasing Hormon) o ormone per il rilascio della tireotropina, la secrezione di quest'ultimo aumenta durante il giorno per diminuire la notte inversamente a quanto avviene per la melatonina. Il T.R.H. stimola l'ipofisi a secernere T.S.H. (Thyroid Stimulating Hormon): l'importanza di questi ormoni nella regolazione del sistema energetico verrà trattata a parte. Nella pineale si trovano inoltre vasopressina e prolattina.


Sonno e ritmi circadiani

La melatonina stimola l'attività dell'enzima piridossal-chinasi coinvolto nella sintesi di ac. gamma-aminobutirrico, serotonina e dopamina, aumenta la concentrazione di serotonina e ac.gamma-aminobutirrico nel mesencefalo e nell'ipotalamo. L'aumento di ac.gamma-aminobutirrico, inibitore neurale, è strettamente legato alla sedazione e all'effetto ipnoinducente.

Per la sua influenza sui ritmi circadiani la melatonina è stata impiegata nei disturbi da cambio di fuso orario (Jet-lag) e nei disturbi dell'addormentamento. Il sonno indotto o meglio favorito dalla melatonina mantiene inalterate le fasi di sonno REM (Rapid Eye Moviments), notoriamente sacrificato dagli ipnoinduttori benzodiazepinici e non provoca sonnolenza il giorno dopo. Le fasi di sonno REM oltre ad essere caratterizzate dai sogni, sono coinvolte nell'apprendimento e nel consolidamento della memoria. La melatonina si configura pertanto il sonnifero ideale, in quanto favorisce un sonno naturale.

Melatonina e sistema immunitario

Un sistema immunitario efficiente è la condizione indispensabile per assicurare una crescita ottimale e la possibilità della riproduzione, proteggendo così la specie dall'estinzione. La melatonina fa crescere di peso il timo (che normalmente dopo la pubertà inizia ad atrofizzarsi), ne aumenta l'attività cellulare con maggiore produzione di linfociti T. Tali linfociti, indispensabili per la sopravvivenza, sono capaci di proteggere il self dal non-self, quindi di combattere batteri, virus, miceti, di espellere proteine e sostanze estranee all'organismo, sono implicati nei meccanismi di protezione dal cancro. 

La produzione di linfociti è inibita da alte e prolungate concentrazioni di corticosteroidi, per impedire questa condizione la melatonina esplica sulle ghiandole surrenali un'azione inibente o meglio normalizzante della secrezione corticosteroidea. La melatonina presente a livello gastrointestinale favorisce inoltre l'assimilazione dello zinco, indispensabile per lo sviluppo e l'efficienza del sistema immunitario. 

Un corretto funzionamento del sistema immunitario è anche necessario per il corretto funzionamento dell'ipofisi. La melatonina regolando i ritmi circadiani induce naturalmente il sonno quando la luce cessa di stimolare la retina. Durante il sonno l'ipofisi secerne G.H., l'ormone della crescita o somatotropina (Growth Hormon) che oltre ad assicurare una normale crescita corporea, fa sviluppare correttamente il sistema immunitario.

La melatonina conferisce una naturale resistenza al cancro stimolando le difese immunitarie in genere, esercitando un'azione citostatica diretta, stimolando la differenziazione cellulare (la cellula neoplastica è una cellula sdifferenziata, simile all'embrionale e per questo in rapida suddivisione: la melatonina tende a farla differenziare nuovamente in senso normale e così a perdere le caratteristiche di malignità), inibendo la sintesi endogena di somatomedina C e di E.G.F. (Epidermal Growth Factor), fattori endogeni di crescita tumorale. 

Viene spesso impiegata diversi tipi di tumore unitamente a interleuchina-2 (IL-2) in quanto permette di abbassare notevolmente i dosaggi di quest'ultima evitandone così i pesanti effetti collaterali (dr. Lissoni). E' stata pure associata al trattamento con interferone linfoblastoide (HLI) nel trattamento del carcinoma cellulare renale progressivo (dr. Neri) permettendo anche in questo caso la diminuzione del dosaggio dell'interferone evitando i gravi effetti collaterali.

Azione antiradicalica (free radical scavenger)

In quanto solubile nei solventi organici e lipofili, la melatonina ha la capacità di attraversare la membrana cellulare e possiede una notevole affinità per il nucleo della cellula. Gli studi del dr. Russel Reiter hanno mostrato che la melatonina è in grado di proteggere il DNA nucleico dai danni provocati da cancerogeni capaci di stimolare la produzione di radicali liberi. La melatonina è in grado di proteggere e sinergizzare l'azione del glutatione, antiossidante naturale presente nell'organismo.

Influenze sul sistema energetico e invecchiamento

L'invecchiamento non è un progressivo esaurirsi casuale delle singole cellule o dei singoli distretti dell'organismo ma è programmato. E' in realtà la perdita delle capacità dell'organismo di adattarsi all'ambiente. Vediamo come l'epifisi è capace di controllare la respirazione cellulare.

La ghiandola pineale attraverso il T.R.H. (Thyroid Releasing Hormone), l'ormone per il rilascio della tireotropina ipofisaria (T.S.H.), regola la produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide: principalmente tiroxina (tetraiodotironina o T4) ma anche liotironina (triiodotironina o T3). 

Questa secrezione, inversamente alla melatonina, aumenta di giorno provocando un innalzamento del metabolismo basale, e diminuisce di notte producendo un abbassamento del metabolismo basale. La regolazione del metabolismo basale, la termoregolazione, costituisce una parte importantissima delle capacità di adattamento all'ambiente in cui si vive: la perdita di tali capacità è tipica dell'invecchiamento.

La regolazione è completata dalla melatonina che catalizza la trasformazione della tiroxina in liotironina, molto più energetica, in quanto capace di stimolare specificamente la lipolisi. Grazie a questa maggiore energia disponibile la catena respiratoria operante nei mitocondri può utilizzare al meglio l'ossigeno disponibile con formazione di ATP (adenosintrifosfato), composto altamente energetico utilizzabile poi dall'organismo per i vari processi biologici. 

Una carente secrezione tiroidea o anche semplicemente uno squilibrio fra T4 e T3 non fornisce più un'adeguata energia alla catena respiratoria che inizia così a produrre notevoli quantità di pirofosfato il quale, legandosi facilmente agli ioni calcio presenti, forma sali di calcio insolubili che precipitano formando depositi di calcio.

Tale calcificazione conduce alla perdita della funzionalità mitocondriale ed è responsabile della calcificazione che avviene nella pineale, nel timo e in altri organi, con conseguente perdita di funzionalità. In tal modo la pineale perde sempre più il controllo del sistema neuroendocrino e immunitario, e l'assenza del messaggio epifisario indica all'organismo che può invecchiare, aprendo la porta alla sdifferenziazione cellulare.

Preparazioni, indicazioni e dosi

Deve essere sempre preferita la melatonina di sintesi a quella di estrazione da animali (vedi scheda tecnica in tabella n. 1). Le preparazioni, generalmente in capsule, devono essere allestite estemporaneamente come magistrali dietro presentazione di ricetta medica ripetibile. La somministrazione deve avvenire la sera, sempre alla stessa ora, all'incirca mezz'ora prima di coricarsi, i dosaggi sono riportati nella tabella n. 2. 

Per alleviare i sintomi da jet lag è bene assumere il preparato per 5 giorni dal momento dell'arrivo, fra le ore 22 e 24 locali (la somministrazione preventiva, iniziando ad esempio 3 giorni prima, invece peggiora i sintomi).

Nei disturbi dell'addormentamento si usano gli stessi dosaggi o talora dosaggi più bassi in base all'età. Poichè la melatonina viene rapidamente metabolizzata, nei disturbi del sonno caratterizzati da risveglio durante la notte è stata proposta una forma a rilascio controllato da 2 mg contenente una parte di melatonina pronta e una parte con rivestimento enterico.

Per combattere l'invecchiamento e potenziare le difese immunitarie si adottano dosaggi diversi in base all'età: la sera sempre alla stessa ora, ma soltanto per un mese e mezzo in pieno inverno (dicembre-gennaio) e per un mese e mezzo in piena estate (giugno-luglio), interrompendo comunque alle mezze stagioni. In calce alla tabella sono riportati alcuni esempi di eccipienti utilizzabili per l'allestimento delle capsule.

Dosaggi più alti, fino a 20 mg pro-dose, sono stati impiegati per aumentare le difese immunitarie in malati di cancro. Alla dose di 75 mg al giorno, in assoziazione con progesterone, viene bloccata l'ovulazione: il dr. Michael Cohen di Rotterdam sta mettendo a punto un contraccettivo orale su questa base.

Tossicologia

La somministrazione di dosaggi estremamente alti, 600 mg e oltre, a un gruppo di volontari non ha prodotto gravi conseguenze: solo un leggero mal di stomaco e sonnolenza. Data la pressochè assenza di tossicità non è stato ancora possibile determinare la DL50 negli animali da laboratorio.

E' controindicato l'uso della melatonina in gravidanza, nei bambini e negli adolescenti fino alla completa maturazione sessuale. (F.B) Bisogna avere cura della macchina complessa uomo e così ci darà per lungo tempo un funzionamento impeccabile e soddisfacente.

Anche se l'invecchiamento non può essere fermato, molto può essere fatto per rallentarlo.
Attualmente il segreto per restare giovani è all'interno dei nostri geni.Ma esiste comunque un limite alla modificazione genica per aumentare la vita.Alcuni scienziati hanno scoperto alcuni geni che regolano l'apoptosi (il "suicidio" cellulare) e sono riusciti a prolungare di circa il 30% la vita di topi.

Speriamo che in un futuro la ricerca sul DNA dia risultati formidabili.

Studi sulle cellule tumorali hanno mostrato come probabilmente a causa dell'enzima telomerasi, queste cellule stesse divengano "immortali", non essendo più soggette al processo di invecchiamento. Questo enzima evita la progressiva riduzione del telomero (la parte finale dei cromosomi), il quale porta all'accorciamento del cromosoma.

Alcuni scienziati dell'Università del Texas, guidati da J. W. Shay hanno agito sull'enzima telomerasi, riuscendo a ridurre la progressione dell'invecchiamento. Ma per la genetica c'è quindi ancora molto da aspettare.

Rallentare le lancette dell'orologio biologico è da sempre il sogno dell'uomo : essere adulto e sentirsi carico di energia, con un sonno profondo e ristoratore come quello di un bambino, una pelle luminosa e distesa, un ottimo tono muscolare e dell'umore.

Questo semplice articolo ha lo scopo di fornire indicazioni utili per prolungare nel tempo le funzioni che caratterizzano l'età giovane, senza avere però la pretesa di sostituire le indicazioni del proprio medico.

L'invecchiamento precoce è causato solo per un terzo da fattori genetici e per ben due terzi da fattori esterni : quindi ognuno di noi è causa per il 70% del proprio invecchiamento! Uno dei modi per combattere l'invecchiamento precoce è quello di ridurre il più possibile lo stress ossidativo.

L'importanza dell'integrazione

Purtroppo anche l'adozione del più salutare stile di vita non basta a volte da solo a tutelare il nostro stato di salute. Infatti una buona parte della frutta e degli ortaggi, quando non contaminata da sostanze tossiche, giunge sulla nostra tavola in larga misura sottratta dei propri principi nutritivi, a causa di piogge acide, della desertificazione dei terreni, dei processi di conservazione, di manipolazione degli alimenti, etc.

Anche se l'alimentazione fornisse tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, spesso questi si trovano dinanzi delle barriere, con una matrice extracellulare intasata.

In condizioni normali tale matrice forma una struttura tridimensionale, tipo una spugna che circonda e protegge le singole cellule del nostro corpo, garantendo il giusto apporto attraverso il sangue, di ossigeno, nutrienti, ormoni, neuromodulatori, farmaci e un'adeguata rimozione dai tessuti di prodotti di scarto.

Le cellule inoltre potrebbero non essere nelle condizioni più idonee per utilizzare i nutrienti ingeriti con il cibo, in quanto vittime dello stress ossidativo. In questi casi, la semplice alimentazione, pur se corretta, potrebbe non essere sufficiente a mantenerci nelle ottimali condizioni di salute.

Spesso, se soffriamo di una determinata patologia, non è dovuto a presunti problemi "neurovegetativi" o a "intolleranze o allergie alimentari" ma ad una condizione di non corretta alimentazione o integrazione di determinati nutrienti o ad uno stato di stress ossidativo che è necessario eliminare in primis!


L'insieme di queste considerazioni suggerisce che in particolari condizioni di rischio (esposizione ad inquinianti, stress, lavoro o studio, alimentazione sbilanciata, inadeguato apporto di antiossidanti, esercizio fisico inadeguato, etc.) possa essere utile l'assunzione, nel contesto di un ambiente il più possibile sano e di un corretto stile di vita, di integratori.