“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

15 agosto 2011

Roberto Assaggioli: Psicosintesi







Ogni essere umano è fondamentalmente interconnesso con tutto ciò che lo circonda. Ogni elemento è influenzato dalla sua presenza e dal suo essere in un modo e nell'altro. 


Nel II secolo Nagarjuna, filosofo buddhista asseriva:
 "Le cose derivano il loro essere e la loro natura dalla mutua dipendenza e in sé e per sé non sono nulla".
Ma dunque, quale è il mistero che lega il bambino al genitore in quella onda che fluisce da mente a mente, o meglio da anima ad anima e che nulla separa, quell'onda che sibeffa delle separazioni indotte dalla consapevolezza del limite corporeo, dalla nostra propria 'buccia di contenimento'?
"La scienza ci rivela tra i fenomeni tenui legami, fili tanto slegati che per lungo tempo sono rimasti inosservati ma che, una volta notati, riconosciuti è impossibili non vedere.Rendendo impossibile agire condursi come se non fossero mai esistiti". Henri Poincaré - La reale realtà
L'indagine scientifica, che si avvale di diverse discipline, giunge sostanzialmente ad una comune visione della realtà che è la medesima esposta nelle tradizioni millenarie racchiuse nei testi sapienziali. La visione si riferisce qui ad un tipo di percezione che trascende l'esperienza sensoriale. La nostra mente divide e separa, distingue e giudica frammentando l'insieme e rendendolo 'molteplicità'.


Esiste così la 'mia' verità e la 'tua' verità a causa delle quali entriamo in conflitto, esiste il proprio personale convincimento, i dettami dell'ego che non lasciano spazio al vissuto altrui e lo separano dal proprio relegandolo nello spazio dell'errore e della falsità.


Esistono stati di coscienza in cui tutto ciò non avviene. Stati in cui ogni evento e ogni essere umano non sono percepiti come elementi distinti senza una legge che li guida, bensì come parti di un'unità, come cellule del corpo che operano e cooperano per il buon funzionamento dell'organismo in un tutto armonico, con un fine organizzato.


Lo stesso accade negli stati di coscienza in cui viene esperita la profonda unione fra tutti gli esseri, parti di un unico organismo, o corpo dell'umanità.


Oltre la psicologia


La psicologia transpersonale (trans - oltre, al di là e persona - maschera) è orientata a trascendere i confini della coscienza 'normale' intendendo questa come uno stato di parziale consapevolezza della realtà. Trans-personale è ciò che è al di là della maschera, trascende la personalità per incontrare il piano superiore di coscienza sede dell'amore, della creatività e dell'armonia. Il concetto di salute si amplia, includendo l'accadere delle potenzialità presenti nelle vette più alte della psiche dell'uomo.


La percezione risanante dell'unità


La percezione dell'unità risana, dona leggerezza e soprattutto mette in discussione e trasforma profondamente la nostra capacità di amare. Chi mai potrà nuocere o distruggere ciò che prima era 'altro da sé' ed ora è 'parte di sé'? Possiamo dare a questo stato di coscienza il nome di 'amore'.


La percezione profonda dell'unità è percepita da Einstein come continuum di vita: 
"Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore ed interiore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ritenuto e ciò che ancora ricevo".
David Bohm, fisico conosciuto a livello mondiale, ha speso cinquanta anni a investigare la affascinante teoria che esprime in questo modo:
" tutte le parti dell'universo sono fondamentalmente interconnesse e formano un tutto ininterrotto, un flusso continuo; tutte le relazioni devono essere viste olisticamente perché fondamentalmente nel cosmo non ci sono divisioni".
Si potrebbe attuare un profondo cambiamento della società se anche solo pochi individui fossero capaci di realizzare questo spostamento di ottica perché, secondo la sua teoria:"la coscienza è già interconnessa con tutte le altre coscienze". Stanislav Grof, psichiatra e riconosciuto studioso delle esperienze definite trans-personali afferma che: "caratteristiche essenziali delle esperienze transpersonali sono la sensazione che tutti i confini sono illusori, la mancanza di distinzione fra parte e intero e l'interconnessione di tutte le cose".



Udire il silenzio, vedere il nulla



La nostra osservazione multi-disciplinare ci conduce in un punto di sospensione ove gli elementi caratteristici di ogni disciplina non contano più quali oggetti separati caratterizzati e diversificati dall'uso delle parole che li identifica (atomi, cellule, organi, elettroni, DNA, psiche ecc.). L'incontro avviene in un luogo comune: nel silenzio del nulla.


Non più divisione, frammentazione, né autopsie quindi. La visione è oltre la materia morta, ovvero separata. Il "nulla" libera la bellezza di ciò che è, il nulla è quiete che ci permette di tenere grande e ampia la visione e di cogliere ogni cosa là nel grande panorama dell'universale.


Il nulla del ritorno all'unità , ovvero alla realtà, lo “stato naturale” dello Dzogchen. Il paradosso della fisica quantistica ci apre allo sguardo d'insieme: vedere non è guardare, per vedere non occorre mettere a fuoco, bensì lasciare che lo sguardo abbracci il conosciuto e contemporaneamente il non-manifesto (l'elettrone si rivela sia come particella che come onda). L'elemento che ci conduce all'esperienza trans-personale della percezione dell'unità è il cuore.


Il cuore


Ovvero la capacità di accogliere in sé, includere, nulla rifiutare, giudicare (cioè separare). Abbracciare (riconoscere ed accettare) l'origine. Accettare di stare nel nulla che è il livello di realtà che Bohm definisce ordine implicito:
"La realtà tangibile della nostra vita quotidiana è in effetti una sorta di illusione, come un'immagine olografica. Sotto di essa vi è un ordine di esistenza più profondo, un livello di realtà vasto e più fondamentale che dà origine a tutti gli oggetti e le apparenze del nostro mondo fisico."
E' dignità di sostanza che si rivela a noi dimentichi di tutto il conosciuto, lo schematizzato, l'irrigidito modo di vedere il mondo, la vita, noi stessi. Significa varcare la soglia di ogni rappresentazione della realtà lasciando la presa del già conosciuto e del già visto. La via d'accesso è dunque "sapere di non sapere nulla". Oblio e beatitudine. Nessun riferimento come gioia del conoscere in ogni momento.


I retti rapporti



Tutto ciò implica il ri-orientamento della mente verso la realtà, la trasformazione di sé e l'attuazione di retti rapporti che significa che il rapporto fra gli individui è 'verticale' e non orizzontale, è un vincolo di anima, non di personalità. Quando il vincolo interiore è tenuto nell'amore, l'individuo abbandona il senso di autorità, di ir-responsabilità per l'operato altrui, è la concretizzazione del rispetto della diversità nell'unità.


Ognuno si assuma le proprie responsabilità (inteso qui come response-ability, capacità crativa di trovare le giuste risposte) abbandonando anche l'antica tendenza al criticismo, agente di separatività, lasciando l'orgoglio mentale che vede giusti e veri i propri metodi e la propria interpretazione e falsi ed errati quelli altrui.
E' distacco da ogni forma di desiderio. Il gruppo compie un lavoro d'insieme per un insieme.
L'innocenza è deliberata ed è astensione dalle azioni e dalle parole che potrebbero creare separatività e tensione, è disposizione a lasciare gli altri liberi. La saggezza come astensione da ambizioni personali, pregiudizi, rivendicazioni. La via della non-mente è la via della comprensione spirituale.
 "L'energia sanatrice della buona volontà è il principio attivo della pace.""Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi del'io". Einstein .
Colui che ha realizzato la coscienza dell'unità ha realizzato l'atto donativo dell'Amore così come ha affermato Einstein: "Siamo qui per gli altri uomini". La separazione non esiste. Lo “stato naturale” della mente, la mente “realizzata” e non duale, tutto è uno.