“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

21 settembre 2011

Equinozio d' Autunno





L'Arcangelo Michele e il senso iniziatico dell'equinozio d'autunno



Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi. 

Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione. 

L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.

Il 21 settembre ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. 
Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo. 

I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano. 

Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo.
Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.

E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità». Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra.

 
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.

Le forze presiedute dall'Arcangelo Michele sono forze di equilibrio, di giustizia, quindi di discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male. Ma il bene e il male sono così strettamente uniti che non li si può separare prematuramente senza provocare lacerazioni. L'arte di separare i contrari è la più difficile che ci sia; ed è in natura che gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte.

Non è facile separare la noce dal suo mallo, ma la natura sa come farlo: essa lascia maturare il frutto, il mallo si apre da solo e la noce si libera. 

Lo stesso dicasi per il bimbo nel ventre di sua madre: esso è strettamente collegato alla madre e non lo si può strappare prematuramente, altrimenti sarebbe la morte per entrambi. Se invece si aspetta, il frutto giunge a maturazione e, a quel punto si può recidere il legame che univa la madre e il bambino. Questa separazione è il simbolo della maturità. Vi ricordate della parabola del Vangelo sulla zizzania e sul buon grano?

Il tempo della mietitura è quello in cui i frutti sono maturi. Bisogna quindi aspettare quel momento per separare il male dal bene, e tale separazione sarà operata dall'Arcangelo Michele.

Sarà l'Arcangelo Michele colui che rivestirà il ruolo principale nella purificazione della terra. Nel corso dei secoli, una moltitudine di esseri nocivi hanno riversato sulla terra un'immensa quantità di forze distruttrici, forze che si sono accumulate in un serbatoio prendendo la forma di un mostro chiamato Drago o Serpente. E' lui quello di cui si dice che... seduce le nazioni, porta fuori strada i figli di Dio e provoca tutte le sventure dell'umanità. Questa egregora è di una potenza smisurata. Solo l'Arcangelo Michele è in grado di vincere quest'egregora. 










Con l'aiuto del suo esercito, realizzerà ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore. Ecco perchè dobbiamo collegarci all'Arcangelo Michele, chiedergli la sua protezione e la possibilità di operare con lui per accrescere la sua vittoria. La luce trionferà sulle tenebre: è stato predetto e così sarà. Perchè non partecipare a quell'evento? I figli di Dio che saranno iscritti nel numero di coloro che avranno partecipato al combattimento dell'Arcangelo Michele, il Genio del Sole, questa potenza di Dio tra le più luminose, riceveranno il bacio dell'Angelo del fuoco.

Tale bacio non li brucerà ma li illuminerà !

Omraam Mikhaël Aïvanhov
Omraam Mikhaël Aïvanhov – tratto da www.karma51.it/temi1.htm

L'ARCANGELO MICHELE E I PIANETI INTERIORI

Per poter capire di quali energie sia portatore Michele è necessario interpretare le immagini tramandate dalla tradizione, che ce lo presenta armato di tutto punto, luminoso, invincibile, e ci dice che suo compito è quello di combattere il male su tutti i fronti.

Ma chi è in realtà quest'Essere?

L’arcangelo Michele – da non confondere con l’angelo di nascita che porta lo stesso nome - è un fuoco di vita. E’ un’energia divina che infonde passione e ardore, volontà vitale, determinazione, forza d’animo e di carattere, e perciò anche forza fisica. Le armi con cui viene raffigurato simboleggiano la potenza dell’azione ma anche delle parole: le sue, che indirizzano, e pure le nostre, quando utilizzate in certo modo. Quelle di Michele sono parole di fuoco, che separano ciò che è bene da ciò che è male. Quando esse ci toccano e diventano nostre, alle parole seguono gli atti.


Uno dei suoi attributi è la spada, un’arma che taglia e scinde e che rappresenta perciò il potere del discernimento, la capacità di distinguere tra bene e male. Ma è anche la facoltà di tagliare un legame che opprime, di liberarsi dai lacci: da un vizio, da un’abitudine sbagliata, da una dipendenza, da qualcosa che danneggia o impedisce di essere quel che si vorrebbe. Simbolicamente la spada è collegata al piano mentale; e il discernimento è una proprietà della ragione e del sano intelletto. Non è un caso che Michele sia un arcangelo, che appartenga cioè a quella “schiera” di Pensieri divini che incarnano la Luce della Ragione.

Michele è definito guerriero perché infonde potenza e volontà per affrontare ogni forma d’ingiustizia e prevaricazione, manifesta o celata. Ma non si può combattere se non si è determinati, concreti, appassionati. Perciò insegna in primo luogo a vincere la paura, che frena e paralizza.

Il drago che di solito lo accompagna, e sul quale trionfa, è chiaramente un simbolo del male. Qualcuno sostiene che raffiguri addirittura il diavolo, e viene sempre mostrato come qualcosa di velenoso, viscido, mostruoso e soprattutto… estraneo. Già, perché il male da cui guardarsi è sempre all’esterno.

Ma il drago che Michele infilza è principalmente annidato in noi stessi. Il drago abita in noi, nelle profondità dell’inconscio o nel labirinto della mente. E’ la “bestia” che alleviamo e nutriamo nella nostra oscurità, lasciandola poi libera per il mondo. Un personale Minotauro le cui scorribande avranno sicuramente delle conseguenze anche per noi, perché il male compiuto torna sempre indietro, anche se a volte dopo un giro molto largo.

Naturalmente non è possibile uccidere il drago, perché il granello di male che portiamo dentro di noi è un elemento indispensabile alla nostra evoluzione. Non può essere eliminato, ma solo riconosciuto e tenuto a bada. L'inutile pretesa di cancellarlo conduce a gravi squilibri.

Michele è davvero un condottiero, nel senso che la sua energia tenta di scuotere l’uomo dall’inerzia e di spingerlo a farsi carico di ogni situazione in cui ci sia qualcuno o qualcosa da difendere. Quando l’alito del drago appesta l’aria, anche se pare che il danno o l’ingiustizia non ci tocchino di persona, inevitabilmente ne saremo coinvolti. L’errore più grande è convincersi che non ci riguardi, perché la nostra indifferenza contribuisce alla crescita di quel male che, nelle sue tante diramazioni, prima o poi raggiungerà anche noi.

Quella di Michele, però, non è solo un’energia guerriera. Egli agisce infatti anche a livello cosmico: coordina e sincronizza i movimenti dei pianeti del Sistema Solare. Una funzione essenziale alla nostra esistenza, perché senza un perfetto equilibrio tra le forze planetarie in cui siamo immersi mancherebbe la stabilità, e quindi la possibilità di sopravvivenza. Ecco spiegato un’altro dei suoi attributi: la bilancia. Michele non la usa per “pesare le anime”, come talvolta si dice. Giudicare gli uomini e la loro anima non compete agli angeli. La bilancia è semplicemente il simbolo dell’equilibrio che le forze di Michele immettono nella nostra piccola porzione di universo.

Questo suo compito si riflette su un piano inferiore, poiché vi sono delle relazioni sottili tra ciascun pianeta e le diverse pulsioni e componenti dell’animo umano. Perciò Michele sincronizza anche i movimenti dei nostri pianeti interni.

L’uomo può essere considerato un sistema solare in miniatura. Gli antichi insegnavano che i pianeti fisici sono incarnazioni di forze spirituali, ma soprattutto simboli delle attitudini e disposizioni della natura umana. “In noi ci sono la Luna, Marte, Giove, Venere, Saturno, Mercurio e il Sole…” diceva Hermete Trismegisto. 

E Paracelso: “Non è il Saturno al di sopra di noi, ma il Saturno dentro di noi che ci tormenta”.

Così il Sole simboleggia il nostro centro interiore, ma allo stesso tempo ne influenza i movimenti e la struttura. Il sole personale è la nostra identità più profonda, la potenza creatrice, lo spirito che informa la materia della personalità. Esso determina caratteristiche come l’autorevolezza, la dignità, la coscienza di sé e del proprio valore, l’ambizione, la capacità di non lasciarsi condizionare da pregiudizi e conformismi. Facoltà che, se mal governate, possono degenerare in desiderio di potere, egocentrismo, orgoglio sfrenato, incoscienza, intolleranza verso le regole del vivere comune, incapacità di accettare le idee altrui; oppure possono determinare un carattere debole e mancanza di volontà.

Allo stesso modo, la Luna rappresenta e al contempo influenza le forze dell’incarnazione, la fecondità e la gestazione (anche di idee e opere), l’immaginazione, i sogni, la memoria delle esperienze e la capacità di retrospezione, il dominio degli istinti, l’attitudine a percepire correttamente la realtà e ad operare cambiamenti in se stessi e nella propria esistenza, il contatto con la parte più profonda di sé ma anche con le ispirazioni che provengono dai piani superiori. Quando la luna personale degenera, compare un’eccessiva materialità, incapacità di padroneggiare gli istinti, produzione di idee e opere deformi, la tendenza a farsi illusioni, instabilità, percezione falsata della realtà.

Mercurio – il Signore della mente - simboleggia e governa l’intelletto: non solo le funzioni logiche, pratiche e sperimentali, ma anche la capacità di elevare la propria coscienza tramite il discernimento, imparando ad interpretare correttamente la realtà. Il Mercurio interiore è l’attitudine alla comunicazione, l’apertura al mondo circostante, l’imparzialità, l’ingegno, lo spirito pratico e l’adattabilità, la capacità di fare molte cose insieme; è tutto ciò che favorisce l’unione tra personalità e piano spirituale (da qui la definizione di Mercurio come messaggero). Quando questo pianeta è mal vissuto conduce ad un’eccessiva razionalità, ad un intelletto pervertito che interpreta la realtà in modo arbitrario, con produzione di concetti astratti e dogmatici lontani dal mondo reale. Ciò conduce a perdere il contatto con gli esseri e le cose e quindi all’incapacità di comunicare, generando mancanza di obiettività, tendenza all’inganno e al tradimento, rigidità mentale, ricerca di un sapere sterile e inutile, difficoltà a concepire idee originali, falsità.

Il caldissimo pianeta Venere regge l’equilibrio tra il piano spirituale e quello materiale, e quindi l’armonia e la bellezza. La Venere interiore è la capacità di provare e suscitare amore, fascino ed erotismo; guida il senso artistico e l’esperienza estetica, l’attrazione istintiva, l’apertura e la ricettività, la fiducia, la fusione con l’altro e con il Tutto, la capacità di meravigliarsi e di trasmutare e abbellire le cose attraverso l’amore. Facoltà che, se mal gestite, possono trasformarsi in una sensualità volgare e animalesca, turpitudine, attrazioni distruttive, tendenza all’adulterio, gelosia immotivata, chiusura, vuoto interiore, predilezione per il lusso e le apparenze, narcisismo, ipocrisia e cinismo, tendenza a denigrare il prossimo o ad abusarne, incapacità di scorgere la bellezza, disarmonia, forme d’arte brutte o prive di significato.

Marte rappresenta l’impegno per il proprio miglioramento, la capacità di abbattere gli ostacoli e le paure che ci tengono legati ad una condizione non desiderabile. Incita alla guerra contro tutto ciò che – in se stessi - ristagna e blocca l’evoluzione, apportando veloci cambiamenti, il desiderio di lavorare per la propria realizzazione, la capacità di saper cogliere il momento presente e di vivere intensamente ogni esperienza, il coraggio di testimoniare la verità, l’attitudine a costruirsi una propria identità psichica. Un Marte mal governato porta invece indisciplina e incuria, apatia, inattività, incapacità di gestire le energie e di agire costruttivamente, mancanza di ideali, ostilità, inimicizie, temperamento aggressivo e violento, propensione a polemizzare inutilmente, rinuncia alla lotta per la vita, autodistruzione.

Giove simboleggia il senso di regalità interiore, che proviene dalla coscienza del divino presente in se stessi come in ogni cosa. Permette la padronanza di sé e induce a rispettare le leggi che reggono il cosmo, generando ricchezza e prosperità. E’ l’espansione e l’espressione del proprio potenziale, la fiducia nella provvidenza, in se stessi e nei propri valori, e perciò la capacità di avere successo nella vita. Aiuta a rendersi conto dell’abbondanza presente nell’universo, favorendo generosità, gioia, cordialità, senso dell’ordine e della civiltà, magnanimità, aspirazioni elevate. Un Giove malefico, al contrario, porta l’uomo a fidarsi solo di sé e delle proprie competenze (vere o presunte), chiudendosi alle forze benefiche dell’universo. Questo atteggiamento di chiusura genera mediocrità, vanità e magniloquenza, eccessiva indulgenza nei confronti di se stessi, ostentazione, tendenza allo sperpero o attaccamento alla ricchezza, sfruttamento, intransigenza, applicazione delle leggi in modo dogmatico e distruttivo.

Saturno è detto “il Signore del tempo”, perché determina il modo in cui l’uomo gestisce il presente e soprattutto il passato, con la capacità di accettare le conseguenze delle proprie azioni. Il Saturno interiore è la capacità di riconoscere la causa delle proprie difficoltà, di assumersene la responsabilità e di trarre lezione dall’esperienza; è la facoltà di trovare il proprio maestro interiore e di trasformarsi e maturare, di sviluppare pazienza, perseveranza, spirito di sopportazione e di rinuncia a ciò che potrebbe nuocere, fedeltà, prudenza, sobrietà, praticità. Un Saturno mal governato può generare eccessivo attaccamento al mondo terrestre e disprezzo delle realtà superiori, sete di possesso, la tendenza a rinnegare le proprie origini, a scaricare sugli altri le responsabilità dei propri mali, a rifiutare le opportunità offerte dalla vita impedendo l’evoluzione e il progresso, pessimismo, rancore, morte spirituale.

Non c’è da stupirsi se l’Energia intelligente a cui è stato dato il nome di Michele si occupi sia del Sistema Solare vero e proprio sia del nostro sistema interiore. “L’uomo porta in sé il cielo e la terra”, diceva Ildegarda di Bingen; e in questo senso trova corretta spiegazione uno degli assiomi più noti dell’ermetismo, poi ripreso anche nel Padre Nostro: “Come in alto, così in basso”.

Rivolgersi a Michele con la preghiera significa chiedere l’energia necessaria ad equilibrare i nostri moti interni, a rafforzare i punti deboli e ad attenuare gli eccessi; allo stesso tempo significa aprirsi a quell’energia, permettendole di irrompere nel nostro sistema emotivo, mentale, fisico. Pregare Michele significa ottenere aiuto per ritrovare il centro, il punto focale del proprio essere. E’ per questo motivo che Michele viene definito arcangelo solare: perché lavora affinché tutto ruoti armoniosamente attorno al Sole e attorno al proprio luminoso nucleo interiore.

Così lo invocava Rudolf Steiner, il fondatore dell'antroposofia:
Prestami la tua spada, affinché io sia armatoper vincere il drago in me. 
Riempimi della tua forza,affinché io sgomini gli spiriti che vogliono paralizzarmi. 
Agisci dunque in me,in modo tale che riluca la luce del mio Ioe sia così condotto a degli atti degni di te, Michael.
Maria Antonietta Pirrigheddu 30.06.08

L'autunno è la stagione di Michele
Tratto da www.agricolturabiodinamica.it/alimentazione%208.htm


Nei tempi antichissimi dell'evoluzione dell'umanità ogni passo del processo della riproduzione umana era collegato strettamente al corso dell'anno.

Con la festività di S. Michele (29 settembre) abbiamo appena superato l'equinozio d'autunno (23 settembre - dal latino aequus, uguale, e nox, notte). Passiamo da Uriele a Michele: è finita la fase di crescita esteriore nella natura, e nostra verso ciò che è "altro da sé", ed è iniziata la rigenerazione invisibile.
Adesso è Michele alla massima altezza, alla sua culminazione cosmica

L'emiciclo annuale che si avvia con Michele in autunno (e si conclude con Gabriele in inverno) è quello "dalla morte alla vita", ritorniamo dentro, ripieghiamo su noi stessi e nella nostra interiorità, per consentirci poi di rinascere "a nuova vita"; quando - superato l'inverno - verrà inaugurato l'altro emiciclo, polare a questo, quello di Raffaele: "dalla vita alla morte", il tempo in cui saremo nuovamente tutti proiettati fuori di noi, all'esterno.

In questi sei mesi dell'autunno/inverno (Michele e Gabriele) la "materia è contessuta di spirito", mentre nei sei mesi precedenti della primavera/estate (Raffaele e Uriele) era lo "spirito contessuto di materia". 

Vediamo intorno, ovunque sotto i nostri occhi, avviarsi il processo di "incenerimento della pianta" dopo aver assistito al trionfo della "nascita della pianta". Il bianco secondo Steiner è il colore di riferimento inteso come immagine animica dello spirito. La bellezza luminosa di questo periodo autunnale è quella della veste di Michele, "che a volte riluce di oro solare e a volte risplende interiormente come un'irradiazione argentea": una veste intessuta d'oro (il Sole della stagione precedente - Uriele) e risplendente d'argento (la Terra della stagione seguente - Gabriele).

L'immagine di Michele che tiene la sua spada di ferro puntata sul drago è per l'Uomo, secondo Steiner, un grande "appello rivoltogli per l'azione interiore". Perché egli impari a festeggiare la festa di S. Michele "facendone - appunto - una festa di liberazione da ogni timore o paura, una festa dell'iniziativa e della forza interiori, una festa che sia un appello all'autocoscienza scevra da egoismo."
Lasciamo dunque che in noi, in questa fase autunnale, cresca tutto ciò che tende alla riflessione, "alla libera forte e coraggiosa volontà, contraria ad ogni ignavia e ad ogni paura." In questo modo alla conoscenza della natura possiamo unire un verace processo di autocoscienza.