“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

19 gennaio 2013

Salta nella primavera

Questo programma ayurvedico ti aiuterà a passare dall’inverno alla bella stagione con leggerezza e positività. Risvegliando l’energia

di Scott Blossom e Silvia Icardi foto di Debra McClinton


La primavera è una stagione magica, dinamica e incre­dibilmente affascinante. Se per la natura, questa transizione sembra avvenire con estrema facili­tà, senza complicazioni o intoppi, per gli uomini, invece, non è facile affrontare i cambi di stagione, soprattutto quello dall’inverno alla primavera. Spesso in questi mesi dell’anno, ci sentiamo pigri e affaticati, come orsi intorpiditi che con riluttanza si risvegliano dal letargo.

L’Ayurveda ci spiega che il segreto per sentirci al passo con le stagioni è essere in armonia con la natura, lasciarsi guidare e dan­zare al suo ritmo. Il grande mae­stro di yoga T. Krishnamacharya adattava la pratica e l’insegnamento dello yoga ai vari periodi dell’anno. Oggi, è comunque possibile applica­re alcuni semplici principi ayurve­dici per superare questa transizione stagionale con facilità ed emergere dal periodo freddo trasformati e pronti a rifiorire.


Introduzione all’Ayurveda


Secondo l’Ayurveda, la forza vitale universale si manifesta sotto forma di tre energie (dosha), note come vata, pitta e kapha. Sebbene ogni persona abbia presenti in sé i tre dosha in quantità differente, quasi tutti tendono ad averne uno o due in eccesso. Questa particolare combinazione è determinata al momento del concepimento, ed è la nostra personale natura (prakriti). Man mano che la vita procede, la proporzione dei tre dosha fluttua costantemente in base all’ambiente, la dieta, le stagioni, il clima, l’età. Idosha influenzano la nostra salute, il livello di energia e lo stato d’animo generale.

Attenti a kapha

Per potervi godere a pieno la primavera, dovete comprendere le qualità energetiche di cui siete composti (i dosha, vedi box) e in particolare l’energia di acqua e terra (kapha). Dei tre dosha - vata, pitta e kapha - è quest’ultimo, che governa l’equilibrio dei fluidi(produzione del muco necessario alla protezione dei tessuti dei condotti nasali, dei polmoni e dello stomaco). Quando kapha è in equilibrio, vi sentite forti, calmi e stabili. In caso contrario, siete assonnati, mentalmente apatici o depressi. «È particolarmente importante che kapha sia in equilibrio in primavera perché l’accumulo di questo dosha durante l’inverno può causare malattie con l’arrivo della nuova stagione» spiega Guido Sartori medico ayurvedico di Bologna. In inverno il corpo subisce alcuni cambiamenti che rispecchiano le qualità di kapha (freddo e umido).Si tende a mangiare e a dormire di più e a passare più tempo al chiuso, creando una sorta di “cappotto invernale” di isolamento. «In primavera, bisogna liberarsi del kapha in eccesso - prosegue l’esperto - perché altrimenti si rischia di diventare vulnerabili alle allergie stagionali o ai raffreddori. Si può anche prendere peso o soccombere a uno stato di letargia generale o apatia emotiva. Ecco perché sono consigliate tutte quelle tecniche che aiutano a fluidificare e spurgare il muco».

Interventi a 360°


«Un approccio corretto interessa più aspetti. - continua il dott. Sartori - Si va da una pratica più stimolante e tonificante, che comprenda asana di apertura della zona del petto e di equilibrio, a un pranayama in cui si dia risalto a esercizi di pulizia come Kapalabhati fino ad arrivare a modificare la dieta alimentare». Per prima cosa, è necessario creare sukha, che significa “spazio di benessere”, o stato di salute e felicità generale. Così come il vento spinge le nuvole nel cielo, il prana stimola kapha, in modo tale che i fluidi vengano facilmente espulsi dal corpo. Se non si crea sukha, il flusso del prana è limitato. Per aumentare la quantità di sukha e prana, aggiungete al vostro allenamento gli squat, nella parte inferiore del corpo: il bacino e le gambe. Il bacino e le gambe sono governati da acqua e terra e sono più inclini ad accumulare grasso e acqua. Posizioni come Utkatasana (posizione della Sedia), Malasana, Simhasana (posizione del Leone) e Khanjanasana forniscono calore, migliorano la mobilità delle articolazioni, facilitano la digestione favoriscono la circolazione.

Addio muco

Lo stomaco, il petto, la gola e la testa sono la sede di kapha, in quanto producono e accumulano muco. Se praticate la respirazione intensa Ujjayi in Virabhadrasana I (posizione del Guerriero I), Surya Namaskar (Saluto al Sole), Bhujangasana (posizione del Cobra) e le torsioni da seduti, aiutate kapha a circolare più agevolmente alternando la compressione dell’addome e l’espansione del petto. Analogamente, i piegamenti in avanti capovolti come Adho Mukha Svanasana (posizione del Cane con la testa in giù), quelli in avanti in piedi e Halasana (posizione dell’Aratro) rafforzano il diaframma e favoriscono l’espulsione del muco.

Accendete il fuoco!

Secondo i principi dell’Ayurveda, per godere di buona salute è fondamentale avere un agni, o “fuoco”, digestivo sano. L’agni fornisce la forza fisica della digestione e l’energia psichica per digerire emozioni, pensieri e sensazioni. Un agni forte vi impedisce di produrre ama (tossine), un residuo che rimane nel corpo quando sperimentate o consumate cose che non riuscite ad assimilare completamente. Ama è una sorta di veleno: accresce la stanchezza, l’indebolimento, l’infiammazione, l’insaziabilità e la depressione. Se non viene tenuto sotto controllo, può favorire l’insorgere di malattie più serie come l’obesità e i disturbi cardiovascolari.

Per tenere acceso agni oltre a eseguire una pratica intensa che pompa prana nel corpo provate a praticare Uddhiyana Bandha Kriya, un esercizio di depurazione tradizionale. Quando interrompete la respirazione dopo l’espirazione, la vostra concentrazione migliora, e questo aiuta a stabilizzare la fiamma di agni. Al tempo stesso,se mantenete il respiro regolare durante l’esecuzione degli asana potete concentrarvi con più facilitàe assicurarvi che il prana diffonda calore uniformemente nel corpo. In questo periodo dell’anno, è importante che siate costanti con la pratica. Un allenamento regolare garantisce al corpo ciò di cui necessita per ridurre dolcemente e gradualmente il kapha in eccesso, e permette alla mente di uscire dalla nebbia dell’inverno.

Più leggeri a tavola

Se aspirate veramente a diventare leggeri come farfalle, e non sentirvi orsi pigri, alla pratica degli asana e agli esercizi di respirazione dovete abbinare una dieta più leggera e consapevole. Per alimentare un agni sano e forte, dovete innanzitutto mangiare a intervalli regolari. Se consumate i pasti con regolarità, e con un intervallo di tempo adeguato tra di essi (3-4 ore), rafforzerete il corpo e la mente. «Cercate di consumare minori quantità, o eliminare del tutto, quegli alimenti che aumentano il kapha, ovvero latticini, bevande o cibi freddi o ghiacciati, e piatti fritti o conditi con troppo olio» spiega Sartori. «È sempre consigliabile mangiare frutta e verdura di stagione: gli asparagi, per esempio, eliminano liquidi e tossine, le erbette fresche o le fragole stimolano il vata. Alle classiche tisane aggiungete zenzero o cannella che sono disintossicanti, stimolano agni e hanno una naturale azione depurativa».

In forma… gradatamente

Ecco, questo è il vostro programma ayurvedico per accogliere la primavera in forma smagliante, lucidi, tonici e pieni di energie positive. Ma ricordate anche che è bene procedere lentamente e con un approccio semplice e rilassante. Evitate che questo programma diventi un’altra voce del vostro interminabile elenco di “cose da fare”. Assaporate la primavera semplificandovi la vita in modo da includere solo quelle cose che realmente vi rivitalizzano il corpo e la mente. La minaccia più insidiosa alla nostra salute sia fisica sia mentale, infatti, è rappresentata dalla vita frenetica che conduciamo.

Quando siamo sovrastimolati, sperimentiamo gli stessi problemi emotivi e neurologici di quando mangiamo troppo: ci riempiamo oltre la nostra capacità, al punto da indebolire l’intero sistema. Ecco perché non dobbiamo dimenticare di aumentare lo spazio positivo nella nostra vita. Le soluzioni possono essere le più varie: da spegnere più spesso la TV a recuperare un rapporto di amicizia fino a ritirarci in un luogo tranquillo dedicandoci solo al dolce far niente. Stare meglio con noi stessi, potenzierà il flusso del prana e non solo ci sentiremo più sani e leggeri, ma saremo anche pronti a goderci le meraviglie di questo splendido periodo dell’anno.

Khanjanasana

Benefici: consente di allentare la tensione accumulata nell’area lombare, nelle anche, nelle ginocchia e nelle caviglie, aumentando la circolazione del prana e di kapha nella parte inferiore del corpo.


Mettiti in posizione eretta aprendo i piedi alla stessa ampiezza delle spalle e ruotandoli in fuori di circa 30 gradi. inspira e alza le braccia sopra il capo. espira ed esegui uno squat portando le anche alla stessa altezza delle ginocchia. posiziona gli avambracci contro i polpacci, fai passare le mani attorno alle caviglie e appoggia le dita sui piedi. inspirando, solleva il capo e guarda diritto davanti a te. percepisci il respiro nella parte superiore del petto. mantieni la posizione per 5 respiri, prestando particolare attenzione a indirizzare le inspirazioni verso il bacino e il petto.

Bhujangasana (posizione del cobra)

Benefici: secondo la filosofia ayurvedica, la posizione del cobra favorisce l’apertura del petto e attiva i punti di energia vitale (marma) nella parte inferiore dell’addome e della schiena, facilitando la circolazione di kapha e favorendo l’equilibrio di agni.


Sdraiati a pancia in giù sul tappetino. i glutei sono rilassati e le ossa ischiatiche aperte. allarga le dita dei piedi, distendi le gambe e fissa a terra l’osso pubico senza stringere i glutei. Fai due profondi respiri e visualizza l’inspirazione che circola nell’addome, nell’area lombare e nel coccige. ora, premendo sulle mani solleva il petto. per tenere in equilibrio kapha, ricorda che sono molto utili uno sforzo prolungato, la ripetizione e una respirazione regolare.

Uddhiyana bandha Kriya (contrazione addominale verso l’alto)


Benefici: purifica e stimola in modo vigoroso gli organi implicati nel processo digestivo e nell’evacuazione, in particolare lo stomaco, il fegato, l’intestino crasso e tenue, e la vescica.


Mettiti in piedi con le mani sulle anche e i piedi aperti alla stessa ampiezza delle spalle. mentre espiri, piega le ginocchia e, mantenendo i gomiti diritti, fai scivolare i palmi delle mani verso il basso, sopra le ginocchia. Termina l’espirazione in modo da svuotarti completamente dell’aria. continuando a trattenere il respiro, risucchia in dentro l’ombelico. resta in questa posizione da 1 a 5 respiri, quindi rilassa l’addome e inspira ritornando nella posizione eretta. Ripeti l’esercizio da 5 a 15 volte. se hai poca familiarità con uddhiyana bandha Kriya, procedi con cautela e non trattenere il respiro così a lungo da boccheggiare quando inspiri.


Bharadvajasana II (torsione di Bharadvaja II)


Benefici: favorisce l’alimentazione di agni eliminando ama dagli organi vitali; aiuta ad allentare la tensione nella spina dorsale e ad aprire il petto. Grazie alla posizione che assume il collo, aiuta a espellere il muco in eccesso dalla testa.


Da seduto, piega il ginocchio sinistro e ruota verso l’interno la gamba in modo da posizionare il piede all’esterno dell’anca. porta il tallone destro nell’incavo dell’anca sinistra. porta la mano destra dietro la schiena e afferra il piede destro o il fianco sinistro. appoggia la mano sinistra sul ginocchio destro. inspira e allunga la spina dorsale, quindi espira e ruotala a destra girando contemporaneamente la testa a sinistra. Mantieni la posizione per 30 secondi o più, respirando nella gabbia toracica.


Halasana (posizione dell’aratro)

Benefici: si ritiene che favorisca l’equilibrio di agni nutrendo la ghiandola della tiroide ed eliminando il muco in eccesso; rinvigorisce il cervello attivando i punti marma del collo.


Sdraiati sul pavimento con le gambe distese e le braccia lungo i fianchi (utilizza delle coperte se hai problemi al collo). con un’espirazione, piega le ginocchia al petto. inspira e, mentre espiri, solleva le anche da terra e distendi le gambe verso il soffitto. piega i gomiti e appoggia le mani dietro le anche come supporto. resta in questa posizione per 2 respiri, quindi espira e porta le gambe oltre la testa fino ad appoggiare le punte dei piedi sul pavimento. respira profondamente e regolarmente, rilasciando la tensione dal cuore e dalla gola. mantieni la posizione da 1 a 3 minuti, quindi scioglila piano.


Kapalabhati Pranayama (Esercizio di respirazione della pulizia del cranio)


Questo esercizio è molto potente. Se praticato con abilità e delicatezza, rafforza e libera i polmoni e le cavità da ristagni e muco. Mettiti comodamente seduto, chiudi gli occhi e fai alcuni respiri, concentrandoti sul movimento dell’ombelico. Inspira dolcemente e, mentre espiri, rilassa la gola e abbassa il mento in un morbido Jalandhara Bandha (chiusura del mento). Espira buttando fuori circa l’80 percento dell’aria incamerata, quindi inizia a contrarre l’ombelico verso la spina dorsale ripetutamente, eliminando l’aria restante attraverso le narici. Fai una pausa di mezzo secondo dopo che ti sei svuotato completamente, quindi rilassa l’addome. Ripeti il ciclo tre volte. Lascia che la fase di inspirazione avvenga passivamente.

Il contributo delle spezie

Se usate con moderazione, le spezie qui presentate sono utili per qualsiasi tipo di costituzione. Possono essere assunte durante tutto l’anno, ma sono particolarmente indicate per curare i disturbi della stagione primaverile. Curcuma: questa comune erba da cucina è efficace per asciugare il muco e attenuare l’irritazione associata alle allergie. Prendetene 1⁄4 cucchiaino da tè con 1 cucchiaino da tè di miele grezzo tre volte al giorno, o ogni mezz’ora nelle fasi allergiche acute. Zenzero: se bevete tè allo zenzero con succo di limone e miele grezzo prima dei pasti, rafforzate il fuoco digestivo e favorite l’evacuazione. Se avete uno squilibrio di pitta, potete usare menta e finocchio invece dello zenzero.