“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

3 luglio 2014

Pratica dei Tattwa

Molti conoscono i Tattwa come strumento di chiaroveggenza in uso presso l’Ordine della Golden Dawn.
Ciò però non deve far ritenere che sia uno strumento esclusivo di tale scuola in quanto i Tattwa, che trovano radice nelle filosofie orientali, trovano impegno ed impiego in numerose pratiche.

Ricordiamo che altrettanto famosa è la purificazione dei centri occulti dell’uomo, tramite i Tattwa.

Inoltre vorrei rassicurare il lettore sul termine chiaroveggenza che in questo caso non deve assolutamente ingannare: qui non è riferito a visioni del futuro o del passato, non è espressione di una terza vista legata al flusso temporale tramite un connubio con entità insistenti nel basso astrale, ma bensì la capacità di vedere\accedere ad altri “mondi” in cui siamo comunque, anche se inconsapevolmente, immersi.

E' infatti patrimonio della conoscenza esoterica il fatto che l'uomo possa accedere a numerosi piani, che differiscono fra loro per grado di densità, attraverso la possibilità di mutare il tratto di unione fra fisico-mente-anima: un risultato conseguibile attraverso la concentrazione, la capacità di isolarsi dalle sollecitazioni esterne, e dai sotterfugi della mente.

I Tattwa, come possiamo vedere nell’apposita tabella, altro non sono che rappresentazioni simboliche dei cinque elementi, concetto tradizionale che troviamo in tutte le scuole esoteriche. Ognuno dei Tattwa è diverso per forma e per colore, e attraverso questo binomio è fornito all’adepto uno strumento di utilità tanto maggiore, quanto sarà la sua consapevolezza che costantemente esso è “caricato energeticamente” non solo dalla volontà del singolo, ma da quella della moltitudine di operatori che da sempre lo utilizzano.

I CINQUE TATTWA





Brahman è la coscienza-conoscenza assoluta, il punto di origine immanifesto della tradizione orientale, e la sua prima promanazione è la Shakti, che rappresenta il suo principio dinamico o formatore. 

Da essa, attraverso ulteriori passaggi sottili, emanano i cinque Tattwa, che costituiscono quindi gli elementi archetipali della manifestazione, o in altre parole i mattoni fondamentali sia del macrocosmo, che del microcosmo.

Tale universale presenza dei Tattwa permette all'Operatore di interagire su ogni parte della manifestazione  (panchikarana), creando ponti attraverso le "simpatie e risonanze" fra gli elementi in sè presenti, che in quelli presenti in altri enti, o piani (Lokas).

  • Ogni Tattwa è una vibrazione del Prana, che è la luce dalle cui frequenze provengono tutti e cinque.
  • Ognuna delle cinque stratificazioni o Kosha che formano il corpo umano e' impregnata di ognuno dei Tattwa. 
  • Il primo Tattwa é l'Etere, o Akasha; ha natura sottile, diffusa e, per questo, é senza movimento. Il suo colore é il grigio fumo, quasi nero.
  • Dall'Etere si manifesta l'Aria, o Vayu, a cui é associato il movimento (vento) e il cui colore é il blu.
  • Da Vayu emana il Fuoco, Tejas, l'energia diventata calda, il cui colore é il rosso e la cui qualità é l'espansione.
  • Da qui il Prana si raffredda e diventa l'Acqua, Apas, le cui qualità sono fluidità e contrazione e il cui colore é il bianco.
  • Quando l'energia raggiunge lo stato più denso si ha l'elemento più pesante, la Terra o Prithvi, le cui qualità sono pesantezza e coesione. Il suo colore é il giallo.
    Come abbiamo avuto modo di vedere, ad ogni simbolo corrisponde un colore, un elemento, un mantra e/o una potenza angelica. 
    E' attraverso forme, colori e suoni che l'uomo percepisce e legge la realtà circostante ed interiore, ed è attraverso le "potenze angeliche" che crea un ponte fra le proprie parti divise.






PORZIONI DEGLI ELEMENTI SOTTILI
ELEMENTI GROSSI 
BHUTA
1/2
ETERE 
 + SUONO
1/8
Aria +
1/8
Fuoco +
1/8
Acqua +
1/8
Terra  =
ETERE
UDITO
1/2
ARIA 
 +  CONTATTO
1/8
Etere +
1/8
Fuoco +
1/8
Acqua +
1/8
Terra =
ARIA
TATTO
1/2
FUOCO 
 + FORMA
1/8
Etere +
1/8
Aria +
1/8
Acqua +
1/8
Terra =
FUOCO
VISTA
1/2
ACQUA 
 + SAPORE
1/8
Etere +
1/8
Aria +
1/8
Fuoco +
1/8
Terra =
ACQUA
GUSTO
1/2
TERRA 
 + ODORE
1/8
Etere +
1/8
Aria +
1/8
Fuoco +
1/8
Acqua =
TERRA
OLFATTO

Gli elementi grossi sono associati ai sensi, agli organi di conoscenza (Jñanindriya) e agli organi d’azione (Karmindriya). A livello individuale, nell’essere umano, l’insieme degli Elementi e degli organi agisce su due carateristiche polari.




ELEMENTI GROSSI
BHUTA
ORGANI DI CONOSCENZA
JÑANINDRIYA

ORGANI D'AZIONE
KARMINDRIYA
POLARITÀ
ETERE
UDITO
ORECCHIE
BOCCA
TRASCENDENZA-IMMANENZA
ARIA
TATTO
PELLE
MANI
UNIONE-SEPARAZIONE
FUOCO
VISTA
OCCHI
ANO
ESPANSIONE-CONTRAZIONE
ACQUA
GUSTO
LINGUA
GENITALI
PIACERE -DOLORE
TERRA
OLFATTO
NASO
PIEDI
CONSISTENZA- EVANESCENZA






Il quadrato per la TerraIl cerchio per l’Acqua.Il triangolo rosso per il Fuoco.
La falce di luna per l’Aria
La falce di luna gemmata per l'etere.

Vi è poi la meditazione corporea (Niyasa), attraverso il movimento delle dita che rappresentano e contengono l’essenza degli Elementi. 
TERRA: anulare 
ACQUA: mignolo
FUOCO: pollice.
ARIA: indice.
ETERE: medio.
Il contatto delle singole dita con varie parti del corpo permette un’esperienza diretta con l’elemento evocato, da approfondire in tutte le sue manifestazioni nel TN o nelle carte dinamiche. 

Il passaggio da un dito all’altro, secondo l’ordine elementale diretto o inverso, rende possibile una Mudrã, ossia una gestualità simbolica, di potente valore interiore.





La pratica è in sè molto semplice:


1. Acquisire una posizione consona alla pratica di visualizzazione, si consiglia quella del cadavere se sdraiati, oppure del faraone se seduti.

2. Profondo rilassamento, e dare moto ad una respirazione circolare con inspirazione dalle narici, trattenimento del respiro nella zona del ventre, ed espirazione dalla bocca, con la lingua collocata a circa due centimetri dagli incisivi. I tre tempi della respirazione devono essere di eguale durata.

3. Creare un flusso di pensiero attorno all’elemento scelto. (Fuoco che arde, fuoco che riscalda, fuoco che illumina, ecc…)

4. Fissare per circa un minuto il Tattwa scelto

5. Trasferire rapidamente l’attenzione dal tattwa, ad una parete o un soffitto o una superficie completamente bianca

6. Si vedrà, per effetto ottico riflesso, la stessa forma ma nel suo colore complementare.

7. Appena focalizzata l’immagine con il colore riflesso, si chiuda gli occhi e si cerchi di visualizzarla dello stesso colore innanzi a noi.

8. Appena l’immagine si sarà stabilizzata, la si ingrandisca in modo tale che possa accoglierci.

9. Immaginare di passare oltre la visualizzazione, come se essa fosse una soglia o una porta. Parte integrante di questa pratica è visualizzarsi come l’eremita dei tarocchi, avvolti in un manto, con una lanterna luminosa, e un bastone nodoso. Dall’alto al basso, da destra a sinistra si tracci tre volte la croce cabalistica, e poi si attraversi l’immagine.

10. Superata la soglia del simbolo, si pratichi il Mantra nella tecnica preferita.

11. Volendo terminare la pratica si superi nuovamente la soglia.

12. Si tracci 4 volte il simbolo cabalistico, e si concluda così la pratica.




Tattwa
Bija Mantra
Angeli


etere
  

Ham

  
Metraton

aria

Yam

Raphael

fuoco

Ram

Michael

acqua

Vam

Gabriel


terra

Lam

Uriel










source



Per approfondire


Tattwas and Antahkarana Instructions

The tattwas (or tattvas) are primal energies that underlie the five elements of Hindu philosophy -- akasha or akasa (spirit), tejas (fire), apas (water), vayu (air) and prithivi (earth). The term tattwas means realities or states of being. Each of the five has a specific symbol/glyph used for visual and identification purposes.

Mind and Maya Tattvas


CONTENTS 
1.  Manifested Union of Shiva and Shakti
2.  Archetypes
3.  Return at this Level
4.  Poisons to Wisdoms
5.  Qualities of Essence
6.  Kama-bija
7.  Implications for Practice


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