“ Be the Change that you want to see in the world. ” ...is by Mahatma Gandhi...

21 maggio 2015

Vigyan Bhairava Tantra




Circa 12.500 anni fa, com'è riportato nel "Vigyan Bhairav Tantra", una delle scritture sacre indiane, il Dio Shiva, in risposta alle domande esistenziali poste dalla moglie Devi, le suggerisce 112 tecniche di meditazione per sperimentare l'altezza del suo livello di coscienza e comprensione, offrendo così all'essere umano la possibilità di essere elevato allo stato di Dio.
Queste tecniche hanno lo scopo di dissipare i dubbi, provvedendo il sapere tramite la pratica.
Con queste 112 tecniche Shiva sintetizza tutti i metodi possibili e mostra che ogni cosa può diventare una tecnica di meditazione, se veramente comprendiamo la qualità e la dinamica della mente che è sottolineata da ognuna di esse e la applichiamo nella nostra vita quotidiana. 
Questo lavoro risulta essere il più antico trattato sulle tecniche di meditazione e le loro realizzazioni.
Devi chiede:
"O Shiva, cos'è la tua realtà? Cos'è questo universo pieno di meraviglia? Cosa costituisce seme? Chi centra la ruota universale? Cos'è questa vita al di là della forma che pervade le forme? Come possiamo penetrarla pienamente, al di sopra di spazio e tempo, nomi e descrizioni? Dissipa i miei dubbi!


Shiva risponde:

1. "O radiosa, questa esperienza può albeggiare tra due respiri. Dopo che il respiro è venuto dentro e appena prima che si rivolga in su -- il beneficio.

2. Come il respiro volge dal basso verso l'alto, ed ancora come curva dall'alto verso il basso -- tramite entrambe queste svolte, realizza.

3. Oppure, ogni volta che l'inspirazione e l'espirazione si fondono, in questo istante tocca il centro privo di energia, pieno di energia.

4. Oppure, quando il respiro è tutto fuori e fermato da sé, o tutto dentro e fermato -- in tale pausa universale, il piccolo io di ognuno svanisce. Questo è difficile solo per l'impuro.

5. L'attenzione tra le sopracciglia, lascia la mente essere prima del pensiero. Lascia riempire la forma con l'essenza del respiro fino alla sommità della testa e là piovere come luce.

6. Quando in attività mondane, mantieni l'attenzione tra due respiri, e così praticando, in pochi giorni sii rinata di nuovo.

7. Con intangibile respiro nel centro della fronte, come questo raggiunge il cuore al momento del sonno, abbi direzione sui sogni e sulla morte stessa.

8. Con somma devozione, centrati sulle due giunture del respiro e conosci il conoscitore.

9. Giaci come morta. Arrabbiata in ira, stai così. Oppure fissa senza muovere una palpebra. Oppure succhia qualcosa e diventa il succhiare.

10. Mentre sei accarezzata, dolce principessa, entra nella carezza come vita eterna.

11. Ferma le porte dei sensi quando senti il solletichio di una formica. Allora.

12. Quando su di un letto od un sedile, lasciati diventare senza peso, oltre la mente.

13. Oppure, immagina i circoli di cinque colori della coda del pavone essere i tuoi cinque sensi in spazio illimitato. Ora lascia la loro bellezza sciogliersi dentro. Similmente, ad ogni punto nello spazio o su un muro -- fino a che il punto si dissolve. Allora il tuo desiderio per un altro è realizzato.

14. Poni la tua completa attenzione nel nervo, delicato come il filo di loto, nel centro della tua colonna spinale. In ciò sii trasformata.

15. Chiudendo le sette aperture della testa con le tue mani, uno spazio tra i tuoi occhi diventa onni-inclusivo.

16. Benedetta, come i sensi sono assorbiti nel cuore, raggiungi il centro del loto.

17. Incurante della mente, tieniti nel mezzo -- fino a che.

18. Osserva amorevolmente qualche oggetto. Non andare ad un altro oggetto. Qui nel mezzo dell'oggetto – la benedizione.

19. Senza supporto per piedi o mani, siedi solo sulle natiche. Improvvisamente, la centratura.

20. In un veicolo in movimento, oscillando ritmicamente, sperimenta. O in un veicolo fermo, lasciandoti dondolare in invisibili cerchi che rallentano.

21. Fora qualche parte della tua forma piena di nettare con uno spillo, e gentilmente entra nel forare e raggiungi la purezza interiore.

22. Lascia che l'attenzione sia ad un luogo dove stai vedendo un qualche avvenimento passato, e anche la tua forma, avendo perso le proprie caratteristiche presenti, è trasformata.

23. Percepisci un oggetto in fronte a te. Percepisci la mancanza di tutti gli altri oggetti tranne questo qui. Poi, lasciando da parte la percezione dell'oggetto e la percezione dell'assenza, realizza.

24. Quando sorge lo stato d'animo contro qualcuno o a favore di qualcuno, non metterlo sulla persona in questione, ma rimani centrata.

25. Appena hai l'impulso di fare qualcosa, fermati.

26. Quando arriva un desiderio, consideralo. Poi, improvvisamente, mollalo.

27. Vagabonda in giro fino ad essere esausta e poi, cadendo a terra, in questo cadere il tutto.

28. Supponi di essere gradualmente deprivata di forza e conoscenza. All'istante della deprivazione, trascendi.

29. La devozione libera.

30. Ad occhi chiusi, vedi il tuo essere interiore in dettaglio. Così vedi la tua vera natura.

31. Guarda ad una ciotola senza vederne i lati o il materiale. In pochi momenti diventa consapevole.

32. Vedi come per la prima volta una bella persona o un oggetto ordinario.

33. Semplicemente guardando nel cielo blu oltre le nubi, la serenità.

34. Ascolta mentre è impartito il supremo insegnamento mistico. Occhi fermi, senza sbattere le palpebre, subito diventa assolutamente libera.

35. Sul bordo di un pozzo profondo guarda fissamente nelle sue profondità finché -- la meraviglia.

36. Guarda a qualche oggetto, poi lentamente ritira la tua vista da esso, poi lentamente ritira il tuo pensiero da esso. Allora.

37. Devi, immagina le lettere sanscrite in queste focalizzazioni mielate di consapevolezza, prima come lettere, poi più sottilmente come suoni, poi come la più sottile sensazione. Poi, lasciandoli da parte, sii libera.

38. Bagnati nel centro del suono, come nel continuo suono di una cascata. O, mettendo le dita nelle orecchie, ascolta il suono dei suoni.

39. Intona un suono, come aum, lentamente. Come il suono entra la non-sonorità, così fai tu.

40. Nell'inizio e graduale raffinamento del suono di ogni lettera, risvegliati.

41. Mentre ascolti strumenti a corda, odi il loro suono composito centrale; così onnipresenza.

42. Intona un suono udibile, poi meno e meno udibile mentre il sentire sprofonda in questa silente armonia.

43. Con la bocca leggermente aperta, tieni la mente nel centro della lingua. O, mentre il respiro silenziosamente entra dentro, senti il suono "hh".

44. Centrati nel suono "aum" senza alcuna "a" o "m"

45. Silenziosamente intona una parola che termina in "ah". Poi nel "hh," senza sforzo, la spontaneità.

46. Fermando le orecchie premendole ed il retto contraendolo, entra il suono.

47. Entra il suono del tuo nome e, tramite questo suono, tutti i suoni.

48. All'esordio dell'unione sessuale mantieniti attenta sul fuoco all'inizio, e così continuando, evita le braci alla fine.

49. Quando in tale abbraccio i tuoi sensi sono scossi come foglie, entra questo scuotimento.

50. Persino ricordando l'unione, senza l'abbraccio, trasformazione.

51. Nel vedere gioiosamente un amico da lungo assente, permea questa gioia.

52. Quando mangi o bevi, diventa il sapore del cibo o bevanda, e sii riempita.

53. Oh occhi di loto, dolce di tatto, quando canti, vedi, gusti, sii consapevole di essere e scopri ciò che sempre vive.

54. Ovunque è trovata soddisfazione, in qualsiasi atto, realizza questo.

55. Sul punto di addormentarti, quando il sonno non è ancora arrivato e la veglia esterna svanisce, a questo punto l'essere è rivelato.

56. Le illusioni ingannano, i colori circoscrivono, persino i divisibili sono indivisibili.

57. In stati d'animo di estremo desiderio, sii indisturbata.

58. Questo cosiddetto universo appare come un gioco di destrezza, una esibizione di quadri. Per essere felice, guarda a questo così.

59. Oh amata, poni l'attenzione né sul piacere né sul dolore, ma tra questi.

60. Oggetti e desideri esistono in me come negli altri. Così accettando, lascia che siano trasformati.

61. Come le onde vengono con l'acqua e le fiamme col fuoco, così l'universale ondeggia con noi.

62. Ovunque la tua mente sta vagabondando, internamente o esternamente, in questo preciso posto, questo.

63. Quando vividamente consapevole tramite qualche senso particolare, mantieniti nella consapevolezza.

64. All'inizio di uno starnuto, durante uno spavento, in ansietà, sopra un abisso, fuggendo in battaglia, in estrema curiosità, all'insorgere della fame, al termine della fame, sii ininterrottamente consapevole.

65. La purezza di altri insegnamenti è impurità per noi. In realtà, riconosci niente come puro o impuro.

66. Sii la stessa non-stessa con l'amico quanto con lo sconosciuto, in onore e disonore.

67. Ecco la sfera del cambiamento, cambiamento, cambiamento. Tramite il cambiamento consuma il cambiamento.

68. Come una chioccia fai da mamma ai suoi pulcini, fai da mamma ad intese particolari, a faccende particolari, in realtà.

69. Poiché, in verità, schiavitù e libertà sono relative, queste parole sono solo per coloro terrorizzati dall'universo. Questo universo è un riflesso delle menti. Come vedi molti soli nell'acqua da un sole, vedi così schiavitù e liberazione.

70. Considera la tua essenza come raggi di luce da centro a centro su per le vertebre, e così eleva la "vitalità" in te.

71. O negli spazi di mezzo, senti questo come fulmine.

72. Senti il cosmo come una presenza traslucida sempre viva.

73. In estate quando vedi l'intero cielo infinitamente chiaro, entra tale chiarezza.

74. Shakti, vedi tutto lo spazio come se già assorbito nella tua testa nella brillantezza.

75. Sveglia, addormentata, sognante, riconosciti come luce.

76. Nella pioggia durante una notte nera entra quella oscurità come la forma delle forme.

77. Quando una notte di pioggia senza luna non è presente, chiudi gli occhi e trova oscurità davanti a te. Aprendo gli occhi, vedi oscurità. Così le colpe scompaiono per sempre.

78. Ovunque la tua attenzione si accende, in questo preciso punto, sperimenta.

79. Focalizzati sul fuoco che sale attraverso la tua forma, dalle dita dei piedi in su, finché il corpo brucia incenerito ma non tu.

80. Medita sulla finzione del mondo che brucia incenerito e diventa essere sopra umano.


81. Come soggettivamente, le lettere fluiscono in parole e le parole in frasi, e come, oggettivamente, i cerchi fluiscono in mondi ed i mondi in principi, trova finalmente questi convergere nel tuo essere.

82. Senti: il mio pensiero, io sono, gli organi interni -- me.

83. Prima del desiderio e prima di conoscere, come posso dire io sono? Considera. Dissolviti nella bellezza.

84. Getta da parte l'attaccamento per il corpo, realizza che io sono ovunque. Chi è ovunque è gioioso.

85. Pensando nessuna cosa renderà senza limite il sé limitato.

86. Supponi di contemplare qualcosa al di là della percezione, al di là dell'afferrare, al di là del non-essere. -- Tu.

87. Io esisto. Questo è mio. Questo è questo. Oh amata, persino in ciò conosci l'illimitato.

88. Ogni cosa è percepita tramite il conoscere. Il sé risplende nello spazio tramite il conoscere. Percepisci un essere come conoscente e conosciuto.

89. Amata, in questo momento lascia che mente, conoscere, respiro, forma, siano inclusi.

90. Toccando gli occhi come una piuma, la leggerezza tra di loro si apre nel cuore e là permea il cosmo.

91. Gentile Devi, entra la presenza eterica che pervade molto sopra e sotto la tua forma.

92. Metti il materiale mentale in una tale finezza inesprimibile sopra, sotto e nel tuo cuore.

93. Considera ogni area della tua forma presente come illimitatamente spaziosa.

94. Senti la tua sostanza, ossa, carne, sangue, saturata con l'essenza cosmica.

95. Senti le belle qualità della creatività permeare i tuoi seni e assumere delicate configurazioni.

96. Soggiorna in qualche posto interminabilmente spazioso, lontano da alberi, colline, abitazioni. Da là arriva la fine delle pressioni della mente.

97. Considera il pieno essere il tuo corpo di beatitudine.

98. In qualsiasi posizione gradualmente pervadi un'area tra le ascelle in grande pace.

99. Senti te stessa come pervadere tutte le direzioni, lontano, vicino.

100. L'apprezzamento di oggetti e soggetti è la stessa per una persona illuminata come per una non illuminata. La precedente ha una grandezza: rimane in stato d'animo soggettivo, non persa in cose.

101. Credi l'onnisciente, onnipotente, pervadere.

102. Immagina lo spirito simultaneamente dentro e attorno a te fino a che l'intero universo è spirituale.

103. Con la tua intera consapevolezza proprio all'inizio di un desiderio, di una conoscenza, conosci.

104. Oh Shakti, ogni particolare percezione è limitata, scompare in onnipotenza.

105. In verità le forme sono inseparate. Inseparati sono l'essere onnipresente e la tua forma. Realizza ciascuna come fatta di questa consapevolezza.

106. Senti la consapevolezza di ogni persona come la tua consapevolezza. Così, lasciando da parte l'interesse per sé, diventa ogni essere.

107. Questa consapevolezza esiste come ogni essere, e niente altro esiste.

108. Questa consapevolezza è lo spirito guida di ognuno. Sii questo.

109. Supponi la tua forma passiva essere una stanza vuota con muri di pelle -- vuota.

110. Graziosa, gioca. L'universo è una conchiglia vuota in cui la tua mente si diverte infinitamente.

111. Dolce di cuore, medita sul conoscere e sul non conoscere, esistere e non esistere. Poi lascia entrambi a lato di ciò che puoi essere.

112. Entra lo spazio, senza sostegno, eterno, immobile.

16 maggio 2015

Sivananda - La potenza del pensiero


Siate prudenti quando usate i pensieri. Tutto ciò che avete trasmesso con la vostra mente, vi ritorna invariabilmente.

Ogni pensiero pensato è paragonabile ad un "boomerang".             
Se odiate qualcuno, sarete contraccambiati con lo stesso odio, se amate sarete ricompensati con lo stesso amore.

Un pensiero cattivo è tre volte maledetto.
Innanzitutto danneggia colui che l'ha emesso, colpendo il suo corpo mentale. Poi danneggia la persona a cui è indirizzato. Infine danneggia l'intera umanità, corrompendo tutta l'atmosfera mentale dell'universo.  
Ogni pensiero maligno è come una spada di Damocle che sovrasta voi e la persona,verso la quale è diretto. Se avete pensieri di odio, siete veramente un criminale, perché siete l'assassino dell'uomo, per il quale nutrite pensieri di odio. E siete anche un suicida, perché tali pensieri ritornano verso voi stessi, colpendovi mortalmente.

Una mente, occupata da pensieri cattivi, attira altri pensieri cattivi; e pertanto il suo stato peggiora e il suo male originario si accresce sempre di più. I pensieri malvagi lanciati nell'atmosfera mentale avvelenano le menti recettive.

Soffermarsi su un pensiero cattivo, significa diminuire gradualmente la sua repulsione ed essere costretti a trasformarlo nell'azione, che esso già contiene.
Sri Swami Sivananda Saraswati
La potenza del pensiero 
Sri Swami Sivananda Sarasvati Maharaj: 
La potenza del pensiero, Cap.I,XII (Ital.)

Swami Sivananda è stato un grande luminare della scienza yogica, un Avatar impegnato in un'intensissima attività nel campo dello spirito. Nacque in Pattamadai, nel sud dell'India, da nobili e ricchi genitori il giorno 8 settembre 1877 alle sei del mattino. Fin dalla sua adolescenza si distinse per la sua viva intelligenza e per il suo fermo carattere. I suoi genitori pensarono di avviarlo agli studi di medicina. Si laureò nell'Università di Tanjore, dove tutti lo apprezzarono e amarono per la sua costanza e dedizione nell'operare. 

Finiti brillantemente gli studi, nell'anno 1907 iniziò la sua attività pubblicando il periodico "Ambrosia" con l'intento di diffondere l'igiene e la salute. Si prodigò in vari ospedali, riscuotendo la fiducia e l'ammirazione di tutti, pazienti e collaboratori.

Curava i malati e istruiva i poveri con grande amore. Divenne membro dell'Istituto Reale per la Salute Pubblica, degli istituti Reali Sanitari e della Società Asiatica Reale. Ma a poco a poco stava avvenendo in Lui un profondo cambiamento interiore. 

Egli sentiva vivamente la necessità di vivere secondo la verità dello Yoga. Le sofferenze umane e la corruzione della società materialistica maturarono in Lui una grande decisione.

Abbandonò le ricchezze; abbandonò la posizione sociale e gli alti incarichi che svolgeva presso la società malese, per vivere con i poveri e con gli Yogi. Nell'anno 1923 si recò in pellegrinaggio a Benares, Pooma, Nasik, percorrendo a piedi oltre mille chilometri. L'anno dopo entrò a far parte dell'ordine dei Sanyasi a Rishikesh. Inizia in questo momento un lungo periodo di ascetismo e mantiene il capo rasato in segno di rinunzia. 

Era un uomo attivissimo. Nel 1934 iniziò la fondazione di molte opere filantropiche, tra le quali: "The Divine Life Society" una grande organizzazione per diffondere lo Yoga; la "Yoga Vedanta Forest Academy", nata per formare insegnanti specializzati nei vari rami dello Yoga; un museo di Yoga, un lebbrosario, una farmacopea ayurvedica, il Vischvanath Mandir, tempio cosmico per tutte le religioni.

Egli passava notti intere in profonda meditazione. Era dotato di vari poteri occulti come la telepatia, la preveggenza, le guarigioni e le apparizioni a distanza, operava materializzazioni, bilocazioni. Abbandonò il suo corpo fisico il 18 luglio 1963. Molte sedi della sua "Divine Life Society" si diffusero rapidamente in tutto il mondo. 

Il Maestro ha voluto lasciare a tutti in eredità i suoi nobili insegnamenti, che oggi si diffondono sempre più nel mondo. Questo libro racchiude in se stesso un tesoro di eccezionale valore, che contribuirà a trasformare la vita del lettore. Sostenuto dal suo infinito amore per l'umanità, Sivananda profuse tutte le sue inesauribili energie al servizio degli uomini, scrivendo 300 libri su una ricca varietà di temi.

Cap.I: fisica e filosofia del pensiero
1. Il pensiero è più veloce della luce 
Mentre la luce viaggia a velocità di trecentomila chilometri al secondo, ilpensiero, praticamente, raggiunge istantaneamente infinite lontananze. Il pensiero è impercettibile, impalpabile, invisibile; è più sottile dell'etere, ilmezzo dell'elettricità. Difatti, pur stando tranquillamente nella vostra casa, per mezzo di un sintonizzatore, potete ascoltare un cantante che canta in una lontana stazione radio. Tutti i messaggi lanciati nello spazio viaggiano tramite le onde e vengono ricevuti mediante un apparecchio radio. 

Anche la vostra mente è simile ad un apparecchio radio, ma più perfetta. Un santo che ha conquistato la pace, l'equilibrio e l'armonia, continuamente invia nell'universo pensieri e onde spirituali di armonia e di pace che, propagandosi in ogni direzione, raggiungono tutti i luoghi e penetrano nella mente delle persone, nelle quali provocano altri pensieri di armonia e di pace. 

Quando un uomo ha la mente colma di gelosia, di sentimenti di vendetta e di odio, invia sempre pensieri discordanti, che raggiungono la mente di migliaia di persone e provocano in queste altrettanti pensieri di odio, di gelosia e di discordia.
2. Il mezzo attraverso il quale viaggiano i pensieri
Se gettiamo un sasso in uno stagno, esso provoca una successione di onde concentriche che si dipartono in ogni direzione, iniziando dal punto di caduta del sasso stesso. Similmente la luce di una candela spande le sue onde luminose nell'etere, propagandosi in ogni senso. Accade la stessa cosa quando un pensiero, sia esso buono o cattivo, sottile o grossolano, nasce nella mente di una persona. 

Essa provoca delle vibrazioni nel Manas, la mente dell'individuo, che lo diffonde dappertutto. quale potrebbe essere il mezzo con il quale i pensieri possono essere trasmessi dovunque? La spiegazione è semplice: il Manas, la sostanza mentale, riempie tutto lo spazio che lo circonda e funge da veicolo per i pensieri, così come il prana è il veicolo per le sensazioni, come l'etere è il tramite del calore, della luce e dell'elettricità e come l'aria è il mezzo del suono.
3. L'etere nello spazio registra i pensieri
Potete muovere il mondo con la forza del pensiero. Esso ha una grande potenza. Può venire trasmesso da un uomo all'altro. I forti pensieri degli uomini saggi e dei Rishi (illuminati) sono tuttora registrati nell'Akasha, l'Etere Universale che pervade lo spazio. Gli Yogi, dotati di chiaroveggenza, sono in grado di percepire quelle immagini e quei pensieri e possono leggerli facilmente. Siete circondati da un oceano di pensieri, vi galleggiate letteralmente, assorbendone alcuni e rifiutandone altri. Ognuno possiede il suo proprio mondo di pensieri.
4. I pensieri sono cose viventi
I pensieri sono principi viventi, tenaci e solidi come la pietra. Noi possiamo cessare di esistere, ma i nostri pensieri non moriranno mai. Ogni cambiamento di pensiero, è sempre accompagnato dalle vibrazioni della sua sostanza mentale. Il pensiero, come forza, ha bisogno di una speciale materia sottile per esistere e per manifestarsi. Quanto più forte è il pensiero, tanto più precoce è la sua fruttificazione. Il pensiero deve essere focalizzato verso un determinato scopo con la stessa intensità con cui viene impresso e diretto. In tal modo il suo effetto sarà pari all'intenzione iniziale.
5. I pensieri sono forze più sottili

Il pensiero è una forza sottile, impercettibile, che trae la sua fonte maggiore di vita dall'alimentazione. Consultando i Chandogya Upanisad - e precisamente i dialoghi tra Uddalaka e Svetaketu - si potrà capire bene questo aspetto. Se il cibo con il quale ci alimentiamo è puro, anche il nostro pensiero diverrà ben presto puro. Chi ha pensieri puri, si esprime sempre con molta forza e con il suo linguaggio produce un'enorme impressione su coloro ai quali si rivolge con la parola. Egli influenza migliaia di persone tramite i suoi puri pensieri. Un pensiero puro è più tagliente della lama di un rasoio. Perciò nutrite sempre pensieri puri e sublimi. La disciplina del pensiero è una scienza esatta.
6. I pensieri sono messaggi radio
Chi nutre pensieri di odio, di gelosia, di vendetta e di malizia è in verità una persona molto pericolosa, perché provoca un senso di inquietudine e di cattiva volontà tra gli uomini. I pensieri sono come dei messaggi radio lanciati nell'etere e destinati ad essere ricevuti da coloro che si dispongono a captare tali frequenze di vibrazioni. Mentre coloro che nutrono pensieri sublimi e di devozione aiutano gli altri, sia nel caso che siano vicini, sia che si trovino
lontani.
7. I pensieri hanno una forza straordinaria
Il pensiero dispone di un'immensa potenza. Esso può curare le malattie e può trasformare la mentalità ed il carattere di chiunque. Il pensiero può fare qualsiasi cosa, può operare meraviglie, fare miracoli e viaggiare a velocità inimmaginabile. Esso è una forza dinamica prodotta dalle vibrazioni del Prana psichico sulla materia cerebrale; è una forza come la gravitazione, la coesione e la repulsione.
8. Le onde-pensiero e la loro propagazione
Dopo tutto che cos'è questo mondo? Non è altro che la materializzazione delle forme di pensiero di Hiranyagarbha, ovvero dell'Assoluto. Come esistono scientificamente le onde di calore, di luce e di elettricità, così esistono le onde di pensiero. Ciascuno di noi, anche se inconsciamente, con un'intensità più o meno grande, ha avuto esperienze della potenza del pensiero in varia misura. Grandi Yogi, come Jnanadev, Bhartrihari e Patanjali, erano soliti inviare e ricevere messaggi di persone lontane, tramite il potere telepatico della mente e la trasmissione del pensiero. 

La telepatia è stata il primo mezzo radio, telegrafico e telefonico che sia mai esistito al mondo. Come quello che esegue esercizi fisici o pratica discipline sportive per mantenersi in perfetta forma fisica, così dobbiamo mantenere la salute e l'efficienza mentale, irradiando adeguate sottili onde-pensiero, prendendo il nutrimento Sattvico e favorendo il rinvigorimento mentale che trasmuta in meglio lo stato d'animo. Il rilassamento della mente si ottiene, mantenendo pensieri buoni, nobili e sublimi e coltivando l'abitudine alla gaiezza ed alla gioia.
9. Meraviglie delle vibrazioni del pensiero
Ogni pensiero che emanate è una vibrazione imperitura che oscilla all'unisono con ogni particella dell'universo, e se i vostri pensieri sono nobili, santi e vigorosi, faranno vibrare ogni mente che sia in armonia con loro. Inconsciamente tutte le persone che sono simili a voi captano il pensiero che avete proiettato e, a seconda delle capacità di cui sono dotate, ritrasmettono pensieri analoghi. Ne consegue che, senza rendervi conto delle conseguenze della vostra azione, mettete in movimento enormi forze che in armoniosa unione eliminano tutti i pensieri gretti e mediocri, emessi dalle persone egoiste e cattive.
10. Diversità delle vibrazioni del pensiero
Ogni uomo è dotato di un suo mondo mentale, di un suo modo di pensare, di un suo modo di capire le cose e di un suo modo di agire. Come il volto e la voce di un uomo sono dissimili da quelli di un altro uomo, altrettanto dissimile è il loro modo di pensare e di intendere. Questa differenza provoca spesso l'incomprensione anche tra amici. Non siamo sempre in grado di comprendere con esattezza i punti di vista degli altri per cui sorgono, talvolta in pochi minuti, disaccordi, rotture e litigi anche tra veri amici. In questo caso l'amicizia non può durare a lungo. Per ottenere la comprensione reciproca, dovremmo essere in armonia con le vibrazioni mentali o di pensiero degli altri. Solo questa è una garanzia di successo certo. I pensieri di lussuria, di odio, di gelosia e di egoismo producono nella mente immagini distorte che provocano l'offuscamento della comprensione, la perversione dell'intelletto, la perdita della memoria e la confusione mentale.
11. Conservazione delle energie mentali
In fisica esiste il termine "potere di orientamento". Nonostante la presenza di molta energia non si forma un passaggio di corrente. Bisogna quindi collegarla ad un magnete per ottenere che la corrente passi per mezzo del potere di orientamento. Similmente l'energia mentale che viene dispersa ed erroneamente rivolta ai diversi inutili pensieri mondani, dovrebbe essere indirizzata verso i giusti canali spirituali. Non immagazzinate nel cervello inutili informazioni. Imparate a mantenere libera la mente e disimparate tutto ciò che per voi è inutile. Soltanto allora potrete colmare la vostra mente di pensieri divini, conquistando una nuova energia mentale, costituita da tutti i raggi mentali dispersi, che nuovamente sono raccolti.
12. La teoria delle cellule e dei pensieri
Una cellula è formata da una massa di protoplasma e nucleo ed è dotata di una certa intelligenza. Alcune cellule secernono determinate sostanze. Altre invece eliminano le sostanze di rifiuto. Per esempio, le cellule dei testicoli secernano lo sperma; le cellule dei reni espellono l'urina. Alcune delle cellule servono per proteggere e difendere il corpo dalle irruzioni o dagli attacchi di sostanze estranee dannose e di germi patogeni. Esse li neutralizzano e li eliminano. Altre cellule invece trasportano alimenti ai tessuti ed agli organi. Le cellule compiono tutte le loro attività senza il minimo atto di volontà cosciente. 

Le loro attività sono controllate dal sistema nervoso simpatico e sono in diretta connessione con il cervello. Ogni impulso della mente ed ogni pensiero, vengono inviati alle cellule, che ne sono grandemente influenzate. Esse agiscono secondo i vari condizionamenti o stati mentali. Gli stati di confusione, di depressione, di agitazione, di basse emozioni ed altri pensieri sfavorevoli vengono trasmessi ad ogni cellula del corpo tramite i nervi. Le cellule di difesa sono perciò colpite da uno stato di panico e si indeboliscono. Non riuscendo a svolgere adeguatamente le loro naturali funzioni, diventano inefficienti. Alcune persone sono estremamente coscienti del proprio corpo, ma non hanno la percezione dell'Io interiore. 

Esse vivono in modo irregolare e indisciplinato: mangiano troppo ed in continuazione; sicché i loro organi di digestione e di eliminazione non conoscono mai sosta. Di conseguenza soffrono di debolezza fisica e si ammalano. Gli atomi, le molecole e le cellule dei loro corpi producono delle vibrazioni discordanti, non armoniche. A causa di questo motivo, molte persone sono prive di speranza, di fede, di serenità, di gaiezza e di fiducia in se stesse. Ben presto diventano infelici. Difatti in esse la forza vitale non agisce più adeguatamente e quindi la loro vitalità tende a diminuire. La mente viene assalita dalla paura, dalla disperazione, dal timore e dall'ansia.
13. Pensiero primario e scienza moderna
Il pensiero è la forza più efficace che conosciamo ed è la più potente arma a disposizione dello Yogi. I pensieri costruttivi trasformano, rinnovano e costruiscono. Le possibilità incalcolabili di applicazione e di uso di questa forza a nostra disposizione vennero sfruttate fino al massimo grado dagli antichi. Poiché il pensiero è la forza primaria che agisce all'origine ed alla fine di tutta la creazione, la genesi dall'intero fenomeno della creazione è determinata e rappresentata dal pensiero che scaturì dalla mente cosmica. Il mondo è l'idea primaria che si è fatta manifesta. Questo primo pensiero si manifestò come una vibrazione, sorgente dalla quiete eterna dell'essenza dell'assoluto. Quello che nella terminologia classica viene chiamato iccha, desiderio dell'Hiranyagarbha, l'Anima Cosmica, ha origine allo stesso modo di una Spandan o vibrazione. Tale oscillazione non si può neppure lontanamente paragonare ad una oscillazione di particelle fisiche perché è qualcosa d'infinitamente sottile, così sottile che una mente normale non può neppure concepirla. Tuttavia questo fatto ha posto in evidenza che tutte le forze sono nella loro essenza riducibili a stati di pura vibrazione. La scienza moderna è già arrivata a questa conclusione dopo lunghe e faticose ricerche nel mondo fisico esterno.
14. Il Radium e lo Yogi eccezionale
Il Radium, metallo fortemente radioattivo, è un elemento molto raro; altrettanto rari sono nel mondo gli Yogi che riescono a controllare i propri pensieri. Come un bastoncino d'incenso emana continuamente un dolce profumo, così lo Yogi che ha sotto controllo i propri pensieri e che è costantemente a contatto con l'Assoluto, irradia un continuo effluvio di profumo e di energia (l'aura brahmica magnetica).

Il suo volto sprigiona una forza magnetica particolarissima: il Brahma-varchas. Se tenete in mano unmazzetto di gelsomini, di rose e fiori di Champaka, il soave profumo si diffonde ovunque ed è da tutti sentito con la stessa intensità. Similmente ad un dolce profumo, la fama e la reputazione dello Yogi, che ha il controllo dei propri pensieri, si spandono in tutte le direzioni. Egli diviene una forza cosmica.
15. Peso, misura e forma del pensiero
Ogni pensiero ha un peso, una forma, una dimensione, una misura, un colore, una qualità e una forza. Lo Yogi è in grado di vedere tutti questi attributi direttamente con il proprio occhio interiore. I pensieri sono come delle cose.
Proprio come potete offrire ad un vostro amico un'arancia e ricevere un altro dono in cambio, allo stesso modo potete dargli un pensiero potente e utile ed esserne contraccambiati. Il pensiero è una grande forza che si muove e che crea continuamente. Con la potenza del pensiero potete fare qualunque miracolo. Dovete solo conoscere la giusta tecnica per usarlo.
16. Conformazione, denominazione e colore del pensiero
Ora immaginate che la vostra mente diventi perfettamente calma, completamente sgombra e libera da ogni pensiero; tuttavia appena un pensiero sorge, immediatamente esso prende nome e forma. Ogni pensiero ha quindi un suo nome e una sua forma. E' facile osservare che ogni idea che l'uomo ha o può avere, è in relazione con una certa parola-vibrazione, la quale è una copia.

La forma è lo stato più grossolano, mentre la denominazione è lo stato più sottile di un unico potere che si manifesta e che viene chiamato pensiero. Tuttavia queste tre caratteristiche si sommano in una sola: dove se ne riscontra una, sono presenti anche le altre due; dove c'è il nome, ci sono sempre la forma e il pensiero. Un pensiero spirituale ha un colore giallo. Un pensiero carico di livore e di odio è di colore rosso scuro; un pensiero di egoismo è colorato di marrone; un pensiero di depressione psichica è colorato di grigio e così via.
17. Potere, funzionamento e utilizzazione del pensiero
Il pensiero è una potenza vitale, viva e dinamica; è la forza più vitale, più sottile e più irresistibile che esista in tutto l'Universo. Tramite la strumentazione del pensiero si ottiene il potere creativo. Il pensiero passa da un uomo all'altro ed influenza tutti. Un uomo che ha molta forza-pensiero può influenzare facilmente le persone che hanno pensieri più deboli. Sono stati pubblicati ormai un'infinità di libri su la possibilità di coltivare il pensiero, la sua forza e la sua dinamica. Approfondendo questo studio avrete un'idea generale del pensiero, della sua potenza, del suo funzionamento e della sua utilità.

18. Noi viviamo in un illimitato mondo di pensieri

Il solo pensiero costituisce un mondo particolare: i grandi dolori, la vecchiaia, la morte, il peccato, la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria, l'etere. Il pensiero avvolge interamente l'uomo e colui che controlla i propri pensieri percepisce l'Assoluto su questa terra. Vivete continuamente immersi in un mondo di pensieri. L'origine di tutto è il pensiero; poi segue la sua manifestazione tramite i mezzi ordinari del linguaggio - sono sempre strettamente connessi.

I pensieri di collera, di cattiveria e di malizia sono esiziali per gli altri e soprattutto per voi stessi. Se la mente, causa di tutti i pensieri, svanisce, anche gli oggetti esterni svaniscono. I pensieri sono come degli oggetti. Il suono, il tatto, la forma, il gusto, l'odorato, i cinque sensi, il moto, la capacità di sognare e gli stati di sonno profondo, sono tutti prodotti della mente. Essa diviene il re degli Indriyas o dei sensi. Il pensiero è la radice di tutti i processi mentali. I pensieri, che noi percepiamo intorno a noi, non sono altro che la mente nella sua manifestazione di forma o di sostanza.

Il pensiero crea e distrugge continuamente. L'amarezza e la dolcezza non sono insiti negli oggetti, ma nella mente, cioè nel soggetto e nel suo pensare. Esse vengono quindi create dal pensiero. E' attraverso il gioco della mente, ovvero del pensiero sugli oggetti, che la vicinanza ci appare a grande distanza, oppure il contrario. Tutti gli oggetti di questa terra sono a sé stanti; essi sono legati l'un l'altro ed uniti solo per mezzo del pensiero, cioè dell'immaginazione della mente.

E' proprio la mente che determina il colore, la forma e le qualità degli oggetti; la mente assume di volta in volta la forma di un oggetto qualsiasi su cui la sua attenzione si è fermata intensamente. Amore e odio, virtù e vizio esistono solo nella mente. Ogni uomo crea un mondo del bene e del male, del piacere e del dolore, dell'odio e dell'amore, solo attraverso la propria immaginazione. Dunque il bene e il male, il piacere e il dolore, l'odio e l'amore non hanno origine dagli oggetti, ma sono soltanto atteggiamenti della mente. In questo mondo non vi è nulla che sia buono o cattivo: è solo la nostra mente che crea un tale stato.
19. I pensieri, loro carica elettrica e loro filosofia
I pensieri sono forze gigantesche, molto più potenti dell'elettricità. Essi controllano la vostra vita, modellano la vostra vita, modellano il vostro carattere e forgiano il vostro destino. Notate come un pensiero contiene un'infinità di altri pensieri che si manifestano entro un periodo di tempo
brevissimo. Immaginate di preparare un tè per i vostri amici: ebbene, il pensiero base del tè richiama immediatamente il pensiero dello zucchero, del latte, delle tazze da tè del tavolo, delle sedie, delle tovaglie, dei tovaglioli, dei cucchiaini, delle torte, dei biscotti, ecc.

Tutto ciò in sostanza non è altro che la multiforme espansione del pensiero principale. Con la moltiplicazione dei pensieri della mente nei confronti degli oggetti che ci circondano, si instaura una specie di rapporto di schiavitù. La rinunzia al pensiero invece è liberazione. Dovete fare attenzione a cogliere i pensieri nascenti. Solo allora sarete realmente felici. La mente è difficilmente controllabile e per questo motivo dovete capirne la sua natura ed il suo comportamento. Solo allora sarete in grado di controllarla molto facilmente. Uno dei libri più straordinari, che tratta dell'idealismo filosofico e pratico del pensiero indiano, è lo "Yoga Vasishtha".

L'essenza di questo testo è la seguente:"Esiste soltanto il Brahman Unico Assoluto o Anima Immortale. L'universo in quanto tale non esiste. Solo la conoscenza dell'Io vi libererà da questo ciclo di nascite e di morti continue. Il pensiero e i Vasanas, estinguendosi, divengono Moksha. Solo l'espansione della mente è Sankalpa, tramite la capacità di differenziarsi, genera l'universo. Il mondo non è che la materializzazione della mente. L'estinzione dei Sankalpas origina Moksha. Annientate questo piccolo "io", i Vasanas, ovvero i Sankalpas, ovvero i pensieri. Meditate sull'Io Assoluto e trascendentale e diverrete un perfetto".
20. Il mondo esterno preesiste nel mondo dei pensieri
Ogni pensiero ha un'immagine. Un tavolo, prima di essere un oggetto fisico, è un'immagine mentale. Qualsiasi cosa voi vediate all'esterno ha sempre una corrispondenza nella mente. La pupilla è un piccolo cerchio nell'occhio; la retina è una piccola struttura. Come si spiega che l'immagine di un enorme montagna, visualizzata per mezzo di quella piccola struttura, possa imprimersi nella mente? In effetti è una cosa meravigliosa. Evidentemente esisteva già nella mente l'immagine della montagna. La mente è simile a un'ampia tela che contenga tutte le immagini degli oggetti visti dall'esterno.
21. Il mondo è una proiezione del pensiero
Un attento esame vi dimostrerà che tutto l'universo non è in realtà che la proiezione della mente umana. La purificazione ed il controllo della mente sono lo scopo principale di ogni sentiero Yoga. La mente stessa non è che la registrazione delle impressioni che continuano ad esprimersi e susseguirsi con ritmo incessante, come avviene per i pensieri. La mente è azione.

Il pensiero vi costringe all'azione; l'attività crea continuamente nuove impressioni nella sostanza mentale. Lo Yoga cerca di distruggere l'origine di questo circolo vizioso per mezzo di un metodo che impedisce alla mente di compiere le sue funzioni.

Lo Yoga esamina, controlla e interrompe la funzione basilare della mente, cioè il pensiero. Quando si trascende il pensiero, inizia l'attività dell'intuizione e dell'Autoconoscenza. Il pensiero ha la capacità di creare o di annientare il mondo in un attimo.

La mente crea il mondo a seconda del suo Sankalpa o pensiero. E' la mente che crea l'Universo (Monomatram Jagat). Tramite il gioco della mente un Kalpa è considerato come un momento e lo stesso accade col suo processo inverso. Come un sogno ne genera un altro al suo interno, la mente, non avendo forme visibili, genera esistenze visibili.
22. I pensieri, il mondo e la realtà senza tempo
La mente è la causa principale della crescita dell'albero di Samsara e delle sue miriadi di radici, di rami, di tenere foglie e di frutti. Se annullate il pensiero, automaticamente distruggete l'albero di Samsara.

Distruggete i pensieri al momento del loro sorgere. La radice si seccherà per mezzo dell'eliminazione dei pensieri e così l'albero di Samsara verrà presto abbattuto. Per giungere a questo stato occorreranno infinita pazienza e perseveranza. Quando riuscirete ad estirpare tutti i pensieri, allora sarete immersi in un mare di beatitudine. Questo stato, che non è possibile descrivere, dovete provarlo per conoscerlo. Come il fuoco si spegne quando è distrutto tutto il commestibile ed è quindi riassorbito dal grembo che lo generò, la mente ritorna alla sua originale sorgente e l'Atman viene raggiunto quando sono stati annullati tutti i Sankalpas.

A questo punto si raggiunge il Kaivalya - l'esperienza della realtà senza tempo, lo stato di assoluta indipendenza.

Cap.XII: la potenza del pensiero per una nuova civiltà
1. I pensieri puri e il loro rapporto con il mondo
Sia lo psicologo, sia lo studioso delle scienze esoteriche, confermano l'importanza della purezza dei pensieri. Infatti la cultura del pensiero è una scienza esatta. Per questo motivo si dovrebbe educare il pensiero allontanando tutto quanto è vano e grossolano. Colui che ha pensieri egoistici nuoce a se
stesso e agli altri perché contamina il mondo mentale. I suoi pensieri egoistici si insinuano nelle menti altrui, anche di coloro che vivono lontani. I pensieri egoistici sono la causa di tutte le malattie. Infatti l'origine del male scaturisce sempre da un pensiero impuro. Colui che ha pensieri buoni e sublimi può irradiare gioia, speranza, conforto, pace, anche a chi vive lontano.
2. La forza del pensiero al servizio del benessere umano
Con la parola Karma viene indicata la legge di causa ed effetto, ma Karma significa anche azione. E solo l'uomo nel cosmo è l'essere pensante capace di discernere, comprendere e determinare il Karma. Per tutti gli altri regni inferiori non esiste questa possibilità. I pensieri sono veri e propri oggetti, consistenti e forti più di ogni altra cosa fatta di materia. Hanno una forza enorme, incredibile. Siate quindi molto cauti quando usate il potere del pensiero, che può esservi di immensa utilità in moltissime occasioni; non sottovalutate questo potere e non trattatelo a caso. Fatene sempre un uso giusto e a totale beneficio di tutti.
3. La potenza del pensiero per educare i sentimenti di coraggio e di amore
Continuate a distruggere i pensieri di paura, di egoismo, di odio, di debolezza,di male, di sconforto. Consolidate invece i pensieri di misericordia, di coraggio, di amore, di purezza. E non dimenticate che i pensieri di egoismo vi distruggono, mentre quelli elevati di purezza vi infondono nuova esultante vita.

Provate e comprenderete l'immensa forza interiore di cui potete disporre.

Meditare sull'Assoluto produce un effetto incredibile, ineffabile, poiché allontana i pensieri egoistici e trasforma la sostanza mentale.

4. La forza del pensiero al servizio di una vita ideale

Nei pensieri elevati esiste sempre una forza straordinaria, da cui l'esistenza vostra trarrà sicuro beneficio. Tuttavia esistono livelli diversi di ricezione in rapporto alle capacità mentali e intellettive, alla forza fisica e psichica di ogni individuo. Per questo motivo ognuno dovrebbe avere un ideale adatto al proprio temperamento e alle proprie capacità e cercare di attuarlo ad ogni costo. Un ideale non sentito e non adeguato alla vostra formazione individuale, oltre ad essere irraggiungibile, vi procura illusioni. Allora non dovrete far altro che rinunciare a divenire tamasici. Ciascuno conservi i propri ideali che potrebbero essere sempre realizzati in futuro. E' importante il fatto che ognuno metta, nel perseguire il proprio ideale, tutta la tenacia e la costanza possibile. Tutta la vostra energia, la vostra forza nervosa e la vostra volontà,
devono essere dirette verso questo scopo. La sostanza del vostro ideale può essere definita da voi stessi, tenendo conto delle vostri naturali inclinazioni. Se non siete capaci, fatevi consigliare da un Guru. Come è triste constatare che moltissime persone vivono senza un preciso, elevato ideale. Anche coloro che
hanno avuto un'istruzione, spesso conducono una vita che non ha senso e scopo,
sconvolti dal vento delle passioni. Gli epicuri, gli avidi, i ricchi non conoscono certo altro modo di vivere.

Questi sono l'ideale degli spiriti molto bassi, che conducono l'uomo nelle tenebre. Benedetto sia l'uomo che lotta per conseguire i propri ideali. Benedetto sia l'uomo che consapevole sorridecontinuamente. Così trasformerà l'ambiente che lo circonda.
5. L'energia del pensiero al servizio del progresso spirituale
I discorsi vacui e le chiacchiere vane assorbono una notevole quantità di energie vitali, come i pensieri inutili e vuoti. E' necessario non disperdere il pensiero e osservare l'economia più stretta della sua energia per utilizzarla nella contemplazione di Brahma. Tutti i pensieri nocivi e vani devono essere allontanati decisamente, poiché impediscono la crescita dello Spirito.
6. Aiutate il mondo tramite pensieri di forza
Vibrazioni di frequenza uguale armonizzano tra di loro, vibrazioni di frequenza diversa si respingono. Secondo questo principio, tutti i principi simili si attraggono e si trasmettono da persona a persona. Infatti il pensiero è movimento costante, forza vivente e dinamica. Se la vostra mente si sofferma su un pensiero sublime, si sintonizzerà con altri pensieri sublimi. Naturalmente i pensieri dannosi e dispersivi attireranno altri uguali pensieri.
7. La potenza del pensiero e le condizioni per una nuova civiltà
Il pensiero plasma l'uomo che, a sua volta, forma la civiltà. Dietro ogni avvenimento importante della vita e della storia del mondo, esiste una forma di pensiero; dietro ogni scoperta ed invenzione, dietro ogni religione e filosofia,ogni distruzione e creazione della vita, esiste il pensiero. Il pensiero vieneespresso con la parola che lo trasforma in azione. Vero è il detto: "Tu diventerai quello che pensi". Ma come costruire una civiltà nuova? Risvegliando una nuova forza di pensiero. Come costruire una civiltà che possa garantire
all'uomo la pace e la prosperità? Risvegliando nell'uomo la serenità, la virtù, l'amore. La centesima parte delle energie usate per rincorrere scopi vani sarebbe sufficiente per creare il PENSIERO che genererebbe la civiltà nuova. Le armi nucleari e le altre invenzioni esiziali portano inesorabilmente la più totale distruzione.

La natura diventa sterile e un senso di sgomento, di paura, di sospetto e di odio scende nel cuore dell'uomo, si insinua nella sua mente già vacillante, penetra nel suo fisico logoro, malato. Fermati, non discendere più oltre. Allontanate tutto quanto turba la mente dei giovani, e fate che essi abbiano solo pensieri e ideali nobili. I ladri, gli assassini, i truffatori,vengono puniti dalla legge, che purtroppo ignora chi perpetra il reato più grave, quello di introdurre nella mente dei giovani idee turpi e ignobili. Le
leggi del futuro esprimeranno la loro perfezione
.
Nella nuova Civiltà nascerà un albero, di cui tutti mangeranno i suoi frutti. L'uomo sarà giusto, generoso, amorevole con tutti, perché il benessere di tutti sarà la sua più grande felicità. In questa società ognuno darà al suo prossimo tutto quello che ha e riceverà tutto quello che ha donato.

Scompariranno le ideologie politiche e le ingiustizie sociali ed economiche. La virtù sarà l'unica sentinella che veglierà nel mondo. Risvegliamoci, l'ora è giunta ormai. L'alba già nasce tra i roseti.

La benedizione di Dio discenda su di Voi tutti.

per approfondire

1 maggio 2015

Dethlefsen - Corpo, Anima e Spirito



Il corpo

Il corpo - nell’uomo vivente – si distingue dalla semplice somma delle sostanze chimiche di cui è composto, in quanto a tutte sottostà (ovvero: su tutte sovra-sta) un’idea comune che contribuisce a formare il concetto globale “uomo”.



Questo fatto non è ovvio. Molto più ovvio è quanto possiamo osservare quando un corpo va in putrefazione: tutte le componenti chimiche seguono le leggi loro proprie (la loro propria volontà) e non soggiacciono a nessuna concezione globale.

Se questo però avviene nell’uomo vivente, questo significa che in lui deve essere all’opera una istanza che possiede l’autorità sufficiente a coordinare le differenze materiali.

Questa istanza deve essere tipica dell’uomo vivente, in quanto nel morto non la ritroviamo più.

Sul piano materiale è noto che quando un individuo muore non scompare niente.

Di conseguenza l’istanza che andiamo cercando non può essere di natura materiale, perché se il criterio essenziale di questa istanza è la capacità di coordinare la materia, difficilmente avrebbe potuto - essa stessa - essere materia.

Chi ha assistito all’accadere della morte sa che quando uno muore la coscienza e la vita di chi muore si dissolvono. E’ ipotizzabile che l’istanza che andiamo cercando corrisponda ad uno di questi due “concetti”.

L’anima


Ma cos’è allora la coscienza? L’uomo è consapevole di se stesso. Egli sperimenta se stesso come individuo che è - e che percepisce - dalla nascita fino alla morte. Questa coscienza costituisce una continuità che il corpo – il quale continuamente distrugge e costruisce cellule - non possiede.

Un concetto diverso, più antico è l’anima. Anima significa coscienza, individualità, è istanza che riunisce e trasforma in unità le diverse componenti materiali del corpo e le coordina. L’anima è una istanza autonoma, che si distingue qualitativamente dal corpo materiale.

La nostra moderna psicologia non conosce purtroppo - ancora - l’anima. Ha creato una terminologia specialistica che crea l’impressione di sapere tutto dell’anima, delle sue profondità e dei suoi livelli, ma in realtà la psicologia non è riuscita – fino ad ora – neppure a stabilire un contatto con l’anima umana.


La psicologia indaga nell’uomo l’elemento psichico, ovvero il manifestarsi dell’anima. Tuttavia questo elemento non è l’anima, ma il prodotto di questa stessa scienza. Confondendo questi due concetti, la psicologia ritiene che la funzione dell’anima umana sia un prodotto del cervello e di un sistema nervoso intatto, e ne deduce che con la perdita dei presupposti materiali anche l’anima cessi di esistere.

Quando noi parliamo di anima o coscienza, intendiamo una istanza autonoma, non materiale, che non è un prodotto o un derivato della materia – come cervello, sistema nervoso e simili – né dipende in qualche modo da essa.

Le religioni, gli iniziati ed i mistici sanno da sempre dell’esistenza di quest’anima e della sua sopravvivenza alla morte fisica.

La psiche, ovvero l’anima della psicologia - compresa la psicologia del profondo - non coincide con il concetto sopra esposto, ma soltanto con i suoi prodotti di eliminazione.

La psiche - l’anima della psicologia – è il luogo degli impulsi, delle paure, dei conflitti e dei complessi, un concetto globale che esprime alcune manifestazioni dell’anima, mai chi agisce, cioè l’anima in se stessa che si manifesta.

Si suppone che chi agisce sia localizzato nel cervello e nel sistema nervoso centrale. Ma allora chi induce il cervello ed il sistema nervoso a lavorare? La scienza sa che la materia necessita sempre di una informazione per poter essere attiva e le informazioni tuttavia non sono materiali.

Occorre infatti ricordare che ovunque, in natura - dove si svolgono processi di configurazione – deve essere presente l’informazione, cioè la coscienza o l’anima. Nell’ambito terrestre - la dimensione della materia – l’anima ha bisogno di un latore materiale, che tuttavia è di natura sottile e di qualità diversa.

Gli esperimenti condotti da Harold Saxon Burr, professore alla Yale University, sui campi elettrici che circondano gli organismi viventi, hanno evidenziato che intorno ad un chicco di grano è presente un campo avente la forma della pianta matura cresciuta – ed intorno ad un uovo di rana un campo avente la forma del corpo di una rana adulta: un campo aurico di informazioni.

Ogni nuova cellula trova il suo posto in queste immagini invisibili, ma misurabili. Questi risultati sperimentali confermano il concetto esoterico secondo cui tutti gli esseri viventi si sviluppano e si evolvono secondo una forma predeterminata, un ordine implicito di livello superiore.

La vita

Dopo avere enunciato i concetti di corpo e di anima, resta un concetto molto importante, cioè la vita. La vita non può essere sinonimo di coscienza, in quanto già il linguaggio differenzia mancanza di coscienza e morte. La vita non consiste neppure nella materia, perché le espressioni della vita si manifestano – si rendono visibili – nell’ambito della materia.

La vita è, per l’uomo, il più grande dei misteri. Se già l’anima è ignota alla scienza, ancor più lo è la vita nel suo autentico significato. La scienza è in rapporto con essa semplicemente con i suoi effetti materiali, ma la vita in se stessa non la conosce. L’uomo non può produrla e non può distruggerla. La vita è una qualità che sfugge completamente ai suoi approcci ed alle sue analisi.


Ognuno conosce per sentito dire la classica tripartizione: corpo, anima e spirito. La filosofia ermetica insegna che lo spirito è vita. La vita – lo spirito – contrariamente all’anima, è impersonale, anonima. C’è soltanto uno spirito, una vita.

Quando lo spirito agisce attraverso di noi, allora si vive. Terminata la vita - l’esperienza terrestre - si conclude semplicemente questo rapporto, ma la vita non viene affatto distrutta.

C’è soltanto uno spirito e quindi anche la vita dentro di noi rappresenta una unita, la “scintilla divina” di un fuoco permanente che esiste contemporaneamente e sempre, in ogni essere vivente. L’uomo - come qualsiasi altro prodotto della natura – consiste di corpo, anima e spirito.

Egli vive se stesso come unità e chiama questa unità “io”

Osservando attentamente questa unità corporea “uomo” si può notare che esso è composto da altre unità, come gli organi. Altrimenti non si potrebbe distinguere un cuore da un fegato. Questa funzionalità individuale presuppone anche che ogni organo possieda una coscienza individuale.

Questo pensiero può parere insolito, dato che noi attribuiamo sempre e solo a noi stessi una coscienza. La maggior parte degli uomini è disposta a concedere una coscienza al proprio cane, sebbene questa coscienza del cane sia indubbiamente diversa da quella dell’uomo.

Attribuire una coscienza ad una mosca appare tuttavia più problematico, anche se sorge spontaneo chiedesi come mai si debba operare una simile distinzione. Tutto ciò che si evolve vivendo e mostra una sua individualità ha una coscienza, anche se talvolta abbiamo difficoltà a percepire la nostra coscienza insieme a quella di altre forme di vita.


Bene o male dobbiamo concedere anche ai nostri organi questa “coscienza”. Il fegato sente se stesso come unità ed individualità chiusa in se stessa. Il suo compito – secondo ‘ordine implicito – è solo quello di compiere unicamente le sue prestabilite funzioni di fegato, altrimenti l’individualità “uomo”, al esso preposta e nella quale il fegato è integrato organicamente, ne soffrirebbe.

Osservando attentamente l’individuo fegato, ci imbattiamo nella dualità. Esso è autopoietico, vive e può riprodursi, possiede quindi – senza alcun dubbio – una coscienza, sente di esistere. Il suo compito è di essere in tutto e per tutto una unità, una cellula epatica.

Se questa situazione non soddisfa, se vive nel disagio, la sua coscienza e scopre un desiderio di libertà, si trasforma in cellula tumorale, in quanto abbandona l’ordine implicito prestabilito,

L’uomo che si trova ad avere in sé queste cellule anarchiche non se ne rallegra di certo anzi, cerca di eliminarle per garantire a se stesso la propria esistenza. Come la cellula – in quanto individuo – è parte organica dell’individuo maggiore costituito dall’organo e l’organo a sua volta è parte dell’individuo uomo, così anche l’uomo è parte di una unità maggiore.

L’uomo è soltanto una cellula di un organismo che chiamiamo umanità (umani in unità) che a sua volta è partesi un organismo che chiamiamo pianeta terra. Come tutti i pianeti, anche la terra ha una intelligenza individuale e possiede non solo un corpo, ma anche una coscienza. Se questo non accadesse non avremmo un corpo planetario intatto, bensì un cadavere di pianeta.

In altre parole possiamo considerare non soltanto le forme corporali di manifestazione. Ogni corpo, sia esso sasso, pianta o animale, possiede un’anima e uno spirito, altrimenti avremmo avanti a noi un cadavere, che ben presto abbandona la sua forma originaria.

Anche un pianeta è soltanto un organo di un essere vivente più grande, il sistema solare, e così via. Se l’uomo considera un po’ quest’ordine implicito e lo osserva con attenzione, si rende ben presto conto che egli stesso, in quanto cellula di un organismo superiore, deve solo adempiere ad un compito, cioè compere il servizio che gli è stato affidato nell’universo.

L’uomo deve vivere secondo questo e fare del suo meglio per essere una cellula - una unità organica - il più possibile utile a questo ordine implicito, così come egli si aspetta che facciano le cellule del corpo in cui vive, altrimenti lui stesso diventerà una cellula tumorale di questo mondo.
Se egli abbandona volontariamente quest’ordine per assaporare – secondo il libero arbitrio – questa malintesa libertà, non dovrebbe meravigliarsi di venire eliminato.

Perché: Come in alto, così in basso.

Per approfondire: Thorwald Dethlefsen - Il destino come scelta - Edizioni Mediterranee, pagg. 26-31